Catania: immobiliare stabile, rallenta retail
Mercato immobiliare stabile a Catania, sia in termine di domanda che di offerta, secondo le indicazioni degli agenti immobiliari, registrate da Nomisma, nel suo Osservatorio relativo al primo semestre 2008. L’unica eccezione riguarda il mercato commerciale soprattutto per quanto riguarda le compravendite che sta segnalando significativi andamenti riflessi. I tempi di vendita sono ovunque in aumento segno della fase di rallentamento in atto. Il mercato delle locazioni, invece, registra una diminuzione dei tempi di locazione soprattutto nel segmento commerciale e a seguire l’abitativo. Prezzi e canoni sono caratterizzati da andamenti differenti: le variazioni semestrali dei valori di compravendita di uffici, negozi e posti auto sono tutte positive (circa +3,2%) mentre i prezzi delle abitazioni crescono solo dell’1,7%. Le differenze sono ancora maggiori per quanto riguarda i canoni dove la crescita maggiore e’ quella del comparto direzionale (+4,3%) mentre quella peggiore e’ attribuibile al comparto commerciale (+0,5%).
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Dal II Rapporto sul Mercato Immobiliare 2008 di Nomisma emerge che nel 2007 le compravendite di abitazioni sono calate del 4,6% (ovvero 40 mila in meno dell’anno precedente) e del 9,3% nelle grandi aree urbane. E’ il primo anno di calo dopo un decennio di crescita ininterrotta che ha determinato un incremento dei volumi di mercato pari al 66%. Anche il primo semestre del 2008 è all’insegna di un mercato residenziale in flessione. La congiuntura che a fine 2007 era già piuttosto rallentata, nella prima parte del 2008 rallenta ulteriormente e questo è confermato anche dal fatto che i tempi di vendita sono peggiorati ulteriormente, arrivando a superare in media i 5 mesi e mezzo, ma che nelle zone urbane decentrate possono raggiungere anche i 7 mesi. La domanda di abitazioni è composta da: 51% prima casa (in tendenziale aumento rispetto a quanto osservato lo scorso anno), 28% sostituzione, 9% seconda casa e 12% investimento. I prezzi a malapena recuperano l’erosione dell’inflazione, infatti la variazione semestrale dei prezzi delle abitazioni si attesta sul 2,1% per le abitazioni nella media (ma le abitazioni nuove crescono solo dell’1,7%), con un incremento annuale del 4,2%. Si tratta dell’aumento più contenuto dell’ultimo decennio che si riduce a un mero 1,1% se deflazionato e, in particolare, il Nord va peggio del Sud. Gli sconti sui prezzi crescono in generale del 10%. Le intenzioni di acquisto di un’abitazione nei prossimi dodici mesi sono all’1,8%, cioè ai livelli più bassi dell’ultimo ciclo immobiliare, poichè erano al 7%, all’inizio degli anni 2000. La tendenza della prima parte del 2008 porta, quindi, a una riduzione di compravendite di abitazioni nell’anno di circa 80 mila unità, mentre i prezzi a fine anno dovrebbero segnare una crescita nominale zero, ovvero una riduzione reale pari all’inflazione.
La casa, per chi non ce l’ha, è diventato un sogno ancora più lontano, mentre chi è ancora in grado di comprarne una ammette di essere molto influenzato dal prezzo, mentre qualche anno fa questo ‘problema’ era al secondo posto dopo l’opzione di scelta riguardante le esigenze abitative.
Il 2007 è stato un anno davvero difficile ma la crisi del settore è più presunta che reale. E se i prezzi dell’usato sono frutto di lunghe contrattazioni, quelli delle costruzioni più recenti tengono bene. Il mercato delle transazioni immobiliari ritorna alla normalità, dopo anni di crescita imponente. Cercando un equilibrio tra il numero delle transazioni effettuate nell’ultimo anno e quello che è il sentiment, cioè la percezione di come andrà il mercato, per gli operatori il risultato è quello di una situazione di brusca frenata, con la difficoltà di impiegare più tempo per ogni compravendita. Per le sue specificità, il prodotto immobiliare non è omologabile, per cui le rilevazioni di mercato sono generiche e il giudizio che ne viene tratto può non corrispondere a quello di singole realtà locali, rivelandosi quindi di scarsa utilità ai singoli operatori di zona. Infatti, il mercato, a causa di ragioni urbanistiche e di frazionamento delle proprietà, è privo di grandi iniziative ed è costituito prevalentemente da prodotti di nicchia realizzati da medi e piccoli operatori che, il più delle volte, agiscono nell’ambito della loro territorialità con logiche personali, al di fuori dei suggerimenti offerti dalle logiche statistiche. Nel paese, un dato negativo lo ha espresso la città di Milano, che da sola rappresenta 1/3 del mercato immobiliare nazionale. Milano, che è la più dinamica con i suoi ambiziosi progetti di sviluppo e crescita (che hanno ricevuto nuovi impulsi dalla vittoria nella corsa all’Expo 2015), nel 2007 è stata molto penalizzata. Tutti abbiamo partecipato, chi in misura maggiore chi minore, al grande banchetto, ma ora la festa sta finendo.
In caso di sottofatturazione, è responsabile in solido con il venditore anche l’acquirente che non agisce nell’esercizio di imprese, arti o professioni
E’ di oltre 6 milioni di euro l’evasione fiscale emersa nel settore edilizio a conclusione di un’operazione dell’ufficio delle Entrate di Pescara.
Risoluzione n. 317/E del 7 novembre 2007. L’effettuazione di operazioni imponibili ed esenti comporta l’applicazione della percentuale dell’anno precedente, con conguaglio a fine periodo d’imposta
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