Sunia: gli sfratti per le famiglie più disagiate riprenderanno il 15 ottobre
Gli sfratti per le famiglie più disagiate riprenderanno il 15 ottobre ed il Governo ha solo annunciato che conosce il problema.Gli sfratti per morosità stanno aumentando in maniera esponenziale ed il governo taglia del 60% il fondo di sostegno alla locazione. I livelli degli affitti continuano ad aumentare al pari dell’evasione fiscale ed al mancato rispetto delle regole sulla locazione ed il Governo non convoca neanche il tavolo per rinnovare la convenzione nazionale sugli affitti concordati. Ecco il piano casa del Governo ! Mentre da un lato si annunciano fantasmagorici piani casa di la da venire, gli atti veri e non le chiacchiere sono questi: - con la Finanziaria per il 2009 vengono ridotti ulteriormente i fondi destinati al sostegno delle famiglie in affitto a basso reddito. Mentre gli affitti dal 2000 al 2008 sono aumentati di oltre l’80%, lo stanziamento è passato dai 311 milioni di Euro (Finanziaria 2000) a 110 milioni di Euro (previsione per il 2011). Cifra assolutamente insignificante per le circa 200.000 domande ammissibili presentate ai Comuni; - il 15 ottobre scade la proroga degli sfratti per le famiglie più disagiate (anziani, rotatori di handicap, malati terminali, famiglie numerose). Migliaia di famiglie in condizioni disperate che potevano forse avere una alternativa alloggiativi con i 12.000 alloggi, da recuperare o costruire, finanziati con i 550 milioni stanziati dalla Finanziaria per il 2008. Non una posta di bilancio generica, ma soldi destinati ad interventi già individuati fisicamente dai Comuni. Ma questi sono stati sottratti per un ancora fumoso piano casa ! Sui provvedimenti da adottare per salvaguardare la dignità di queste famiglie dopo il 15 ottobre, il Governo tace.
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Per i contratti di locazione in corso alla data del 25 giugno 2008 e per quelli stipulati successivamente a tale data, sottoposti al regime di esenzione da IVA ai sensi dell’articolo 6 della legge 13 maggio 1999, n. 133 e dell’articolo 10, secondo comma, del DPR 26 ottobre 1972 n. 633, gli adempimenti previsti ai fini dell’applicazione delle imposte indirette, ai sensi dell’articolo 82, commi 14 e 15 del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, sono eseguiti, indipendentemente dal numero di unità immobiliari possedute, per via telematica secondo le disposizioni e con le modalità tecniche di trasmissione delle dichiarazioni e dei dati concernenti i contratti di locazione e di affitto, di cui al capo III del decreto dirigenziale 31 luglio 1998, e successive modifiche.
Sono 6.300 le famiglie sarde disagiate (il 73% delle richiedenti) che quest’anno beneficeranno del contributo. La Regione ha previsto un finanziamento di sei milioni di euro (è il massimo sforzo economico mai compiuto in questo tipo di intervento) e ha ottenuto una buona premialità dallo Stato. Duecentocinquanta i Comuni che riceveranno e distribuiranno i fondi. Due le fasce di reddito per l’accesso ai benefìci. Oltre dieci milioni di euro per 6.300 famiglie sarde disagiate, per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione. La Giunta regionale anche quest’anno cofinanzia il Fondo nazionale, con un intervento pari a sei milioni di euro che va a sommarsi ai tre milioni 973mila 407 euro garantiti dallo Stato. Quest’ultimo, secondo quanto previsto dalla legge 431 del 9 dicembre 1998, ha riconosciuto alla Regione una premialità di 834mila 292 euro per l’intervento della stessa amministrazione regionale. Pertanto, la consistenza del Fondo per il 2008 ammonta complessivamente a dieci milioni 807mila 699 euro, che andranno ripartiti tra i 250 Comuni che hanno redatto le graduatorie e riusciranno a soddisfare il 73% delle richieste pervenute agli Enti locali. Quello previsto nella delibera di ieri è il massimo sforzo economico mai compiuto dalla Regione in questo tipo di intervento a forte valenza sociale. Due le fasce di reddito per l’accesso ai benefìci. Nella fascia A rientra il reddito familiare pari a due pensioni minime dell’Inps (complessivi 11.521,12 euro all’anno): in questo caso il canone deve incidere in misura superiore al 14% del reddito imponibile. Nella fascia B, invece, il limite di reddito è pari a 13.643 euro (il canone non deve superare il 24% del reddito imponibile, ma sono previsti ulteriori sgravi a seconda del numero dei componenti il nucleo familiare). Per ciascun figlio a carico, inoltre, è previsto un abbattimento del reddito di 516,46 euro.
Italia: 650.000 nuovi poveri chiedono una casa pubblica. Piano casa del Governo: priorità all’acquisto e all’affitto di mercato. L’emergenza abitativa non rappresenta un problema solo italiano. La dismissione del patrimonio abitativo pubblico, il disimpegno economico dei Governi e l’affidamento ai mercati per l’affitto è un tratto comune in Europa. Invertire questa tendenza è l’obiettivo della giornata internazionale degli inquilini che vede impegnato il SICET con iniziative in Italia e a Bruxelles in un convegno al Parlamento Europeo. Nel nostro Paese, le richieste di un alloggio pubblico, l’aumento degli sfratti per morosità, 110 mila richieste di esecuzione, gli affitti in crescita dell’8 % nel biennio, nonostante il calo del mercato immobiliare e la diminuzione del 60 % ,tra il 2000 e il 2008, dei contributi agli inquilini sono gli indicatori inequivocabili di un continuo allarme.
Nei prossimi giorni sarà emanato il bando per accedere ai contributi per le abitazioni in locazione delle famiglie in particolari situazioni disagiate. Non differirà molto da quello dello scorso anno tranne che per l’ammontare della somma stanziata ben inferiore a quella avuta a disposizione lo scorso anno. Il fondo per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione è costituito dalle somme che mettono a disposizione Stato, Regione e Comune. “Fino allo scorso anno – spiega l’assessore alle politiche sociali Paolo Cascavilla – il sostegno dello Stato era maggioritario. Per il 2007 lo Stato ha infatti assegnato alla Regione Puglia oltre 24 milioni di euro, precisamente 24.768,709 euro. La Regione Puglia da parte sua ha cofinanziato l’intervento per 15 milioni di euro, mentre il Comune ha messo a disposizione 35 mila euro per partecipare alla premialità, cioè ad un contributo regionale aggiuntivo per quei Comuni che mettono in campo risorse proprie. Quest’anno c’è stata – rivela Cascavilla - una drastica riduzione del contributo dello Stato che è sceso dagli oltre 24 milioni di euro a 14.646,758 euro. Oltre dunque dieci milioni in meno. La Regione Puglia ha mantenuto i 15 milioni di cofinanziamento oltre altri fondi derivanti da economie di spesa. Pertanto la somma totale a disposizione è di poco più di 33 milioni di euro a fronte dei circa 40 milioni di euro dello scorso anno”.
Il ciclo del mercato degli immobili ad uso direzionale continua a muoversi a favore degli utilizzatori in area EMEA (Europa, Medio Oriente & Africa), ma secondo l’ultimo EMEA Occupier Conditions Report pubblicato da Jones Lang LaSalle riferito al terzo trimestre del 2008 un numero crescente d’utilizzatori sta adottando una strategia di attesa. L’ultimo Office Occupier Clock di Jones Lang LaSalle mostra che alcuni mercati all’interno dell’area EMEA si sono spostati nel quadrante dell’orologio che indica canoni d’affitto in discesa, posizione che evidenzia condizioni di mercato favorevoli agli utilizzatori: i mercati della City e del West End di Londra, insieme con Bruxelles, Zurigo e Almaty, si sono spostati in questa direzione. Nel secondo trimestre gli affitti prime nel West End di Londra, i più onerosi, hanno registrato una flessione del 4,3%, mentre gli affitti nell’area della City sono scesi di un ulteriore 1,6% dopo aver registrato un calo di quasi il 4% nei primi tre mesi dell’anno. Bruxelles ha mostrato un calo degli affitti del 3,4%, mentre Almaty del 2,2%. In altri mercati (Barcellona, Casablanca, Dublino, Madrid e Riga) gli affitti sono ormai prossimi alla cuspide che indica l’inizio del periodo di discesa, essendo posizionati in prossimità delle ore 12 dell’orologio.
Una ricerca doverosa che precede la riforma del testo unico di legge» Case popolari, contributi per l’affitto, case in edilizia agevolata: questo il sistema pubblico che dà risposte a chi non può permettersi un alloggio in proprietà o in affitto a prezzi di mercato. Un sistema che dovrebbe consentire ai meno abbienti di usufruire di un alloggio pubblico a canone sociale. A quanti si trovano in una fascia intermedia il sistema riserva il “contributo per l’affitto” destinato ad alleviare il peso di un affitto di mercato. Infine, c’è l’edilizia agevolata convenzionata che prevede un canone di locazione contenuto oppure il contributo per l’acquisto della prima casa. In vista della riforma della legge regionale sull’edilizia residenziale pubblica alla quale sta lavorando, l’assessore regionale alla casa Eugenio Baronti ha commissionato all’Irpet, l’istituto per la programmazione economica della Toscana, uno studio volto ad approfondire la conoscenza delle caratteristiche degli assegnatari delle diverse tipologie di benefici. Non solo, lo studio effettua proposte e simulazioni per una maggiore equità del sistema. I primi risultati dello studio condotto su un campione di circa 25 mila famiglie, pari alla metà delle 50 mila famiglie toscane che risiedono in un alloggio pubblico, sono stati presentati oggi durante una conferenza stampa. Presenti: l’assessore Eugenio Baronti, i ricercatori Irpet che hanno condotto lo studio, gli operatori dell’edilizia residenziale pubblica in Toscana. «Una premessa doverosa – ha detto l’assessore Baronti -. Questo studio fotografa l’esistente, ci consegna una situazione e ci segnala distorsioni e criticità fornendoci elementi necessari ed utili in questa fase di messa a punto di una nuova Legge regionale che al sistema delle politiche abitative pubbliche, restituisca efficacia, efficienza e maggiore equità. Voglio precisare che questo è un punto di partenza e non un punto di arrivo, le simulazioni contenute nello studio sono solo una proposta Irpet sulle quali intervenire attraverso un confronto aperto e democratico con tutti i soggetti interessati, e soprattutto con i rappresentanti delle organizzazioni sindacali e degli inquilini». «Lo studio evidenzia – prosegue Baronti – come il sistema pubblico della casa in Toscana sia caratterizzato da distorsioni e iniquità. Balza subito agli occhi come si continuino a fornire elevati livelli di tutela sociale con canoni di affitto molto lontani da quelli di mercato ad un certo numero di famiglie che sono riuscite ad accedere all’alloggio popolare, anche quando le condizioni di bisogno sono superate, in alcuni casi ampiamente.
In Irlanda l’indice del valore delle proprieta’ residenziali, elaborato dalla banca Permanent TSB e dall’istituto ESRI, e’ diminuito del 12% rispetto al picco registrato nel febbraio 2007. Secondo un rapporto del sito web ‘daft.ie’, specializzato in locazioni immobiliari in Irlanda, l’offerta di case in affitto e’ raddoppiata negli ultimi 12 mesi, tanto che a giugno vi erano piu’ di 15.000 proprieta’ disponibili. Il dato si e’ tradotto in una riduzione del costo degli affitti di circa il 3,5% nel primo semestre del 2008. Il calo piu’ significativo si e’ registrato a Dublino. Per fare evitare l’insorgere di insolvenze le banche locali stanno prendendo provvedimenti. IIB Bank ad esempio ha suddiviso Dublino e le aree circostanti in zone primarie e secondarie e ha classificato altre citta’ come zone secondarie. Nelle aree primarie, la banca intende limitare l’ammontare dei mutui erogato a un massimo pari all’80% del valore delle case o appartamenti. Nelle aree secondarie, considerate piu’ rischiose il limite massimo scende al al 70% per gli appartamenti e fino all’80% per le case.
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