L’inflazione colpisce soprattutto l’Abruzzo

prima casaIstat, a giugno balza al 3,8%. Top dal 1996. L’Aquila tra le prime per aumenti. Balzo dell’inflazione a giugno. L’indice dei prezzi al consumo sale al 3,8%, il livello più alto dal mese di luglio del 1996. L’Istat, quindi, conferma le stime preliminari diffuse lo scorso 30 giugno, attestando una crescita mensile dello 0,4%. A maggio l’inflazione era al 3,6%. Nel mese di giugno gli aumenti congiunturali più significativi sono stati rilevati per i trasporti (+1,4%), abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+0,6%) e prodotti alimentari e bevande
analcoliche (+0,4%). Non si sono verificate variazioni congiunturali negative. Gli incrementi tendenziali più elevati si sono registrati per abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+7,2%), trasporti (+6,9%) e prodotti alimentari e bevande analcoliche (+6,1%).
Una variazione nulla si e’ registrata nei ervizi sanitari mentre una variazione tendenziale negativa si e’ verificata nelle Comunicazioni (-2,3%). Nell’ambito delle città capoluogo di regione, gli aumenti tendenziali più elevati si sono verificati a Torino e L’Aquila (+4,2% per entrambe), precedute solo da Cagliari (+4,4%), Napoli (+4,3%).

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Codacons: tariffe verso maxi rincaro luce fino +8% da luglio

codacons logoSe verranno confermati gli aumenti previsti oggi dal Ref, si verificherebbe una maxi-stangata sulle bollette elettriche degli italiani, già penalizzati da rincari costanti delle tariffe luce e gas, avvenuti negli ultimi anni.
“Il Governo deve studiare interventi simili a quelli introdotti sulle accise per la benzina, al fine di contenere gli aumenti tariffari e limitare l’aggravio di spesa per i cittadini – afferma il Presidente Codacons, Carlo Rienzi – In particolare chiediamo di eliminare i cosiddetti “extra-costi” dalle bollette elettriche, primi fra tutti il Cip6, ossia gli incentivi dovuti dal sistema elettrico alle imprese produttrici che utilizzano fonti rinnovabili e assimilate. Questi extra-costi pesano sugli importi delle bollette per oltre il 6% - spiega Rienzi – e devono essere eliminati del tutto per fronteggiare l’escalation inarrestabile del petrolio”.

www.codacons.it

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