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	<title>Mondocasablog &#187; Politiche sulla casa</title>
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	<description>Il mondo della casa a 360°</description>
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		<title>I giovani e la casa, un problema sociale</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Nov 2011 22:00:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ok dall’assemblea del Cnel (Consiglio nazionale dell&#8217;Economia e del Lavoro) al documento che fotografa la situazione abitativa dei giovani italiani definendola un problema sociale. L&#8217;inchiesta sulla condizione abitativa degli under [...]]]></description>
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<strong>L&#8217;inchiesta sulla condizione abitativa degli under 35, condotta dal Gruppo di studio per le politiche giovanili del Cnel, in collaborazione con il Sicet, sindacato degli inquilini, evidenzia l&#8217;esigenza di un rilancio delle politiche abitative, maggiori agevolazioni fiscali e un calmiere sui mutui. Dall’indagine emerge che i giovani vivono per il 35,7% in casa di proprietà e per il 63% in affitto.</strong><br />
<span id="more-21373"></span><br />
Quel 35,7% che vive in proprietà, in maggior percentuale risiede nel sud e nel nord-ovest del Paese (circa il 35%), abita in un appartamento (70%) prevalentemente in periferia (43,8% ) e nel 35,2% dei casi convive con i genitori. Solo il 30% dei giovani vive in una <strong>casa singola di proprietà </strong><br />
Il 74,1% dei giovani che invece vive in <strong>proprietà</strong>, ha acquistato la propria <strong>abitazione </strong>(il 13,1% l’ha costruita da sé ed il 12,8% l’ha ereditata). Il 37% paga un <strong>mutuo </strong>nella prevalenza dei casi a <strong>tasso fisso</strong> (il 60,2%) con una rata media di 676 euro.<br />
Chi vive in <strong>affitto</strong>, invece, ha come padrone di casa quasi sempre una persona fisica (72%) mentre una percentuale intorno al 4% abita in casa di un ente pubblico o di una società.<br />
L’indagine mette in evidenza che se nella maggioranza dei casi (l’82,2% dei casi) l’inquilino può contare su un regolare<strong> contratto d’affitto, i contratti “in nero”</strong> esistono ma riguardano una minoranza, il 17,8% dei casi, prevalentemente costituiti da studenti che abitano nelle città in cui risiedono le maggiori università.<br />
Il 39,7% degli <strong>affitti </strong>è a <strong>canone libero </strong>(durata 4 anni + 4), il 20,6% a  (durata 3 anni + 2), il 7,2% abita gratuitamente in <strong>comodato d’uso</strong></strong>, il 7% con <strong>contratto ad uso transitorio</strong> ed il 6% presso un ente pubblico.<br />
C’è anche una grande variabilità dei <strong>costi delle locazioni:</strong> i <strong>canoni </strong>più alti sono a Roma e Milano, dove in media per un&#8217;abitazione di 65metri quadrati si pagano 600 euro mensili, con punte fino a 1800 euro; i più bassi a Palermo (350 euro mensili). Affittare una stanza costa da un minimo di 170 euro al mese a Catania ad un massimo di 400 euro a Roma.<br />
<strong>Fonte: Cnel</strong></p>
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		<title>Clausola di salvaguardia, a rischio molte norme sulla casa</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Oct 2011 22:00:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Indispensabile procedere al più presto all’individuazione dei regimi di esenzione, esclusione e favore fiscale che si sovrappongono alle prestazioni assistenziali. Così si esprimono Appc, Asppi, Confedilizia e Unioncasa – le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2011/10/Clausola-di-salvaguardia-a-rischio-molte-norme-sulla-casa.jpg?9d7bd4" alt="" title="Clausola di salvaguardia a rischio molte norme sulla casa" width="295" height="200" class="left" /><strong><em>Indispensabile procedere al più presto all’individuazione dei regimi di esenzione, esclusione e favore fiscale che si sovrappongono alle prestazioni assistenziali. </em></strong><br />
<strong>Così si esprimono Appc, Asppi, Confedilizia e Unioncasa – le organizzazioni che rappresentano il mondo immobiliare, nelle sue componenti tanto dei piccoli proprietari di casa come degli investitori istituzionali – guardano con crescente preoccupazione alla eventualità che in assenza dei previsti provvedimenti in materia fiscale ed assistenziale, scatti un forte inasprimento della fiscalità sugli immobili, a partire dal 2012, attraverso il taglio lineare ed indiscriminato di svariate possibilità di detrazione o deduzione relative alla casa.</strong><br />
<span id="more-21312"></span><br />
Come noto, infatti, la <strong>“clausola di salvaguardia” </strong>contenuta nella manovra di luglio, come modificata dalla manovra di agosto, prevede la riduzione – del 5% a partire dal 2012 e del 20% a partire dal 2013 – di tutti i 483 regimi “agevolativi” previsti dalla tabella allegata alla manovra di luglio, a meno che entro il 30 settembre 2012 non siano adottati <em>“provvedimenti legislativi in materia fiscale ed assistenziale aventi ad oggetto il riordino della spesa in materia sociale, nonché la eliminazione o riduzione dei regimi di esenzione, esclusione e favore fiscale che si sovrappongono alle prestazioni assistenziali, tali da determinare effetti positivi, ai fini dell&#8217;indebitamento netto, non inferiori a 4.000 milioni di euro per l&#8217;anno 2012, nonché a 16.000 milioni di euro per l’anno 2013 ed a 20.000 milioni di euro annui a decorrere dall&#8217;anno 2014”</em>.<br />
<strong>Appc, Asppi, Confedilizia e Unioncasa</strong> sollecitano quindi il Governo a mettere in atto le<strong> misure necessarie </strong>ad evitare l’applicazione per il 2012 del taglio lineare del 5% di tutte le 483 voci inserite nella manovra di luglio.<br />
In particolare, se l’individuazione e la successiva eliminazione o riduzione delle “sovrapposizioni” di cui sopra saranno sollecite, sarà possibile, visti i risultati complessivi ai quali tale azione porterebbe, verificare già prima del 2012 quanto sia necessario incidere con la ben più complessa azione di riordino della spesa in materia sociale, e così assicurare in tempi brevi la non applicazione per il 2012 del taglio lineare del 5%.<br />
Le organizzazioni del <strong>mondo immobiliare</strong> sottolineano ancora come nell’elenco allegato alla manovra di luglio avrebbero dovuto essere comprese – ai sensi dell’art. 40, comma 1, lettera a), della legge 196/2009 – le sole disposizioni “recanti esenzioni o riduzioni del prelievo obbligatorio, con l&#8217;indicazione della natura delle agevolazioni, dei soggetti e delle categorie dei beneficiari e degli obiettivi perseguiti”.<br />
Ciononostante, nell’elenco allegato al provvedimento di luglio figurano una serie di disposizioni che non costituiscono affatto <strong>regimi agevolativi</strong>. A titolo esemplificativo, e limitandosi al solo <strong>settore immobiliare,</strong> nell’elenco è presente – oltre all’<strong>esenzione Irpef per l’abitazione principale</strong> – la norma sull’<strong>abbattimento del 15% del canone di locazione ai fini Irpef</strong>, che è una deduzione forfettaria delle spese. Misura che – qualora non si intervenga in tempo utile – subirà il taglio del 5 e del 20% insieme, fra l’altro, con le <strong>detrazioni del 36 e del 55% per le ristrutturazioni edilizie e per il risparmio energetico</strong> nonché con la <strong>deduzione del 30% per i contratti di locazione agevolati a canone calmierato.</strong></p>
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		<title>Autocostruzione e Autorecupero per un abitare sostenibile</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Aug 2011 22:00:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Farsi la casa o adattare un luogo ad alloggio fa parte della storia sociale dell’abitare. Anche in tempi recenti, nei quali la tecnologia edilizia ha assunto un carattere specialistico e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2011/08/1Autocostruzione-e-Autorecupero-per-un-abitare-sostenibile.jpg?9d7bd4" alt="" title="1Autocostruzione e Autorecupero per un abitare sostenibile" width="298" height="200" class="left" /><strong><em>Farsi la casa o adattare un luogo ad alloggio fa parte della storia sociale dell’abitare. </em></strong><br />
<strong>Anche in tempi recenti, nei quali la tecnologia edilizia ha assunto un carattere specialistico e industriale, la pratica di costruire direttamente, in tutto o in parte, la casa in cui si andrà ad abitare, è rimasta diffusa soprattutto fra i ceti popolari. Si tratta di buone pratiche molto comuni nei paesi in via di sviluppo, ma anche in alcuni paesi del Nord Europa e in molti stati del Nord America.</strong><br />
<span id="more-20535"></span><br />
Oggi per questi due approcci all’<strong>abitare sostenibile</strong> esistono procedure edilizie con specifiche e consolidate modalità e tecnologie costruttive, dirette e coordinate da professionisti: un gruppo associato e volontario di persone o di famiglie realizza la propria casa nel tempo libero dal lavoro. <strong>Nello stesso tempo, è possibile condividere con altre persone l’impegno che l’Autocostruzione comporta.</strong><br />
<strong>“Fare Autocostruzione e Autorecupero”</strong> significa condividere un processo di produzione dell&#8217;<strong>abitazione </strong>nel quale i futuri abitanti sono direttamente e materialmente impegnati. Gli autocostruttori sono una comunità organizzata, autogestita e assistita nelle procedure e nei lavori da personale tecnico professionale esperto ed accreditato.<br />
<strong>L’Autocostruzione e l’Autorecupero</strong> raccolgono inoltre l’eredità antica di cui sono portatori tanti <strong>nuclei familiari</strong> che, nel nostro Paese, sceglievano di <strong>realizzare la casa con le proprie mani,</strong> mettendo a disposizione il tempo libero e le loro capacità manuali, allo scopo di contenere i <strong>costi di costruzione</strong>. Agire in maniera associata con altre persone con l&#8217;assistenza di professionisti permette di condividere le responsabilità, le problematiche, le difficoltà che accompagnano necessariamente un impegno come quello dell’<strong>Autocostruzione e dell’Autorecupero</strong>.<br />
<strong>L’Autocostruzione e l’Autorecupero</strong>, che possono essere totali o parziali (e con varie gradazioni), consentono un sensibile abbattimento del <strong>costo di costruzione e di accesso ad una abitazione. </strong>L’abbattimento è in stretta relazione con la percentuale di opere realizzate in <strong>Autocostruzione </strong>e può oscillare tra il 40 e il 60%, per gli interventi completati nei tempi previsti secondo il progetto iniziale.<br />
Attualmente, le scelte progettuali e tecnologiche utilizzate nell’<strong>Autocostruzione assistita e nell’Autorecupero</strong> parziale consentono di realizzare <strong>abitazioni ed edifici</strong> competitivi con quelli della produzione corrente sul piano della <strong>qualità architettonica, della durabilità, del risparmio energetico, della biocompatibilità. </strong>Questo processo diventa, inoltre, un utile strumento sia per la formazione di manodopera sia per l’incremento delle opportunità di impiego degli stessi autocostruttori.<br />
<strong>L&#8217;Autocostruzione e l&#8217;Autorecupero</strong> sono politiche abitative di stampo sociale che tentano di rispondere ad un’esigenza crescente del bisogno abitativo da parte delle fasce economiche più deboli, ma anche di una estrema fragilità del sistema degli appalti, troppo spesso soggetti a speculazioni facili e a vere e proprie incursioni da parte di scaltri operatori che mirano al profitto a scapito dell’utente finale.<br />
Inoltre la <strong>crisi economica </strong>ha portato ad un impoverimento delle risorse finanziarie degli Enti Locali che sempre meno provvedono a realizzare <strong>abitazioni di tipo popolare </strong>optando per la<strong> vendita dei terreni pubblici a imprese </strong>che in cambio offrono un quota degli <strong>alloggi finiti,</strong> che troppo spesso però hanno costi troppo elevati per chi aspirerebbe ad acquistarne uno o a prenderlo in <strong>locazione</strong>.<br />
<strong>L&#8217;Autocostruzione e l’Autorecupero</strong> non sono certo le sole soluzioni, ma si propongono anche come ottime soluzioni e buone pratiche attuabili in futuro. In Italia le novità a scopo sociale potrebbero essere usate come specchietti per le allodole:<strong> possono infatti comparire Enti, Consorzi, Onlus e quant’altro che di sociale hanno solo il pretesto, di reale hanno la volontà di intascare da chi crede veramente in queste forme di partecipazione.</strong><br />
Quando le Amministrazioni pubbliche si convincono di investire nell<strong>’Housing Sociale</strong> si devono affidare non alle competenze di un tecnico comune, ma di uno staff di persone preparato che garantisca la cura degli aspetti sociali e organizzativi fra gli attori del processo edile che in gran parte saranno gli utenti finali, che monitori e porti avanti l’iter finanziario e burocratico del <strong>processo autocostruttivo o di Autorecupero</strong>, che svolga la funzione di facilitatore nei processi della progettazione partecipata prima e delle fasi operative di cantiere dopo.<br />
Se si affida la gestione di processi di <strong>Autocostruzione o Autorecupero</strong> alle <strong>competenze di speculatori</strong> che intascano dal pubblico per le loro consulenze e di fatto concludono poco o niente, il danno non è solo economico, ma è un danno cronico: le Amministrazioni che vedessero il fallimento anche solo di un intervento non si fiderebbero più di investire in queste forme di partecipazione, a danno di tutti i possibili beneficiari che ne hanno bisogno, che ci credono e che da soli si sentono persi. In Italia i cantieri di <strong>Autocostruzione </strong>in regola con tempi e costi previsti in progetto sono pochi rispetto a quello che appare nelle fonti di divulgazione immediata come il web.<br />
Per l’<strong>Autorecupero </strong>la situazione deve affrontare criticità differenti che si intrecciano spesso con l’occupazione coatta di immobili pubblici dismessi (in numero inferiore gli <strong>immobili privati</strong>) da parte degli inquilini <strong>[Fonte: ricerca nell’ambito del progetto “Il Cantiere di Autocostruzione” svolto dall’Arch. Mariangela Martellotta presso la Fondazione Michelucci].</strong> Controllare bene prima di affidarsi a chi si spaccia per esperto… non sempre lo è… Basta anche un semplice monitoraggio sul web delle esperienze dichiarate e poi una verifica delle stesse, se possibile sul campo o quanto meno telefonica alle amministrazioni proponenti o agli stessi utenti se già insediatisi negli alloggi.<br />
Un complesso di fattori ha concorso negli ultimi anni a quella che viene definita <strong>“la nuova questione abitativa”:</strong> fattori demografici (le dimensioni dei<strong> nuclei familiari</strong> si sono ridotte, si vive più a lungo, l’<strong>immigrazione </strong>è cresciuta, <strong>le famiglie si rompono più facilmente</strong>); <strong>fattori sociali (aumenta il numero di famiglie indebolite dalla crisi, ricompare la povertà abitativa, la disoccupazione crescente accentua le diseguaglianze e la polarizzazione sociale); </strong>fattori legati ai <strong>mercati immobiliari (insufficienza di offerta sociale, riduzione delle risorse pubbliche, erosione e peggioramento dei costi dei mercati dell’affitto, crescita della rendita immobiliare).</strong><br />
Si tratta di una situazione non solo italiana. L’aumento delle diseguaglianze sociali ed economiche che si registra a livello europeo e globale, come dal 2008 documenta<strong> l’OECD (Organisation for Economic Co-operation and Development)</strong> ha avuto una pesante ricaduta anche sul versante abitativo. In Europa la <strong>crisi alloggiativa</strong> riguarda ormai 70 milioni di persone mal alloggiate, delle quali circa 18 milioni sono alloggiate precariamente e 3 milioni risultano senzatetto <strong>[Fonte: International Alliance of Inhabitants].</strong> Si tratta di persone escluse dal <strong>mercato immobiliare</strong>, a cui né i singoli stati, né le autonomie locali, né il <strong>Social Housing</strong> promosso da privati riescono ad offrire soluzioni soddisfacenti.<br />
<strong>Malgrado il riconoscimento legale degli stati membri dell&#8217;UE (spesso rafforzato dalle costituzioni e dalle legislazioni nazionali)</strong>, e a dispetto dell&#8217;impegno supplementare degli stati per <strong>l&#8217;Obiettivo di Sviluppo del Millennio n. 7-11 &#8211; che prevede il miglioramento delle condizioni abitativa per 100 milioni di persone mal alloggiate entro il 2020 &#8211; e della Strategia di Lisbona per l&#8217;inclusione sociale a livello europeo, il diritto alla casa è sempre più violato.</strong><br />
Solo recentemente, quando l’intreccio tra precarietà economica e difficoltà ad accedere o a mantenere una casa si è evidenziato come un elemento centrale per la lotta all’esclusione sociale e alla povertà, l’aumento delle risorse di <strong>Housing Sociale</strong> è tornato ad essere una priorità per molti paesi.<br />
L’Autocostruzione e l’Autorecupero a scopo sociale che si cercano di promuovere in Italia da anni intrecciano politiche sociali e cultura dell’abitare, si presentano come buone pratiche di “politiche urbane vicine agli abitanti” nelle nostre società e adeguate in presenza di situazioni o di rischi di esclusione.<br />
<strong>In questo senso l’Autocostruzione e l’Autorecuper</strong>o sono tasselli importanti della configurazione di politiche attente alla specificità dei diversi <strong>bisogni abitativi</strong>; di politiche non assistenziali, ma che valorizzino invece le risorse e le capacità di cui gli abitanti sono portatori.<br />
Purtroppo la legislazione in materia e le linee guida in merito sono ancora esigue e poco note ma <strong>ArchitetturaEcosostenibile.it vi fornirà degli esempi che potranno farvi comprendere l’importanza di queste scelte radicali per l’abitare sostenibile.</strong><br />
<strong>Fonte: ArchitetturaEcosostenibile.it</strong></p>
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		<title>Sostegno alle imprese per fronteggiare la crisi: da Unicredit 2 mld per il residenziale</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Jul 2011 22:00:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il sistema bancario può contribuire a promuovere un mercato immobiliare efficiente e trasparente e ad accelerare la ripresa economica nel breve periodo UniCredit e Ance rispondono con l&#8217;iniziativa &#8221;Ripresa Cantieri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2011/07/Sostegno-alle-imprese-per-fronteggiare-la-crisi-da-Unicredit-2-mld-per-il-residenziale.jpg?9d7bd4" alt="" title="Sostegno alle imprese per fronteggiare la crisi da Unicredit 2 mld per il residenziale" width="250" height="253" class="left" /><strong><em>Il sistema bancario può contribuire a promuovere un mercato immobiliare efficiente e trasparente e ad accelerare la ripresa economica nel breve periodo</em></strong><br />
<strong>UniCredit e Ance rispondono con l&#8217;iniziativa &#8221;Ripresa Cantieri Italia&#8221; alla crisi dell&#8217;edilizia. Da UniCredit, intanto, arriva il sostegno alle imprese: un plafond di 2 miliardi di euro per i prossimi 2 anni, prorogabile per altri 12 mesi, per finanziare nuovi sviluppi immobiliari a carattere residenziale, un osservatorio per monitorare il mercato e favorirne la trasparenza, una &#8221;camera di compensazione&#8221; per gestire le criticità e interventi mirati per la formazione, sostegno e assistenza alle imprese italiane che lavorano all&#8217;estero. </strong><br />
<span id="more-20197"></span><br />
Secondo <strong>Federico Ghizzoni, Amministratore Delegato di UniCredit, il sistema bancario </strong>può contribuire ad accelerare la <strong>ripresa economica</strong> nel breve periodo e promuovere un<strong> mercato immobiliare</strong> efficiente e trasparente. Per uscire dalla crisi occorre una lungimirante politica di sviluppo di infrastrutture sul territorio, di promozione della <strong>sostenibilità </strong>e <strong>qualità delle costruzioni, una migliore offerta di edilizia abitativa, riqualificazione del patrimonio esistente e un incentivo economico alle imprese ad investire in innovazione tecnologica e professionalità.</strong><br />
<strong>Il presidente dell&#8217;Ance, Paolo Buzzetti</strong>, conferma che &#8221;è il momento di unire le forze. Questa è una <strong>crisi </strong>che ha investito tutto il mondo economico e una delle strade per uscirne è fare in modo che <strong>imprese e istituti di credito facciano sistema</strong>. In questo senso l&#8217;accordo rappresenta uno strumento fondamentale per la <strong>ripresa economica,</strong> in quanto consente di consolidare la<strong> fiducia e la collaborazione tra credito e impresa con l&#8217;intento di sostenere le imprese migliori, che investono in innovazione e qualità.</strong><br />
<strong>&#8221;Ripresa Cantieri Italia&#8221;</strong> stabilisce i criteri per individuare le aziende e le iniziative da finanziare, la cui dimensione-target è fissata tra 3 e 15 milioni di euro. <strong>L&#8217;accordo-quadro</strong> sottoscritto sarà declinato a livello territoriale con forme di collaborazione quali un <strong>Osservatorio ANCE/UniCredit/Amministrazioni locali e un Tavolo di confronto congiunto per favorire una più efficace gestione delle criticità dei progetti in corso</strong>.<br />
<strong>UniCredit</strong>, grazie alla sua presenza internazionale, punta inoltre <strong>a sostenere le imprese di costruzione italiane che lavorano all&#8217;estero,</strong> il cui fatturato oltre confine è cresciuto nel periodo 2004-2009 alla media del 19,2% all&#8217;anno, toccando il 54 per cento del giro d&#8217;affari totale. Unicredit e Ance, infine, si impegneranno nei prossimi mesi a sviluppare <strong>una linea di prodotti finanziari per le imprese che realizzano immobili ecosostenibili, con i   cosiddetti  &#8221;mutui verdi&#8221;.</strong><br />
<strong><em>Fonte: Ance</em></strong></p>
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		<title>&#8221;Svolta green&#8221; per l&#8217;immobiliare italiano con il Real Estate</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Jun 2011 22:00:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Innanzitutto cos&#8217;è il Real Estate in Italia? Il &#8221;Manifesto del Real Estate&#8221;, presentato a Eire 2011, definisce il &#8221;Real Estate&#8221; in Italia un ambito costituito da un insieme di imprese [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2011/06/Svolta-green-per-limmobiliare-italiano-con-il-Real-Estate.jpg?9d7bd4" alt="" title="Svolta green per limmobiliare italiano con il Real Estate" width="300" height="200" class="left" />Innanzitutto cos&#8217;è il<strong> Real Estate in Italia? Il &#8221;Manifesto del Real Estate&#8221;, </strong>presentato a <strong>Eire 2011</strong>, definisce il <strong>&#8221;Real Estate&#8221;</strong> in Italia un ambito costituito da un insieme di imprese e uomini<strong> &#8221;specialisti&#8221; di  finanza, diritto amministrativo e societario, progettazione urbana e architettonica, promozione e gestione immobiliare, marketing, innovazioni tecnologiche, formazione delle risorse umane, ricerca e lo sviluppo </strong><br />
<span id="more-19845"></span><br />
Il<strong> &#8221;Manifesto del Real Estate&#8221;</strong> rappresenta sinteticamente la proposta di lavoro lanciata a <strong>istituzioni, Associazioni e operatori dell&#8217;immobiliare: </strong>un documento programmatico che propone un <strong>codice deontologico per la sostenibilità e un linguaggio comune per l&#8217;urbanistica</strong>. L&#8217;obiettivo del <strong>Real Estate</strong> è quello di <strong>riqualificare, rigenerare, contribuire a ripensare lo spazio, rendendolo più bello e fruibile.</strong> Un obiettivo mirato per il quale occorre però fare <strong>sistema</strong>. Il <strong>Manifesto </strong>propone quindi un <strong>&#8221;codice deontologico per la sostenibilità&#8221;,</strong> un decalogo dell&#8217;<strong>ecosostenibilità </strong>che determini l&#8217;attività economica del Sistema.<br />
Nel documento infatti si legge: &#8221;Il<strong> Real Estate </strong>è chiamato innanzitutto a <strong>riqualificare e rigenerare</strong>. Non quindi a sottrarre spazio ma, piuttosto, a contribuire a ripensarlo, rendendolo più bello e fruibile. <strong>Edifici sostenibili, ecocompatibili, ad alto risparmio energetico e altamente integrati con energie alternative e rinnovabili.</strong> Tutto ciò comporta una <strong>progettazione urbana, architettonica e gestionale </strong>che si attenga rigorosamente ai principi di <strong>eco-sostenibilità</strong> universalmente riconosciuti; una qualità che non riguarda solamente lo specifico <strong>immobiliare </strong>ma il contesto urbano in cui esso viene realizzato&#8221;.<br />
Il<strong> sistema immobiliare italiano</strong> mette in risalto una necessità inderogabile: una <strong>legislazione quadro nazionale </strong>che definisca parametri urbanistici unitari per tutto il Paese, un&#8217;uniformità di regole e criteri urbanistici per la <strong>costruzione </strong>e lo <strong>sviluppo progettuale</strong>, una Istituzione pubblica nazionale e locale che sia interlocutore reale e primario.<br />
Necessario è anche un patto tra il <strong>Real Estate </strong>e il mondo delle <strong>banche </strong>e della <strong>finanza </strong>per il<strong> rilancio e lo sviluppo dell&#8217;Italia,</strong> attraverso una vera valutazione dei <strong>progetti realmente sostenibili </strong>economicamente. E infine, un mercato globale per una vera<strong> politica di marketing immobiliare, </strong>per attrarre investimenti e quindi occupazione e ricchezza nel nostro Paese. In questo senso le opportunità per il<strong> Real Estate italiano </strong>non mancano, ma è soprattutto necessario fare veramente <strong>&#8221;sistema&#8221; </strong>per poter operare con successo al di là dei confini nazionali.<br />
Il <strong>Manifesto </strong>conclude con una segnalazione abbastanza significativa: &#8221;C’è un <strong>&#8216;modello italiano&#8217; </strong>anche nello sviluppo urbano, fatto di &#8216;<strong>urbanità</strong>&#8216; che si collegano tra di loro in un modo virtuoso e molto diverso dal modello di sviluppo delle grandi megalopoli internazionali. Il<strong> modello urbanistico italiano,</strong> connaturato alla nostra millenaria cultura e all&#8217;amore per il bello, può diventare un modello per il mondo intero. Un&#8217;occasione per portare &#8221;fuori&#8221; la nostra originalità e fantasia, ma anche per imparare da chi &#8211; così lontano da noi &#8211; sta crescendo con freschezza ed entusiasmo sorprendenti&#8221;.</p>
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		<title>Una nuova proposta di legge per la tutela delle vittime dei fallimenti immobiliari</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Jun 2011 22:00:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il 14 dicembre è stata presentata alla Camera dei deputati una proposta di legge recante modifiche al d.lgs. 122, con l&#8217;obiettivo di eliminare le forti criticità emerse in riferimento agli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2011/06/Una-nuova-proposta-di-legge-per-la-tutela-delle-vittime-dei-fallimenti-immobiliari.jpg?9d7bd4"><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2011/06/Una-nuova-proposta-di-legge-per-la-tutela-delle-vittime-dei-fallimenti-immobiliari-300x161.jpg?9d7bd4" alt="" title="Una nuova proposta di legge per la tutela delle vittime dei fallimenti immobiliari" width="300" height="161" class="left" /></a><strong><em>Il 14 dicembre è stata presentata alla Camera dei deputati una proposta di legge recante modifiche al d.lgs. 122, con l&#8217;obiettivo di eliminare le forti criticità emerse in riferimento agli alti livelli di elusione. </em></strong><br />
<strong>In particolare si prende atto, in questa proposta, dell&#8217;inadeguatezza delle sanzioni previste dalla legge e della necessità di introdurre un nuovo sistema sanzionatorio.<br />
In assenza della stipula della polizza fideiussoria o della postuma decennale, la normativa prevede la nullità del contratto. Ma è una nullità relativa, che può essere fatta valere unicamente dall’acquirente. È evidente, però, che nella maggior parte dei casi l&#8217;acquirente propenderà per comprare l&#8217;immobile che ha già iniziato a pagare, piuttosto che procurarsi una nullità del contratto con il rischio di non riavere le somme versate, se non attraverso un&#8217;azione giudiziaria magari lunga e costosa.</strong><br />
<span id="more-19740"></span><br />
<strong>La proposta di legge</strong> lascia inalterata la facoltà per l&#8217;<strong>acquirente </strong>di chiedere la nullità del <strong>contratto</strong>, ma rafforza il <strong>ruolo dei notai</strong> e coinvolge le <strong>amministrazioni comunali</strong>. Prevede l&#8217;obbligo, da parte del <strong>notaio rogante,</strong> di verificare, in sede di stipula, che siano state rilasciate <strong>la polizza fideiussoria e la postuma decennale.</strong><br />
In mancanza di queste, il <strong>notaio </strong>può procedere ugualmente alla <strong>stipula </strong>ma con l&#8217;obbligo di segnalare l&#8217;<strong>elusione </strong>al comune in cui si trova ubicato l&#8217;<strong>immobile</strong>, così che questo possa procedere ad una <strong>sanzione pecuniaria nei confronti del costruttore</strong>. Per rendere più efficace <strong>l&#8217;applicazione della norma</strong>, è stato previsto che <strong>l&#8217;amministrazione comunale possa incassare una quota parte (pari a un quinto) della sanzione emessa.</strong> L&#8217;altra quota parte della <strong>sanzione amministrativa pecuniaria </strong>andrebbe invece ad alimentare il<strong> Fondo di solidarietà</strong>. Il <strong>Comune </strong>è ritenuto l&#8217;ente strutturalmente più idoneo a monitorare il territorio, sia per il <strong>principio di sussidiarietà,</strong> sia perché preposto al <strong>rilascio dei permessi di costruire</strong> o di altri atti equivalenti.<br />
L&#8217;altra quota parte della <strong>sanzione amministrativa pecuniaria </strong>andrebbe invece ad alimentare il<strong> Fondo di solidarietà</strong>. Il Comune è ritenuto l&#8217;ente strutturalmente più idoneo a monitorare il territorio, sia per il <strong>principio di sussidiarietà,</strong> sia perché preposto al <strong>rilascio dei permessi di costruire</strong> o di altri atti equivalenti.<br />
Poiché il <strong>Fondo di solidarietà</strong> copre solo <strong>le vittime di fallimenti accaduti tra il 1993 e il 2005, </strong>gli acquirenti che dal 2005 rinunciano alla <strong>fideiussione </strong>risulteranno d&#8217;ora in poi privi di qualsiasi <strong>tutela </strong>e perderanno i loro <strong>risparmi</strong>. A tal fine la proposta introduce il comma 1-bis dell&#8217;articolo 5 del decreto legislativo n. 122 del 2005, il quale stabilisce che <strong>l&#8217;acquirente</strong> non può rinunciare alle <strong>tutele </strong>previste dal medesimo <strong>decreto legislativo</strong>. L&#8217;idea è interessante e potrebbe servire a mettere un freno agli <strong>accordi elusivi,</strong> ma sembra complicato controllarne l&#8217;applicazione.<br />
<strong><em>Conclusioni</em></strong><br />
A distanza di tre anni dalla realizzazione del <strong>Primo Rapporto sullo stato di attuazione della legge 210/2004,</strong> la situazione non è molto cambiata e i livelli di <strong>elusione</strong>, pur essendosi abbassati, restano allarmanti soprattutto al centro e al sud.<br />
Il<strong> decreto attuativo,</strong> accolto nella fase iniziale con la soddisfazione di tutte le parti, richiede un ripensamento, utile a rendere le<strong> forme di tutela </strong>previste più stringenti, ma anche meno pesanti per le imprese. La necessità è dunque, da un lato, intervenire per l&#8217;introduzione di <strong>sanzioni </strong>più efficaci, dall&#8217;altro, rendere meno oneroso e complesso l&#8217;ottenimento delle <strong>polizze </strong>previste, <strong>soprattutto per le realtà imprenditoriali medio-piccole che rappresentano la maggioranza del settore.</strong><br />
<strong><em>Fonte: Scenari Immobiliari Filca Cooperative</em></strong></p>
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		<title>Efficienza dei servizi immobiliari</title>
		<link>http://www.mondocasablog.com/2011/05/16/efficienza-dei-servizi-immobiliari/</link>
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		<pubDate>Sun, 15 May 2011 22:25:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Linee guida strutturali per mercati sostenibili Principi e orientamenti per lo sviluppo del settore immobiliare nazionale Principio 3 &#8211; Efficienza dei servizi È necessario promuovere un mercato immobiliare efficiente e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2011/05/Efficienza-dei-servizi-immobiliari1.jpg?9d7bd4"><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2011/05/Efficienza-dei-servizi-immobiliari1.jpg?9d7bd4" alt="" title="Efficienza dei servizi immobiliari" width="226" height="120" class="left" /></a><strong><em>Linee guida strutturali per mercati sostenibili </em></strong></p>
<p><strong><em>Principi e orientamenti per lo sviluppo del settore immobiliare nazionale</em></strong></p>
<p><strong><em>Principio 3 &#8211; Efficienza dei servizi</em></strong><br />
<strong>È necessario promuovere un mercato immobiliare efficiente e trasparente attraverso l&#8217;armonizzazione delle norme legali e volontarie con gli standard internazionali, le norme etiche e le migliori pratiche.</strong><br />
<span id="more-19191"></span><br />
<strong>CRITERIO</strong><br />
Per incoraggiare lo <strong>sviluppo economico</strong> e contribuire al<strong> benessere sociale, i mercati immobiliari</strong> dovrebbero essere efficienti. Pertanto, i dati e le informazioni sui trends di <strong>mercato </strong>dovrebbero essere accessibili e basati su rilevazioni chiaramente documentate (ad esempio, dati Eurostat). Queste caratteristiche sono essenziali per rendere maggiormente sicure le <strong>compravendite </strong>e attirare anche investimenti dall&#8217;estero, in quanto mercati non trasparenti e con scarsità di dati e di informazioni sono di solito maggiormente rischiosi.</p>
<p><strong>Mercati immobiliari </strong>più rischiosi determinano maggiori costi in termini di <strong>mutui e prestiti</strong>. I <strong>mercati immobiliari </strong>dovrebbero essere quanto più possibile in linea con gli standard e le migliori pratiche internazionali, che essendo metodologie e procedure operative condivise, sono indice di <strong>efficienza e qualità dei processi e dei servizi professionali.</strong></p>
<p><strong>INDICATORI</strong><br />
1. È necessario promuovere la cultura della qualità della <strong>prestazione professionale</strong> per soddisfare le aspettative della clientela.</p>
<p>2. Si rende necessaria l&#8217;applicazione di buone pratiche volte a migliorare la <strong>qualità dei progetti, delle costruzioni e delle regole legali e consuetudinarie che disciplinano le transazioni.</strong></p>
<p>3. È opportuno favorire un <strong>settore edile moderno, </strong>in grado di soddisfare le nuove richieste di <strong>beni immobili (ad uso residenziale, professionale e produttivo) </strong>che siano tecnologicamente innovativi e in linea con elevati standard qualitativi. Inoltre, si rende necessaria la promozione di un <strong>settore immobiliare eco-compatibile e l&#8217;efficienza energetica dei fabbricati.</strong></p>
<p>4.Tutti i servizi e le competenze necessari per un funzionamento armonioso del <strong>settore immobiliare</strong> dovrebbero essere adeguatamente sviluppati, in particolare per quanto riguarda avvocati, geometri, mediatori, periti, asset manager, facility manager, consulenti, gestori di fondi, gestori di <strong>servizi immobiliari </strong>complessi (cioè, settore bancario/creditizio, inclusi i prestiti nonperforming e le cartolarizzazioni) e altre <strong>figure professionali.</strong></p>
<p>5. Sarebbe necessario individuare con precisione competenze e caratteristiche proprie delle varie <strong>figure professionali,</strong> nonché stabilire le qualifiche e le eventuali specializzazioni necessarie per esercitare una data professione. È opportuno diffondere la cultura della<strong> formazione professionale continua (</strong>vedere principio 10), che mira a fornire performance professionali qualitativamente accettabili dal punto di vista del cliente.</p>
<p>6. I <strong>servizi </strong>dovrebbero essere basati su elevati standard prestazionali e regole di responsabilità civile e professionale. È opportuno promuovere il rafforzamento degli standard etici e l&#8217;adozione di specifici codici deontologici (da elaborare con la partecipazione di tutti i soggetti interessati.)</p>
<p>7. Le metodologie nazionali dovrebbero essere integrate e armonizzate con gli standard professionali e le migliori pratiche internazionali.</p>
<p>8. Dovrebbero essere favorite le <strong>norme volontarie internazionali </strong>specificamente previste per il <strong>settore edilizio-immobiliare,</strong> quali le norme adottate dall’International Organization for Standardization (ISO), ma anche quelle di riferimento a livello regionale, come le norme dellì&#8217;European Committee for Standardization (CEN). Gli organismi di regolamentazione nazionali dovrebbero favorire il recepimento a livello nazionale degli standard internazionali.</p>
<p>9. Dovrebbero essere incoraggiate l&#8217;adozione di <strong>codici deontologici</strong> e le attività di monitoraggio da parte di tutte le organizzazioni di settore, per misurare il livello di <strong>efficienza e di qualità dei processi e dei servizi delle diverse categorie professionali.</strong></p>
<p>10. I <strong>servizi </strong>dovrebbero essere competitivi. È necessario promuovere una maggiore informazione sulle caratteristiche della <strong>prestazione professionale</strong> (necessaria, ad esempio, per mettere a confronto servizi resi, costi/corrispettivi ecc.).</p>
<p>11. <strong>Dovrebbero essere maggiormente favoriti e tutelati gli interessi dei consumatori nel settore immobiliare.</strong> È necessario accrescere la consapevolezza che una <strong>migliore efficienza del mercato immobiliare </strong>creerà una migliore comprensione e capacità a stimolare servizi innovativi e di qualità. <strong>Educare il consumatore è essenziale per un&#8217;economia immobiliare innovativa e produttiva.</strong></p>
<p>12. <strong>I consumatori e gli investitori che operano sul mercato immobiliare</strong> dovrebbero essere più consapevoli dei loro diritti, affinché possano decidere sulla base di una maggiore conoscenza delle dinamiche del mercato.</p>
<p>13. <strong>Promuovere la conoscenza e l&#8217;informazione del consumatore/investitore sul mercato immobiliare non favorisce solo l&#8217;interesse dei professionisti, ma contribuisce altresì a garantire un&#8217;economia immobiliare più aperta, trasparente e produttiva.</strong></p>
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		<title>Casa Regione Lombardia, nuovo regolamento di assegnazione e gestione di alloggi Erp</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Apr 2011 22:20:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Formigoni: stop a quartieri ghetto e abusivismo. Sentiamo nel dettaglio&#8230; Il mix abitativo per evitare quartieri o zone abitate solo dalle famiglie più povere, i Comuni, in caso di nuove [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2011/04/Casa-Regione-Lombardia-nuovo-regolamento-di-assegnazione-e-gestione-di-alloggi-Erp.jpg?9d7bd4"><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2011/04/Casa-Regione-Lombardia-nuovo-regolamento-di-assegnazione-e-gestione-di-alloggi-Erp.jpg?9d7bd4" alt="" title="Casa Regione Lombardia nuovo regolamento di assegnazione e gestione di alloggi Erp" width="296" height="200" class="left" /></a><strong><em>Formigoni: stop a quartieri ghetto e abusivismo. Sentiamo nel dettaglio&#8230; </em></strong></p>
<p><strong>Il mix abitativo per evitare quartieri o zone abitate solo dalle famiglie più povere, i Comuni, in caso di nuove edificazioni o di interventi di recupero edilizio di alloggi a canone sociale, possono assegnare una quota non superiore al 30 per cento degli stessi individuando i beneficiari tramite bandi speciali che assicurino il mix tra varie tipologie di nuclei familiari;</strong><br />
<span id="more-18808"></span><br />
<strong>IPOTESI DI RINUNCIA</strong><br />
Oggi capita di frequente che i neo-assegnatari non siano soddisfatti dell&#8217;alloggio che viene loro proposto. Per limitare questo fenomeno ed evitare dunque che troppi appartamenti rimangano sfitti, le rinunce sono accettate solo se le condizioni della casa sono realmente cattive o se l&#8217;inidoneità è connessa a patologie attestate.</p>
<p><strong>ABUSIVISMO AMMINISTRATIVO</strong><br />
Nel caso di situazioni di convivenza consolidate, per le quali solo un&#8217;irregolarità di tipo amministrativo comporta l&#8217;assenza di un contratto, è possibile stipulare un affitto temporaneo. È previsto un canone che tenga conto delle dimensioni, delle condizioni e della collocazione dell&#8217;appartamento e allo stesso tempo delle condizioni economiche della famiglia.</p>
<p><strong>NUOVI LIMITI DI REDDITO</strong><br />
Può accedere al canone sociale chi ha un reddito Isee/erp fino a 16.000 euro, contro gli attuali<br />
14.000, mentre per il canone moderato è confermato l&#8217;Isee/erp a 40.000 già fissato dalla legge.</p>
<p><strong>IL SUBENTRO </strong><br />
Con il vecchio regolamento tutti coloro che convivevano al momento del decesso o del trasferimento<br />
dell&#8217;assegnatario potevano tranquillamente subentrarvi. Con il nuovo testo vengono ridotte le ipotesi al fine di aumentare la disponibilità di alloggi da assegnare a famiglie in graduatoria. Sarà possibile trasferire il contratto solo a coloro che hanno sempre fatto parte del nucleo o a quei familiari che, dopo<br />
esserne usciti, vi rientrano se parenti di primo grado e solo per motivi di notevole rilevanza (assistenza al familiare o a seguito di separazione legale).</p>
<p><strong>LA COMMISSIONE CONSULTIVA</strong><br />
In caso di richiesta di nuove assegnazioni, i Comuni con oltre 20.000 abitanti se ne dotano &#8211; coinvolgendo esperti indicati anche dalle parti sociali e dall&#8217;Aler &#8211; per le assegnazioni in deroga, per l&#8217;emanazione dei bandi speciali finalizzati al mix sociale, per la verifica delle situazioni di difficoltà che sono sfociate in situazioni di morosità.</p>
<p><strong>BANDI SEMESTRALI O ANNUALI</strong><br />
I Comuni hanno la facoltà di emanare bandi semestrali o annuali. Quelli con meno di 20.000 abitanti possono prevedere bandi biennali e quelli con meno di 5.000 abitanti possono assegnare con procedure ancora più semplificate.</p>
<p><strong>MOBILITÀ </strong><br />
È favorito lo spostamento tra alloggi a canone diverso (ad esempio da moderato a sociale) per consentire di andare incontro a eventuali peggioramenti della situazione economica della famiglia. È introdotta anche la mobilità dal canone moderato al canone sociale qualora vi sia una comprovata<br />
riduzione dell&#8217;Isee/erp.</p>
<p><strong>LOCAZIONE TEMPORANEA </strong><br />
Vengono inseriti nel patrimonio pubblico alloggi di piccole dimensioni, altrimenti non utilizzabili,<br />
destinati a locazione temporanea per studenti e famiglie monoparentali. </p>
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		<title>Piano Casa, in arrivo il &#8221;decreto semplificazioni&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Apr 2011 22:00:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Previste misure per appalti più veloci e procedure semplificate per il permesso di costruire e le sostituzioni edilizie Semplificare le procedure per rilanciare il Piano Casa 2 e accelerare e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2011/04/2Piano-Casa-in-arrivo-il-decreto-semplificazioni.jpg?9d7bd4"><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2011/04/2Piano-Casa-in-arrivo-il-decreto-semplificazioni.jpg?9d7bd4" alt="" title="2Piano Casa in arrivo il decreto semplificazioni" width="267" height="200" class="left" /></a><strong><em>Previste misure per appalti più veloci e procedure semplificate per il permesso di costruire e le sostituzioni edilizie</em> </strong></p>
<p><strong>Semplificare le procedure per rilanciare il Piano Casa 2 e accelerare e ridurre i costi delle opere pubbliche.<br />
Sono questi alcuni degli obiettivi previsti nel Piano Nazionale di Riforme (PNR), la road map degli interventi ipotizzati per favorire la crescita dell&#8217;economia italiana nei prossimi tre anni. Il PNR, approvato il 13 aprile scorso dal Consiglio dei Ministri insieme al Documento di economia e finanza 2011 (DEF), contiene undici linee d&#8217;azione, alcune delle quali saranno attuate da un &#8221;decreto semplificazioni&#8221; che sarà varato a maggio.</strong><br />
<span id="more-18798"></span><br />
<strong><em>Rilancio del Piano Casa 2</em></strong><br />
Nel<strong> Piano nazionale di riforme</strong> viene proposta tra l&#8217;altro una disciplina statale di principio, cui dovrà seguire la disciplina regionale, che autorizza interventi di <strong>demolizione e ricostruzione</strong> – anche con <strong>delocalizzazione degli edifici dismessi</strong> – e di incremento volumetrico premiale, anche con cambio di <strong>destinazione d&#8217;uso</strong> purché compatibile. Viene prevista inoltre l&#8217;applicazione della norma statale qualora manchi un tempestivo <strong>intervento normativo</strong> da parte delle regioni.</p>
<p><strong><em>Procedure edilizie semplificate</em></strong><br />
Altre misure proposte nel PNR riguardano l&#8217;allargamento dell&#8217;applicazione della<strong> Segnalazione certificata di inizio attività (Scia)</strong> ai piccoli <strong>interventi edilizi </strong>che non aumentano i volumi, e<strong> l&#8217;introduzione del silenzio-assenso per il rilascio del permesso di costruire.</strong></p>
<p><strong><em>Misure per accelerare gli investimenti in opere pubbliche</em></strong><br />
In materia di appalti, il <strong>Piano nazionale di riforme</strong> prevede di introdurre delle percentuali fisse predeterminate per le <strong>&#8221;opere compensative&#8221;</strong> &#8211; richieste dalle amministrazioni locali sui cui territorio viene progettata un&#8217;opera pubblica – ed anche per le &#8221;riserve&#8221;, attraverso le quali l&#8217;appaltatore contesta imprevisti o vizi del progetto in corso d&#8217;opera e chiede l&#8217;aumento del prezzo.</p>
<p><strong>Fonte: casaeclima</strong></p>
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		<title>Casa Regione Lombardia, mix abitativo per una migliore qualità della vita</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Apr 2011 22:30:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Formigoni: stop a quartieri ghetto e abusivismo L&#8217;introduzione del &#8216;mix abitativo&#8217; come criterio fisso è uno degli aspetti salienti del nuovo regolamento degli alloggi di edilizia popolare, approvato dalla Giunta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2011/04/Casa-Regione-Lombardia-mix-abitativo-per-una-migliore-qualità-della-vita.jpg?9d7bd4"><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2011/04/Casa-Regione-Lombardia-mix-abitativo-per-una-migliore-qualità-della-vita.jpg?9d7bd4" alt="" title="Casa Regione Lombardia mix abitativo per una migliore qualità della vita" width="270" height="200" class="left" /></a><strong><em>Formigoni: stop a quartieri ghetto e abusivismo</em></strong></p>
<p><strong>L&#8217;introduzione del &#8216;mix abitativo&#8217; come criterio fisso è uno degli aspetti salienti del nuovo regolamento degli alloggi di edilizia popolare, approvato dalla Giunta regionale su proposta del presidente Roberto Formigoni, di concerto con l&#8217;assessore alla Casa Domenico Zambetti, perché eviterà la &#8216;ghettizzazione&#8217; dei quartieri e migliorerà dunque la qualità della vita sociale. In pratica, famiglie con diversi redditi e tenori di vita (e pagando canoni diversi) convivranno negli stessi caseggiati senza che si creino zone di &#8216;serie A&#8217; e di &#8216;serie B&#8217;.</strong><br />
<span id="more-18787"></span><br />
Vi sono altre novità importanti. Ad esempio, la minore possibilità di rifiutare l&#8217;<strong>alloggio </strong>proposto dalle <strong>Aler </strong>o dai Comuni restando comunque in graduatoria è destinata ad abbattere il fenomeno degli <strong>appartamenti sfitti</strong>. Ancora, l&#8217;introduzione di maglie più strette per il trasferimento del <strong>contratto di affitto</strong> a familiari non originariamente assegnatari renderà immediatamente assegnabili più <strong>alloggi</strong>.</p>
<p>&#8216;Il nuovo testo &#8211; spiega <strong>Formigoni </strong>- è di notevole importanza. Anzitutto perché è stato preparato dopo un lungo lavoro di confronto che ha coinvolto<strong> i Comuni, le Aler e tutte le sigle sindacali che si occupano di casa </strong>e poi perché nasce da un&#8217;analisi attenta delle problematicità e criticità del sistema. Col nuovo regolamento le procedure sono più semplici e chiare e contiamo di risolvere situazioni che si erano incancrenite&#8217;.</p>
<p> &#8216;Abbiamo tenuto conto &#8211; aggiunge <strong>Zambetti </strong>- del particolaremomento che stanno vivendo che le <strong>famiglie </strong>che già abitano nella <strong>case di edilizia residenziale pubblica</strong> o che vi si affacciano per la prima volta. E abbiamo voluto definitivamente dire basta a logiche o automatismi che ormai non avevano più ragion d&#8217;essere. Questo proprio perché le <strong>richieste </strong>continuano a crescere mentre, al contrario, le risorse per<strong> costruire o riqualificare</strong> diminuiscono. Dunque il patrimonio esistente va utilizzato al meglio&#8217;.</p>
<p><strong>Con il nuovo regolamento i bandi potranno essere indetti con scadenze più flessibili</strong> in modo da adattarsi alle esigenze dei diversi territori o comuni; e le misure degli <strong>alloggi </strong>da assegnare &#8211; rispetto alla densità del<strong> nucleo familiare</strong> &#8211; non più così rigide. Ciò significa il definitivo superamento di vecchi elementi che hanno dilatato, e in alcuni casi bloccato, le <strong>assegnazioni</strong>. Ma anche risposte concrete al cosiddetto <strong>&#8216;abusivismo amministrativo&#8217;,</strong> cioè all&#8217;assenza di <strong>regolari contratti, la facilitazione della mobilità tra alloggi a canone diverso, la possibilità di affittare appartamenti di piccole dimensioni, altrimenti non utilizzabili, per la locazione temporanea e limiti di reddito più alti per accedere all&#8217;Erp.</strong> </p>
<p>Il testo del nuovo regolamento deve ora essere sottoposto all&#8217;approvazione del Consiglio regionale.</p>
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