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	<title>Mondocasablog &#187; Bankitalia</title>
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		<title>Casa e finanziamenti. In Italia mutui in flessione</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Sep 2009 03:10:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nel primo trimestre del 2009 il volume delle erogazioni per l&#8217; acquisto di abitazioni da parte delle famiglie italiane ha subito una flessione del 23% (-3,3 miliardi di euro) rispetto [...]]]></description>
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</script><p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2009/09/3mutui1.jpg?9d7bd4" alt='mutui' class="left"/><strong>Nel primo trimestre del 2009 il volume delle erogazioni per l&#8217; acquisto di abitazioni da parte delle famiglie italiane ha subito una flessione del 23% (-3,3 miliardi di euro) rispetto allo stesso periodo del 2008. Il dato è confermato anche da un sondaggio di Bankitalia e Tecnoborsa da cui emerge che nel periodo aprile &#8211; giugno 2009 l&#8217; erogazione di mutui per l&#8217; acquisto di case è scesa al 68,3% rispetto al 70,4% del primo trimestre.</strong></p>
<p>Il calo dei prestiti ipotecari ha un&#8217; altra riprova se si considerano i valori forniti dai singoli istituti di ricerca, aggiornati al primo semestre del 2009 (che confermano la flessione del 23% del comparto anche a giugno 2009). Tranne poche eccezioni, per la maggior parte si sta profilando un anno da dimenticare sul fronte dei prestiti alle famiglie.</p>
<p>Su tutti spicca il -70% di UniCredit che ha visto crollare le erogazioni da 6,1 a 1,8 miliardi di euro da giugno 2008 a giugno 2009. Cali a doppia cifra anche per Intesa Sanpaolo (-20%) che però si conferma al primo posto nel comparto, Ing direct (-20%), Banca Mps (-12%), Ubi banca (-17%) e Unipol (-31%). Tra gli istituti in controtendenza emerge Cariparma (erogazioni a +146%). </p>
<p>In flessione anche l&#8217; importo medio finanziato, sceso nel primo trimestre del 2009 a 114mila euro contro i 122mila di un anno prima. Una diminuzione legata alla graduale scomparsa dei mutui al 100%: secondo uno studio campione di Kiron nei primi sei mesi del 2009 circa il 74% dei mutui erogati rientra nella fascia Loan to Value, dal 61% all&#8217; 80% del valore della casa.</p>
<p>Ma nonostante il calo delle erogazioni, la domanda a giugno è cresciuta per il quinto mese consecutivo (+8%), nettamente in rialzo rispetto alla debolezza archiviata lo scorso gennaio (-15%).<br />
<span id="more-5711"></span><br />
Ma qual è la situazione reale? Le famiglie chiedono meno prestiti, causa la recessione in atto, oppure gli istituti di credito hanno frenato il credito? Secondo Tecnoborsa la flessione delle erogazioni di mutui in Italia è dovuta al calo del potere d&#8217; acquisto delle famiglie ma anche alla maggiore selettività del sistema bancario verso i potenziali mutuatari. Infatti, il tasso di indebitamento delle famiglie è un po&#8217; preoccupante: circa il 51% dei mutuatari, infatti, ha un rapporto rata reddito tra il 31% e il 40% e il limite teorico per la concessione di un prestito è del 33%).</p>
<p>C&#8217; è chi, invece, afferma che stanno contribuendo alla difficile situazione del momento anche le strategie di alcune banche che hanno caricato oltremisura gli spread e questo stoppa i clienti che sono diventati attenti e non accettano offerte aggressive. </p>
<p>Sul fronte dell&#8217; offerta, molti istituti si stanno attrezzando. Banca Carige ha presentato <strong>NeoMutuo</strong>, un finanziamento ipotecario a tasso variabile ma a rata costante. In caso di rialzo dei tassi, la durata si allunga per un periodo massimo di cinque anni. Eventuali maggiori oneri sono a carico della banca.</p>
<p>Anche Barclays si prepara ad aggiornare l&#8217; offerta dei prestiti: entro fine settembre lancerà un nuovo mutuo con cap, a tasso variabile, con durata massima di 30 anni, e garantirà al cliente un tasso non superiore al 5,5 per cento in caso di rialzo dei tassi.</p>
<p>La stessa tutela garantisce il <strong>mutuo Cap Mps protezione</strong> su cui l&#8217; istituto toscano punta molto per dare una sterzata positiva alle erogazioni nell&#8217; ultimo trimestre dell&#8217; anno. Anche UniCredit informa che nelle prossime settimane presenterà un nuovo mutuo. </p>
<p><strong>Fonte: Ance</strong></p>
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		<title>Bankitalia: a luglio prestiti alle imprese ancora in frenata</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Sep 2009 03:10:50 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Continua a rallentare la crescita dei prestiti delle banche alle imprese. Secondo quanto emerge dai dati dell&#8217; ultimo supplemento al Bollettino statistico di Bankitalia, disponibili sulla Base informativa pubblica a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2009/09/3bankitalia1.jpg?9d7bd4" alt='bankitalia' class="left"/><strong>Continua a rallentare la crescita dei prestiti delle banche alle imprese. Secondo quanto emerge dai dati dell&#8217; ultimo supplemento al Bollettino statistico di Bankitalia, disponibili sulla Base informativa pubblica a luglio il tasso di crescita dei prestiti alle imprese si è attestato all&#8217; 1,3%, contro il +2,42% dei mese di giugno. </strong></p>
<p>Per le società non finanziarie, a luglio scorso il tasso di crescita è stato dello 0,94%, contro al +1,7% di giugno. Rispetto a un anno prima la frenata dei finanziamenti alle imprese è stata brusca: l&#8217; aumento dell&#8217; 1,32% degli impieghi registrato a luglio di quest&#8217; anno si confronta infatti con un incremento annuo dell&#8217; 11,35% messo a segno nel luglio del 2008. </p>
<p>Il basso incremento attuale, ovviamente, si basa su un dato di dodici mesi fa particolarmente elevato (a luglio 2008 la congiuntura dell&#8217; economia reale aveva già cominciato a rallentare). La crescita a due cifre, peraltro, da allora è andata via via calando, per scendere sotto il 10% a partire da ottobre scorso. </p>
<p>Anche nel caso dei prestiti alle famiglie si è registrato un rallentamento della crescita a luglio: l&#8217; incremento annuo è passato dal +4,59% di giugno al +4,12%. Ma il ritmo dell&#8217; aumento di luglio resta comunque piuttosto robusto rispetto a un anno prima, quando i finanziamenti alle famiglie aumentavano del 2,96% rispetto a luglio 2007.<br />
<span id="more-5636"></span><br />
Quindi è possibile che esistano anche effetti di restrizione dell&#8217; offerta del credito sulle imprese e che questi effetti siano più consistenti di quelli fatti alle famiglie, anche perché in Italia il mercato immobiliare non è crollato. </p>
<p>Ma alla nuova frenata dei prestiti corrisponde prevalentemente una domanda di credito ancora molto bassa. Il motivo è chiaro: l&#8217; Italia in questo momento non sta rischiando il credit crunch, perchè la dinamica cedente dei prestiti è dovuta essenzialmente al fatto che la domanda di investimenti è ancora molto bassa.</p>
<p>Un&#8217; ulteriore, lieve riduzione dei tassi interessa invece tutti i tipi di prestiti (imprese, famiglie, etc). Per i nuovi mutui oltre i dieci anni stipulati a luglio il tasso medio rilevato da Via Nazionale è lievissimo, pressoché fermo: del 5,17% contro il 5,18% indicato per giugno; ma nel luglio dello scorso anno il tasso sui mutui oltre i dieci anni per l&#8217; acquisto di abitazioni era del 6,08 per cento. Il tasso medio, considerando anche le altre tipologie di mutui casa, è indicato invece al 3,38% in calo dal 3,64% di giugno. Considerando invece il tasso taeg, comprensivo delle spese accessorie, Bankitalia segnala un 3,51% in luglio dal 3,79% di giugno. </p>
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		<title>I mutui in Italia: il mercato nel terzo trimestre 2008</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Feb 2009 05:30:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[A livello internazionale il terzo trimestre 2008 è stato caratterizzato da diverse flessioni degli indici borsistici, dal fallimento della Lehman Brothers (15 settembre) e dalla trasformazione delle banche d&#8217; affari [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2009/02/3mutui-tecnocasa1.jpg?9d7bd4" alt='I mutui' class="left"/>A livello internazionale il terzo trimestre 2008 è stato caratterizzato da diverse flessioni degli indici borsistici, dal fallimento della Lehman Brothers (15 settembre) e dalla trasformazione delle banche d&#8217; affari Goldman Sachs e Morgan Stanley in banche commerciali. In questo scenario si colloca il credito ipotecario destinato alle famiglie italiane per l&#8217; acquisto di abitazioni. Il volume di erogazioni è in flessione rispetto allo stesso trimestre del 2007 (in base al bollettino della Banca d&#8217; Italia del 22-01-2009), pari a 12,6 miliardi di Euro con una differenza negativa di -1,4 miliardi di euro, che in termini percentuali (-10,11%) conferma il momento non positivo del mercato (il dato dei volumi erogati include anche i mutui di sostituzione). Considerando, però, il volume delle erogazioni dei primi 9 mesi del 2008 si registra una variazione percentuale rispetto allo stesso periodo del 2007 che ammonta invece a -6,9%.<br />
<span id="more-4284"></span><br />
Il valore dell&#8217; importo medio erogato nei primi 9 mesi del 2008 pari a 123.000 euro è in linea con il dato del 2007 ed in ripresa comunque rispetto ai primi 3 mesi del 2008. Tale dato in apparenza anomalo, a fronte di una diminuzione dei volumi erogati e di un mercato immobiliare riflessivo, è spiegato dalla tendenza degli istituti bancari italiani ad erogare mutui alle famiglie considerate più solvibili. A livello regionale si registrano valori molto eterogenei: in Toscana si registra il valore medio erogato di mutui più alto (141.000 euro), in Calabria, quello più basso (94.000 euro). Secondo le stime Tecnocasa si può rilevare che l&#8217; importo medio a fine 2008 subirà un calo del -0,7%. </p>
<p>Confrontando gli andamenti dell&#8217; Euribor (parametro di riferimento della maggior parte dei mutui a tasso variabile), del tasso Bce (parametro per i nuovi mutui a tasso variabile) e dell&#8217; Irs (uno dei principali parametri utilizzati dai mutui a tasso fisso) emerge che per quasi tutto il 2008 i due tassi, Euribor e Irs, si sono avvicinati fino a sovrapporsi. Oggi, grazie ai diversi provvedimenti avvenuti sia a livello nazionale che internazionale, i due tassi sono tornati ad una situazione abituale. Negli ultimi mesi il tasso Euribor ha subito una serie di cali: mentre il 9 ottobre 2008 il tasso registrava il suo valore massimo 5,39%, oggi il tasso è a 2,37%. Pertanto, si è calcolato, che la rata mensile di un mutuo a tasso variabile di 130.000 euro in 20 anni acceso ad ottobre 2008, costava ad una famiglia 175 euro in più di quanto costerebbe stipularlo ora.</p>
<p><strong>I provvedimenti attuati in Italia nel 2008</strong><br />
Nell&#8217; ultimo anno il mercato dei mutui in Italia ha visto un susseguirsi di provvedimenti che hanno aumentato la concorrenza nel mondo bancario. L&#8217; obiettivo di tali provvedimenti è stato quello di aiutare le famiglie italiane che si sono trovate in difficoltà a causa dell&#8217; aumento dei tassi di interesse dell&#8217; ultimo periodo. Il decreto Bersani ha introdotto la surroga o portabilità del finanziamento: da agosto 2008 a dicembre le operazioni di surroga si aggirano a circa 15.000.Il 27 Maggio 2008 è stata firmata la convenzione ABI &#8211; Ministero dell&#8217; economia che prevede la possibilità di rinegoziare i mutui a tasso variabile per la prima casa stipulati o accollati, anche a seguito di frazionamenti, fino a tutto il 28 Maggio 2008, finalizzati all&#8217; acquisto, costruzione, ristrutturazione dell&#8217; abitazione principale ed erogati da banche e intermediari.</p>
<p><strong>Il 2009 e il  Decreto 185/08</strong><br />
Il 2009 si apre con un nuovo provvedimento presentato nel Decreto 185/08, novembre 2008. Il Decreto fissa un tetto massimo del tasso di interesse variabile al 4%; se il tasso dovesse superare il 4%, l&#8217; eccedenza verrà versata dallo Stato alle banche, viene applicata solo per i mutui accesi prima del 31 ottobre 2008 per l&#8217; acquisto, costruzione e ristrutturazione dell&#8217; abitazione principale sono esclusi gli immobili codificati al catasto come ville, castelli, palazzi di pregio artistico / storico, abitazioni signorili e case a schiera. L&#8217; unico limite è che al momento della sottoscrizione del mutuo il tasso utilizzato doveva essere inferiore al 4%. Quindi il decreto riguarderà in linea di massima i mutui accesi tra il 2003 e 2006.</p>
<p>Un&#8217; altra novità è la possibilità di scegliere se sottoscrivere o cambiare mutuo ancorando, oltre all&#8217; Euribor gli interessi al tasso Bce. Di norma il tasso Bce è inferiore di 0,15%-0,25% rispetto all&#8217; Euribor e la rata resta bloccata per lunghi periodi, garantendo maggior stabilità, poiché l&#8217; aggiornamento del tasso avviene al massimo su base mensile e non viene quotato ogni giorno come accade per l&#8217; Euribor. Come già sottolineato da diverse associazioni di consumatori lo spread applicato per alcuni prodotti a tasso Bce ha superato in alcuni casi la soglia del 2% ed ha eliminato, quindi, la convenienza della scelta tra i due tassi (ora allineati).</p>
<p><strong>Conclusioni</strong><br />
La crisi dell&#8217; ultimo anno e mezzo ha portato a galla la fragilità del sistema finanziario internazionale. Molte nazioni hanno cercato di tutelare le proprie economie con piani di salvataggio che hanno immesso liquidità nelle proprie economie, riducendo i tassi, ricapitalizzando le banche e sostenendo le imprese così da evitare perdite di altri posti di lavori. Un aspetto comune di quasi tutti questi interventi è stato quello di prevenire per il futuro un&#8217; altra crisi cercando di depurare il sistema focalizzando gli sforzi verso una valutazione più attenta del rischio. La Banca d&#8217; Italia ha inviato, infatti, una circolare sulla Vigilanza, nella quale sono descritte le regole per le nuove offerte e le loro comunicazioni.</p>
<p>Dal 1° marzo Bankitalia vigilerà sulla comunicazione relativa a nuove offerte e a nuovi prodotti di mutuo, a tasso Bce o Euribor. Ogni istituto di credito dovrà fornire ai clienti, nuovi e vecchi, la documentazione di trasparenza nella quale sono elencati tutti i prodotti di mutuo offerti dalla banca, i tassi, le condizioni economiche / contrattuali e le caratteristiche / rischi tipici dell&#8217; operazione. Ogni famiglia avrà a disposizione maggiori informazioni e maggiori possibilità di scelta. È auspicabile che i futuri mutuatari siano più attenti e riflessivi nelle proprie scelte, attraverso l&#8217; informazione e la valutazione delle proposte di diversi operatori finanziari. Infatti solo la corretta informazione e la trasparenza delle offerte può far aumentare la fiducia dei consumatori che, unita alla responsabilità degli istituti creditizi, potrà far superare quanto prima questo particolare momento. </p>
<p><strong>Fonte: Ufficio Studi Kìron, Gruppo Tecnocasa</strong></p>
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		<title>Mutui: tassi abbassati ai livelli del 2005</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Feb 2009 05:15:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La Bce ha deciso di tagliare i tassi dello 0,50%, portandoli al 2%, il minimo storico dalla nascita dell&#8217; euro. La Banca centrale europea ha anche deciso di tagliare i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2009/02/2mutui1.jpg?9d7bd4" alt='Mutui: tassi abbassati ai livelli del 2005' class="left"/>La Bce ha  deciso di tagliare i tassi dello 0,50%, portandoli al 2%, il minimo storico dalla nascita dell&#8217; euro. La Banca centrale europea ha anche deciso di tagliare i tassi sui depositi di un punto portandoli all&#8217; 1%. I tassi tornano così ai livelli di fine 2005, prima che la Bce avviasse la passata manovra restrittiva, culminata al 4,25% di luglio scorso. La manovra decorre dal 21 gennaio. Nell&#8217; ultima riunione del 2008 la Bce aveva varato la più consistente riduzione dei tassi  mai decisa in un colpo solo: 0,75 punti in meno, che ha seguito altri due  tagli, in entrambi i casi da mezzo punto percentuale. Lo scorso 8 ottobre, in  reazione all&#8217; aggravarsi della crisi finanziaria, la Fed, la Bce, la Bank of England e le altre maggiori banche centrali mondiali  avevano deciso un taglio simultaneo dei rispettivi tassi di riferimento per  mezzo punto percentuale. Il presidente della Bce, durante la conferenza stampa a seguito della riunione del Consiglio  direttivo, ha affermato che il rientro dell&#8217; inflazione è stato determinante  per la decisione di tagliare nuovamente i tassi di interesse, ridotti di un altro mezzo punto al 2%; inoltre, non ha escluso ulteriori tagli in futuro.<br />
<span id="more-4264"></span><br />
L&#8217; Italia è il Paese meno indebitato fra i 16 di Eurolandia per l&#8217; acquisto di abitazioni. Lo rileva l&#8217; ultimo bollettino mensile della Bce. I mutui  contratti per finanziare le compravendite di immobili rappresentano il 17,2% del Pil, molto meno rispetto agli altri Paesi dell&#8217; Eurozona, eccezion fatta per  la Slovenia, che ha adottato l&#8217; euro nel 2007, ferma al 7,7%. Per questo,  spiega la Bce, l&#8217; Italia pare maggiormente al sicuro  rispetto ad un&#8217; eventuale esplosione della bolla immobiliare.</p>
<p>Da un&#8217; analisi effettuata da UniCredit Consumer Financing sulla base dei dati di Bankitalia, sull&#8217; andamento del mercato dei mutui residenziali a privati in Italia nei primi nove mesi del 2008, è emersa una flessione delle erogazioni di circa il 6,9% rispetto all&#8217; anno precedente,  passando da 44.949 a 41.861 milioni di euro. La contrazione delle erogazioni di mutui alle famiglie riflette il rallentamento del mercato immobiliare. Sono in linea con la flessione del mercato italiano le macro aree dell&#8217; Italia  Nord &#8211; Occidentale e Orientale che evidenziano un andamento rispettivamente  pari a &#8211; 7,25% e &#8211; 6,18%. La Lombardia conferma la sua forte incidenza sulle erogazioni nazionali, con il 24,19%, pur registrando un calo delle erogazioni del &#8211; 6,76%. Molto significativa la contrazione del mercato nell&#8217; Italia centrale,  con una media del -10,53% e una punta del -12,53% nel Lazio. L&#8217; Italia  meridionale flette del &#8211; 5,59% con il dato della Campania che registra un  &#8211; 13,55%. In controtendenza l&#8217; Italia insulare, l&#8217; unica area con segno  positivo, +3,16%.</p>
<p><strong>Fonte Tecnoborsa</strong></p>
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		<title>Come evitare l’indebitamento eccessivo per colpa del mutuo troppo alto</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jan 2009 16:12:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sono passati i tempi in cui avere un debito, e magari un’ipoteca, era considerato quasi un disonore. Il mutuo oggi è un prodotto che può contribuire al miglioramento della vita [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2008/07/mercato-immobiliare.JPG' alt='mutuo'class= "left" /><strong>Sono passati i tempi in cui avere un debito, e magari un’ipoteca, era considerato quasi un disonore. Il mutuo oggi è un prodotto che può contribuire al miglioramento della vita delle persone. Occorre però non esagerare con l&#8217;ammontare degli importi. Ormai da più parti viene segnalata la forte espansione del credito: non solo rivolto all’acquisto di immobili, ma anche di autoveicoli o di beni non durevoli, anche voluttuari. </strong>Inoltre il ricorso a strumenti di pagamento elettronici spesso non consente di valutare pienamente la pericolosa diminuzione dei propri risparmi. È necessario quindi essere pienamente consapevoli che l’accumularsi di rateazioni non adeguatamente ponderate al momento in cui si assumono gli impegni, potrebbe rendere insostenibili gli esborsi periodici rispetto alle effettive entrate familiari, finendo per causare difficoltà tali da determinare, in alcuni casi, veri e propri dissesti finanziari con conseguenze imprevedibili.<br />
<span id="more-4038"></span><br />
Lo stesso Consiglio dell’Unione Europea fin dal 26 novembre 2001 ha espresso con una propria Risoluzione la preoccupazione per un indebitamento eccessivo, e ha auspicato l’introduzione<br />
di misure preventive riguardanti l&#8217;informazione dei debitori e la responsabilità di coloro che offrono credito. Tuttavia, nessuna legge può sostituire il buon senso e la prudenza: a volte è più saggio rinunciare, limitare o rinviare un acquisto. Un buon consiglio, lo scambio di opinioni<br />
con una persona esperta può aiutare a non perdere la serenità per il futuro.</p>
<p><a href="http://www.notariato.it">www.notariato.it</a></p>
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		<title>In calo Euribor e il costo del denaro</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Dec 2008 10:56:08 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2008/11/sec.jpg?9d7bd4" alt='calo euribor'class= "left" />Prosegue &#8221;a passo di lumaca&#8221; la discesa dei tassi di mercato monetario, soprattutto per le scadenze oltre la settimana. Sull&#8217;interbancario, i tassi Euribor, a cui sono indicizzati mutui, prestiti commerciale e bond, hanno subito nuove limature. L&#8217;Euribor a 3 mesi e&#8217; sceso al 3,204% dal 3,24, sui minimi del 9 agosto 2006. Pero&#8217;, questa mattina, il tasso overnight (Ois) viaggia al 2,17%, cioe&#8217; sotto il tasso di policy (Refi) della Bce attualmente al 2,50%. Nei fatti significa che c&#8217;e&#8217; grande abbondanza di liquidita&#8217; ma questa non arriva sulle scadenze piu&#8217; lunghe. Cosi&#8217; imprese e famiglie sono costrette a pagare tassi &#8221;abnormalmente&#8221; elevati. Questa mattina, Jean-Claude Trichet, presidente della Bce, ha detto che &#8221;lo spread tra Ois (Overnight) e Euribor a tre mesi e&#8217; ancora troppo alto&#8221;. Con l&#8217;Overnight al 2,17%, l&#8217;Euribor 3 mesi dovrebbe costare 15 punti in piu&#8217; dell&#8217;Overnight e non 103 come avviene attualmente.<br />
<span id="more-3987"></span><br />
Stessa musica se si utilizza come parametro il Refi, il prescindendo dalle attuali condizioni di abbondante liquidita&#8217;. Con il Refi al 2,50%, l&#8217;Euribor tre mesi dovrebbe essere al massimo intorno al 2,75%, cioe&#8217; 20-25 punti base sopra il tasso di policy, non 70 punti come sta accadendo attualmente. Nei fatti, oltre le scadenze a brevissimo termine (Overnight, tom next, 1 settimana), i tassi si impennano perche&#8217; la liquidita&#8217; non arriva sulle scadenze piu&#8217; lunghe. Jean-Claude Trichet ha detto che si sta pensando di ridurre i tassi a cui remunera le riserve in eccesso depositate dalle banche commerciali presso la Bce. Un modo per aumentare in capo alle banche il &#8221;costo del parcheggio&#8221; della liquidita&#8217; attualmente fissato al 2%.  </p>
<p><a href="http://www.pirellire.com">www.pirellire.com</a></p>
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		<title>Calano i tassi dei mutui</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Dec 2008 09:57:33 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2007/09/bankitalia.jpg?9d7bd4" alt='bankitalia'class="left" />Prosegue il calo dei tassi sui mutui per l&#8217;acquisto di abitazioni, che a ottobre torna ai livelli fatti segnare lo scorso maggio. Scorrendo le tabelle del Supplemento al Bollettino Statistico di Bankitalia, si nota come il tasso annuo effettivo globale applicato ai prestiti per l&#8217;acquisto di nuove abitazioni in ottobre e&#8217; pari al 5,88%, contro il 5,95% di settembre ed il 6,11% di agosto, picco massimo degli ultimi anni. In costante flessione anche il tasso nominale medio sui mutui, che passa al 5,76% contro il 5,80% di settembre ed il 5,95% di agosto. Il rendimento applicato ai mutui sopra i 10 anni scende al 5,87%, contro il 5,93% di settembre ed il 6,10% di agosto. Stabili le consistenze di mutui a ottobre, che si attestano a 257,58 miliardi di euro, contro i 257,18 miliardi di settembre. Sale invece il tasso sul credito al consumo, che balza dall&#8217;8,82% di settembre al 9,3% di ottobre, massimo degli ultimi 12 mesi.  </p>
<p><a href="http://www.pirellire.com">www.pirellire.com</a></p>
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		<title>Mutui in flessione nel secondo trimestre</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Oct 2008 08:52:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Elaborazione Tecnocasa su dati Bankitalia la crisi fa paura, grande gelata per i mutui. Nel secondo trimestre dell`anno flessione del 10%. Genova (-17%) si colloca comunque all`11° posto in Italia. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2008/07/mutui3.JPG' alt='mutui' class= "left" />Elaborazione Tecnocasa su dati Bankitalia la crisi fa paura, grande gelata per i mutui. Nel secondo trimestre dell`anno flessione del 10%. Genova (-17%) si colloca comunque all`11° posto in Italia. Il mercato dei prestiti per l`acquisto delle abitazioni fa segnare nel secondo trimestre 2008 un -10% rispetto allo stesso trimestre dell`anno precedente. A livello di macroaree si puo` notare un peggioramento generalizzato: -12% nel Nord-Ovest, -8% nel Nord-Est, -10% al Centro, -9% al Sud e -11% nell` Italia insulare. Per quanto riguarda piu` specificatamente la Liguria, il dato registra un -16% rispetto allo stesso trimestre del 2007. Nel secondo trimestre 2008 sono stati erogati 475 milioni di euro, un ammontare che colloca la regione al 10° posto per volumi erogati. Tutte le province presentano una diminuzione delle erogazioni: Imperia (-14%), La Spezia e Savona (-15%). Di segno negativo anche la provincia di Genova (-17%), che comunque si colloca al 11° posto per volumi erogati in Italia con 278 milioni.<br />
<span id="more-3834"></span><br />
Tornando alle cifre nazionali, il credito ipotecario destinato alle famiglie per l`acquisto di abitazioni presenta un volume di erogazioni pari a 15,03 miliardi, in flessione di 1,68 miliardi, che tradotto in termini percentuali (-10,18%) conferma il momento non positivo del mercato (da ricordare che i volumi erogati includono anche i mutui di sostituzione).<br />
Per quanto riguarda il valore delle consistenze dei mutui in Italia, si registra una crescita. Dopo un`iniziale diminuzione nel mese di marzo e aprile, l`andamento ha ripreso a salire fino al mese di agosto, quindi considerando un arco temporale di un anno, ovvero rapportando il dato nel periodo di gennaio/giugno 2008 con quello di gennaio/giugno 2007, si ottiene una crescita media del 4,4% delle consistenze. Andando ad analizzare l`importo medio erogato nei primi 6 mesi del 2008, pari a 123.000 euro, si osserva che il valore e` in linea con il dato del 2007, in ripresa comunque rispetto ai primi 3 mesi del 2008. Questo dato potrebbe sembrare anomalo a fronte di una diminuzione dei volumi erogati e di un mercato immobiliare riflessivo, ma puo` essere spiegato dalla tendenza degli istituti bancari italiani ad erogare mutui alle famiglie considerate piu` solvibili. Tale dato rappresenta la media di valori molto eterogenei che vanno dal mutuo medio piu` alto del Lazio e della Toscana (140.000 euro) a quello piu` basso della Calabria (96.000).<br />
Le tensioni dei mercati finanziari hanno portato i mutuatari a continuare a preferire il tasso fisso; si stima infatti che circa il 70% dei nuovi mutui siano stati stipulati a tasso fisso, sebbene recentemente la Bce abbia diminuito i tassi di mezzo punto. L`andamento dell`Euribor (parametro di riferimento della maggior parte dei mutui a tasso variabile), messo a confronto con l`Irs (uno dei principali parametri utilizzati dai mutui a tasso fisso) rivela come la forbice tra i due tassi si e` assottigliata nel corso degli anni. I due andamenti nei primi mesi del 2008 si sono sovrapposti fino ad arrivare ad una situazione impensabile solo 24 mesi fa, dove l`Irs supera l`Euribor.</p>
<p><a href="http://www.ance.it"> www.ance.it</a></p>
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		<title>Il Governo per credito a famiglie ed imprese</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Oct 2008 08:49:17 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2008/10/tremonti.jpg?9d7bd4" alt='tremonti'class= "left" />Fino ad oggi il credito erogato dal sistema bancario italiano alle famiglie e alle imprese, pur in rallentamento, ha continuato a crescere. E&#8217; quanto emerge dalla riunione &#8211; che si è tenuta oggi presso il ministero dell&#8217;Economia e delle finanze &#8211; del &#8220;Comitato per la salvaguardia della stabilità finanziaria&#8221;. Il Comitato si è riunito per esaminare gli sviluppi più recenti delle tensioni sui mercati finanziari internazionali e nazionali. Oltre al Ministro dell&#8217;Economia e delle Finanze, Giulio Tremonti, che ha presieduto la riunione, erano presenti il Governatore della Banca d&#8217;Italia Mario Draghi, il Direttore generale del tesoro Vittorio Grilli, il Presidente della Consob Lamberto Cardia, il Presidente dell&#8217;Isvap Giancarlo Giannini. Nel corso della riunione sono state esaminate le analisi condotte dalle Autorità di supervisione e vigilanza alla luce degli effetti degli interventi coordinati di metà ottobre. Tali analisi indicano la solidità del sistema bancario italiano nel suo complesso grazie al prudente modello di operatività adottato dagli intermediari e alla minore leva finanziaria.<br />
<span id="more-3826"></span><br />
L&#8217;ingente immissione di liquidità da parte dell&#8217;Eurosistema a tassi del 3,75% ha fatto scendere i tassi Euribor a tre mesi sotto il 5%. Tuttavia permangono criticità legate alla forte flessione delle quotazioni e al persistere di tensioni sul mercato interbancario. </p>
<p>w<a href="http://ww.governo.it">ww.governo.it</a></p>
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		<title>Federconsumatori: aumento dei pignoramenti</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Oct 2008 10:19:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Banche, si consolida boom pignoramenti immobiliari, (+ 22,3 % SUL 2007) per l&#8217;insostenibile aumento delle rate, che aggravano su 3,2 milioni di famiglie indebitate a tasso variabile, per precise responsabilità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2008/07/prima-casa-2.JPG' alt='prima casa'class= "left" />Banche, si consolida boom pignoramenti immobiliari, (+ 22,3 % SUL 2007) per l&#8217;insostenibile aumento delle rate, che aggravano su 3,2 milioni di famiglie indebitate a tasso variabile, per precise responsabilità delle banche. Mentre le banche,sorrette dal Governo Berlusconi-Tremonti, che oltre al decreto salva-banche ed alla convenzione Abi- Ministero dell’Economia,vero e proprio alibi all’obbligo della surroga e della portabilità dei mutui senza alcun onere, continuano la loro sporca melina nel non applicare la legge, si continua a registrare un vero e proprio boom di pignoramenti ed esecuzioni immobiliari in un campione significativo di Tribunali, ben 24 monitorati dall’Adusbef con immensa fatica.  Su 3,5 milioni di famiglie che hanno contratto un mutuo per acquistare una casa negli anni scorsi, ben 3,2 milioni, ossia il 91% è stato indotto,dai cattivi ed interessati consigli delle banche,a sottoscrivere contratti con tassi variabili quindi esposti alle turbolenze dei mercati, in presenza di tassi fissi al minimo storico,sconsigliati oppure non erogati affatto dalle banche,quando tutti gli indicatori economici che segnalavano una imminente stretta monetaria, avrebbero dovuto indurre gli istituti di credito a maggiore prudenza per debiti di così lunga scadenza.<br />
<span id="more-3813"></span><br />
Dalla prima stretta monetaria Bce del dicembre 2005,che aumentò i saggi dal 2 al 2,25%, è iniziato un lungo calvario per milioni di famiglie che si sono viste aumentare le rate di ben 130 euro al mese su un mutuo di 100.000 euro, quindi di ben 1.560 euro a regime su base annua, che invece di essere aiutate dalle banche per trovare soluzioni per uscire dal rischio di insolvenza,vengono spinte verso il fallimento, per i noti e denunciati interessi degli istituti di credito in Asteimmobili, società operante nei tribunali gestita da Abi e banche.<br />
L’insostenibile pesantezza della rate per pagare i mutui,aumentate anche del 65% dal 2005, porta sempre più famiglie italiane a non poter onorare le rate, impegno sempre più gravoso che si traducono,per almeno 1,9 milioni di mutuatari ad un rischio reale di insolvenza al punto che, secondo le stime dell’Adusbef,che ha raccolto i dati nei maggiori tribunali con fatica e tenacia, le stime di quest’anno sul numero di pignoramenti ed esecuzioni, potrebbe salire del 22 % .  Secondo le stime, quindi le procedure immobiliari o pignoramenti sarebbero pari al 2,7 %el totale dei mutui, quindi a circa 130.000 su 3,5 milioni del totale, perchè‚ la maggior parte di essi è stato erogato a tasso variabile e risente del rialzo dei tassi della Bce e del cartello bancario europeo che fissa i tassi euribor ai quali sono indicizzati le rate, quando negli anni 2003-2004 i tassi di interesse erano arrivati ai minimi storici e tutti gli indicatori stimavano un loro aumento.  Sono frottole le lungaggini dei 7 anni raccontate per vendere la case all’asta,perché con la nuova legge fallimentare entrata in vigore nel 2004, le banche mandano le case all’asta con procedure massime di 3 anni,quindi stanno maturando quelle procedure iniziate nel 2004, che portano ad avvicinarci pericolosamente agli Usa, ad un boom di pignoramenti ed esecuzioni immobiliari,con aumenti stimati nel 2008 rispetto al 2007, da un minimo16% a Bologna e Cagliari, fino al 39% di Bari. Dal consueto monitoraggio risultano infatti aumenti di pignoramenti pari ad un + 21% a Milano; + 22 a Roma e Padova; + 28% a Monza e Pinerolo; + 24 a Como e Perugia; + 25% a Napoli, con una media del 22,3%.<br />
Gli aumenti maggiori di pignoramenti si registrano a Milano (+378), Roma (+ 354); Napoli (+ 353); Bari (+349); Torino (+ 322) ; Verona (+ 267); Lecce (+261); mentre L’Aquila, pur avendo una percentuale del 33%,registra un aumento di pignoramenti pari a + 32. E tale situazione di insolvenza è destinata ad aumentare e ad allargarsi ulteriormente nei prossimi mesi, in assenza di interventi tesi a rinegoziare i mutui senza oneri con allungamento vita residua o provvidenze sugli interessi a favore delle famiglie più deboli.<br />
Se il Governo, oltre al decreto salva-banche ed alle provvidenze per le imprese, non emana un urgente decreto “salva-famiglie”, anche con sgravi fiscali di almeno 1.500 euro,da destinare sulle future tredicesime per i redditi sotto i 25.000 euro a favore di lavoratori a reddito fisso e dei pensionati, si allargherà una frattura sociale con enormi ricadute negative sull’economia reale che già sconta una recessione lieve,che diventerà più pesante nei prossimi mesi quando il crack finanziario globale dispiegherà i suoi effetti anche in Italia. </p>
<p><a href="http://www.federconsumatori.it">www.federconsumatori.it</a></p>
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