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	<title>Mondocasablog &#187; Edilizia pubblica</title>
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	<description>Il mondo della casa a 360°</description>
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		<title>Politiche abitative, riqualificare l&#8217;Erp</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Oct 2011 00:21:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Fondi strutturali europei utilizzabili per riqualificare l&#8217;Erp (Edilizia Residenziale Pubblica) potrebbero andare persi per l&#8217;inerzia della Regione. &#8221;Mentre il Governo impone una manovra di lacrime e sangue agli enti locali [...]]]></description>
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</script><p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2011/09/Politiche-abitative-riqualificare-lErp.jpg?9d7bd4" alt="" title="Politiche abitative riqualificare lErp" width="250" height="200" class="left" /><strong><em>Fondi strutturali europei utilizzabili per riqualificare l&#8217;Erp (Edilizia Residenziale Pubblica) potrebbero andare persi per l&#8217;inerzia della Regione.</em></strong><br />
<strong>&#8221;Mentre il Governo impone una manovra di lacrime e sangue agli enti locali e il Patto di stabilità impone vincoli anche laddove le risorse ci sarebbero, l&#8217;Italia rischia di rimandare indietro all&#8217;Europa qualcosa come 3 miliardi di euro di fondi strutturali, già stanziati e disponibili&#8221;, dichiara il delegato Anci alle politiche abitative e assessore alla casa del Comune di Firenze, Claudio Fantoni: sono a  rischio 5,7 miliardi di euro</strong><br />
<span id="more-20982"></span><br />
<strong>Fantoni</strong> ha così spiegato: “<em>Abbiamo impegni nelle regioni del Sud, ma anche in quelle del Nord, non sufficienti a garantire di spendere le risorse destinate dall&#8217;Unione Europea al nostro Paese. La conseguenza è, dunque, che si corre il rischio alla fine di quest&#8217;anno di perdere intorno ai due miliardi e 900mila euro. Cui si aggiungono altri 2,7 miliardi di co-finanziamento statale che, però, si genererà solo in virtù dell&#8217;attivazione del primo. In totale, circa 5,7 miliardi di euro che senza i piani delle Regioni andranno in fumo&#8217;</em>&#8216;.<br />
Una parte di questi <strong>finanziamenti </strong>europei potrebbe essere utilizzata per incrementare l&#8217;<strong>efficienza energetica nell&#8217;edilizia residenziale pubblica</strong>, con un importante ritorno sia in termini sociali (<strong>risparmio nelle bollett</strong>e) che economici <strong>(rilancio del settore edilizio</strong> attualmente in <strong>crisi </strong>profonda). Tra l&#8217;altro, la bozza di nuova direttiva Ue sull&#8217;<strong>efficienza energetica,</strong> presentata a giugno dalla Commissione europea, prevede per ogni Stato membro l&#8217;obbligo del rinnovo annuale di almeno il 3% dell<strong>&#8216;edilizia pubblica.</strong><br />
<em>“Usare fino al 4% dei fondi strutturali per l&#8217;efficienza energetica nell&#8217;edilizia residenziale è una possibilità ma non è obbligatorio</em> – <strong>precisa Fantoni</strong> – <em>Personalmente ritengo però che sarebbe una priorità da riconoscere a livello nazionale, anche obbligando le regioni se necessario, perché molte di esse rischiano seriamente di perdere questi soldi e di non poterli più avere indietro”.</em><br />
Sempre secondo il delegato Anci alle politiche abitative, anche se si prescinde dall&#8217;<strong>efficienza energetica</strong>, sarebbe paradossale che non di impiegasse questa occasione e non s&#8217;investisse in questo settore, soprattutto pensando ai continui tagli del governo e, dunque, alle sempre minori disponibilità di regioni e comuni.<br />
In tema di <strong>efficienza energetica</strong>, l&#8217;Anci propone di estendere le detrazioni fiscali del 55% anche al settore pubblico.  Accolta con favore da Federcasa questa misura, che se adottata dal Governo muoverebbe l&#8217;economia a fronte di questa manovra depressiva e nei primi dieci anni non farebbe perdere niente allo Stato compensando la spesa per gli <strong>incentivi </strong>con le maggiori imposte per la crescita del fatturato.</p>
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		<title>Decreto sviluppo, il giudizio di Ance e Oice</title>
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		<pubDate>Tue, 10 May 2011 22:20:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Concordi i costruttori sulle semplificazioni per riqualificare le città e rendere più trasparenti i metodi di gara, male invece il tetto massimo alle riserve e lo stallo delle risorse. Secondo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2011/05/Decreto-sviluppo-il-giudizio-di-Ance-e-Oice.jpg?9d7bd4"><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2011/05/Decreto-sviluppo-il-giudizio-di-Ance-e-Oice.jpg?9d7bd4" alt="" title="Decreto sviluppo il giudizio di Ance e Oice" width="200" height="200" class="left" /></a><strong><em>Concordi i costruttori sulle semplificazioni per riqualificare le città e rendere più trasparenti i metodi di gara, male invece il tetto massimo alle riserve e lo stallo delle risorse.</em></strong></p>
<p><strong>Secondo Buzzetti, il pacchetto di norme introdotte dal provvedimento, che snellisce e semplifica i metodi di gara e alcune procedure in materia urbanistica, rappresenta un segnale positivo. &#8221;Le norme che consentono finalmente di abbattere e ricostruire un edificio cambiandone la sagoma e la destinazione d&#8217;uso vanno nel senso da noi da sempre auspicato di consentire anche in Italia, come avviene in tutto il mondo, di avviare un processo serio di riqualificazione delle nostre città&#8221;.</strong><br />
<span id="more-19065"></span><br />
&#8221;Siamo da sempre contrari a ogni forma di deregulation – ha dichiarato <strong>il presidente dell&#8217;Ance</strong> &#8211; e ci siamo da sempre battuti perché venissero intensificati i controlli e le regole fossero applicate, ma non possiamo che condividere il principio di un sostanziale snellimento delle procedure che rendono ingessato il<strong> settore edile</strong> e fanno perdere competitività al nostro Paese&#8221;. Finalmente, secondo <strong>Buzzetti</strong>, dal <strong>piano casa</strong> si passa &#8221;al <strong>piano città&#8221;.</strong></p>
<p>Sul fronte delle<strong> opere pubbliche</strong> l&#8217;<strong>Ance </strong>condivide la scelta di preferire all&#8217;utilizzo del cosiddetto massimo ribasso, che favorisce le infiltrazioni della<strong> criminalità organizzata</strong>, metodi di gara alternativi, come l&#8217;esclusione automatica delle offerte anomale.</p>
<p>Negativo, invece, il giudizio dell&#8217;<strong>Ance </strong>sulle misure che prevedono un tetto massimo alle riserve del 20% che penalizza le imprese anche nel caso di evidenti carenze ed errori nelle fasi progettuali. Inoltre, secondo <strong>Buzzetti</strong>, manca una chiara quantificazione delle risorse che sono state decise da tempo, ma che ancora non vengono messe in campo e senza le quali il settore non può ripartire.</p>
<p>Soddisfazione – ma con riserva – per l&#8217;approvazione del <strong>Decreto Sviluppo</strong> è stata espressa anche<strong> presidente dell&#8217;OICE, Braccio Oddi Baglioni. </strong>&#8221;È   solo un primo passo nella direzione di rendere più trasparenti e aperte al mercato le procedure che riguardano l&#8217;aggiudicazione degli <strong>appalti pubblici. </strong>Confidiamo, però, di poter riproporre attraverso degli emendamenti al testo del decreto approvato dal Consiglio dei Ministri le misure che mancano per completare il<strong> processo di semplificazione avviato dal ministro Matteoli”.<br />
</strong></p>
<p><strong>Oddi Baglioni</strong> osserva che il provvedimento ha recepito solo alcune tra le modifiche alla <strong>normativa sugli appalti proposte dall&#8217;Oice</strong> al tavolo con il Ministero. Tra queste: la <strong>proroga </strong>al 31 dicembre 2013 delle <strong>norme </strong>che agevolano le<strong> imprese di costruzioni e i progettisti </strong>a partecipare alle <strong>gare di appalti</strong> presentando i requisiti sui tre/cinque migliori anni del quinquennio/decennio; l&#8217;innalzamento da 100.000 alla soglia comunitaria di 193.000 euro del limite per procedere all&#8217;esclusione automatica delle<strong> offerte anomale negli appalti di servizi </strong>(oltre che di lavori e forniture), anche in questo caso in via transitoria fino a tutto il 2013; verifica online dei requisiti dichiarati dalle<strong> imprese appaltatrici </strong>in gara e trasmissione da parte delle <strong>stazioni appaltanti</strong> alla Banca Nazionale dei dati dei <strong>contratti pubblici</strong> (presso l&#8217;Autorità), dei certificati dei servizi svolti risolvendo molti problemi fonte di contenzioso; l&#8217;obbligo per le stazioni appaltanti di predisporre i <strong>bandi </strong>sulla base di modelli-tipo approvati dall&#8217;Autorità per la vigilanza sui <strong>contratti pubblici,</strong> con il parere del Ministero delle Infrastrutture.</p>
<p><strong>Fonte: casaeclima</strong></p>
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		<title>Casa Regione Lombardia, mix abitativo per una migliore qualità della vita</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Apr 2011 22:30:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Formigoni: stop a quartieri ghetto e abusivismo L&#8217;introduzione del &#8216;mix abitativo&#8217; come criterio fisso è uno degli aspetti salienti del nuovo regolamento degli alloggi di edilizia popolare, approvato dalla Giunta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2011/04/Casa-Regione-Lombardia-mix-abitativo-per-una-migliore-qualità-della-vita.jpg?9d7bd4"><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2011/04/Casa-Regione-Lombardia-mix-abitativo-per-una-migliore-qualità-della-vita.jpg?9d7bd4" alt="" title="Casa Regione Lombardia mix abitativo per una migliore qualità della vita" width="270" height="200" class="left" /></a><strong><em>Formigoni: stop a quartieri ghetto e abusivismo</em></strong></p>
<p><strong>L&#8217;introduzione del &#8216;mix abitativo&#8217; come criterio fisso è uno degli aspetti salienti del nuovo regolamento degli alloggi di edilizia popolare, approvato dalla Giunta regionale su proposta del presidente Roberto Formigoni, di concerto con l&#8217;assessore alla Casa Domenico Zambetti, perché eviterà la &#8216;ghettizzazione&#8217; dei quartieri e migliorerà dunque la qualità della vita sociale. In pratica, famiglie con diversi redditi e tenori di vita (e pagando canoni diversi) convivranno negli stessi caseggiati senza che si creino zone di &#8216;serie A&#8217; e di &#8216;serie B&#8217;.</strong><br />
<span id="more-18787"></span><br />
Vi sono altre novità importanti. Ad esempio, la minore possibilità di rifiutare l&#8217;<strong>alloggio </strong>proposto dalle <strong>Aler </strong>o dai Comuni restando comunque in graduatoria è destinata ad abbattere il fenomeno degli <strong>appartamenti sfitti</strong>. Ancora, l&#8217;introduzione di maglie più strette per il trasferimento del <strong>contratto di affitto</strong> a familiari non originariamente assegnatari renderà immediatamente assegnabili più <strong>alloggi</strong>.</p>
<p>&#8216;Il nuovo testo &#8211; spiega <strong>Formigoni </strong>- è di notevole importanza. Anzitutto perché è stato preparato dopo un lungo lavoro di confronto che ha coinvolto<strong> i Comuni, le Aler e tutte le sigle sindacali che si occupano di casa </strong>e poi perché nasce da un&#8217;analisi attenta delle problematicità e criticità del sistema. Col nuovo regolamento le procedure sono più semplici e chiare e contiamo di risolvere situazioni che si erano incancrenite&#8217;.</p>
<p> &#8216;Abbiamo tenuto conto &#8211; aggiunge <strong>Zambetti </strong>- del particolaremomento che stanno vivendo che le <strong>famiglie </strong>che già abitano nella <strong>case di edilizia residenziale pubblica</strong> o che vi si affacciano per la prima volta. E abbiamo voluto definitivamente dire basta a logiche o automatismi che ormai non avevano più ragion d&#8217;essere. Questo proprio perché le <strong>richieste </strong>continuano a crescere mentre, al contrario, le risorse per<strong> costruire o riqualificare</strong> diminuiscono. Dunque il patrimonio esistente va utilizzato al meglio&#8217;.</p>
<p><strong>Con il nuovo regolamento i bandi potranno essere indetti con scadenze più flessibili</strong> in modo da adattarsi alle esigenze dei diversi territori o comuni; e le misure degli <strong>alloggi </strong>da assegnare &#8211; rispetto alla densità del<strong> nucleo familiare</strong> &#8211; non più così rigide. Ciò significa il definitivo superamento di vecchi elementi che hanno dilatato, e in alcuni casi bloccato, le <strong>assegnazioni</strong>. Ma anche risposte concrete al cosiddetto <strong>&#8216;abusivismo amministrativo&#8217;,</strong> cioè all&#8217;assenza di <strong>regolari contratti, la facilitazione della mobilità tra alloggi a canone diverso, la possibilità di affittare appartamenti di piccole dimensioni, altrimenti non utilizzabili, per la locazione temporanea e limiti di reddito più alti per accedere all&#8217;Erp.</strong> </p>
<p>Il testo del nuovo regolamento deve ora essere sottoposto all&#8217;approvazione del Consiglio regionale.</p>
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		<title>Il mercato immobiliare in Toscana, focus su Pistoia</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Apr 2011 22:25:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nel secondo semestre del 2010 le città della Toscana hanno segnalato contrazione dei prezzi. A Firenze c&#8217;è stato un ribasso dei valori dello 0,4%. Stabili i prezzi a Grosseto e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2011/04/5Il-mercato-immobiliare-in-Toscana-focus-su-Pistoia.jpg?9d7bd4"><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2011/04/5Il-mercato-immobiliare-in-Toscana-focus-su-Pistoia.jpg?9d7bd4" alt="" title="5Il mercato immobiliare in Toscana focus su Pistoia" width="299" height="200" class="left" /></a><strong><em>Nel secondo semestre del 2010 le città della Toscana hanno segnalato contrazione dei prezzi. A Firenze c&#8217;è stato un ribasso dei valori dello 0,4%. Stabili i prezzi a Grosseto e Massa Carrara. In diminuzione le quotazioni di Arezzo (-1,3%), Lucca (-1,4%) e Pistoia (-1,4%), Siena (-1,9%), Prato (-4,4%) e Livorno (-4,7%). </em></strong></p>
<p><strong>Nel secondo semestre del 2010 a Pistoia i prezzi delle case sono scesi dell&#8217;1,4%. Continua la decrescita delle quotazioni nella zona Ovest, le difficoltà di accesso al credito ed una minore disponibilità economica hanno dirottato molte famiglie sul mercato delle locazioni; quest&#8217;ultimo infatti nel 2010 è cresciuto notevolmente. Sia in acquisto che in affitto la tipologia più richiesta è il trilocale, anche da parte di single che utilizzano la seconda camera come studio. Il canone di locazione di un bilocale è compreso tra 450-e 550 euro la mese, quello di un trilocale tra 550 e 600  euro al mese.</strong><br />
<span id="more-18745"></span><br />
L&#8217;area di <strong>Pistoia Ovest </strong>è sorta a cavallo degli anni &#8217;70 ed &#8217;80 e si è sviluppata nelle adiacenze di viale Adua, strada principale del quartiere. Le traverse di viale Adua sono sempre molto apprezzate perché poco trafficate e tranquille. Per il nuovo la richiesta è di 2700-2800 euro al mq, un buon usato si <strong>acquista </strong>con una spesa di 1700-1800 euro al mq, mentre per <strong>soluzioni da ristrutturare</strong> la spesa scende a 1300-1500 euro al mq. Da segnalare in tutta l&#8217;area interventi per il miglioramento della viabilità e la realizzazione di piste ciclabili. Bassa la <strong>richiesta di box e posti auto</strong>, non si registrano infatti particolari problematiche legate al <strong>parcheggio </strong>delle automobili ed alla loro <strong>sicurezza</strong>. La spesa media per<strong> l’acquisto di un box singolo </strong>è di 15 mila euro mentre un posto auto ha un valore non superiore a 10 mila euro.</p>
<p>Nell&#8217;area Nord di Pistoia nella seconda parte del 2010 si è registrato un leggero incremento degli <strong>acquisti per investimento</strong> e quindi un aumento della vendita di tagli piccoli; questo ha determinato una lieve crescita delle quotazioni medie per quanto riguarda il <strong>compravenduto</strong>. Gli investitori si concentrano in genere su bilocali dal valore compreso tra 110 e 130 mila euro il<strong> canone di locazione</strong> di monolocali e bilocali oscilla tra 400 e 450  euro al mese. Il <strong>mercato </strong>è comunque alimentato prevalentemente da <strong>famiglie</strong>, in genere orientate all’acquisto di trilocali dotati di riscaldamento autonomo. </p>
<p>Il Centro storico ed il Centro della città si sviluppano all&#8217;interno delle mura e ad acquistare in questa zona sono spesso <strong>investitori </strong>provenienti da fuori città. Tra le aree più esclusive di Pistoia da segnalare la zona del Parco delle Rane che si sviluppa nei pressi di via Buonarroti, via Ippolito Nevio, via Camici, via Boldini e via Mameli, a nord dello stadio. In questa area è possibile <strong>acquistare </strong>ville singole e bifamiliari con prezzi a partire da 500 mila euro.  Stesse tipologie si trovano anche nelle zone di Collegigliato e Villa Cappugi con un&#8217;offerta abitativa di qualità e con la presenza di aree verdi. La zona dello Stadio si è sviluppata negli anni &#8217;70 ed è caratterizzata da palazzine e case bifamiliari. Un <strong>immobile </strong>usato ed in buono stato, dotato di ascensore e termoautonomo ha una valutazione media di 2300 euro al mq, mentre per una soluzione bifamiliare le <strong>quotazioni </strong>salgono a 2400-2500 euro al mq. </p>
<p>Diverso il <strong>mercato </strong>dell&#8217;ex area delle &#8221;Fornaci&#8221;, sorta tra gli anni &#8217;80 e &#8217;90 con interventi Peep, alcuni dei quali ormai riscattati. Per l&#8217;<strong>acquisto </strong>di una soluzione usata si spendono 1700-1800 euro al mq. Nel quartiere continuano i lavori per la <strong>riqualificazione </strong>di alcune strade, parchi, giardini e la realizzazione di nuovi parcheggi. In fase di <strong>riqualificazione </strong>anche l&#8217;area di via Sestini grazie all&#8217;apertura del 2006 di un nuovo centro commerciale. <strong>Acquistare </strong>un appartamento in buone condizioni in questa zona comporta una spesa di 2400-2500 euro al mq. Il quartiere Capostrada si sviluppa nell&#8217;area nord-ovest della città, nella parte alta di viale Adua. La zona è composta prevalentemente da palazzi costruiti tra gli anni &#8217;70 ed &#8217;80 ed un buon usato ha un valore di 2000 euro al mq. Da segnalare che la realizzazione di alcune rotonde ha migliorato la viabilità di viale Italia nella zona che collega via Antonelli all&#8217;area dello Stadio.</p>
<p><strong>Fonte: Tecnocasa</strong></p>
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		<title>Il mercato immobiliare in Toscana, prezzi in calo a Lucca</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Apr 2011 22:05:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nel secondo semestre del 2010 le città della Toscana hanno segnalato contrazione dei prezzi. A Firenze c&#8217;è stato un ribasso dei valori dello 0,4%. Stabili i prezzi a Grosseto e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2011/04/Il-mercato-immobiliare-in-Toscana-prezzi-in-calo-a-Lucca.jpg?9d7bd4"><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2011/04/Il-mercato-immobiliare-in-Toscana-prezzi-in-calo-a-Lucca.jpg?9d7bd4" alt="" title="Il mercato immobiliare in Toscana prezzi in calo a Lucca" width="280" height="200" class="left" /></a><strong><em>Nel secondo semestre del 2010 le città della Toscana hanno segnalato contrazione dei prezzi. A Firenze c&#8217;è stato un ribasso dei valori dello 0,4%. Stabili i prezzi a Grosseto e Massa Carrara. In diminuzione le quotazioni di Arezzo (-1,3%), Lucca (-1,4%) e Pistoia (-1,4%), Siena (-1,9%), Prato (-4,4%) e Livorno (-4,7%). </em></strong></p>
<p><strong>A Lucca nel secondo semestre del 2010 i prezzi delle abitazioni sono scesi dell&#8217;1,4%. Le quotazioni sono stabili in zona San Concordio, Santa Maria del Giudice e San Lorenzo a Vaccoli. La richiesta è costante anche se nei primi mesi del 2011 si registra un aumento di interesse da parte dei potenziali acquirenti. Permangono comunque le difficoltà per chi è impiegato a tempo determinato e per chi non possiede un capitale iniziale. </strong><br />
<span id="more-18684"></span><br />
Nell&#8217;ultimo anno si sono registrate numerose <strong>compravendite </strong>da parte di single e di persone separate che si sono concentrate su trilocali dal valore compreso tra 150 e 170 mila euro. Da segnalare una maggiore facilità di vendita per le soluzioni con sala e cucina separate. Il quartiere di San Concordio è situato alla periferia della città ed è caratterizzato da condomini realizzati tra gli anni &#8217;70 ed &#8217;80. Per una soluzione in buono stato si spendono tra 2400 e 2500 euro al mq. Santa Maria del Giudice e San Lorenzo a Vaccoli sono frazioni situate tra Pisa e Lucca. <strong>Prezzi </strong>più contenuti attirano in questa area acquirenti con bassa disponibilità di spesa, spesso provenienti da Pisa. </p>
<p>Nell&#8217;area di San Cassiano a Vico nel secondo semestre del 2010 ad <strong>acquistare </strong>sono state prevalentemente <strong>famiglie </strong>in possesso di un capitale iniziale. Si registra infatti un aumento delle <strong>richieste </strong>per quanto riguarda il<strong> mercato delle locazioni da parte di quei nuclei familiari che non riescono ad accedere al credito; il canone di locazione</strong> di bilocali e trilocali arredati è compreso tra 500 e 600 euro al mese. </p>
<p>Per quanto riguarda le <strong>compravendite</strong> le <strong>tipologie </strong>più apprezzate sono i trilocali, possibilmente dotati di due camere da letto ampie, oppure villette a schiera con giardino. San Cassiano a Vico si trova nella parte periferica a nord della città e si sviluppa nella campagna lucchese quasi a ridosso della zona collinare. <strong>L&#8217;offerta immobiliare </strong>è eterogenea e spazia dalle case di corte in stile rustico costruite a partire dalla fine del 1800 e ristrutturate a partire dagli anni &#8217;70, agli appartamenti in condomini. In questa zona si registra anche una buona offerta di soluzioni semindipendenti; una villetta a schiera di recente costruzione da 110 mq con giardino ha un valore medio di 300 mila euro. Il <strong>prezzo </strong>di un appartamento nuovo si attesta su 2500 euro al mq, mentre il medio usato è valutato 2100 euro al mq. Da circa due anni non si registrano interventi per la realizzazione di nuove abitazioni se non quelli ancora in corso di ultimazione approvati durante lo scorso Piano Regolatore.</p>
<p>Nella seconda parte dell&#8217;anno nell&#8217;area est di Lucca si è registrato un rallentamento delle <strong>richieste </strong>da parte di <strong>investitori </strong>ed una stabilità delle <strong>quotazioni</strong>. Hanno comprato prevalentemente famiglie, la tipologia maggiormente apprezzata è stata il quattro locali ed in alternativa il trilocale (nel caso in cui il capitale a disposizione non permetta l&#8217;<strong>acquisto </strong>di una soluzione più ampia). L&#8217;interesse degli <strong>acquirenti </strong>si è concentrato su tipologie ristrutturate o comunque in buone condizioni, si preferisce infatti non <strong>acquistare </strong>appartamenti che necessitino di importanti <strong>interventi di ristrutturazione</strong> per timore dei costi elevati di questi ultimi. Difficoltà di vendita anche per le soluzioni prive di ascensore. </p>
<p>Il quartiere Arancio si è sviluppato nei pressi delle mura della città tra gli anni &#8217;60 e &#8217;70. Qui si possono trovare palazzine realizzate in <strong>edilizia convenzionata ed in edilizia privata</strong>, ma anche ville in stile liberty alcune delle quali in fase di <strong>riqualificazione e frazionamento. Acquistare</strong> una soluzione medio usata comporta una spesa di 2100-2200 euro al mq, mentre per le<strong> tipologie ristrutturate il prezzo</strong> sale a 2500 euro al mq.</p>
<p>Adiacente al quartiere Arancio, in direzione sud, si trova l&#8217;area di San Filippo, caratterizzata dalla presenza di <strong>case di corte </strong>dei primi del &#8217;900, condomini e villette degli anni &#8217;60 e &#8217;70. Un appartamento usato in questa area ha una valutazione compresa tra 2100 e 2300 euro al mq mentre per <strong>l&#8217;acquisto di una villa singola</strong> si deve mettere in conto una spesa di 3500 euro al mq. Più popolare il quartiere San Vito, dove si registra una buona <strong>richiesta </strong>anche da parte di stranieri che cercano in questa area grazie alla presenza di quotazioni ridotte rispetto alle aree limitrofe. <strong>L&#8217;edilizia del quartiere</strong> è composta da palazzine degli anni &#8217;60 costruite in <strong>edilizia convenzionata </strong>ed ormai riscattate che vengono immesse sul <strong>mercato </strong>ad un <strong>prezzo </strong>di 1900-2000 euro al mq. </p>
<p><strong>Fonte: Tecnocasa</strong></p>
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		<title>Federalismo, Confedilizia: inaccettabile esclusione imposta di scopo dal patto di stabilità</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Apr 2011 22:30:31 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2011/04/Federalismo-Confedilizia-inaccettabile-esclusione-imposta-di-scopo-dal-patto-di-stabilità.jpg?9d7bd4"><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2011/04/Federalismo-Confedilizia-inaccettabile-esclusione-imposta-di-scopo-dal-patto-di-stabilità.jpg?9d7bd4" alt="" title="Federalismo Confedilizia inaccettabile esclusione imposta di scopo dal patto di stabilità" width="203" height="200" class="left" /></a><strong><em>Il Presidente della Confedilizia, Corrado Sforza Fogliani, ha dichiarato:</em></strong></p>
<p><strong>&#8221;L&#8217;imposta di scopo prevista dal federalismo municipale rischia di trasformarsi in un aggravio insopportabile per gli immobili locati (dove potrebbe annullare ogni effetto della cedolare), per le prime case che ancora pagano l&#8217;Ici e per le seconde case (cioè, a carico dei cittadini che non votano, secondo un incivile principio di cui i Comuni hanno già abbondantemente abusato). </strong><br />
<span id="more-18663"></span><br />
La richiesta dell&#8217;<strong>Anci </strong>di esonerare i <strong>proventi dell&#8217;imposta di scopo dal patto di stabilità </strong>è illuminante sul fatto che si tende evidentemente ad introdurre una strada ulteriore, libera da vincoli di sorta, per finanziare le <strong>opere pubbliche</strong> al cento per cento a carico dei <strong>proprietari di casa</strong> nonostante l&#8217;incostituzionalità del fatto che quelle opere siano poi destinate a servire anche cittadini non proprietari.</p>
<p>Punto di partenza è il peggioramento per i <strong>contribuenti </strong>che alla <strong>tassa di scopo</strong> istituita dal <strong>Governo Prodi</strong> si è apportato con il provvedimento sul <strong>federalismo fiscale </strong>appunto con la possibilità di finanziare le <strong>opere pubbliche </strong>totalmente a carico di gruppi di <strong>contribuenti </strong>preventivamente individuati. </p>
<p>Secondo un criterio che – esonerando i Comuni da ogni compartecipazione alla spesa con propri fondi – si qualifica come un incentivo vero e proprio alla <strong>spesa pubblica </strong>e, soprattutto, a rinnovati sperperi, inconcepibili a maggior ragione nell&#8217;attuale situazione dei<strong> conti pubblici. </strong></p>
<p>Si impone un correttivo urgente all&#8217;<strong>imposta </strong>(sia legislativo che, quantomeno di contenimento, attraverso il <strong>decreto presidenziale</strong> previsto per l&#8217;autunno) ma, nel frattempo, non possono essere accettate fughe in avanti da parte dei Comuni, tipo quella relativa all&#8217;<strong>esclusione della tassa dal patto di stabilità&#8221;.</strong></p>
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		<title>Casa, Zambetti: dialogo ispiri decisioni per la futura politica dell&#8217;abitare</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Apr 2011 22:10:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Assessore a Lecco per la 4^ tappa del tour nelle province In provincia di Lecco si contano 2.800 alloggi di edilizia residenziale pubblica, il 65 per cento dei quali è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2011/04/Zambetti-dialogo-ispiri-decisioni-per-la-futura-politica-dellabitare.jpg?9d7bd4"><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2011/04/Zambetti-dialogo-ispiri-decisioni-per-la-futura-politica-dellabitare.jpg?9d7bd4" alt="" title="Zambetti dialogo ispiri decisioni per la futura politica dellabitare" width="250" height="200" class="left" /></a><strong><em>L&#8217;Assessore a Lecco per la 4^ tappa del tour nelle province</em></strong></p>
<p><strong>In provincia di Lecco si contano 2.800 alloggi di edilizia residenziale pubblica, il 65 per cento dei quali è di proprietà dell&#8217;Aler e il restante 35 per cento dei Comuni. La quasi totalità è affittata a canone sociale e complessivamente vi abitano 6.000 inquilini.</strong></p>
<p>Questa la fotografia scattata questa mattina a Lecco, circa il <strong>patrimonio immobiliare pubblico</strong>, dall&#8217;<strong>assessore alla Casa della Regione Lombardia Domenico Zambetti,</strong> durante la quarta tappa del giro che sta effettuando nelle province lombarde per rendersi conto di persona di come stanno le cose.<br />
<span id="more-18530"></span><br />
&#8220;<strong>Regione Lombardia </strong>- ha detto <strong>Zambetti </strong>- è fermamente convinta che ci si debba rimboccare le maniche, se si vogliono ottenere risultati concreti sempre più visibili e significativi. Per questo occorre avviare un dialogo che possa ispirare le direttrici operative della futura politica per l&#8217;abitare. L&#8217;attenzione e l&#8217;ascolto sono e saranno le parole chiave dell&#8217;impegno di<strong> Regione Lombardia </strong>per rispondere ai nuovi <strong>fabbisogni abitativi&#8221;</strong>.</p>
<p><strong><em>Patto per la casa</em> </strong><br />
È  in fase di definizione il <strong>&#8216;Patto regionale per la casa&#8217;,</strong> per attuare nuovi <strong>interventi abitativi</strong> attraverso il coinvolgimento degli operatori del settore e del sistema economico lombardo.</p>
<p>&#8220;Si tratta &#8211; ha spiegato <strong>Zambetti </strong>- dello strumento strategico di programmazione e di attuazione che vuole essere anche leva per responsabilizzare tutti i soggetti  istituzionali, economici e sociali della nostra Regione&#8221;.</p>
<p><strong><em>Piano casa</em></strong><br />
Per quanto riguarda la provincia di Lecco sono previsti due interventi, promossi dal Comune di Malgrate e dall&#8217;Aler, per 18 alloggi, con un finanziamento regionale complessivo di circa 2,2 milioni di euro.</p>
<p>&#8220;In particolare &#8211; ha sottolineato <strong>Zambetti </strong>– l&#8217;intervento <strong>dell&#8217;Aler </strong>prevede la realizzazione di 14 alloggi a canonemsociale, che si inseriranno in modo armonico nel <strong>contesto edilizio esistente</strong> dove è in costruzione una ulteriore palazzina di 12 <strong>alloggi sempre a canone sociale</strong>&#8220;.</p>
<p><strong><em>Misure per le famiglie:<br />
il fondo affitti e il contributo prima casa</em></strong><br />
Accanto alle politiche di incremento del <strong>patrimonio immobiliare</strong> da destinare alle fasce deboli, <strong>Regione Lombardia</strong> ha indirizzato le proprie energie a favore delle<strong> famiglie con particolari situazioni di disagio anche economico.</strong></p>
<p>&#8220;In particolare &#8211; ha precisato <strong>Zambetti </strong>- nel 2010, con il Fondo sostegno affitti, in provincia di Lecco sono state finanziate, con la partecipazione delle amministrazioni comunali, circa 1.950 domande per complessivi 1,7 milioni di euro. <strong>Il contributo di 2.000 euro erogato una tantum per i cittadini sottoposti a sfratto e quello di 1.500 per i licenziati, è stato assegnato, dal 2009 ad oggi, a 166 cittadini&#8221;.</strong></p>
<p>Per quanto riguarda il <strong>contributo per l&#8217;acquisto della prima casa</strong>, rivolto principalmente ai nuclei familiari di nuova formazione, in provincia di Lecco sono stati concessi 802.000 euro.<br />
<strong><br />
Regione Lombardia</strong></p>
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		<title>LombardiaCasa: dalle alienazioni i fondi per la riqualificazione</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Mar 2011 22:20:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;assessore regionale alla Casa Domenico Zambetti: 440 mln le entrate; priorità: recupero alloggi sfitti Regione Lombardia dal gennaio 2008 ha approvato 56 programmi di valorizzazione e riqualificazione del patrimonio di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2011/03/LombardiaCasa-dalle-alienazioni-i-fondi-per-la-riqualificazione.jpg?9d7bd4"><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2011/03/LombardiaCasa-dalle-alienazioni-i-fondi-per-la-riqualificazione.jpg?9d7bd4" alt="" title="LombardiaCasa dalle alienazioni i fondi per la riqualificazione" width="270" height="200" class="left" /></a><strong><em>L&#8217;assessore regionale alla Casa Domenico Zambetti: 440 mln le entrate; priorità: recupero alloggi sfitti</em></strong></p>
<p><strong>Regione Lombardia dal gennaio 2008 ha approvato 56 programmi di valorizzazione e riqualificazione del patrimonio di Edilizia residenziale pubblica, che prevedono la dismissione o alienazione di circa 5.000 alloggi (4.750 di proprietà Aler e 250 dei Comuni). L&#8217;operazione si stima possa garantire introiti per 440 milioni di euro. Sono i numeri ricordati dall&#8217;assessore regionale alla Casa Domenico Zambetti che, nel pomeriggio, ha partecipato a un convegno che aveva proprio come oggetto la dismissione degli alloggi pubblici.</strong><br />
<span id="more-17839"></span><br />
&#8221;Questo tipo di operazione &#8211; ha precisato<strong> Zambetti</strong> &#8211; non deve essere vista e percepita come una modalità per fare cassa, ma deve essere intesa come uno strumento attraverso il quale si vogliono raggiungere determinati obiettivi. Anzitutto disporre di un <strong>patrimonio efficiente, razionale e qualificato dal punto di vista edilizio, impiantistico, della sicurezza e della socialità; poi dare la possibilità a persone e famiglie di diventare finalmente proprietari della casa che abitano&#8221;.</strong></p>
<p><strong>DAI PROVENTI NUOVI INVESTIMENTI NEL PUBBLICO</strong></p>
<p>Le economie derivanti devono essere destinate obbligatoriamente allo sviluppo e alla valorizzazione del<strong> patrimonio Erp</strong> con priorità per il <strong>recupero delle unità abitative sfitte </strong>non assegnabili, proprio per prevenire il fenomeno dell<strong>&#8216;occupazione abusiva</strong>, nonché per interventi finalizzati alla <strong>sicurezza degli inquilini,</strong> per l&#8217;<strong>adeguamento degli impianti elettrici</strong>, per l<strong>&#8216;eliminazione dell&#8217;amianto,</strong> per l&#8217;eliminazione delle <strong>barriere architettoniche</strong>, per interventi finalizzati al<strong> risparmio energetico.</strong></p>
<p>Una particolare attenzione viene anche riservata agli indirizzi per l&#8217;inserimento paesaggistico e ambientale nei nuovi quartieri e per il recupero degli esistenti degradati e delle aree dismesse, rendendo disponibili aree e volumi per l&#8217;housing sociale. </p>
<p>&#8221;L&#8217;azione di valorizzazione del <strong>patrimonio immobiliare pubblico</strong> &#8211; ha ribadito <strong>l&#8217;assessore Zambetti </strong>- s&#8217;inserisce in un contesto economico e sociale di forte criticità e per questo richiede l&#8217;impegno di tutti i soggetti lombardi pubblici e privati per individuare insieme nuove modalità di risposta ai fabbisogni abitativi&#8221;.</p>
<p>&#8216;Concluderà questo percorso &#8211; ha concluso <strong>l&#8217;assessore Zambetti</strong> &#8211; la sottoscrizione di un <strong>Patto regionale per la casa</strong>, che coinvolga tutti gli operatori del settore e del sistema economico finanziario nell&#8217;attuazione di<strong> nuove politiche regionali&#8221;. </strong></p>
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		<title>Edilizia: manifestazione contro la crisi</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Dec 2010 00:25:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Edilizia: manifestazione contro la crisi Legambiente: &#8221;Manifestazione legittima. L&#8217;edilizia ha bisogno di puntare su innovazione e qualità. Basta con la demagogia del Piano Casa, dare certezza a ecobonus 55%&#8221; &#8221;È [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2010/12/Edilizia-manifestazione-contro-la-crisi.jpg?9d7bd4"><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2010/12/Edilizia-manifestazione-contro-la-crisi.jpg?9d7bd4" alt="" title="Edilizia manifestazione contro la crisi" width="200" height="240" class="left" /></a><strong><em>Edilizia: manifestazione contro la crisi</em></strong></p>
<p><strong><em>Legambiente: &#8221;Manifestazione legittima. L&#8217;edilizia ha bisogno di puntare su innovazione e qualità. Basta con la demagogia del Piano Casa, dare certezza a ecobonus 55%&#8221;</em></strong></p>
<p>&#8221;È una richiesta legittima quella che oggi il comparto edilizio fa al Governo. Tutto il settore merita più attenzione ma soprattutto provvedimenti davvero utili, che rispondano ai reali bisogni del Paese e non fantomatici piani casa, capaci solo d&#8217;incrementare il consumo di suolo, l&#8217;abusivismo e il lavoro nero senza portare soluzioni al fortissimo disagio abitativo vissuto da migliaia di famiglie, soprattutto nelle grandi città dove ci sono più di un milione di case vuote&#8221;.<br />
<span id="more-15201"></span><br />
Così il <strong>presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza</strong> esprime il suo sostegno alle organizzazioni delle <strong>imprese edili </strong>che oggi manifestano davanti a Montecitorio insieme ai sindacati dei <strong>lavoratori del settore</strong>, per il<strong> rilancio del comparto</strong>.</p>
<p>&#8221;I numeri del <strong>Piano Casa</strong> messo in atto dal <strong>Governo </strong>- ricorda <strong>Cogliati Dezza</strong> &#8211; parlano da soli: nei 63 capoluoghi che ne hanno fatto richiesta, sono stati depositati solo 2258 progetti di ampliamento, in media 42 istanze per capoluogo che scendono a 20 se si escludono i grandi centri di Veneto e Sardegna. Numeri, insomma &#8211; ha aggiunto il<strong> presidente di Legambiente</strong> -, assolutamente insufficienti a risollevare il settore dalla <strong>crisi</strong>. C&#8217;è bisogno di nuove idee e politiche per centri urbani che sostituiscano il modello di sviluppo centrato sul mattone con un altro più moderno e attento all&#8217;innovazione energetica e tecnologica. </p>
<p>Il terreno su cui rilanciare <strong>l&#8217;edilizia italiana</strong> è il<strong> recupero del patrimonio edilizio </strong>e il <strong>miglioramento delle prestazioni energetiche del parco immobiliare esistente,</strong> smettendo di favorire l&#8217;aumento indiscriminato di brutti edifici, arretrati dal punto di vista tecnologico. Invece di cancellare o ridurre<strong> l&#8217;ecobonus del 55%</strong> per gli interventi di <strong>efficienza </strong>- conclude <strong>Cogliati Dezza </strong>- si dovrebbe metterlo a regime e dare così certezza agli imprenditori&#8221;. </p>
<p><strong>L&#8217;Ufficio stampa Legambiente<br />
(06.86268379-53-60-99)<br />
www.legambiente.it </strong></p>
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		<title>Immobiliare, nasce il Repertorio di Progetti per Edifici Residenziali ad alte prestazioni e basso costo</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Oct 2010 00:05:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Immobiliare, nasce il Repertorio di Progetti per Edifici Residenziali ad alte prestazioni e basso costo L&#8217;industria delle costruzioni ha avviato una rivisitazione del proprio processo produttivo teso ad offrire alloggi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2010/10/Nasce-il-repertorio-delle-case-ad-alte-prestazioni-e-basso-costo.jpg?9d7bd4"><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2010/10/Nasce-il-repertorio-delle-case-ad-alte-prestazioni-e-basso-costo-300x185.jpg?9d7bd4" alt="" title="Nasce il repertorio delle case ad alte prestazioni e basso costo" width="300" height="185" class="left" /></a><strong><em>Immobiliare, nasce il Repertorio di Progetti per Edifici Residenziali ad alte prestazioni e basso costo</em></strong></p>
<p><strong><em>L&#8217;industria delle costruzioni ha avviato una rivisitazione del proprio processo produttivo teso ad offrire alloggi a prezzi più contenuti degli attuali, pur mantenendo elevati livelli prestazionali</em></strong></p>
<p><strong>Assimpredil Ance, FederlegnoArredo, l&#8217;Ordine degli Architetti della Provincia di Milano e IN/ARCH Sezione Lombarda insieme all&#8217;Assessorato allo Sviluppo del Territorio del Comune di Milano hanno deciso di lanciare una sfida a progettisti, imprese di costruzione, produttori di componenti anche di arredo, promuovendo il &#8221;Bando Europeo per la formazione di un Repertorio di Progetti per Edifici Residenziali ad alte prestazioni e basso costo&#8221;.</strong><br />
<span id="more-13716"></span><br />
L&#8217;iniziativa mira ad ottenere proposte progettuali di<strong> edilizia residenziale</strong> con <strong>elevate prestazioni tecniche e tecnologiche, con costi molto contenuti e con tempi di realizzazione garantiti.</strong></p>
<p>I proponenti hanno avvertito la necessità di fare chiarezza e di mettere a fattor comune gli sforzi degli attori della<strong> filiera delle costruzioni,</strong> per offrire alla domanda pubblica e privata risposte reali, concrete, fattibili e confrontabili fra di loro. Questo obiettivo è stato condiviso con il Comune di Milano, che ha fatto dell&#8217;<strong>Housing Sociale</strong> una centralità nella propria politica urbana con lo strumento del nuovo <strong>Piano di Governo del Territorio.</strong></p>
<p>Con questo <strong>Housingcontest,</strong> primo in Italia nel suo genere, si intende promuovere <strong>qualità architettonica, ricerca ed innovazione</strong> nel settore dell&#8217;<strong>edilizia residenziale,</strong> attraverso esempi concreti di <strong>edifici ad elevate prestazioni tecnologiche realizzabili a costi e tempi contenuti.</strong> I <strong>progetti </strong>che supereranno la selezione tecnica e qualitativa entreranno a far parte di un Repertorio dove i committenti potranno attingere, ovunque vorranno operare, potendo così formulare<strong> business-plan</strong> puntuali e certi a livelli qualitativi predefiniti.</p>
<p>Il <strong>Bando </strong>richiede ai partecipanti impegno e sforzi notevoli ma sarà, per coloro che supereranno l&#8217;esame, la vetrina delle eccellenze progettuali e costruttive, diventando il punto di riferimento per chi voglia partecipare alla definizione di una nuova politica industriale del settore e contribuire alla soluzione del <strong>problema casa.</strong> Un problema che riguarda una parte consistente della popolazione italiana e che, solo per Milano, il nuovo <strong>PGT </strong>stima interessare<strong> 30.000 famiglie.</strong></p>
<p><strong>L&#8217;Assessorato allo Sviluppo del Territorio del Comune di Milano, Assimpredil Ance, FederlegnoArredo, l&#8217;Ordine degli Architetti della Provincia di Milano e IN/ARCH Sezione Lombarda </strong>sono certi che gli <strong>investimenti </strong>necessari per partecipare al <strong>Bando </strong>saranno apprezzati e riconosciuti dal mercato.</p>
<p>&#8221;Che ci sia bisogno di <strong>casa </strong>a<strong> prezzi accessibili</strong> è cosa nota. Che ci sia stata la <strong>crisi </strong>che abbia acuito ancor più questo bisogno è cosa altrettanto nota &#8211; ha sottolineato l&#8217;<strong>assessore allo Sviluppo del Territorio, Carlo Masseroli. </strong>All&#8217;inizio della <strong>crisi </strong>ho ipotizzato che questo predetto momento potesse paradossalmente generare le condizioni per supportare il tema dell<strong>&#8216;housing sociale</strong> con tutta la dignità dovuta. E così è stato. La politica ha scritto le regole, le associazioni di imprese e i professionisti del settore hanno raccolto la sfida. Questo bando è la rappresentazione di un metodo nuovo che chiama la responsabilità di tutti. Solo se ognuno sarà disposto a mettere in gioco un pezzettino del suo Milano potrà essere scelta<strong> per vivere, per lavorare, per studiare, per giocare, per abitare</strong>&#8221;.</p>
<p><strong>Per partecipare al Bando, disponibile sul sito www.housingcontest.com sarà possibile iscriversi fino al 21 gennaio 2011 </strong><strong>e gli elaborati dovranno essere consegnati entro il 31 maggio 2011.</strong></p>
<p>I <strong>progetti dichiarati ammissibili</strong> in base alle specifiche del <strong>Bando </strong>saranno valutati dalla Giuria tecnica, che verificherà i requisiti prestazionali di eccellenza richiesti. Tutti i <strong>progetti </strong>saranno presentati alla prossima edizione della<strong> fiera internazionale di architettura e edilizia di Milano, MADE expo </strong>in programma alla <strong>Fiera di Milano dal 5 all&#8217;8 ottobre 2011 e nella mostra che si svolgerà in Triennale.</strong><br />
<strong><br />
Fonte: greenews.info</strong></p>
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