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	<title>Mondocasablog &#187; canone locazione</title>
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		<title>Regione Lombardia. Famiglia, pacchetto di interventi: buono da 1300 euro per nuclei bisognosi, sostegno alla maternità e lotta all&#8217; abbandono scolastico</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 17:06:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#8220;Regione Lombardia mette a disposizione della famiglie lombarde un pacchetto di interventi del valore di 27 milioni; un aiuto alle famiglie in difficoltà per affrontare la difficile situazione economica del [...]]]></description>
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</script><p><a href="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2010/02/formigoni.jpg?9d7bd4"><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2010/02/formigoni.jpg?9d7bd4" alt="" title="formigoni" width="200" height="267" class="left" /></a><strong>&#8220;Regione Lombardia</strong> mette a disposizione della <strong>famiglie lombarde</strong> un pacchetto di <strong>interventi</strong> del valore di 27 milioni; un aiuto alle <strong>famiglie in difficoltà</strong> per affrontare la  difficile situazione economica del momento. La <strong>famiglia</strong>, che è un bene in sé e perciò un bene per tutti, da salvaguardare e proteggere,  è infatti il vero soggetto debole della società contemporanea&#8221;. Lo ha detto il presidente della regione <strong>Roberto Formigoni</strong> presentando alla stampa il pacchetto di interventi, in una conferenza stampa al Palazzo Pirelli, cui hanno partecipato i vertici regionali di Cgil, Cisl e Uil (Elena Lattuada, Gigi Petteni e Walter Galbusera) e i segretari dei sindacati pensionati.</p>
<p>Dei 27 milioni messi, a disposizione della <strong>famiglia</strong>, 17 milioni sono per il &#8220;<strong>Buono famiglia 2010</strong>&#8221; per <strong>nuclei disagiati</strong>; 7 milioni per progetti di sostegno delle responsabilità familiari e di contrasto al <strong>disagio adolescenziale</strong> e all&#8217; <strong>abbandono scolastico</strong> e 3 milioni per realizzare progetti di &#8220;<strong>aiuto alla vita</strong>&#8220;, destinati a sostenere le  madri in difficoltà, durante la gravidanza  e fino al primo anno di vita del bambino.</p>
<p><strong>Buono famiglia</strong><br />
Prosegue anche quest&#8217; anno, con nuove caratteristiche, l&#8217; erogazione del &#8220;<strong>Buono famiglia</strong>&#8220;, avviata lo scorso anno. &#8220;In particolare, per il corrente anno, le caratteristiche dell&#8217; intervento &#8211; ha voluto precisare l&#8217; assessore regionale alla famiglia e <strong>solidarietà sociale</strong> Giulio Boscagli &#8211; sono il frutto di un proficuo confronto tra  il mio assessorato e i sindacati Cgil, Cisl e Uil, regionali e di categoria. L&#8217; esito di questo confronto è stata la stesura di un Accordo, che ho sottoscritto con loro, insieme al <strong>presidente Formigoni</strong>, che contiene gli obiettivi condivisi tra le parti e presenta alle <strong>famiglie lombarde</strong> i nuovi requisiti per  poter ottenere il contributo&#8221;.<br />
<span id="more-6679"></span><br />
&#8220;Il Buono quest&#8217; anno sarà di 1.300 euro e verrà corrisposto in un&#8217; unica soluzione &#8211; ha spiegato il <strong>presidente Formigoni</strong> &#8211; Verrà assegnato a tutte le <strong>famiglie</strong> residenti in Lombardia, che si fanno carico del pagamento della retta di un familiare, <strong>anziano o disabi</strong>le, ricoverato in una struttura residenziale della Lombardia (RSA o CSS &#8211; Comunità socio sanitaria), e che presentino almeno una delle seguenti due condizioni: avere nel proprio nucleo familiare almeno un figlio, anche in affido, minorenne e un indicatore della situazione di reddito familiare (ISR) non superiore a 22.000 euro; percepire <strong>ammortizzatori sociali</strong> a causa dell&#8217; interruzione o sospensione del rapporto di <strong>lavoro</strong>&#8220;.</p>
<p>Al calcolo dell&#8217; <strong>Indicatore della Situazione di Reddito (ISR)</strong> concorrono: il <strong>reddito familiare </strong>(eventualmente ridotto del <strong>canone </strong>annuale di <strong>locazione</strong> dell&#8217; abitazione in cui risiede la <strong>famiglia</strong>) e altre caratteristiche strutturali (numero dei componenti, presenza di persone con handicap permanenti o invalidità superiore al 66%, famiglie monogenitoriali e famiglia con entrambi i genitori lavoratori). Per fare degli esempi un reddito ISE di 22.000 può corrispondere ad un reddito di 58.520 euro, se la <strong>famiglia</strong> è composta da due genitori che lavorano e hanno due figli a carico, o ad un reddito di 73.000 euro se a lavorare è un solo genitore ma i figli sono tre, dei quali uno disabile<strong>.</strong></p>
<p>La domanda per ottenere il <strong>Buono</strong> va presentata presso gli sportelli territoriali attivati a livello distrettuale nelle <strong>Asl</strong> dal 15 febbraio al 5 marzo 2010. Il Buono di 1.300 euro sarà accreditato, in un&#8217; unica soluzione, sul conto corrente bancario o postale della <strong>famiglia</strong> beneficiaria ovvero inviato con un assegno a coloro che  non fossero titolari di conto corrente.</p>
<p>&#8220;Ci tengo &#8211; ha precisato <strong>Formigoni</strong> &#8211; a consegnare i buoni quanto prima: dare alle <strong>famiglie</strong> la possibilità di spendere è infatti anche un contributo all&#8217; <strong>economia</strong>&#8221;  </p>
<p>Poichè si stima che le <strong>famiglie</strong> con i requisiti richiesti siano un numero oscillante tra 13 e 14 mila, con i 17 milioni di euro stanziati sarà possibile soddisfare tutte le richieste. <strong>Entro il 30 aprile prossimo</strong>, alla luce delle domande presentate e delle risorse erogate, verrà esaminata la possibilità di<br />
incrementare la quota da erogare con particolare riferimento al numero dei figli. Per verificare la veridicità delle affermazioni e la loro rispondenza ai requisiti richiesti per ottenere il Buono, la Regione effettuerà controlli a campione su almeno il 15% delle domande presentate.</p>
<p>Oltre al &#8220;<strong>Buono famiglia</strong>&#8221; il <strong>presidente Formigoni</strong> ha illustrato il contenuto di altri due provvedimenti, approvati  dalla giunta e per la cui realizzazione sono stati stanziati 10 milioni di euro. I relativi bandi saranno pubblicati entro pochi giorni.</p>
<p><strong>Sostegno delle responsabilità familiari </strong><br />
Si tratta di una bando da 7 milioni di euro connesso alla legge lombarda 23 / 99, che ha lo scopo di cofinanziare la realizzazione di progetti innovativi che rispondano alle esigenze delle <strong>famiglie</strong> per: la <strong>tutela</strong> della <strong>maternità</strong>, la formazione al ruolo di genitore; per contrastare il <strong>disagio adolescenziale</strong> e l&#8217; abbandono scolastico. Progetti cioè il cui obiettivo è quello di aiutare i genitori <strong>nella loro funzione di cura e di educazione</strong>. </p>
<p>Le azioni dovranno essere rivolte in particolare a: contrastare il fenomeno della <strong>dispersione scolastica</strong>; organizzare e attivare esperienze di <strong>associazionismo sociale</strong>, favorire il mutuo aiuto nel lavoro domestico e di cura familiare, fornire adeguate forme di aiuto e sostegno alle donne che subiscono o hanno subito violenze e/o maltrattamenti; organizzare &#8220;<strong>banche del tempo</strong>&#8220;; promuovere iniziative di sensibilizzazione e formazione delle <strong>famiglie</strong> in relazione ai loro compiti sociali ed educativi.</p>
<p>Destinatari, invitati a presentare i progetti, sono: le associazioni di <strong>solidarietà familiare</strong>; le organizzazioni di volontariato; le associazioni senza scopo di lucro e associazioni di promozione sociale; le cooperative sociali; gli enti privati con personalità giuridica riconosciuta e gli enti ecclesiastici.</p>
<p>&#8220;<strong>Il finanziamento regionale è a fondo perduto</strong> &#8211; ha spiegato Formigoni &#8211; ed è erogato a titolo di rimborso delle spese sostenute. Per ogni singolo progetto, di durata annuale, il <strong>finanziamento regionale</strong> fino  al 70% del costo complessivo, fino a un massimo di 35.000 euro per i progetti di contrasto alla dispersione scolastica realizzati in partnership tra associazioni e fino a un massimo di 15.000 euro per i progetti di mutuo aiuto e formazione ai compiti genitoriali. <strong>I tempi e modalità di presentazione dei progetti saranno definiti dal Bando.</strong></p>
<p><strong>Sostegno della maternità </strong><br />
Per realizzare interventi sperimentali e innovativi di &#8220;<strong>aiuto alla vita</strong>&#8220;, cioè di tutela e sostegno alla maternità, la Giunta lombarda stanzia 3 milioni di euro. I progetti, che potranno essere presentati da <strong>associazioni di solidarietà familiare</strong>, da altri soggetti non profit e da organizzazioni pubbliche e private che gestiscono consultori familiari accreditati.</p>
<p>&#8220;Per ogni singolo progetto, di durata annuale &#8211; ha spiegato il presidente &#8211; il <strong>finanziamento regionale</strong> potrà arrivare fino all&#8217; 80% del suo costo complessivo, per un importo non superiore a 50.000 euro per i progetti il cui obiettivo sia quello di prevenire e rimuovere le difficoltà che potrebbero indurre la madre all&#8217; interruzione di gravidanza e di 100.000 euro per i progetti di cui al punto il cui scopo sia quello di predisporre e organizzare, per ogni <strong>famiglia</strong> che lo richieda, un piano personalizzato di sostegno psicologico, socio &#8211; assistenziale e sanitario utilizzando le risorse di enti pubblici e di privato sociale, di volontariato, nonché le reti informali di solidarietà.</p>
<p>Le proposte presentate dovranno contenere: progetti integrati di &#8220;aiuto alla vita&#8221; che prevedano percorsi di sostegno alle madri in difficoltà, durante la gravidanza e fino ad 1 anno di vita del bambino attraverso servizi di assistenza sanitaria e psicologica, fornitura di beni materiali (abiti, pannolini, alimenti per l&#8217; infanzia), sostegno al reddito, eventuali aperture di crediti verso farmacie, inserimento in asili nido, accompagnamento alla formazione e alla ricerca di un lavoro, attraverso la formula di voucher e/o buoni sociali. I progetti potranno riguardare anche la sperimentazione di protocolli operativi integrati di intervento tra i soggetti presenti sul territorio. </p>
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		<title>Social Housing. Formigoni: un patto regionale per nuove opportunità</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 03:20:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un patto regionale per la casa che, nel rispetto delle competenze di ciascuno dei soggetti cui sarà proposto (Comuni, Aler, cooperative, imprese e sindacati), metta a sistema strategie condivise per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2010/02/3edilizia-sociale1.jpg?9d7bd4" alt='Social Housing' class="left"/><strong>Un patto regionale per la casa che, nel rispetto delle competenze di ciascuno dei soggetti cui sarà proposto (Comuni, Aler, cooperative, imprese e sindacati), metta a sistema strategie condivise per offrire nuove possibilità di alloggi a prezzo calmierato. Lo ha proposto il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, chiudendo i lavori del convegno &#8220;Housing sociale: innovazioni necessarie e prospettive possibili in Lombardia&#8221;, cui ha partecipato anche l&#8217; assessore alla Casa e Opere Pubbliche, Mario Scotti.</strong></p>
<p>Un&#8217; idea che nasce dalla constatazione che il solo intervento legislativo non è più sufficiente per risolvere il <strong>problema casa</strong> che, complice il perdurante momento di <strong>crisi</strong>, sta assumendo dimensioni importanti arrivando a coinvolgere talvolta anche quel ceto medio che, invece, si immaginava potesse esserne al riparo.</p>
<p>&#8220;La collaborazione costante tra le istituzioni e tutti i soggetti interessati  &#8211; ha detto <strong>Formigoni</strong> &#8211; ci consentirà di sperimentare nuove forme di <strong>politica per la casa</strong>. Per questo auspico si possa arrivare presto a una sorta di <strong>patto</strong> che metta a sistema alcune strategie condivise&#8221;.<br />
<span id="more-6603"></span><br />
Il <strong>presidente</strong> ha fatto riferimento alla necessità di trovare aree o volumi da destinare all&#8217; <strong>housing sociale</strong>, all&#8217; attenzione che deve essere riservata a tutto il <strong>disagio abitativo</strong>, dai meno abbienti alla classe media in difficoltà. E all&#8217; impegno necessario alla <strong>riqualificazione</strong> e <strong>rivitalizzazione</strong> dei <strong>quartieri</strong>, che deve andare di pari passo con l&#8217; apertura a forme trasparenti di concorrenza, di responsabilità e di controlli. Ovviamente saranno necessari anche nuovi strumenti finanziari (come i<strong> fondi immobiliari)</strong> e un efficace sistema di Aziende pubbliche.</p>
<p><strong>La centralità della persona</strong><br />
&#8220;Un processo &#8211; ha sottolineato <strong>Formigoni</strong> &#8211; che deve avere come perno l&#8217; attenzione alla <strong>persona</strong>: il protagonismo dei singoli e delle <strong>famiglie</strong> deve tornare al centro dell&#8217; azione della politica per la <strong>casa</strong>. Non si costruiscono case senza pensare a chi ci abiterà e come farà a integrarsi nel tessuto sociale. La realizzazione di <strong>nuovi alloggi </strong>fa parte di un progetto complessivo di crescita della <strong>persona</strong>. Per questo occorre che parte del <strong>sostegno regionale</strong> vada a forme di <strong>affitto</strong> <strong>con patto di futura vendita</strong>, proprio per garantire, da subito, ai giovani soprattutto, da una parte una <strong>casa</strong> a <strong>prezzi accessibili </strong> e dall&#8217; altra l&#8217; accompagnamento progressivo verso la proprietà&#8221;. </p>
<p><strong>La politica per la casa dal 2005 a oggi </strong><br />
Opportuno fare il punto su quanto Regione Lombardia ha fatto negli ultimi 5 anni. Sono stati stanziati 850 milioni di euro che, insieme ad una semplificazione e ad una maggior flessibilità delle procedure e delle norme, hanno permesso di promuovere un sistema di <strong>housing</strong> aperto e responsabilizzante per tutti i soggetti. Sono stati realizzati 6.000 <strong>alloggi</strong>, recuperati 30 <strong>quartieri popolari</strong> e sostenute centinaia di migliaia di <strong>famiglie</strong> nell&#8217; <strong>acquisto</strong> della <strong>prima casa</strong> e nel pagamento del <strong>canone di locazione.</strong> </p>
<p>&#8220;Solo nel 2009 &#8211; ha precisato l&#8217; assessore Scotti – abbiamo destinato alla <strong>casa</strong> 374 milioni che hanno permesso di risolvere problemi reali. La <strong>crisi economica e finanziaria</strong> &#8211; comporta infatti una difficoltà oggettiva nell&#8217;<strong>accesso</strong> al <strong>credito</strong> e, di fatto, le risorse pubbliche nelle forme tradizionali sono esaurite. Contemporaneamente La realizzazione di quartieri esclusivamente <strong>sociali</strong> non è più sostenibile&#8221;.</p>
<p><strong>Il mix abitativo</strong><br />
&#8220;In questo mutato contesto &#8211; ha concluso <strong>Formigoni</strong> &#8211; è necessario responsabilizzare. Il <strong>mix abitativo</strong> deve essere la leva dalla quale ripartire. Un sistema che non deleghi solo all&#8217; ente pubblico il soddisfacimento del bisogno dei meno abbienti, ma che responsabilizzi anche il <strong>settore privato</strong> e del <strong>privato sociale</strong>, rispettando le esigenze di <strong>sostenibilità economica </strong>dell&#8217; intervento&#8221;. </p>
<p>In altri termini, affinché i <strong>privati</strong> collaborino attivamente nelle <strong>politiche per la casa</strong>, occorre che, fatto salvo il naturale rischio d&#8217; impresa, si pongano le condizioni per il necessario rendimento economico, la <strong>sana gestione</strong> degli <strong>immobili</strong> e la possibilità di scelta degli inquilini tra quelli che ne hanno i requisiti. A fronte del <strong>sostegno finanziario pubblico</strong>, deve essere garantita una piena responsabilizzazione dei soggetti attuatori che vada di pari passi con frequenti controlli ed alti standard di servizio&#8221;. </p>
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		<title>Milano. La congiuntura immobiliare nel 2° semestre 2009</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Jan 2010 03:25:07 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nel secondo semestre del 2009, il mercato immobiliare milanese si mostra ancora debole: la domanda di immobili in acquisto, soprattutto se si tratta dei segmenti non residenziali, è depressa, mentre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2010/01/2milano2.jpg?9d7bd4" alt='milano' class="left"/><strong>Nel secondo semestre del 2009, il mercato immobiliare milanese si mostra ancora debole: la domanda di immobili in acquisto, soprattutto se si tratta dei segmenti non residenziali, è depressa, mentre pare più prossima una certa stabilizzazione in corrispondenza del settore abitativo, il primo che probabilmente dovrebbe risollevarsi, toccato, sì, ma in misura meno pesante, dalla difficile congiuntura economica.</strong></p>
<p>Sempre con riferimento a questo comparto, va inoltre sottolineato che il segmento della <strong>locazione</strong> dimostra una buona reazione alla <strong>crisi</strong>, manifestando un rafforzamento della richiesta con contratti in fase di stabilizzazione ed offerta che, sebbene ancora abbondante, si sta progressivamente assorbendo.</p>
<p>In termini contrattuali, la flessione delle transazioni è ancora significativa, con una tendenza alla stabilizzazione solo in relazione al <strong>comparto  abitativo</strong><br />
<span id="more-6440"></span><br />
I maggiori problemi emergenti sui <strong>settori immobiliari commerciali</strong>, più condizionati dall&#8217; intonazione economica complessiva, sono altresì testimoniati da un ulteriore allungamento dei tempi medi di vendita (nell&#8217; ordine dei 7 mesi), ancorché inferiori alla media dei maggiori mercati italiani. Più stabili, anche se comunque su dinamiche lunghe, i tempi necessari per <strong>locare</strong> gli <strong>immobili</strong> (circa 5 mesi con i <strong>capannoni</strong> che superano i 6 mesi e mezzo).</p>
<p>Le previsioni per il prossimo semestre propendono per una stabilizzazione dei contratti per <strong>uffici</strong> e <strong>negozi</strong>; più positive, invece, le ipotesi formulate per il settore residenziale ed in misura minore per i capannoni, mentre i prezzi dovrebbero scendere ancora. Per quanto attiene, poi, il mercato della locazione, i giudizi previsivi sono più positivi con stabilità nei livelli dei canoni.</p>
<p><strong>Fonte: Nomisma</strong></p>
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		<title>Cagliari. La congiuntura immobiliare nel 2° semestre 2009</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Jan 2010 03:10:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nel 2° semestre dell&#8217; anno il mercato immobiliare cagliaritano è caratterizzato da una generale tendenziale flessione della domanda in tutti i segmenti con conseguente rallentamento dell&#8217; attività transattiva L&#8217; inacessibilità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2010/01/4cagliari1.jpg?9d7bd4" alt='cagliari' class="left"/><strong>Nel 2° semestre dell&#8217; anno il mercato immobiliare cagliaritano è caratterizzato da una generale tendenziale flessione della domanda in tutti i segmenti con conseguente rallentamento dell&#8217; attività transattiva </strong></p>
<p>L&#8217; inacessibilità del mercato della <strong>compravendita</strong> ha in qualche modo determinato un timido maggior interesse da parte della domanda verso il <strong>segmento locativo</strong> che, tuttavia, non ha ancora avuto effetti concreti in termini di contratti stipulati. </p>
<p>Alla base della riduzione degli scambi devono essere poste non solo una domanda deficitaria quanto la rigidità con cui l&#8217; offerta, stabile nel comparto della <strong>compravendita</strong> e con lievi segnali di vivacità nella <strong>locazione</strong>, si adegua alle mutate condizioni di mercato.</p>
<p><strong>Prezzi</strong> e <strong>canoni</strong>, infatti, registrano, in tutti i segmenti di mercato, flessioni anche se le variazioni negative risultano tra le più contenute di tutto il campione di città monitorato.<br />
<span id="more-6418"></span><br />
A conferma della notevole distanza tra esigenze di domanda e offerta, è possibile citare l&#8217; ulteriore ampliamento dello sconto che è necessario riconoscere per la chiusura delle trattative ed il contestuale allungamento dei tempi medi di vendita.</p>
<p>Performance analoghe di <strong>prezzi</strong> e <strong>canoni</strong> hanno mantenuto inalterato il livello dei <strong>rendimenti</strong> medi lordi da <strong>locazione</strong> che si allineano ai dati evidenziati sei mesi fa.</p>
<p>Le previsioni per i primi mesi del 2010 lasciano presagire un arretramento delle <strong>quotazioni</strong> ben più evidente rispetto a quello fin qui rilevato, con una conseguente possibile <strong>ripresa</strong> dell&#8217; attività transattiva, ad eccezione del mercato dei <strong>capannoni industriali </strong>la cui ripresa sarà più lenta. </p>
<p>Il numero dei contratti di <strong>locazione</strong> stipulati dovrebbe rimanere inalterato a seguito di una sostanziale tenuta dei <strong>canoni</strong>.</p>
<p><strong>Fonte: Nomisma</strong></p>
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		<title>Dimensioni del disagio abitativo e strategie di intervento. Il caso di Bologna. Uno studio Nomisma</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Dec 2009 03:35:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Cresce significativamente il disagio abitativo nelle grandi città italiane del Centro e del Nord e arriva a coinvolgere almeno una famiglia in locazione su due e quasi una famiglia su [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2009/12/1nomisma1.jpg?9d7bd4" alt='NOMISMA' class="left"/><strong>Cresce significativamente il disagio abitativo nelle grandi città italiane del Centro e del Nord e arriva a coinvolgere almeno una famiglia in locazione su due e quasi una famiglia su quattro tra quelle impegnate nel pagamento di un mutuo. Tra le cause del fenomeno c&#8217; è il forte accentuarsi negli ultimi vent&#8217; anni della dinamica dei valori immobiliari (+164% i prezzi e +105% i canoni) su quella dei redditi (+18%).</strong></p>
<p>Gli effetti della <strong>crisi</strong> sull&#8217; <strong>occupazione</strong> e sul <strong>reddito</strong> non consentono di ipotizzare una riduzione significativa del divario creatosi, nonostante la <strong>recessione</strong> che caratterizza da oltre un anno il <strong>settore immobiliare</strong>. Sebbene la dimensione del fenomeno imponga l&#8217; adozione di urgenti misure di contenimento del <strong>disagio</strong>, risultano ancora inadeguate le politiche volte a garantire risposte immediate all&#8217; <strong>emergenza abitativa</strong> e la diminuzione graduale dei trasferimenti riduce ulteriormente lo spazio di manovra agli Enti locali.</p>
<p>A <strong>Bologna</strong> si calcola che il 75% delle <strong>famiglie</strong> in <strong>affitto</strong> sostenga un <strong>canone di locazione</strong> superiore al 30% del proprio <strong>reddito</strong> disponibile (soglia di <strong>sostenibilità</strong> fissata da Banca d&#8217; Italia oltre la quale gli Istituti di credito non sono disposti ad erogare <strong>prestiti</strong>). Si stima inoltre che siano oltre il 50% le <strong>famiglie</strong> bolognesi per le quali l&#8217; incidenza dei <strong>canoni</strong> di mercato sul <strong>reddito</strong> risulterebbe superiore alla soglia del 30%.<br />
<span id="more-6313"></span><br />
La dinamica dei <strong>canoni locativi</strong> è risultata, nell&#8217; ultimo decennio, particolarmente accentuata. In linea con la tendenza generale del <strong>mercato immobiliare italiano</strong>, anche il comparto della <strong>locazione residenziale </strong>si è caratterizzato per una cospicua crescita dei valori di riferimento. Esaurita la parentesi recessiva, che aveva colpito il settore tra il 1992 e il 1997, in seguito allo scoppio della<strong> bolla speculativa</strong> che aveva gonfiato le <strong>quotazioni immobiliari</strong> all’inizio degli anni &#8217;90, il <strong>mercato immobiliare italiano</strong> è entrato in una lunga e robusta fase espansiva arrestatasi solo a fine 2007, a poco più di dieci anni di distanza. </p>
<p>Il consistente incremento dei <strong>valori immobiliari</strong> non è risultato un fenomeno circoscritto al segmento delle <strong>compravendite residenziali</strong>, ma ha finito per caratterizzare il <strong>mercato immobiliare</strong> nel suo complesso. In un orizzonte di medio &#8211; lungo periodo, in cui si sono alternate fasi riflessive ed espansive, il <strong>settore immobiliare</strong> si è significativamente apprezzato rispetto alla capacità di spesa delle <strong>famiglie</strong>. La modesta crescita dell&#8217; <strong>economia</strong>, associata alla progressiva contrazione del numero di componenti per ogni nucleo, da una parte, e la prolungata ascesa recente dei <strong>valori immobiliari</strong>, dall’altra, hanno finito per determinare un problema di accessibilità al <strong>mercato</strong> della <strong>casa</strong>, a prescindere dalla forma contrattuale che ne disciplina il possesso.</p>
<p>Se, però, per quanto riguarda l&#8217; accesso alla proprietà, la significativa riduzione (e la prospettiva stabilizzazione) dei <strong>tassi</strong> di interesse, nonché l&#8217; accresciuto livello di competizione che caratterizza oggi il <strong>settore bancario</strong>, aveva di fatto compensato l&#8217; esuberanza <strong>immobiliare</strong>, non altrettanto è possibile affermare per quanto riguarda l&#8217; accesso all&#8217;<strong> abitazione in affitto</strong>. Senza soffermarsi in questa sede sul drastico mutamento di approccio del <strong>sistema creditizio </strong>nei confronti del<strong> finanziamento immobiliare</strong> registrato nell&#8217; ultimo anno, si vuole unicamente sottolineare che gli <strong>aspetti finanziari</strong> non possono essere citati come fattore capace di ammortizzare la superiore dinamica degli <strong>affitti</strong> rispetto al <strong>reddito</strong>. </p>
<p>Nel periodo 1991 &#8211; 2009, a fronte di una crescita delle disponibilità familiari nell&#8217; ordine del 18% l&#8217; incremento dei <strong>canoni di mercato</strong> nelle aree urbane è risultato addirittura del 105%. L&#8217; incidenza della <strong>locazione</strong> di un&#8217; <strong>abitazione</strong> di 70 mq sul <strong>reddito</strong> medio familiare è così passata dal 10,2% dei primi anni &#8217;90, all&#8217; attuale 17,6% con un aumento, peraltro in larga parte concentrato nel periodo 1998 &#8211; 2007, superiore al 74%. Se il livello attuale dei <strong>valori immobiliari </strong>comporta già evidenti problemi di sostenibilità con riferimento alla <strong>disponibilità</strong> media <strong>familiare</strong>, la situazione risulta ben più problematica se rapportata alla capacità reddituale dei soli <strong>affittuari</strong>. In questo caso l&#8217; incidenza della <strong>locazione</strong> di un immobile analogo a quello precedentemente descritto è passata dal 12,5% del 1991 al 27,8% del 2009, con un incremento di oltre il 121%.</p>
<p>Da recenti stime di <strong>Nomisma da</strong> cui emerge che il 71,6% delle famiglie in affitto dispone di un reddito inferiore ai 2.000 Euro mensili, mentre solo l&#8217; 1,7% afferma di percepire più di 4.000 Euro mensili. Attualmente si stima che le <strong>famiglie</strong> in affitto si attestino poco oltre quota 4 milioni di unità, con un&#8217; incidenza complessiva rispetto ad altre forme di possesso del 16,5%, a fronte dell&#8217; orientamento largamente prevalente per la forma proprietaria che riguarda oltre il 77% del totale. </p>
<p>L&#8217; evidente difficoltà di accesso al <strong>segmento locativo</strong>, può essere ben apprezzata facendo riferimento alla quota di <strong>famiglie</strong> per le quali l&#8217; <strong>affitto</strong> medio di mercato di un&#8217; <strong>abitazione</strong> di 70 mq, situata in zona periferica, rappresenta oltre il 30% del reddito medio (soglia di <strong>sostenibilità</strong> secondo le convenzioni di Banca d&#8217; Italia). A risultare particolarmente penalizzate sono le <strong>famiglie</strong> che risiedono nelle maggiori aree urbane del Paese, dove la dinamica dei <strong>valori immobiliari</strong> dell&#8217; ultimo decennio è risultata più marcata che altrove. Allo stesso modo, i dati relativi a Padova e Palermo confermano che ad una crescita di <strong>canoni</strong> relativamente più contenuta si associa, in genere, una minore estensione della fascia a rischio. Una specifica annotazione deve essere fatta a proposito di Napoli per cui le evidenze numeriche relative al <strong>reddito</strong> imponibile delle persone fisiche autorizzano ad ipotizzare un livello di <strong>evasione fiscale</strong> più accentuato rispetto alle altre realtà considerate.</p>
<p><strong>Riferimenti<br />
Luca Dondi<br />
051.6483310 – 346.5027430<br />
luca.dondi@nomisma.it</strong></p>
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		<title>Abruzzo: ulteriore proroga per gli edifici B e C e consorzio obbligatorio per gli aggregati edilizi</title>
		<link>http://www.mondocasablog.com/2009/11/25/abruzzo-ulteriore-proroga-per-gli-edifici-b-e-c-e-consorzio-obbligatorio-per-gli-aggregati-edilizi/</link>
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		<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 03:30:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[È stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 269 del 18 novembre 2009 l&#8217; ordinanza n. 3820 del 12 novembre 2009 che introduce, in particolare, all&#8217; art. 7, comma 1, un&#8217; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2009/11/1abruzzo1.jpg?9d7bd4" alt='abruzzo' class="left"/><strong>È stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 269 del 18 novembre 2009 l&#8217; ordinanza n. 3820 del 12 novembre 2009 che introduce, in particolare, all&#8217; art. 7, comma 1, un&#8217; ulteriore proroga di 30 giorni, decorrenti dal 18 novembre, per potere presentare le domande di contributo per la riparazione o ricostruzione degli edifici classificati B e C.</strong><br />
 <br />
Di particolare rilevanza i contenuti nei successivi commi del citato articolo che in caso di <strong>edifici</strong> inclusi in <strong>aggregati edilizi</strong> (in muratura senza soluzione di continuità) prevedono interventi unitari di <strong>rafforzamento o miglioramento sismico</strong> indipendentemente dalla diversa <strong>classificazione di agibilità</strong> attribuita alle singole parti.<br />
 <br />
Per eseguire i relativi lavori i <strong>proprietari</strong> delle singole unità <strong>immobiliari</strong> dovranno costituirsi in consorzio obbligatorio in tempo utile per presentare la domanda di contributo per la <strong>ricostruzione</strong> o <strong>riparazione</strong> delle parti comuni.<br />
 <br />
La <strong>costituzione del consorzio</strong> è valida con la partecipazione dei <strong>proprietari</strong> che rappresentino almeno il 51% delle superfici utili complessive dell&#8217; aggregato, ricomprendendo anche le superfici ad uso non abitativo. Il consorzio, per l&#8217; esecuzione degli <strong>interventi</strong>, si sostituisce ai proprietari che non hanno aderito e delibera con la maggioranza prevista per la riparazione delle parti comuni.<br />
<span id="more-6174"></span><br />
La progettazione e la direzione dei lavori nonché il controllo della <strong>sicurezza</strong> dovranno essere unitari e, pertanto, affidati per le singole competenze ad un unico professionista.<br />
 <br />
Gli <strong>interventi</strong> di <strong>rafforzamento</strong> o <strong>miglioramento sismico</strong> saranno finanziati sommando gli importi spettanti a <strong>ciascuno degli edifici</strong>.<br />
 <br />
Nel caso in cui vi siano <strong>edifici</strong> con esiti di <strong>agibilità</strong> differenti, tra cui quelli con esito E, l&#8217; ordinanza prevede una maggiorazione del 30% degli importi dei contributi relativi agli <strong>edifici</strong> B e C mentre per quelli con esito A è disposto che vengano equiparati a quelli con esito B ma senza la citata maggiorazione. Tale somma deve essere utilizzata per le parti strutturali dell&#8217; aggregato viste nella loro interezza secondo le necessità indicate dal progetto redatto dal tecnico incaricato indipendentemente dal diritto al contributo delle singole parti.<br />
 <br />
Relativamente alle altre disposizioni contenute nell&#8217; ordinanza si segnalano:</p>
<p><strong>* Art. 6</strong>: in attuazione di quanto disposto all&#8217; art. 14, comma 3, del DL 39 / 2009 convertito con modificazioni con L. n. 77 / 2009, gli enti previdenziali pubblici predispongono, per il periodo 2009 &#8211; 2012, i piani di impiego dei fondi disponibili destinando il 7% ad <strong>investimenti immobiliari</strong> in via indiretta. Tali <strong>investimenti</strong> sono effettuati per finalità di pubblico interesse, come gli <strong>interventi</strong> di <strong>ricostruzione</strong> e <strong>riparazione</strong> degli <strong>immobili</strong> ad <strong>uso abitativo e non abitativi</strong> che si trovano nei comuni colpiti dal terremoto.</p>
<p><strong>* Art. 9</strong>: viene estesa anche ai soggetti le cui <strong>abitazioni</strong> siano state classificate con esito E la possibilità di usufruire delle 500 <strong>case</strong> mobili previste dall&#8217; OPCM 3817 del 16 / 10 / 2009.</p>
<p><strong>* Art.12:</strong> viene garantito a Fintecna Spa la possibilità di smobilizzare il proprio investimento nel caso in cui al termine del periodo di <strong>locazione</strong> temporanea di cui all&#8217; art. 5, comma 5, dell&#8217; OPCM 3789 / 2009 (indennizzi per i <strong>fondi comuni di investimento</strong>) i <strong>locatari</strong> non <strong>acquistino</strong> a condizioni di mercato le <strong>unità abitative</strong> a loro assegnate, ovvero non assumano a loro carico il relativo <strong>canone di locazione </strong>a condizioni di mercato o comunque non rendano libero l&#8217; <strong>immobile</strong> e, in ogni caso, alla scadenza della durata del fondo comune di <strong>investimento</strong> chiuso.</p>
<p>* Art. 16, comma 1: il contributo per gli edifici con esito A (OPCM 3778 / 2009) è riconosciuto non solo per gli interventi di riparazione degli elementi non strutturali ma anche per limitate porzioni di murature portanti &#8220;o di singoli elementi strutturali in cemento armato&#8220;.</p>
<p><strong>* Art. 16</strong>, comma 2: il rafforzamento e miglioramento sismico richiesto per la riparazione degli immobili in costruzione (art. 5 OPCM 3789 / 2009) da <strong>obbligatorio</strong> diventa <strong>eventuale</strong>.</p>
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		<title>Mercato immobiliare: Roma e Milano città europee dell&#8217; investimento sicuro. Uno studio di idealista.it</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 03:25:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Secondo l&#8217; ultimo studio di idealista.it la redditività dell&#8217; investimento immobiliare a Roma e Milano è tra le migliori d&#8217; Europa. Al di fuori del vecchio continente, Mosca ai livelli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2009/11/3idealista1.jpg?9d7bd4" alt='idealista' class="left"/><strong>Secondo l&#8217; ultimo studio di idealista.it la redditività dell&#8217; investimento immobiliare a Roma e Milano è tra le migliori d&#8217; Europa. Al di fuori del vecchio continente, Mosca ai livelli di Londra. Tokyo è la vera opportunità</strong></p>
<p><strong>Milano</strong> e <strong>Roma</strong> sono tra le città europee dove <strong>investire nel mattone</strong> è più conveniente. Le due principali città italiane si collocano nella top 5 delle città più profittevoli d&#8217; Europa sotto il profilo <strong>immobiliare</strong>, dopo Bruxelles, Amsterdam e Berlino. </p>
<p>Lo rileva l&#8217; Ufficio Studi di<strong> idealista.it </strong>che ha stimato la redditività dell&#8217; <strong>investimento immobiliare</strong> attraverso il calcolo del price earning ratio (p / e ratio), uno degli indici più utilizzati in finanza per valutare l&#8217; <strong>ottimizzazione</strong> di un <strong>investimento</strong> con criteri oggettivi e misurabili.</p>
<p>Calato nel <strong>contesto immobiliare</strong>, questo semplice calcolo aiuta a valutare se il prezzo di un&#8217; <strong>abitazione</strong> è quello giusto. <strong>idealista</strong> ha messo in relazione il prezzo medio di un <strong>immobile</strong> a Milano e a Roma (dato idealista.it del III trim. 2009) con il <strong>canone medio annuo </strong>che occorre pagare per <strong>affittarlo</strong>.</p>
<p>Risulta che <strong>acquistare</strong> un <strong>immobile</strong> da mettere a <strong>reddito</strong> sotto la Madonnina o nella Capitale ripagherebbe l&#8217; <strong>investimento</strong> nel giro, rispettivamente, di 22 anni e 24 anni. Un risultato che comparato con i dati <strong>globalpropertyguide.com </strong>sulle città più care d&#8217; Europa colloca Milano e Roma al top delle città più profittevoli relativamente al settore <strong>immobiliare</strong>.<br />
<span id="more-6127"></span><br />
Si tratta di un dato che va in controtendenza rispetto all&#8217; aumento degli <strong>acquisti</strong> di <strong>case</strong> all&#8217; <strong>estero</strong> rilevato da più fonti negli ultimi tempi. Secondo Vincenzo De Tommaso, portavoce di idealista.it, la <strong>crisi</strong> ha senz&#8217; altro aumentato la curiosità degli <strong>investitori</strong> verso nuovi mercati, più vantaggiosi sotto il profilo <strong>fiscalità</strong> e dei <strong>prezzi</strong>. Tuttavia il nostro Paese conserva un livello invidiabile di <strong>profittabilità</strong> dell&#8217; <strong>investimento</strong>. E inoltre, dato non trascurabile di questi tempi, presenta il vantaggio di un mercato più stabile rispetto a quelli stranieri&#8221;.</p>
<p>Dando un&#8217; occhiata alle mete classiche degli investimenti <strong>immobiliari</strong> al di fuori del vecchio continente, tokyo (18 anni; 5,7% di rendimento) promette di ripagare l&#8217; <strong>investimento</strong> prima di New York (27 anni; 3,8% di rendimento), dove i prezzi però sono calati di molto dopo lo scoppio della bolla <strong>immobiliare</strong>.</p>
<p>Tra i paesi emergenti, Mosca (29 anni) e Shanghai (28 anni) risultano ancora troppo sopravvalutate, prezzi più equi a Dubai (19 anni), mentre a San Josè (Costarica) il paese più felice del mondo, secondo l&#8217; associazione non governativa The New Economics Foundation, è anche quello che conviene di più con un <strong>investimento</strong> che si ripaga nel giro di 14 anni.</p>
<p><strong>Contatti<br />
idealista.it<br />
Vincenzo De Tommaso<br />
tel.+39.02.36580343-340.5204745<br />
vincenzo.detommaso@idealista.it </strong><br />
<strong><br />
idealista.it<br />
Irene Molinari<br />
tel. +39.02.36580358<br />
irene.molinari@idealista.it</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Libero l&#8217; aggiornamento del canone per locazioni non abitative di durata superiore a 6 anni</title>
		<link>http://www.mondocasablog.com/2009/03/31/libero-l-aggiornamento-del-canone-per-locazioni-non-abitative-di-durata-superiore-a-6-anni/</link>
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		<pubDate>Tue, 31 Mar 2009 05:20:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217; articolo 41, comma 16 duodecies, contenuto nella Legge di conversione n. 14 del 27 / 2 / 2009 del DL 207 / 2008 (Milleproroghe) ha modificato in parte la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2009/03/3disciplina-locazioni1.jpg?9d7bd4" alt='DISCIPLINA LOCAZIONI' class="left"/>L&#8217; articolo 41, comma 16 duodecies, contenuto nella Legge di conversione n. 14 del 27 / 2 / 2009 del DL 207 / 2008 (Milleproroghe) ha modificato in parte la disciplina prevista dall&#8217; art.32 della Legge 392 / 1978 per quanto riguarda l&#8217; aggiornamento del canone di locazione degli immobili adibiti ad uso non abitativo. Tale modifica, la seconda in ordine di tempo che interviene sull&#8217; articolo 32 della Legge 392 / 1978 (la prima risale al DL 12 / 1985) si presta a dubbi interpretativi da chiarire. In sintesi le novità della nuova disciplina.<br />
<span id="more-4555"></span><br />
*<strong>Per i nuovi contratti di locazione ad uso non abitativo in cui venga pattuita una durata superiore al minimo di legge (ossia 6 anni per immobili industriali, commerciali e artigianali o di interesse turistico o adibiti all&#8217; esercizio abituale e professionale di qualsiasi attività di lavoro autonomo e 9 anni per immobile adibito ad attività alberghiere</strong>) la variazione in aumento del canone è ora liberamente determinabile dalle parti nel senso che essa potrà essere anche superiore al previgente limite del 75% della variazione dell&#8217; indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (quindi anche 100%) stabilita dall&#8217; Istat. L&#8217; entità dell&#8217; aggiornamento dovrà comunque sempre essere indicata nel contratto. Il nuovo meccanismo di calcolo si potrà applicare anche ai contratti attualmente in corso sempre laddove sia prevista una durata superiore a quella minima di legge.</p>
<p>*Per i contratti di locazione ad uso non abitativo per i quali la durata è stata pattuita in misura corrispondente a quella minima di legge (ex art. 27 L. 392 / 78 e cioè 6 o 9 anni a seconda della destinazione dell&#8217; immobile) resta in vigore il limite del 75% delle variazioni accertate dall&#8217; Istat e riferite all&#8217; indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati. In ogni caso l&#8217; aggiornamento dovrà essere espressamente previsto nel contratto.</p>
<p><strong>Così recita il testo dell&#8217; articolo 32 Lege 392 / 1978 come risulta dalle modifiche apportate dalla legge di conversione del DL 207 / 2008: Legge 27 luglio 1978, n. 392.</strong></p>
<p><strong>Disciplina delle locazioni di immobili urbani. Art. 32. Aggiornamento del canone.</strong><br />
Le parti possono convenire che il canone di locazione sia aggiornato annualmente su richiesta del locatore per eventuali variazioni del potere di acquisto della lira. Le variazioni in aumento del canone, per i contratti stipulati per durata non superiore a quella di cui all&#8217; art. 27, non possono essere superiori al 75 per cento di quelle, accertate dall&#8217; ISTAT, dell&#8217; indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche ai contratti di locazione stagionale ed a quelli in corso al momento dell&#8217; entrata in vigore del limite di aggiornamento di cui al 2° comma del presente articolo.</p>
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		<title>Locazioni non abitative di durata superiore a 6 anni: libero l&#8217; aggiornamento del canone</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Mar 2009 02:30:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217; articolo 41, comma 16 duodecies, contenuto nella Legge di conversione n. 14 del 27 / 2 / 2009 del DL 207 / 2008 (cd. Milleproroghe) ha, in parte, modificato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2009/03/3disciplina-locazioni1.jpg?9d7bd4" alt='3DISCIPLINA LOCAZIONI' class="left"/>L&#8217; articolo 41, comma 16 duodecies, contenuto nella Legge di conversione n. 14 del 27 / 2 / 2009 del DL 207 / 2008 (cd. Milleproroghe) ha, in parte, modificato la disciplina prevista dall&#8217; art.32 della Legge 392/1978 per quanto riguarda l&#8217; aggiornamento del canone di locazione degli immobili adibiti ad uso non abitativo. Tale modifica, la seconda in ordine di tempo che interviene sull&#8217; articolo 32 della Legge 392 / 1978 (la prima risale al DL 12 / 1985) si presta per alcuni punti a dubbi interpretativi sui quali occorrerà fare chiarezza. In sintesi le novità della nuova disciplina.<br />
<span id="more-4439"></span><br />
*<strong>Per i nuovi contratti di locazione ad uso non abitativo</strong> in cui venga pattuita una durata superiore al minimo di legge (ossia 6 anni per immobili industriali, commerciali e artigianali o di interesse turistico o adibiti all&#8217; esercizio abituale e professionale di qualsiasi attività di lavoro autonomo e 9 anni per immobile adibito ad attività alberghiere) la variazione in aumento del canone è ora liberamente determinabile dalle parti nel senso che essa potrà essere anche superiore al previgente limite del 75% della variazione dell&#8217; indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (quindi anche 100%) stabilita dall&#8217; Istat. L&#8217; entità dell&#8217; aggiornamento dovrà comunque sempre essere indicata nel contratto. Il nuovo meccanismo di calcolo si potrà applicare anche ai contratti attualmente in corso sempre laddove sia prevista una durata superiore a quella minima di legge.</p>
<p>*<strong>Per i contratti di locazione ad uso non abitativo</strong> per i quali la durata è stata pattuita in misura corrispondente a quella minima di legge (ex art. 27 L. 392 / 78 e cioè 6 o 9 anni a seconda della destinazione dell&#8217; immobile) resta in vigore il limite del 75% delle variazioni accertate dall&#8217; Istat e riferite all&#8217; indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati. In ogni caso l&#8217; aggiornamento dovrà essere espressamente previsto nel contratto.</p>
<p><strong>Si riporta il testo dell&#8217; articolo 32 Lege 392 / 1978 come risultante dalle modifiche apportate dalla legge di conversione del DL 207 / 2008:<br />
Legge 27 luglio 1978, n. 392. Disciplina delle locazioni di immobili urbani. Art. 32. Aggiornamento del canone.</strong><br />
Le parti possono convenire che il canone di locazione sia aggiornato annualmente su richiesta del locatore per eventuali variazioni del potere di acquisto della lira. Le variazioni in aumento del canone, per i contratti stipulati per durata non superiore a quella di cui all&#8217; art. 27, non possono essere superiori al 75 per cento di quelle, accertate dall&#8217; ISTAT, dell&#8217; indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche ai contratti di locazione stagionale ed a quelli in corso al momento dell&#8217; entrata in vigore del limite di aggiornamento di cui al 2° comma del presente articolo.</p>
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		<title>Sunia: nessun segnale di diminuzione degli affitti</title>
		<link>http://www.mondocasablog.com/2008/07/25/sunia-nessun-segnale-di-diminuzione-degli-affitti/</link>
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		<pubDate>Fri, 25 Jul 2008 08:29:11 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Affitto]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
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		<category><![CDATA[caro affitti]]></category>
		<category><![CDATA[contrazione patrimonio abitativo]]></category>

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		<description><![CDATA[Indagine semestrale fatta dal Sunia sulla situazione affitti in Italia. I prezzi di mercato degli affitti continuano a crescere in maniera considerevole, in modo particolare nelle grandi aree urbane, che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2008/07/affitto1.JPG' alt='affitto'class= "left" />Indagine semestrale fatta dal Sunia sulla situazione affitti in Italia.<br />
I prezzi di mercato degli affitti continuano a crescere in maniera considerevole, in modo<br />
particolare nelle grandi aree urbane, che oggi dispongono di un patrimonio di quasi 2 milioni di<br />
abitazioni in affitto, circa il 50% del totale delle abitazioni in affitto in Italia: Roma e Milano sono<br />
le capitali del caro-affitti. Dati del Sunia, dedotti da un’indagine compiuta su un campione di 5.000 offerte di locazione pubblicate su riviste specializzate del settore immobiliare, mettono in evidenza che il problema del caro affitti nel nostro Paese è molto grave, confermando un trend in aumento nonostante la stagnazione del mercato della compravendite. Dal confronto dei dati sui canoni tra il 2008 e il 2007 emerge che l’aumento medio nel nostro paese risulta pari +5,2 %.<br />
<span id="more-3273"></span><br />
I dati confermano una forte pressione sui redditi delle famiglie in affitto, con la progressiva<br />
esclusione dei redditi bassi dal mercato; incrociando questo dato con quelli dell’Osservatorio del<br />
Ministero degli interni sugli sfratti per morosità possiamo affermare che negli ultimi anni la<br />
crescita di questo fenomeno è direttamente collegata all’aumento degli affitti.<br />
Bisogna inoltre considerare che il processo di contrazione del patrimonio abitativo in affitto in<br />
corso da venticinque anni ha forzato le famiglie che disponevano di un reddito adeguato ad<br />
acquistare un&#8217;abitazione, modificando progressivamente la composizione di quelle rimaste in<br />
affitto, attualmente costituite in larga prevalenza da nuclei socialmente ed economicamente<br />
deboli. E’ un mercato, quello delle locazioni, dove non esiste più nessun rispetto delle regole e nessuna possibilità reale di contrattare il canone di locazione, ha dichiarato Luigi Pallotta Segretario Generale del SUNIA.<br />
Un settore che continua ad essere il paradiso degli evasori fiscali senza che lo Stato intervenga<br />
per recuperare ingenti risorse che potrebbero essere destinare ad un vero piano caso e non a<br />
quello finto e senza soldi presentato dal Governo. Sgravi fiscali per gli inquilini, aumento del Fondo sociale per gli affitti, tracciabilità dei pagamenti per combattere l’evasione fiscale, strumenti reali di contrattazione dell’affitto tra inquilino e proprietario sostenuti da una fiscalità di vantaggio, piano per la realizzazione di 1 Milione di alloggi in locazione in dieci anni finanziato con risorse pubbliche e private: questi, ha concluso Pallotta, sono i provvedimenti che servono se si vuole affrontare seriamente il problema!</p>
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