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	<title>Mondocasablog &#187; Emergenza casa</title>
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	<description>Il mondo della casa a 360°</description>
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		<title>I giovani e la casa, un problema sociale</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Nov 2011 22:00:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ok dall’assemblea del Cnel (Consiglio nazionale dell&#8217;Economia e del Lavoro) al documento che fotografa la situazione abitativa dei giovani italiani definendola un problema sociale. L&#8217;inchiesta sulla condizione abitativa degli under [...]]]></description>
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<strong>L&#8217;inchiesta sulla condizione abitativa degli under 35, condotta dal Gruppo di studio per le politiche giovanili del Cnel, in collaborazione con il Sicet, sindacato degli inquilini, evidenzia l&#8217;esigenza di un rilancio delle politiche abitative, maggiori agevolazioni fiscali e un calmiere sui mutui. Dall’indagine emerge che i giovani vivono per il 35,7% in casa di proprietà e per il 63% in affitto.</strong><br />
<span id="more-21373"></span><br />
Quel 35,7% che vive in proprietà, in maggior percentuale risiede nel sud e nel nord-ovest del Paese (circa il 35%), abita in un appartamento (70%) prevalentemente in periferia (43,8% ) e nel 35,2% dei casi convive con i genitori. Solo il 30% dei giovani vive in una <strong>casa singola di proprietà </strong><br />
Il 74,1% dei giovani che invece vive in <strong>proprietà</strong>, ha acquistato la propria <strong>abitazione </strong>(il 13,1% l’ha costruita da sé ed il 12,8% l’ha ereditata). Il 37% paga un <strong>mutuo </strong>nella prevalenza dei casi a <strong>tasso fisso</strong> (il 60,2%) con una rata media di 676 euro.<br />
Chi vive in <strong>affitto</strong>, invece, ha come padrone di casa quasi sempre una persona fisica (72%) mentre una percentuale intorno al 4% abita in casa di un ente pubblico o di una società.<br />
L’indagine mette in evidenza che se nella maggioranza dei casi (l’82,2% dei casi) l’inquilino può contare su un regolare<strong> contratto d’affitto, i contratti “in nero”</strong> esistono ma riguardano una minoranza, il 17,8% dei casi, prevalentemente costituiti da studenti che abitano nelle città in cui risiedono le maggiori università.<br />
Il 39,7% degli <strong>affitti </strong>è a <strong>canone libero </strong>(durata 4 anni + 4), il 20,6% a  (durata 3 anni + 2), il 7,2% abita gratuitamente in <strong>comodato d’uso</strong></strong>, il 7% con <strong>contratto ad uso transitorio</strong> ed il 6% presso un ente pubblico.<br />
C’è anche una grande variabilità dei <strong>costi delle locazioni:</strong> i <strong>canoni </strong>più alti sono a Roma e Milano, dove in media per un&#8217;abitazione di 65metri quadrati si pagano 600 euro mensili, con punte fino a 1800 euro; i più bassi a Palermo (350 euro mensili). Affittare una stanza costa da un minimo di 170 euro al mese a Catania ad un massimo di 400 euro a Roma.<br />
<strong>Fonte: Cnel</strong></p>
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		<title>In calo l&#8217;interesse delle famiglie italiane per l&#8217;acquisto della casa &#8211; Indagine Nomisma 2011</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Jul 2011 22:00:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Considerando le forme di impiego del risparmio, le perduranti difficoltà congiunturali del settore immobiliare, associate all&#8217;incertezza del quadro economico generale, sembrano aver raffreddato l&#8217;interesse delle famiglie italiane per l&#8217;acquisto di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2011/07/In-calo-linteresse-delle-famiglie-italiane-per-lacquisto-della-casa-300x189.jpg?9d7bd4" alt="" title="In calo linteresse delle famiglie italiane per lacquisto della casa" width="300" height="189" class="left" /><strong><em>Considerando le forme di impiego del risparmio, le perduranti difficoltà congiunturali del settore immobiliare, associate all&#8217;incertezza del quadro economico generale, sembrano aver raffreddato l&#8217;interesse delle famiglie italiane per l&#8217;acquisto di abitazioni (dal 13,9% del 2010 all&#8217;8,7% del 2011).</em></strong><br />
<span id="more-20103"></span><br />
<strong>A rafforzare il distacco, è in particolar modo il dato schiacciante dei nuclei che dichiarano di non avere intenzione di acquistare un&#8217;abitazione nel corso del prossimo anno, salito di oltre 7 punti percentuali rispetto al 2010. </strong><br />
Si tratta di un fenomeno dettato da fattori contingenti e, con ogni probabilità, transitorio, essendo notoria la straordinaria propensione all&#8217;impiego del <strong>risparmio </strong>nel comparto, come risulta evidente dall&#8217;eccezionale quota di <strong>famiglie proprietarie dell&#8217;abitazione</strong> in cui vivono (77,3%), nonché dalla quota di <strong>ricchezza immobiliare</strong> sul totale (secondo le ultime stime di Banca d&#8217;Italia la quota di <strong>patrimonio abitativo</strong> risulta pari al 50,8% della ricchezza, reale e finanziaria, detenuta complessivamente dalle <strong>famiglie</strong>).<br />
<strong>Il minore interesse all&#8217;investimento nel settore,</strong> seppure destinato a rientrare, rappresenta senza dubbio un elemento eclatante, riconducibile da una parte alla precarietà delle <strong>prospettive economiche di molti nuclei familiari </strong>e dall&#8217;altra all&#8217;immagine di<strong> minore sicurezza e stabilità che emerge dall&#8217;odierna analisi del mercato immobiliare.</strong><br />
È comunque utile segnalare alcune accentuazioni del profilo di chi oggi dichiara di voler <strong>acquistare un&#8217;abitazione </strong>– destinata a risultare nel 70% dei casi la <strong>prima casa</strong> – nel corso del prossimo anno (ovvero l’8,7% delle<strong> famiglie italiane)</strong>. Si tratta soprattutto di giovani (con un picco del 19,6% nella fascia compresa tra i 18 e 34 anni e del 12% nella fascia tra i 35 e 44 anni), residenti soprattutto nei centri abitati di grande dimensione (14,6%) e che, al momento, dichiara di risiedere in <strong>affitto </strong>(19,5%) o in <strong>comodato d&#8217;uso gratuito</strong> (15,2%).<br />
Se il<strong> raffreddamento dell&#8217;interesse per l&#8217;investimento immobili</strong>are diretto ha connotati prettamente contingenti, il distacco delle<strong> famiglie italiane</strong> da forme di allocazione indiretta nel settore risulta, ormai, strutturale. Tra le famiglie che hanno dichiarato di possedere titoli azionari e fondi comuni d&#8217;investimento (20,2%), il 13,2% dichiara di detenere <strong>prodotti di risparmio associati alla finanza immobiliare. </strong><br />
Un dato comunque esiguo, se paragonato alla<strong> quota di famiglie </strong>(68,5%) che per molteplici ragioni (mancata conoscenza, poca trasparenza, inadeguatezza rispetto all&#8217;orizzonte temporale o al profilo di rischio) non si sono mai rivolte a <strong>prodotti finanziari con sottostante immobiliare</strong>. Rispetto allo scorso anno, l&#8217;appeal degli strumenti di <strong>investimento immobiliare indiretto (prevalentemente società immobiliari quotate e fondi immobiliari),</strong> da sempre esiguo a livello italiano, si è ulteriormente ridotto, passando dal 4,1% al 2,9% (fig. 8), non certo per ragioni unicamente congiunturali.</p>
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		<title>Usa: mercato immobiliare in  crisi, il verde urbano per rilanciare il mattone</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Jun 2011 22:00:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[I parchi in città, infatti, aumentano il valore delle abitazioni vicine e polarizzano gli investimenti privati La crisi economica degli Stati Uniti ha prodotto effetti devastanti sul mercato immobiliare: moltissimi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2011/06/Usa-mercato-immobiliare-in-crisi-il-verde-urbano-per-rilanciare-il-mattone-219x300.jpg?9d7bd4" alt="" title="Usa mercato immobiliare in  crisi il verde urbano per rilanciare il mattone" width="219" height="300" class="left" /><strong><em>I parchi in città, infatti, aumentano il valore delle abitazioni vicine e polarizzano gli investimenti privati</em></strong><br />
<strong>La crisi economica degli Stati Uniti ha prodotto effetti devastanti sul mercato immobiliare: moltissimi gli immobili ipotecati a società fallite, ma invendibili in un mercato in stand bay. Per contrastare la crisi immobiliare, il movimento &#8220;Redfields to Greenfields&#8221;, ideato da Mike Messner, ha lanciato un fondo di investimento che offre prestiti a basso costo per la riqualificazione urbana. Il progetto è stato accolto con favore da più di dieci grandi città degli Stati Uniti </strong><br />
<span id="more-19860"></span><br />
I <strong>parchi</strong>, secondo Messner, sono un polo d&#8217;attrazione sociale che potrebbe sbloccare il <strong>mercato immobiliare statunitense.</strong> Molte città come Denver, Phoenix, Houston, Detroit, Los Angeles hanno aderito all&#8217;iniziativa. In realtà è un&#8217;esperienza già sperimentata dalla città di Denver ben vent&#8217;anni fa, quando riqualificò più di cinque chilometri di <strong>capannoni dismessi</strong> e li trasformò in <strong>parco pubblico:</strong> oggi la zona è tra le più richieste e costose del <strong>mercato immobiliare locale.</strong> Il progetto parte dall&#8217;idea di convertire gli<strong> immobili &#8221;tossici&#8221;, come capannoni ed edifici commerciali, in parchi pubblici, contribuendo così ad aumentare il valore degli immobili  vicini. </strong><br />
<strong>Detroit</strong>, ad esempio, ha realizzato il nuovo<strong> Campus Martius Park</strong>, di 2,6 ettari, con capitali forniti dal fondo <strong>&#8221;Redfields to Greenfields&#8221;</strong> e oggi attira oltre un milione di visitatori all&#8217;anno. E la città ha diversi altri progetti del genere in corso di realizzazione. Anche <strong>Houston </strong>ha annunciato di voler applicare i concetti espressi da <strong>Messner</strong>, espandendo la propria <strong>rete parchi </strong>con l&#8217;abbattimento di 10.000 ettari di<strong> immobili fatiscenti</strong>.<br />
<strong><em>L&#8217;importanza dei parchi per una migliore qualità di vita nelle città</em></strong><br />
<strong>Il Greenacre Park </strong>si inserisce nel filone dei cosiddetti<strong> &#8221;vespocket park&#8221;</strong> che  hanno nel <strong>Plaza Paley ParkUnu</strong> l&#8217;esempio di maggior successo.<br />
Ricordiamo che questi <strong>parchi </strong>erano innanzitutto piccoli spazi di città. Essi sono stati salvati dal  destino riservato agli spazi urbani grazie all&#8217;iniziativa filantropica di privati che ne hanno finanziato il recupero per destinarli a piccoli giardini. Più in generale essi rispecchiano i criteri  che hanno preso il sopravvento nella seconda metà degli anni 1960  nella progettazione dei <strong>parchi </strong>allora  intesi come <strong>&#8221;Open space&#8221;, cioè spazi aperti</strong> dove  tutto poteva avvenire, non confinati in strutture chiuse <strong>ma &#8221;fluidi&#8221; nel senso che la città confluiva nel parco ed il parco nella città. </strong></p>
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		<title>La crisi del mercato immobiliare e la tutela degli acquirenti</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Jun 2011 22:00:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nell&#8217;ultimo triennio il settore delle nuove costruzioni ha subito una brusca frenata, ma ha anche messo in campo strategie di uscita dalla crisi, come l’orientamento della produzione verso la qualità, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2011/06/La-crisi-del-mercato-immobiliare-e-la-tutela-degli-acquirenti.jpg?9d7bd4"><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2011/06/La-crisi-del-mercato-immobiliare-e-la-tutela-degli-acquirenti.jpg?9d7bd4" alt="" title="La crisi del mercato immobiliare e la tutela degli acquirenti" width="200" height="268" class="left" /></a><strong><em>Nell&#8217;ultimo triennio il settore delle nuove costruzioni ha subito una brusca frenata, ma ha anche messo in campo strategie di uscita dalla crisi, come l’orientamento della produzione verso la qualità, il risparmio energetico, le caratteristiche avanzate, così da incontrare le esigenze della fascia medio- alta degli acquirenti, meno colpita dalla crisi. </em></strong><br />
<strong>La maggiore competitività sul mercato ha preservato l&#8217;attività delle realtà più grandi e più solide, orientate sulla qualità d&#8217;alta gamma. È invece andata peggio per le realtà produttive nella fascia più economica, che si sono scontrate da un lato con l&#8217;aumento dei costi di produzione e con la stretta creditizia, dall&#8217;altro con le difficoltà di accesso al mutuo incontrate dai potenziali acquirenti.</strong><br />
<span id="more-19700"></span><br />
Dopo alcuni anni di attesa, si è sbloccato il <strong>disegno di legge </strong>che regola l&#8217;accesso alla <strong>professione edile</strong>, anche per chi opera nel privato. Approvato in prima lettura alla Camera, ha l&#8217;obiettivo di rendere più sicuro il <strong>mercato</strong>, attraverso una selezione che eviti il proliferare di realtà imprenditoriali improvvisate o poco serie. Il <strong>&#8221;patentino&#8221; del costruttore</strong> prevede requisiti minimi per iscriversi alla<strong> Camera di commercio, </strong>come la fedina penale pulita e l&#8217;attrezzatura in proprietà, leasing e noleggio per un valore di almeno 15mila euro. Ma il tema centrale è la formazione obbligatoria del responsabile tecnico interno all&#8217;azienda, che dovrà essere preparato in materia di<strong> gestione e di sicurezza.</strong><br />
Complessivamente le<strong> procedure fallimentari nel comparto edilizio</strong> sono aumentate negli ultimi due anni. In base ai dati forniti dall&#8217;Osservatorio trimestrale sulla crisi d&#8217;impresa di Cerved Group (marzo 2011),<strong> l&#8217;incidenza dei fallimenti nel settore delle costruzioni </strong>ha avuto un incremento del 34 per cento nel 2009 e ancora del 15 per cento nel 2010, per un totale di circa quattromila <strong>fallimenti </strong>negli ultimi due anni. Non esiste una rilevazione ufficiale che ci permetta di conoscere quanti <strong>fallimenti </strong>abbiano coinvolto, negli ultimi anni, <strong>famiglie acquirenti di case in costruzione.</strong><br />
Da giugno 2005 queste <strong>famiglie </strong>sono tutelate dalla legge delega 2 agosto 2004, n. 210 (detta &#8221;Duilio&#8221; dal nome del primo firmatario del progetto), che ha allineato l&#8217;Italia agli altri Paesi europei già dotati di una legislazione in materia, come la Francia e la Spagna.<br />
Il <strong>decreto legislativo attuativo n. 122 del 20 giugno 2005,</strong> prevede la <strong>tutela di ogni acquirente </strong>così definito: &#8221;la persona fisica che sia <strong>promissaria acquirente o che acquisti un immobile da costruire</strong>, ovvero che abbia stipulato ogni altro contratto, compreso quello di <strong>leasing</strong>, che abbia o possa avere per effetto l&#8217;<strong>acquisto </strong>o comunque il trasferimento non immediato, a sé o ad un proprio parente in primo grado, della proprietà o della titolarità di un diritto reale di godimento su di un <strong>immobile da costruire,</strong> ovvero colui il quale, ancorché non socio di una <strong>cooperativa edilizia</strong>, abbia assunto obbligazioni con la <strong>cooperativa </strong>medesima per ottenere <strong>l&#8217;assegnazione in proprietà o l&#8217;acquisto della titolarità di un diritto reale di godimento su di un immobile da costruire per iniziativa della stessa&#8221;.</strong><br />
La valenza sociale di questo decreto è evidente. Molte delle <strong>famiglie </strong>coinvolte <strong>investono nell&#8217;acquisto di una casa tutte le risorse economiche proprie o dei propri familiari </strong>e, in caso di <strong>truffe </strong>o situazioni di <strong>crisi </strong>reali dei <strong>costruttori</strong>, si trovano a dover accantonare la legittima aspirazione ad una <strong>casa di proprietà</strong>, entrando in un tunnel giudiziario da cui raramente escono con un rimborso.<br />
Il testo è riassumibile nei seguenti punti fondamentali:<br />
<strong>- l&#8217;obbligo, per l&#8217;impresa di costruzione,</strong> di rilasciare ai promissari acquirenti o ai futuri destinatari di <strong>immobili da costruire, una fideiussione </strong>pari agli importi incassati o da incassare a titolo di anticipo <strong>per l&#8217;acquisto dell&#8217;abitazione</strong><br />
<strong>- l&#8217;obbligo di assicurare gli immobili contro vizi e difetti di costruzione</strong> per i dieci anni successivi alla costruzione (polizza postuma decennale)<br />
<strong>- uno schema preciso ed inderogabile </strong>per la redazione del contratto preliminare di vendita<br />
<strong>- in caso di fallimento, il diritto di prelazione sull&#8217;immobile da parte dell&#8217;acquirente,</strong> anche nel caso in cui abbia escusso la fideiussione, qualora l&#8217;immobile sia stato adibito ad abitazione principale<br />
<strong>- l&#8217;istituzione di un Fondo di solidarietà per le vittime dei fallimenti immobiliari</strong> avvenuti nel periodo compreso fra il 1993 e il 2005.<br />
Attraverso la <strong>fideiussione </strong>il cliente è tutelato per il valore delle somme pagate prima del trasferimento di proprietà, di altro diritto reale di godimento o dell’atto definitivo di assegnazione, nel caso in cui il <strong>costruttore </strong>incorra in una situazione di<strong> crisi (fallimento, esecuzione immobiliare)</strong>. Gli operatori edili devono procurare, al momento della <strong>stipula del contratto preliminare d&#8217;acquisto</strong>, il rilascio di <strong>fideiussioni </strong>da parte di un soggetto garante, che sia una banca, una compagnia di assicurazione o un intermediario finanziario autorizzato.<br />
Se all&#8217;inizio la banca è stata individuata dalle imprese come l&#8217;interlocutore privilegiato per il <strong>rilascio delle fideiussioni</strong>, dal 2009 c&#8217;è stato il superamento delle <strong>fideiussioni </strong>rilasciate dalle <strong>compagnie di assicurazione</strong>, che hanno coperto il 55 per cento del totale. Nel 2010 questo trend si è consolidato, con il 57 per cento delle<strong> fideiussioni </strong>rilasciato da assicurazioni.<br />
È probabile che le<strong> compagnie assicurative</strong> si stiano strutturando sempre meglio per rispondere alle esigenze delle <strong>imprese di costruzione.</strong> D&#8217;altro canto è possibile che in alcuni casi siano proprio le banche a dirottare sulle <strong>assicurazioni </strong>imprese già esposte nel <strong>sistema bancario.</strong><br />
Un limite strutturale della legge risiede nel fatto che, ad applicarla maggiormente, sono proprio le <strong>cooperative di costruzioni, le imprese e i developer più strutturati</strong> ed economicamente saldi, che sono pure quelli meno soggetti a incorrere in situazioni di crisi. Queste realtà, hanno anzi trasformato gli obblighi di legge in un fattore di successo, che risponde ad una crescente<strong> domanda di qualità e di sicurezza </strong>e, più in generale, ad una strategia competitiva orientata al cliente.<br />
I maggiori <strong>rischi </strong>per gli <strong>acquirenti </strong>si annidano nel resto del mercato, composto da realtà aziendali in bilico o da costruttori privi di scrupoli che, in assenza di <strong>sanzioni</strong>, preferiscono correre il rischio di arrivare all&#8217;annullamento del contratto con il cliente, piuttosto che applicare la <strong>normativa</strong>.<br />
Vi è pure la difficoltà, che va tenuta in considerazione, delle imprese più piccole, a fornire le garanzie necessarie, anche patrimoniali, per ottenere dalle banche e dalle assicurazioni le polizze richieste. Inoltre le <strong>compagnie di assicurazione</strong> tendono a proporre <strong>polizze </strong>più costose proprio alle realtà più deboli o con poca storia alle spalle. Il costo delle <strong>polizze</strong>, inserito nel contesto attuale di <strong>crisi</strong>, crea un ulteriore problema in riferimento al prezzo finale dell&#8217;alloggio e alla sua commercializzazione.<br />
Bisogna poi tenere presente che le <strong>cooperative o imprese</strong> che decidono di muoversi nel rispetto delle<strong> nuove normative</strong> devono garantire un certo <strong>standard di qualità ed efficienza,</strong> e questo implica dei costi superiori per il prodotto venduto. Molti <strong>acquirenti </strong>prediligono soluzioni più economiche anche se prive di garanzia e, pur di risparmiare, si dirigono verso gli operatori che eludono la <strong>normativa</strong>.<br />
I comportamenti non corretti da parte degli <strong>operatori edili </strong>vengono riassunti, in primo luogo, nell&#8217;<strong>evasione fiscale,</strong> poi nel rifiuto di adempiere<strong> l&#8217;obbligo fideiussorio</strong>. La modalità con cui questo rifiuto avviene sono molteplici. Le più comuni sono la richiesta ai clienti di dichiarazioni di rinuncia alla <strong>fideiussione</strong>, magari in cambio di finiture aggiuntive, migliorie etc., il presentare diverse opzioni d&#8217;acquisto (con prezzi più elevati in caso di <strong>fideiussione</strong>), <strong>il rilascio di garanzie fideiussorie da parte di soggetti non abilitati.</strong><br />
<strong><em>Fonte: Scenari Immobiliari Filca Cooperative</em></strong></p>
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		<title>Cedolare secca: locazioni in aumento come la morosità</title>
		<link>http://www.mondocasablog.com/2011/05/12/cedolare-secca-locazioni-in-aumento-come-la-morosita/</link>
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		<pubDate>Wed, 11 May 2011 22:20:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Crescono le richieste, ma sono sempre di più gli affitti a rischio: che fare? Le amministrazioni si adeguano, per i privati una soluzione dalle assicurazioni. Se è vero, come molti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2011/05/Cedolare-secca-locazioni-in-aumento-come-la-morosità.jpg?9d7bd4"><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2011/05/Cedolare-secca-locazioni-in-aumento-come-la-morosità-300x198.jpg?9d7bd4" alt="" title="Cedolare secca locazioni in aumento come la morosità" width="300" height="198" class="left" /></a><strong><em>Crescono le richieste, ma sono sempre di più gli affitti a rischio: che fare? </em></strong></p>
<p><strong>Le amministrazioni si adeguano, per i privati una soluzione dalle assicurazioni.</p>
<p>Se è vero, come molti attori alla partita affermano, che l&#8217;introduzione della cosiddetta &#8221;cedolare secca&#8221;, la tassazione unica per i canoni di affitto, porterà a un aumento del numero delle locazioni in Italia e, da non sottovalutare, anche un&#8217;emersione decisa del &#8221;nero&#8221;, è altrettanto vero che è necessario fare attenzione ai rischi di morosità </strong><br />
<span id="more-19104"></span><br />
Già, perché se la <strong>domanda di affitti</strong>, già di per se fluida, sta ottenendo una nuova vigorosa spinta dalla nuova <strong>tassazione </strong>che allargherà anche le maglie dell&#8217;<strong>offerta</strong>, dall&#8217;altra parte c&#8217;è da tenere in considerazione i dati diffusi dall&#8217;Osservatorio regionale sul <strong>costo del credito (Orcc)</strong> in collaborazione con la<strong> Caritas Italiana</strong> che parlano di <strong>&#8221;famiglie sempre più in difficoltà nel pagare il mutuo e l&#8217;affitto dell&#8217;abitazione&#8221;</strong>. Secondo l&#8217;<strong>indagine </strong>- condotta all&#8217;inizio del mese di aprile &#8211; le <strong>famiglie a rischio morosità in Italia</strong> sono per il 43,4% unipersonali, il 40,7% composte da un solo genitore con uno o più figli; per il 31,8% dei casi hanno un basso titolo di studio (licenza elementare), per il 48,9% sono in cerca di <strong>occupazione</strong>. </p>
<p>Ma non solo: i nuovi nuclei in difficoltà si trovano dove, in questi anni, c&#8217;è stata una maggiore propensione al rischio e vivono in Liguria (31,5%), Lombardia (28,4%), Veneto (28%), Emilia Romagna (27,3%). &#8221;Sono numeri che devono fare riflettere &#8211; spiega<strong> Claudio De Angelis, amministratore unico di Affitto Assicurato</strong> -. Stiamo notando un grande fermento attorno al mercato delle locazioni. Soprattutto con questa nuova <strong>imposizione fiscale</strong>, dalla curiosità iniziale si è passati a un <strong>aumento piuttosto interessante degli affitti.</strong> Ma le difficoltà economiche delle<strong> famiglie italiane</strong> persistono. È una situazione confusa: da un lato c&#8217;è molta effervescenza sul mercato delle locazioni, dall&#8217;altro i problemi economici resistono&#8221;.</p>
<p>Problemi che alcune amministrazioni comunali hanno iniziato a prendere seriamente in considerazione. Ad Alessandria, ad esempio, la giunta comunale ha istituito un <strong>&#8221;Fondo garanzia affitti&#8221; </strong>perché il<strong> disagio abitativo</strong> nella città di Papa Alessandro III ha assunto livelli di guardia. Sempre in Piemonte, a Torino, il costo medio per un <strong>affitto</strong>, in dieci anni, è aumentato del 145% (dati Cgil) e, solo nel 2010, sono stati emessi 3.500 provvedimenti di sfratto. Anche in questo caso, l&#8217;amministrazione Chiamparino ha alzato le antenne per mettere allo studio delle soluzioni. A Benevento, Campania, le istituzioni stanno per mettere in campo un fondo di 250mila euro per gli anni dal 2011 al 2014 perché la <strong>morosità </strong>è in &#8221;esponenziale aumento&#8221;.</p>
<p>Ma, se per gli enti pubblici le possibilità di manovra sono più diversificate, per i privati le strade non sono molte:<strong> &#8221;Le assicurazioni sugli affitti</strong> possono fare molto in un momento storico come questo &#8211; continua <strong>De Angelis</strong> -. Da un lato tutelano il <strong>proprietario </strong>proprio sui <strong>rischi di morosità, </strong>oltre che relativamente ai danni subiti dall&#8217;<strong>immobile</strong>, attraverso una serie di proposte che riguardano anche la copertura legale gratuita; dall&#8217;altro facilitano l&#8217;accesso alle <strong>locazioni </strong>da parte degli inquilini perché un&#8217;<strong>assicurazione </strong>non richiede altro che un premio unico corrispondente alla<strong> prima rata dell&#8217;affitto </strong>senza più dover anticipare le canoniche tre rate di garanzia&#8221;.</p>
<p><strong>Affitto Assicurato</strong> è il nuovo prodotto nato per garantire chi stipula un <strong>contratto d&#8217;affitto</strong>. Ideato da Soldi Sicuri, società di broker specializzata in <strong>fideiussioni</strong>, <strong>Affitto Assicurato</strong> <strong>protegge i proprietari dai rischi di morosità, di controversie legali lunghe e costose, e di danneggiamenti dell&#8217;immobile: la polizza garantisce una copertura assicurativa pari al massimale di 12 mensilità e la copertura legale nel caso di controversie. Gli inquilini non dovranno più versare anticipatamente le prime tre mensilità, ma una sola, che corrisponde al premio assicurativo. </strong></p>
<p>Lanciato alla fine di febbraio, <strong> ha avuto immediatamente un ottimo riscontro tra le <strong>agenzie immobiliari e la società Soldi Sicuri</strong></strong> ha studiato anche un <strong>progetto di sviluppo franchising</strong> che tocchi tutte le province italiane. <strong>Il franchising Affitto Assicurato</strong> consiste nella cessione e nell&#8217;utilizzo del marchio che identifica i prodotti e i servizi forniti. Per diventare consulente affiliato non è richiesta l&#8217;apertura di nessun punto vendita, ma sono sufficienti un computer e una connessione internet.</p>
<p>L&#8217;affiliato dovrà convenzionare le <strong>agenzie immobiliari</strong> presenti nella propria provincia di esclusiva e monitorare la distribuzione dei prodotti fatta dalle singole <strong>agenzie immobiliari.</strong> L&#8217;investimento iniziale è di 2.500 euro che comprendono la fee d&#8217;ingresso, i kit di convenzionamento di 100 <strong>agenzie immobiliari,</strong> la mailing postale per ulteriori 500 agenzie, l&#8217;utilizzo del marchio e il trasferimento del know-how del franchisor. Con la formula &#8220;soddisfatti o rimborsati&#8221;, qualora in sei mesi l&#8217;affiliato non sia riuscito a rientrare nell&#8217;investimento iniziale, <strong>Affitto Assicurato</strong> provvederà alla restituzione totale dell&#8217;importo versato. </p>
<p><strong>Maggiori informazioni: www.affittoassicurato.com.</strong></p>
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		<title>Economia Immobiliare, focus sulle compravendite</title>
		<link>http://www.mondocasablog.com/2011/05/09/economia-immobiliare-focus-sulle-compravendite/</link>
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		<pubDate>Sun, 08 May 2011 22:40:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un terzo delle famiglie italiane ritiene l&#8217;investimento in immobili la principale forma di utilizzo &#8211; soprattutto a fini cautelativi &#8211; del surplus monetario. Questi i principali risultati che emergono da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2011/05/Economia-Immobiliare-focus-sulle-compravendite.jpg?9d7bd4"><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2011/05/Economia-Immobiliare-focus-sulle-compravendite.jpg?9d7bd4" alt="" title="Economia Immobiliare focus sulle compravendite" width="284" height="200" class="left" /></a><strong><em>Un terzo delle famiglie italiane ritiene l&#8217;investimento in immobili la principale forma di utilizzo &#8211; soprattutto a fini cautelativi &#8211; del surplus monetario.</em></strong></p>
<p><strong><strong>Questi i principali risultati che emergono da un&#8217;analisi di Confcommercio sui risparmi delle famiglie italiane dal 1990 al 2010.</strong></strong></p>
<p><strong>Secondo l&#8217;Istat ad aprile i consumatori esprimono valutazioni meno favorevoli circa la situazione economica della propria famiglia: il saldo dei giudizi scende lievemente (da -43 a -44) e quello relativo alle attese registra una flessione di maggiore entità (da -13 a -17); scende anche il saldo dei giudizi sul bilancio finanziario della famiglia (da +1 a 0). </strong><br />
<span id="more-19001"></span><br />
Tuttavia, le <strong>domande trimestrali </strong>relative ad alcune spese di particolare impegno indicano segnali favorevoli; in particolare, recuperano le intenzioni di <strong>acquisto </strong>dell&#8217;<strong>abitazione </strong>(da -190 a -185), ma soprattutto quelle relative alle spese di <strong>manutenzione straordinaria dell&#8217;abitazione</strong> (da -173 a -153).</p>
<p><strong>Uno studio Cgil </strong><br />
Il<strong> mercato immobiliare residenziale italiano </strong>sta conoscendo una fase di <strong>crisi </strong>che negli ultimi 25 anni non si era mai verificata, prodotto di cause esterne (la <strong>crisi economica) </strong>ed interne (una crescita degli scambi durata 9 anni su 10). La conseguenza di questa <strong>crisi </strong>si pesa nella forte discesa in termini di volumi, quantificabile in un -30% degli <strong>acquirenti </strong>in meno in tre anni. </p>
<p>In questo quadro i <strong>prezzi di vendita</strong> si sono abbassati, ma non nella stessa misura e non abbastanza per incontrare la <strong>domanda</strong>, poiché negli ultimi dieci anni l&#8217;innalzamento dei <strong>prezzi di vendita e dei canoni d&#8217;affitto </strong>delle <strong>abitazioni </strong>è stato ampio e di gran lunga superiore alla crescita dei<strong> redditi delle famiglie. </strong></p>
<p><strong>Un&#8217;indagine effettuata dalla Cgil e dal Sunia </strong><br />
I <strong>canoni dei contratti rinnovati</strong> sono cresciuti nel periodo 2000-2010 mediamente del 130%, con punte del 145% nei grandi centri abitativi; nello stesso periodo l&#8217;aumento medio dei <strong>costi degli immobili </strong>è risultato pari a +50%, fino al 100% nei grandi centri urbani. In una situazione di generale <strong>difficoltà economica per le famiglie</strong>, le spese per l&#8217;<strong>abitazione </strong>costituiscono oggi una delle voci principali del <strong>bilancio familiare</strong>: quasi 2,5 milioni di <strong>famiglie</strong>, pari al 10% del totale, si trovano in condizione di serio <strong>disagio </strong>nel pagare tali spese che pesano sul <strong>reddito </strong>per oltre il 40%. </p>
<p>Aumentano, quindi, le condizioni di<strong> disagio delle famiglie </strong>legate alla diminuzione dei <strong>redditi </strong>reali in fascia intermedia e alle minori capacità reddituali; aumentano le condizioni di<strong> forte disagio relativo alle famiglie c</strong>he hanno un&#8217;incidenza delle spese oltre il 40% del <strong>reddito</strong>, soglia ritenuta critica per<strong> l&#8217;equilibrio familiare.</strong> Tra le dinamiche che concorrono a definire il problema abitativo, alcune sono legate alla <strong>tipologia familiare</strong> che negli anni si è fortemente modificata con una diminuzione di componenti per <strong>nucleo familiare,</strong> oggi pari a 2,4 componenti per <strong>nucleo</strong>, mentre, contemporaneamente, si è registrato un aumento dei <strong>nuclei</strong>; a questo deve aggiungersi la presenza dei migranti, ai quali si deve il saldo positivo della popolazione del nostro Paese. </p>
<p>Parallelamente, negli anni le politiche rivolte al settore sono state sempre più disincentivanti: il comparto pubblico ha visto nell&#8217;impegno per l&#8217;edilizia residenziale già esigua (il 4% dello stock abitativo contro una media europea del 20%), un sostanziale smantellamento dell&#8217;intervento diretto. La produzione annua è passata dalle 34 mila <strong>abitazioni in edilizia sovvenzionata</strong> del 1984, alle circa 2 mila unità degli ultimi anni su un totale di circa 300 mila <strong>abitazioni </strong>costruite. </p>
<p>Alla diminuzione della produzione si è accompagnato un progressivo aumento del fabbisogno, stimabile in circa 600 mila domande di aventi diritto nelle graduatorie dei Comuni. Quindi, il <strong>problema della casa</strong> è centrale, perché cresce il <strong>disagio abitativo </strong>nonostante, come riporta lo studio, nel nostro Paese ci siano più abitazioni che famiglie &#8211; rispettivamente 32 milioni e 25 milioni &#8211; malgrado una produzione edilizia molto sostenuta, in particolare nell&#8217;ultimo decennio (circa 300 mila nuovi <strong>alloggi </strong>ogni anno, escluso l&#8217;ultimo periodo), e nonostante si stimino in 800 mila gli <strong>alloggi </strong>vuoti; malgrado questi dati strutturali la casa è tuttora un problema.</p>
<p><strong>Indagine Censis-Confcommercio<br />
sul clima di fiducia e le aspettative delle famiglie italiane </strong><br />
Evidenzia che sul finire dell&#8217;anno scorso e in questa prima parte del 2011 gli orientamenti di <strong>risparmio delle famiglie italiane</strong> presentano una dicotomizzazione piuttosto marcata: o <strong>investimenti immobiliari o liquidità,</strong> senza significative alternative. Ciò riflette una condizione di incertezza che sta rientrando molto lentamente, come testimoniano le risposte più frequenti: il 31,7% indirizzerebbe i <strong>risparmi in immobili</strong> e il 29,5% preferirebbe la liquidità sul conto corrente.</p>
<p><strong>Secondo l&#8217;Ance </strong><br />
Nel 2010 <strong>l&#8217;economia italiana</strong> ha mostrato <strong>segnali di ripresa</strong> dopo le tendenze recessive del passato biennio. Per il<strong> settore delle costruzioni</strong>, invece, permane una situazione di forte <strong>crisi </strong>che non si è esaurita nel 2010 ma proseguirà anche nell&#8217;anno in corso. Le stime, che tengono conto anche dei risultati dell&#8217;indagine svolta presso le imprese associate, indicano che gli <strong>investimenti in costruzioni</strong> a fine 2011 saranno il 2,4% in meno rispetto all’anno precedente, dopo il calo del 6,4% nel 2010, del 7,7% nel 2009 e del 2,7% nel 2008. In quattro anni, dal 2008 al 2011, il <strong>settore delle costruzioni </strong>avrà perduto il 17,8% in termini di <strong>investimenti</strong>, vale a dire circa 29 miliardi di euro; in altri termini, dopo nove anni di crescita, i volumi di produzione del settore sono tornati ai livelli osservati alla fine degli anni &#8217;90.</p>
<p>Risultati molto negativi, in particolare, segna il comparto delle nuove <strong>abitazioni </strong>che nei quattro anni avrà perso il 34,2% del volume di <strong>investimenti</strong>. La minore produzione di abitazioni degli ultimi anni è, ovviamente, collegata all&#8217;andamento dei <strong>permessi di costruire </strong>che sono in progressiva diminuzione dal 2006. Nel 2005 le <strong>abitazioni </strong>progettate avevano raggiunto le 305.000 unità, nel 2008 sono state 215.000 e si stima che nel 2009 risultino pari a circa 180.000. Complessivamente nel quadriennio 2006 &#8211; 2009 si registra una flessione del 41%.</p>
<p><strong>Indagine Casa.it.</strong><br />
Pare che la presenza di un terrazzo faccia miracoli nel portar su il prezzo di una <strong>casa in vendita.</strong> È quanto emerge da un&#8217;<strong>indagine </strong>svolta da Casa.it. A Milano, per esempio, se la casa dispone di un terrazzo cresce di valore fino al 22%, e a Roma, altro esempio, del 20%. Il terrazzo, però, non è l&#8217;unico elemento a far lievitare il<strong> prezzo della casa in vendita</strong>. Fra i plus più richiesti ci sono infatti doppi o tripli servizi (+18% a Milano); riscaldamento autonomo e ascensore (+17% a Bari e Bologna); anche il piano ha la sua importanza: infatti, se il piano è alto la valutazione sale del +18% a Roma e di un più modesto +3% a Napoli. </p>
<p>Nonostante spesso per gli italiani il terrazzo non sia considerato un ambiente indispensabile nella scelta di un <strong>appartamento</strong>, i dati presentati lo confermano quale elemento in grado di accrescere maggiormente il valore della propria <strong>casa</strong>. Analizzando l&#8217;intero territorio nazionale, possiamo notare come la presenza del terrazzo apprezzi l&#8217;<strong>immobile </strong>soprattutto nelle metropoli di Milano (+22%) e Roma (+20%); a Torino, insieme a questo elemento (+17%) sono i pluriservizi (+16%) a dare valore agli <strong>appartamenti</strong>, mentre nella città di Bari ciò che conta maggiormente è avere un<strong> riscaldamento autonomo (+17%). </strong></p>
<p><strong>Fonte: Tecnoborsa<br />
www.tecnoborsa.it</strong></p>
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		<title>Casa Regione Lombardia, mix abitativo per una migliore qualità della vita</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Apr 2011 22:30:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Formigoni: stop a quartieri ghetto e abusivismo L&#8217;introduzione del &#8216;mix abitativo&#8217; come criterio fisso è uno degli aspetti salienti del nuovo regolamento degli alloggi di edilizia popolare, approvato dalla Giunta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2011/04/Casa-Regione-Lombardia-mix-abitativo-per-una-migliore-qualità-della-vita.jpg?9d7bd4"><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2011/04/Casa-Regione-Lombardia-mix-abitativo-per-una-migliore-qualità-della-vita.jpg?9d7bd4" alt="" title="Casa Regione Lombardia mix abitativo per una migliore qualità della vita" width="270" height="200" class="left" /></a><strong><em>Formigoni: stop a quartieri ghetto e abusivismo</em></strong></p>
<p><strong>L&#8217;introduzione del &#8216;mix abitativo&#8217; come criterio fisso è uno degli aspetti salienti del nuovo regolamento degli alloggi di edilizia popolare, approvato dalla Giunta regionale su proposta del presidente Roberto Formigoni, di concerto con l&#8217;assessore alla Casa Domenico Zambetti, perché eviterà la &#8216;ghettizzazione&#8217; dei quartieri e migliorerà dunque la qualità della vita sociale. In pratica, famiglie con diversi redditi e tenori di vita (e pagando canoni diversi) convivranno negli stessi caseggiati senza che si creino zone di &#8216;serie A&#8217; e di &#8216;serie B&#8217;.</strong><br />
<span id="more-18787"></span><br />
Vi sono altre novità importanti. Ad esempio, la minore possibilità di rifiutare l&#8217;<strong>alloggio </strong>proposto dalle <strong>Aler </strong>o dai Comuni restando comunque in graduatoria è destinata ad abbattere il fenomeno degli <strong>appartamenti sfitti</strong>. Ancora, l&#8217;introduzione di maglie più strette per il trasferimento del <strong>contratto di affitto</strong> a familiari non originariamente assegnatari renderà immediatamente assegnabili più <strong>alloggi</strong>.</p>
<p>&#8216;Il nuovo testo &#8211; spiega <strong>Formigoni </strong>- è di notevole importanza. Anzitutto perché è stato preparato dopo un lungo lavoro di confronto che ha coinvolto<strong> i Comuni, le Aler e tutte le sigle sindacali che si occupano di casa </strong>e poi perché nasce da un&#8217;analisi attenta delle problematicità e criticità del sistema. Col nuovo regolamento le procedure sono più semplici e chiare e contiamo di risolvere situazioni che si erano incancrenite&#8217;.</p>
<p> &#8216;Abbiamo tenuto conto &#8211; aggiunge <strong>Zambetti </strong>- del particolaremomento che stanno vivendo che le <strong>famiglie </strong>che già abitano nella <strong>case di edilizia residenziale pubblica</strong> o che vi si affacciano per la prima volta. E abbiamo voluto definitivamente dire basta a logiche o automatismi che ormai non avevano più ragion d&#8217;essere. Questo proprio perché le <strong>richieste </strong>continuano a crescere mentre, al contrario, le risorse per<strong> costruire o riqualificare</strong> diminuiscono. Dunque il patrimonio esistente va utilizzato al meglio&#8217;.</p>
<p><strong>Con il nuovo regolamento i bandi potranno essere indetti con scadenze più flessibili</strong> in modo da adattarsi alle esigenze dei diversi territori o comuni; e le misure degli <strong>alloggi </strong>da assegnare &#8211; rispetto alla densità del<strong> nucleo familiare</strong> &#8211; non più così rigide. Ciò significa il definitivo superamento di vecchi elementi che hanno dilatato, e in alcuni casi bloccato, le <strong>assegnazioni</strong>. Ma anche risposte concrete al cosiddetto <strong>&#8216;abusivismo amministrativo&#8217;,</strong> cioè all&#8217;assenza di <strong>regolari contratti, la facilitazione della mobilità tra alloggi a canone diverso, la possibilità di affittare appartamenti di piccole dimensioni, altrimenti non utilizzabili, per la locazione temporanea e limiti di reddito più alti per accedere all&#8217;Erp.</strong> </p>
<p>Il testo del nuovo regolamento deve ora essere sottoposto all&#8217;approvazione del Consiglio regionale.</p>
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		<title>Casa, Zambetti: dialogo ispiri decisioni per la futura politica dell&#8217;abitare</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Apr 2011 22:10:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Assessore a Lecco per la 4^ tappa del tour nelle province In provincia di Lecco si contano 2.800 alloggi di edilizia residenziale pubblica, il 65 per cento dei quali è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2011/04/Zambetti-dialogo-ispiri-decisioni-per-la-futura-politica-dellabitare.jpg?9d7bd4"><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2011/04/Zambetti-dialogo-ispiri-decisioni-per-la-futura-politica-dellabitare.jpg?9d7bd4" alt="" title="Zambetti dialogo ispiri decisioni per la futura politica dellabitare" width="250" height="200" class="left" /></a><strong><em>L&#8217;Assessore a Lecco per la 4^ tappa del tour nelle province</em></strong></p>
<p><strong>In provincia di Lecco si contano 2.800 alloggi di edilizia residenziale pubblica, il 65 per cento dei quali è di proprietà dell&#8217;Aler e il restante 35 per cento dei Comuni. La quasi totalità è affittata a canone sociale e complessivamente vi abitano 6.000 inquilini.</strong></p>
<p>Questa la fotografia scattata questa mattina a Lecco, circa il <strong>patrimonio immobiliare pubblico</strong>, dall&#8217;<strong>assessore alla Casa della Regione Lombardia Domenico Zambetti,</strong> durante la quarta tappa del giro che sta effettuando nelle province lombarde per rendersi conto di persona di come stanno le cose.<br />
<span id="more-18530"></span><br />
&#8220;<strong>Regione Lombardia </strong>- ha detto <strong>Zambetti </strong>- è fermamente convinta che ci si debba rimboccare le maniche, se si vogliono ottenere risultati concreti sempre più visibili e significativi. Per questo occorre avviare un dialogo che possa ispirare le direttrici operative della futura politica per l&#8217;abitare. L&#8217;attenzione e l&#8217;ascolto sono e saranno le parole chiave dell&#8217;impegno di<strong> Regione Lombardia </strong>per rispondere ai nuovi <strong>fabbisogni abitativi&#8221;</strong>.</p>
<p><strong><em>Patto per la casa</em> </strong><br />
È  in fase di definizione il <strong>&#8216;Patto regionale per la casa&#8217;,</strong> per attuare nuovi <strong>interventi abitativi</strong> attraverso il coinvolgimento degli operatori del settore e del sistema economico lombardo.</p>
<p>&#8220;Si tratta &#8211; ha spiegato <strong>Zambetti </strong>- dello strumento strategico di programmazione e di attuazione che vuole essere anche leva per responsabilizzare tutti i soggetti  istituzionali, economici e sociali della nostra Regione&#8221;.</p>
<p><strong><em>Piano casa</em></strong><br />
Per quanto riguarda la provincia di Lecco sono previsti due interventi, promossi dal Comune di Malgrate e dall&#8217;Aler, per 18 alloggi, con un finanziamento regionale complessivo di circa 2,2 milioni di euro.</p>
<p>&#8220;In particolare &#8211; ha sottolineato <strong>Zambetti </strong>– l&#8217;intervento <strong>dell&#8217;Aler </strong>prevede la realizzazione di 14 alloggi a canonemsociale, che si inseriranno in modo armonico nel <strong>contesto edilizio esistente</strong> dove è in costruzione una ulteriore palazzina di 12 <strong>alloggi sempre a canone sociale</strong>&#8220;.</p>
<p><strong><em>Misure per le famiglie:<br />
il fondo affitti e il contributo prima casa</em></strong><br />
Accanto alle politiche di incremento del <strong>patrimonio immobiliare</strong> da destinare alle fasce deboli, <strong>Regione Lombardia</strong> ha indirizzato le proprie energie a favore delle<strong> famiglie con particolari situazioni di disagio anche economico.</strong></p>
<p>&#8220;In particolare &#8211; ha precisato <strong>Zambetti </strong>- nel 2010, con il Fondo sostegno affitti, in provincia di Lecco sono state finanziate, con la partecipazione delle amministrazioni comunali, circa 1.950 domande per complessivi 1,7 milioni di euro. <strong>Il contributo di 2.000 euro erogato una tantum per i cittadini sottoposti a sfratto e quello di 1.500 per i licenziati, è stato assegnato, dal 2009 ad oggi, a 166 cittadini&#8221;.</strong></p>
<p>Per quanto riguarda il <strong>contributo per l&#8217;acquisto della prima casa</strong>, rivolto principalmente ai nuclei familiari di nuova formazione, in provincia di Lecco sono stati concessi 802.000 euro.<br />
<strong><br />
Regione Lombardia</strong></p>
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		<title>Social housing: al via il Fondo Investimenti</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Apr 2011 22:25:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il Fondo Investimenti per l&#8217;Abitare punta ad aumentare l&#8217;offerta di alloggi sociali in Italia Via libera della Banca d&#8217;Italia al regolamento del Fondo Investimenti per l&#8217;abitare, che ha l&#8217;obiettivo di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2011/04/Social-housing-al-via-il-Fondo-Investimenti.jpg?9d7bd4"><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2011/04/Social-housing-al-via-il-Fondo-Investimenti.jpg?9d7bd4" alt="" title="Social housing al via il Fondo Investimenti" width="258" height="200" class="left" /></a><strong><em>Il Fondo Investimenti per l&#8217;Abitare punta ad aumentare l&#8217;offerta di alloggi sociali in Italia </em></strong></p>
<p><strong>Via libera della Banca d&#8217;Italia al regolamento del Fondo Investimenti per l&#8217;abitare, che ha l&#8217;obiettivo di incrementare l’offerta sul territorio di alloggi sociali a supporto e integrazione delle politiche di settore dello Stato e delle Regioni.</strong><br />
<span id="more-18259"></span><br />
Con l&#8217;approvazione del regolamento &#8211; spiega la <strong>Cassa Depositi e Prestiti</strong> in un comunicato &#8211; si conclude l&#8217;iter autorizzativo e si dà avvio all&#8217;operatività di <strong>CDP Investimenti SGR,</strong> costituita nel febbraio 2009 da CDP (70%) insieme ad <strong>ABI (Associazione Bancaria Italiana) e ACRI &#8211; Associazione di Fondazioni e Casse di risparmio</strong> (15% ciascuna) per dare impulso anche in Italia al <strong>settore dell&#8217;edilizia privata sociale (social housing).</strong></p>
<p>Il <strong>Fondo Investimenti per l&#8217;Abitare</strong> ha una durata di 30 anni. La partecipazione in<strong> fondi immobiliari </strong>e altri veicoli di investimento locali avverrà nel limite del 40% del capitale di ciascuna iniziativa. Per il 10% delle proprie risorse, il <strong>Fondo </strong>potrà investire in iniziative locali anche in deroga al limite del 40%.</p>
<p>L&#8217;avvio dell&#8217;operatività di<strong> CDP Investimenti SGR r</strong>isponde agli obiettivi del <strong>Piano industriale </strong>2009-2011 della <strong>Cassa Depositi e Prestiti,</strong> che ha in previsione di destinare 1 miliardo di euro al<strong> social housing</strong>. Intanto, la <strong>SGR</strong> prevede di partecipare alla procedura ad evidenza pubblica per la <strong>sottoscrizione di una quota del fondo da 140 milioni di recente autorizzato dal Ministero delle Infrastrutture.</strong></p>
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		<title>Assocond Conafi informa: sgradito pacco natalizio a migliaia di famiglie milanesi</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Dec 2010 00:15:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Assocond Conafi informa: sgradito pacco natalizio a migliaia di famiglie milanesi Amministratore di condomini milanese fugge con 7-8 milioni di euro in un paese dell&#8217;America del Sud. Sono i soldi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2010/12/Sgradito-pacco-natalizio-a-migliaia-di-famiglie-milanesi.jpg?9d7bd4"><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2010/12/Sgradito-pacco-natalizio-a-migliaia-di-famiglie-milanesi.jpg?9d7bd4" alt="" title="Sgradito pacco natalizio a migliaia di famiglie milanesi" width="273" height="100" class="left" /></a><strong><em>Assocond Conafi informa: sgradito pacco natalizio a migliaia di famiglie milanesi</em></strong></p>
<p><strong><em>Amministratore di condomini milanese fugge con 7-8 milioni di euro in un paese dell&#8217;America del Sud. Sono i soldi per la gestione delle spese di un bel numero di condomini, si parla tra gli 80 e i 100 (più di 2000 le famiglie coinvolte), in ogni zona di Milano!!</em></strong></p>
<p><strong>Sembra impossibile ma è così. Da una settimana lui, Carlo Beretta, e la moglie, si erano resi irreperibili. Alla fine della scorsa settimana i dipendenti dello studio si sono visti recapitare la lettera di licenziamento. Sui conti correnti dei diversi condomini amministrati risultano poche migliaia di euro.</strong><br />
<span id="more-15394"></span><br />
<strong>ASSOCOND CONAFI</strong>, Associazione condomini ha già costituito un pool di <strong>professionisti (avvocati, commercialisti, revisori dei conti)</strong> per far fronte all&#8217;<strong>emergenza </strong>e al quale possono rivolgersi tutti i <strong>condomini </strong>coinvolti nella vicenda. La prima <strong>emergenza </strong>è proprio la difficoltà ad ottenere la restituzione dei documenti attestanti i rendiconti e le operazioni effettuate sui singoli <strong>condomini</strong>. </p>
<p>Se ancora ci fossero dubbi questa è l&#8217;ennesima dimostrazione della necessità di portare alla conclusione e con urgenza la<strong> riforma del condominio</strong> che da anni giace in <strong>Parlamento </strong>tra proposte e controproposte. L&#8217;ultima, a firma on. Lino Duilio, propone proprio l&#8217;istituzione di un <strong>&#8221;fondo di garanzia&#8221;</strong> alimentato dagli stessi <strong>amministratori</strong>, in grado di evitare i disagi e la <strong>bancarotta </strong>di centinaia di <strong>condomini </strong>come nel caso dei <strong>condomini </strong>amministrati dal Beretta. </p>
<p><strong>Per ogni ulteriore informazione:<br />
avv. Augusto Cirla 335 1260549<br />
avv. Franco Casarano 335 1260548</p>
<p>Per CONAFI-ASSOCOND<br />
Riccardo De Benedetti<br />
riccardo.debenedetti@fastwebnet.it<br />
Via Montevideo, 19<br />
20144 &#8211; Milano</p>
<p>Cellular: +39 3482897669 Riccardo De Benedetti<br />
dalle 17 allo 02 6780394 skype: debenedetti</strong></p>
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