Debutto francese a “SAIEnergia”
Per la prima volta, la Francia avrà uno stand collettivo gestito dall’« Ambasciata di Francia – Ubifrance » al SAIENERGIA di Bologna dal 15 al 18 ottobre (Pad. 14 Stand C19). Da diversi anni, il risparmio energetico è una priorità delle autorità e delle industrie francesi, importanza che è stata recentemente riaffermata durante l’incontro intitolato il “Grenelle dell’Environnement” che ha riunito, prima dell’estate, il governo ed i rappresentanti della società civile sotto il patrocinio del Presidente della Repubblica Nicolas Zarkozy. L’ADEME, l’Agenzia Francese per il Risparmio Energetico e l’Ambiente, ha stimato che nell’edilizia (settore con il più alto utilizzo di energia) il consumo annuo medio di energia è di circa 400 kWh per mq riscaldato. Tenuto conto della necessità di ridurre le emissioni di CO2 e dell’aumento dei costi dell’energia, l’obiettivo è di arrivare entro il 2050 ad un consumo annuo medio di energia primaria di appena 100 kWh/m² per tutti gli edifici di cui circa la metà per il riscaldamento dei locali e l’acqua calda sanitaria. Per raggiungere questo risultato è necessario contemporaneamente aumentare la produzione di energie rinnovabili e sviluppare l’utilizzo di materiali da costruzione che consentano una riduzione dei consumi. L’industria francese ha raccolto questa sfida e il numero delle aziende innovative che propongo nuove soluzioni per un’edilizia più rispettosa dell’ambiente e meno “golosa” in energia è in forte crescita. Alcune di queste sono presenti quest’anno a Bologna al Salone SAIENERGIA: VENTILONE www.ventilone.com. Specialista della produzione di energia termica a bassissimo consumo, VENTILONE progetta, costruisce e installa nei complessi residenziali e nei grandi edifici terziari e commerciali, sistemi di gestione energetica basati sulla geotermia e sullo stoccaggio geotermico infrastagionale. Attraverso l’utilizzo di strumenti di analisi e calcolo, Ventilone determina la soluzione geotermica più idonea in base alle caratteristiche dell’edificio, del terreno e del clima e gestisce l’impianto geotermico con un sistema di regolazione brevettato.
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L’esigenza di un maggior ricorso al carbone pulito e di nuove tecnologie per ridurne le emissioni climalteranti nell’opinione di Alberto Morselli, segretario generale Filcem-CGIL. I principali sindacati del settore elettrico hanno più volte manifestato il proprio sostegno per la conversione a carbone pulito di alcune grandi centrali italiane. Ad esempio, nel caso di Porto Tolle, un recente comunicato congiunto della Filcem-CGIL, Flaei-CISL e UILcem, ha esplicitamente affermato che « produrre energia riducendo i costi della bolletta elettrica per le famiglie e per il sistema produttivo in tempi relativamente brevi è possibile» e che «la conversione a carbone pulito è una risposta puntuale e sostenibile allo sviluppo di Porto Tolle e dell’intero Delta del Po». Che l’Italia sia eccessivamente dipendente dal petrolio e che si debba diversificare con urgenza il mix di generazione è ben noto. Come pure che occorra uno sforzo eccezionale per ridurre le emissioni nazionali di CO2 nel quadro degli impegni presi a livello europeo. Ma perché i sindacati ritengono che il ricorso alle fonti rinnovabili, per quanto importante, non sia sufficiente e che occorra un maggior ricorso anche al carbone?
L´Assemblea della Regione Emilia-Romagna ha approvato l´”Atto di indirizzo e coordinamento sui requisiti di rendimento energetico e sulle procedure di certificazione energetica degli edifici”.
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