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	<title>Mondocasablog &#187; Pubblicazioni</title>
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	<description>Il mondo della casa a 360°</description>
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		<title>Nomisma, VI Workshop Nazionale Uffici 2011</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Nov 2011 01:01:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il mercato degli uffici: la qualità unica opzione anti crisi La qualità l’unico driver per la ripresa del mercato: questo in estrema sintesi l’esito della ricerca presentata da Nomisma in [...]]]></description>
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<strong>La qualità l’unico driver per la ripresa del mercato: questo in estrema sintesi l’esito della ricerca presentata da Nomisma in occasione del VI Workshop Nazionale sul Mercato Immobiliare degli Uffici, organizzato da Galotti e Seci Real Estate a Bologna. La panoramica del mercato italiano illustrata da Nomisma, con un focus particolare sulle tre piazze italiane più significative, Milano – Bologna – Roma, collegate dall’Alta Velocità, ha infatti evidenziato come, oltre alla location, gli investitori tendano a premiare edifici caratterizzati da indici di efficienza energetica e sostenibilità ambientale in linea con gli standard internazionali (anche se situati in zone decentrate). </strong><br />
<span id="more-21459"></span><br />
Ulteriore fattore premiante è dato dal costo per addetto che, se ottimizzato, porta ad un <strong>risparmio </strong>complessivo gradito prima agli <strong>inquilini </strong>e poi all’<strong>investitore </strong>finale.<br />
Pur in un contesto di perdurante debolezza dell’<strong>economia</strong>, quindi, l’unico elemento di tenuta per il <strong>mercato nazionale degli uffici</strong> è costituito dal settore prime, il cui valore delle <strong>compravendite </strong>si stima possa attestarsi a fine 2011 intorno ai 1,5 miliardi di euro, a fronte dei 3,7 miliardi di euro delle transazioni per le piccole unità ad uso ufficio.<br />
Il quadro che emerge dalla<strong> ricerca Nomisma</strong> è quello di una sempre maggiore segmentazione del <strong>mercato</strong>, a cui tuttavia non ha ancora fatto seguito una coerente rimodulazione dei <strong>prezzi </strong>per gli asset di minore qualità.<br />
In termini generali, la tendenza per il settore registra una variazione dei <strong>prezzi </strong>negativa, in media del 3,8 %. L’attesa è di un recupero in positivo entro il 2014.<br />
<em>“Con i nostri progetti ci siamo, già da molti anni, posti l’obiettivo di anticipare le esigenze del mercato e di stimolare una <strong>domanda </strong>attenta all’<strong>etica ambientale e al business</strong> </em>- <strong>sostiene Luigi Marchesini, Presidente di Galotti.</strong>- <em>I dati presentati oggi da Nomisma confermano un trend ormai consolidato. Ci auguriamo che tutto il settore riconosca le esigenze del mercato e sappia rispondere alle aspettative cogliendone le diverse opportunità. Con il Presidente Mazzocco abbiamo cominciato a lavorare in questa direzione, con la creazione di un protocollo etico che coinvolga tutti i protagonisti: <strong>sviluppatori, inquilini e investitori</strong>”. </em><br />
“<em>L’attenzione verso il nuovo segmento di mercato emergente e ben descritto dalla Ricerca Nomisma è un punto fermo del nostro lavoro</em> – <strong>afferma Gaetano Maccaferri, Presidente di Seci Real Estate e del Gruppo Industriale Maccaferri.</strong> &#8211; <em>L’attività di <strong>riqualificazione </strong>che svolgiamo per dotare gli immobili di un alto grado di <strong>efficienza energetica </strong>si ispira al principio di <strong>sostenibilità ambientale</strong> e risponde ad una domanda sempre più diffusa da parte degli utilizzatori e della comunità. Si tratta di un principio in cui crediamo fortemente e sul quale cerchiamo di sensibilizzare quei tenant che non tengono ancora nella dovuta considerazione l’importanza del <strong>risparmio energetico</strong> e le sue ripercussioni sui costi gestionali degli edifici. Crediamo inoltre che <strong>immobili situati nei centri storici</strong> delle città, vicini ai servizi, possano giocare un ruolo essenziale in uno <strong>sviluppo immobiliare sostenibile,</strong> che non eroda il territorio, e in quella <strong>riqualificazione </strong>del tessuto urbano di cui manifestazioni come Urban Promo, che si svolge a Bologna proprio in questi giorni, si fanno promotrici”. </em></p>
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		<title>Rapporto Nomisma 2011, La Business Intelligence nella Pubblica Amministrazione</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Oct 2011 22:00:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Realizzato da Nomisma grazie al contributo di Iconsulting e al patrocinio di DigitPa. La Business Intelligence rappresenta l’insieme delle metodologie e tecnologie informatiche utili a valorizzare l’immenso patrimonio informativo a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2011/10/Rapporto-Nomisma-2011-La-Business-Intelligence-Pubblica-Amministrazione.jpg?9d7bd4" alt="" title="Rapporto Nomisma 2011 La Business Intelligence Pubblica Amministrazione" width="200" height="284" class="left" /><strong><em>Realizzato da Nomisma grazie al contributo di Iconsulting e al patrocinio di DigitPa.</em></strong><br />
<strong>La Business Intelligence rappresenta l’insieme delle metodologie e tecnologie informatiche utili a valorizzare l’immenso patrimonio informativo a disposizione di ogni impresa ed ente locale, attraverso la trasformazione dei dati grezzi, contenuti nei sistemi informativi gestionali, in informazioni a supporto dei processi decisionali. </strong><br />
<span id="more-21323"></span><br />
Questo secondo Rapporto intende delimitare il campo dell’applicazione di tali strumenti alla Pubblica Amministrazione in Italia e restituire le connessioni precipue tra la specifica cultura dell’ambiente pubblico, il valore metodologico degli strumenti di Business Intelligence e l’auspicabile valorizzazione dell’ingente patrimonio informativo pubblico.<br />
<strong>Sbaglia chi crede che oggi non ci sia<br />
una dotazione informatica sufficiente<br />
nella Pubblica Amministrazione…</strong><br />
La Pubblica Amministrazione Centrale e gli enti pubblici (in particolare gli enti previdenziali) hanno investito nel corso degli ultimi dieci anni, in media, non meno di 2 miliardi di euro all’anno nel proseguimento e nello sviluppo dell’informatica pubblica, sia come traino delle direttrici innovative sia come regolazione degli standard tecnici e organizzativi di tutta la Pubblica Amministrazione.<br />
Stando alle stime Eu Klems-Eurostat, la formazione (lorda) di capitale del settore pubblico (comprendente le amministrazioni pubbliche e il comparto dell’assicurazione sociale obbligatoria) in attività collegate alle tecnologie della comunicazione e dell’informazione (TCI, o ICT utilizzando il corrispettivo acronimo inglese) è cresciuta di un fattore moltiplicativo pari a 15 tra il 1990 e il 2007, a fronte di un’evoluzione sostanzialmente stagnante degli impieghi in beni capitale diversi dalle ICT.<br />
Tra le varie tipologie di <strong>investimento </strong>nelle nuove tecnologie, la parte del leone è stata svolta dagli acquisti di hardware: gli investimenti in computer sono aumentati di 50 volte tra il 1990 e il 2007, distanziando nettamente quelli in attrezzature per la <strong>comunicazione </strong>(pur incrementatisi in misura apprezzabile, +180%) e gli acquisti di software (+55%).<br />
Questi ultimi avrebbero avuto un rallentamento proprio nei recenti anni, quando la dinamica si sarebbe quasi fermata dopo gli investimenti effettuati nel decennio precedente (+0,2% all’anno tra il 2000 e il 2007, contro il +4,5% all’anno sperimentato tra il 1990 e il 2000).<br />
Ne esce in definitiva un quadro di uno sforzo di ammodernamento tecnologico significativo, influenzato probabilmente anche dai bassi livelli di partenza, concentrato soprattutto sulle strutture hardware e con una progressiva decelerazione, nel più recente periodo, sulla componente software.<br />
<strong>… il salto da fare non è nell’hardware o software,<br />
ma nell’intelligence attraverso cui rendere<br />
i dati pubblici fruibili e intellegibili </strong><br />
La stima della spesa informatica complessiva è ottenuta sommando la spesa esterna (per l’acquisizione di beni e servizi) ai costi interni (rappresentati dal solo personale ICT). I costi interni, che nel 2010 costituiscono il 21,9% della spesa informatica complessiva (27,3% nelle amministrazioni centrali e 10,3% negli enti), diminuiscono dello 0,8% rispetto al 2009 (in valore assoluto circa 3,7 milioni di euro).<br />
La spesa esterna, che rappresenta il restante 78,1% della spesa informatica complessiva (72,7% nelle amministrazioni centrali e 89,7 negli enti), si riduce dell’1,9% rispetto a quella del 2009 (in valore assoluto circa 32,2 milioni di euro). Assistiamo, cioè, ad una leggera contrazione sulle stime di spesa e ad un sostanziale mantenimento dei costi interni.<br />
Questo dato non solo è confortante ma, nello scenario attuale, appare come una solida dimostrazione dell’interesse e della centralità delle spese per beni e servizi del settore ICT.<br />
<strong>Dalla produzione di dati grezzi<br />
alla generazione di informazioni intelligenti</strong><br />
Le principali banche dati su cui si stanno concentrando le azioni, centrali o locali, centralizzate o federate, a favore di una maggiore disponibilità e di una migliore interoperabilità, sono quelle riferite alle anagrafi della popolazione, alle basi territoriali, al catasto e alla fiscalità. Complessivamente, ad oggi, sono da mettere a sistema circa 1.400 basi di dati pubbliche, differenti non tanto per contenuto o per piattaforma software quanto per “pulizia” del dato, per costruzione dello schema logico che sottende alla fruizione dei dati, forse anche per ambizione della singola amministrazione.<br />
La massa di informazioni contenute nelle circa 1.400 basi di dati pubbliche non solo è in crescita ma soprattutto ha raggiunto dimensioni notevolissime (circa mezzo milione di gigabyte). Non sorprende il numero assoluto, quanto l’incremento del 7% tra il 2009 e il 2010, al netto delle inevitabili pulizie di informazioni ridondanti o inesatte.<br />
<strong>Prospettive future e mercato potenziale<br />
della business intelligence<br />
nel settore pubblico</strong><br />
Se il quadro richiamato in estrema sintesi delinea una condizione di avvio di nuove linee di approccio agli investimenti in ICT, la conseguenza necessaria è la grande attenzione, nell’ambito dei pacchetti applicativi, ai prodotti e servizi legati alla <strong>business intelligence. </strong><br />
Sono questi che sempre più guidano l’evoluzione dei sistemi informativi pubblici, anche se nella maggior parte dei casi lo fanno “partendo dal basso”, scavando dentro ai grandi programmi di modernizzazione dei sistemi agli spazi su cui innestare i percorsi di gestione intelligente delle informazioni interne.<br />
Il mercato potenziale dei prodotti e dei servizi della business intelligence nella Pubblica Amministrazione è certamente molto vasto, tuttavia può essere stimato in non meno di 300-350 milioni di euro per i prossimi tre anni.<br />
Tuttavia, non bastano le risorse in assenza di una strategia, di una logica di mercato aperta nei dati, nei formati, nella leggibilità delle informazioni.<br />
<strong>*Estratto dal volume &#8216;La BI in Italia: vincoli e opportunità nella pubblica amministrazione&#8217; pubblicato da NOMISMA<br />
Si ringrazia Marco Marcatili, ricercatore di Nomisma</strong></p>
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		<title>Una nuova proposta di legge per la tutela delle vittime dei fallimenti immobiliari</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Jun 2011 22:00:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il 14 dicembre è stata presentata alla Camera dei deputati una proposta di legge recante modifiche al d.lgs. 122, con l&#8217;obiettivo di eliminare le forti criticità emerse in riferimento agli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2011/06/Una-nuova-proposta-di-legge-per-la-tutela-delle-vittime-dei-fallimenti-immobiliari.jpg?9d7bd4"><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2011/06/Una-nuova-proposta-di-legge-per-la-tutela-delle-vittime-dei-fallimenti-immobiliari-300x161.jpg?9d7bd4" alt="" title="Una nuova proposta di legge per la tutela delle vittime dei fallimenti immobiliari" width="300" height="161" class="left" /></a><strong><em>Il 14 dicembre è stata presentata alla Camera dei deputati una proposta di legge recante modifiche al d.lgs. 122, con l&#8217;obiettivo di eliminare le forti criticità emerse in riferimento agli alti livelli di elusione. </em></strong><br />
<strong>In particolare si prende atto, in questa proposta, dell&#8217;inadeguatezza delle sanzioni previste dalla legge e della necessità di introdurre un nuovo sistema sanzionatorio.<br />
In assenza della stipula della polizza fideiussoria o della postuma decennale, la normativa prevede la nullità del contratto. Ma è una nullità relativa, che può essere fatta valere unicamente dall’acquirente. È evidente, però, che nella maggior parte dei casi l&#8217;acquirente propenderà per comprare l&#8217;immobile che ha già iniziato a pagare, piuttosto che procurarsi una nullità del contratto con il rischio di non riavere le somme versate, se non attraverso un&#8217;azione giudiziaria magari lunga e costosa.</strong><br />
<span id="more-19740"></span><br />
<strong>La proposta di legge</strong> lascia inalterata la facoltà per l&#8217;<strong>acquirente </strong>di chiedere la nullità del <strong>contratto</strong>, ma rafforza il <strong>ruolo dei notai</strong> e coinvolge le <strong>amministrazioni comunali</strong>. Prevede l&#8217;obbligo, da parte del <strong>notaio rogante,</strong> di verificare, in sede di stipula, che siano state rilasciate <strong>la polizza fideiussoria e la postuma decennale.</strong><br />
In mancanza di queste, il <strong>notaio </strong>può procedere ugualmente alla <strong>stipula </strong>ma con l&#8217;obbligo di segnalare l&#8217;<strong>elusione </strong>al comune in cui si trova ubicato l&#8217;<strong>immobile</strong>, così che questo possa procedere ad una <strong>sanzione pecuniaria nei confronti del costruttore</strong>. Per rendere più efficace <strong>l&#8217;applicazione della norma</strong>, è stato previsto che <strong>l&#8217;amministrazione comunale possa incassare una quota parte (pari a un quinto) della sanzione emessa.</strong> L&#8217;altra quota parte della <strong>sanzione amministrativa pecuniaria </strong>andrebbe invece ad alimentare il<strong> Fondo di solidarietà</strong>. Il <strong>Comune </strong>è ritenuto l&#8217;ente strutturalmente più idoneo a monitorare il territorio, sia per il <strong>principio di sussidiarietà,</strong> sia perché preposto al <strong>rilascio dei permessi di costruire</strong> o di altri atti equivalenti.<br />
L&#8217;altra quota parte della <strong>sanzione amministrativa pecuniaria </strong>andrebbe invece ad alimentare il<strong> Fondo di solidarietà</strong>. Il Comune è ritenuto l&#8217;ente strutturalmente più idoneo a monitorare il territorio, sia per il <strong>principio di sussidiarietà,</strong> sia perché preposto al <strong>rilascio dei permessi di costruire</strong> o di altri atti equivalenti.<br />
Poiché il <strong>Fondo di solidarietà</strong> copre solo <strong>le vittime di fallimenti accaduti tra il 1993 e il 2005, </strong>gli acquirenti che dal 2005 rinunciano alla <strong>fideiussione </strong>risulteranno d&#8217;ora in poi privi di qualsiasi <strong>tutela </strong>e perderanno i loro <strong>risparmi</strong>. A tal fine la proposta introduce il comma 1-bis dell&#8217;articolo 5 del decreto legislativo n. 122 del 2005, il quale stabilisce che <strong>l&#8217;acquirente</strong> non può rinunciare alle <strong>tutele </strong>previste dal medesimo <strong>decreto legislativo</strong>. L&#8217;idea è interessante e potrebbe servire a mettere un freno agli <strong>accordi elusivi,</strong> ma sembra complicato controllarne l&#8217;applicazione.<br />
<strong><em>Conclusioni</em></strong><br />
A distanza di tre anni dalla realizzazione del <strong>Primo Rapporto sullo stato di attuazione della legge 210/2004,</strong> la situazione non è molto cambiata e i livelli di <strong>elusione</strong>, pur essendosi abbassati, restano allarmanti soprattutto al centro e al sud.<br />
Il<strong> decreto attuativo,</strong> accolto nella fase iniziale con la soddisfazione di tutte le parti, richiede un ripensamento, utile a rendere le<strong> forme di tutela </strong>previste più stringenti, ma anche meno pesanti per le imprese. La necessità è dunque, da un lato, intervenire per l&#8217;introduzione di <strong>sanzioni </strong>più efficaci, dall&#8217;altro, rendere meno oneroso e complesso l&#8217;ottenimento delle <strong>polizze </strong>previste, <strong>soprattutto per le realtà imprenditoriali medio-piccole che rappresentano la maggioranza del settore.</strong><br />
<strong><em>Fonte: Scenari Immobiliari Filca Cooperative</em></strong></p>
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		<title>La buona governance per un mercato immobiliare più sostenibile</title>
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		<pubDate>Mon, 16 May 2011 22:20:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Linee guida strutturali per mercati sostenibili Principi e orientamenti per lo sviluppo del settore immobiliare nazionale Principio 5. Gli Stati devono elaborare politiche integrate che guidino i processi decisionali. Al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2011/05/La-buona-governance-per-un-mercato-immobiliare-più-sostenibile.jpg?9d7bd4"><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2011/05/La-buona-governance-per-un-mercato-immobiliare-più-sostenibile.jpg?9d7bd4" alt="" title="La buona governance per un mercato immobiliare più sostenibile" width="226" height="120" class="left" /></a><strong><em>Linee guida strutturali per mercati sostenibili </em></strong></p>
<p><strong><em>Principi e orientamenti per lo sviluppo del settore immobiliare nazionale</em></strong></p>
<p><strong>Principio 5. Gli Stati devono elaborare politiche integrate che guidino i processi decisionali. Al fine di creare un clima economico solido e favorire mercati immobiliari più stabili, queste politiche devono fondarsi su regole inequivocabili in termini finanziari e d&#8217;investimento.</strong><br />
<span id="more-19232"></span><br />
<strong>CRITERIO<br />
</strong><strong>La buona governance</strong> contribuirà a rendere il <strong>mercato immobiliare più sostenibile dal punto di vista ambientale</strong> e caratterizzato da una maggiore sensibilità sociale, contemperando l&#8217;esigenza di fornire <strong>abitazioni</strong> adeguate per tutti. Si rende necessario lo sviluppo di <strong>politiche </strong>finalizzate ad azioni a breve termine per far crescere i <strong>mercati immobiliari </strong>e che possano stimolare<strong> riforme istituzionali più strutturali </strong>e a lungo termine, volte a minimizzare il verificarsi di<strong> crisi finanziarie </strong>con conseguenti ripercussioni sul piano sociale.</p>
<p><strong>INDICATORI</strong><br />
1. Un approccio politico intersettoriale su questioni relative <strong>alle politiche e alle riforme fondiarie</strong> dovrebbe essere sostenuto e attivamente incoraggiato ai massimi livelli di governo.<br />
2.<strong> I potenziali acquirenti/locatari di qualunque tipo di immobile</strong> non dovrebbero essere in alcun modo limitati nelle loro scelte tra le varie opzioni di diritto di possesso che includono <strong>la vendita, la locazione o l&#8217;ipoteca.</strong><br />
3. Non dovrebbero sussistere arbitrarie <strong>limitazioni di prezzo</strong> imposte da regole sui mercati dei fattori produttivi del<strong> settore immobiliare</strong> (ad esempio, manodopera, terreni, materiali da costruzione), o sui corrispondenti <strong>servizi immobiliari (ad esempio, mediatori, geometri, periti stimatori) o sui prodotti immobiliari (ad esempio, controllo dei canoni di affitto).</strong><br />
<strong>4. L&#8217;e-government </strong>e procedure a favore del <strong>consumatore </strong>dovrebbero eliminare sostanziali ed inutili ritardi negli iter amministrativi di approvazione di misure finalizzate allo<strong> sviluppo immobiliare.</strong></p>
<p><strong>5. I costi delle transazioni immobiliari</strong>, nei Paesi in cui sono attualmente troppo elevati, dovrebbero essere ridotti per favorire l&#8217;accesso alla proprietà e consentire una maggiore<strong> mobilità abitativa</strong> (ad esempio, per ragioni di lavoro e di studio).</p>
<p>6. Non dovrebbero sussistere vincoli giuridici che inibiscano (in tutto o in parte) la liberà dei privati di stipulare <strong>contratti privati relativi a interessi fondiari.</strong></p>
<p>7. Nel loro insieme, leggi e procedure che incidono sui <strong>diritti di proprietà</strong> e sulle <strong>transazioni </strong>dovrebbero essere ben documentate.</p>
<p>8. Si rende necessario tutelare i<strong> diritti di proprietà</strong>, indennizzando adeguatamente i<strong> proprietari dei beni espropriati per pubblico interesse.</strong></p>
<p>9. Sarebbe opportuno promuovere strumenti quali la <strong>riconversione urbanistica</strong> e la ricomposizione fondiaria nell&#8217;ambito delle <strong>riforme fondiarie.</strong></p>
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		<title>Efficienza dei servizi immobiliari</title>
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		<pubDate>Sun, 15 May 2011 22:25:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Linee guida strutturali per mercati sostenibili Principi e orientamenti per lo sviluppo del settore immobiliare nazionale Principio 3 &#8211; Efficienza dei servizi È necessario promuovere un mercato immobiliare efficiente e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2011/05/Efficienza-dei-servizi-immobiliari1.jpg?9d7bd4"><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2011/05/Efficienza-dei-servizi-immobiliari1.jpg?9d7bd4" alt="" title="Efficienza dei servizi immobiliari" width="226" height="120" class="left" /></a><strong><em>Linee guida strutturali per mercati sostenibili </em></strong></p>
<p><strong><em>Principi e orientamenti per lo sviluppo del settore immobiliare nazionale</em></strong></p>
<p><strong><em>Principio 3 &#8211; Efficienza dei servizi</em></strong><br />
<strong>È necessario promuovere un mercato immobiliare efficiente e trasparente attraverso l&#8217;armonizzazione delle norme legali e volontarie con gli standard internazionali, le norme etiche e le migliori pratiche.</strong><br />
<span id="more-19191"></span><br />
<strong>CRITERIO</strong><br />
Per incoraggiare lo <strong>sviluppo economico</strong> e contribuire al<strong> benessere sociale, i mercati immobiliari</strong> dovrebbero essere efficienti. Pertanto, i dati e le informazioni sui trends di <strong>mercato </strong>dovrebbero essere accessibili e basati su rilevazioni chiaramente documentate (ad esempio, dati Eurostat). Queste caratteristiche sono essenziali per rendere maggiormente sicure le <strong>compravendite </strong>e attirare anche investimenti dall&#8217;estero, in quanto mercati non trasparenti e con scarsità di dati e di informazioni sono di solito maggiormente rischiosi.</p>
<p><strong>Mercati immobiliari </strong>più rischiosi determinano maggiori costi in termini di <strong>mutui e prestiti</strong>. I <strong>mercati immobiliari </strong>dovrebbero essere quanto più possibile in linea con gli standard e le migliori pratiche internazionali, che essendo metodologie e procedure operative condivise, sono indice di <strong>efficienza e qualità dei processi e dei servizi professionali.</strong></p>
<p><strong>INDICATORI</strong><br />
1. È necessario promuovere la cultura della qualità della <strong>prestazione professionale</strong> per soddisfare le aspettative della clientela.</p>
<p>2. Si rende necessaria l&#8217;applicazione di buone pratiche volte a migliorare la <strong>qualità dei progetti, delle costruzioni e delle regole legali e consuetudinarie che disciplinano le transazioni.</strong></p>
<p>3. È opportuno favorire un <strong>settore edile moderno, </strong>in grado di soddisfare le nuove richieste di <strong>beni immobili (ad uso residenziale, professionale e produttivo) </strong>che siano tecnologicamente innovativi e in linea con elevati standard qualitativi. Inoltre, si rende necessaria la promozione di un <strong>settore immobiliare eco-compatibile e l&#8217;efficienza energetica dei fabbricati.</strong></p>
<p>4.Tutti i servizi e le competenze necessari per un funzionamento armonioso del <strong>settore immobiliare</strong> dovrebbero essere adeguatamente sviluppati, in particolare per quanto riguarda avvocati, geometri, mediatori, periti, asset manager, facility manager, consulenti, gestori di fondi, gestori di <strong>servizi immobiliari </strong>complessi (cioè, settore bancario/creditizio, inclusi i prestiti nonperforming e le cartolarizzazioni) e altre <strong>figure professionali.</strong></p>
<p>5. Sarebbe necessario individuare con precisione competenze e caratteristiche proprie delle varie <strong>figure professionali,</strong> nonché stabilire le qualifiche e le eventuali specializzazioni necessarie per esercitare una data professione. È opportuno diffondere la cultura della<strong> formazione professionale continua (</strong>vedere principio 10), che mira a fornire performance professionali qualitativamente accettabili dal punto di vista del cliente.</p>
<p>6. I <strong>servizi </strong>dovrebbero essere basati su elevati standard prestazionali e regole di responsabilità civile e professionale. È opportuno promuovere il rafforzamento degli standard etici e l&#8217;adozione di specifici codici deontologici (da elaborare con la partecipazione di tutti i soggetti interessati.)</p>
<p>7. Le metodologie nazionali dovrebbero essere integrate e armonizzate con gli standard professionali e le migliori pratiche internazionali.</p>
<p>8. Dovrebbero essere favorite le <strong>norme volontarie internazionali </strong>specificamente previste per il <strong>settore edilizio-immobiliare,</strong> quali le norme adottate dall’International Organization for Standardization (ISO), ma anche quelle di riferimento a livello regionale, come le norme dellì&#8217;European Committee for Standardization (CEN). Gli organismi di regolamentazione nazionali dovrebbero favorire il recepimento a livello nazionale degli standard internazionali.</p>
<p>9. Dovrebbero essere incoraggiate l&#8217;adozione di <strong>codici deontologici</strong> e le attività di monitoraggio da parte di tutte le organizzazioni di settore, per misurare il livello di <strong>efficienza e di qualità dei processi e dei servizi delle diverse categorie professionali.</strong></p>
<p>10. I <strong>servizi </strong>dovrebbero essere competitivi. È necessario promuovere una maggiore informazione sulle caratteristiche della <strong>prestazione professionale</strong> (necessaria, ad esempio, per mettere a confronto servizi resi, costi/corrispettivi ecc.).</p>
<p>11. <strong>Dovrebbero essere maggiormente favoriti e tutelati gli interessi dei consumatori nel settore immobiliare.</strong> È necessario accrescere la consapevolezza che una <strong>migliore efficienza del mercato immobiliare </strong>creerà una migliore comprensione e capacità a stimolare servizi innovativi e di qualità. <strong>Educare il consumatore è essenziale per un&#8217;economia immobiliare innovativa e produttiva.</strong></p>
<p>12. <strong>I consumatori e gli investitori che operano sul mercato immobiliare</strong> dovrebbero essere più consapevoli dei loro diritti, affinché possano decidere sulla base di una maggiore conoscenza delle dinamiche del mercato.</p>
<p>13. <strong>Promuovere la conoscenza e l&#8217;informazione del consumatore/investitore sul mercato immobiliare non favorisce solo l&#8217;interesse dei professionisti, ma contribuisce altresì a garantire un&#8217;economia immobiliare più aperta, trasparente e produttiva.</strong></p>
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		<title>Evento, FORUM UNECE e presentazione di &#8220;Policy Framework for Sustainable Real Estate Markets&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 12 May 2011 22:30:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Si tengono oggi a Roma gli Stati Generali del settore urbanistico-edilizio-immobiliare sotto l&#8217;egida delle Nazioni Unite &#8211; Commissione Economica per l&#8217;Europa (UNECE). Il Forum è organizzato da Tecnoborsa in cooperazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2011/05/Evento-FORUM-UNECE-e-presentazione.jpg?9d7bd4"><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2011/05/Evento-FORUM-UNECE-e-presentazione.jpg?9d7bd4" alt="" title="Evento FORUM UNECE e presentazione" width="226" height="120" class="left" /></a><strong><em>Si tengono oggi a Roma gli Stati Generali del settore urbanistico-edilizio-immobiliare sotto l&#8217;egida delle Nazioni Unite &#8211; Commissione Economica per l&#8217;Europa (UNECE).</em></strong></p>
<p><strong><em>Il Forum è organizzato da Tecnoborsa in cooperazione con Confedilizia, Fiabci e Federimmobiliare presso la CCCIAA di Roma.</em></strong><br />
<strong><br />
Il confronto tra le Organizzazioni della filiera e gli Stakeholders ha come obiettivo l&#8217;individuazione delle criticità del quadro normativo nazionale e l&#8217;elaborazione di idee e soluzioni condivise che possano essere recepite dal Legislatore al fine di accrescere la competitività del Sistema Italia. </strong><br />
<span id="more-19157"></span><br />
<strong>L&#8217;iniziativa è correlata all&#8217;Indagine conoscitiva sul Mercato immobiliare effettuata dalla Commissione VIII Ambiente della Camera dei Deputati e all&#8217;approvazione da parte dell&#8217;UNECE e dei 56 Paesi membri del Policy Framework for Sustainable Real Estate Markets, l&#8217;articolato che racchiude i 10 Principi fondamentali per elaborare politiche di regolazione, di promozione e di sviluppo dell&#8217;economia territoriale. </strong></p>
<p><strong><em>Principio 1<br />
Quadro normativo integrato</em></strong><br />
È indispensabile realizzare un<strong> sistema giuridico nazionale integrato e armonizzato con le norme regionali e internazionali per il settore immobiliare. </strong>Si rende necessaria la creazione di quadri tecnici di riferimento per l&#8217;applicazione delle <strong>norme</strong>, al fine di promuovere l&#8217;adeguato funzionamento del <strong>mercato immobiliare. </strong>Inoltre, è fondamentale poter disporre a livello nazionale di un <strong>quadro normativo che disciplini l&#8217;uso e la gestione del territorio.</strong></p>
<p><strong><em>CRITERIO</em></strong><br />
<strong>Norme e regolamenti,</strong> insieme a <strong>sistemi di controllo e di tutela legale dei diritti di proprietà e di uso di un bene immobile </strong>adottati dai singoli Stati, costituiscono la base necessaria per la creazione e lo sviluppo di mercati efficienti ed integrati. Senza un <strong>sistema legale nazionale ed integrato,</strong> tutte le attività che implicano <strong>gestione e investimento nel valore di una proprietà</strong>, e che a loro volta contribuiscono ad incrementare le opportunità di lavoro e lo sviluppo economico complessivo di una nazione, sono notevolmente compromesse.</p>
<p><strong><em>INDICATORI</em></strong><br />
<strong>1. Il diritto di proprietà è un diritto reale </strong>che consente il godimento pieno ed esclusivo di un bene, entro i limiti imposti dal sistema giuridico. <strong>Un bene immobile </strong>è definito dalla legge come un<strong> bene privato, statale o pubblico </strong>a seconda dello status della persona giuridica titolare del <strong>diritto di proprietà.</strong></p>
<p><strong>2. Si rende necessaria la realizzazione di un quadro normativo chiaro ed armonico </strong>(ossia, codice civile, diritto fondiario, regolamento edilizio, norme sulla pianificazione del territorio) per consentire<strong> l&#8217;investimento e lo scambio di beni immobili da parte dei legittimi proprietari.</strong></p>
<p><strong>3. È fondamentale poter contare su un sistema giuridico efficiente ed una magistratura indipendente</strong> con una solida formazione nelle <strong>controversie immobiliari</strong>, che siano a disposizione dei meno abbienti e delle classi più vulnerabili e giudichino equamente nel campo dei <strong>diritti relativi alla proprietà privata e delle controversie contrattuali (ossia, tribunali arbitrali – third party arbitration courts: TPAC).</strong></p>
<p><strong>4. Le sentenze dei tribunali relative a tali decisioni dovrebbero poter essere applicate.</strong></p>
<p><strong>5. La legislazione relativa alle garanzie reali dovrebbe essere finalizzata alla riduzione dei tempi delle procedure di recupero del credito in caso di mancato rimborso dei prestiti.</strong> Il sistema dovrebbe basarsi sulla definizione di procedimenti legali chiari, efficienti e rapidi nella consapevolezza che <strong>tempi lunghi</strong> possono avere <strong>elevati costi economici</strong> (per l&#8217;impossibilità di disporre liberamente del bene concesso in garanzia) e sociali (in quanto viene inibito l&#8217;utilizzo personale o da parte di terzi del bene).</p>
<p><strong>6. Nei Paesi in cui ancora permangono, dovrebbero essere rimosse le barriere arbitrariamente fissate per l&#8217;accesso alla proprietà da parte di individui, enti, persone giuridiche.</strong> In ogni caso è necessario rendere legittimo, regolamentato e tutelato il possesso legale e l&#8217;utilizzo produttivo dei <strong>beni immobili di proprietà pubblica, </strong>anche nei casi in cui tali beni sono concessi in uso/locazione a persone fisiche e giuridiche. Questi diritti d&#8217;uso dovrebbero essere liberamente negoziabili e cedibili sia a titolo gratuito che a titolo oneroso.</p>
<p><strong>7. Si rende necessario sviluppare un corpus normativo efficiente ed armonico di pianificazione urbanistica</strong> e in materia di <strong>edilizia </strong>per ridurre le differenze nella legislazione locale (laddove essa risulti diversa e contraddittoria), in grado di contribuire ad uno sviluppo e ad un&#8217;amministrazione più trasparante.</p>
<p><strong>8. La legislazione di pianificazione urbanistica e in materia di edilizia </strong>dovrebbe prestare particolare attenzione all<strong>&#8216;edilizia sociale e alla creazione di un mercato degli affitti equo ed efficiente.</strong></p>
<p><strong>9. È necessario un corpus normativo tale da rendere possibile l&#8217;esistenza di un mercato trasparente per i terreni agricoli</strong> e legittimarne i diritti di proprietà e di possesso, affinché l&#8217;uso della terra non sia fonte di <strong>controversie</strong>.</p>
<p><strong>10. Per regolamentare le attività di costruzione</strong> dovrebbe essere sviluppato e reso disponibile un corpus normativo di vasta portata.</p>
<p><strong>11. La politica nazionale dovrebbe fondarsi su una legislazione che rafforzi il settore immobiliare</strong> e garantisca un&#8217;amministrazione, un uso e una manutenzione efficienti di terreni e fabbricati.</p>
<p><strong>12. Sulla base delle responsabilità di gestione per la conservazione, la manutenzione ordinaria e straordinaria di cui hanno bisogno i beni immobili per mantenere la loro funzione economica nel tempo</strong>, vengono indicate le seguenti categorie per la proprietà pubblica da parte dello Stato o degli enti locali:<br />
a. Beni immobili strumentali per la gestione e l&#8217;amministrazione delle istituzioni statali;<br />
b. Varie categorie di beni immobili (quali edifici, terreni, corsi d&#8217;acqua, strade, infrastrutture, ecc.) per essere usati in generale e il cui valore è strategico per il paese;<br />
c.Beni immobili di particolare interesse storico, archeologico o artistico.</p>
<p><strong>NOTA</strong><br />
Per l&#8217;importanza del tema trattato il presente servizio prosegue nei prossimi giorni con la presentazione degli altri &#8221;Principi&#8221; racchiusi  nell&#8217;articolato &#8221;Policy Framework for Sustainable Real Estate Markets&#8221;.</p>
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		<title>Impianti per gli edifici sostenibili</title>
		<link>http://www.mondocasablog.com/2010/11/02/impianti-per-gli-edifici-sostenibili/</link>
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		<pubDate>Tue, 02 Nov 2010 00:00:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Impianti per gli edifici sostenibili Guida ASHRAE alla progettazione, costruzione e gestione Benessere e risparmio energetico sono i principali punti di riferimento per la progettazione sostenibile degli impianti al servizio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2010/11/IMPIANTI-PER-GLI-EDIFICI-SOSTENIBILI.jpg?9d7bd4"><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2010/11/IMPIANTI-PER-GLI-EDIFICI-SOSTENIBILI.jpg?9d7bd4" alt="" title="IMPIANTI PER GLI EDIFICI SOSTENIBILI" width="200" height="282" class="left" /></a><strong><em>Impianti per gli edifici sostenibili</em></strong></p>
<p><strong><em>Guida ASHRAE alla progettazione, costruzione e gestione </em></strong></p>
<p><strong>Benessere e risparmio energetico sono i principali punti di riferimento per la progettazione sostenibile degli impianti al servizio delle costruzioni verdi. Il curatore traduce e adatta la guida dell&#8217;ASHRAE (American Society of Heathing Refrigerating and Air-Conditioning Engineers) fornendo agli operatori di settore italiani uno strumento completo e aggiornato.</strong><br />
<span id="more-13923"></span><br />
Collaudata da molti anni negli Stati Uniti, la <strong>guida </strong>mette a fuoco in primo luogo una <strong>metodologia progettuale </strong>basata sul coordinamento del lavoro di un team; la<strong> progettazione di edifici e impianti sostenibili</strong> ha la massima efficacia se le diverse discipline che afferiscono al mondo dell&#8217;<strong>edilizia</strong>, in particolare <strong>architettura </strong>e <strong>ingegneria</strong>, percorrono la stessa direzione: la <strong>sostenibilità.</strong> </p>
<p><strong>L&#8217;ASHRAE</strong>, massima autorità a livello internazionale nel settore della <strong>climatizzazione</strong>, nel pubblicare questa prima <strong>guida </strong>aveva come obiettivo l&#8217;analisi delle procedure da seguire per <strong>progettare, realizzare e gestire i green building</strong> . Anche nel nostro Paese, oggi, al <strong>progettista </strong>viene richiesto una competenza che può essere sviluppata solo da un team diversificato che comprenda tutti gli ambiti coinvolti nell&#8217;<strong>edificazione</strong>: dalla <strong>gestione corretta delle risorse del pianeta,</strong> alla<strong> riduzione dei costi,</strong> dall<strong>&#8216;aumento della produttività</strong>, alla<strong> soddisfazione delle esigenze di mercato.</strong></p>
<p>La <strong>guida </strong>si compone di tre parti: nella prima vengono sviluppati i concetti base della <strong>progettazione sostenibile di edifici a elevate prestazioni</strong>, nella seconda si trova la descrizione del <strong>processo progettuale dal Commissioning</strong> alla descrizione delle diverse tipologie di strutture. Alcuni esempi concreti corredati da schede analitiche permettono di farsi un&#8217;idea dell&#8217;approccio necessario nella <strong>progettazione di diversi edifici (pubblici e privati), teatri, ospedali, strutture sportive e ricreative</strong> considerando di volta in volta le esigenze prioritarie di ciascuno. </p>
<p>Particolarmente dettagliata la descrizione dei sistemi per il <strong>comfort ambientale</strong> come le <strong>condizioni igrometriche e termiche </strong>anch&#8217;esse descritte in schede analitiche che ne considerano le tecniche, i costi, gli elementi a favore ma anche i punti deboli per procedere a una scelta di realizzazione più oculata. </p>
<p>Nella terza parte, la <strong>guida </strong>espone le fasi di post-progettazione, quindi i diversi aspetti legati alla <strong>costruzione, conduzione, manutenzione e valutazione delle prestazioni degli edifici. </strong></p>
<p>Di particolare utilità le schede, alla fine di ogni capitolo, dedicate ai <strong>Green Tip</strong>, ovvero le soluzioni tecnologiche che caratterizzano la <strong>concezione sostenibile</strong> di un <strong>edificio</strong>. Nell&#8217;appendice vengono descritti diversi casi di<strong> green building</strong> a livello mondiale: dall&#8217;ospedale Meyer di Firenze alla Pearl River Tower realizzata nella metropoli cinese di Guangzhou, destinata a divenire uno dei grattacieli più efficienti del mondo grazie alle<strong> turbine eoliche </strong>e ai<strong> pannelli fotovoltaici integrati</strong> nelle facciate dei suoi 71 piani. </p>
<p><strong>IMPIANTI PER GLI EDIFICI SOSTENIBILI<br />
Guida ASHRAE alla progettazione, costruzione e gestione<br />
Edizione italiana a cura di Luca Stefanutti<br />
Edizioni Tecniche Nuove, Milano, 2009, pagg. 463, € 79,00<br />
(A.V.) </strong></p>
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		<title>Trasformare il Paesaggio: &#8221;Energia eolica e nuova estetica del territorio&#8221;, un libro per chiarire una realtà</title>
		<link>http://www.mondocasablog.com/2010/10/18/trasformare-il-paesaggio-energia-eolica-e-nuova-estetica-del-territorio-un-libro-per-chiarire-una-realta/</link>
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		<pubDate>Mon, 18 Oct 2010 03:05:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Trasformare il Paesaggio: &#8221;Energia eolica e nuova estetica del territorio&#8221;, un libro per chiarire una realtà Intorno ai &#8221;parchi eolici&#8221; permane il dibattito sul degrado o deturpazione del territorio che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2010/10/Trasformare-il-paesaggio.jpg?9d7bd4"><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2010/10/Trasformare-il-paesaggio.jpg?9d7bd4" alt="" title="Trasformare il paesaggio" width="200" height="280" class="left" /></a><strong><em>Trasformare il Paesaggio: &#8221;Energia eolica e nuova estetica del territorio&#8221;, un libro per chiarire una realtà </em></strong></p>
<p><strong><em>Intorno ai &#8221;parchi eolici&#8221; permane il dibattito sul degrado o deturpazione del territorio che questi provocano</em></strong></p>
<p><strong>L&#8217;autore del libro sostiene invece che le centrali eoliche non solo sono in grado di integrarsi nel paesaggio, ma sono anche in grado di valorizzarlo, rivalutarlo e farsi portatrici di nuovi contenuti formali, simbolici ed estetici, rappresentativi dei luoghi e del tempo che le ospitano. Certamente le torri eoliche cambiano l&#8217;aspetto di un territorio ma tutte le attività umane hanno da sempre causato trasformazioni! Il punto è gestire queste trasformazioni imponendo delle regole e rispettandole.</strong><br />
<span id="more-13414"></span><br />
L&#8217;autore, architetto che si occupa da ricercatore dell&#8217;<strong>integrazione paesaggistica di grandi infrastrutture</strong> presso il <strong>Politecnico di Milano e l&#8217;Università degli Studi di Pavia, </strong>illustra lo stato dell&#8217;arte della diffusione dei generatori eolici in Europa e in particolare in Italia. Analizza il tema da ogni punto vista: <strong>la tecnica, la legislazione, la cultura del paesaggio.</strong></p>
<p>La diffusione dei <strong>generatori eolici</strong> non solo è conveniente e possibile, ma è anche l&#8217;occasione di creare un nuovo<strong> paesaggio</strong> rappresentativo dei nostri tempi e rispettoso dell&#8217;identità dei luoghi. I segni positivi non mancano: esempi olandesi e tedeschi mostrano come la riflessione dei progettisti su questo tema possa portare a buone soluzioni, l&#8217;esperienza permette di contare su un vasto patrimonio di indicazioni su come strutturare un<strong> impianto eolico </strong>nel rispetto dei valori ambientali e del paesaggio. </p>
<p>Buona parte del libro di Battistella è dedicata proprio ai criteri della<strong>progettazione</strong>, illustrati punto per punto, compreso quello della partecipazione alle scelte degli abitanti dei territori interessati. Nel nostro Paese, dal 2003 sono state attese per anni le <strong>&#8221;linee guida nazionali&#8221;</strong> per la regolamentazione delle procedure di approvazione. Un&#8217;assenza che ha prodotto un alto grado di incertezza nel settore, sia tra gli <strong>operatori </strong>che tra le <strong>amministrazioni locali </strong>che si sono viste costrette a produrre proprie linee guida spesso in conflitto con le <strong>amministrazioni </strong>confinanti. <strong>Ora le Linee Guida Nazionali sono finalmente arrivate. </strong></p>
<p>Nonostante il persistente conflitto, tutto nostrano, tra un approccio conservativo e un approccio che potremmo definire progettuale anche a causa dell&#8217;immenso <strong>patrimonio artistico-culturale </strong>presente nel nostro territorio, sono molti gli <strong>architetti </strong>e i <strong>paesaggisti </strong>che avrebbero la sensibilità necessaria per realizzare progetti complessi come le <strong>centrali eoliche.</strong> Le prospettive sono buone, considerando che non è stato ancora sfruttato il potenziale disponibile in ambiente marino ed è ancora allo stato embrionale lo sviluppo del<strong> mini e microeolico.</strong><br />
<strong><br />
(Testo integrale dal libro di Antonio Battistella)</strong></p>
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		<title>Confedilizia News, &#8221;La disciplina giuridica del condominio&#8221; presentata la ristampa anastatica del volume del 1936</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Oct 2010 03:10:06 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2010/10/Confedilizia-News-La-disciplina-giuridica-del-condominio.jpg?9d7bd4"><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2010/10/Confedilizia-News-La-disciplina-giuridica-del-condominio-300x90.jpg?9d7bd4" alt="" title="Confedilizia News La disciplina giuridica del condominio" width="300" height="90" class="left" /></a><strong><em>Confedilizia News, &#8221;La disciplina giuridica del condominio&#8221; presentata la ristampa anastatica del volume del 1936 </em></strong></p>
<p><strong><em>Confedilizia: &#8221;Riconosciuta la capacità giuridica al condominio per mettersi al passo con l&#8217;Europa</em></strong></p>
<p><strong><em>È stata presentata a Roma la ristampa anastatica del volume &#8221;La disciplina giuridica del condominio&#8221;, apparso nel 1936 in occasione della prima legge organica sul condominio.</em></strong><br />
<span id="more-13075"></span><br />
Nella <strong>pubblicazione </strong>c&#8217;è la storia di una <strong>riforma innovativa</strong>, che pose l&#8217;Italia all&#8217;avanguardia nel settore. Ad essa la Confedilizia &#8211; come attestano le pagine del volume &#8211; diede il proprio convinto apporto.</p>
<p>In occasione della presentazione della pubblicazione, il <strong>Presidente della Confedilizia, Corrado Sforza Fogliani</strong>, ha dichiarato:<br />
&#8221;L&#8217;Italia ha oggi bisogno di una<strong> riforma del condominio</strong> che non si limiti a rappezzi fine a se stessi, a compiacere corporazioni, o a dare confusa stabilità legislativa a principii da tempo fissati da una saggia (e collaudata) <strong>giurisprudenza</strong>. Col finale risultato &#8211; e questa sarebbe l&#8217;unica conseguenza certa di una siffatta riforma &#8211;  di aumentare il <strong>contenzioso condominiale, </strong>cosa di cui non si sente proprio la necessità. </p>
<p>Il nostro Paese ha bisogno di una <strong>riforma</strong> vera, che torni &#8211; in questa materia &#8211; a porlo al passo coi tempi. Il riconoscimento della<strong> capacità giuridica</strong> in capo al <strong>condominio </strong>- che la nostra organizzazione da tempo propone &#8211; è la via giusta per semplificare i rapporti fra condòmini, e fra condominii e terzi, oltre che per allinearci all&#8217;Europa (che questo istituto da tempo conosce). Non si può far finta di niente, solo per timore del nuovo o per incapacità a provvedere&#8221;.</p>
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		<title>Casa e sociologia: due fattori che si integrano a vicenda</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Sep 2010 03:20:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Casa e sociologia: due fattori che si integrano a vicenda Il mondo immobiliare direttamente proporzionale ai cambiamenti sociologici Da sempre il mondo immobiliare è molto attento a quanto succede nella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2010/09/Case-e-sociologia.jpg?9d7bd4"><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2010/09/Case-e-sociologia.jpg?9d7bd4" alt="" title="Case e sociologia" width="286" height="200" class="left" /></a><strong><em>Casa e sociologia: due fattori che si integrano a vicenda</em></strong></p>
<p><strong><em>Il mondo immobiliare direttamente proporzionale  ai cambiamenti sociologici </em></strong></p>
<p><strong>Da sempre il mondo immobiliare è molto attento a quanto succede nella società o ai cambiamenti sociologici. A conferma di questa tesi ci limitiamo a fare due esempi di storia recentissima: dieci anni fa circa i primi sbarchi massicci di extracomunitari clandestini in Italia si sono poi tradotti, a distanza di due lustri o poco più, in una percentuale nazionale intorno al 10% del mercato immobiliare relativo alle compravendite di case. È noto, infatti, come alcune professioni usuranti siano oggi appannaggio esclusivo della popolazione di origine straniera.</strong><br />
<span id="more-12485"></span><br />
Invece, limitandoci a considerare le <strong>famiglie italiane</strong>, va da sé che l&#8217;aumento esponenziale delle separazioni ha influito in maniera considerevole anche sul <strong>mercato delle locazioni</strong>, in quanto appena la coppia scoppia uno dei due ex deve risolvere uno dei problemi fonte di maggior trauma, ovvero, il <strong>cambio casa.</strong></p>
<p>In questo scenario di novità socialmente rilevanti, stiamo assistendo da qualche anno ad un fenomeno che rischia, nel medio/lungo periodo, di creare danni irreversibili alla nostra <strong>economia </strong>e al <strong>mercato immobiliare</strong> in genere, che è una colonna portante del <strong>Prodotto Interno Lordo</strong>, ovvero il bassissimo <strong>tasso di natalità</strong>, problema comune ai paesi maggiormente sviluppati (siamo i fanalini di coda in Europa insieme alla Germania).</p>
<p>Chi ad agosto ha avuto la fortuna di andare al mare o in montagna avrà notato come intere località siano riuscite ad arginare gli effetti negativi della <strong>crisi </strong>grazie e solo alle <strong>famiglie </strong>con bambini, le uniche o quasi che, da nord a sud, affittano appartamenti (grazie, spesso, al contributo economico essenziale di nonni), fanno la spesa al supermercato locale e/o prendono l&#8217;ombrellone e il lettino per un mese.</p>
<p>Il concetto della vita di coppia trendy senza figli, invece, è stato ripreso dalla scrittrice americana <strong>Elisabeth Gilbert</strong> (autrice del best-seller <strong>&#8221;Eat, Pray, Love&#8221;</strong>, un milione di copie vendute solo negli Stati Uniti, è appena uscito nelle sale cinematografiche italiane la trasposizione del libro) nel proseguimento del libro, intitolato &#8221;Committed, che parla delle vicissitudini di Felipe, protagonista di <strong>&#8216;Mangia, Prega, Ama&#8217;</strong> in terra americana, costretto da un cavillo burocratico a sposarsi contro la propria volontà.</p>
<p>Sul tema del diritto a vivere una vita felice senza figli si è scatenato, negli ultimi tempi, anche l&#8217;universo di <strong>Internet </strong>che, pomposamente, ha ribattezzato il concetto coniando il termine<strong> &#8221;free-child&#8221;</strong>. In rete, invece, ha destato stupore l&#8217;iniziativa di una coppia belga di organizzare un paio di anni fa la festa dei non genitori (è stata un successo e, quest&#8217;anno, è stata allargata anche ad altri Stati).</p>
<p>La questione, dunque, è complessa e delicata: da un lato, troviamo le <strong>famiglie </strong>con <strong>figli </strong>che rivendicano maggiore attenzione per le generazioni future, dall&#8217;altro, invece, ci sono le coppie che rinunciano, per scelta, ad avere <strong>bambini</strong>.</p>
<p>Di certo c&#8217;è che uno dei parametri per valutare il <strong>futuro economico e sociale</strong> di un paese è quello dell&#8217;età media dei suoi abitanti e, a tale proposito,  uno stato con bassissimo <strong>tasso di natalità </strong>come il nostro preoccupa, e molto, chi ha cuore le sorti dell&#8217;Italia. Pertanto, auspichiamo che <strong>Governo</strong>, da un lato, e <strong>famiglie </strong>dall&#8217;altro, facciano ciascuno la propria parte e si possa, al più presto, invertire la rotta riguardante il<strong> tasso di natalità</strong> che è positivo solo e  grazie al contributo essenziale delle mamme straniere.</p>
<p><strong>Kevin John Carones e Anna Sara Balloni</strong></p>
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