Locare subito le abitazioni invendute
L’ obiettivo è quello di rendere subito disponibili unità abitative per chi ne ha bisogno e non sprecare ulteriore terreno libero per costruire immobili che verranno pronti nel giro di anni
“L’ invenduto di immobili interesserebbe, secondo il Cresme, poco meno di 40.000 abitazioni. Bisogna trovare il modo, come ha fatto in Spagna il Governo Zapatero, che vengano date in affitto. Si raggiungerebbero due obiettivi: rendere subito disponibili unità abitative dove c’ è bisogno e non sprecare ulteriori risorse e terreno libero per costruire immobili che verranno pronti nel giro di anni, nel frattempo fornendo l’ occasione per nuovi blocchi di sfratti”.
Lo ha affermato il presidente della Confedilizia, Corrado Sforza Fogliani, parlando ai quadri dirigenti dell’ Organizzazione della proprietà immobiliare riuniti a Roma per l’ ottava Conferenza organizzativa nazionale.
Questo Piano casa - già pronto, solo da attuare – richiede l’ intervento dello Stato per certe zone e degli enti locali in altre. Nelle grandi aree metropolitane, lo Stato dovrebbe garantire i proprietari dai rischi di morosità, invece nei Comuni capoluoghi di provincia dovrebbero intervenire gli enti locali con adeguati abbattimenti dell’ Ici, per incentivare l’ offerta di locazione, ora condizionata dall’ alta fiscalità e dall’ inesistenza di una redditività da affitto.
I contratti di locazione di questo Piano casa – per il quale Confedilizia ha già studiato ogni aspetto tecnico e un’ adeguata modulistica contrattuale) dovrebbero tutti essere stipulati secondo il modello contrattuale dei “contratti agevolati” (cosiddetti 3+2), il cui canone è stabilito dalla Confedilizia in accordo con i Sindacati inquilini.
La Confedilizia è a disposizione anche degli enti locali interessati per fornire ogni delucidazione sulla propria proposta, rilevando che si potrebbe avere l’ immediata disponibilità della gran parte delle 40.000 abitazioni, senza attendere la costruzione di nuovi alloggi. Cosa che richiede tempo e porterebbe comunque ad avere a suo tempo la disponibilità di non più di 20.000 alloggi.
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In caso di vendita di unità immobiliare ristrutturata, le detrazioni non utilizzate dal venditore spettano all’ acquirente
Al via due nuove centrali d’avanguardia con una capacità complessiva di 65 MW: produrranno energia in grado di soddisfare i consumi di circa 40 mila famiglie americane. Nata in Toscana più di 100 anni fa, la tecnologia geotermica è un primato italiano che Enel sta “esportando” in tutto il mondo.
ALER Milano è tra le più grandi immobiliari d’Europa e, in 100 anni di storia, ha fornito uno straordinario contributo allo sviluppo di Milano e della sua provincia. L’azienda ha sempre manifestato l’obiettivo di rispondere a domande diverse di abitazione, servizi, socialità, integrazione e sicurezza e di favorire un’adeguata qualità residenziale. In un secolo di operatività, l’Azienda è cresciuta di pari passo con la città e la sua provincia. 66.229 gli alloggi di proprietà, di cui 41.550 solo a Milano, 136.268 i cittadini residenti. L’edilizia di ALER Milano, in termini di qualità del tessuto e di soluzioni costruttive, è sempre stata all’avanguardia a livello europeo per lo spirito imprenditoriale e per il contributo di importanti progettisti di livello internazionale. ALER Milano non ha mai dimenticato la sua mission di soggetto pubblico. Vero conoscitore della città e dei suoi abitanti, si è dimostrata interprete competente delle trasformazioni sociali ed economiche del territorio sempre prestando attenzione alla persona, al decoro e all’ambiente. Oggi, ALER Milano è un’azienda al passo con la storia del Paese, da sempre capace di proporre soluzioni edilizie e costruttive di qualità. ALER Milano crede che lo sviluppo e le riqualificazioni debbano essere legati all’identità del territorio, affiancando, ai grattacieli, i propri quartieri, simbolo della tradizione della città. Il suo centenario è anche il centenario della città. Ecco come alcune personalità del mondo della cultura e della ricerca hanno voluto ricordarlo.
Prosegue ”a passo di lumaca” la discesa dei tassi di mercato monetario, soprattutto per le scadenze oltre la settimana. Sull’interbancario, i tassi Euribor, a cui sono indicizzati mutui, prestiti commerciale e bond, hanno subito nuove limature. L’Euribor a 3 mesi e’ sceso al 3,204% dal 3,24, sui minimi del 9 agosto 2006. Pero’, questa mattina, il tasso overnight (Ois) viaggia al 2,17%, cioe’ sotto il tasso di policy (Refi) della Bce attualmente al 2,50%. Nei fatti significa che c’e’ grande abbondanza di liquidita’ ma questa non arriva sulle scadenze piu’ lunghe. Cosi’ imprese e famiglie sono costrette a pagare tassi ”abnormalmente” elevati. Questa mattina, Jean-Claude Trichet, presidente della Bce, ha detto che ”lo spread tra Ois (Overnight) e Euribor a tre mesi e’ ancora troppo alto”. Con l’Overnight al 2,17%, l’Euribor 3 mesi dovrebbe costare 15 punti in piu’ dell’Overnight e non 103 come avviene attualmente.
Quando ci si è impegnati a comprare una casa entro un dato termine e si deve pagare una penale al venditore per il ritardo, tempi lunghi di istruttoria per la concessione del mutuo possono costare cari. Di regola 60 giorni possono essere più che sufficienti per ottenere un mutuo ipotecario, ma è necessario muoversi con prudente anticipo e prospettare chiaramente alla banca le proprie necessità, esigendo che vengano rispettati i tempi previsti. Inoltre, poiché l’ipoteca esiste solo dal momento in cui il notaio la iscrive nell’apposito ufficio (Agenzia del Territorio), e ciò può essere fatto solo dopo la sottoscrizione del contratto di mutuo, a volte la banca trattiene la somma mutuata sino a quando sia certa dell’avvenuta iscrizione (e consolidamento) dell’ipoteca: ciò significa dover aspettare, a seconda dei casi, anche due o tre settimane dopo la stipulazione prima di poter disporre del denaro ottenuto in prestito.
Il pacchetto clima - energia va visto attraverso un’analisi complessiva dei costi e dei benefici che vi sono associati, ha detto il presidente dell’ENEA, Luigi Paganetto, nel corso dell’audizione alla Commissione ambiente della Camera dei Deputati.I costi che oscillano nella valutazione della Commissione tra lo 0.51 e 0.66 del PIL sono più elevati di quelli di altri Paesi UE, quali Germania e U.K. nonostante la nostra minore intensità energetica, le minori emissioni e consumi per abitante a ragione della struttura del nostro sistema energetico. Conta molto per noi la bassa efficienza negli usi finali dell’energia, a cominciare dal residenziale, ma anche dei trasporti, industria e servizi. Gli scenari al 2020, elaborati da ENEA, mostrano infatti quale sia l’importanza e quali i risultati conseguibili attraverso interventi sull’efficienza degli usi finali dell’energia. I benefici del pacchetto clima – energia, a parte quelli derivanti dalla minore importazione di combustibili fossili sono, in principio, potenzialmente importanti. I benefici, in concreto, peraltro, dipenderanno dalla misura in cui riusciremo a cogliere le opportunità offerte dalla gara per tecnologia e innovazione che si è aperta in Europa sull’energia, tanto da far ipotizzare al Commissario Piebalgs, la possibilità di una “nuova rivoluzione industriale”.
“ Il risparmio energetico negli edifici. Agevolazioni fiscali e vantaggi economici” è il titolo del convegno che si è svolto nei giorni scorsi a Chiavari presso la prestigiosa cornice dell’Auditorium di San Francesco, organizzato dall’APE (Associazione Proprietà Edilizia) e dall’ANACI (Associazione Nazionale Amministratori Condominiali e Immobiliari), con il patrocinio del Comune di Chiavari e della Provincia di Genova. Il titolo riassumeva efficacemente il tema dibattuto dai relatori intervenuti, che hanno affrontato le numerose problematiche riguardanti tre aree diverse: urbanistica – impiantistica, giuridico – condominiale e fiscale. Nel corso dei lavori, preceduti da una fase introduttiva a cui ha partecipato anche il direttore regionale dell’Agenzia dell’Entrate, Enrico Pardi, sono state illustrate le diverse applicazioni pratiche in direzione del risparmio energetico e dell’uso di fonti alternative ed è stata illustrata e commentata tutta la normativa e la prassi di riferimento in materia fiscale. Dal convegno è emerso che le nuove regole, sia di carattere tecnico che fiscale, dovrebbero costituire un’opportunità in più, se si riuscirà a sensibilizzare il consumatore sull’importanza del risparmio energetico che è possibile ottenere operando su sistemi energetici, impianti, strutture, componenti, materiali di edifici già esistenti.
Prosegue il calo dei tassi sui mutui per l’acquisto di abitazioni, che a ottobre torna ai livelli fatti segnare lo scorso maggio. Scorrendo le tabelle del Supplemento al Bollettino Statistico di Bankitalia, si nota come il tasso annuo effettivo globale applicato ai prestiti per l’acquisto di nuove abitazioni in ottobre e’ pari al 5,88%, contro il 5,95% di settembre ed il 6,11% di agosto, picco massimo degli ultimi anni. In costante flessione anche il tasso nominale medio sui mutui, che passa al 5,76% contro il 5,80% di settembre ed il 5,95% di agosto. Il rendimento applicato ai mutui sopra i 10 anni scende al 5,87%, contro il 5,93% di settembre ed il 6,10% di agosto. Stabili le consistenze di mutui a ottobre, che si attestano a 257,58 miliardi di euro, contro i 257,18 miliardi di settembre. Sale invece il tasso sul credito al consumo, che balza dall’8,82% di settembre al 9,3% di ottobre, massimo degli ultimi 12 mesi.
In un clima economico e finanziario alquanto difficile, connotato dal restringimento di accesso al credito, da bassissimi livelli di fiducia nell’intonazione economica da parte di imprese e famiglie, e da difficoltà nel piazzare il prodotto immobiliare esistente, rallentano anche gli investimenti in costruzioni e le nuove realizzazioni immobiliari. L’attività edilizia si è fermata nel corso del 2008 e retrocederà ulteriormente anche nel corso del prossimo anno (-1,1% gli investimenti in costruzione nel corso del 2008 con previsioni del -1,5% per il 2009), con una riduzione più evidente in corrispondenza della nuova edilizia abitativa, mentre quella riguardante la manutenzione del patrimonio esistente e la realizzazione di edifici di moderna concezione per le attività economiche (di cui il nostro paese è sottodotato) mostra maggiore tenuta Il dualismo fra il mercato abitativo, più in crisi sul fronte della nuova produzione, e quello per le attività economiche, è inoltre rappresentato dal numero di nuove unità immobiliari costruite, che dimostra la continuazione di produzione moderna per immobili direzionali e commerciali (+15,3% uffici, +0,6% per negozi, +6,2% magazzini), mentre si è arrestata quella per il residenziale
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