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	<title>Mondocasablog &#187; Achille Colombo Clerici</title>
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	<description>Il mondo della casa a 360°</description>
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		<title>Le seconde case. Il giudizio di Legambiente e la risposta di Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Aug 2009 04:05:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dichiarazione del presidente di Assoedilizia e vice presidente di Confedilizia Achille Colombo Clerici: &#8220;Assolutamente prevenuta l&#8217; accusa mossa da Legambiente alle seconde case montane della Lombardia. Il giudizio, assai severo, [...]]]></description>
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</script><p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2009/08/2assoedilizia-seconde-case1.jpg?9d7bd4" alt='seconde case' class="left"/><strong>Dichiarazione del presidente di Assoedilizia e vice presidente di Confedilizia Achille Colombo Clerici: &#8220;Assolutamente prevenuta l&#8217; accusa mossa da Legambiente alle seconde case montane della Lombardia. Il giudizio, assai severo, risente, a nostro avviso, di una visione unilaterale del fenomento, forse generata  dalla convinzione che il Paese sarà bello finché resterà povero (secondo la massima di Berenson).</strong></p>
<p>Si dice, secondo quanto riferito da alcune agenzie di stampa, che esse costituiscono un fattore di svilimento e di degrado del territorio e dell&#8217; ambiente.</p>
<p>&#8220;Un fenomeno associato alla speculazione che, nella percezione dei residenti, è diventato sempre più  fattore di malessere&#8230;.; comportano oneri per le amministrazioni locali e concorrono al declino delle stazioni turistiche montane, oltre che al generale scadimento delle condizioni di vita dei paesi in cui, per la gran parte dell&#8217; anno, le case chiuse prevalgono su quelle abitate dei residenti. E, comunque &#8230;&#8230;.troppo cemento&#8221;.</p>
<p>Osserviamo, in generale, che non si possono porre freni dirigistici alle tendenze di vita della popolazione, che, in particolare nella società moderna, implicano, per le famiglie che se lo possono permettere, la disponibilità di spazi abitativi per il tempo libero e le vacanze, così al mare, come in montagna e negli altri luoghi turistici.</p>
<p>Si tratta ovviamente di conciliare le esigenze della produzione edilizia con quelle della tutela del territorio e dell&#8217; ambiente, secondo le regole che la cultura contemporanea più evoluta detta per lo sviluppo sostenibile, secondo criteri qualitativi di piu alto profilo. Così come avviene negli altri Paesi europei, a cominciare dalla Francia, per arrivare alla Spagna, alla Svizzera, all&#8217; Austria.</p>
<p>Ma, rispettata questa salvaguardia, le seconde case costituiscono un fattore propulsivo oltre che della vita turistica locale, anche dell&#8217; economia pubblica e privata del luogo, proprio perché rappresentano un investimento immobiliare dinamico sul piano economico e fiscale (a differenza delle cosiddette prime case).<br />
<span id="more-5514"></span><br />
<strong>La loro costruzione, infatti, comporta il pagamento di oneri di urbanizzazione e di contributi autorizzatori a favore dei Comuni; dà lavoro a professionisti, imprese e maestranze prevalentemente locali. Una volta realizzate,le seconde case pagano l&#8217; ICI (a differenza delle prime case) e la TARSU ai comuni e per tutto l&#8217; anno, anche se vengon usate saltuariamente; l&#8217; IRPEF, l&#8217; imposta di registro, l&#8217; imposta di successione, l&#8217; IVA ( per la costruzione e la manutenzione) allo Stato.</strong></p>
<p>Esse danno lavoro sistematicamente ad una miriade di ditte per la loro manutenzione e per l&#8217; approvvigionamento ed il funzionamento di tutte le apparecchiature domestiche.</p>
<p>Quando poi sono aperte, portano vita, sovente animata da bambini, e ricchezza all&#8217; economia turistica dei luoghi. A meno che i loro abitanti sian della specie che si accontenta di mangiar pomodori e va a letto con le galline; ma non crediamo. E se qualche residente le considera con fastidio, crediamo sia un po&#8217; superficiale e non faccia bene i conti.</p>
<p>Sul piano urbanistico, poi, esse son realizzate con requisiti qualitativi edilizi e funzionali mediamente superiori a quelli delle prime case che, peraltro, secondo la nostra miope legislazione (che ha consegnato al degrado le parti delle nostre città costruite dal 1950 ad oggi) per non perdere le agevolazioni fiscali, devon esser necessariamente realizzate in modo scadente.</p>
<p>Senza dire che le seconde case tendono, nel tempo, a diventare le prime dei residenti, per quel fenomeno sociale che porta le famiglie a migliorare continuamente la qualità delle proprie condizioni abitative.</p>
<p><strong>Insomma, le seconde case se non ci fossero andrebbero inventate; per le montagne lombarde e per il resto del Paese</strong>&#8220;.</p>
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		<title>Assoedilizia: detrazione fiscale del 55%. Le ragioni illustrate</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Jan 2009 10:15:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Assoedilizia illustra le ragioni che, per esigenze di essenzialita&#8217; esplicativa, non ha potuto esprimere a corredo della presa di posizione sul regime agevolativo ( detrazione del 55 % ) riservato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2008/07/housing.jpg?9d7bd4" alt='detrazione fiscale'class= "left"/>Assoedilizia illustra le ragioni che, per esigenze di essenzialita&#8217; esplicativa, non ha potuto esprimere a corredo della presa di posizione sul regime agevolativo ( detrazione del 55 % ) riservato sul piano fiscale a finestre, doppi vetri, serramenti vari, portoncini d&#8217;ingresso e quant&#8217;altro; con il suggerimento di posporre nella agevolazione( non escludere) questi interventi rispetto a quelli obbligatori per legge. Si sottolinea anzitutto come il nostro suggerimento non sia inopinato e gratuito ; ma derivi dall&#8217;esigenza di verificare una gradualita&#8217; di rilevanza degli interventi ammessi ai benefici, nel momento in cui il Ministro competente dichiara che non si dovra&#8217; splafonare rispetto ad una data previsione di copertura, nel bilancio statale. In secondo luogo non si contesta,sul piano teorico, l&#8217;efficacia delle strutture in questione,volte a realizzare un isolamento a tenuta stagna dei diversi ambienti. Ma si sottolinea la scarsa rilevanza ai fini del risparmio energetico collettivo (che è il solo che conta ai fini di giustificare agli occhi della collettivita&#8217; appunto il costo delle agevolazioni per le finanze pubbliche): visto che per ottenere qualche risultato si dovrebbero cambiare anche i costumi degli italiani. Perche&#8217; bisognerebbe spiegare a tutte le massaie che non c&#8217;è bisogno, per fare le faccende di casa e  &#8220;cambiare l&#8217;aria&#8221;, di lasciar aperte le finestre per ore, facendo in tal modo raffreddare i muri di tutti gli ambienti.<br />
<span id="more-4016"></span><br />
E poi bisognerebbe imporre di non lasciare socchiuse le finestre, quando c&#8217;è troppo caldo, per far entrare un po&#8217; di aria fresca: ma prescrivere di far funzionare l&#8217;umidificatore rendendolo obbligatorio nelle case, e di abbassare al contempo il livello del riscaldamento. Al legislatore bisognerebbe dire che, se favorisce l&#8217;installazione di serramenti a tenuta stagna, ma poi prescrive l&#8217;obbligatorieta&#8217; dell&#8217;apertura di un buco di 100 cmq., per l&#8217;aerazione ai fini della sicurezza-metano,il beneficio del risparmio energetico va a farsi benedire. Senza dire,infine, del fatto che meta&#8217; dell&#8217;Italia beneficia delle agevolazioni fiscali pur non essendovi, per motivi climatici, alcuna necessita&#8217; stringente di ricorrere nelle case a doppi vetri antitermici, serramenti e portoncini d&#8217;ingresso sigillati. Ed allora, le questioni non sono cosi&#8217; semplici   come potrebbero apparire a prima vista. E comunque la valutazione complessiva e finale va fatta a livello di comparazione tra benefici pubblici e costi pubblici; e non altro.</p>
<p>Segue per chiarezza la presa di posizione: Razionalizzare il sistema delle detrazioni del 55 % per gli interventi energetici sugli edifici. Il presidente achille Colombo Clerici dichiara:<br />
« Non si puo&#8217; disconoscere che il ministro Tremonti abbia une certa ragione quando, a proposito delle detrazioni del 55 % connesse agli interventi per il risparmio  energetico degli edifici dice &#8221; basta con i crediti d&#8217;imposta usati come bancomat &#8220;. I problemi discendono da una stortura di fondo contenuta nel sistema. L&#8217;equiparazione, sul piano delle agevolazioni, da un lato degli interventi strutturali, imposti per legge ( ad esempio la sostituzione dei generatori di calore, l&#8217;installazione delle valvole termostatiche sui caloriferi,la realizzazione di impianti per l&#8217;energia rinnovabile imposta dai vari regolamenti ecc. ) per i quali la misura fiscale andrebbe assicurata comunque. D&#8217;altro lato delle opere facoltative, molte delle quali scarsamente utili, se non ininfluenti o addirittura inutili (come i portoncini di ingresso)  sul piano energetico generale. L&#8217;anno scorso le pratiche sono state  106mila  (spesa media per ogni intervento  14.150 euro: dato ANCE). Le domande in generale, comprese quelle con l&#8217;obbligo di allegare l&#8217;attestato di riqualificazione, presentano le seguenti  percentuali: coibentazione, infissi e finestre,portoncini e simili il 37%; la sostituzione di caldaie il 27% e i pannelli solari termici il 19%. Una parte rilevante delle richieste riguarda dunque la sostituzione degli infissi e delle finestre. Opere queste che, per una serie di ragioni-fra le quali le pratiche domestiche legate alla salute umana-rientrano nella seconda delle categorie che abbiamo indicato :tanto che la normativa se ne guarda bene dal renderle obbligatorie.<br />
Una razionalizzazione dunque del sistema delle detrazioni passa anche attraverso questa distinzione di fondo; che dovrebbe portare a posporre  nel sistema dei crediti d&#8217;imposta tutte le opere facoltative e complementari.»</p>
<p><a href="http://www.assoedilizia.it">www.assoedilizia.it</a></p>
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		<title>Quartieri a luci rosse a Milano?</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Mar 2008 08:45:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non c&#8217;è solo un problema di dove, ma soprattutto un problema di come realizzarli. In un paese quale è il nostro, che prevede come reato lo sfruttamento della prostituzione e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2008/03/quartieri-luci-rosse-milano.jpg?9d7bd4" alt='Quartieri a luci rosse a Milano?' class="left"/>Non c&#8217;è solo un problema di dove, ma soprattutto un problema di come realizzarli.</p>
<p>In un paese quale è il nostro, che prevede come reato lo sfruttamento della prostituzione e sancisce con la confisca dell&#8217;immobile la concessione di una casa in locazione a chi esercita il meretricio organizzato, immaginiamo un po&#8217; come potrebbe mai attuarsi un piano edilizio urbanistico per realizzare edifici da destinare con profitto ad ospitare la prostituzione.</p>
<p>A meno che non vogliamo pensare ad una &#8220;virtuosa alleanza&#8221; che, a mo&#8217; di nuovo esercito della salvezza,si occupi, in spirito di puro filantropismo,di dare ricetto alle giovinette smarrite. E pensare che nel campo dell&#8217; housig sociale, dove veramente esistono i bisognosi, non si riescono a mettere insieme due che siano disponibili a fare cosa di tal genere.<br />
<span id="more-1644"></span><br />
Ma, a parte la battuta, per la verita&#8217;  è gia&#8217; in atto un processo di ghettizzazione di alcune vie cittadine pesantemente frequentate dalle prostitute e dalla malavita che le accompagna. Dove gli abitanti non escono la sera per paura di essere aggrediti e dove molti residenti e piccoli albergatori e commercianti pensano di lasciare e di trasferirsi altrove perche&#8217; l&#8217;aria è diventata irrespirabile.<br />
Il problema infatti non è  solo per quattro donne che cercano di tirare a campare, ma soprattutto è rappresentato dalla malavita organizzata che vi pullula attorno e che gestisce le prostitute .</p>
<p>Ed allora non è gia&#8217; questo l&#8217;inizio di un processo che, se non viene fermato in tempo,rischia di trasformare, in modo strisciante e senza proclami pubblici, attraverso,prima il degrado, poi la presa di possesso degli immobili, queste zone  in veri quartieri a luci rosse?</p>
<p>Achille Colombo Clerici<br />
Presidente Assoedilizia<br />
Associazione della Proprieta&#8217; Edilizia. tel 335237878<br />
www.assoedilizia.com</p>
<p>La borghesia storica di Milano e della Lombardia</p>
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