Domande e risposte: Cosa cambia con la convenzione Governo-Abi sui mutui?

Domande e risposte: Cosa cambia con la convenzione Governo-Abi sui mutui?La convenzione, siglata dal Governo con l’Associazione Bancari Italiani, è stata presentata il 27 maggio in conferenza stampa dal ministro dell’economia Giulio Tremonti. L’accordo introduce la possibilità di rinegoziare il tasso variabile dei mutui sulla prima casa.

Di seguito, le risposte alle 10 richieste più frequenti sulla convenzione:
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Federconsumatori e Adusbef: “L’accordo Governo - banche è da migliorare”

mutuo L’accordo ABI Governo, anticipato dalla minaccia del ministro dell’economia Tremonti (solo mediatica) di aggravare fiscalmente le posizioni delle banche, si limita ad offrire al popolo dei mutuatari a tasso variabile – una soluzione che alcune banche già offrivano da quando i tassi hanno cominciato ad impennarsi: se non è sopportabile la rata lievitata a causa dell’andamento dei tassi, si riduce; quanto corrisposto in meno, rivalutato da tassi di remunerazione per la banca, viene accodato alla fine del mutuo e comporterà il suo allungamento. Mediaticamente, la minaccia iniziale di Tremonti è servita solamente a far passare il falso messaggio di un cedimento delle banche, le quali non solo non restituiscono nulla ai consumatori indebitati a tasso variabile, ma ci guadagnano due volte,sia fidelizzando il cliente che con l’allungamento della vita residua del debito, incamerando maggiori interessi e maggiori commissioni sulle rate. Questa soluzione,che non è proprio né innovativa e neppure vantaggiosa per 3,2 milioni di famiglie strozzate dalle rate, permette alle banche di anticipare, con un meccanismo finanziario a loro favorevole, la soluzione di un problema che si sta facendo drammaticamente sociale.
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