Rallentamento mercato residenziale a Roma
Dopo aver reso nota la sua prima indagine semestrale sul settore del real estate italiano nello scorso mese di giugno, REplat (MLSystem) presenta la sua prima indagine sull’andamento del mercato residenziale di Roma e della sua provincia. Nella Capitale, l’andamento dell’Indice REplat relativo ai primi 8 mesi dell’anno ha confermato il rallentamento del mercato del mattone, con conseguente allungamento dei tempi di compravendita, che si era osservato già in giugno a livello nazionale. Come si evince dai grafici in allegato, però, i valori della domanda romana, se pur negativi, sono comunque più alti di quelli italiani. Non solo, la richiesta di abitazioni sul territorio di Roma è aumentata costantemente tra giugno e agosto, facendo prevedere un inaspettato -0,16% per la fine del mese di settembre, segno evidente che la collaborazione nella compravendita e la condivisione dei portafogli sia una valida risposta al generale
andamento del mercato immobiliare nazionale e alle esigenze della clientela in cerca di casa.

Di Carlo: tre proposte per risolvere l’emergenza casa nella Capitale. Aumentare la densificazione delle aree destinate all’edilizia residenziale, dotare di cubature destinate ad edilizia per uso residenziale una porzione delle 56 are previste nel Prg per la costruzione di parcheggi di scambio e consentire all’Ater di realizzare quei metri cubi già previsti nei piani di zona e mai edificati: tre ipotesi di lavoro su cui indirizzare l’operato della Regione avanzate dall’assessore regionale alla Casa, Mario Di Carlo, al Comune di Roma. “Queste proposte necessitano di accordi di programma e di un successivo passaggio in consiglio comunale e in quello regionale - ha affermato Di Carlo - potremmo mettere in atto un processo politico importante di collaborazione tra maggioranze governate da schieramenti differenti su un tema concretissimo come quello dell’emergenza abitativa”. Un aumento “moderato ed equilibrato”della densificazione e degli indici di costruzione degli immobili destinati alla soluzione dell’emergenza abitativa secondo Di Carlo consentirebbe di accrescere il numero di alloggi da realizzare e di utilizzare un quantitativo minore di terreno. “Le ultime case popolari che sono state fatte somigliano a delle villette a schiera ed hanno un indice di abitabilità troppo basso - ha sottolineato l’assessore - queste caratteristiche richiedono l’utilizzo di lotti di terreno sempre più grandi ai quali il Comune deve fornire servizi con difficoltà sempre maggiore”.
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