Calano le compravendite, prezzi a -7,5%, crescono gli affitti
Dopo più di dieci anni di espansione, nel 2008 il mercato immobiliare urbano ha subito una brusca frenata e per l’anno prossimo le previsioni non sono rosee. Quest’anno - secondo il rapporto Fiaip (Federazione italiana agenti immobiliari professionali) sull’andamento del settore - i prezzi sono diminuiti del 7-7,5%, è aumentato il numero degli immobili messi in vendita e sono calate del 14% le transazioni portate a termine. Nel primo semestre dell’anno prossimo, poi, si attende una flessione delle compravendite, nonostante la discesa dei prezzi, ed è previsto un aumento degli affitti a uso residenziale. Nel 2008 - spiega l’indagine - per le compravendite l’andamento medio dei prezzi è stato in calo tra il -7% e -7,5% per abitazioni e negozi, con una flessione del 9,7% per il segmento direzionale. Sono sempre di più, inoltre, gli italiani (53%) e i clienti extra-Ue (83%) che hanno fatto ricorso a un mutuo per comprare immobili. E le previsioni per il primo semestre 2009 indicano una diminuzione delle compravendite a uso residenziale, in particolare nelle aree centrali, e un aumento degli affitti a uso abitativo.

« È necessario che i sindacati degli inquilini si inducano a considerare l’opportunita’ che si dia finalmente corso, dopo sei anni di tergiversazioni, al rinnovo, soprattutto nella parte economica, degli accordi per l’attuazione dei contratti agevolati ai sensi della legge 431/98.
Se cosi’ è, c’è da chiedersi se l’esercizio libero ed autonomo della prostituzione, non riconducibile ad alcuna forma di organizzazione o di sfruttamento (poiche’ presumiamo che in tal caso si ritenga attivita’ illecita) sia da considerarsi lecito. Sorge, in questa ipotesi, il problema di escluderlo per chi, condominio o proprietario che loca, non intendesse permettere l’insediamento in un fabbricato di tale attivita’. Confedilizia ha suggerito di inserire nel regolamento condominiale una apposita clausola, da approvarsi all’unanimita’ da parte di una assemblea totalitaria. Aggiungiamo, sull’altro aspetto, che nei nuovi contratti di locazione occorre inserire, da subito, un patto che ponga il “divieto di esercizio della prostituzione in qualsiasi forma, nonche’ di attivita’ connesse”, pena la risoluzione del contratto per inadempimento ai sensi dell’art 1456 del Codice Civile.
Forse è bene saperlo ma la lista di imposte e tasse che gravano sulla casa è ancora lunga: Ici, Irpef, Registro, Tarsu, Iva, passi carrai, occupazione spazi pubblici, successione, catastali etc.. L’Ici sulla prima casa e’ stata abolita, ma la pressione fiscale sugli immobili nel nostro paese resta molto alta e aggredisce i cittadini con una dozzina di balzelli. Nei giorni scorsi il ministro per le Riforme, Umberto Bossi, ha proposto di unificare tutte queste tasse, cercando allo stesso tempo di abbassare la pressione fiscale. La tassa piu’ nota sulla casa e’ l’ICI che si paga al Comune in base a delle aliquote stabilite dai comuni stessi e i cui massimi e minimi sono invece stabiliti dallo Stato, la tassa e’ proporzionale al valore catastale dell’immobile ed è ancora vigente per le seconde case e per quelle con categorie diverse dalle A/2 e A/3. La tassa di REGISTRO SUL CONTRATTO DI LOCAZIONE si paga quando si stipula un contratto di affitto, occorre registrarlo all’Ufficio del Registro e pagare la tassa e i bolli. L’IRPEF colpisce il reddito della casa anche se non e’ locata e in questo caso l’Irpef e’ ancora piu’ pesante. Il reddito di una casa non locata e’ virtuale, esiste solo sulla carta, sui certificati catastali, e’ un reddito non reale. La TARSU riguarda lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani che si paga al Comune proporzionalmente alla superficie dei locali occupati.
Il 2007 non e’ stato un anno d’oro per l’immobiliare ‘corporate’ a Roma e Milano. Secondo uno studio presentato da Gabetti all’EIRE, a fronte di una stabilita’ dei canoni di locazione, uffici, capannoni e negozi hanno infatti subito una contrazione dei prezzi. Per quanto riguarda il settore commerciale e quello terziario, sia nella capitale, sia nel capoluogo lombardo, la domanda si concentra sempre di piu’ su tagli di piccole o medie dimensioni (non superiori ai 500 metri quadrati per gli uffici e non oltre i 250 metri quadrati per i negozi). ”Una delle cause di questa contrazione del mercato - ha spiegato Andrea Musso, responsabile corporate di Gabetti -sta nella contrazione generalizzata dei consumi e in un progressivo invecchiamento della popolazione”. ”Negli ultimi anni - ha precisato Musso - si assiste a un continuo allungamento dei tempi di transazione, e Gabetti ha calcolato che per chiudere un contratto di locazione per un ufficio da 500 metri quadrati, sono necessari in media nove mesi”.”Sul fronte del commercio - ha sottolineato infine Musso - la congiuntura di mercato e le trasformazioni demografiche stanno spingendo gli imprenditori della grande distribuzione a passare da un modello di ipermercato come grande centro commerciale a quello di supermercato di quartiere, cha ha costi di gestione inferiori e puo’ contare su una maggiore fidelizzazione della clientela”.
La Confedilizia ha impugnato avanti il Tar Lazio il decreto in materia di impianti domestici adottato dal passato Governo il 22 gennaio scorso. Com’è noto, la Confedilizia ha a suo tempo ottenuto dall’Ufficio legislativo del Ministero per lo sviluppo economico esaustive precisazioni che hanno consentito alle strutture della Confederazione di riprendere - dopo la sospensione che aveva dovuto essere decisa - l’assistenza per la stipula dei contratti di locazione. Ma il chiarimento amministrativo richiede, all’evidenza, una verifica. Di qui, il ricorso. Dopo aver sottolineato la differenza tra regolamenti ministeriali (o interministeriali) e regolamenti governativi, si evidenzia nello stesso che solo questi ultimi possono avere natura e portata di regolamenti di delegificazione: natura e portata che sono invece stati illegittimamente attribuiti al decreto impianti (tra l’altro, emanato oltre un mese dopo la scadenza del termine fissato per l’esercizio della delega), che - infatti - abroga la legge 46/’90.
DETRAZIONI D’IMPOSTA PER GLI INQUILINI A BASSO REDDITO
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