Assoedilizia: A Milano come utilizzare al meglio l’acqua. Un bene prezioso ma trascurato
Con la relazione del Presidente di Assoedilizia avv. Achille Colombo Clerici al Convegno “Acqua in città. Nuovi servizi della rete idrica: esperienze e innovazione” che si tiene mercoledì 25 giugno, ore 15,30, in Piazza San Marco 2, Milano, i proprietari di casa affrontano due temi particolarmente sentiti negli ambiti urbani: le dispersioni degli acquedotti e l’utilizzo della prima falda freatica non destinata all’uso potabile. La ricerca è stata coordinata dal Prof. Ing. Ezio Rendina, nel suo ruolo di consulente Instat-Istituto Nazionale di Studio e di Tutela dell’Ambiente e del Territorio. “La permeabilità della rete di distribuzione idrica - afferma Colombo Clerici - non solo porta alla dispersione di una grande quantità del prezioso liquido (in certi casi anche del 50%); ma consente all’acqua inquinata di prima falda di penetrare nei tubi dell’acquedotto e quindi di giungere sulle tavole dei milanesi. Il decadimento della qualità dell’acqua comporta di conseguenza il decadimento della qualità della vita”.
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Presentata il 26 maggio nel municipio di Collegno la nuova etichetta che promuove nelle scuole l’utilizzo dell’acqua del rubinetto della città al posto di quella imbottigliata. “Bere l’acqua del rubinetto - ha detto l’assessore regionale all’Ambiente e alle Risorse idriche, Nicola de Ruggiero - oltre a far bene perché la qualità di quella erogata in Piemonte è buona, potabile e sempre sotto controllo, è anche un modo per produrre meno rifiuti ed inquinare di meno. Un piccolo dato: se in tutti gli enti pubblici piemontesi non si usassero più le bottiglie di plastica potremmo ridurre dell’un per cento i rifiuti prodotti dalla pubblica amministrazione”. Collegno partecipa anche al progetto “Ti voglio bere”, che impegna gli studenti a bere l’acqua del rubinetto e ad utilizzarla al meglio grazie ad accorgimenti per risparmiarne l’uso. “È un modo - ha ricordato l’assessore - per adottare una buona pratica che non solo privilegia un prodotto che compete senza timori con le acque imbottigliate, ma che permette di non sprecare una risorsa che non è infinita e che dobbiamo salvaguardare per le generazioni future. A ciò aggiungiamo la diminuzione dell’impegno di energia per produrre, oppure raccogliere, oppure riciclare la plastica. E, naturalmente, con meno emissioni di CO2. Spesso i ragazzi hanno sensibilità maggiore degli adulti, soprattutto sulle tematiche ambientali. L’iniziativa di Collegno e “Ti voglio bere” sono esempi azzeccati per promuovere gesti quotidiani efficaci, seppur semplici da mettere in atto”.
L’edizione 2008 di “Ti voglio bere”, il progetto per consumare l’acqua del rubinetto in modo razionale e ambientalmente corretto elaborato dal Centro Studi Ambientali e sostenuto dalla Regione, che vede all’opera 25 scuole piemontesi con 15mila studenti - è stato presentato il 9 maggio a Novara nella sede dell’istituto alberghiero Ravizza.
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