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	<title>Mondocasablog &#187; Ambiente</title>
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		<title>Il gas radon, un pericolo nascosto nei materiali da costruzione</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Oct 2011 22:00:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Molti ancora non conoscono il potenziale nocivo del radon, un gas che non si percepisce con l&#8217;olfatto perché incolore, inodore e insapore. Eppure questo gas è riconosciuto dall’Organizzazione Mondiale della [...]]]></description>
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<strong>Eppure questo gas è riconosciuto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come seconda causa per l’insorgenza del tumore al polmone. Questo gas è presente in quantità molto variabile su tutta la superficie terrestre e di conseguenza anche nei materiali da costruzione: come cementi, tufi, pozzolane, laterizi, graniti, ecc.</strong><br />
<span id="more-20987"></span><br />
Quindi l’uomo non è il responsabile della presenza di tale elemento, perché esso esiste da sempre in natura ed in forma di gas viaggia liberamente nell’aria e in misura minore nell’acqua, seguendo i moti convettivi. In condizioni naturali i suoi valori sono tali da renderlo innocuo, ma quando penetra negli ambienti chiusi con inadeguati ricambi di aria sorge il problema delle alte concentrazioni e quindi della minaccia per la salute.<br />
Bisogna prevenire e non provvedere. Per  evitare che nella propria <strong>casa </strong>si raggiungano pericolosi livelli di concentrazione è opportuna la prevenzione, ma come? Garantendo all’ambiente circoscritto un adeguato numero e volume di ricambi di aria, provvedendo alla sigillatura delle giunzioni pavimento-parete e degli impianti, consentendo l’aerazione degli ambienti.<br />
Per eseguire in modo immediato misurazioni e controlli, esistono sensori in grado di rilevare radiazioni ionizzanti, naturali e non. Fino ad ora il metodo più diffuso ed economico (per es. quello che si usa nei reparti di radiologia), richiama dei dosimetri in cui un materiale sensibile alle radiazioni presenta &#8220;tracce&#8221; indelebili quando viene attraversato da queste: al termine dell&#8217;esposizione il dispositivo viene portato in laboratorio ed analizzato.<br />
Un processo sicuramente valido ma che non risponde alle esigenze di una risposta immediatezza da parte di un privato. Esistono però dispositivi che funzionano senza l’ausilio di un addetto specializzato: basta posizionarli nel luogo interessato ed attivare la batteria. Il controllo e la programmazione del sensore possono avvenire anche successivamente a distanza, mediante un PC o un palmare.<br />
Quindi, no al pessimismo, il rimedio c&#8217;è. Ora vogliamo augurarci che a livello legislativo in ambito QI, cioè del controllo della qualità dell’aria degli ambienti confinati, anche per il radon vengano stabilite norme prescrittive precise così come si è già fatto per il tabacco, per i prodotti da sistemi di combustione e, più recentemente, per le concentrazioni di VOC dei prodotti di manutenzione e rifinitura.</p>
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		<title>Consumi energetici degli edifici, nuovo standard internazionale</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Sep 2011 22:00:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[UNEP (Programma Ambientale delle Nazioni Unite) ha messo a punto un nuovo sistema per misurare i consumi energetici e le emissioni di gas serra di abitazioni e uffici: Common carbon [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2011/09/Consumi-energetici-degli-edifici-nuovo-standard-internazionale.jpg?9d7bd4" alt="" title="Consumi energetici degli edifici nuovo standard internazionale" width="300" height="200" class="left" /><strong><em>UNEP (Programma Ambientale delle Nazioni Unite) ha messo a punto un nuovo sistema per misurare i consumi energetici e le emissioni di gas serra di abitazioni e uffici: Common carbon metric (Ccm). </em></strong><br />
<strong>Lo strumento è in fase di test presso l&#8217;Organizzazione Internazionale per la Standardizzazione (ISO), che sviluppa e divulga standard internazionali nei 162 Paesi in cui è presente. All’UNEP sono convinti che il settore dell’edilizia possieda un grande potenziale per contribuire a significative riduzioni delle emissioni di gas serra, secondo le dichiarazioni di Sylvie Lemmet, direttore della divisione Tecnologia, industria ed economia del Programma delle Nazioni Unite.</strong><br />
<span id="more-20866"></span><br />
Quindi lo sviluppo del<strong> Common carbon metric</strong> e la decisione dell’ISO di considerarlo come uno standard internazionale possono diventare passi importanti per rimuovere le barriere che bloccano questo potenziale di riduzione e fornire un percorso verso una maggiore efficienza energetica nel settore dell’edilizia.<br />
L’obiettivo è mettere a punto un sistema di calcolo omogeneo attraverso un protocollo coerente e standardizzato. Dal protocollo possono essere sviluppate <strong>linee guida per architetti, designer e costruttori.</strong><br />
<strong>Common carbon metric</strong> è stato progettato per misurare il <strong>consumo di energia</strong> di un edificio in uso; non si applica alla fase di costruzione ma controlla giornalmente la performance degli edifici e l&#8217;80-90 per cento del loro consumo totale di energia, durante tutta la loro vita, periodo nel quale producono la maggior quantità di emissioni.<br />
Il sistema prevede due distinti approcci: un <strong>modello &#8216;top-down&#8217;</strong>, che prende le misure da un <strong>insieme di edifici,</strong> o un <strong>modello &#8216;bottom-up&#8217;,</strong> che viene applicato ad un singolo <strong>edificio</strong>. Dopo i test iniziali eseguiti nel 2010, il Ccm è stato poi sottoposto ad un’ulteriore fase di sperimentazione, da poco avviata e i cui primi risultati saranno presentati ad ottobre.<br />
Se ISO riterrà appropriati i nuovi progetti di standard internazionali sui <strong>consumi energetici </strong>e le emissioni di CO2, una volta definiti, essi potrebbero essere adottati entro tre anni.<br />
Secondo le stime dell&#8217;ONU, il <strong>settore delle costruzioni</strong> rappresenta, attualmente, la causa principale delle emissioni di gas a effetto serra, con circa un terzo del<strong> consumo energetico globale </strong>che avviene negli <strong>uffici e nelle case</strong>. Inoltre, le emissioni collegate agli edifici sono destinate ad aumentare dagli 8,6 miliardi di tonnellate del 2004 ai 11 miliardi di tonnellate del 2020.<br />
Con lo sviluppo e l’adozione di nuovi standard per gli edifici, i governi potrebbero pianificare in modo più efficace il raggiungimento degli obiettivi nazionali in materia di <strong>sostenibilità </strong>e di riduzione delle emissioni di carbonio. Il Ccm potrebbe per di più sostenere le proposte di programmi di crediti di carbonio e altri meccanismi di <strong>riduzione delle emissioni.</strong><br />
Sempre secondo l&#8217;UNEP, il Ccm potrebbe essere utilizzato in tutto il mondo, anche nei Paesi in via di sviluppo, dove gli attuali metodi per misurare il <strong>consumo energetico</strong> e i livelli di emissioni durante il ciclo di vita di un edificio manifestano notevoli limiti.<br />
<strong>Fonte: UNEP</strong></p>
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		<title>Arriva la classificazione europea delle rubinetterie</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Aug 2011 22:00:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il nuovo sistema di classificazione è stato accolto in maniera estremamente favorevole dal settore Sulla spinta della maggiore consapevolezza in tema di tutela dell’ambiente e di risparmio idrico ed energetico, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2011/08/Arriva-la-classificazione-europea-delle-rubinetterie-300x135.jpg?9d7bd4" alt="" title="Arriva la classificazione europea delle rubinetterie" width="300" height="135" class="left" /><strong><em>Il nuovo sistema di classificazione è stato accolto in maniera estremamente favorevole dal settore</em></strong><br />
<strong>Sulla spinta della maggiore consapevolezza in tema di tutela dell’ambiente e di risparmio idrico ed energetico, è sempre più sentita fra i consumatori l’esigenza di indicazioni chiare e affidabili per una decisione di acquisto consapevole. Con l’introduzione del primo sistema di classificazione europeo WELL è stata creata una piattaforma grazie alla quale l’efficienza delle rubinetterie in termini di risparmio idrico ed energetico viene resa immediatamente riconoscibile. Allo stesso tempo, i fabbricanti dei prodotti così classificati possono rimarcare la propria attenzione all’uso responsabile della risorsa acqua.</strong><br />
<span id="more-20382"></span><br />
Con la nuova etichetta <strong>“Water Efficiency Label”</strong> l’industria europea delle <strong>rubinetterie </strong>stabilisce dei punti di riferimento a livello internazionale. <strong>Il sistema di valutazione</strong> è semplice, rende immediatamente evidente il <strong>risparmio </strong>effettivamente ottenuto con l’impiego di rubinetteria di una categoria superiore e fornisce in questo modo un’informazione effettivamente trasparente <strong>ai consumatori e agli investitori. </strong><br />
<strong>L’etichetta “WELL” </strong>viene utilizzata per <strong>rubinetti di bagno e cucina, soffioni e tubi per doccia, sistemi di sciacquo per orinatoi e wc e accessori. </strong>Si distingue fra l’impiego in locali pubblici e commerciali <strong>(“public”)</strong> e <strong>l’uso domestico privato (“home”).</strong> A livello <strong>“public”</strong> l’attenzione è focalizzata sull’economicità dell’utilizzo dell’acqua e sulle maggiori esigenze igieniche. I <strong>prodotti &#8220;home” </strong>devono invece assolvere ad altre funzioni e devono anche, qualora il singolo utente lo desideri, permettere l’utilizzo dell’acqua per <strong>applicazioni wellness.</strong><br />
Di conseguenza sono previste<strong> diverse categorie di valutazione per i singoli gruppi di prodotti:</strong> per i rubinetti per bagno e cucina, tubi e soffioni per doccia i criteri sono quantità (portata), temperatura e tempo (solo nella categoria “public”); per i sistemi di sciacquo per orinatoi e wc i criteri di riferimento sono quantità (volume di sciacquo), programma di sciacquo e igiene.<br />
Per ciascun criterio vengono assegnate al massimo due stelle; i <strong>rubinetti “public” </strong>possono quindi ottenere fino a sei stelle e i<strong> prodotti “home” </strong>fino ad un massimo di quattro stelle. Il processo prevede inoltre una possibilità di “upgrade”. Nelle categorie portata e temperatura si possono inoltre ottenere rispettivamente due stelle in più se un prodotto è costituito da più componenti singoli o può essere dotato di accessori che ne aumentino l’<strong>efficienza</strong>.<br />
La procedura per la <strong>classificazione </strong>viene completata esclusivamente online e prevede come prerequisito fondamentale l’attestazione della conformità alle norme europee. La <strong>classificazione </strong>è valida inizialmente per un massimo di cinque anni, con l’opzione di estensione per ulteriori cinque anni. <strong>I dettagli dello schema di classificazione sono disponibili sul sito www.well-online.eu.</strong><br />
<strong>L’etichetta WELL</strong> è un <strong>sistema di classificazione di EUnited Valves, </strong>il comparto più giovane di EUnited, associazione europea dei costruttori di macchine, che ora comprende cinque comparti e rappresenta un settore con un volume di produzione di oltre 400 miliardi di euro. EUnited Valves concentra le proprie attività su tre aspetti principali. Per prima cosa segue <strong>l’elaborazione delle direttive europee</strong>. Rappresentare gli interessi del settore presso la <strong>Commissione europea</strong> diventa sempre più importante data la sempre minore rilevanza delle normative tecniche nazionali. Il terzo fulcro delle attività, infine, è lo scambio di informazioni ed esperienza sullo sviluppo del mercato europeo, per soddisfare le aspettative dei produttori di rubinetteria operanti a livello europeo e internazionale.<br />
<strong>Di certo rubinetti efficienti per il <strong>risparmio idrico ed energetico</strong> non sono sufficienti.</strong> È  fondamentalmente più importante pensare a sistemi di tubazioni che preservino le qualità dell’acqua potabile fino all’ultimo punto di prelievo. Per questo gli utenti devono incaricare progettisti, professionisti e tecnici installatori di eseguire le relative verifiche sugli impianti esistenti. È inoltre necessaria maggiore cautela in merito al generale abbassamento della temperatura nel serbatoio di acqua calda sanitaria da 60° a circa 45°: ciò potrebbe causare notevoli <strong>problemi di igiene (sviluppo di legionella)</strong> ed essere quindi controproducente. In questo caso la salute deve venire prima del <strong>risparmio di energia.</strong><br />
Anche l’adozione, in alternativa, di <strong>metodi di disinfezione chimica a lunga durata </strong>è considerata con scetticismo dagli esperti. La concentrazione necessaria perché questi prodotti siano efficaci è in genere notevolmente superiore ai valori consentiti dalle <strong>normative per l’acqua potabile; </strong>inoltre <strong>l’impiego di disinfettanti nell’impianto domestico cela spesso in sé rischi per la salute in caso di uso improprio. </strong><br />
<strong>www.well-online.eu<br />
www.eu-nited.net/valves</strong></p>
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		<title>Abitare, dalla casa all&#8217;ecoquartiere</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Jul 2011 22:00:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Città verdi e reti intelligenti è uno dei temi del Premio all&#8217;Innovazione Amica dell&#8217;Ambiente la cui edizione di quest&#8217;anno è intitolata &#8221;Sostenibilità oggi&#8221; e pone al centro le città verdi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2011/07/Abitare-dalla-casa-allecoquartiere.jpg?9d7bd4" alt="" title="Abitare dalla casa allecoquartiere" width="267" height="200" class="left" /><strong><em>Città verdi e reti intelligenti è uno dei  temi del Premio all&#8217;Innovazione Amica dell&#8217;Ambiente la cui edizione di quest&#8217;anno è intitolata &#8221;Sostenibilità oggi&#8221; e pone al centro le città verdi, le reti intelligenti e le risorse rinnovabili. </em></strong><br />
<strong>La sfida della sostenibilità si vince nelle nostre città e nei nostri paesi. Nelle città del prossimo futuro non basterà più costruire edifici a emissioni zero, ma sarà sempre più necessario agire su &#8221;porzioni di città&#8221; per avere economie di scala e per fare da volano al resto del territorio.</strong><br />
<span id="more-20279"></span><br />
È dai quartieri che può partire la <strong>rigenerazione urbana</strong> come indirizzo per riportare qualità e identità nelle nostre città e nei nostri territori, creando comunità, servizi di prossimità e <strong>sostenibilità</strong>. L&#8217;ultima sezione del <strong>Bando 2011 di Legambiente e Confindustria </strong>valuta le realizzazioni che hanno puntato su:<br />
<strong>- riqualificazione e recupero di aree dismesse o degradate;<br />
- raccolta e riciclo di acque e rifiuti, efficienza e utilizzo di fonti di energia rinnovabile: i servizi urbani di caseggiato e di quartiere;<br />
- impiego di tecnologie nella gestione degli edifici e di quartiere (istruzioni, manutenzione, corretto utilizzo impianti, gestione energetica);<br />
- minor consumo di risorse sia rinnovabili che non rinnovabili anche attraverso servizi di prossimità e impiego di materiali a ridotto impatto in tutte le fasi del ciclo di vita</strong>.<br />
&#8221;<strong>La green economy </strong>sta diventando una realtà sempre più radicata nel nostro Paese e sono sempre più numerose le imprese che hanno fatto della <strong>sostenibilità </strong>un marchio di <strong>garanzia ed efficienza</strong> – commenta <strong>Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente</strong> –. L&#8217;<strong>innovazione </strong>passa innanzitutto attraverso scelte politiche o di mercato virtuose e coraggiose di chi pensa davvero che la rivoluzione ambientale sia diventata conveniente da un punto di vista economico e sociale.<br />
<strong>Fonti rinnovabili ed efficienza energetica</strong> sono infatti la chiave di volta per una <strong>politica energetica sostenibile,</strong> in grado di ridurre la dipendenza dalle fonti fossili e, di conseguenza, le <strong>emissioni di gas serra</strong>. Ma lo sono anche agricoltura e mobilità che rappresentano un fattore fondamentale di modernizzazione, sia sul fronte della lotta ai<strong> cambiamenti climatici </strong>che nell&#8217;arrestare il consumo di suolo. Per queste ragioni Legambiente, anche quest&#8217;anno, vuole premiare e valorizzare l&#8217;impegno di chi, con l&#8217;obiettivo di uno sviluppo complessivamente più sano e sostenibile dell&#8217;economia e della società, ha scelto di percorrere questa strada&#8221;.<br />
&#8221;Negli ultimi anni l&#8217;impegno della Fondazione Cariplo sul tema della <strong>sostenibilità </strong>a livello locale si è progressivamente intensificato, attivando un numero rilevante di progetti sui temi dell&#8217;<strong>ambiente e dell&#8217;efficienza energetica</strong>. &#8211; ha osservato Marco Frey, membro del CdA della Fondazione incaricato per le tematiche ambientali &#8211; Gli obiettivi strategici della Fondazione in quest&#8217;ambito sono volti a promuovere la conoscenza e le buone pratiche relative allo sviluppo sostenibile e l&#8217;innovazione gestionale e tecnologica orientata alla<strong> tutela e valorizzazione delle risorse ambientali e territoriali. </strong><br />
<strong>Il Premio Innovazione Amica dell&#8217;Ambiente</strong>, che la Fondazione sostiene da molti anni, va proprio in questa direzione, coinvolgendo soggetti profit e non. Vanno inoltre sottolineati l&#8217;evoluzione e il significativo ampliamento che i temi oggetto del bando hanno avuto nel tempo, andando a stimolare, ad esempio, le amministrazioni pubbliche sulla possibilità di un diverso sviluppo di aree e quartieri dal punto di vista della <strong>sostenibilità ambientale ed energetica</strong> non solo degli edifici, ma anche dei servizi e dei sistemi di mobilità&#8221;.<br />
<strong>NOTA</strong><br />
<strong>Sono aperte fino al 24 ottobre 2011 le iscrizioni al Bando 2011, promosso da Legambiente e Confindustria, del Premio all&#8217;Innovazione Amica dell&#8217;Ambiente. </strong>Il Premio è rivolto non solo al mondo delle imprese che guarda all’innovazione e alle amministrazioni pubbliche, ma anche ai centri di ricerca, ai liberi professionisti e alle associazioni di cittadini che producono beni o erogano servizi. Anche quest&#8217;anno i riflettori saranno puntati sulle <strong>eco-innovazioni</strong> di prodotto, di processo e di sistema che partano dalla ricerca di modelli di sviluppo in grado di preservare il capitale naturale, dalla cura e valorizzazione dei territori italiani, nel rispetto della legalità e con il coinvolgimento e la collaborazione di tutti gli interlocutori.<br />
<strong>Domande entro il 24 ottobre</strong><br />
Le domande di partecipazione e le schede tecniche devono essere compilate direttamente sul sito<strong> www.premioinnovazione.legambiente.org </strong>dove è possibile scaricare il <strong>Bando</strong>. I vincitori avranno diritto all&#8217;uso del logo <strong>&#8221;Innovazione Amica dell&#8217;Ambiente&#8221;</strong>, la lampadina dalla foglia verde affiancata al &#8221;Cigno&#8221; di Legambiente sulla comunicazione legata all&#8217;innovazione premiata, per la durata di un anno.</p>
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		<title>Tagli alle rinnovabili? GIFI: urgono certezze per il fotovoltaico</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Jul 2011 22:00:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[A rischio posti di lavoro, fuggono gli investitori Fiato sospeso per gli incentivi alle imprese dell&#8217;energia rinnovabile. Nelle bozze della manovra economica del Governo circolate in questi giorni si prevedeva [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2011/07/Tagli-alle-rinnovabili-GIFI-urgono-certezze.jpg?9d7bd4" alt="" title="Tagli alle rinnovabili GIFI urgono certezze" width="266" height="200" class="left" /><strong><em>A rischio posti di lavoro, fuggono gli investitori </em></strong><br />
<strong>Fiato sospeso per gli incentivi alle imprese dell&#8217;energia rinnovabile. Nelle bozze della manovra economica del Governo circolate in questi giorni si prevedeva il taglio del 30% degli incentivi al settore delle rinnovabili a partire dal 1 gennaio 2012.</strong><br />
<span id="more-20072"></span><br />
Nonostante che la versione sottoposta all&#8217;attenzione del Capo dello Stato<br />
sia stata emendata di questo provvedimento lo stato di preoccupazione da<br />
parte di tutti gli operatori italiani e stranieri resta altissima. Non sono<br />
bastate neanche le rassicurazioni dei giorni scorsi dei ministri Paolo<br />
Romani e Stefania Prestigiacomo e neanche le parole del Sottosegretario<br />
allo Sviluppo Stefano Saglia <strong>&#8221;Il taglio agli incentivi nella manovra non<br />
c&#8217;era e non c&#8217;è e non ci sarà&#8221;.</strong><br />
Valerio Natalizia, presidente di ANIE/GIFI, Gruppo Imprese Fotovoltaiche<br />
Italiane, ritiene che &#8221;Le voci che si sono rincorse da giovedì 30 Giugno<br />
hanno creato il panico nel settore, molti operatori hanno rinunciato ad<br />
investire. II comparto del <strong>fotovoltaico </strong>esce stremato da quattro mesi di totale blocco a seguito del provvedimento di sospensione degli incentivi contenuto nel<strong> Decreto Legislativo 3 marzo 2011, n. 28</strong> di attuazione della direttiva sulla <strong>promozione dell&#8217;uso dell&#8217;energia da fonti rinnovabili e che ha causato numerosi fallimenti e sensibili riduzioni del personale.</strong> Ora ancora voci di possibili tagli agli <strong>incentivi </strong>appena fissati. Il settore delle <strong>rinnovabili </strong>ha bisogno di stabilità e sicurezza. <strong>Chiediamo al governo impegni precisi&#8217;</strong>&#8216;.<br />
Le imprese aderenti ad ANIE/GIFI ancora una volta ribadiscono che il <strong>settore fotovoltaico</strong> rappresenta una voce importante nel <strong>settore dell&#8217;energia rinnovabile</strong>, soprattutto alla luce dei risultati del referendum sul nucleare. Solo in queste ultime settimane si iniziavano a registrare i primi<strong> timidi segnali di ripresa</strong>, una <strong>ripresa comunque lenta.</strong> Gli istituti di credito nazionali, seppur con molte paure e perplessità, stavano tornando ad investire nel settore. Ma le voci provenienti da Roma rendono complicata qualsiasi pianificazione. C&#8217;è chi crede ormai che nel nostro Paese sia difficile fare un contratto con lo Stato.</p>
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		<title>Per il risparmio energetico la casa passiva</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Jul 2011 22:00:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[I requisiti e i vantaggi della casa passiva rispetto a una casa deltradizionale. Alcune delle caratteristiche della casa passiva: super isolamento, protezioni solari e impianti che consumano meno di un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2011/07/Per-il-risparmio-energetico-la-casa-passiva.jpg?9d7bd4" alt="" title="Per il risparmio energetico la casa passiva" width="279" height="200" class="left" /><strong><em>I requisiti e i vantaggi della casa passiva rispetto a una casa deltradizionale.</em></strong><br />
<strong>Alcune delle caratteristiche della casa passiva: super isolamento, protezioni solari e impianti che consumano meno di un ferro da stiro. Sono queste le caratteristiche richieste dallo standard che l&#8217;Unione Europea sta proponendo per tutte le nuove costruzioni a partire dal 2021.</strong><br />
<span id="more-20067"></span><br />
Il primo <strong>vantaggio </strong>che offre la <strong>casa passiva è il risparmio energetico</strong>: infatti, non ha bisogno del tradizionale sistema di <strong>riscaldamento </strong>perché il suo bisogno di calore da <strong>riscaldamento </strong>è molto ridotto senza per questo perdere in comfort.<br />
Se si ha in programma l&#8217;acquisto di una casa è consigliabile, quindi, optare per una <strong>casa passiva,</strong> naturalmente facendo attenzione a tutte le componenti di un <strong>acquisto </strong>così importante.<br />
La casa passiva deve essere di classe superiore alla A, quindi è opportuno richiedere e verificare l&#8217;attestato di certificazione energetica della casa che si vuole acquistare. L&#8217;attestato non costa nulla.<br />
In fase di <strong>progettazione</strong>, rivolgersi ad uno studio di <strong>progettazione </strong>o a <strong>professionisti (architetti o ingegneri)</strong> con specifiche competenze in materia di <strong>efficienza energetica </strong>nell&#8217;edilizia. I costi di costruzione non sono superiori al 15-20% rispetto a quelli di un&#8217;<strong>abitazione </strong>tradizionale paragonabile.<br />
Particolare attenzione alla scelta dei <strong>sistemi di illuminazione, degli elettrodomestici e alla gestione e manutenzione della casa</strong>, per non vanificare l&#8217;investimento iniziale. In compenso non si spende (quasi) nulla in bollette energetiche.<br />
<strong>La casa passiva è una casa a consumo zero.</strong> Per essere <strong>certificata </strong>come tale, può consumare per il <strong>riscaldamento </strong>sino ad un massimo di 15 kWh di energia per metro quadro all&#8217;anno (1,5 litri di combustibile al metro quadro). Il suo <strong>consumo totale di energia </strong>deve essere inferiore a 40 kWh per metro quadrato all&#8217;anno, compresi <strong>riscaldamento, acqua calda sanitaria ed elettricità utilizzata per illuminazione ed elettrodomestici. </strong>Quindi, meno di un quarto rispetto a una casa europea media.<br />
In generale, una<strong> casa passiva</strong> in Italia consente un <strong>risparmio energetico sul riscaldamento invernale</strong> di circa il 90% rispetto ad un edificio tradizionale e dell&#8217;80% rispetto a una moderna casa standard conforme ai regolamenti edilizi europei.<br />
<strong>PER SAPERNE DI PIÙ</strong><br />
<strong>Per costruire una casa passiva </strong>alle nostre latitudini è necessario in fase di progettazione prendere in considerazione una serie di aspetti, fra i quali: <strong>la forma dell&#8217;edificio, l&#8217;orientamento, le schermature, l&#8217;utilizzo di fonti rinnovabili, il super-isolamento, la ventilazione con recupero di calore, i serramenti e l&#8217;illuminazione.</strong></p>
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		<title>Misure per l&#8217;efficientamento energetico in edilizia, Piano di Azione Nazionale</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Jul 2011 22:00:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Pubblicato dal Ministero dello Sviluppo economico lo schema del &#8221;Secondo Piano di Azione Nazionale per l&#8217;Efficienza energetica&#8221;, previsto dalla Direttiva 2006/33/CE. Sullo schema il Ministero ha aperto la consultazione pubblica, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2011/07/Misure-per-lefficientamento-energetico-in-edilizia-Piano-di-Azione-Nazionale1.jpg?9d7bd4" alt="" title="Misure per lefficientamento energetico in edilizia Piano di Azione Nazionale" width="286" height="200" class="left" /><strong><em>Pubblicato dal Ministero dello Sviluppo economico lo schema del &#8221;Secondo  Piano di Azione Nazionale per l&#8217;Efficienza energetica&#8221;, previsto dalla Direttiva 2006/33/CE. </em></strong><br />
Sullo schema il Ministero ha aperto la consultazione pubblica, al fine di raccogliere <strong>suggerimenti </strong>prima dell&#8217;elaborazione e dell&#8217;approvazione definitive del testo. Il documento deriva da una proposta dell&#8217;<strong>ENEA </strong>e tiene conto delle prime osservazioni formulate nell&#8217;ambito di un gruppo di lavoro paritetico che ha coinvolto le Amministrazioni centrali e le Regioni. Nel secondo <strong>PAEE 2011</strong> vengono illustrati i risultati conseguiti al 2010 e aggiornate le misure di <strong>efficienza energetica</strong> da adottare per il conseguimento dell&#8217;obiettivo generale al 2016, che viene mantenuto pari al 9,6%.<br />
<span id="more-20036"></span><br />
Oltre alle misure relative ai <strong>Certificati Bianchi (o Titoli di Efficienza Energetica)</strong> e agli<strong> incentivi agli interventi di efficientamento energetico in edilizia,</strong> sono considerati anche gli effetti del Dlgs 192/2005, che recepisce la Direttiva 2002/91/CE relativa al <strong>rendimento energetico in edilizia.</strong><br />
Questo decreto ha apportato forti novità nella metodologia progettuale, nelle prescrizioni minime e nell&#8217;ispezione degli impianti e ha introdotto la <strong>certificazione energetica degli edifici.</strong> Il decreto, già autosufficiente per la parte relativa alla <strong>climatizzazione invernale</strong>, prevedeva anche provvedimenti attuativi, tra i quali risultano emanate le seguenti norme: il decreto del Presidente della Repubblica del 2 aprile 2009, n. 59 e il decreto del Ministro dello Sviluppo Economico del 26 giugno 2009 relativi alle Linee guida nazionali per la <strong>certificazione energetica degli edifici.</strong><br />
L&#8217;articolazione del<strong> PAEE 2011</strong> è in sostanza inalterata rispetto al <strong>PAEE 2007</strong> a parte qualche modifica per <strong>l&#8217;ottimizzazione delle misure di efficienza energetica,</strong> dei relativi meccanismi di <strong>incentivazione </strong>e in qualche caso, alla revisione della metodologia di calcolo. In particolare, per quanto riguarda il <strong>settore residenziale,</strong> la<strong> sostituzione dei vetri semplici con quelli doppi e la sostituzione degli scaldacqua elettrici</strong> hanno avuto un ottimo riscontro, mentre la <strong>coibentazione </strong>delle superfici opache degli <strong>edifici residenziali </strong>ha raggiunto risultati inferiori alle attese, probabilmente a causa dei costi più elevati che caratterizzano questa tipologia di opere. Saranno pertanto studiate e messe in atto nuove forme di <strong>incentivazione </strong>per stimolare gli interventi sull&#8217;involucro opaco, parte del sistema edificio-impianto che presenta il più alto potenziale di <strong>risparmio energetico.</strong><br />
Nel <strong>PAEE 2011 </strong>l&#8217;intervento di <strong>coibentazione di pareti opache</strong> è stato sostituito con le prescrizioni del D. Lgs. 192/2005 (RES‐1).<br />
Il Piano sarà approvato dal<strong> Ministro dello Sviluppo economico</strong>, d&#8217;accordo con il <strong>Ministro dell&#8217;Ambiente</strong>, d&#8217;intesa con la <strong>Conferenza Stato Regioni Province autonome</strong>. Dopo l&#8217;approvazione il Piano sarà trasmesso alla<strong> Commissione europea</strong>.<br />
<strong>Osservazioni e commenti possono essere inviati entro il 15 luglio alla casella di posta elettronica:<br />
piano.efficienza.energetica@sviluppoeconomico.gov.it </strong></p>
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		<title>L&#8217;edilizia sostenibile per la qualità del vivere</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Jul 2011 22:00:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;edilizia è in continua evoluzione, tecnologie e sistemi innovativi migliorano la qualità della vita all&#8217;interno delle nostre case. Edilizia sostenibile significa realizzare edifici che massimizzano il livello di efficienza energetica, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2011/07/5Ledilizia-sostenibile-per-la-qualità-del-vivere-2-300x164.jpg?9d7bd4" alt="" title="5Ledilizia sostenibile per la qualità del vivere (2)" width="300" height="164" class="left" /><strong><em>L&#8217;edilizia è in continua evoluzione, tecnologie e sistemi innovativi migliorano la qualità della vita all&#8217;interno delle nostre case. </em></strong><br />
<strong>Edilizia sostenibile significa realizzare edifici che massimizzano il livello di efficienza energetica, che garantiscono un elevato comfort abitativo e che contribuiscono alla tutela del pianeta. Questi gli obiettivi, ma è necessario cambiare l&#8217;approccio costruttivo e soprattutto il rispetto di direttive durante tutto il processo di realizzazione dalla progettazione alla costruzione. </strong><br />
<span id="more-20028"></span><br />
Un esempio di<strong> edilizia sostenibile</strong> ai massimi livelli è <strong>Habitaria</strong>, un <strong>intervento immobiliare innovativo</strong> e di valore realizzato da La Ducale Spa nella città di Paullo, un connubio di architettura moderna e tecnologia innovativa mirato al ri<strong>sparmio energetico e al rispetto dell&#8217;ambiente. </strong> Si è dato risalto alle funzionalità degli spazi interni ed esterni con la realizzazione di ampi terrazzi ed un uso calibrato del vetro, con il quale sono realizzati i parapetti. Sono stati impiegati i migliori sistemi di <strong>recupero energetico</strong> alternativo, con l&#8217;utilizzo della <strong>geotermia </strong>e dei<strong> pannelli fotovoltaici</strong>, conseguendo due obiettivi: un notevole <strong>risparmio energetico</strong> e la salvaguardia dell&#8217;ambiente. Materiali e finiture di alta qualità completano l&#8217;allestimento tecnologico.<br />
Il primo obiettivo che è posto La Ducale Spa per questo intervento  è il raggiungimento della <strong>classe energetica A</strong> e di conseguenza la realizzazione di ambienti ad elevato<strong> comfort abitativo. </strong><br />
Sono state progettate unità in grado di poter soddisfare le varie esigenze abitative dal monolocale al trilocale con doppi servizi al superattico; tutte le <strong>abitazioni </strong>hanno grandi terrazze che permettono di vivere agevolmente lo spazio esterno. Per quanto attiene le finiture, sono state scelte, fra tutte le proposte del mercato, i migliori brand per garantire<strong> qualità, affidabilità, estetica e garanzia nel tempo</strong>, ad esempio ABB per gli <strong>impianti elettrici e domotici. </strong>Al massimo l&#8217;attenzione alla finiture: <strong>serramenti altamente performanti sul piano termico e acustico, porte interne di elevata qualità, pavimentazioni in legno, sanitari e rubinetterie.</strong><br />
<strong><em>Habitaria è  la prima esperienza in Italia ed è unica nel panorama immobiliare provinciale.</em></strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Quel &#8221;fuorilegge&#8221; che si chiama amianto, una minaccia per la nostra casa</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Jun 2011 22:00:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il pericolo amianto si nasconde ancora fra le mura domestiche e mette a rischio la nostra salute. Per decenni, nei paesi europei, Svizzera e Italia compresi, questo minerale è stato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2011/06/Quel-fuorilegge-che-si-chiama-amianto-una-minaccia-per-la-nostra-casa.jpg?9d7bd4" alt="" title="Quel fuorilegge che si chiama amianto, una minaccia per la nostra casa" width="274" height="200" class="left" /><strong><em>Il pericolo amianto si nasconde ancora fra le mura domestiche e mette a rischio la nostra salute. </em></strong><br />
<strong>Per decenni, nei paesi europei, Svizzera e Italia compresi, questo minerale è stato usato come materiale da costruzione perché economico, isolante, leggero e ignifugo. E anche perché, essendo un minerale naturale,  mai nessuno aveva pensato che rappresentasse un rischio per l&#8217;ambiente e la salute, ma dagli anni Novanta se ne è scoperta la pericolosità</strong>.<br />
<span id="more-19925"></span><br />
Se pur messo al bando dalla legge 257 del 1992, l&#8217;<strong>amianto </strong>è ancora molto diffuso in Italia e tanti <strong>siti contaminati</strong> sono in attesa di <strong>bonifica</strong>. Comunque di <strong>amianto </strong>si continua a morire. E allora cerchiamo di conoscerla questa fibra killer per neutralizzarla: l&#8217;<strong>amianto </strong>è un minerale presente in gran parte della superficie terrestre all&#8217;interno di rocce di natura fibrosa. Per le sue proprietà di <strong>isolante termico e acustico</strong>, in passato è stato largamente impiegato nell&#8217;<strong>edilizia </strong>e nell&#8217;<strong>industria </strong>per la realizzazione di<strong> tetti, tubi, condotte, camini a basso costo.</strong><br />
Purtroppo, però, rappresenta un grave rischio per la nostra salute. L&#8217;Agenzia dell&#8217;OMS per la ricerca sul cancro (IARC) classifica l&#8217;<strong>amianto </strong>come sicuramente cancerogeno per l&#8217;uomo, causa dei tumori della pleura (mesoteliomi), del polmone, della laringe e dell&#8217;ovaio.<br />
Ora l&#8217;Istituto nazione svizzero di assicurazione contro gli infortuni (Suva), ha messo in rete <strong>&#8221;Casamianto&#8221;</strong> un prontuario che aiuta a scovare la sostanza dentro le case e suggerisce le misure per neutralizzare i suoi effetti nefasti.<br />
<strong><em>Cosa fare in caso di presenza di amianto nella nostra casa</em></strong><br />
<strong>* Informare anzitutto la AS o il Comune</strong>, compilando il modulo di autonotifica o facendolo compilare dall&#8217;amministratore di condominio. Nessun costo.<br />
<strong>* In presenza di materiale sospetto</strong>, rivolgersi ad un laboratorio privato per farlo analizzare. In alternativa, quando possibile, chiedere le specifiche costruttive ai produttori o agli installatori. Il costo è variabile, in funzione del tipo di materiale e del quantitativo sottoposto ad analisi.<br />
<strong>* Informarsi sull&#8217;esistenza di parziali finanziamenti degli interventi di rimozione e di smaltimento dell&#8217;amianto nella tua Regione.</strong> Possibili risparmi.<br />
Infatti è possibile usufruire di<strong> agevolazioni e contributi</strong>. Per chi sostituisce <strong>tetti </strong>e coperture in <strong>eternit e amianto </strong>con <strong>pannelli solari fotovoltaici</strong>, le tariffe incentivanti del nuovo <strong>Conto Energia</strong> sono maggiorate del 10%. <strong>Il premio è riconosciuto anche quando l&#8217;impianto è parzialmente integrato al nuovo tetto.</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Risparmio energetico, il piano della Regione Liguria</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Jun 2011 22:00:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In attesa del piano energetico nazionale annunciato dal Governo per quest&#8217;autunno, la Liguria riparte dalle energie rinnovabili Un programma basato sulle risorse disponibili in questo momento, su incentivi a progetti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2011/06/Risparmio-energetico-il-piano-della-Regione-Liguria.jpg?9d7bd4" alt="" title="Risparmio energetico il piano della Regione Liguria" width="288" height="200" class="left" /><strong><em>In attesa del piano energetico nazionale annunciato dal Governo per quest&#8217;autunno, la Liguria riparte dalle energie rinnovabili </em></strong><br />
<strong>Un programma basato sulle risorse disponibili in questo momento, su  incentivi a progetti di comuni e imprese e sulla  semplificazione delle procedure, con l&#8217;obiettivo di aprire la strada a nuovi impianti per fotovoltaico, eolico, biomasse e altre fonti di energia alternativa.</strong><br />
<span id="more-19907"></span><br />
Il <strong>settore in Liguria</strong> è in sofferenza, ma dal 2005 ha avuto una crescita importante. Crescono anche il <strong>&#8221;fotovoltaico e l&#8217;eolico&#8221;</strong>.  L&#8217;attenzione per la <strong>&#8221;green economy&#8221;</strong>  non si limita solo agli <strong>&#8221;incentivi&#8221;,</strong> ma anche alla <strong>semplificazione </strong>e allo snellimento delle <strong>procedure</strong>. Per questo è stato costituito un gruppo di lavoro tra i diversi dipartimenti regionali per vedere dove si può rendere più agevole l&#8217;iter per installare <strong>impianti a energia rinnovabile</strong>. Entro fine  giugno, inoltre, verranno stanziati i primi 800.000 euro del piano di <strong>investimenti </strong>deciso per il settore.<br />
Per gli<strong> impianti fotovoltaici</strong> probabilmente l&#8217;attuale limite di 20 kw oltre il quale è necessario avviare la procedura di Via (valutazione di impatto ambientale) verrà innalzato a 200 kw sia per gli <strong>edifici a uso abitativo sia per i capannoni industriali.</strong> Cosè anche per per<strong> l&#8217;eolico.</strong> Si parla anche di facilitazioni per l&#8217;installazione di <strong>pannelli fotovoltaici </strong>nelle discariche e nelle cave dismesse. Una strategia che riesce a coniugare salvaguardia dell&#8217;ambiente e semplificazione: in Liguria, in effetti, non si possono installare impianti ovunque, ma si cerca di facilitare gli interventi dove è possibile.<br />
I nuovi <strong>incentivi </strong>programmati ammontano a 21 milioni complessivi, che si aggiungono ai 30 già investiti dal 2005. Verranno finanziati <strong>progetti di imprese e comuni.</strong> Verrà istituito un <strong>fondo di garanzia </strong>per favorire l&#8217;accesso al <strong>credito bancario</strong> delle piccole e medie imprese. Verranno finanziati anche studi per il miglioramento dell&#8217;<strong>efficienza ambientale ed energetica.</strong><br />
Tenendo conto dei limiti strutturali del territorio ligure, negli ultimi anni il settore ha ricevuto un impulso notevole. </p>
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