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	<title>Mondocasablog &#187; credito</title>
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	<description>Il mondo della casa a 360°</description>
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		<title>Rilanciare le costruzioni per la ripresa dell&#8217; economia</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 03:20:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Housing sociale, qualità degli immobili, risposte concrete alle fasce più deboli della popolazione che non riescono ad accedere al mercato abitativo: questo e altro alla base di un rilancio del [...]]]></description>
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</script><p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2010/02/2rilanciare-le-costruzione1.jpg?9d7bd4" alt='Rilanciare le costruzioni' class="left"/><strong>Housing sociale, qualità degli immobili, risposte concrete alle fasce più deboli della popolazione che non riescono ad accedere al mercato abitativo: questo e altro alla base di un rilancio del settore  costruzioni. In verità, vari sono stati nel  2009 i  provvedimenti per ridare ossigeno al comparto dell&#8217; edilizia in panne: emergenza Abruzzo, delibera Cipe per opere e scuole, Piano casa 2, sblocco del social housing. E tuttavia non tutti i provvedimenti sono stati concretizzati.</strong></p>
<p>I costruttori sono preoccupati: &#8220;Stanno per esaurirsi i portafogli ordini delle imprese, sia nel campo dell&#8217; <strong>edilizia privata</strong> sia in quello degli <strong>appalti pubblici</strong>, molte aziende stanno chiudendo, soprattutto quelle più piccole. Sul <strong>piano occupazionale</strong> siamo già arrivati a 100mila posti di lavoro in meno. I vincoli del <strong>patto di stabilità</strong>, che fanno aumentare i tempi di attesa con cui le <strong>amministrazioni pubbliche</strong> pagano i lavori svolti e il problema del <strong>credito</strong>, che si sta drasticamente restringendo, non fanno che aggravare una situazione già di per sé molto preoccupante&#8221;. </p>
<p>Per dare una risposta alle fasce sociali più deboli &#8211;  <strong>giovani coppie, anziani, studenti fuori sede </strong>- che non possono accedere al <strong>mercato abitativo</strong>, Ance pensa ad un&#8217; attuazione il più possibile veloce del piano per il <strong>social housing</strong>, un piano che non solo consentirebbe di rispondere al fabbisogno di <strong>case in vendita e in affitto</strong>, ma permetterebbe anche la <strong>riqualificazione</strong> delle aree urbane in degrado. Ma finora, nonostante le pressanti sollecitazioni di Ance per far partire il piano, non si è fatto nulla.<br />
<span id="more-6633"></span><br />
Per quanto riguarda il <strong>mercato immobiliare</strong>, Ance pensa che  non c&#8217; è stata e non ci sarà la temuta <strong>bolla immobiliare</strong>. Per un motivo preciso: anzitutto la domanda di case continua a crescere e poi l&#8217; indebitamento delle <strong>famiglie </strong>italiane è di gran lunga inferiore a quello degli altri Paesi. E tuttavia, il <strong>mercato immobiliare</strong> nazionale ha iniziato a rallentare, con  una netta flessione delle <strong>compravendite</strong>, anche perché le <strong>banche</strong> stanno restringendo fortemente l&#8217; accesso al <strong>credito</strong> sia per le <strong>famiglie</strong> che per le <strong>imprese</strong>. </p>
<p>Secondo i dati Ance, in quasi tutte le Regioni italiane l&#8217; erogazione dei <strong>mutui</strong> alle <strong>famiglie</strong> ha subito un pesante calo, soprattutto nel Mezzogiorno, e inoltre i <strong>mutui</strong> erogati in Italia sono i più cari a livello europeo. E questo vale sia per le <strong>famiglie</strong> che per le le imprese del settore, che molte volte sono costrette ad accettare certe condizioni, in quanto il loro potere contrattuale è molto basso. </p>
<p>La <strong>qualità</strong> degli <strong>immobili</strong> è un altro obiettivo importante per Ance. E pertanto pone la massima attenzione al <strong>risparmio energetico</strong>, alla <strong>sostenibilità ambientale</strong>, alla <strong>sicurezza</strong>, perché alla fine della <strong>crisi economica</strong> si  farà naggiore attenzione agli aspetti qualitativi del costruito, appunto <strong>efficienza energetica</strong>, <strong>sicurezza</strong>, <strong>sostenibilità ambientale</strong>. Cambiare il modo di <strong>progettare</strong>, <strong>costruire</strong>, <strong>demolire</strong> e <strong>recuperare</strong> edifici all&#8217; insegna della qualità sarà quindi un obbligo per le imprese, che dovranno essere in grado di migliorare la qualità urbana e di conseguenza le condizioni di vita e di lavoro dei cittadini. </p>
<p>L&#8217; impegno dell&#8217; Ance riguarda quindi anche la <strong>qualificazione</strong> delle imprese, che devono essere selezionate sulla base della propria capacità e non solo su certificati privi di valore. Una vera e propria cultura della <strong>qualità</strong>, da trasmettere al mercato privato. </p>
<p>Dalla cultura della <strong>qualità</strong> al rilancio del mercato delle costruzioni si  arriva al <strong>rilancio economico</strong> del Paese con la ripresa dell&#8217; <strong>occupazione</strong>  nei <strong>cantieri</strong>, da quelli per le piccole e medie opere agli interventi per l&#8217; edilizia scolastica ai <strong>Piani casa </strong>1 e 2, salvaguardando migliaia di <strong>imprese</strong> e di <strong>lavoratori</strong> di un settore trainante per l&#8217; economia del Paese. </p>
<p><strong>Fonte: Ance</strong></p>
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		<title>I mutui in Italia nel 3° trimestre 2009</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Jan 2010 03:30:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il volume di erogazioni per l&#8217; acquisto di abitazioni da parte delle famiglie italiane registra, nel terzo trimestre del 2009, una flessione rispetto allo stesso periodo 2008 (dati del 20 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2010/01/2mutui2.jpg?9d7bd4" alt='MUTUI' class="left"/><strong>Il volume di erogazioni per l&#8217; acquisto di abitazioni da parte delle famiglie italiane registra, nel terzo trimestre del 2009, una flessione rispetto allo stesso periodo 2008 (dati del 20 / 01 / 2010 fonte Banca d&#8217; Italia). La differenza negativa è pari a circa -1,2 miliardi di euro, che tradotto in termini percentuali rappresenta un calo del -10 (vedi nota metodologica. Il dato conferma il momento di rallentamento del mercato (i volumi erogati includono anche i mutui di sostituzione / surroga).</strong></p>
<p>L&#8217; ultima variazione (-10%) è minore rispetto alle precedenti del 2009 (-22%  nel  primo trimestre 2009, -13% nel secondo trimestre 2009) ed è un ulteriore segnale che indica un cambiamento positivo da parte del mercato. Considerando il dato cumulativo del 2009 si osserva una variazione negli erogati pari a circa 6 miliardi di euro (-15% rispetto ai primi tre trimestri 2008), sul valore influiscono i volumi erogati nel primo trimestre 2009.</p>
<p>Nel 3° trimestre 2009 tutte le macroaree hanno registrato un andamento negativo, anche se in crescita rispetto ai valori del secondo trimestre. Valutando i primi 9 mesi del 2009 le variazioni maggiori vengono registrate nell&#8217; area meridionale (-22%) e insulare (-29%).<br />
<span id="more-6549"></span><br />
Per quanto riguarda il valore delle consistenze dei <strong>mutui</strong> in Italia la tendenza rimane in crescita. Dopo un&#8217; iniziale decrescita nei mesi di marzo e aprile 2008, l&#8217; andamento ha ripreso ad aumentare fino a raggiungere il volume record di 279 miliardi di euro nel mese di settembre 2009. Esaminando un arco temporale di un anno, considerando il mese di settembre 2009 con lo stesso mese del 2008, otteniamo una crescita media del 6,08% delle consistenze.</p>
<p>È stabile l&#8217; importo medio dei mutui nel 3° trimestre 2009. L&#8217; importo medio nazionale è pari a circa 117.000 euro, stesso valore del trimestre precedente. Secondo le analisi dell&#8217;<strong> Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa</strong> (<strong>sezione Kìron mediazione creditizia</strong>), tale valore aumenterà a circa 118.000 euro nel quarto trimestre (+0,9%). L&#8217; aumento è da attribuire alle <strong>agevolazioni legislative</strong> in supporto al <strong>credito</strong> e all&#8217; aumento della domanda dei <strong>mutui</strong> nel trimestre (+6%). Il dato è comunque influenzato dalla comune tendenza del sistema bancario a non erogare più mutui al 100%. A livello regionale, nel terzo trimestre 2009, si registrano valori molto eterogenei che vanno dal mutuo medio più alto dalla Toscana (132.000 euro) quello più basso della Calabria (88.000 euro). </p>
<p>Sul fronte <strong>tassi</strong>, grazie ai provvedimenti avvenuti sia a livello nazionale che internazionale, dall&#8217; ultimo trimestre 2008 si è registrata una serie di cali significativi. Negli ultimi mesi il <strong>tasso Euribor </strong>ha subito una serie di importanti riduzioni, e si attesta a 0,71% (valore medio di dicembre); si pensi che nell&#8217; ottobre 2008 il tasso registrava il suo valore massimo (5,11%, <strong>tasso</strong> medio).</p>
<p>Si è calcolato che la rata mensile di un <strong>mutuo</strong> a <strong>tasso variabile </strong>di 120.000 euro in 20 anni  con uno spread dell&#8217; 1,30% acceso nell&#8217; ottobre 2009, costava ad una <strong>famiglia</strong> 281 euro in più di quanto costerebbe stipularlo utilizzando il <strong>tasso</strong> medio di dicembre. L&#8217; Irs, invece, registra un <strong>tasso</strong> del 3,96% (valore medio di dicembre). Nel mese di ottobre 2009 i <strong>tassi</strong> di interesse bancari in Italia sono risultati inferiori rispetto alla media europea di circa 51 bps.</p>
<p><strong>Sentiment quarto trimestre 2009</strong><br />
Il <strong>Gruppo Tecnocasa</strong> ha iniziato nel 2009 uno studio sulle tendenze e sentiment del <strong>mercato creditizio</strong>. Gli studi di settore e le indagini campionarie hanno permesso di determinare una serie di indici e sentiment relativi al mercato dei <strong>mutui</strong> nel quarto trimestre 2009. </p>
<p>A livello di volumi erogati la macroarea l&#8217; area Nord Occidentale si conferma prima per erogazioni, in lieve recupero negli ultimi mesi l&#8217; area Centrale, in calo l&#8217; area Meridionale. Da un&#8217; analisi a campione, nel mese di dicembre, si può evidenziare una maggior consapevolezza del mercato, trend confermato sia dall&#8217; aumento dell&#8217; importo medio del <strong>mutuo</strong> (118.000 euro) e dal tempo medio per l&#8217; erogazione di una pratica (circa 78 giorni).</p>
<p>Per quanto riguarda la diminuzione annua dell&#8217; importo medio (-3 del 2009 sullo stesso periodo del 2008), tale dato è dovuto alla tendenza di non erogare più la totalità del <strong>mutuo</strong>, infatti, nel 2009 circa il 76% dei <strong>mutui</strong> erogati rientra nella fascia LTV 61% &#8211; 80%. </p>
<p>Si può osservare come le <strong>famiglie</strong> consumatrici cercano di richiedere un importo più possibile vicino alla soglia LTV dell&#8217; 80%, circa il 49% dei <strong>mutui</strong> erogati. La tendenza all&#8217; indebitamento è confermata anche dal Rapporto Rata Reddito (RRR); circa il 22% dei mutuatari infatti ha un RRR del 35%.</p>
<p>Concludendo si può affermare che il 2009 è stato influenzato da un periodo di transizione caratterizzante tutto il <strong>mercato finanziario italiano e internazionale.</strong> Superato questo periodo le erogazioni hanno iniziato a crescere lievemente grazie alla maggior apertura delle banche, tutelate dai provvedimenti governativi in sostegno all&#8217; accesso al credito e dall&#8217; aumento della domanda. Continua, infatti, l&#8217; andamento positivo della domanda di <strong>mutui</strong> +6% (nei primi 11 mesi 2009 sullo stesso semestre del 2008), +18% nel solo mese di novembre (fonte Crif). </p>
<p>Il dato è, però influenzato dalla domanda di rinegoziazione dei <strong>mutui</strong>. Negli ultimi mesi è stata premiata la qualità di pratiche, infatti sono diminuite sia la percentuale di <strong>mutui</strong> erogati ai cittadini stranieri, sia la percentuale delle pratiche approvate. La tendenza delle banche è quella di erogare <strong>mutui</strong> con minor grado di rischio a <strong>consumatori</strong> più solvibili. </p>
<p>Nota metodologica: si porta in evidenza che dal quarto trimestre 2008, la Banca d&#8217; Italia ha modificato il criterio di aggregazione della base dati. Nell&#8217; aggregato &#8220;Acquisto Immobili &#8211; Abitazioni Famiglie consumatrici&#8221; vengono inseriti i finanziamenti<strong> oltre l&#8217; anno</strong> e non più i finanziamenti <strong>oltre i 18 mesi</strong>. Tale variazione metodologica non è stata presa in considerazione ai fini dell&#8217; analisi.<br />
<strong><br />
Renato Landoni<br />
Presidente Kìron Partner SpA, Gruppo Tecnocasa</strong></p>
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		<title>Il finanziamento immobiliare secondo il 3° Rapporto Nomisma 2009</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Jan 2010 03:00:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[A giugno del 2009 il monte mutui in essere attivato a sostegno del mercato immobiliare e del settore delle costruzioni ammonta a 573 miliardi di euro, il 60,7% ha come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2009/12/1finanziamento-quotato1.jpg?9d7bd4" alt='finanziamento' class="left"/><strong>A giugno del 2009 il monte mutui in essere attivato a sostegno del mercato immobiliare e del settore delle costruzioni ammonta a 573 miliardi di euro, il 60,7% ha come destinazione il mercato ed il restante 39,3% l&#8217; edilizia. La componente rilevante del sistema creditizio destinato all&#8217; immobiliare in senso lato è espressa dal settore della casa, che raccoglie il 58,3% delle consistenze dei mutui in essere. </strong></p>
<p>All&#8217; interno di questa quota il 44,1% è a copertura dell&#8217; attività di <strong>acquisto</strong> della <strong>casa</strong>. Rispetto ad 8 anni fa è cresciuta la quota destinata al mercato, mentre si è ridotta quella a copertura del settore delle costruzioni, inoltre è cresciuto il peso del comparto abitativo ed in particolare di quello delle <strong>compravendite</strong>.</p>
<p>Il dato più recente, riferito al secondo trimestre 2009, conferma in parte questa tendenza. Se si confrontano le erogazioni destinate al mercato di quest&#8217; ultimo trimestre con quelle riferite ad un anno prima, emerge il peso crescente della componente di <strong>acquisto casa </strong>a scapito, soprattutto, del comparto immobiliare non residenziale.</p>
<p>Analogamente le <strong>erogazioni</strong> destinate al settore delle <strong>costruzioni</strong> vedono anch&#8217; esse aumentato nell&#8217; anno il peso del settore abitativo. Nel primo semestre del 2009 sono stati erogati complessivamente 66,5 miliardi di euro, il 47% a copertura degli acquisti immobiliari (pari a 38,4 miliardi di euro) ed il restante 42,2% per finanziare il settore delle <strong>costruzioni</strong> (pari a 28,1 miliardi di euro). Il calo delle <strong>erogazioni</strong> è espresso da un -20,1% di capitale in meno nel semestre rispetto allo stesso periodo del 2008.<br />
<span id="more-6392"></span><br />
A metà anno la flessione del <strong>credito</strong> erogato per l&#8217; <strong>acquisto</strong> di <strong>immobili</strong> è ancora piuttosto elevata e di intensità crescente negli ultimi due trimestri (-18,8% nel primo e -22,4% nel secondo). Nel segmento delle <strong>costruzioni</strong> sembra invece profilarsi un rallentamento della flessione anche se l&#8217; entità del calo è ancora significativamente elevata (-15,6% nel trimestre).</p>
<p>Le <strong>erogazioni</strong> destinate al settore delle <strong>costruzioni</strong> sono calate ancora nei primi due trimestri dell&#8217; anno in corso ma per tutte le componenti, <strong>abitazioni</strong>, <strong>fabbricati non residenziali </strong>ed altro, il calo è stato di minore intensità nel secondo semestre del 2009: è rallentata, infatti, la flessione dei <strong>mutui</strong> destinati a finanziare l&#8217; attività di <strong>acquisto</strong> da parte delle <strong>famiglie</strong>, sia di <strong>abitazioni</strong> che di <strong>immobili</strong> <strong>di altra natura. </strong></p>
<p>In particolare, per quanto riguarda la componente relativa alla sola <strong>casa</strong>, il calo maggiore è ascrivibile al primo trimestre dell&#8217; anno in corso con un -22% di <strong>mutui</strong> erogati in meno nell&#8217; anno. Ciò si sarebbe tradotto, in base ai risultati dell&#8217; indagine trimestrale condotta da<strong> Banca d&#8217; Italia</strong> e <strong>Tecnoborsa</strong>, in un calo di <strong>compravendite</strong> effettuate con l&#8217; accensione di un <strong>mutuo</strong> di due punti percentuali, vale a dire il 68,3% degli <strong>acquisti</strong> effettuati nel secondo trimestre dell&#8217; anno a fronte del 70,4% del primo trimestre.</p>
<p>Gli oneri sostenuti dalle <strong>famiglie</strong> italiane per il servizio del debito (pagamento di interessi e restituzione del capitale) hanno registrato un&#8217; ulteriore diminuzione (9,6% del <strong>reddito</strong> disponibile, rispetto al 9,8% del primo trimestre). Nei mesi estivi è proseguita la riduzione dei <strong>tassi</strong> di interesse sui prestiti per l&#8217; <strong>acquisto</strong> di <strong>abitazioni</strong> che nel prosieguo dell&#8217; anno inciderà sul servizio del debito in proporzione alla quota dei prestiti a <strong>tasso</strong> variabile. </p>
<p>Il costo medio dei nuovi <strong>mutui</strong> alle <strong>famiglie</strong> a giugno è diminuito al 2,5% per le erogazioni a tasso variabile e al 5,0% per quelle a tasso fisso (rispettivamente 3,0 e 0,8 punti percentuali in meno in un trimestre). La domanda di <strong>mutui</strong>, desunta dai dati del Sistema di <strong>Informazioni Creditizie</strong> di <strong>Crif</strong>, nei primi 9 mesi del 2009 è cresciuta del 5% rispetto allo stesso periodo del 2008, invertendo così quel trend negativo che ha caratterizzato il 2008. </p>
<p>Complice di questo aumento sembra essere stata la componente della domanda di <strong>rinegoziazione</strong> dei <strong>mutui</strong> ma anche la tenuta della propensione all&#8217; <strong>investimento</strong> in <strong>case</strong> da parte del <strong>risparmiatore italiano </strong>(l&#8217; ultima indagine Ipsos &#8211; Acri dell&#8217; ottobre scorso conferma la quota del 54% di propensione all&#8217; <strong>investimento</strong> in <strong>immobili</strong> da parate dei <strong>risparmiatori</strong>, quota che è rimasta pressoché invariata dal 2007).</p>
<p>Gli esisti dell&#8217; indagine trimestrale sul <strong>credito bancario</strong> non confermano il dato <strong>Crif</strong> di una domanda di <strong>mutui</strong> positiva bensì raccontano di una domanda non più negativa ma stabile. Tale domanda si è scontrata ancora una volta con le politiche di offerta dei prestiti alle famiglie (informazione raccolta attraverso l&#8217; indagine trimestrale) che hanno registrato, nel secondo trimestre del 2009, un ulteriore irrigidimento, di intensità simile a quello della passata rilevazione; esso è consistito principalmente in una riduzione del rapporto tra <strong>prestito</strong> e <strong>valore</strong> dell&#8217; <strong>immobile</strong> per i <strong>mutui</strong> e in un aumento dei margini per gli altri <strong>finanziamenti</strong>. </p>
<p>Gli <strong>intermediari</strong> hanno messo in relazione la propria prudenza con le attese sull&#8217; attività economica, il rischio circa l&#8217; effettivo valore delle garanzie e le prospettive per il <strong>mercato</strong> degli <strong>immobili residenziali</strong>. Per il terzo trimestre del 2009 le <strong>banche</strong> prevedono un ulteriore lieve irrigidimento delle politiche di offerta e condizioni di domanda sostanzialmente invariate.</p>
<p>Ma, ciò che sta accadendo sul mercato del <strong>credito</strong>, fa emergere una dicotomia tra le banche medio &#8211; grandi e le banche minori, quelle di matrice territoriale. Per queste ultime, infatti, non si è assistito ad una contrazione delle erogazioni mentre, al contrario, le banche maggiori fanno registrare una flessione in progressiva crescita. La connotazione del mercato del <strong>credito</strong> è data però dalle banche maggiori in quanto si stima che le prime tre detengano il 64% del mercato dei <strong>mutui</strong>, che sale al 77% se si considerano i primi 5 istituti di <strong>credito</strong> italiani.</p>
<p>Gli <strong>operatori immobiliari</strong> intervistati da Nomisma in occasione della presente indagine, denunciano le difficoltà incontrate dalla clientela nell&#8217; accendere <strong>mutui</strong> per l&#8217; <strong>acquisto</strong> di un&#8217; <strong>abitazione</strong>. Tra queste vengono segnalate la richiesta di <strong>garanzie aggiuntive</strong> (70,1% delle risposte) e la minore quota finanziata (64,6%); seguono i lunghi tempi per l&#8217; istruttoria (33,6%) ed, infine, il costo elevato del mutuo (11,1%). A queste difficoltà si aggiunge il fenomeno delle insolvenze, in progressivo aumento. </p>
<p>Fino alla primavera del 2008 il tasso di insolvenza delle <strong>famiglie</strong> mutuatarie oscillava attorno all&#8217; 1% &#8211; 1,1%, dopo 1 anno è raddoppiato (a marzo del 2009 <strong>Crif</strong> stima un <strong>tasso</strong> di insolvenza del 2%). I 12 maggiori <strong>mercati immobiliari italiani</strong> per i quali si dispone di informazioni sul mercato del <strong>credito</strong> (rimane esclusa Catania dall&#8217; aggregato di nostro riferimento) rappresentano mediamente il 46% del mercato dei <strong>mutui</strong> erogati per l&#8217; <strong>acquisto</strong> di <strong>abitazioni</strong> (si ricorda che sul fronte delle <strong>compravendite</strong> essi rappresentano il 35,6% del mercato).</p>
<p>L&#8217; elevata concentrazione del mercato del <strong>credito</strong> è espressa anche dall&#8217; indicatore del monte <strong>mutui</strong> erogati per l&#8217; <strong>acquisto</strong> di <strong>abitazioni</strong> pro capite: a fine 2008 in Italia era di 946 euro per abitante mentre nella media dei 12 mercati era di 1173 euro per abitante. A questo proposito il livello di finanziarizzazione dei mercati maggiori è piuttosto variabile: si passa da 551 euro pro capite di Napoli ai 1.872 euro pro capite di Milano.</p>
<p>La congiuntura del mercato dei <strong>mutui</strong> destinati all&#8217; <strong>acquisto</strong> della <strong>casa</strong> in questi 12 mercati è espressa da un calo delle erogazioni del 14,1% in media nel secondo trimestre dell&#8217; anno che diventa un -19,7% con riferimento al primo semestre dell&#8217; anno. Va precisato che il calo maggiore si è verificato nel primo trimestre dell&#8217; anno mentre in quello successivo si è assistito ad un rallentamento della flessione in tutti i mercati ad esclusione di quello di Milano che ha fatto registrare un -8,6% nel primo trimestre e un -23,6% nel secondo.</p>
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		<title>Emilia Romagna. Vivace  la domanda di seconda casa</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Dec 2009 03:05:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sul mercato immobiliare di Sestola e di Fanano non si registrano importanti variazioni delle quotazioni nella prima parte del 2009. La domanda di seconda casa è vivace anche perché si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2009/12/3emilia-romagna1.jpg?9d7bd4" alt='emilia romagna' class="left"/><strong>Sul mercato immobiliare di Sestola e di Fanano non si registrano importanti variazioni delle quotazioni nella prima parte del 2009. La domanda di seconda casa è vivace anche perché si tratta di un segmento di mercato che non ha subito riflessi per le restrizioni nella concessione del credito. </strong></p>
<p>Le <strong>abitazioni</strong> che offrono caratteristiche di <strong>qualità</strong>, sia costruttiva che estetica, sono maggiormente apprezzate dagli <strong>acquirenti</strong>. Le località più richieste sono <strong>Sestola</strong> e <strong>Fanano</strong> dove si riversa la domanda di <strong>abitazioni</strong> da parte di coloro che vivono in provincia di Modena, di Bologna e anche da tutta la Toscana. Apprezzano la presenza di servizi e impianti di risalita di ottimo livello e anche di <strong>quotazioni</strong> più contenute rispetto ad altre zone, come ad esempio l&#8217; Abetone. </p>
<p>La domanda si orienta o su bilocali e trilocali, inseriti in piccoli contesti condominiali oppure verso rustici da <strong>ristrutturare</strong> (dotati di giardino ed in grado di garantire la completa indipendenza) possibilmente vicini agli impianti o inseriti all&#8217; interno di strutture sportive come il Cimone Golf Club, valori aggiunti che fanno sì che queste soluzioni possano arrivare a toccare <strong>quotazioni</strong> di mercato superiori alla media della zona.<br />
<span id="more-6367"></span><br />
Si prediligono le tipologie non troppo distanti dal <strong>Centro storico</strong> oppure comode per raggiungere i servizi e gli impianti di risalita. Il mercato delle <strong>nuove costruzioni </strong>interessa in particolare le località di <strong>Fanano</strong> e di <strong>Sestola</strong>, dove sono in costruzione contesti abitativi di poche unità, per i quali si chiedono <strong>prezzi</strong> medi di 2000 euro al mq (a <strong>Fanano</strong>) e di 2200 euro al mq (a Sestola). </p>
<p>Sulle <strong>nuove costruzioni </strong>è premiante soprattutto la <strong>qualità</strong> dell&#8217; <strong>immobile</strong> a livello di finiture, di impiantistica e la localizzazione. A <strong>Sestola</strong> la ricerca si concentra soprattutto nel Centro del paese, nell&#8217; immediata periferia e nelle zone più comode agli impianti. Il Centro storico, sviluppato intorno alla Rocca, offre porzioni di case ma anche fabbricati con poche unità abitative, che, ristrutturate, con finiture di pregio, possono toccare <strong>quotazioni</strong> di 3500 euro al mq.</p>
<p>I <strong>prezzi</strong> scendono appena fuori dal <strong>Centro storico</strong>, dove il nuovo si compravende a 2200 euro al mq. Per ciò che riguarda il centro di Fanano le <strong>quotazioni</strong> oscillano intorno a 2000 euro al mq per una soluzione nuova e <strong>ristrutturata</strong>.</p>
<p>La domanda di <strong>abitazioni</strong> in <strong>affitto</strong> per la prossima stagione invernale è elevata in particolare per le <strong>abitazioni</strong> di <strong>qualità</strong>, che offrono la comodità e i servizi adatti a trascorrere piacevolmente i periodi di vacanza. In linea di massima per l&#8217; intera stagione invernale si registra una richiesta media di 2200 euro per un bilocale di quattro posti letto. </p>
<p><strong>Fonte: Tecnocasa</strong></p>
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		<title>Bergamo. Un aiuto dall&#8217; indagine Tecnocasa per comprar casa scegliendo ubicazione e prezzi</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Dec 2009 03:12:00 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2009/12/2bergamo1.jpg?9d7bd4" alt='bergamo' class="left"/><strong>Nel primo semestre del 2009 le quotazioni immobiliari di Bergamo sono stabili. Si registrano comunque difficoltà nella vendita di bilocali e trilocali con un prezzo inferiore a 150 mila euro, anche perché l&#8217; acquirente per questo tipo di immobili negli anni scorsi molto spesso finanziava l&#8217; acquisto con mutui importanti. Da segnalare inoltre le prime compravendite da parte di turisti russi, interessati all&#8217; acquisto di case di pregio e ville singole.</strong></p>
<p>In zona<strong> Quintino Basso </strong>è sorto negli ultimi anni un nuovo <strong>quartiere residenziale</strong> immerso nel verde, composto da <strong>ville singole e bifamiliari</strong>. Ville prestigiose si possono <strong>acquistare</strong> nel <strong>quartiere Finardi</strong> che si trova alle spalle di <strong>Borgo Santa Caterina</strong>, una zona storica della città, sorta tra il 1300 circa ed il 1400. Per l&#8217; <strong>acquisto</strong> di un appartamento in casa d&#8217; epoca ben <strong>ristrutturata</strong> si spendono anche 2500 &#8211; 2800 euro al mq. </p>
<p>Si segnala anche la presenza di qualche <strong>condominio</strong> edificato negli anni &#8217;60 e per l&#8217; acquisto di un appartamento medio usato si spendono 1800 &#8211; 2000 euro al mq se ben conservato. <strong>Borgo Santa Caterina</strong> è stata interessata negli ultimi anni da diversi interventi di <strong>ristrutturazione</strong> e frazionamento delle <strong>abitazioni storiche</strong> ed attualmente infatti sono disponibili numerosi bilocali con un prezzo compreso tra 110 e 140 mila euro.<br />
<span id="more-6343"></span><br />
In generale il mercato delle <strong>locazioni</strong> è alimentato da single, coppie o da <strong>famiglie con</strong> difficoltà di accesso al <strong>credito</strong>. Il <strong>canone</strong> di <strong>locazione</strong> di un bilocale è di 400 &#8211; 550 euro al mese e quello di un trilocale è di 500 &#8211; 650 euro al mese. Lungo via Corridoni, si possono acquistare appartamenti nuovi.  Ai piedi di città alta si sviluppa zona Valverde, apprezzata da diversi <strong>acquirenti</strong> e dove si possono comprare ville singole e appartamenti in piccoli <strong>contesti condominiali. </strong></p>
<p>A <strong>Monterosso</strong> si registra una massiccia presenza di <strong>case Aler </strong>costruite nella seconda metà degli anni &#8217;50 e di alloggi in edilizia convenzionata. Da segnalare la partenza della nuova tramvia che collega l’area centrale di <strong>Bergamo</strong> con Albino, passando nei pressi di <strong>Borgo Santa Caterina</strong> e attraverso il quartiere di Redona valorizzando l&#8217; intera area.</p>
<p>Nel primo semestre del 2009, nell&#8217; area sud &#8211; ovest della città, è diminuito il numero delle <strong>compravendite</strong> e sono praticamente scomparsi gli acquisti da parte di stranieri che non riescono più ad accedere al <strong>credito bancario</strong>. Ad <strong>acquistare</strong> attualmente sono quelle <strong>famiglie</strong> che riescono a farlo in contante oppure coprendo con il mutuo solo il 30 &#8211; 40% del valore totale dell&#8217; <strong>immobile</strong>. La tipologia maggiormente richiesta è il 4 locali. Anche il mercato delle <strong>locazioni</strong> è alimentato prevalentemente da <strong>famiglie</strong> e giovani coppie ed il canone di bilocali e trilocali è compreso tra 450 e 550 euro al mese.</p>
<p>Nell&#8217; area di <strong>Colognola</strong> le richieste provengono essenzialmente da famiglie già residenti in questa zona. L&#8217; area è ben servita ed il prezzo di un appartamento in buone condizioni con box auto è di 1700 euro al mq. La parte più recente del quartiere si è sviluppata tra il 1985 ed il 1994 ed attualmente sono in costruzione appartamenti in <strong>edilizia convenzionata</strong> valutati 1700 &#8211; 1800 euro al mq. </p>
<p>Nell&#8217; <strong>ex area Molini Moretti</strong> nei prossimi mesi  partiranno i lavori per la realizzazione di un importante <strong>centro residenziale</strong> che conterà 200 appartamenti e che valorizzerà l&#8217; intera area di Colognola. La <strong>zona di San Tommaso</strong> è caratterizzata da palazzi costruiti tra gli anni &#8217;60 e gli anni &#8217;90 ed il prezzo per un appartamento medio usato è di 1500 euro al mq. Non mancano comunque soluzioni di recente costruzione valutate 2200 euro al mq. </p>
<p>In<strong> zona Canovine</strong> si possono <strong>acquistare</strong> appartamenti in buono stato, costruiti tra gli anni &#8217;50 e gli anni &#8217;90, a 1600 euro al mq. Chi preferisse soluzioni di <strong>nuova costruzione</strong> può optare per l&#8217; area ex Magrini dove è possibile <strong>acquistare</strong> appartamenti a prezzi compresi tra 2500 e 3800 euro al mq.</p>
<p>Nei quartieri di <strong>Broseta, Ospedale, Longuelo, Piscine &#8211; Conca D&#8217; Oro e Loreto</strong> si registra un aumento degli <strong>acquisti</strong> per <strong>investimento</strong>, determinato probabilmente dal difficile momento attraversato dai <strong>mercati finanziari. </strong>L&#8217; <strong>investitore</strong> medio si focalizza su bilocali con un costo di 120 mila euro, mentre le famiglie e le coppie che <strong>acquistano</strong> la <strong>prima casa </strong>preferiscono tagli ampi con una spesa media compresa tra 250 e 300 mila euro. Le tipologie usate e situate ai piani alti sono le più ricercate.</p>
<p><strong>Via XXIV Maggio, via Mazzini, via Statuto e via Diaz,</strong> sono tra le vie maggiormente richieste in zona Ospedale. L&#8217; intera area, nata a cavallo tra gli anni &#8217;60 e gli anni &#8217;70, è signorile e ben servita ed è richiesta prevalentemente da professionisti. Il prezzo di un appartamento in buono stato è di 2500 euro al mq. L&#8217; area attualmente occupata dall&#8217; ospedale, nei prossimi anni sarà utilizzata per la realizzazione di nuovi stabili residenziali, visto che le strutture ospedaliere saranno trasferite nel nuovo ospedale già in costruzione in zona La Trucca. </p>
<p>Prestigioso il mercato di<strong> zona Piscina &#8211; Conca D&#8217; Oro,</strong> situata nei pressi della città alta, dove si possono trovare condomini realizzati nella seconda metà degli anni &#8217;60 e ville in stile liberty. L&#8217; area di <strong>via Broseta</strong> è semicentrale ed è caratterizzata da palazzi degli anni &#8217;60 e &#8217;70 oltre che dalla presenza di numerose attività commerciali. Per acquistare un appartamento in buone condizioni in questa zona si spendono 1900 &#8211; 2000 euro al  mq. Da segnalare inoltre molti interventi di ristrutturazione operati da società di costruzione. </p>
<p>Nei pressi di <strong>via Broseta</strong> si sviluppa il quartiere San Paolo, nato tra gli anni &#8217;60 e &#8217;70 e con prezzi similari a quelli dell&#8217; area Broseta. Nell&#8217; area di via Broseta e di piazzale San Paolo sono in costruzione nuovi appartamenti valutati non meno di 3200 e al mq. Più popolare il quartiere Loreto, caratterizzato dalla presenza di soluzioni ex Iacp realizzate nei primi anni &#8217;60.</p>
<p><strong>Fonte: Ufficio Studi Tecnocasa</strong></p>
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		<title>Como. Convegno &#8220;Tecnologie e materiali per costruire in modo sostenibile&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 03:15:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Avveniristiche tecnologie al servizio dell&#8217; immobiliare le cui applicazioni, come ha ricordato Benito Sicchiero di Assoedilizia, sono comunque condizionate dalla situazione del mercato. Riscaldare una casa di tre piani con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2009/11/4riscaldare-una-casa1.jpg?9d7bd4" alt='CONVEGNO' class="left"/><strong>Avveniristiche tecnologie al servizio dell&#8217; immobiliare le cui applicazioni, come ha ricordato Benito Sicchiero di Assoedilizia, sono comunque condizionate dalla situazione del mercato.</strong></p>
<p>Riscaldare una <strong>casa</strong> di tre piani con l&#8217; equivalente del <strong>calore</strong> fornito da 10 candele? Si può già fare; mentre, per realizzare con meta materiali il <strong>mantello di Harry Potter</strong> che rende invisibili, per  ora prototipo, bisognerà aspettare il passaggio alla produzione industriale.</p>
<p>Meraviglie di oggi, illustrate a Como al convegno organizzato dal Centro Volta con Camera di Commercio di Como e Politecnico di Milano. All&#8217; evento il direttore di ComoNExt ingegner Stefano Poretta ha annunciato la prossima istituzione, a Lomazzo, e con la collaborazione della Regione Lombardia e delle Università, del nuovo meta distretto tecnologico con una settantina di imprese destinate a ricevere e ad offrire <strong>innovazioni</strong> utili all&#8217; intero <strong>settore immobiliare</strong>, e non solo.</p>
<p>Ma perché queste novità &#8211; testimonianze tangibili della ricerca universitaria e dell&#8217; intraprendenza della piccola e media industria &#8211; possano trovare adeguato e proficuo utilizzo bisogna tenere sott&#8217; occhio l&#8217; andamento del mercato per capire se è in grado di  recepirle.</p>
<p>E luci ed ombre si alternano sullo stesso, come ha rilevato il giornalista Benito Sicchiero, responsabile della Comunicazione di  Assoedilizia con la relazione dal titolo &#8220;L&#8217; impatto della <strong>crisi</strong> sul <strong>mercato immobiliare. Prospettive di ripresa</strong>.<br />
<span id="more-6103"></span><br />
Analizzate le cause della <strong>crisi</strong> (eccesso di produzione per assorbire  la quale il <strong>credito</strong> si è diffuso in maniera incontrollata favorito, da un lato, dai governi, in primis quello statunitense, dall&#8217; altro lato dagli <strong>istituti di credito</strong> che hanno lucrato enormi profitti),  Sicchiero ha fatto il punto sulla situazione domestica: pur non potendo parlare, nell&#8217; <strong>immobiliare italiano</strong>, di bolle e relativi scoppi  (come avvenuto in Usa, Gran Bretagna, Spagna) per la seconda volta nel  dopoguerra &#8211; la prima risale agli anni 1993-1998 &#8211; il mercato sta registrando flessioni in tutti comparti.</p>
<p>&#8220;Nel 2009 &#8211; ha detto &#8211; la  stima delle <strong>compravendite</strong> è pari a circa 600.000 unità, -13,5 %  rispetto al già non felice 2008, e -15% rispetto al 2007. Ma a Milano, che pure ha registrato rispetto negli analoghi periodi del 2008  un  calo del 20% nel primo trimestre, da marzo e giugno le <strong>compravendite</strong> hanno segnato un lieve <strong>recupero</strong>. Sul fronte dei prezzi del <strong>residenziale</strong>, l&#8217; usato &#8211; a prescindere dai dati ottimistici messi  in giro &#8211; registra un calo medio del 6-8% da aggiungere al calo del  2008.</p>
<p>Nella nuova <strong>produzione edilizia </strong>il calo è del 20 &#8211; 25%. La contrazione, iniziata già prima della <strong>crisi</strong>, è correlata alla drastica caduta della domanda dovuta soprattutto alla riduzione dei livelli di  reddito delle <strong>famiglie</strong> e alla maggiore cautela nella spesa. Attenzione però: si parla di dati medi che devono tenere conto di realtà molto diverse. </p>
<p>Per quanto riguarda il <strong>non residenziale</strong>: gli <strong>immobili uso ufficio</strong> hanno registrato un calo del 6 &#8211; 7%, gli <strong>immobili industriali </strong>del 18 &#8211; 20%. Ma ciò che preoccupa maggiormente è che ci sono milioni di metri quadri di <strong>uffici</strong> e <strong>capannoni</strong> vuoti e destinati a rimanere tali fino al completamento del ciclo della ripresa (2012 &#8211; 2013), assieme a un gran numero di alloggi (250.000 in Italia, oltre 50.000 in Lombardia) appena costruiti o in via di ultimazione”.</p>
<p>E le prospettive? Incerte. Con il 2010 dovremmo assistere a un sostanziale assestamento sia su numero compravendite sia su valori, e vedere anche diversi segni +. Sempreché sul fronte dell&#8217; <strong>economia generale </strong>non ci siano altre bufere (si diffondono allarmi su una crisi  a W: cioè sulla ripresa cui segue una seconda caduta). </p>
<p>Tra i segnali negativi, i tagli delle <strong>banche</strong> alla concessione di <strong>mutui</strong>, mentre le  stesse hanno ridotto i loro uffici <strong>mutui</strong> del 20 &#8211; 30% con una punta del 70%. Tra i fattori positivi: una parte del rientro di capitali dovuto all&#8217; ennesimo <strong>scudo fiscale </strong> dovrebbe venire investito nel <strong>mattone</strong>. Il <strong>Piano Casa</strong> dovrebbe muovere, solo in Lombardia, 6 mld di euro.</p>
<p>Non preventivabili invece gli impatti sul mercato di <strong>Expo 2015</strong> e dei piani pubblici di realizzazione di <strong>case sociali</strong>. Ma lo Stato dovrebbe impegnarsi maggiormente con una politica fiscale che punti il <strong>risparmiatore</strong> privato all&#8217; <strong>investimento in nuove case </strong>da offrire in <strong>locazione</strong>: e per richiamare investimenti nel settore indispensabile è  la cosiddetta <strong>cedolare secca</strong> al 20% sugli affitti<strong>, applicata, come sostiene il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici, a tutti i <strong>contratti di locazione</strong> <strong>e non solo a quelli concordati &#8211; agevolati.</strong></p>
<p>Sul tema &#8220;Materiali poveri &#038; tecnologie avanzate: applicazioni nell&#8217; <strong>Isolamento termico e acustico </strong>degli edifici&#8221; sono intervenuti i professori Alberto Cigada e Luigi de Nardo del Politecnico di Milano; l&#8217; ingegner Simona Pezzucchi ha illustrato le tecnologie delle <strong>case</strong> a L&#8217; Aquila realizzate dall&#8217; azienda Meraviglia di Bulgarograsso (Como), m<strong>entre il signor Lorenzo Striatto di Termoisover di Mariano Comense ha  presentato &#8220;Esempio concreto di una <strong>casa passiva </strong>in Lombardia&#8221; dalle eccezionali capacità isolanti (costo, assicura, non più del 10% di una <strong> casa normale</strong>). </p>
<p>Il professor Fausto Brevi del Politecnico di Milano ha illustrato<br />
&#8220;Strumenti e metodi della Prototipazione virtuale per lo sviluppo di una progettazione sostenibile&#8221;.</p>
<p><strong>www.assoedilizia.com</strong></p>
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		<title>Il mercato dei mutui in Italia nel II trimestre 2009: crescono domanda e importo medio</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 03:05:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217; Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa, sezione Kìron mediazione creditizia, ha analizzato l&#8217; andamento del mercato dei mutui nel secondo trimestre dell&#8217; anno. In crescita l&#8217; importo medio dei mutui nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2009/10/2mutui1.jpg?9d7bd4" alt='mutui' class="left"/><strong>L&#8217; Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa, sezione <strong>Kìron</strong> mediazione creditizia, ha analizzato l&#8217; andamento del mercato dei mutui nel secondo trimestre dell&#8217; anno. </strong></p>
<p>In crescita l&#8217; importo medio dei <strong>mutui</strong> nel II trimestre 2009, pari a circa 117.000 euro contro i 114.000 del trimestre precedente (+3%). Secondo <strong>l&#8217; Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa</strong>, tale valore aumenterà a circa 118.000 nel III trimestre. L&#8217; aumento è da attribuire alla <strong>agevolazioni legislative i</strong>n supporto al credito e all&#8217; <strong>aumento della domanda dei mutui nel trimestre.</strong></p>
<p>Il volume di <strong>erogazioni</strong> per l&#8217; <strong>acquisto di abitazioni </strong>da parte delle famiglie italiane registra, nel secondo trimestre del 2009, una flessione rispetto allo stesso periodo 2008. La differenza è negativa pari a circa -1,9 miliardi di euro, che tradotto in termini percentuali rappresenta un calo del -13%. Il dato conferma il momento di rallentamento del mercato (i volumi erogati includono anche i <strong>mutui di sostituzione / surroga).</strong></p>
<p>L&#8217; ultima variazione (-13%) è minore rispetto alle due precedenti (-18%  nel  quarto trimestre 2008, -22% nel primo trimestre 2009) ed è un primo segnale che indica un cambiamento positivo da parte del mercato.<br />
<span id="more-6001"></span><br />
Considerando il dato semestrale si osserva una variazione negli erogati pari a circa 5 miliardi di euro (-17% rispetto al primo semestre 2008), sul valore influiscono <strong>i volumi erogati </strong>nel primo trimestre 2009. Nel II trimestre 2009 tutte le macroaree hanno registrato un andamento negativo. Valutando il primo semestre del 2009 le variazioni maggiori vengono registrate nell&#8217; area meridionale (-23%) e insulare (-38%). </p>
<p>Per quanto riguarda il valore delle consistenze dei <strong>mutui</strong> in Italia la tendenza rimane in crescita. Dopo un&#8217; iniziale decrescita nel mese di marzo e aprile 2008, l&#8217; andamento ha ripreso ad aumentare fino al mese di luglio 2009, anche se si è registrata una diminuzione nel mese di febbraio 2009. Esaminando un arco temporale di un anno, considerando il mese di agosto 2009 con lo stesso mese del 2008, otteniamo una crescita media del 5% delle consistenze.</p>
<p>È in crescita l&#8217; importo medio dei <strong>mutui</strong> nel II trimestre 2009. L&#8217; importo medio nazionale è pari a circa 117.000 euro contro i 114.000 euro del trimestre precedente (+3%). Secondo le analisi dell&#8217;<strong> Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa</strong>, tale valore aumenterà a circa 118.000 euro nel terzo trimestre. L&#8217; aumento è da attribuire alla agevolazioni legislative in supporto al credito e all&#8217; aumento della domanda dei mutui nel trimestre (+6%). Il dato è comunque influenzato dalla comune tendenza del sistema bancario a non erogare più mutui al 100%. A livello regionale, nel secondo trimestre 2009, si registrano valori molto eterogenei che vanno dal <strong>mutuo medio più alto dalla Toscana </strong>(138.000 euro) <strong>quello più basso della Calabria </strong>(84.000 euro). </p>
<p>Sul fronte tassi, grazie ai provvedimenti avvenuti sia a livello nazionale che internazionale i tassi di interesse hanno registrano dall&#8217; ultimo trimestre 2008 una serie di cali significativi. Negli ultimi mesi il<strong> tasso Euribor</strong> ha registrato una serie di importanti riduzioni, si attesta allo 0,77% (valore medio di settembre), si pensi che il 9 ottobre 2008 il tasso registrava il suo valore massimo (5,39%).</p>
<p>Si è calcolato che la rata mensile di un mutuo a <strong>tasso variabile</strong> di 120.000 euro in 20 anni  con uno spread dell&#8217; 1,20% acceso nell&#8217; ottobre dello scorso anno, costava ad una famiglia 297 euro in più di quanto costerebbe stipularlo utilizzando il tasso medio di Settembre. L&#8217; Irs, invece, registra un tasso del 4,04% (valore medio di settembre). Nel mese di luglio 2009 i tassi di interesse bancari in Italia sono inferiori rispetto alla media europea di circa 38 bps.</p>
<p><strong>Sentiment terzo trimestre 2009</strong><br />
Il Gruppo Tecnocasa ha iniziato uno studio sulle tendenze e sentiment del <strong>mercato creditizio</strong>. Gli studi di settore e le indagini campionarie hanno permesso di determinare una serie di indici e sentiment relativi al mercato dei <strong>mutui</strong> nel secondo trimestre 2009 (i dati riportati provengono da studi campione e da sentiment dei nostri operatori della sezione di mediazione creditizia Kìron).</p>
<p>A livello di volumi erogati la macroarea l&#8217; area Nord Occidentale si conferma prima per erogazioni, in lieve recupero negli ultimi mesi l&#8217; area Centrale. Da un&#8217; analisi a campione, nel mese di settembre, si può evidenziare una maggior consapevolezza del mercato, trend confermato sia dall&#8217; aumento dell&#8217; importo medio del mutuo (117.000 euro) e dal tempo medio per l&#8217; erogazione di una pratica (circa 71 giorni contro i 45 del mese di marzo).</p>
<p>Per quanto riguarda la diminuzione annua dell&#8217; importo medio (-5% dei primi 9 mesi del 2009 sullo stesso periodo del 2008) questo dato è dovuto alla tendenza di non erogare più la totalità del mutuo, infatti nei primi 9 mesi 2009 circa il 75% dei <strong>mutui erogati</strong> rientra nella fascia LTV 61% &#8211; 80%. </p>
<p>Si può osservare come le famiglie consumatrici cercano di richiedere un importo più possibile vicino alla soglia LTV dell&#8217; 80%, circa il 45% dei mutui erogati. La tendenza all&#8217; indebitamento è confermata anche dal <strong>Rapporto Rata Reddito </strong>(RRR); circa il 51% dei mutuatari infatti ha un RRR tra il 31% e il 40%.</p>
<p><strong>Concludendo si può affermare i primi mesi del 2009 siano stati influenzati da un periodo di transizione che tutto mercato finanziario italiano e internazionale stavano attraversando. Superato questo periodo le erogazioni hanno iniziato a crescere lievemente grazie alla maggior apertura delle banche, tutelate dai provvedimenti governativi in sostegno all&#8217; accesso al credito e dall&#8217; aumento della domanda.</strong></p>
<p>Continua, infatti, l&#8217; <strong>andamento positivo della domanda di mutui</strong> +5% (nei primi 9 mesi 2009 sullo stesso semestre del 2008), +8% nel solo mese di settembre (<strong>fonte Crif</strong>). Il dato è, però influenzato dalla domanda di rinegoziazione dei mutui.</p>
<p>Negli ultimi mesi è stata premiata la<strong> qualità di pratiche</strong>, infatti, sono diminuite sia la percentuale di <strong>mutui</strong> erogati ai cittadini stranieri che la percentuale delle pratiche approvate. La tendenza delle banche è quella di erogare mutui con minor grado di rischio a consumatori più solvibili. </p>
<p><strong>Renato Landoni<br />
Presidente Kìron Partner SpA<br />
Gruppo Tecnocasa</strong></p>
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		<title>La crisi finanziaria perdura. Le cause? Le banche e il credito</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Sep 2009 03:20:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In questi giorni si celebra il triste primo anniversario del fallimento della banca d&#8217; affari americana Lehamn Brothers, evento che, dodici mesi fa, ha scatenato una crisi finanziaria e immobiliare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2009/09/2banche1.jpg?9d7bd4" alt='crisi' class="left"/><strong>In questi giorni si celebra il triste primo anniversario del fallimento della banca d&#8217; affari americana Lehamn Brothers, evento che, dodici mesi fa, ha scatenato una crisi finanziaria e immobiliare senza precedenti e che, a molti operatori di borsa, ha ricordato la crisi del &#8217;29 per gravità, conseguenze internazionali ed effetti dirompenti su tutti i mercati del mondo. Da allora sono decine gli istituti di credito falliti in tutto il mondo.</strong></p>
<p>A un anno esatto di distanza, esperti economici e osservatori neutrali indicano nell&#8217; avidità delle banche uno dei fattori scatenanti la crisi finanziaria che è venuta a crearsi. Vari istituti di credito, infatti, in questi mesi appena passati, per uscire senza danni eccessivi dalla turbolenza finanziaria, hanno adottato l&#8217; unica strategia vincente che conoscevano.</p>
<p>Ovvero, hanno prestato i soldi e finanziato chi non ne aveva bisogno, chiudendo completamente i rubinetti a tutti gli altri (per mesi i quotidiani italiani, sia di destra che di sinistra, hanno ricevuto lettere angosciate e / o accorati appelli di semplici cittadini, di associazioni di consumatori, sindacalisti e uomini politici.</p>
<p>Su tale questione, feroci sono state le critiche del Ministro dell&#8217; Economia Giulio Tremonti che, pochi giorni fa, ai primi di settembre, in occasione del G20 finanziario di Londra, ha dichiarato che <strong>le banche devono essere al servizio dei cittadini e non il contrario; oggi le banche sono al servizio degli azionisti, dovranno essere al servizio dei cittadini perché rivestono una funzione pubblica, non una industria qualunque, che fa scarpe o vasche da bagno</strong>.<br />
<span id="more-5674"></span><br />
Numerosi sono stati, altresì, gli interventi di segno opposto da parte dei banchieri, ultimo dei quali quello del Presidente dell&#8217; Associazione Bancaria Italiana Corrado Fissola, il quale pochi giorni fa ha dichiarato come <strong>le banche italiane hanno aumentato l&#8217; erogazione di credito pur in presenza di un PIL in calo del 5-6%</strong>.</p>
<p>Su 100 imprese &#8211; prosegue l&#8217; analisi del Presidente ABI &#8211; 20 / 30 sono quelle che hanno fondamenta forti, 10 / 15 sono estremamente rischiose, per il rimanente 60% la decisione spetta al singolo operatore e, alla fine, il credito affluisce a 58 di queste 60&#8243;.</p>
<p>Per meglio comprendere la situazione attuale, ci limitiamo a citare un articolo pubblicato sul quotidiano<strong> La Repubblica</strong> lunedì scorso, dove viene riportata la storia di una giornalista che si è recata, in incognito, presso alcune banche della capitale (Intesa San Paolo, Unicredit, Monte dei Paschi e Barclay) simulando di dovere richiedere un mutuo di 200.000 euro, a fronte di un acquisto immobiliare di pari importo. Per confezionare ad hoc l&#8217; articolo, in ogni diversa banca, il potenziale mutuatario esponeva una posizione lavorativa differente, in modo da abbracciare meglio l&#8217; intera casistica.</p>
<p><strong>Le conclusioni dell&#8217; inchiesta sono queste: il finanziamento al 100% è merce rara (solo due anni fa, on line, erano ben sette gli istituti di credito che lo proponevano); se si è precari bisogna avere un garante e oltre a 40.000 euro in contanti (pari al 20% del prezzo della casa), per essere certi di avere il mutuo; se si è lavoratori autonomi si è graditi esclusivamente se  di lungo corso.</strong></p>
<p>Con i prezzi di Milano o Roma, insomma, se si è under 30, comprare casa in città è un lusso che pochi lavoratori si possono permettere, esclusivamente in zone semiperiferiche, dove i prezzi di un piccolo bilocale con angolo cottura e bagno possono oscillare fra i 120.000 e i 140.000 euro, con rate che, a seconda del valore e del tasso di riferimento (fisso o variabile), sono comprese, in media, fra i 500 e i 600 euro al mese. E per chi vuole mettere su famiglia, acquistando un tre locali, l&#8217; unica opzione disponibile (a meno di trovare un affare!) è quella di allontanarsi dalla città, cercando prezzi maggiormente accessibili.</p>
<p>Stando così le cose, è evidente come il perdurare di questa situazione potrebbe avere conseguenze drammatiche dal punto di vista sociale, con città che, se da un lato tenderanno a svuotarsi di giovani, dall&#8217; altro avranno come conseguenza diretta quella di invecchiare sempre di più (sul punto, gli economisti internazionali, non a caso, considerano l&#8217; India la potenza economica del futuro in quanto il 70% della popolazione è under 35, mentre, in questa speciale classifica, le città italiane occupano posti molto lontani dalla vetta). </p>
<p>Un cenno, infine, ai comuni coinvolti che, a proposito di politiche sociali a favore dei giovani, sembrano poco ricettivi (i Sindaci, sul punto, si lamentano soprattutto per la cronica mancanza di fondi, circostanza che impedirebbe loro di adottare provvedimenti mirati), come dimostrato dall&#8217; esperienza del social housing.</p>
<p><strong>Kevin John Carones</strong></p>
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		<title>La nuova enciclica. La Chiesa non ha soluzioni tecniche&#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Aug 2009 03:05:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#8220;La Chiesa non ha soluzioni tecniche da offrire e non pretende &#8220;minimamente d&#8217; intromettersi nella politica degli Stati&#8221;. A ben vedere, è questa la chiave di volta dell&#8217; interpretazione dell&#8217; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2009/08/1corrado-sforza-fogliani1.jpg?9d7bd4" alt='corrado' class="left"/><strong>&#8220;La Chiesa non ha soluzioni tecniche da offrire e non pretende &#8220;minimamente d&#8217; intromettersi nella politica degli Stati&#8221;. A ben vedere, è questa la chiave di volta dell&#8217; interpretazione dell&#8217; Enciclica &#8220;Caritas in veritate&#8221;, è questa l&#8217; affermazione che tutta la concatena ed alla luce della quale l&#8217; intero documento deve essere letto.</strong></p>
<p>Benedetto XVI riprende con forza &#8211; con queste parole poste nella stessa Introduzione (Caritas in veritate, 9) &#8211; quanto già Giovanni Paolo II aveva scritto sia nella Centesimus annus (<strong>La Chiesa non ha modelli da proporre</strong>, 43) che, testualmente, nella Sollecitudo rei socialis (<strong>La Chiesa non ha soluzioni tecniche da offrire</strong>, 41), aggiungendo anzi, sempre in quest&#8217; ultima, ancor più esplicitamente: <strong>&#8220;La Chiesa non propone sistemi o programmi economici e politici, né manifesta preferenze per gli uni o per gli altri, purché la dignità dell&#8217; uomo sia debitamente rispettata e promossa e a lei stessa sia lasciato lo spazio necessario per esercitare il suo ministero nel mondo&#8221; </strong>(ivi).</p>
<p>Certo &#8211; dopo il crollo, che il Papa sottolinea, <strong>dei sistemi economici e politici dei Paesi comunisti dell&#8217; Europa orientale</strong> (Caritas in veritate, 23) &#8211; è rimasto il mercato (e l&#8217; economia libera: Centesimus annus, 34). </p>
<p>&#8220;La società non deve proteggersi dal mercato, come se lo sviluppo di quest&#8217; ultimo comportasse ipso facto la morte dei rapporti autenticamente umani&#8221; (Caritas in veritate, 36), scrive Benedetto XVI, proseguendo peraltro, subito: &#8220;È certamente vero che il mercato può essere orientato in modo negativo, non perché questa sia la sua natura, ma perché una certa ideologia lo può indirizzare in tal senso&#8221; (ivi).<br />
<span id="more-5564"></span><br />
Nell&#8217; attuale crisi mondiale, Benedetto XVI non poteva non alzare alta la sua voce &#8211; a questo punto &#8211; per sottolineare che &#8220;bisogna che la finanza in quanto tale, nelle necessariamente rinnovate strutture e modalità di funzionamento dopo il suo cattivo utilizzo che ha danneggiato l&#8217; economia reale, ritorni ad essere uno strumento finalizzato alla miglior produzione di ricchezza ed allo sviluppo&#8221; (Caritas in veritate, 65).</p>
<p>E ancora, stesso paragrafo: &#8220;Tutta l&#8217;economia e tutta la finanza, non solo alcuni loro segmenti, devono, in quanto strumenti, essere utilizzati in modo etico così da creare le condizioni adeguate per lo sviluppo dell&#8217; uomo e dei popoli. È certamente utile, e in talune circostanze indispensabile, dar vita a iniziative finanziarie nelle quali la dimensione umanitaria sia dominante. Ciò, però, non deve far dimenticare che l&#8217; intero sistema finanziario deve essere finalizzato al sostegno di un vero sviluppo. </p>
<p>Soprattutto, bisogna che l&#8217; intento di fare del bene non venga contrapposto a quello dell&#8217; effettiva capacità di produrre dei beni. Gli operatori della finanza devono riscoprire il fondamento propriamente etico della loro attività per non abusare di quegli strumenti  sofisticati  che possono servire per tradire i risparmiatori&#8221;. Ritorniamo con questo al mercato. &#8220;<strong>Senza forme interne di solidarietà e di fiducia reciproca, il mercato &#8211; è scritto, in corsivo, nell&#8217; Enciclica &#8211; non può pienamente espletare la propria funzione economica&#8221; (Caritas in veritate, 35).</strong></p>
<p>E la parola fiducia non è qua posta senza una ben evidente ragione, come prima non era richiamata a caso la dimensione (necessaria) dell&#8217; eticità (che peraltro &#8211; sottolinea con vigore Benedetto XVI &#8211; non deve essere <strong>un&#8217; etichettatura dall&#8217; esterno</strong>: &#8220;Bisogna non ricorrere alla parola <strong>etica</strong> in modo ideologicamente discriminatorio, lasciando intendere che non sarebbero etiche le iniziative che non si fregiassero formalmente di questa qualifica&#8221;: Caritas in veritate, 45).</p>
<p><strong>Nella crisi finanziaria, dunque, solidarietà, etica e fiducia. Il credito si basa, appunto, sulla fiducia fra creditori e debitori. E ciò comporta &#8211; per le istituzioni pubbliche – l&#8217; obbligo di interventi conformi al mercato (esattamente l&#8217;opposto di quanto abbiamo visto da ultimo in Italia). Attività di indirizzo, insomma, anziché di  prevaricazione.</strong></p>
<p><strong>Solidarietà, etica e fiducia (non soluzioni tecniche).</strong> La Chiesa non ha ulteriori indicazioni da dare: la dottrina sociale della Chiesa &#8211; si riconosce oggi &#8211; è un corpus di direttive morali, non è un sistema economico autonomo.</p>
<p><strong>La Chiesa non è un partito, non fa politica come tale</strong> (card. Ratzinger, Il Sabato, 8.9.1990; nello stesso senso: &#8220;Orientamenti per lo studio e l&#8217; insegnamento della dottrina sociale della Chiesa nella formazione sacerdotale&#8221;, Congregazione per l&#8217;educazione cattolica, 30.12.1988). È la delegittimazione di ogni strumentalizzazione dell&#8217; Enciclica (che, comunque, in questo Paese si avrà o &#8211; perlomeno &#8211; si tenterà).</p>
<p><strong>Corrado Sforza Fogliani<br />
presidente Banca di Piacenza</strong></p>
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		<title>Credito: necessaria maggiore trasparenza e più formazione per i mediatori creditizi</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Jun 2009 04:00:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#8220;Non crediamo &#8211; dichiara Paolo Righi, vicepresidente nazionale vicario Fiaip &#8211; che debba essere obbligatoria la forma societaria per poter svolgere la professione. Anche le ditte individuali hanno il diritto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2009/06/1fiaip1.jpg?9d7bd4" alt='FIAIP' class="left"/><strong>&#8220;Non crediamo &#8211; dichiara Paolo Righi, vicepresidente nazionale vicario Fiaip &#8211; che debba essere obbligatoria la forma societaria per poter svolgere la professione. Anche le ditte individuali hanno il diritto ad operare&#8221;.</strong></p>
<p>La Fiaip, Federazione degli agenti immobiliari professionali, aderente a Confindustria e a Confedilizia, dopo la recente approvazione del ddl comunitaria 2008, recante disposizioni per l&#8217; adempimento di obblighi derivanti dall&#8217; appartenenza dell&#8217; Italia alle Comunità europee, si dichiara pronta a collaborare con il Governo e il Ministero dell&#8217; Economia e delle Finanze, affinché il provvedimento non preveda l&#8217; esercizio esclusivo della professione dei mediatori creditizi a chi opera solo attraverso imprese di capitale.</p>
<p>&#8220;Oggi &#8211; sostiene Paolo Righi &#8211; è a rischio l&#8217; attività di migliaia di operatori che operano come piccole imprese e ditte individuali&#8221;. Fiaip chiede chiarezza sul provvedimento di riforma della professione affinché i mediatori creditizi possano esercitare la loro professione in modo ancor più trasparente e con professionalità adeguata.</p>
<p>&#8220;Riteniamo che la professionalità dei mediatori creditizi non si creerà per il fatto che essi dovranno operare esclusivamente mediante società di capitali, l&#8217; unica vera discriminante che può far crescere la categoria è la formazione. Fiaip &#8211; dichiara Paolo Righi &#8211; chiede che vengano normati i criteri di accesso alla professione mediante un corso ed il superamento di un esame professionale&#8221;. </p>
<p>&#8220;La tutela del consumatore si ottiene solamente, sottolinea Paolo Righi, se il professionista è veramente formato, e non se esso è titolare o meno di una società di capitali. A nostro giudizio, a differenza di altre associazioni, tutti i mediatori creditizi debbono avere pari opportunità di accesso alla professione&#8221;.</p>
<p>&#8220;Infine,  &#8211; conclude Paolo Righi &#8211; sarebbe auspicabile la creazione di un ruolo nazionale per i mediatori creditizi presso Unioncamere nazionale che possa avere funzioni di controllo, affinché siano sanzionabili eventuali abusi, e sia concesso a tutti di operare nel settore della mediazione creditizia. Fiaip auspica che nei decreti attuativi i ministeri competenti, e quindi il Governo, vogliano applicare quella norma di tutela e garanzia sociale che viene definita <strong>concertazione</strong>.</p>
<p><strong>Contacts<br />
Vincenzo M. Campo<br />
Responsabile Ufficio Stampa Fiaip<br />
Tel 346 &#8211; 382.9376</strong></p>
]]></content:encoded>
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Page Caching using memcached
Database Caching 1/42 queries in 0.047 seconds using memcached
Object Caching 1383/1541 objects using memcached

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