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	<title>Mondocasablog &#187; edilizia popolare</title>
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		<title>Comprar casa a Brescia con l&#8217; aiuto di Tecnocasa</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Dec 2009 03:20:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[A Brescia, nel primo semestre del 2009, i prezzi delle case sono scesi del 2,1%. Nell&#8217; area di Porta Cremona acquistano prevalentemente famiglie, coppie ed investitori. Questi ultimi prima puntavano [...]]]></description>
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</script><p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2009/12/1brescia1.jpg?9d7bd4" alt='brescia' class="left"/><strong>A Brescia, nel primo semestre del 2009, i prezzi delle case sono scesi del 2,1%. Nell&#8217; area di Porta Cremona acquistano prevalentemente famiglie, coppie ed investitori. Questi ultimi prima puntavano decisamente sui bilocali, adesso sono disposti ad acquistare tagli anche più ampi a fronte di sconti più elevati. Attualmente l’investimento medio si attesta su 80 mila euro ed il canone di locazione di un bilocale è di 400 &#8211; 450 euro al mese mentre quello di un trilocale è di 500 &#8211; 550 euro al mese.</strong></p>
<p>L&#8217; area di <strong>Porta Cremona</strong> è caratterizzata dalla presenza di palazzi costruiti negli anni &#8217;60. Chi volesse <strong>acquistare</strong> un <strong>appartamento ristrutturato</strong> deve mettere in conto una spesa di 1800 euro al mq, mentre prezzi più bassi si spuntano per l&#8217; acquisto di soluzioni da <strong>ristrutturare</strong> che costano 1350 euro al mq. Via Guidoni e via Muziano sono particolarmente apprezzate per la loro vicinanza all&#8217; area commerciale e servita di via Cremona e contemporaneamente tranquille e poco trafficate.<br />
<span id="more-6345"></span><br />
Da segnalare che in <strong>via Savoldo</strong> sono in costruzione <strong>nuove palazzine</strong> ed il prezzo di vendita è di 2800 euro al mq. Zona Lamarmora, sorta a cavallo tra gli anni &#8217;50 e gli anni &#8217;60, è composta prevalentemente da palazzi costruiti in <strong>edilizia popolare,</strong> la cui valutazione attuale si attesta sui 1200 euro al mq per soluzioni <strong>da ristrutturare.</strong> Il prezzo sale di 100 euro al mq per le stesse tipologie situate in zona Corsica, adiacente all’area di Lamarmora. </p>
<p>Nel <strong>quartiere Don Bosco</strong>, si possono <strong>acquistare</strong> ville singole e bifamiliari in stile Liberty. Il prezzo di una villa singola è di 800 mila euro. L&#8217; area di <strong>Brescia 2</strong> fu edificata negli anni &#8217;70 ma alcune aree, come quella di via Cipro e di Via Aldo Moro, sono più recenti e maggiormente apprezzate dagli acquirenti. Per un appartamento nuovo si spendono 2800 &#8211; 3000 euro al mq mentre per un appartamento di 30 anni <strong>da ristrutturare</strong> la spesa è di 1400 euro al mq. </p>
<p>Nell&#8217; area del <strong>quartiere Abba</strong> ed in zona <strong>Urago Mella </strong>nel primo semestre del 2009 si registra un calo del numero di compravendite ed un allungamento delle tempistiche di vendita. A soffrire particolarmente sono gli <strong>immobili</strong> con un prezzo superiore a 150 mila euro oppure soluzioni da ristrutturare molto presenti in questa area. La chiusura di alcune aziende, con conseguente <strong>cassa integrazione</strong> di molti <strong>lavoratori</strong>, ha accentuato le difficoltà del <strong>mercato immobiliare l</strong>ocale. </p>
<p>Ad <strong>acquistare</strong> attualmente sono in genere <strong>famiglie</strong>, ma si registra anche qualche <strong>acquisto</strong> da parte di <strong>investitori</strong>, grazie ad una buona richiesta di <strong>immobili</strong> in <strong>locazione</strong> da parte di lavoratori trasfertisti. Chi acquista per <strong>investimento</strong> preferisce i bilocali con un costo compreso tra 100 e 150 mila euro ed il canone di locazione di bilocali e trilocali è rispettivamente di 450 e 550 euro al mese. Le <strong>famiglie</strong> <strong>acquistano</strong> in prevalenza trilocali e quattro locali, preferendo soluzioni termoautonome e <strong>ristrutturate</strong>. </p>
<p>Nell&#8217; area di <strong>Mompiano</strong> e di <strong>via Crocifissa</strong> nel primo semestre del 2009 i prezzi si sono mantenuti stabili. Si tratta di zone residenziali dove si acquista prevalentemente in contante oppure con l&#8217; ausilio solo parziale di un <strong>mutuo</strong>. Il trilocale è la tipologia più richiesta e si registra un calo delle preferenze su 4 locali a favore dei bilocali, determinato da una crescente incidenza di acquisti da parte di single, separati o <strong>famiglie</strong> senza figli. In generale a comprare sono <strong>famiglie</strong> e coppie giovani con l&#8217; aiuto dei genitori. </p>
<p>Si segnala inoltre una diminuzione degli <strong>acquisti</strong> da parte di anziani e da parte di <strong>investitori</strong>, questi ultimi attirati nell&#8217; area di <strong>Mompiano</strong> per la presenza delle facoltà di ingegneria e di medicina e dell&#8217; ospedale civile. L&#8217; <strong>investimento</strong> medio è compreso tra 100 e 150 mila euro ed il canone di locazione di un bilocale arredato è di 500 euro mensili mentre quello di un trilocale è di 600 euro mensili. </p>
<p>L&#8217; area di <strong>via Crocifissa </strong>si trova nella parte nord della città, non distante dal centro, ed è caratterizzata da <strong>condomini</strong> costruiti a partire dagli anni &#8217;50 e da poche villette Liberty degli anni &#8217;20 e &#8217;30, che si concentrano nei pressi di <strong>via Martinengo Cesaresco</strong> e delle sue parallele. Si tratta di una delle zone maggiormente quotate di Brescia perché ben curata, con la presenza di <strong>negozi</strong> ed <strong>uffici</strong> e ben servita. Per acquistare un appartamento <strong>ristrutturato</strong> si spendono 4000 euro al mq mentre un appartamento <strong>da ristrutturare</strong> costa 2000 euro al mq. </p>
<p><strong>Prezzi</strong> simili nel <strong>quartiere di Mompiano</strong> che si è sviluppato ai piedi del Colle San Giuseppe a cavallo tra gli anni &#8217;60 e &#8217;70. Si tratta di una zona residenziale, ricercata in particolare da chi apprezza il verde e non vuole rinunciare a comodità e servizi. Ci sono palazzine, ma in direzione del colle, ed anche nell&#8217; area collinare, si possono <strong>acquistare</strong> ville e soluzioni indipendenti. In questa area nel 2008 sono state ultimate numerose villette a schiera da 300 mq la cui valutazione è di 900 mila euro. Anche l&#8217; area Nord della città è interessata dai lavori per la realizzazione della nuova metropolitana di Brescia. In particolare si lavora nella zona di Piazzale Vivanti e nella zona dell&#8217; Ospedale Civile dove sono previste due fermate.</p>
<p><strong>Fonte: Ufficio Studi Tecnocasa</strong></p>
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		<title>Napoli. Il trend del mercato immobiliare (2^ parte)</title>
		<link>http://www.mondocasablog.com/2009/11/25/napoli-il-trend-del-mercato-immobiliare-2-parte/</link>
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		<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 03:15:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Proseguiamo nella presentazione dell&#8217; analisi realizzata dall&#8217; Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa sull&#8217; andamento del mercato immobiliare partenopeo nel primo semestre dell&#8217; anno. Nello speciale anche indicazioni sul trend domanda / [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2009/11/3napoli2.jpg?9d7bd4" alt='napoli' class="left"/><strong>Proseguiamo nella presentazione dell&#8217; analisi realizzata dall&#8217; Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa sull&#8217; andamento del mercato immobiliare partenopeo nel primo semestre dell&#8217; anno. Nello speciale anche indicazioni sul trend domanda / offerta e sugli sviluppi urbanistici legati ai nuovi interventi in corso nella città.</strong> </p>
<p>La macroarea di<strong> Vomero &#8211; Arenella</strong> ha messo a segno una contrazione dei prezzi del 4.4%. Tra i quartieri che hanno registrato un andamento dei prezzi in diminuzione si segnalano <strong>Vomero Alto</strong> e il<strong> quartiere Sanità</strong>. In sensibile diminuzione i prezzi delle <strong>abitazioni</strong> nel <strong>quartiere Sanità</strong> dove si registrano acquirenti più riflessivi che rallentano decisamente le <strong>tempistiche di vendita</strong> e le <strong>operazioni</strong>; a questi si aggiungono anche venditori che, poco propensi ad abbassare i prezzi, rimandano la vendita a  tempi più proficui.</p>
<p>La zona è comunque molto popolare e, in questi primi sei mesi dell&#8217; anno, hanno venduto coloro che non sono riusciti a far fronte al pagamento del <strong>mutuo</strong>, chi ha avuto la necessità di cambiare <strong>casa</strong> o trasferirsi altrove. Ad <strong>acquistare</strong> sono stati soprattutto giovani in procinto di sposarsi ed <strong>investitori</strong>. Questi ultimi si sono indirizzati verso le <strong>abitazioni</strong> su strada, di circa 40 mq, e che sono quasi sempre presi in <strong>affitto</strong> da <strong>immigrati</strong> (soprattutto cingalesi) che lavorano in città. Per un taglio di questo tipo si possono spendere da 25 a 40 mila euro a  seconda del grado di <strong>ristrutturazione</strong> e si possono chiedere <strong>canoni</strong> di <strong>locazione</strong> di 400 euro al mese.</p>
<p>Le <strong>giovani coppie</strong> hanno espresso una capacità di spesa media intorno a 110 &#8211; 120 mila euro e, quasi sempre,  hanno fatto ricorso al <strong>finanziamento</strong>. L&#8217; elemento determinante per la realizzazione della <strong>compravendita</strong> è stato il <strong>rapporto prezzo / qualità</strong> dell&#8217; <strong>immobile</strong>. Si incontrano difficoltà nella <strong>vendita</strong> dei grandi tagli.<br />
<span id="more-6170"></span><br />
Il <strong>quartiere Sanità </strong>è un quartiere storico sorto nel  XVI secolo e con <strong>abitazioni</strong> che arrivano fino ai primi anni del 1900, quasi sempre prive di ascensore e a volte in pessime condizioni di <strong>manutenzione</strong>. Poche le <strong>nuove costruzioni</strong>, a parte alcune in cemento armato, che sono sorte in via Buonomo, vico Maresca e Salita Principe e che si scambiano a prezzi medi di 2300 euro al mq.</p>
<p>Una delle zone più apprezzate dai potenziali <strong>acquirenti</strong> è quella che si sviluppa intorno all&#8217; Ospedale di <strong>S. Gennaro</strong>  dove le <strong>quotazioni</strong> per <strong>abitazioni</strong> in buone condizioni sono di 1800 &#8211; 1900 euro al mq contro una media di 1500 euro al mq. Tipologie più residenziali, ante &#8217;67,  sono disponibili in corso Amedeo di Savoia dove si possono toccare anche punte di 2900 euro al mq.  </p>
<p>Diminuiscono i <strong>prezzi</strong> delle <strong>abitazioni</strong> al Vomero Alto dove si è registrata una contrazione delle <strong>compravendite</strong>. La domanda è ancora vivace, ma allo stesso tempo esigente, e per questo motivo i potenziali <strong>acquirenti</strong> indugiano nell&#8217; <strong>acquisto</strong> e valutano tutte le offerte presenti sul mercato. Tra coloro che <strong>acquistano</strong> in questo quartiere, posizionato sulle colline, ci sono persone che provengono dall&#8217; hinterland di Napoli e coloro che invece hanno difficoltà ad <strong>acquistare</strong> nel centro del  <strong>Vomero</strong>  dove le quotazioni sono più elevate. </p>
<p>Le <strong>compravendite</strong> in questa prima parte dell&#8217; anno sono state realizzate quasi sempre per uso diretto, in particolare per migliorare la qualità abitativa e hanno visto protagoniste famiglie dal <strong>reddito</strong> medio alto che avevano un discreto capitale per finanziare l&#8217; operazione. Bassa la domanda ad uso <strong>investimento</strong>. La tipologia più richiesta è stata il trilocale con posto auto la cui presenza è quasi indispensabile per la realizzazione della <strong>compravendita</strong>.</p>
<p>Non si sono espresse particolari preferenze per la scelta delle tipologie da <strong>ristrutturare</strong> e per quelle già <strong>ristrutturate</strong>. Gli immobili della zona sono sorti tutti a cavallo degli anni &#8217;60 e degli anni &#8217;70 ed hanno quotazioni medie che oscillano da 3700 a 5000 euro al mq. Abbastanza dinamico il mercato delle <strong>locazioni</strong> che vede una buona domanda da parte del personale che lavora presso quattro ospedali della zona (tra questi il Cardarelli e il Cotugno).  </p>
<p>La macroarea del <strong>Centro Direzionale di Napoli</strong> ha messo a segno una contrazione dei prezzi del 3.8% che ha interessato in particolare il quartiere di  Ponticelli anche se la domanda per la zona non accenna a diminuire soprattutto in vista della nascita dell&#8217; <strong>Ospedale del Mare</strong> che sarà pronto nei prossimi anni.</p>
<p>Si tratta di una grande opera architettonica affidata a <strong>Renzo Piano</strong> che porterà alla  nascita di un ospedale con 450 posti letto, un albergo con 50 posti letto per i familiari, una palazzina amministrativa &#8211; direzionale ed un centro commerciale. La struttura servirà mezzo milione di cittadini, anche quelli della popolosa fascia dei comuni vesuviani. In previsione del progetto si registra un certo interesse da parte degli <strong>investitori</strong> ma soprattutto da parte del personale che lavorerà in zona.</p>
<p>Inoltre sono in corso una serie di interventi che porteranno al miglioramento della viabilità e alla nascita di <strong>parcheggi</strong> di <strong>nuova costruzione. </strong>Nella zona centrale sono presenti palazzi d&#8217; epoca, risalenti ai primi anni del 1900, che sono stati <strong>ristrutturati</strong> e di conseguenza si sono <strong>rivalutati</strong>. Esiste poi un&#8217; area con abitazioni di corte che  si scambiano a prezzi medi di 1200 euro al mq per le tipologie usate e 1500 euro al mq per quelle <strong>ristrutturate</strong>. Ad <strong>acquistarle</strong> sono soprattutto le coppie giovani che hanno budget più contenuti. Sui due corsi principali del quartiere, corso Ponticelli e viale Regina Margherita, ci sono soluzioni più signorili che si scambiano a prezzi medi di 2200 &#8211; 2500 euro al mq.</p>
<p>Esiste poi una zona con soluzioni indipendenti con giardino ex Ina Casa costruite negli anni &#8217;60 e che sono ricercati soprattutto dalle famiglie. Chi desidera delle costruzioni più recenti tende ad orientarsi verso i parchi costruiti negli anni &#8217;80 e che in buone condizioni si compravendono a prezzi medi di 2500 euro al mq. La parte del quartiere che si sviluppa verso i paesi dell&#8217; hinterland della città offre condomini in cemento armato costruiti abusivamente negli anni &#8217;80, successivamente condonati e venduti a prezzi medi di 2000 euro al mq che abitazioni in <strong>edilizia popolare</strong>.</p>
<p>La<strong> macroarea Collina </strong>ha segnalato una contrazione dei prezzi del 2.5% con una diminuzione più sensibile nel quartiere di Foria, che ha una buona parte di <strong>offerta immobiliare </strong>caratterizzata da <strong>immobili</strong> di tipo ultrapopolare  (in particolare nella parte Rappresentata dalla zona Sanità) che negli anni scorsi erano acquistati da coloro che ricorrevano soprattutto al <strong>mutuo</strong>. </p>
<p>Oggi queste categorie sono in difficoltà, optano per l&#8217; <strong>acquisto</strong> e di conseguenza queste tipologie sono <strong>acquistate</strong> da <strong>investitori</strong> che si orientano su piccoli tagli da mettere a reddito. Per un monolocale si possono spendere intorno a 30 mila euro e si possono dare in <strong>affitto</strong> a 300 euro al mese. I prezzi infatti possono andare da 1200 a 2000 euro al mq. Le <strong>abitazioni</strong> più richieste sono quelle situate in via Foria dove ci sono <strong>abitazioni</strong> della prima metà del 1900 che si valutano a prezzi medi di 3000 euro al mq. Soluzioni più prestigiose sono acquistabili (quando si trova offerta sul mercato) in piazza Cavour dove ci sono stabili costruiti nei primi anni del 1900 e che possono arrivare a 3300 euro al mq. Si tratta di <strong>abitazioni</strong> apprezzate per lo più da un target medio alto, di professionisti che cerca in zona anche per acquistare l&#8217; <strong>immobile</strong> da destinare a studio professionale.   </p>
<p>Dal lato dell&#8217; offerta invece si riscontra un aumento della concentrazione sui  monolocali (12.2%), due locali (da 26.8% a 27.9%) e sui cinque locali (da 10.8% a 11.5%). </p>
<p><strong>Fonte: Ufficio Studi Tecnocasa</strong></p>
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		<title>News. La casa fai &#8211; da &#8211; te per combattere il caro casa. Ed è il boom delle cooperative</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Sep 2009 03:05:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Una nuova tendenza per risparmiare: l&#8217; autocostruzione. Ed esplode il boom delle cooperative. La crisi affina l&#8217; ingegno e c&#8217; è chi si associa in cooperativa, acquista un terreno e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2009/09/3casa-fai-da-te1.jpg?9d7bd4" alt='casa' class="left"/><strong>Una nuova tendenza per risparmiare: l&#8217; autocostruzione. Ed esplode il boom delle cooperative. La crisi affina l&#8217; ingegno e c&#8217; è chi si associa in cooperativa, acquista un terreno e poi, sotto la  guida di professionisti,  imbraccia gli attrezzi del mestiere, compra i materiali e realizza con il proprio lavoro la sua casa. </strong></p>
<p>Pare che il metodo consenta di risparmiare fino al 50% sul prezzo finale della casa, e consentirebbe a chi ha difficoltà economiche, o non riesce ad accedere ad un mutuo, di coronare il sogno di una casa di proprietà.</p>
<p>In Italia sono quasi 300 le famiglie che l&#8217; hanno già fatto o lo stanno facendo, riunite in più di 60 cooperative. Soprattutto in Lombardia e Emilia Romagna. Ma anche in Umbria e nel Lazio. E il modello, nato nel Nord Europa, prende piede anche nelle istituzioni, che negli ultimi anni hanno iniziato a rendere disponibili per questo tipo di attività, attraverso bandi di concorso, territori destinati all&#8217;edilizia popolare. E a fornire fondi per incentivare questa pratica.</p>
<p>Una delle ultime, in ordine di tempo, è stata la Provincia di Parma, che ha realizzato un piano sperimentale per 48 nuovi alloggi, finanziati per 400 mila euro dalla Regione Emilia Romagna. Ogni nucleo familiare associato dedica circa 500 ore all&#8217; anno al cantiere. E s&#8217; impegna al massimo su ogni dettaglio: l&#8217; assegnazione delle case avviene solo alla fine, così nessuno sa se sta lavorando proprio all&#8217; abitazione dove andrà a vivere.<br />
<span id="more-5721"></span><br />
Nelle cooperative di autocostruzione, comunque, l&#8217; attività non è lasciata al caso: il capo cantiere è un professionista regolarmente stipendiato, e i futuri proprietari sono formati e guidati da specialisti (architetti, geometri, tecnici), che poi provvedono a certificare gli impianti. E le case non sono arrangiate: solo per fare un esempio, le 18 villette a schiera, da 140 mq ciascuna, a cui stanno lavorando i soci della cooperativa <strong>Aria</strong>, saranno tutte di classe A+, con il massimo livello di risparmio energetico.</p>
<p>&#8220;Con l&#8217;autocostruzione si risparmia quattro volte &#8211; spiega Gianpietro Bonomi, presidente della cooperativa &#8211; sul costo del terreno, che ci è stato assegnato con regolare bando dal Comune a un prezzo inferiore a quello di mercato; sulla manodopera, perché facciamo praticamente tutto da soli; sui materiali, perché assieme possiamo ottenere sconti sulle grandi quantità; e poi perché non ci sono ricarichi, nessuno ci deve guadagnare. Noi prevediamo &#8211; conclude &#8211; di chiudere il cantiere entro la prossima estate, con un costo di 1.000 euro al metro quadro&#8221;.</p>
<p>L&#8217; autocostruzione può diventare anche un&#8217; occasione per favorire l&#8217; integrazione e creare comunità. A volte, anche miste italiani &#8211; immigrati. Come avviene nei quattro cantieri, per complessivi 117 alloggi, attualmente attivi in Umbria, e gestiti dalla <strong>cooperativa Alisei</strong>. &#8220;Dei nostri circa cento soci, 46 sono italiani; gli altri arrivano da più di 19 Paesi &#8211; racconta la presidente della coop, Carla Barbarella &#8211; il nostro obiettivo é sempre stato quello di favorire chi non potrebbe accedere altrimenti al mercato del credito&#8221;.</p>
<p><strong>Fonte: Ansa</strong></p>
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		<title>Assoedilizia. Tavola Rotonda con il Sottosegretario Mario Mantovani. Particolare attenzione al social housing</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Apr 2009 04:05:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#8220;Piano casa: agevolazioni fiscali e premialità urbanistiche per la riqualificazione o la sostituzione edilizia, liberalizzazione degli interventi, ma potenziando i controlli pubblici&#8221;, dice il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2009/04/2assoedilizia1.jpg?9d7bd4" alt='Assoedilizia' class="left"/><strong>&#8220;Piano casa: agevolazioni fiscali e premialità urbanistiche per la riqualificazione o la sostituzione edilizia, liberalizzazione degli interventi,  ma potenziando i controlli pubblici&#8221;, dice il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici. &#8220;Nei termini in cui si va configurando il provvedimento legislativo in itinere inerente al Piano Casa e / o al Piano Famiglia, esso ha il merito di &#8220;valenza anticiclica sul piano economico, valenza sociale, razionalizzazione del sistema normativo edilizio &#8211; urbanistico&#8221;, ha sintetizzato il presidente di Assoedilizia aprendo i lavori della Tavola Rotonda sul tema, svoltasi nella sede di Milano dell&#8217; associazione dei proprietari immobiliari. </strong></p>
<p>Oltre 300 persone hanno affollato la Sala Conferenze e le due sale collegate, a conferma di quale sia l&#8217; interesse sull&#8217; argomento. Trasferendo tale interesse in campo nazionale (il 78% degli italiani abita in case di proprietà) si capisce perché il governo abbia puntato sul settore casa per il <strong>new deal </strong>italiano: un po&#8217; come ha fatto Obama che ha puntato sulla tecnologia verde, nella quale il nostro Paese non eccelle.</p>
<p>Il Piano è stato illustrato dal Sottosegretario alle Infrastrutture e all&#8217; Edilizia abitativa sen.  Mario Mantovani: &#8220;Non intende solo rispondere alla più che giustificata domanda di edilizia popolare – 20.000 richieste a Milano, 600.000 in tutta Italia &#8211; ma anche  alle domande sul merito e la socialità&#8221;. Riassumibili in queste cifre.</p>
<p>In Francia si costruiscono ogni anno 40 &#8211; 50.000 case di edilizia sociale, in Italia poco più di 1.000, in conseguenza del defatigante iter Stato &#8211; Regioni &#8211; Aler, nonostante siano disponibili, e inutilizzati, 1.520 milioni di euro dei fondi ex Gescal. Da qui la decisione di tagliare lacci e lacciuoli con la previsione, nel Piano, di una sola conferenza dei servizi per decidere tutto. E tentare di raggiungere gli obiettivi francesi.<br />
<span id="more-4756"></span><br />
Fondamentale la collaborazione pubblico &#8211; privato per un sistema nuovo di edilizia convenzionata: inserendo in questo sistema suoli abbandonati, standard comunali, aree urbanisticamente utili si abbatterebbero i costi di un appartamento del 40 &#8211; 45% a Milano e a Roma, e di oltre il 25% in provincia. Più alloggi vuol dire ripresa della macchina produttiva rappresentata da 160 attività correlate. C&#8217; è spazio anche per il rilancio della locazione.</p>
<p>D&#8217; accordo Assoedilizia, &#8220;stando però attenti – precisa Colombo Clerici – a non far oscillare il pendolo all&#8217; estremità opposta: da troppi vincoli ad una liberalizzazione senza efficienti ed efficaci controlli&#8221;. Ben vengano gli interventi che permettono alle famiglie di adeguare la casa alle proprie esigenze, entro determinati limiti. Bene anche le opere intese alla riqualificazione edilizio &#8211; energetica  e statico &#8211; antisismica: ma <strong>no al libretto del fabbricato</strong> che dovrebbe accertare la sicurezza statica ed antisismica di un edificio, con il proprietario  che incarica un tecnico di sua fiducia. I controlli, in questa materia, devono essere affidati al pubblico: e i piccoli Comuni che non sono dotati di strumenti adatti possono essere soccorsi dagli uffici tecnici delle Province.</p>
<p>Anche secondo Alberico Barbiano di Belgiojoso, ordinario di Progettazione architettonica e urbana al Politecnico di Milano, è opportuno andare cauti nel procedere nel sia pure indispensabile rinnovo e adeguamento degli strumenti di controllo: la Commissione comunale ad hoc (ex Commissione edilizia), ad esempio, dovrebbe assumere un ruolo più marcato sulla qualità urbana, tema sul quale il Piano Casa non sembra soffermarsi. Inoltre: il favorire gli spazi privati a detrimento degli spazi pubblici potrebbe stravolgere il patrimonio collettivo che va invece salvaguardato.</p>
<p>Fabrizio De Pasquale, presidente della Commissione Arredo urbano del Comune di Milano si è soffermato sul recupero delle periferie degradate: dal Gratosoglio a Milano al Corviale di Roma allo Zen di Palermo. È giusto che la proprietà pubblica (le Aer) si liberi del peso della locazione che non consente neppure il recupero delle spese di manutenzione. Preferibile vendere gli immobili agli attuali inquilini ed utilizzare il denaro sia per nuovi alloggi sia per la riqualificazione dei quartieri.</p>
<p>E il tema della qualità è stato al centro – assieme ai provvedimenti fiscali per ripristinare il circuito virtuoso della locazione – dell&#8217; intervento di Gianni Verga, assessore alla Casa e al Demanio del Comune di Milano, il quale ha auspicato &#8220;di superare lo schema mentale della legge sull&#8217; equo canone rivedendo la legge 431 del 1998 così da dare certezza ai rapporti contrattuali tra locatore e conduttore&#8221;; e <strong>ha definito la cedolare secca sacrosanta</strong>. Aggiungendo: &#8220;Gli interventi di sostituzione edilizia per edifici fatiscenti è bene che vengano attuati sul territorio con caratteristiche di sicurezza, di risparmio energetico e di qualità&#8221;.</p>
<p>Giampio Bracchi, Presidente della Fondazione Politecnico, Michele Cibrario, amministratore delegato Fondi Immobiliari Bnp Paribas Reim Sgr, Paolo Caputo, ordinario di Progettazione architettonica e urbana al Politecnico di Milano, Luca Squeri, Comitato direttivo della Camera di Commercio di Milano, hanno affrontato altri importanti punti del Piano Casa: mentre le<strong> nuove città</strong> sono già in fase di realizzazione – basti pensare alle ex aree Falck di Sesto S. Giovanni, 30.000 residenti previsti, e a Santa Giulia di Milano, 14.000 – avanzano le nuove tecnologie per un&#8217; edilizia più bella, economica e funzionale: solo il Politecnico di Milano ha messo a punto più di 200 progetti di collaborazione con i costruttori. Nuova edilizia, e in particolare il social housing, da realizzare con le risorse dei fondi immobiliari.</p>
<p>Ampio il dibattito che ne è seguito. A cominciare dall&#8217; intervento dell&#8217; avv. Piergiuseppe Torrani: i ristretti margini in cui risulta confinata la fiscalità comunale dal prevalere della fiscalità erariale  lascia ai  Comuni il compito di reperire risorse per l&#8217; edilizia residenziale promuovendo interventi che diano ritorni in termini di risorse tributarie locali; anche attraverso l&#8217; incremento degli indici volumetrici. Nel contempo si punta ad utilizzare il risparmio privato, il più alto d&#8217; Europa. Ma per ben gestire operazioni così complesse, occorrerebbero macchine pubbliche in grado di funzionare. Secondo Torrani, così non è a Milano, dove il settore è al collasso sia organicamente che numericamente. Per l&#8217; arch. Zenoni quanto raccolto dalla vendita del patrimonio pubblico, a rate e a prezzi non di mercato, non offre le risorse finanziarie che le Aer potrebbero utilizzare per costruire e ristrutturare nuove case di edilizia residenziale pubblica.</p>
<p>Bruna Vanoli Gabardi, consulente per l&#8217; Urbanistica di Assoedilizia, ha chiesto che in caso di crolli per calamità naturali  o scoppio di gas la legge faccia salvi i volumi esistenti indipendentemente dalla prova della regolarità amministrativa del manufatto distrutto.</p>
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		<title>Al via il lancio e la gestione del piano casa per l&#8217; edilizia abitativa</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Feb 2009 05:40:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La società di gestione del risparmio immobiliare costituita dalla Cassa Depositi e Prestiti per il lancio del Piano Casa del Governo è al via. E insieme alla Cdp saranno anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2009/02/4lancio-piano-casa1.jpg?9d7bd4" alt='Lancio piano casa' class="left"/>La società di gestione del risparmio immobiliare costituita dalla Cassa Depositi e Prestiti per il lancio del Piano Casa del Governo è al via. E insieme alla Cdp saranno anche l&#8217; Abi e l&#8217; Acri, che entreranno nel capitale della Sgr. La notizia viene dal presidente dell&#8217; associazione bancaria Corrado Faissola. La Sgr avrà un capitale di 2 milioni e la Cdp ne avrà il 70%, mentre Abi e l&#8217; associazione delle casse di risparmio e delle fondazioni si spartiranno il restante del capitale con il 15% ciascuna. La Sgr per il Piano Casa verrà costituita oggi. La Cdp si occuperà di gestire il fondo nazionale da un miliardo per realizzare le nuove abitazioni. In rampa di lancio ci sarebbero anche fondi regionali ai quali potranno partecipare, tra gli altri investitori istituzionali, anche le fondazioni ex bancarie.<br />
<span id="more-4299"></span><br />
&#8220;La Sgr, ha spiegato il presidente della Cdp Franco Bassanini, promuoverà fondi locali e regionali nei quali potranno entrare anche altri investitori, come le fondazioni bancarie e i comuni. In base al decreto 112 questo piano consentirà di realizzare 20.000 unità abitative da assegnare ad affitti calmierati per una serie di categorie di soggetti deboli, come le giovani coppie, gli anziani a basso reddito, gli studenti fuori sede e i lavoratori stranieri in regola&#8221;.<br />
&#8220;Per la prima volta, ha concluso il presidente, la Cassa ha fatto qualcosa che il suo prototipo francese ha fatto già da molto tempo perché è proprietario di oltre metà degli immobili dell&#8217; edilizia popolare francese&#8221;. Certo che se poi il risultato è quello delle banlieue attorno a Parigi, forse il modello francese non è poi da seguire pedissequamente. </p>
<p><strong>Fonte: Finanza e Mercati </strong></p>
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		<title>Locazioni: più case in affitto al nord</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Feb 2009 05:40:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Secondo Idealista.it il mercato degli affitti potrebbe essere un ottimo strumento di flessibilità in mano alle famiglie per far fronte all&#8217; instabilità economica e alla crisi dei consumi. Potrebbe, inoltre, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2009/02/4locazioni1.jpg?9d7bd4" alt='Locazioni:' class="left"/>Secondo <strong>Idealista.it</strong> il mercato degli affitti potrebbe essere un ottimo strumento di flessibilità in mano alle famiglie per far fronte all&#8217; instabilità economica e alla crisi dei consumi. Potrebbe, inoltre, spingere fuori casa i cosiddetti &#8220;bamboccioni&#8221; e fare da ombrello per le categorie  colpite dalla crisi: giovani precari, giovani coppie ed extracomunitari. Tuttavia, nel corso del 2008 il segmento delle locazioni non ha brillato per vitalità. La domanda è scoraggiata da una un&#8217; offerta ridotta &#8211; secondo il  Censis solo il 19% del patrimonio immobiliare del nostro paese è in locazione contro il 40% circa di Paesi come Francia, Austria, Olanda, Danimarca &#8211; a  prezzi spesso proibitivi. La mancanza di incisive politiche abitative da parte dello Stato in tema di edilizia popolare ha fatto il resto, con la  conseguenza di canoni pressoché raddoppiati nel nostro paese in soli 7 anni.<br />
<span id="more-4268"></span><br />
Tutto fermo, dunque, anche se la contrazione del credito e il caro immobili  incrementerà presumibilmente la domanda di affitto nei prossimi mesi, con canoni che cresceranno ancora, nonostante il peso dell&#8217; affitto assorba già  mediamente un quarto del reddito delle famiglie italiane (con picchi del  53,5% a Roma, del 44,9% a Firenze, del 44,6% a Venezia e del 43,7% a Milano).  </p>
<p>Ciononostante, ulteriori margini vengono garantiti ai locatori dal fenomeno sempre più diffuso della coabitazione, soprattutto tra gli under 35. Si  tratta di una sorta di convivenza forzata,  tra amici o amiche, colleghi ma anche fratelli e sorelle, costretti alla convivenza per ragioni di budget e per poter emanciparsi dal nucleo familiare di origine. Molti proprietari la danno ormai per scontata, esigendo sempre di  più per l&#8217; affitto e facendo così lievitare i prezzi.</p>
<p>Gli italiani del <strong>Nord</strong> sono i più propensi a dare case in locazione. Almeno  tra le tre grandi aggregazioni territoriali del paese sono loro, per il 2007,  a dichiarare più abitazioni date in locazione -12,3% contro l&#8217; 8,7% del  <strong>Centro</strong> e il 7,3% del <strong>Sud</strong>. Invece, dei 7,25 milioni di abitazioni censite, solo il 13,2% è risultato a disposizione.<br />
Nel <strong>Centro Italia</strong> le case sfitte per davvero o per finta sono risultate il 15,1% dei 3,48 milioni di  abitazioni censite. Nel <strong>Sud</strong> e nelle <strong>Isole</strong> gli immobili a disposizione hanno  raggiunto il 16,1%, su una consistenza di 4,21 milioni di case.</p>
<p>Tutti i proprietari  di negozi, quale che sia la zona di residenza, sono invece interessati a dare in affitto negozi e botteghe: su una consistenza nazionale complessiva di 1,4  milioni di unità in proprietà a persone fisiche, di quelli localizzati al  Nord ne risulta locato il 55,3%, in Centro Italia il 50,5%, al Sud e nelle  Isole il 49,8%. Ma chi svolge un&#8217; attività commerciale ha tutto l&#8217; interesse a  evidenziare la spesa del canone d&#8217; affitto e, una volta di più si conferma che il conflitto d&#8217; interesse fiscale tra chi paga l&#8217; affitto e chi lo incassa fa bene al fisco.</p>
<p><strong>Fonte Tecnoborsa</strong></p>
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		<title>Toscana: i soldi degli affitti vanno usati per la manutenzione</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Nov 2008 16:14:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le risorse derivanti dai canoni delle case popolari devono essere utilizzate prioritariamente per la manutenzione e la riqualificazione dell’edilizia popolare ”. Per sgombrare il campo da dubbi l&#8217;assessore regionale alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2008/07/edilizia-pubblica.JPG' alt='edilizia pubblica'class= "left" />Le risorse derivanti dai canoni delle case popolari devono essere utilizzate prioritariamente per la manutenzione e la riqualificazione dell’edilizia popolare ”. Per sgombrare il campo da dubbi l&#8217;assessore regionale alla casa Eugenio Baronti torna a precisare quanto già detto ieri in occasione dell&#8217;assemblea degli inquilini degli alloggi popolari, riunitisi per protestare contro la situazione di degrado in cui si trovano i condomini di via Simone Martini a Firenze. “La legge regionale è chiara – spiega l&#8217;assessore &#8211; e se i Comuni, pur con le migliori intenzioni, finiscono per utilizzare le risorse destinate alla manutenzione delle case popolari per tamponare altre voci di bilancio, questo non può essere accettato». Sul complesso residenziale di via Simone Martini, l&#8217;assessore ha ribadito, ancora una volta, che «la Regio ne non ha bloccato nessun intervento, per il semplice motivo che non è mai stata presentata nessuna proposta in merito, come ha confermato ieri ai cittadini il direttore di CASA S.p.A». «Certi ritardi- ha proseguito l&#8217;assessore &#8211; sono difficili da capire e da tollerare anche perchè esiste un&#8217;apposita delibera regionale, la n.989 del 2005, che autorizza i gestori, in caso di necessità e urgenza, a predisporre subito piani operativi sia per nuovi interventi che per le opere di manutenzione. Per coprire queste spese possono essere utilizzate sia le risorse che derivano dai canoni, sia gli avanzi di gestione, le economie degli anni precedenti».<br />
<span id="more-3869"></span><br />
Si precisa comunque che le risorse finanziarie non sono in possesso della Regione ma del Comune, tenuto a metterle a disposizione per la copertura dell’intervento.<br />
Venuti i nodi al pettine, i disagi dei cittadini di via Simone Martini sono destinati a finire presto. Basterà ; che il Gestore, nel più breve tempo possibile, presenti &#8211; come si è impegnato a fare &#8211; una proposta operativa e la trasmetta agli uffici regionali. Questi con altrettanta premura provvederanno a predisporre gli atti necessari per l’attuazione.<br />
“Appena avrò in mano la documentazione – ha concluso Baronti &#8211; porrò subito la questione all&#8217;ordine del giorno della Giunta Regjonale e nel giro una ventina di giorni potremmo dare il via libera all&#8217;utilizzo dei fondi»</p>
<p>www.regione.toscana.it<a href="http://www.regione.toscana.it"></p>
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		<title>Salerno: il sindaco dispone procedure rapide per la trasformazione del diritto di superficie in diritto di proprietà</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Oct 2008 14:11:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il Sindaco di Salerno Vincenzo De Luca ha incaricato i dirigenti e gli uffici competenti del Comune di Salerno di organizzare e garantire procedure rapide per la trasformazione del diritto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2008/07/edilizia-pubblica.JPG' alt='edilizia pubblica'class= "left" />Il Sindaco di Salerno Vincenzo De Luca ha incaricato i dirigenti e gli uffici competenti del Comune di Salerno di organizzare e garantire procedure rapide per la trasformazione del diritto di superficie in diritto di proprietà dei lotti di edilizia popolare del Quartiere Europa.  La decisione del Sindaco De Luca intende favorire la conclusione rapida e positiva di un complesso iter urbanistico ed amministrativo con l’intento di dare serenità alle famiglie rispetto alla propria proprietà immobiliare e confermare l’efficienza e l’efficacia amministrativa della Civica Amministrazione rispetto ad un’annosa questione che ha generato tensioni e contenziosi estenuanti. Con delibera di Consiglio Comunale n. 32 del 21/06/2007 è stato disposta la trasformazione del diritto di superficie in diritto di proprietà dei lotti delle aree Peep ex Q4 (oggi quartiere Europa) in favore delle cooperative/condomini e/o anche dei singoli soci/condomini.<br />
<span id="more-3830"></span><br />
Ai fini della trasformazione non è previsto alcun onere aggiuntivo oltre al pagamento dei canoni provvisori del diritto di superficie e di quelli definitivi determinati sulla scorta dei soli oneri espropriativi sostenuti dal Comune.  Restano a carico dei richiedenti le spese di rogito, di trascrizione e di registrazione dell’atto notarile. </p>
<p><a href="http://www.comune.salerno.it">www.comune.salerno.it</a></p>
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		<title>Sardegna: dieci milioni di euro per abbattere i canoni di locazione</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Oct 2008 08:05:52 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sono 6.300 le famiglie sarde disagiate (il 73% delle richiedenti) che quest&#8217;anno beneficeranno del contributo. La Regione ha previsto un finanziamento di sei milioni di euro (è il massimo sforzo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2008/10/cagliari.jpg?9d7bd4" alt='cagliari' class= "left" />Sono 6.300 le famiglie sarde disagiate (il 73% delle richiedenti) che quest&#8217;anno beneficeranno del contributo. La Regione ha previsto un finanziamento di sei milioni di euro (è il massimo sforzo economico mai compiuto in questo tipo di intervento) e ha ottenuto una buona premialità dallo Stato. Duecentocinquanta i Comuni che riceveranno e distribuiranno i fondi. Due le fasce di reddito per l&#8217;accesso ai benefìci. Oltre dieci milioni di euro per 6.300 famiglie sarde disagiate, per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione. La Giunta regionale anche quest’anno cofinanzia il Fondo nazionale, con un intervento pari a sei milioni di euro che va a sommarsi ai tre milioni 973mila 407 euro garantiti dallo Stato. Quest’ultimo, secondo quanto previsto dalla legge 431 del 9 dicembre 1998, ha riconosciuto alla Regione una premialità di 834mila 292 euro per l’intervento della stessa amministrazione regionale.  Pertanto, la consistenza del Fondo per il 2008 ammonta complessivamente a dieci milioni 807mila 699 euro, che andranno ripartiti tra i 250 Comuni che hanno redatto le graduatorie e riusciranno a soddisfare il 73% delle richieste pervenute agli Enti locali. Quello previsto nella delibera di ieri è il massimo sforzo economico mai compiuto dalla Regione in questo tipo di intervento a forte valenza sociale. Due le fasce di reddito per l’accesso ai benefìci. Nella fascia A rientra il reddito familiare pari a due pensioni minime dell’Inps (complessivi 11.521,12 euro all’anno): in questo caso il canone deve incidere in misura superiore al 14% del reddito imponibile. Nella fascia B, invece, il limite di reddito è pari a 13.643 euro (il canone non deve superare il 24% del reddito imponibile, ma sono previsti ulteriori sgravi a seconda del numero dei componenti il nucleo familiare). Per ciascun figlio a carico, inoltre, è previsto un abbattimento del reddito di 516,46 euro.<br />
<span id="more-3679"></span><br />
Tra i principali Comuni beneficiari figurano Cagliari (un milione 220mila euro, da distribuire tra 643 famiglie), Sassari (un milione 11mila euro, 571 famiglie), Quartu Sant’Elena (960mila euro, 545 famiglie), Alghero (607mila euro, 338 famiglie), Assemini (527mila euro, 281 famiglie) e Olbia (300mila euro, 164 famiglie). Sino al 2004, la Regione non interveniva con fondi propri a sostegno delle risorse statali (la dotazione media annua ammontava a poco meno di tre milioni di euro, assolutamente insufficienti a soddisfare la domanda dalle famiglie sarde, che arrivava a 7,5 milioni di euro: infatti la percentuale di soddisfacimento era di appena il 39%).<br />
L’andamento negativo è stato interrotto a partire dal 2005, quando la Giunta stanziò due milioni di euro oltre i 3,5 milioni assegnati dallo Stato: la percentuale era così salita al 57%. Nel 2006 l’impegno finanziario regionale raddoppiò e, grazie allo stanziamento aggiuntivo statale, con complessivi 9,3 milioni di euro si arrivò a soddisfare l’81,20% delle richieste. L’anno scorso, infine, la Regione si è impegnata per quattro milioni mentre lo Stato ha stanziato poco di più (quasi 4,7 milioni di euro): la percentuale è scesa al 56%.<br />
&#8220;Quest’anno – spiega l’assessore regionale dei Lavori pubblici, Carlo Mannoni – il livello di soddisfacimento è cresciuto di nuovo, grazie a una più marcata connotazione della politica regionale a favore del settore abitativo. E questo nonostante dallo Stato siano giunti minori fondi e le richieste delle famiglie disagiate siano decisamente aumentate. Inoltre, per il quarto anno consecutivo riusciamo a stanziare le risorse nell’anno in corso e non, come accadeva sino al 2004, con dodici mesi di ritardo&#8221;. </p>
<p><a href="http://www.regione.sardegna.it">www.regione.sardegna.it</a></p>
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		<title>Sicet: 6 ottobre 2008 giornata internazionale degli inquilini</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Oct 2008 15:00:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Italia: 650.000 nuovi poveri chiedono una casa pubblica. Piano casa del Governo: priorità all’acquisto e all’affitto di mercato. L’emergenza abitativa non rappresenta un problema solo italiano. La dismissione del patrimonio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2008/07/edilizia3.jpg?9d7bd4" alt='edilizia sociale' class= "left" />Italia: 650.000 nuovi poveri chiedono una casa pubblica.  Piano casa del Governo: priorità all’acquisto e all’affitto di mercato. L’emergenza abitativa non rappresenta un problema solo italiano. La dismissione del patrimonio abitativo pubblico, il disimpegno economico  dei Governi e l’affidamento ai mercati per l’affitto è un tratto comune in Europa. Invertire questa tendenza è l’obiettivo della giornata internazionale degli inquilini che vede impegnato il SICET con iniziative in Italia e a Bruxelles in un convegno al Parlamento Europeo. Nel nostro Paese, le richieste di un alloggio pubblico, l’aumento degli sfratti per morosità, 110 mila richieste di esecuzione, gli affitti in crescita dell’8 % nel biennio, nonostante il calo del mercato immobiliare e la diminuzione del 60 % ,tra il 2000 e il 2008, dei contributi agli inquilini sono gli indicatori inequivocabili di un continuo allarme.<br />
<span id="more-3675"></span><br />
Il Governo lancia un Piano casa senza risorse, dove con un intervento economico dei costruttori l’offerta favorirà l’acquisto e un affitto leggermente più basso del mercato. Nessun futuro per le 650.000 famiglie con redditi inferiori a 20.000 euro annui in lista per una casa popolare. Tutte le iniziative per l’AFFITTO DAY e numerosi dati sul problema casa, elaborati dal sindacato inquilini della CISL con le proposte sul Piano Casa, verranno presentate dal Segretario Generale del SICET Guido Piran  nel corso della CONFERENZA STAMPA che si svolgerà LUNEDI’ 6 OTTOBRE 2008 alle ORE 11.00 nella sede del SICET VIA CARLO CATTANEO, 23 quarto piano a  ROMA.</p>
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