Siglato il protocollo tra la Puglia e il Distretto tecnologico dell’energia

eolicoAumentare l’eccellenza nel settore dell’energia, per non comprare più tecnologia all’estero. È il principio alla base dell’accordo firmato a Bari durante il forum “L’energia rinnovabile prospettive e nuovi scenari” organizzato nello spazio sette della Fiera del Levante. Un protocollo d’intesa tra la Regione Puglia e il Distretto Tecnologico Nazionale dell’Energia (Di.T.N.E), siglato dal governatore Nichi Vendola e dal Presidente del Di.T.N.E. Francesca Iacobone, milanese, docente all’Università degli Studi Roma Tre. Un accordo di otto articoli attraverso il quale la Puglia mira a conquistare la leadership nel settore, puntando su quella che il governo regionale considera la più importante delle sue forze: l’energia intellettuale, l’unica in grado, attraverso la ricerca, di rendere la Puglia leader nelle tecnologie legate all’energia. “Questo protocollo apre una porta che ci permette di guardare con più coraggio al futuro”, ha detto il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, mentre ci accingeva a siglare l’intesa. “Il Distretto ci permette di far crescere le conoscenze scientifiche e di sviluppare la nostra economia. Speriamo che il governo nazionale non ci venga a provocare: sulle fonti fossili abbiamo già dato, adesso vogliamo andare avanti col sole, col vento e con la terra”.

“Oggi stiamo per realizzare un altro sogno - ha aggiunto Francesca Iacobone -: vendere all’estero le nostre eccellenze”. Il “Distretto Tecnologico dell’Energia” è il quarto distretto tecnologico della regione, dopo il Dhitech di Lecce (per l’hi-tech), il Distretto della Meccatronica di Bari, e il Dare di Foggia per l’agroalimentare. Istituito ad agosto, con sede ufficiale a Brindisi, nasce in Puglia per una ragione precisa: l’eccellenza raggiunta nelle rinnovabili. Per la produzione di “energie buone” la Puglia è già leader con la sua prima posizione per l’eolico, terza per il fotovoltaico e quarta per le biomasse. Adesso la missione del Di.T.N.E. è realizzare attività di trasferimento tecnologico dal sistema della ricerca a quello imprenditoriale. Una possibilità che la Puglia possiede per la presenza di atenei e di centri di ricerca eccellenti, per le imprese innovative, per i finanziamenti pubblici. Il Distretto – si legge sul Protocollo - è composto da tutte le università pugliesi pubbliche, da Roma Tre e altre importanti università pubbliche e private italiane, dalla maggior parte degli enti di ricerca e da aziende nazionali e pugliesi del comparto dell’energia.
Missione del Di.T.N.E è realizzare attività di trasferimento tecnologico dal sistema della ricerca a quello imprenditoriale, mentre la Regione Puglia da parte sua si impegna a svolgere ogni utile azione per consentire l’avvio del Distretto, “favorendo il ricorso agli strumenti di programmazione regionale 2007-13. La Regione, inoltre, si impegna a definire con i Ministeri competenti il percorso per l’accesso del Di.T.N.E ai fondi di rilevanza nazionale”.
Sul questo protocollo, che costituisce il riconoscimento ufficiale del Distretto da parte della Regione Puglia, si è animata la discussione durante l’ultima sessione del forum. “Adesso il Governo nazionale dovrebbe investire di più sulle rinnovabili”, ha commentato Sandro Frisullo, Vice Presidente della Regione Puglia e Assessore allo Sviluppo economico. “La Germania, che non ha il nostro sole, ha riconvertito alle rinnovabili l’industria pesante, creando centinaia di migliaia di posti di lavoro. Dovremmo fare lo stesso in Italia”. Aver voluto in questa regione il Distretto nazionale dell’energia – ha continuato Sandro Frisullo - è il riconoscimento che la Puglia è diventata il motore di questa sfida. Per questo non ci accontentiamo più di cifre importanti per la produzione di energie rinnovabili: vogliamo fare la filiera per non dipendere più da Giappone e Germania. Noi chiediamo agli investitori di venire qui a creare la nuova industria, sostenibile, che dà lavoro ai giovani. Così la Puglia innova, guardando avanti e non indietro”.

Un punto, questo, che il presidente del Di.T.N.E ha fatto proprio spiegando la scelta di creare il distretto in questa regione: “La Puglia – ha detto – è la regione che più ha investito in questo settore, è la migliore produttrice di energia ed è la regione nella quale l’esperienza dei distretti è stata la più vincente. Su venticinque distretti in tutta Italia la Puglia ne ha quattro, un record che nessuno ha raggiunto”. Domenico Laforgia, rettore dell’Università del Salento, è stato tra i promotori del distretto. Nel suo intervento ha ricordato alcuni aspetti della storia pugliese: “La mancanza di acqua in Puglia ha determinato un forte ritardo nello sviluppo. Bari ha potuto disporre di 70 MW di energia solo dal 1958. Adesso la tecnologia ci permette di non essere più in ritardo. Quella del distretto è un’iniziativa strategica grazie alla quale la Puglia assume il diritto di guidare lo sviluppo dell’energia nel futuro”. Un’affermazione fatta propria da Corrado Petrocelli, rettore dell’Università di Bari, che ha aggiunto: “Non è possibile innovazione senza ricerca. Se non si investe su questo siamo condannati al declino”.
Sul Di.T.N.E è intervenuta anche Grazia Francescato, coordinatore nazionale dei Verdi: “Questo distretto mette insieme il mondo del sapere con quello della produzione, con interessanti risvolti occupazionali. Tutto questo è possibile però se non si smantellano né l’università né le conquiste ambientali”.

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