Tariffa igiene ambientale o ancora tassa per lo smaltimento rifiuti?
A distanza di oltre 10 anni dall’emanazione del “decreto Ronchi” (febbraio 1997) non c’è ancora stato il completo e totale passaggio dal regime della “Tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani” a quello della “Tariffa di igiene ambientale”. Di fatto si è creato una sorta di “sistema binario”, laddove in alcuni Comuni vige ancora il regime Tarsu (Dlgs 507/1993) mentre in altri è già operativa la Tia(1) (Dlgs 22/1997). In più, la stessa normativa in materia di Tariffa è stata riformata (Dlgs 152/2006), prima ancora di essere applicata concretamente, da una norma che non ha, al momento, ancora trovato, essa stessa, concreta applicazione. Esempio concreto di tale situazione è la determinazione della Tariffa: l’articolo 238 del Dlgs 152/2006, al comma 3, sottrae tale potere ai singoli Comuni e lo attribuisce alle “Autorità di ambito”, subordinando, tuttavia, questa nuova competenza all’emanazione di uno specifico regolamento che, al momento, non è stato ancora emanato.
Continua »
Con l’introduzione del Decreto legislativo 16 gennaio 2008, n. 4 correttivo del Codice dell’Ambiente, è stata introdotta una novità rilevante per la gestione dei centri di raccolta comunali che sono definiti per la prima volta come attività della raccolta e non più per il recupero e lo smaltimento. La Delibera del Comitato Nazionale Albo Gestori relativa ai criteri e requisiti per l’iscrizione all’Albo per lo svolgimento dell’attività di gestione dei centri di raccolta, completa il quadro amministrativo per lo svolgimento delle attività di raccolta presso i centri.
La Provincia di Torino considera una priorità la lotta alle “pattumiere a cielo aperto”, cioè le numerose discariche abusive che deturpano il paesaggio, inquinano e danneggiano l’attività degli impianti di smaltimento autorizzati inficiando i risultati ottenuti con la raccolta differenziata. Questa mattina il presidente della Provincia Antonio Saitta con agli assessori Angela Massaglia e Walter Giuliano ha chiesto alle 345 GEV (guardie ecologiche volontarie) di concentrare le forze nella vigilanza contro l’abbandono dei rifiuti. “Abbiamo però fatto un altro passo in questa direzione – spiega Saitta – perché abbiamo stanziato oltre 2 milioni di euro per migliorare anche le strutture che accolgono i rifiuti; la Provincia di Torino finanzia con un bando i Consorzi di bacino e i Comuni che realizzeranno nuovi “ecocentri” o potenzieranno quelli esistenti con gli spazi adatti a smaltire proprio quei materiali che più frequentemente vengono abbandonati: inerti, pneumatici, ma anche apparecchiature elettriche ed elettroniche. A partire dai prossimi giorni, dunque, le Gev attualmente in servizio (50 nel Canavese, 41 in Val di Lanzo, 107 nel pinerolese, 27 in Val di Susa, 120 nel torinese) “daranno la caccia” a chi abbandona i rifiuti per strada e nei campi. Nel 2007 le sanzioni erogate per abbandono illecito di rifiuti sono state 50, ma sono state in tutto 194 le sanzioni emesse per violazione della legge sull’ambiente e sulla gestione dei rifiuti. Battute solo da quelle erogate ai fuoristrada (318) che si avventurano su percorsi non autorizzati.
Si svolge a dall´8 al 10 ottobre “Ravenna 2008: rifiuti, acqua ed energia. Sviluppo locale e valorizzazione economica”. Sono tre giorni di incontri (12 workshop, 16 laboratori formativi) e iniziative sui temi del consumo intelligente e del risparmio energetico.
Prenderà il via nei prossimi mesi un ricco calendario d’iniziative per sensibilizzare i cittadini alla cura della città e per favorire una innovazione energetica e ambientale che tuteli la salute e favorisca la mobilità sostenibile. Zona 4 rappresenterà la città alle Cartoniadi Nazionali di Comieco. Responsabilizzare i cittadini è la cosa più importante per avere una città più bella e per favorire una innovazione energetica e ambientale che tuteli la salute, riduca l’inquinamento e favorisca la mobilità sostenibile. Per sensibilizzare i cittadini il Comune insieme con Amsa e Legambiente ha preparato un ricco calendario d’iniziative che partiranno nei prossimi mesi. L’assessore all’Arredo, Decoro Urbano e Verde Maurizio Cadeo e Ombretta Colli, l’assessore alle Aree Cittadine e Consigli di Zona hanno presentato il programma del Comune e delle municipalizzate per rinnovare la Città a Palazzo Marino. Salvatore Cappello, direttore generale di Amsa, Andrea Poggio, vice direttore di Legambiente e i presidenti delle nove zone di Milano. “L’obiettivo di una città sempre più bella, pulita e decorosa può essere raggiunto soltanto coinvolgendo e sensibilizzando i milanesi e chi quotidianamente vive Milano, a farsi interprete in prima persona di una rinnovata coscienza collettiva” ha detto l’assessore Maurizio Cadeo. “Questo è l’impegno che Milano deve portare avanti aspettando l’edizione 2009 del Festival Internazionale dell’Ambiente. Per farlo è necessaria la collaborazione di tutte le istituzioni, aziende, associazioni. I prossimi mesi offriranno diverse occasioni per concretizzare questo impegno, anche con l’aiuto dei Consigli di Zona”.
“L’atomo non è la soluzione contro l’effetto serra: lo dice anche la Commissione industria. Il nostro governo se ne faccia una ragione”. La Commissione industria dell’Europarlamento boccia il nucleare come strumento di contrasto al mutamento climatico e spinge, invece, sulle rinnovabili. “E’ un passo importante nella giusta direzione – commenta il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza -. L’atomo non è la soluzione contro l’effetto serra e a dirlo oggi non sono gli ambientalisti ma la Commissione industria del Parlamento europeo, che con il voto odierno migliora, inoltre, sensibilmente la direttiva sulle rinnovabili proposta dalla Commissione europea”. Due i punti salienti introdotti in materia di rinnovabili: una maggiore flessibilità del mercato dei certificati verdi che tutela le politiche nazionali di sostegno alle rinnovabili e l’innalzamento al 45% dell’obiettivo di riduzione delle emissioni di CO2 per i biocarburanti. “E’ giunto il momento che anche il nostro governo prenda atto che il nucleare non è la soluzione al conseguimento degli obiettivi di Kyoto” conclude Vittorio Cogliati Dezza.
Loading ...
