Portale del consumatore: rinegoziazione mutui, Altroconsumo denuncia 6 banche
Molti cittadini che hanno un mutuo da pagare, hanno ricevuto in questi giorni lettere dalle banche per modificarlo. Ok. ma la chiarezza? “Troppe omissioni ed errori di calcolo”. Con questa accusa l’associazione Altroconsumo ha presentato una denuncia alla Banca d’Italia e al ministero del Tesoro nei confronti di Unicredit, Intesa SanPaolo, Ubi Banca, Mps, Popolare di Sondrio e Banca Toscana. Secondo le analisi dell’associazione dei consumatori, infatti, questi istituti di credito nelle lettere per la rinegoziazione dei mutui inviate qualche settimana fa, non hanno rispettato né la convenzione Tremonti, né la normativa sulla trasparenza bancaria del luglio 2003.
Ma ci sono anche molte altre omissioni per Altroconsumo: “Nelle lettere di queste banche non c’è traccia del piano d’ammortamento del mutuo, e non c’è corrispondenza tra quota capitale ancora da pagare e rata attuale. Inutile aggiungere che manca l’Ics, (l’Indicatore sintetico di costo), che fornisce il costo effettivamente pagato dal risparmiatore per tutta l’operazione”.
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L’assessore Croci: “L’Expo 2015 lascerà un’eredità importante per migliorare le politiche ambientali locali, i cui risultati concreti si mettono in mostra davanti al resto del mondo, prima e dopo” “La collaborazione e lo scambio fra le città sono fondamentali per portare avanti politiche incisive a favore dell’ambiente”. Lo ha detto l’assessore alla Mobilità, Trasporti e Ambiente Edoardo Croci intervenuto al convegno organizzato dall’istituto di ricerche Ambiente Italia, con il patrocinio del Comune, sul tema “Città Europee: Sfide e pratiche per la sostenibilità, EXPO come impegno per migliorare le politiche ambientali locali’’. “Bisogna agire a livello locale pensando anche globalmente – ha aggiunto Croci -. Oggi sono sempre più i cittadini che rivolgono la loro attenzione all’ambiente: spetta alle Istituzioni rispondere in modo efficace con un ‘informazione precisa e con azioni strutturali”. Al convegno sono intervenuti Nicholas Hanley della Direzione generale Ambiente della Commissione Europea, Maria Berrini Presidente di Ambiente Italia, il vice Sindaco di Hannover, Hans Monninghof, Javier Celma, Direttore dell’Agenzia ambientale di Saragozza, Emilio D’Alessio, vice Sindaco di Ancona, l’assessore Pietro Mezzi della Provincia di Milano e l’assessore Domenico Mangone del Comune di Torino.“La visione del Comune di Milano comprende una strategia complessiva di intervento e piani specifici in materia di mobilita’, trasporti, ambiente ed energia. – ha continuato Croci -. Un impegno mirato alla tutela della salute e al miglioramento della qualita’ ambientale, attraverso interventi per la riduzione dell’inquinamento e delle emissioni climalteranti, la riqualificazione degli spazi urbani, la riduzione dei veicoli che entrano in città, favorendo ed incentivando il trasporto pubblico”.
Il Garante per la privacy ha segnalato al Parlamento e al Governo l’opportunità di valutare l’adozione di una disciplina che regoli alcuni aspetti relativi al trattamento dei dati personali con riferimento all’installazione di impianti di videosorveglianza nei condominii, materia allo stato non disciplinata specificatamente. “Recenti quesiti e segnalazioni rivolti all’Autorità – osserva il Garante – hanno infatti posto il caso in cui non i singoli condòmini, ma l’intero condominio” intenda installare “tali impianti in aree comuni, quali portoni d’ingresso, androni, cortili, scale, parcheggi, anche presso residence o multiproprietà”. Al riguardo – rileva il Garante – non appare chiaro né “quale tipo di maggioranza” occorra per approvare un intervento del genere, né se tale installazione “possa essere effettuata in base alla sola volontà dei proprietari o se si debba tener conto anche del consenso di altri soggetti, in particolare dei conduttori”. Peraltro - osserva ancora l’Autorità per la privacy - in materia “non può essere sottovalutato il divieto contenuto nell’art. 615 bis del codice penale che sanziona chiunque si procura indebitamente immagini relative alla vita privata che si svolge nel domicilio, nozione che secondo alcune decisioni giurisprudenziali può giungere fino a ricomprendere le aree comuni; cosa che comporterebbe la necessaria acquisizione del consenso di un numero assai ampio di soggetti, non sempre di agevole identificazione”. I problemi di carattere giuridico sollevati dal Garante formeranno oggetto di un approfondito esame da parte del Coordinamento condominiale della Confedilizia.
Nel corso del suo intervento, Berlusconi si è detto orgoglioso del “nostro Paese” che annovera ben il 72% delle opere d’arte catalogate in Europa e il 50% di quelle catalogate in tutto il mondo. Il Premier si è poi soffermato sulle due principali riforme in cantiere: il federalismo fiscale, il cui provvedimento è stato approvato in via preliminare dal Consiglio dei ministri dell’11 settembre scorso, e la riforma della giustizia che deve essere un servizio che lo Stato rende al cittadino. Il federalismo fiscale, ha dichiarato Berlusconi, non è una minaccia per i cittadini del Sud ma sarà, anzi fonte di crescita duratura. Non ci sarà - ha tenuto a precisare il Presidente del Consiglio - nessuna riedizione di tasse già abolite. “Prendo l’impegno – ha affermato Berlusconi – che l’Ici sulla prima casa non venga reintrodotta con altro nome o in altra forma”. Il federalismo non è, infatti, la via per sostituire la pressione fiscale centralista con una locale. Berlusconi ha infine aggiunto “federalismo vuol dire coniugare l’onere delle tasse con l’onore di una spesa responsabile in modo tale che si possa chiaramente definire chi fa cosa e chi è responsabile. Non solo deve ridurre i costi dello Stato e degli enti locali, ma deve consentire ai cittadini di conoscere chiaramente cosa si fa con le proprie tasse”.
«I proprietari immobiliari che, come tutti i risparmiatori di vecchia tradizione, eccellono nella dote dell’elefante, cioe’ la memoria, rilevano come storicamente ogni modifica della legislazione tributaria riguardante gli immobili (ad eccezione delle esenzioni per la prima casa) introdotta anche con la motivazione di un semplice accorpamento di imposte o di una razionalizzazione del sistema, sia stata purtroppo l’occasione per introdurre aggravi del carico fiscale a loro danno. Conseguentemente, se questa è la prospettiva, ritengono che, sia pure a malincuore, poiche’ una provvida riforma sarebbe auspicabile, si debba dar ragione al ministro La Russa quando afferma che è meglio soprassedere a qualsiasi revisione organica della fiscalita’ immobiliare, piuttosto che rischiare di peggiorare le cose. Rimangono pero’ aperti alcuni problemi.
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