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	<title>Mondocasablog &#187; banche italiane</title>
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		<title>La crisi finanziaria perdura. Le cause? Le banche e il credito</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Sep 2009 03:20:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In questi giorni si celebra il triste primo anniversario del fallimento della banca d&#8217; affari americana Lehamn Brothers, evento che, dodici mesi fa, ha scatenato una crisi finanziaria e immobiliare [...]]]></description>
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</script><p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2009/09/2banche1.jpg?9d7bd4" alt='crisi' class="left"/><strong>In questi giorni si celebra il triste primo anniversario del fallimento della banca d&#8217; affari americana Lehamn Brothers, evento che, dodici mesi fa, ha scatenato una crisi finanziaria e immobiliare senza precedenti e che, a molti operatori di borsa, ha ricordato la crisi del &#8217;29 per gravità, conseguenze internazionali ed effetti dirompenti su tutti i mercati del mondo. Da allora sono decine gli istituti di credito falliti in tutto il mondo.</strong></p>
<p>A un anno esatto di distanza, esperti economici e osservatori neutrali indicano nell&#8217; avidità delle banche uno dei fattori scatenanti la crisi finanziaria che è venuta a crearsi. Vari istituti di credito, infatti, in questi mesi appena passati, per uscire senza danni eccessivi dalla turbolenza finanziaria, hanno adottato l&#8217; unica strategia vincente che conoscevano.</p>
<p>Ovvero, hanno prestato i soldi e finanziato chi non ne aveva bisogno, chiudendo completamente i rubinetti a tutti gli altri (per mesi i quotidiani italiani, sia di destra che di sinistra, hanno ricevuto lettere angosciate e / o accorati appelli di semplici cittadini, di associazioni di consumatori, sindacalisti e uomini politici.</p>
<p>Su tale questione, feroci sono state le critiche del Ministro dell&#8217; Economia Giulio Tremonti che, pochi giorni fa, ai primi di settembre, in occasione del G20 finanziario di Londra, ha dichiarato che <strong>le banche devono essere al servizio dei cittadini e non il contrario; oggi le banche sono al servizio degli azionisti, dovranno essere al servizio dei cittadini perché rivestono una funzione pubblica, non una industria qualunque, che fa scarpe o vasche da bagno</strong>.<br />
<span id="more-5674"></span><br />
Numerosi sono stati, altresì, gli interventi di segno opposto da parte dei banchieri, ultimo dei quali quello del Presidente dell&#8217; Associazione Bancaria Italiana Corrado Fissola, il quale pochi giorni fa ha dichiarato come <strong>le banche italiane hanno aumentato l&#8217; erogazione di credito pur in presenza di un PIL in calo del 5-6%</strong>.</p>
<p>Su 100 imprese &#8211; prosegue l&#8217; analisi del Presidente ABI &#8211; 20 / 30 sono quelle che hanno fondamenta forti, 10 / 15 sono estremamente rischiose, per il rimanente 60% la decisione spetta al singolo operatore e, alla fine, il credito affluisce a 58 di queste 60&#8243;.</p>
<p>Per meglio comprendere la situazione attuale, ci limitiamo a citare un articolo pubblicato sul quotidiano<strong> La Repubblica</strong> lunedì scorso, dove viene riportata la storia di una giornalista che si è recata, in incognito, presso alcune banche della capitale (Intesa San Paolo, Unicredit, Monte dei Paschi e Barclay) simulando di dovere richiedere un mutuo di 200.000 euro, a fronte di un acquisto immobiliare di pari importo. Per confezionare ad hoc l&#8217; articolo, in ogni diversa banca, il potenziale mutuatario esponeva una posizione lavorativa differente, in modo da abbracciare meglio l&#8217; intera casistica.</p>
<p><strong>Le conclusioni dell&#8217; inchiesta sono queste: il finanziamento al 100% è merce rara (solo due anni fa, on line, erano ben sette gli istituti di credito che lo proponevano); se si è precari bisogna avere un garante e oltre a 40.000 euro in contanti (pari al 20% del prezzo della casa), per essere certi di avere il mutuo; se si è lavoratori autonomi si è graditi esclusivamente se  di lungo corso.</strong></p>
<p>Con i prezzi di Milano o Roma, insomma, se si è under 30, comprare casa in città è un lusso che pochi lavoratori si possono permettere, esclusivamente in zone semiperiferiche, dove i prezzi di un piccolo bilocale con angolo cottura e bagno possono oscillare fra i 120.000 e i 140.000 euro, con rate che, a seconda del valore e del tasso di riferimento (fisso o variabile), sono comprese, in media, fra i 500 e i 600 euro al mese. E per chi vuole mettere su famiglia, acquistando un tre locali, l&#8217; unica opzione disponibile (a meno di trovare un affare!) è quella di allontanarsi dalla città, cercando prezzi maggiormente accessibili.</p>
<p>Stando così le cose, è evidente come il perdurare di questa situazione potrebbe avere conseguenze drammatiche dal punto di vista sociale, con città che, se da un lato tenderanno a svuotarsi di giovani, dall&#8217; altro avranno come conseguenza diretta quella di invecchiare sempre di più (sul punto, gli economisti internazionali, non a caso, considerano l&#8217; India la potenza economica del futuro in quanto il 70% della popolazione è under 35, mentre, in questa speciale classifica, le città italiane occupano posti molto lontani dalla vetta). </p>
<p>Un cenno, infine, ai comuni coinvolti che, a proposito di politiche sociali a favore dei giovani, sembrano poco ricettivi (i Sindaci, sul punto, si lamentano soprattutto per la cronica mancanza di fondi, circostanza che impedirebbe loro di adottare provvedimenti mirati), come dimostrato dall&#8217; esperienza del social housing.</p>
<p><strong>Kevin John Carones</strong></p>
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		<title>Federconsumatori: terapia d&#8217;urto per ridare fiato al mercato</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Oct 2008 14:17:10 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2008/07/mutui3.JPG' alt='mutui'class= "left" />BASTA CON LA SOTTOVALUTAZIONE DELLA CRISI ECONOMICA E FINANZIARIA, SIA A LIVELLO INTERNAZIONALE CHE NAZIONALE, DOVE È ANCORA PIÙ GRAVE. Per Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti il tempo delle chiacchiere è terminato. È ormai diventata improcrastinabile una manovre che avvii un rilancio della nostra economia, nella quale, la convergenza di tasso di inflazione da un lato e la crisi finanziaria dall’altro, hanno ridotto il potere di acquisto delle famiglie italiane a livelli infimi. A ciò si aggiungono le gravi ripercussioni sull’intero sistema industriale causate della caduta verticale dei consumi, non solo per quanto riguarda l’aspetto quantitativo, ma anche per quanto riguarda quello qualitativo. Bisogna quindi intervenire in maniera decisa e determinata, mettendo in atto una terapia d’urto, sia sul lato dell’offerta che della domanda di mercato, quali prime risposte per un’inversione di tendenza dell’attuale fase recessiva.<br />
<span id="more-3802"></span><br />
Sul versante dell’offerta è necessario, da un lato che la BCE abbassi il tasso di sconto per il 2009 al 2%, attraverso una immediata riduzione, in questi giorni, almeno al 3%, dall’attuale 3,75%. Ciò porterà sollievo sia ai prestiti alle imprese che alle 3 milioni e 200 mila famiglie che hanno visto aumentare di 220 € al mese la rata del loro mutuo a tasso variabile.<br />
Inoltre, è urgente costituire nel nostro Paese fondi funzionali a destinare risorse alle piccole e medie imprese. Sul versante della domanda, invece, tre sono le questioni da affrontare e risolvere; Un accordo concertato per una moratoria sui prezzi dei beni di largo consumo.<br />
Una riduzione del carico fiscale sui prodotti energetici, attraverso la diminuzione delle accisa sui carburanti e l’equiparazione dell’IVA al 10% sul gas. Una manovra di defiscalizzazione per almeno 1200 € annui a favore delle famiglie a reddito fisso, lavoratori e pensionati.</p>
<p><a href="http://www.federconsumatori.it">www.federconsumatori.it</a></p>
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		<title>Federconsumatori: crisi dei mutui cadute vertiginose!</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Oct 2008 08:52:13 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2007/09/soldi.jpg?9d7bd4" alt='soldi' class= "left" />CRISI MUTUI. QUELLI CHE HANNO DISTRUTTO L’ECONOMIA COMPORTANDO CADUTE ROVINOSE ALLE FAMIGLIE CONTINUANO A PONTIFICARE.  Questo sconquasso finanziario se si fermerà in queste condizioni e se non si aggraverà, avrà comunque prodotto una ricaduta negativa economica per le famiglie italiane di oltre 1.800 euro (come si evince da un nostro recentissimo studio) a causa di : maggiori rate per mutui, maggiori costi per il credito al consumo, maggiori ricadute sui prezzi per costi maggiori investimenti delle imprese, caduta delle borse e acquisizioni di titoli tossici quali Lehman oltretutto consigliati dalle banche, dovrà almeno avere delle conseguenze sia sul piano internazionale che nazionale.<br />
<span id="more-3734"></span><br />
Innanzitutto un nuovo sistema finanziario e creditizio strettamente collegato all’economia reale, corredato da verifiche e controlli severi e puntuali che sono consapevolmente od inconsapevolmente mancati del tutto. Inoltre, poichè una domanda sorge spontanea: come si poteva non prevedere una catastrofe del genere? Autorità monetarie, banche centrali e istituzioni governative, società di rating, prestigiosi uffici studi, economisti di chiara fama e capitani di impresa che prima negavano ed ora affermano che si è in recessione, questi dovrebbero tutti chiedere scusa e togliere il disturbo, ed invece continuano a pontificare in materia. Con questa ultima considerazione francamente non si comprende chi possa risolvere un tale disperante problema.</p>
<p><a href="http://www.federconsumatori.it">www.federconsumatori.it</a></p>
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		<title>Mutui: rallentano i finanziamenti concessi alle famiglie</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Oct 2008 05:00:24 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2008/03/mutui-pre-ristrutturazioni.jpg?9d7bd4" alt='mutui rallentano i prestiti'class= "left" /> I tassi dei mutui per comprare casa sfondano la soglia del 6%. E&#8217; quanto risulta a Banca d&#8217;Italia, che ha pubblicato i suoi ultimi dati sul supplemento al Bollettino Statistico, a luglio, dunque, il Taeg, cioè il tasso annuo effettivo globale applicato per l&#8217;acquisto di abitazioni, è risultato in crescita per il quarto mese consecutivo e ha raggiunto quota 6,07%. Dai dati di Bankitalia risulta inoltre in crescita lo stock di debito delle famiglie italiane: a luglio il totale dei prestiti alle famiglie è infatti salito a 463,91 miliardi di euro (dopo i 460,80 di giugno), tra i quali 253,95 miliardi solo per mutui casa oltre i cinque anni. Ad agosto i tassi di interesse sui mutui casa si attestano al 5,96%, ritoccando il precedente dato massimo di luglio (5,92%). È quanto emerge dal bollettino mensile dell&#8217;Abi, secondo cui, con questo ultimo ritocco, il costo dei mutui segna il sesto rialzo consecutivo.<br />
<span id="more-3697"></span><br />
Bisogna comunque considerare che si tratta del tasso medio ponderato sul totale dei prestiti a famiglie e società non finanziarie, tasso che in quest&#8217;ultimo periodo ha risentito sia degli impulsi della politica monetaria della Bce che delle condizioni del mercato interbancario (che nelle scadenze brevi &#8211; entro tre mesi &#8211; tra luglio e agosto ha manifestato in media un aumento di circa 1 punto base). Un nuovo record hanno segnato anche i tassi sui prestiti complessivi, che ad agosto sono arrivati al 6,43%, contro il 6,4% di luglio. In calo invece al 5,33%, dal 5,63%, i prestiti alle società non finanziarie. Più in generale, il sistema bancario italiano ha segnato ad agosto impieghi per 1.489,5 miliardi, per un tendenziale in crescita del 6,9% in netta frenata rispetto all&#8217;8% di luglio e al 10,6% dello stesso mese del 2007. A rallentare sono soprattutto i finanziamenti concessi alle famiglie, che a luglio hanno avuto un tasso di crescita tendenziale pari al 7,7% contro l&#8217;8,6% di giugno e il 10,8% di un anno prima.</p>
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		<title>Mutui Casa continua la crescita dei tassi d`interesse</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Sep 2008 07:45:50 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2008/07/prima-casa-2.JPG' alt='mutuo' class= "left" />Continuano a crescere i tassi d&#8217;interesse per i mutui e sembra che tutta la struttura dei finanziamenti si sia gonfiata. La politica monetaria della BCE ha portato i tassi al 4,25% con le attuali conseguenze. Questo è il dato  del  Bollettino mensile dell`Abi. Ad agosto, i tassi sui prestiti alle famiglie per l`acquisto di abitazioni sono saliti al 5,96%, contro il 5,92% di luglio ed il 5,84% di giugno. Un livello che li riporta ai massimi dell`agosto 2002, confermando l`ascesa continua dei tassi di interesse, che ritoccano per il quinto mese consecutivo i massimi fatti segnare sei anni fa. Anche i tassi di interesse sui prestiti complessivi (oltre ai mutui anche i prestiti alle societa` non finanziarie) in agosto sono saliti al 6,43 contro il 6,40% fatto segnare nel luglio scorso e 55 punti base al di sopra del valore di agosto 2007. Va ricordato comunque che il tasso sui mutui (che sintetizza l`andamento dei tassi fissi e variabili ed e` influenzato dalla variazione della composizione fra le erogazioni a tasso fisso e variabile) e` un valore nominale, che non tiene quindi conto dalla dinamica dei prezzi. Tale valore, se depurato dall`inflazione, mostra un miglioramento rispetto alla situazione del 2002: al netto dell`inflazione, ad agosto pari al 4,1%, il tasso reale sarebbe infatti ampiamente sotto il 2%, contro il 3% del 2002. Rallenta intanto la crescita degli impieghi delle banche italiane, in linea con un ciclo economico che nel secondo trimestre dell`anno si e` molto indebolito (le ultime stime del Fondo monetario parlano di crescita zero per l`Italia, per quest`anno e l`anno prossimo).<br />
<span id="more-3563"></span><br />
I dati sugli aggregati creditizi provengono dal Monthly Outlook dell`Abi: secondo il rapporto del Centro studi e Ricerche di Palazzo Altieri, in agosto l`incremento e` stato pari al 6,9% (8% a luglio). A giudizio dell`Abi, tuttavia, il dato e` influenzato da operazioni di cartolarizzazioni al netto delle quali il tasso di crescita risulterebbe del 7,5 per cento. Stabile la tendenza della raccolta bancaria risultata pari a 1.318 miliardi (+9,88, stesso incremento segnalato in luglio). L`Abi segnala, in particolare, un rallentamento nella crescita degli impieghi a breve termine (+5,1% dal +7,1%) mentre resta sostenuta la dinamica di quelli a medio lungo termine (+11,2% in agosto). Gli impieghi delle banche verso le imprese non finanziarie rimangono sostenuti: il tasso di crescita degli impieghi alle imprese in luglio ammontava all`11% (dal 12,1% di giugno). In rallentamento, invece, i finanziamenti alle famiglie: +7,7% da +8,6% del mese precedente. Per quanto riguarda i prestiti in sofferenza, il dato di giugno segnala 15.662 milioni (-2,42%) mentre le sofferenze lorde risalgono alla fine dello stesso mese a 45,56 miliardi (45,2 miliardi in maggio). Sul fronte della raccolta, in agosto risulta stabile il trend dei depositi da clientela (+3% come a luglio) mentre la dinamica delle obbligazioni delle banche e` risultata ancora sostenuta: +18,8% in agosto da +19,2% in luglio.</p>
<p><a href="http://www.ance.it ">www.ance.it </a></p>
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		<title>Mutui: l&#8217;elenco delle banche per la rinegoziazione</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Aug 2008 10:44:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Da oggi, 29 agosto, inizierà l&#8217;invio di un milione e 200.000 lettere dalle banche che hanno deciso di aderire all&#8217;intesa Abi-Tremonti per la rinegoziazione dei mutui. Destinatari i clienti che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2007/09/banconote.jpg?9d7bd4" alt='banconote'class= "left" />Da oggi, 29 agosto, inizierà l&#8217;invio di un milione e 200.000 lettere dalle banche che hanno deciso di aderire all&#8217;intesa Abi-Tremonti per la rinegoziazione dei mutui. Destinatari i clienti che hanno in corso un mutuo a tasso variabile per la prima casa sottoscritto fino al 28 maggio scorso. Nella lettera non ci sarà, però, solo l&#8217;offerta di aderire all&#8217;accordo per la riduzione della rata con l&#8217;addebito della differenza su un conto accessorio, ma anche la presentazione di tutte le altre opzioni possibili per risparmiare, dalla rinegoziazione personalizzata alla portabilità.<br />
Insomma soluzioni a tutto tondo, con l&#8217;offerta della rata &#8220;calmierata&#8221; solo come ultima possibilità. Da oggi l&#8217;elenco delle prime banche aderenti è già disponile on line.</p>
<p><a href="http://www.portaleconsumatore.it">www.portaleconsumatore.it</a></p>
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