Enea: giornata di Studio “Le basi per una discussione pubblica su radiazioni e nucleare, aspetti della formazione e dell’informazione”
L’informazione pubblica sui diversi aspetti dell’innovazione scientifica e tecnologica viene spesso accusata di essere incompleta, influenzata da interessi di parte e di non rispondere ai valori e alle priorità degli esperti o, in alternativa, ai bisogni e ai timori della popolazione. Nell’ambito della discussione pubblica su rischi e benefici delle radiazioni ionizzanti e dell’energia nucleare, si assiste spesso a una polarizzazione fra due posizioni antitetiche tra chi nega ogni pericolo e chi, al contrario, ne demonizza ogni utilizzo e sviluppo. In assenza di spazi di dialogo e confronto, queste due posizioni tendono ad ignorarsi e screditarsi l’un l’altra. Di fronte a questioni che toccano una molteplicità di aspetti di natura sociale, politica, etica ed economica e che coinvolgono la salute e la sicurezza dei cittadini e la protezione dell’ambiente, risulta spesso difficile formarsi una conoscenza di base sufficientemente ampia su cui poter fondare scelte individuali informate e consapevoli.
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Dovrà realizzare azioni e impianti previsti nel Piano straordinario. Rifiuti, unione dei vecchi Ato di Firenze, Prato e Pistoia. E’ nato l’Ato Toscana centro. La nuova realtà sostituirà i precedenti tre Ato dei rifiuti di Firenze, Prato e Pistoia ed avrà il compito di attuare quanto era stato previsto nei vecchi Piani provinciali per la gestione dei rifiuti e poi confermato nell’elaborazione dei Piani straordinari fatta dai vecchi Ato. «Sono felice di vedere che le cose procedono e che la nuova legge per la gestione dei rifiuti urbani in Toscana sta dando i frutti», ha detto l’assessore regionale all’ambiente Anna Rita Bramerini, ricordando che non è trascorso ancora un anno dal varo della nuova legge (Lr 61/2007) e che in neppure dodici mesi è stato superato uno degli scalini considerati più difficili da varcare nell’attuazione delle nuove norme, cioè lo snellimento da dieci a tre Ato, un passaggio fondamentale per migliorare le economie di scala e rendere le gestione del ciclo integrato dei rifiuti in Toscana più efficiente.
Nell’ambito del procedimento di aggiornamento annuale delle tariffe di trasmissione, distribuzione e misura dell’energia elettrica, previsto dagli articoli 10, 18, 30 e 32 dell’allegato A alla deliberazione dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas 29 dicembre 2007, n. 348/07 (di seguito TIT), si rende necessaria l’attivazione di una specifica raccolta dati nell’ambito della quale viene richiesto ai proprietari della Rete di trasmissione nazionale e alle imprese distributrici di energia elettrica di fornire le informazioni di cui alle tabelle excel predisposte dagli uffici dell’Autorità e scaricabili dal link posto in fondo alla presente pagina, insieme alle relative istruzioni di compilazione. Dette informazioni, richieste ai sensi dell’articolo 2, comma 22, della legge 14 novembre 1995, n. 481, dovranno essere fatte pervenire utilizzando i file excel indicati in precedenza, all’indirizzo di posta elettronica della Direzione Tariffe dell’Autorità tariffe@autorita.energia.it entro e non oltre il 21 novembre 2008.
La Federconsumatori chiede la restituzione dei canoni pagati negli ultimi 10 anni dagli utenti che non hanno fruito del servizio di depurazione e che si riconosca loro tale diritto, senza ricorrere alle vie legali. A seguito della recentissima sentenza della Corte Costituzionale con sentenza n. 335/08, dichiarando l’illegittimità dell’art. 14, comma 1, legge 5 gennaio 1994, n.36 (Disposizioni in materia di risorse idriche), sia nel testo originario, e sia nel testo modificato dall’art. 28 della legge 31 luglio 2002, n.179 (Disposizioni in materia ambientale), nella parte in cui prevede che la quota relativa al servizio di depurazione è dovuta dagli utenti «anche nel caso in cui la fognatura sia sprovvista di impianti centralizzati di depurazione o questi siano temporaneamente inattivi». Illegittimità estesa anche all’art. 55 comma 1, primo periodo, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale), nella parte in cui prevede che la quota relativa al servizio di depurazione, è dovuta dagli utenti «anche nel caso in cui manchino impianti di depurazione o questi siano temporaneamente inattivi»; nella fattispecie si è stabilito che tale quota, pagata finora da tutti gli utenti del servizio idrico, non configura una tassa ma il corrispettivo di un servizio che, nei casi in cui manchino gli impianti, non viene erogato.
Bene le multe per le aziende telfoniche. Bisogna dotare l’antitrust di maggiori risorse professionalità. Per Adusbef e Federconsumatori vi è il totale apprezzamento per le multe che l’Antitrust ha comminato alle aziende telefoniche, in relazione alla scarsa chiarezza dei costi dei servizi multimediali. Aggiungiamo, a tale proposito, che, sia in questo caso, come in altre occasioni, viene spesso contrapposta una contestazione di metodo e di merito da parte degli agguerritissimi studi legali delle aziende colpite, che, molte volte, riescono a far annullare, con motivazioni di metodo, presso i tribunali competenti (TAR, Consiglio di Stato), tali sanzioni.
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