L’imposta di successione non puo’ essere lasciata
Intervenendo oggi al Convegno organizzato da Anci, Uncem, Legautonomie alle Stelline di Milano sul tema ” Catasto ai Comuni” il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici ha dichiarato:
“Occorre rivedere l’imposta di successione poiche’ la sua attuale strutturazione è fortemente discriminatoria. Questa imposta è particolarmente gravosa soprattutto per gli immobili intestati alle persone fisiche (in massima parte abitazioni) per i quali il carico fiscale complessivo, tra imposta principale (aliquote del 4-6-8 % a seconda delle categorie di eredi ) ed imposte ipocatastali ( 3 % ) -le quali nell’antico regime erano assorbite dall’imposta principale - raggiunge rispettivamente il 7,4-il 9,6-ed il 11,8 % ;cio’ in quanto si è tassati, tra l’altro, anche su una quota del 10 % del valore degli immobili per beni mobili di cui si presume il possesso, anche se questi non esistono: la presunzione comunque non è assoluta, ma puo’ superarsi con una constatazione analitica.
In tal caso le aliquote rimarrebbero comunque del 7-9-ed 11 %.”
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‘’Non saranno dei meri vizi formali e facilmente sanabili a frenare il decentramento del catasto ai Comuni’’. Cosi’ Flavio Zanonato, Sindaco di Padova e Responsabile ANCI per la materia, commenta la notizia pubblicata dal Sole 24Ore, secondo cui il nuovo catasto rischia di slittare per irregolarita’ delle delibere comunali.
La gran parte ha optato per determinare direttamente, e da subito, gli estimi dei singoli immobili
Convegno ANCI-Ifel ieri a Firenze. Gli interventi
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