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	<title>Mondocasablog &#187; efficienza energetica</title>
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		<title>Detrazione 55% anche ai beni strumentali</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Nov 2011 22:00:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Richiesta Uncsaal: estendere il bonus fiscale ai soggetti pubblici non assoggettati all&#8217;Ires. L&#8217;Associazione chiede al Governo di estendere le detrazioni fiscali del 55% per gli interventi di riqualificazione energetica degli [...]]]></description>
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<strong>L&#8217;Associazione chiede al Governo di estendere le detrazioni fiscali del 55% per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici anche ai beni strumentali e ai soggetti pubblici non assoggettati all&#8217;Ires. Secondo Uncsaal (Unione nazionale costruttori serramenti alluminio acciaio e leghe) questa è la misura per favorire l&#8217;incremento degli investimenti nel recupero nel patrimonio immobiliare non residenziale, pubblico e privato</strong>.<br />
<span id="more-21362"></span><br />
L&#8217;Associazione fa notare che questa misura manca nella bozza del Decreto Sviluppo attualmente all&#8217;esame del Governo, della quale aveva già criticato la penalizzazione che prevederebbe delle condizioni per accedere alla detrazione 55% per i serramenti.<br />
Offrire l’opportunità di riqualificare energeticamente il patrimonio immobiliare detenuto dai grandi gestori finanziari e industriali potrebbe rappresentare un circuito virtuoso per riqualificare energeticamente una parte significativa di patrimonio immobiliare italiano (appartamenti ad uso residenziale e terziario) e per produrne una rivalutazione del valore generando un maggior gettito per l&#8217;erario.<br />
<strong>Uncsaal fa notare che</strong> <em>“se stimiamo che l’intero valore degli investimenti in recupero del patrimonio non residenziale privato valgano 17 miliardi di euro, una estensione delle detrazioni fiscali ai beni strumentali potrebbe produrre un incremento del 40-50% di tali investimenti, dando ossigeno alla ripresa del mercato in questo settore”</em>.<br />
<strong>Inoltre, fa notare ancora l&#8217;Associazione,</strong> <em>“se il Legislatore individuasse forme utili ad estendere gli incentivi per la riqualificazione energetica degli edifici anche ai soggetti pubblici non assoggettati all’Ires, prevedendo, per esempio, che gli importi da detrarre siano scalati dalle utenze energetiche, si può ipotizzare un incremento del 30% del valore degli investimenti nel non residenziale pubblico attualmente stimato in 5 miliardi di euro”.</em><br />
Uncsaal mostra perplessità in merito ad un&#8217;altra ipotesi contenuta nella bozza del decreto per la crescita, sempre riguardo alle modifiche alla detrazione 55%: quella di introdurre l&#8217;obbligo di installare sistemi di termoregolazione oltre al cambio degli infissi.<br />
Quest&#8217;obbligo, sottolinea l&#8217;Uncsaal, comporterebbe un ulteriore aggravio dei costi e problematiche all&#8217;interno dei condomini, dove gli interventi devono essere condivisi dall&#8217;assemblea condominiale all&#8217;unanimità.<br />
Quindi, un singolo condomino può decidere di cambiare in maniera autonoma le finestre e non può essere condizionato dall&#8217;approvazione dell&#8217;assemblea condominiale sulla valvole termostatiche. In sintesi, per cambiare le finestre ed usufruire del 55% il consumatore dovrebbe chiamare il serramentista e l&#8217;idraulico. Molto problematico.</p>
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		<title>La nuova variante alla norma CEI 64-8</title>
		<link>http://www.mondocasablog.com/2011/10/25/nuova-variante-norma-cei/</link>
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		<pubDate>Mon, 24 Oct 2011 22:00:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La classificazione degli impianti elettrici in tre livelli: base, standard e domotico. Concepita per rendere comprensibili, sia agli operatori del settore sia agli utenti finali, tutte le implicazioni connesse all&#8217;entrata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2011/10/La-nuova-variante-alla-norma-CEI-300x199.jpg?9d7bd4" alt="" title="La nuova variante alla norma CEI" width="300" height="199" class="left" /><strong><em>La classificazione degli impianti elettrici in tre livelli: base, standard e domotico.</em></strong><br />
<strong>Concepita per rendere comprensibili, sia agli operatori del settore sia agli utenti finali, tutte le implicazioni connesse all&#8217;entrata in vigore della variante, la classificazione descrive ciò che gli utenti potranno scegliere nel momento in cui, rivolgendosi a un installatore di impianti elettrici, decidano di installare un nuovo impianto oppure di rinnovarlo. </strong><br />
<span id="more-21240"></span><br />
L’utente finale potrà quindi d’ora in poi chiedere all’installatore che la realizzazione dell’<strong>impianto elettrico</strong> sia di <strong>Livello 1, 2 o 3</strong>, dove il <strong>Livello 1 </strong>individua la configurazione minima che dovrà avere un impianto perché possa essere considerato a norma. Diversamente, i <strong>livelli superiori 2 e 3 </strong>aumentano le prestazioni dell’<strong>impianto </strong>e quindi la sua fruibilità, adeguandola sia alle necessità degli utenti sia alla morfologia dell’habitat.<br />
<strong>LIVELLO 1: IMPIANTO BASE </strong><br />
Entrando più nel dettaglio, <strong>l&#8217;impianto base (Livello 1)</strong> è stato concepito per chi fa dell&#8217;<strong>impianto elettrico</strong> un uso essenziale senza però rinunciare a sicurezza ed efficienza. Installare in <strong>casa </strong>un <strong>impianto </strong>di Livello 1 vuol dire preservare in maniera sostanziale l’<strong>abitazione </strong>dal rischio di incidenti domestici dovuti al malfunzionamento dell’<strong>impianto elettrico.</strong><br />
<strong>LIVELLO 2: IMPIANTO STANDARD</strong><br />
Il<strong> Livello 2 (Standard)</strong> prevede un aumento della dotazione e dei componenti rispetto al<strong> Livello 1</strong>, oltre che alcuni servizi ausiliari, quali il videocitofono, l’anti-intrusione e il sistema di controllo carichi. Quest’ultimo serve per ridurre i<strong> consumi energetici</strong> e ottimizzare l’uso di<strong> energia elettrica.</strong><br />
Preservando la <strong>casa </strong>da minacce esterne, i <strong>videocitofoni ed i sistemi anti-intrusione</strong> sono dotazioni obbligatorie in un impianto di Livello 2 che, oltre ad aumentare i numeri di punti prese, punti luce e interruttori differenziali, permette alla <strong>casa di essere più attenta ai consumi e ancora più sicura.</strong><br />
<strong>LIVELLO 3: DOMOTICO</strong><br />
Oltre a prevedere un ulteriore aumento delle dotazioni rispetto al Livello 2, il Livello 3 (<strong>Domotico</strong>) deve poter gestire almeno 4 <strong>funzioni domotiche </strong>quali, ad esempio, l’anti-intrusione, il controllo carichi, la gestione comando luci, la gestione temperatura, la gestione scenari, il controllo remoto, il sistema diffusione sonora, la rilevazione incendio, il sistema antiallagamento e/o la rilevazione gas. L’<strong>impianto di Livello 3</strong> è concepito specificamente per chi considera la tecnologia una componente importante di ottimizzazione della vita domestica. A beneficiarne è anche ovviamente il <strong>risparmio energetico </strong>all’interno dell’abitazione.<br />
L’ampliamento della Norma Impianti CEI 64-8 rappresenta un successo importante per l’innalzamento qualitativo dell’offerta di tecnologie per il Sistema Edificio e, più in generale, per il pieno riconoscimento del ruolo abilitante delle stesse tecnologie, che sono da sempre creatrici di sviluppo. La nuova <strong>classificazione </strong>introdotta rappresenta un passo rilevante nel percorso di rinnovamento e adeguamento della normativa tecnica alle nuove esigenze del mercato.</p>
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		<title>Energie rinnovabili, partnership Frimm ed Enel Green Power</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Oct 2011 22:10:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le agenzie immobiliari e creditizie del network Frimm possono aderire alla rete EGP/Enel.sì aprendo al loro interno un corner dedicato alla vendita dei prodotti energetici per la casa e per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2011/10/Energie-rinnovabili-partnership-Frimm-ed-Enel-Green-Power.jpg?9d7bd4" alt="" title="Energie rinnovabili partnership Frimm ed Enel Green Power" width="250" height="250" class="left" /><strong><em>Le agenzie immobiliari e creditizie del network Frimm possono aderire alla rete EGP/Enel.sì aprendo al loro interno un corner dedicato alla vendita dei prodotti energetici per la casa e per le aziende.</em></strong><br />
<strong>Frimm Energy, la divisione di Frimm specializzata nella produzione di energia elettrica e termica da fonti rinnovabili, ed Enel Green Power, punto di riferimento nel mercato italiano del fotovoltaico sul mercato retail e delle soluzioni integrate e dei servizi ad alto valore aggiunto per l’efficienza energetica, hanno siglato un accordo di partnership valido su tutto il territorio nazionale</strong>.<br />
<span id="more-21215"></span><br />
Grazie a questa intesa, che EGP ha concesso in esclusiva all’azienda presieduta da Roberto Barbato, Frimm Energy diventa Affiliata Master di EGP/Enel.si permettendo così ai 2.000 operatori del network immobiliare e creditizio Frimm di aderire alla rete EGP/Enel.si. Ogni agenzia che aderisce all’iniziativa dovrà aprire un corner dedicato ai prodotti EGP/Enel.si in modo da proporli ai propri clienti.<br />
Grazie all’accordo, gli operatori Frimm potranno ampliare la propria professionalità vendendo un prodotto in forte crescita come il fotovoltaico, rivolgendosi tanto ai privati quanto alle imprese e guadagnando grazie alle provvigioni garantite da Frimm Energy.<br />
La specializzazione di Frimm sul fronte immobiliare garantisce a EGP di entrare in contatto con un target di clientela molto specifico e interessato a valorizzare il proprio investimento nel mattone.<br />
<em>“L’obiettivo a breve termine di questa partnership è quello di coinvolgere un massimo di 350 agenzie immobiliari e creditizie del network Frimm aprendo un corner dedicato ai prodotti energetici per la casa e per le aziende di EGP/Enel.si veicolati tramite il Master concesso a Frimm Energy e di sensibilizzare gli agenti immobiliari e creditizi sulla vendita di impianti fotovoltaici</em> &#8211; <strong>spiega Andrea Serafini, direttore della divisione Energy di Frimm</strong> &#8211; <em>“Il valore di un’abitazione può salire da un minimo del 5% a un massimo del 10% grazie all’installazione di un impianto fotovoltaico e i punti vendita Frimm, grazie alla partnership con EGP/Enel.si, possono dare ai propri clienti una possibilità concreta ed ecologica di valorizzare il proprio investimento”.<br />
</em></p>
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		<title>Fotovoltaico: impianti triplicati in provincia di Varese</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Oct 2011 22:00:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sui tetti di case e imprese se ne contano più di 3.600. È quanto emerso durante un workshop organizzato nella sede di Gallarate dell’Unione Industriali dal Gruppo Giovani Imprenditori “Fotovoltaico: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2011/10/Fotovoltaico-impianti-triplicati-in-provincia-di-Varese-300x196.jpg?9d7bd4" alt="" title="Fotovoltaico impianti triplicati in provincia di Varese" width="300" height="196" class="left" /><strong><em>Sui tetti di case e imprese se ne contano più di 3.600. È quanto emerso durante un workshop organizzato nella sede di Gallarate dell’Unione Industriali dal Gruppo Giovani Imprenditori</em> </strong><br />
<strong>“Fotovoltaico: il quarto conto energia” è il titolo dell’incontro che ha rappresentato il secondo appuntamento della rassegna di workshop “Energia: parliamone”.  Obiettivo: fornire alle imprese consigli pratici, immediatamente spendibili nell’organizzazione aziendale per aumentare l’efficienza energetica dei siti produttivi. Una sorta di guida agli investimenti migliori, tra cui quello nell’energia solare</strong>.<br />
<span id="more-21151"></span><br />
Il <strong>fotovoltaico</strong> rappresenta ormai una scelta da prendere quanto meno in considerazione per le sue potenzialità, quelle in grado di svincolare le aziende dall’altalena dei costi dell’<strong>energia </strong>sui mercati. Il sole è una fonte non soggetta a speculazioni. Ed è anche solo per questo un’opportunità, vista la turbolenza che vivono in questo periodo i mercati. Un <strong>investimento </strong>dunque da vagliare, anche se non è di per se stesso ineludibile: si è parlato di questo nel corso del workshop.<br />
Si è però sottolineato che la crescita esponenziale degli impianti sui tetti delle case e delle aziende italiane è favorita dalla forte politica di <strong>incentivi</strong>. Un aumento a cui Varese non fa eccezione. Anzi. In provincia, secondo i dati del Gestore dei Servizi Energetici-GSE spa, esistono 3.623 impianti per una potenza totale pari a poco più di 63.500 kW. Solo un anno e mezzo fa, a marzo del 2010, se ne contavano 890 per un totale di 8.600 kW.<br />
Pochi altri settori possono vantare una simile crescita. Tra il 2009 e il 2010 si è assistito ad una crescita di impianti ed energia prodotta intorno al 200%. In questo scenario la Lombardia spicca come una delle regioni dove il solare è più presente: prima per numero di impianti e seconda per potenza, dietro alla sola Puglia. E in questo scenario lombardo ad alto tasso fotovoltaico, Varese emerge come una delle province più fedeli alla scelta solare.<br />
Un’esperienza positiva l’incontro per fornire informazioni sul Quarto Conto energia che regola l’attuale politica di incentivi al fotovoltaico, sui soggetti istituzionali coinvolti, sugli adempimenti amministrativi e tecnici necessari, sulle valutazioni economiche da fare prima di scegliere se investire o no in questo tipo di fonte energetica.</p>
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		<title>Acquisto casa, in calo del 45%</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Oct 2011 22:00:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Diminuisce la fiducia degli Italiani nel mercato immobiliare, la propensione all’acquisto scende al 45% La crisi economica ricade sulla percezione che gli italiani hanno dell’andamento del mercato immobiliare e la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2011/10/Acquisto-casa-in-calo.jpg?9d7bd4" alt="" title="Acquisto casa in calo" width="200" height="237" class="left" /><strong><em>Diminuisce la fiducia degli Italiani nel mercato immobiliare, la propensione all’acquisto scende al 45% </em></strong><br />
<strong>La crisi economica ricade sulla percezione che gli italiani hanno dell’andamento del mercato immobiliare e la prudenza frena la voglia di investire. Secondo i dati dell’indice Immobiliare.it sulla fiducia dei consumatori, se a luglio quasi il 54% degli italiani si dichiarava convinto che fosse un buon momento per comprare casa, ad oggi la percentuale è scesa al 45,3%. Quanto ai prezzi, il 32% si aspetta stabilità, il 37% li prevede in calo</strong><br />
<span id="more-21126"></span><br />
L’elaborazione dell’Indice sulla fiducia dei consumatori relativo al terzo trimestre 2011, un indicatore della percezione degli italiani rispetto all’andamento del mercato immobiliare, si basa sulle risposte di un campione di oltre 5.000 di italiani che, avendo negli ultimi tre mesi effettuato una ricerca o pubblicato un annuncio immobiliare, sono interessati al tema della ricerca di immobili.<br />
&#8221;Ad influire sulla percezione del mercato immobiliare, e sulla conseguente propensione all’acquisto – dichiara Carlo Giordano, Amministratore Delegato di Gruppo Immobiliare.it – sono le attuali condizioni dell’economia, con particolare riferimento alla politica di tagli che ha caratterizzato la manovra finanziaria. Tuttavia, questa diminuzione sia della voglia di vendere sia di comprare, rappresenta un tentativo comprensibile di non “svalutare” gli immobili. Sappiamo benissimo che in una nazione, come l’Italia, che ripone un’elevata fiducia nel mattone, questa prudenza evita i pericoli di perdita di valore degli immobili&#8221;.<br />
L’analisi di Immobiliare.it, pur registrando una flessione dell’ottimismo rispetto alla rilevazione dello scorso trimestre, rileva come oltre il 45% del campione sia convinto che quello attuale è un buon momento per acquistare casa. Cresce, invece, la percentuale degli intervistati che ritiene sia più conveniente rimandare gli investimenti immobiliare al prossimo anno (19,2% vs 16%) pensando che il 2012 porterà maggiori vantaggi in fase di compravendita.<br />
La minore fiducia non riguarda solo il fronte dell’acquisto, ma anche quello della vendita: quasi il 66% del campione intervistato si dice convinto che, quello attuale, non sia un buon momento per vendere. Da questa prospettiva, l’11% guarda con fiducia all’anno venturo, e dichiara di aspettarsi un miglioramento della situazione nel corso dei prossimi 12 mesi.<br />
Altro aspetto indagato dall’indagine riguarda la percezione degli italiani dell’andamento dei prezzi degli immobili in vendita: se il 32% si aspetta stabilità, per il 37,6% del campione i costi sono destinati a calare, e solo il 22,5% teme un aumento.<br />
Analizzando i dati raccolti da Immobiliare.it è possibile tracciare anche una mappa delle differenze tra gli atteggiamenti degli italiani, di regione in regione.<br />
In linea generale emerge una maggiore fiducia nel mercato immobiliare da parte dei cittadini delle regioni del Centro e del Nord Italia, con l’eccezione del Molise: Umbria (62,5%), Lombardia (52%) e Molise (50%) sono le regioni in cui, in percentuale maggiore, si ritiene sia un buon momento per comprare casa. Seguono Emilia Romagna (49,6%), Friuli Venezia Giulia (47,6%) e Toscana (46,8%). Fanalino di coda sono Calabria (25,5%), Trentino Alto Adige (34%) e Puglia (38,3%).</p>
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		<title>Edilizia sempre più sostenibile nei Comuni italiani</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Oct 2011 22:00:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[È quanto emerge dall’Osservatorio ONRE (Osservatorio nazionale regolamenti edilizi per il risparmio energetico) di Legambiente e Cresme, presentato alla Fiera di Bologna nell’ambito del SAIE. La ricerca fotografa il cambiamento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2011/10/Edilizia-sempre-più-sostenibile-nei-Comuni-italiani.jpg?9d7bd4" alt="" title="Edilizia sempre più sostenibile nei Comuni italiani" width="200" height="200" class="left" /><strong><em>È quanto emerge dall’Osservatorio ONRE (Osservatorio nazionale regolamenti edilizi per il risparmio energetico) di Legambiente e Cresme, presentato alla Fiera di Bologna nell’ambito del SAIE. </em></strong><br />
<strong>La ricerca fotografa il cambiamento in atto nella filiera delle costruzioni a partire proprio dalle novità introdotte nei regolamenti edilizi comunali per spingere una maggiore attenzione alla sostenibilità e qualità del costruire.</strong><br />
<span id="more-21062"></span><br />
I punti fondamentali per il contenimento dei consumi energetici evidenziati dal Rapporto ONRE sono: <strong>l&#8217;isolamento termico, l&#8217;utilizzo di fonti rinnovabili,  l&#8217;efficienza energetica, l&#8217;orientamento e la schermatura degli edifici, materiali da costruzione locali e riciclabili, il risparmio idrico e il recupero delle acque meteoriche, l&#8217;isolamento acustico.</strong><br />
<strong><em>Isolamento termico</em></strong><br />
È tra i punti fondamentali da affrontare per il contenimento dei <strong>consumi energetici </strong>delle abitazioni. Anche il ricorso a tetti verdi inizia ad essere inserito nei Regolamenti Edilizi con 31 Comuni, tutti in Lombardia, dove per le nuove edificazioni è obbligatorio realizzare parte della copertura con “tetti giardino” per un miglior <strong>isolamento termico,</strong> stessa pratica incentivata in altri 20 Comuni. Per quanto riguarda i serramenti ad<strong> alta efficienza</strong> l’obbligo è previsto in caso di sostituzione dei vecchi o di realizzazione di nuovi edifici in 278 Comuni.<br />
<strong><em>Utilizzo fonti rinnovabili</em></strong><br />
Risultati particolarmente importanti sono quelli raggiunti dalle <strong>energie rinnovabili. </strong>Infatti in ben 459 Comuni italiani si obbliga l’installazione di pannelli solari termici, mentre in 482 diventa obbligatorio per i nuovi edifici allacciare <strong>pannelli fotovoltaici.</strong><br />
<strong><em>Efficienza energetica in edilizia</em></strong><br />
Sono 312 le amministrazioni locali che prevedono la promozione, l’incentivo o l’obbligo di allacciamento a una rete di teleriscaldamento, l’uso di pompe di calore o il collegamento a impianti di cogenerazione per il riscaldamento e la climatizzazione estiva delle case. In particolare sono 164 i Comuni in cui, se presente, si fa obbligo di allacciare gli edifici alla rete di teleriscaldamento.<br />
<strong><em>Orientamento e schermatura degli edifici</em></strong><br />
431 Comuni nei loro regolamenti affrontano il tema dell’orientamento e/o ombreggiatura delle superfici vetrate. In 15 vi è un esplicito divieto di costruire edifici o singole abitazioni con un unico affaccio verso nord.<br />
<strong><em>Materiali da costruzione locali e riciclabili</em></strong><br />
382 i Comuni i cui regolamenti edilizi prendono in considerazione l’origine dei materiali e l’energia impiegata per la loro produzione. In 324 viene promosso l’uso di materiali di provenienza locale, naturali e riciclabili o con un lungo ciclo di vita, mentre per 27 Comuni questo tipo di richiesta diventa obbligatoria.<br />
<strong><em>Risparmio idrico e recupero acque meteoriche</em></strong><br />
Un aspetto molto considerato è quello della risorsa idrica. Infatti il recupero delle acque piovane, principalmente per l’irrigamento di giardini, ed il risparmio idrico, sono resi obbligatori in 463 Comuni italiani.<br />
<strong><em>Isolamento acustico</em></strong><br />
235 Comuni hanno deciso di affrontare l’argomento de corretto isolamento acustico negli edifici. Di questi, 158 prevedono un limite preciso alle emissioni acustiche da rispettare, 44 prevedono incentivi qualora si raggiungano livelli di isolamento acustico particolarmente elevati.<br />
<strong><em>Permeabilità dei suoli ed effetto isola di calore</em></strong><br />
188 i Comuni che trattano la permeabilità dei suoli nei loro regolamenti edilizi, punto fondamentale per impedire l’incremento delle temperature nella aree urbane, noto come effetto “isola di calore”, e di conseguenza per evitare un sempre crescente bisogno di impianti di climatizzazione nei mesi estivi. In particolare, il Comune di Bolzano ha introdotto, dal 2004, un indice di certificazione della qualità dell’intervento edilizio rispetto alla permeabilità del suolo e del verde (il R.I.E. Riduzione dell’impatto edilizio).<br />
<strong>La certificazione è obbligatoria per tutti gli interventi edilizi, sia residenziali sia produttivi. </strong></p>
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		<title>Bando Housing contest, progetti case efficienti e low cost</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Oct 2011 22:00:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Alla Triennale e al Made Expo le proposte ammesse al Repertorio di case ad alte prestazioni e basso costo del bando Housing contest Avviare una proficua riflessione sulla qualità architettonica, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2011/10/Bando-Housing-contest-progetti-case-efficienti-e-low-cost1.jpg?9d7bd4" alt="" title="Bando Housing contest progetti case efficienti e low cost" width="200" height="200" class="left" /><strong><em>Alla Triennale e al Made Expo le proposte ammesse al Repertorio di case ad alte prestazioni e basso costo del bando Housing contest</em> </strong><br />
<strong>Avviare una proficua riflessione sulla qualità architettonica, sulla ricerca e l’innovazione nel settore dell’edilizia residenziale, producendo esempi concreti di edifici abitativi ad alta qualità, realizzabili a costo contenuto e tempi definiti.</strong><br />
<span id="more-21046"></span><br />
È questo l&#8217;obiettivo di <strong>“Housing contest”</strong>, il bando per la costruzione di un <strong>Repertorio di Case ad alte prestazioni e basso costo</strong> promosso nell’ottobre 2010 da Assimpredil Ance, FederlegnoArredo, IN/ARCH sezione Lombardia, Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti Conservatori della Provincia di Milano e Comune di Milano.<br />
Il bando ha ricevuto quasi 160 manifestazioni di interesse e sono stati ammessi al Repertorio 122 progetti, presentati da 75 imprese e 104 progettisti provenienti da tutta Italia e anche dall&#8217;estero (una impresa è austriaca). I concorrenti hanno sottoscritto un patto di assunzione di responsabilità e di garanzia in ordine all’impegno di realizzare quell’edificio secondo i parametri e le modalità dichiarate nel progetto, nei confronti dei futuri committenti.<br />
<strong>I 122 progetti sono in mostra da fino al 9 ottobre 2011 alla Triennale di Milano</strong>, dove un enorme pavimento decorato riporta una vista generale di questo sforzo complessivo e nella sala dell’impluvium otto schermi touch screen offrono la consultazione per indici differenti di tutti gli elaborati di concorso. Al MADE Expo una installazione multimediale formata da due torri ed una linea offre una panoramica degli esiti di tutto il concorso.<br />
Gli esiti di questo concorso vanno oltre il tema del <strong>Social Housing</strong> strettamente inteso e sono destinati ad influenzare il modo di progettare e realizzare l’edilizia residenziale di alta qualità e basso costo, con una offerta che risponde alle mutate esigenze di una fetta di mercato che la crisi sta rendendo sempre più ampia. I progetti ammessi al Repertorio testimoniano quindi una vera inversione di tendenza: sociale non è più povero ma coincide con i concetti di sobrio e sostenibile, spesso architettonicamente elegante proprio perché ridotto alla sua calibrata essenzialità”.<br />
 </p>
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		<title>Rinnovabili, normative a rischio</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Oct 2011 22:00:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Report Morgan Stanley: in Italia crescono drammaticamente i rischi normativi sulle rinnovabili Così la situazione secondo un report della banca d’affari Morgan Stanley per gli investitori stranieri. Il messaggio purtroppo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2011/10/Rinnovabili-normative-a-rischio.jpg?9d7bd4" alt="" title="Rinnovabili normative a rischio" width="267" height="200" class="left" /><strong><em>Report Morgan Stanley: in Italia crescono drammaticamente i rischi normativi sulle rinnovabili </em></strong><br />
<strong>Così la situazione secondo un report della banca d’affari Morgan Stanley per gli investitori stranieri. Il messaggio purtroppo ha un effetto deprimente sulla già scarsa fiducia nelle opportunità di business offerte dal nostro Paese agli investitori esteri. Secondo gli analisti il fotovoltaico italiano potrebbe subire nuovi tagli alle tariffe nel breve-medio termine, più precisamente nella prima metà del 2012. </strong><br />
<span id="more-21008"></span><br />
Il Report esprime addirittura il timore di un nuovo intervento retroattivo per ridisegnare a fondo il sistema. Un timore forse fondato, in quanto le aziende, nei mesi scorsi, hanno dovuto confrontarsi, nell&#8217;arco di pochissimo tempo, con l’inaspettato passaggio dal II al <strong>IV Conto Energia</strong> voluto dal <strong>Decreto Romani. </strong><br />
È proprio il timore di iniziative retroattive che influisce di più sulla credibilità del Paese, tanto più che negli ordinamenti stranieri non sono comprensibili. Secondo Massimo Sapienza, presidente di Assoenergie Future, è importante fugare i dubbi degli investitori internazionali, soprattutto in un periodo di grandi incertezze come questo. <em>“È necessario dare certezze</em> -<strong> dice</strong> &#8211; <em>ci aspettiamo che il governo rassicuri gli investitori internazionali sulle prospettive del settore”.</em><br />
Dal rapporto emerge un dato confortante: sulla base degli ultimi dati sulle installazioni delle <strong>rinnovabili</strong>, il trend estivo 2011 è stato molto più forte del previsto. Ma nonostante questo dato decisamente  positivo, a causa della riduzione progressiva dei tagli prevista dal <strong>IV Conto Energia</strong>, secondo Morgan Stanley, il nostro Paese &#8221;rischia di veder aprirsi, l’anno prossimo, &#8216;uno iato&#8217; nel mercato, con conseguenze sui volumi e sulle tariffe&#8221;.<br />
Secondo i calcoli di Morgan Stanley, la soglia di <strong>finanziamenti </strong>messi in campo dal governo per il <strong>fotovoltaico</strong>, a questi ritmi di crescita, sarà raggiunta nella prima metà del 2012. A quel punto “un taglio delle tariffe è probabile per la prima metà dell’anno”.<br />
Ma gli analisti vedono oltre: “Vediamo anche il rischio di una <strong>ristrutturazione </strong>molto più profonda delle tariffe, per riportare il mercato sotto controllo”. Eppure la politica italiana potrebbe non agire subito, viste le altre priorità in campo, precisa il Report in una nota che non può non suscitare preoccupazioni nelle aziende che hanno investito con fiducia nel settore.</p>
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		<title>Politiche abitative, riqualificare l&#8217;Erp</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Oct 2011 00:21:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Fondi strutturali europei utilizzabili per riqualificare l&#8217;Erp (Edilizia Residenziale Pubblica) potrebbero andare persi per l&#8217;inerzia della Regione. &#8221;Mentre il Governo impone una manovra di lacrime e sangue agli enti locali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2011/09/Politiche-abitative-riqualificare-lErp.jpg?9d7bd4" alt="" title="Politiche abitative riqualificare lErp" width="250" height="200" class="left" /><strong><em>Fondi strutturali europei utilizzabili per riqualificare l&#8217;Erp (Edilizia Residenziale Pubblica) potrebbero andare persi per l&#8217;inerzia della Regione.</em></strong><br />
<strong>&#8221;Mentre il Governo impone una manovra di lacrime e sangue agli enti locali e il Patto di stabilità impone vincoli anche laddove le risorse ci sarebbero, l&#8217;Italia rischia di rimandare indietro all&#8217;Europa qualcosa come 3 miliardi di euro di fondi strutturali, già stanziati e disponibili&#8221;, dichiara il delegato Anci alle politiche abitative e assessore alla casa del Comune di Firenze, Claudio Fantoni: sono a  rischio 5,7 miliardi di euro</strong><br />
<span id="more-20982"></span><br />
<strong>Fantoni</strong> ha così spiegato: “<em>Abbiamo impegni nelle regioni del Sud, ma anche in quelle del Nord, non sufficienti a garantire di spendere le risorse destinate dall&#8217;Unione Europea al nostro Paese. La conseguenza è, dunque, che si corre il rischio alla fine di quest&#8217;anno di perdere intorno ai due miliardi e 900mila euro. Cui si aggiungono altri 2,7 miliardi di co-finanziamento statale che, però, si genererà solo in virtù dell&#8217;attivazione del primo. In totale, circa 5,7 miliardi di euro che senza i piani delle Regioni andranno in fumo&#8217;</em>&#8216;.<br />
Una parte di questi <strong>finanziamenti </strong>europei potrebbe essere utilizzata per incrementare l&#8217;<strong>efficienza energetica nell&#8217;edilizia residenziale pubblica</strong>, con un importante ritorno sia in termini sociali (<strong>risparmio nelle bollett</strong>e) che economici <strong>(rilancio del settore edilizio</strong> attualmente in <strong>crisi </strong>profonda). Tra l&#8217;altro, la bozza di nuova direttiva Ue sull&#8217;<strong>efficienza energetica,</strong> presentata a giugno dalla Commissione europea, prevede per ogni Stato membro l&#8217;obbligo del rinnovo annuale di almeno il 3% dell<strong>&#8216;edilizia pubblica.</strong><br />
<em>“Usare fino al 4% dei fondi strutturali per l&#8217;efficienza energetica nell&#8217;edilizia residenziale è una possibilità ma non è obbligatorio</em> – <strong>precisa Fantoni</strong> – <em>Personalmente ritengo però che sarebbe una priorità da riconoscere a livello nazionale, anche obbligando le regioni se necessario, perché molte di esse rischiano seriamente di perdere questi soldi e di non poterli più avere indietro”.</em><br />
Sempre secondo il delegato Anci alle politiche abitative, anche se si prescinde dall&#8217;<strong>efficienza energetica</strong>, sarebbe paradossale che non di impiegasse questa occasione e non s&#8217;investisse in questo settore, soprattutto pensando ai continui tagli del governo e, dunque, alle sempre minori disponibilità di regioni e comuni.<br />
In tema di <strong>efficienza energetica</strong>, l&#8217;Anci propone di estendere le detrazioni fiscali del 55% anche al settore pubblico.  Accolta con favore da Federcasa questa misura, che se adottata dal Governo muoverebbe l&#8217;economia a fronte di questa manovra depressiva e nei primi dieci anni non farebbe perdere niente allo Stato compensando la spesa per gli <strong>incentivi </strong>con le maggiori imposte per la crescita del fatturato.</p>
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		<title>Riscaldamento centralizzato in condominio, normative</title>
		<link>http://www.mondocasablog.com/2011/09/27/riscaldamento-condominio-normative/</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Sep 2011 22:00:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le richieste di passaggio al riscaldamento autonomo oggi sono più frequenti I motivi sono vari. Anzitutto la necessità di avere in casa una temperatura ambientale adatta alle singole personali esigenze. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2011/09/Riscaldamento-centralizzato-in-condominio-normative.jpg?9d7bd4" alt="" title="Riscaldamento centralizzato in condominio normative" width="227" height="200" class="left" /><strong><em>Le richieste di passaggio al riscaldamento autonomo oggi sono più frequenti</em></strong><br />
<strong>I motivi sono vari. Anzitutto la necessità di avere in casa una temperatura ambientale adatta alle singole personali esigenze. Passare al riscaldamento autonomo è possibile secondo la giurisprudenza della Cassazione, ma la più recente legislazione sul risparmio energetico sembra complicare se non addirittura impedire.</strong><br />
<span id="more-20929"></span><br />
Infatti, nella sentenza numero 11857 del 27 maggio scorso, la Suprema Corte ribadisce che il distacco è legittimo anche senza l&#8217;autorizzazione dell&#8217;<strong>assemblea</strong>, a condizione che non si creino squilibri termici nell&#8217;edificio che pregiudichino l&#8217;erogazione del servizio e aggravi di spesa per gli altri <strong>condomini</strong>. La Corte precisa anche che lo <strong>squilibrio termico</strong> non si può comunque considerare la sola condizione della differente temperatura che si può venire a determinare nell&#8217;appartamento &#8220;distaccato&#8221; rispetto agli altri.<br />
La <strong>condizione termica dell&#8217;impianto</strong> conseguente al distacco deve essere comunque certificata. La relazione del termotecnico può stabilire che chi non utilizza più il centralizzato debba pagare comunque una <strong>quota fissa di consumi,</strong> per compensare gli effetti creati dal distacco. Spesa che si  aggiunge al <strong>pagamento delle spese di <strong>manutenzione ordinaria e straordinaria </strong>dell&#8217;<strong>impianto centralizzato</strong> (compresa la sostituzione dello stesso)</strong>. Infatti, in base al secondo comma dell&#8217;articolo 1118 del Codice Civile, il condomino che rinuncia al diritto sulle cose comuni, &#8221;non può sottrarsi al contributo delle spese per la loro conservazione&#8221;.<br />
<strong>Secondo Carlo Parodi, responsabile dell&#8217;ufficio studi Anaci (Associazione nazionale amministratori condominiali e immobiliari:</strong> <em>&#8221;Le norme prevedono che l&#8217;installazione del nuovo impianto deve comportare un <strong>risparmio energetico</strong> complessivo mentre l&#8217;aggiunta di una o più piccole caldaie a quella centralizzata non produce certo questo risultato. I condomini che si distaccano, inoltre, non avranno in futuro ragione di favorire l&#8217;efficienza dell&#8217;impianto, aspetto su cui invece sono chiamati a votare in quanto ancora contribuiscono al mantenimento delle parti comuni. Paradossalmente il distacco progressivo porterebbe alla completa trasformazione del centralizzato in impianti unifamiliari che dovrebbe essere vietata. Ecco perché il distacco dal centralizzato deve considerarsi illegittimo&#8221;.</em><br />
Tuttavia, anche se finora la giurisprudenza gli è favorevole, il problema per chi vuole procedere al distacco è che in futuro i giudici potrebbero recepire le <strong>novità normative</strong> e decidere di accogliere il ricorso di un <strong>condominio </strong>che si appelli all&#8217;impossibilità di raggiungere <strong>efficienza e risparmio energetico</strong> ottimali.<br />
Comunque se si decide di distaccarsi dal <strong>centralizzato</strong>, bisogna tener presente che per procedere all&#8217;installazione della caldaia autonoma si deve disporre di uno sbocco per la canna fumaria. Si tratta comunque di un&#8217;operazione che non prevede l&#8217;assenso dell&#8217;assemblea. L&#8217;utilizzo delle parti comuni (come ad esempio i muri o la facciata) per il passaggio della canna fumaria è infatti possibile se questo non esclude il loro pari uso ad altri condomini e se non ledere il decoro dell&#8217;edificio.<br />
Il distacco dal centralizzato è legittimo se si dimostra che da questo non derivano né aggravi di spese per gli altri condomini né squilibri termici che pregiudicano l&#8217;erogazione del servizio<br />
<strong>NOTA</strong><br />
Il<strong> regolamento condominiale</strong> contrattuale (parte dell&#8217;atto di acquisto dell&#8217;appartamento, più &#8220;forte&#8221; del regolamento varato dall&#8217;assemblea) può vietare esplicitamente il distacco dal centralizzato.<br />
<strong>Fonte: ilsole24ore</strong></p>
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