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	<title>Mondocasablog &#187; edilizia privata</title>
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	<description>Il mondo della casa a 360°</description>
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		<title>Rilanciare le costruzioni per la ripresa dell&#8217; economia</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 03:20:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Housing sociale, qualità degli immobili, risposte concrete alle fasce più deboli della popolazione che non riescono ad accedere al mercato abitativo: questo e altro alla base di un rilancio del [...]]]></description>
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</script><p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2010/02/2rilanciare-le-costruzione1.jpg?9d7bd4" alt='Rilanciare le costruzioni' class="left"/><strong>Housing sociale, qualità degli immobili, risposte concrete alle fasce più deboli della popolazione che non riescono ad accedere al mercato abitativo: questo e altro alla base di un rilancio del settore  costruzioni. In verità, vari sono stati nel  2009 i  provvedimenti per ridare ossigeno al comparto dell&#8217; edilizia in panne: emergenza Abruzzo, delibera Cipe per opere e scuole, Piano casa 2, sblocco del social housing. E tuttavia non tutti i provvedimenti sono stati concretizzati.</strong></p>
<p>I costruttori sono preoccupati: &#8220;Stanno per esaurirsi i portafogli ordini delle imprese, sia nel campo dell&#8217; <strong>edilizia privata</strong> sia in quello degli <strong>appalti pubblici</strong>, molte aziende stanno chiudendo, soprattutto quelle più piccole. Sul <strong>piano occupazionale</strong> siamo già arrivati a 100mila posti di lavoro in meno. I vincoli del <strong>patto di stabilità</strong>, che fanno aumentare i tempi di attesa con cui le <strong>amministrazioni pubbliche</strong> pagano i lavori svolti e il problema del <strong>credito</strong>, che si sta drasticamente restringendo, non fanno che aggravare una situazione già di per sé molto preoccupante&#8221;. </p>
<p>Per dare una risposta alle fasce sociali più deboli &#8211;  <strong>giovani coppie, anziani, studenti fuori sede </strong>- che non possono accedere al <strong>mercato abitativo</strong>, Ance pensa ad un&#8217; attuazione il più possibile veloce del piano per il <strong>social housing</strong>, un piano che non solo consentirebbe di rispondere al fabbisogno di <strong>case in vendita e in affitto</strong>, ma permetterebbe anche la <strong>riqualificazione</strong> delle aree urbane in degrado. Ma finora, nonostante le pressanti sollecitazioni di Ance per far partire il piano, non si è fatto nulla.<br />
<span id="more-6633"></span><br />
Per quanto riguarda il <strong>mercato immobiliare</strong>, Ance pensa che  non c&#8217; è stata e non ci sarà la temuta <strong>bolla immobiliare</strong>. Per un motivo preciso: anzitutto la domanda di case continua a crescere e poi l&#8217; indebitamento delle <strong>famiglie </strong>italiane è di gran lunga inferiore a quello degli altri Paesi. E tuttavia, il <strong>mercato immobiliare</strong> nazionale ha iniziato a rallentare, con  una netta flessione delle <strong>compravendite</strong>, anche perché le <strong>banche</strong> stanno restringendo fortemente l&#8217; accesso al <strong>credito</strong> sia per le <strong>famiglie</strong> che per le <strong>imprese</strong>. </p>
<p>Secondo i dati Ance, in quasi tutte le Regioni italiane l&#8217; erogazione dei <strong>mutui</strong> alle <strong>famiglie</strong> ha subito un pesante calo, soprattutto nel Mezzogiorno, e inoltre i <strong>mutui</strong> erogati in Italia sono i più cari a livello europeo. E questo vale sia per le <strong>famiglie</strong> che per le le imprese del settore, che molte volte sono costrette ad accettare certe condizioni, in quanto il loro potere contrattuale è molto basso. </p>
<p>La <strong>qualità</strong> degli <strong>immobili</strong> è un altro obiettivo importante per Ance. E pertanto pone la massima attenzione al <strong>risparmio energetico</strong>, alla <strong>sostenibilità ambientale</strong>, alla <strong>sicurezza</strong>, perché alla fine della <strong>crisi economica</strong> si  farà naggiore attenzione agli aspetti qualitativi del costruito, appunto <strong>efficienza energetica</strong>, <strong>sicurezza</strong>, <strong>sostenibilità ambientale</strong>. Cambiare il modo di <strong>progettare</strong>, <strong>costruire</strong>, <strong>demolire</strong> e <strong>recuperare</strong> edifici all&#8217; insegna della qualità sarà quindi un obbligo per le imprese, che dovranno essere in grado di migliorare la qualità urbana e di conseguenza le condizioni di vita e di lavoro dei cittadini. </p>
<p>L&#8217; impegno dell&#8217; Ance riguarda quindi anche la <strong>qualificazione</strong> delle imprese, che devono essere selezionate sulla base della propria capacità e non solo su certificati privi di valore. Una vera e propria cultura della <strong>qualità</strong>, da trasmettere al mercato privato. </p>
<p>Dalla cultura della <strong>qualità</strong> al rilancio del mercato delle costruzioni si  arriva al <strong>rilancio economico</strong> del Paese con la ripresa dell&#8217; <strong>occupazione</strong>  nei <strong>cantieri</strong>, da quelli per le piccole e medie opere agli interventi per l&#8217; edilizia scolastica ai <strong>Piani casa </strong>1 e 2, salvaguardando migliaia di <strong>imprese</strong> e di <strong>lavoratori</strong> di un settore trainante per l&#8217; economia del Paese. </p>
<p><strong>Fonte: Ance</strong></p>
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		<title>Indagine conoscitiva sul mercato immobiliare: l&#8217; efficienza energetica degli edifici</title>
		<link>http://www.mondocasablog.com/2009/10/29/indagine-conoscitiva-sul-mercato-immobiliare-4-parte/</link>
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		<pubDate>Thu, 29 Oct 2009 03:05:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La riqualificazione del patrimonio edilizio nazionale comprendente il consolidamento strutturale e l&#8217; efficienza energetica. Da una prima indagine dell&#8217; Agenzia del Territorio presentata a Ginevra nell&#8217; ambito dell’UNECE Working Party [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2009/10/4riqualificazione1jpg.jpg?9d7bd4" alt='RIQUALIFICAZIONE' class="left"/><strong>La riqualificazione del patrimonio edilizio nazionale comprendente il consolidamento strutturale e l&#8217; efficienza energetica.</strong></p>
<p>Da una prima indagine dell&#8217; Agenzia del Territorio presentata a Ginevra nell&#8217; ambito dell’UNECE Working Party on Land Administration (WPLA) emerge che, su 77 Provincie monitorate, sono stati rilevati 1.505.000 edifici nascosti ovvero sconosciuti al catasto. Ancorché per una parte possano essere immaginati semplici ritardi nell&#8217; accatastamento pur in presenza di edifici regolarmente edificati, è presumibile che un&#8217; altra parte sia conseguenza di ampliamenti e nuove costruzioni prive di permesso di costruzione. </p>
<p>Da una stima di Confedilizia emerge che in Italia vi sarebbero tra i 700 e gli 800 mila immobili inabitabili in quanto da ristrutturare o da rimettere in pristino, in gran parte situati nei centri storici. Appare evidente che la vastità del patrimonio immobiliare è tale che lo Stato potrà reperire risorse, nel tempo, solo per la riqualificazione ed il consolidamento statico degli edifici pubblici strategici.<br />
<span id="more-5987"></span><br />
Ne consegue che per quanto attiene l&#8217; edilizia privata &#8211; peraltro caratterizzata da una parte del patrimonio immobiliare esistente che si stima solo in parte coincidente con le più ampie casistiche sopra evidenziate, è stato costruito abusivamente in economia e poi (forse) solo amministrativamente sanato nel tempo &#8211; la riqualificazione necessita di essere incentivata con appropriati meccanismi che rendano conveniente al cittadino, anche fiscalmente, sostenere fin da subito il maggior costo di riqualificazione e la messa in sicurezza degli edifici esistenti. </p>
<p>Per questo potrebbe essere ipotizzata anche un&#8217; operazione di promozione della cultura della qualità (dal risparmio energetico alla sicurezza delle impiantistiche), della sicurezza statica &#8211; strutturale e del diverso valore di quegli edifici che rispondono pienamente alle normative urbanistico &#8211; edilizie vigenti. </p>
<p>Ne consegue che anche se solo una parte di questo patrimonio fosse oggetto di riqualificazione &#8211; con intereventi medi stimabili in 30 mila euro per immobile &#8211; per ogni 100 mila proprietà si attiverebbero investimenti per oltre 3 miliardi di euro. Con il conseguente impatto sulla ripresa economica e sulla disponibilità di moderne e più confortevoli abitazioni da dare in locazione, nonché con benéfici effetti sul gettito fiscale che lo Stato ricaverebbe dall&#8217; Iva e dalle altre imposte. </p>
<p><strong>www. tecnoborsa.it</strong></p>
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		<title>News Piano casa. Alloggi per giovani, mutui a tassi ridotti, agevolazioni per giovani coppie</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Sep 2009 03:10:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dopo il piano per l&#8217; edilizia sociale pubblica e l&#8217; impulso all&#8217; edilizia privata, Silvio Berlusconi è passato al il terzo atto del piano casa, pensando ai giovani: appartamenti in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2009/09/2alloggi-per-giovani1.jpg?9d7bd4" alt='alloggi' class="left"/><strong>Dopo il piano per l&#8217; edilizia sociale pubblica e l&#8217; impulso all&#8217; edilizia privata, Silvio Berlusconi è passato al il terzo atto del piano casa, pensando ai giovani: appartamenti in affitto a basso costo con possibilità di riscatto nelle principali città italiane di grande e media grandezza, mutui a tassi ridotti, agevolazioni per giovani coppie. </strong></p>
<p>Sarà dedicato ai giovani un provvedimento che Silvio Berlusconi ha detto che presenterà al prossimo consiglio dei ministri, entro questa settimana, il primo dopo la ripresa estiva. Secondo quanto filtra da stretti collaboratori del presidente del Consiglio, nelle città selezionate si cercheranno aree o edifici disponibili nei vari quartieri per poter realizzare piccoli complessi da destinare ai giovani.</p>
<p>Potrebbero essere utilizzati terreni demaniali e strutture esistenti da demolire e rimpiazzare con palazzine da 6 &#8211; 10 appartamenti. In ogni caso, strutture gradevoli, no all&#8217; edilizia intensiva. Il progetto dovrebbe fare leva sull&#8217; iniziativa privata, con realizzazioni in project financing. Il profitto sarà garantito dalla rata dell&#8217; affitto, cui potrebbe seguire la decisione di riscattare l&#8217; immobile. Le rate di mutuo, ha anticipato Berlusconi, saranno più basse dei canoni di locazione di mercato.<br />
<span id="more-5600"></span><br />
Quali saranno le garanzie richieste ai giovani inquilini per accedere all&#8217; abitazione e il dettaglio dei meccanismi della convenienza economica? Intanto, per il piano di housing sociale si avvicinano i primi termini operativi, dopo la pubblicazione del Dpcm, avvenuta il 1 agosto scorso. </p>
<p>L&#8217; ufficio legislativo delle Infrastrutture indica il 3 settembre, mentre le strutture tecniche del dicastero optano per una immediata entrata in vigore, il giorno successivo alla pubblicazione. Anche ammettendo che si riuscisse a rispettare tale scadenza, il gruppo dovrebbe comunque partire senza le Regioni. Infatti la terna di rappresentanti da comunicare alle Infrastrutture dovrà essere approvata dalla conferenza dei presidenti delle Regioni.</p>
<p>La prima riunione avverrà in questo mese, ma non prima di una decina di giorni. In ogni caso, causa l&#8217; attuale fase di tensione fra Governo e Regioni (su Fas e Sanità), è opportuno non dare nulla per scontato. Eventuali ritardi sull&#8217; avvio del gruppo di lavoro ricadrebbero sul termine entro cui definire le caratteristiche degli strumenti finanziari che promuovono gli alloggi, fissata dal Dpcm dopo 90 giorni dall&#8217; entrata in vigore del decreto.</p>
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		<title>Rendimento energetico in edilizia. Primo decreto attuativo del Governo</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Mar 2009 05:42:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Avviato dal governo un piano di misure mirate a creare concrete possibilità di risparmio sui consumi per tutti coloro che sostituiscono o installano un nuovo impianto termico o realizzano l&#8217; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2009/03/4decreto-risparmio-energetico1.jpg?9d7bd4" alt='4DECRETO RISPARMIO ENERGETICO' class="left"/>Avviato dal governo un piano di misure mirate a creare concrete possibilità di risparmio sui consumi per tutti coloro che sostituiscono o installano un nuovo impianto termico o realizzano l&#8217; isolamento termico del proprio edificio. È quanto si evince dalle dichiarazioni del ministro dello sviluppo economico Claudio Scajola dopo l&#8217; approvazione dello scorso 6 marzo da parte del Consiglio dei Ministri del regolamento in materia di rendimento energetico in edilizia.<br />
<span id="more-4471"></span><br />
In particolare, tale regolamento definisce i criteri generali, la metodologia di calcolo, i requisiti di base relativi alla prestazione energetica negli edifici e impianti termici per la climatizzazione invernale e la preparazione dell&#8217; acqua calda per usi igienici sanitari.  Si tratta di disposizioni che intendono dare attuazione alle norme di recepimento della direttiva comunitaria in materia di efficienza energetica, consentendone l&#8217; applicazione immediata, definendo le metodologie di calcolo della prestazione energetica degli impianti e degli edifici. Il Dpr approvato (attuativo del Dlgs 192 / 2005, articolo 4 comma 1) è, infatti, uno dei tre decreti che il Governo è tenuto ad emanare per l&#8217; attuazione dei Dlgs 192 / 2005 e 311 / 2006 che recepiscono in Italia la Direttiva 2002 / 91 / CE sul rendimento energetico in edilizia. </p>
<p>Per quanto dal 2005 siano state varate diverse normative a proposito di rendimenti energetici in edilizia, mancano ad oggi le linee guida ufficiali per poter redigere l&#8217; ormai famoso certificato energetico. Il Ministro Scajola ha dichiarato che presto sarà portato in Consiglio dei Ministri un intero &#8220;pacchetto&#8221; normativo che affronterà le linee guida per la certificazione energetica degli edifici ed i criteri di riconoscimento per assicurare la qualificazione e l&#8217; indipendenza degli esperti e degli organismi cui affidare la certificazione energetica. Secondo l&#8217; iter procedurale, entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore del decreto in argomento, uno o più decreti del Presidente della Repubblica dovranno definire:</p>
<p><strong>* i criteri generali, le metodologie di calcolo e i requisiti minimi finalizzati al contenimento dei consumi di energia e al raggiungimento degli obiettivi di cui all&#8217; articolo 1, tenendo conto di quanto riportato nell&#8217; allegato &#8220;B&#8221; e della destinazione d&#8217; uso degli edifici.<br />
* i criteri generali di prestazione energetica per l&#8217; edilizia sovvenzionata e convenzionata, nonché per l&#8217; edilizia pubblica e privata, anche riguardo alla ristrutturazione degli edifici esistenti e sono indicate le metodologie di calcolo e i requisiti minimi finalizzati al raggiungimento degli obiettivi di cui all&#8217; articolo 1, tenendo conto di quanto riportato nell&#8217; allegato &#8220;B&#8221; e della destinazione d&#8217; uso degli edifici.</strong></p>
<p>Diverse regioni e province hanno intanto provveduto a legiferare in materia. Nel panorama legislativo italiano, era già emersa un&#8217; iniziativa  di Confedilizia per evitare il rischio che ci possa essere una confusione tra le Linee Guida adottate a livello nazionale e quelle emesse a livello locale (regionale e / o provinciale).</p>
<p><strong>http://www.sviluppoeconomico.gov.it</strong></p>
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		<title>Ance: contributo di costruzione, esentati i privati che realizzano opere pubbliche</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Sep 2008 07:37:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L`articolo 17 del TU Edilizia (DPR 380/2001) che disciplina le ipotesi di esenzione o riduzione dal contributo di costruzione prevede al comma 3 lett.c) che esso non sia dovuto per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2008/07/cantieri5.jpg?9d7bd4" alt='cantieri'class= "left" />L`articolo 17  del TU Edilizia (DPR 380/2001) che disciplina le ipotesi di esenzione o riduzione dal contributo di costruzione prevede al comma 3 lett.c) che esso non sia dovuto per la realizzazione di impianti, attrezzature, opere pubbliche o di interesse generale realizzate dagli enti istituzionalmente competenti. Al riguardo il Consiglio di Stato (sentenza n. 4296 del 9 settembre 2008), confermando peraltro un diffuso orientamento giurisprudenziale, ha precisato che il requisito soggettivo necessario per usufruire dell`esenzione dal contributo sussiste non solo nel caso in cui l`opera sia realizzata direttamente da un ente pubblico nell`esercizio delle proprie competenze istituzionali, ma anche nel caso in cui l`intervento sia realizzato da un soggetto privato per conto di un ente pubblico. Tale fattispecie si verifica, ad esempio, nell`ipotesi di concessione di opera pubblica o in altre analoghe figure organizzatorie in cui l`opera sia realizzata da soggetti che non agiscano per scopo di lucro, o che accompagnino tale lucro ad un legame istituzionale con l`azione dell`amministrazione volta alla cura di interessi pubblici.</p>
<p><a href="http://www.ance.it">www.ance.it</a></p>
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		<title>La crescita continua, ma cambiano gli scenari</title>
		<link>http://www.mondocasablog.com/2008/09/05/la-crescita-continua-ma-cambiano-gli-scenari/</link>
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		<pubDate>Fri, 05 Sep 2008 08:25:31 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2008/07/cantieri5.jpg?9d7bd4" alt='cantieri'class= "left" />Da un’analisi dell’Osservatorio Ance emerge come il settore rimane trainante per il sistema Italia a livello produttivo e occupazionale. Il 2008 sarà positivo, ma ci saranno delle novità nei singoli comparti. Per il settore delle costruzioni, il 2007 è stato il nono anno consecutivo di crescita: gli investimenti sono aumentati dell’1% rispetto al 2006, toccando quota 152.609 milioni di euro (si tratta del più alto livello di produzione degli ultimi 40 anni), mentre il potere occupazionale del settore ha raggiunto la quota record di 1.955.000, con un incremento del 2,9% rispetto all’anno precedente. Questi alcuni dei principali risultati dell’ultimo Osservatorio congiunturale Ance, presentato alla stampa dal presidente dell’Associazione nazionale costruttori, Paolo Buzzetti, assieme al direttore generale Gaetano Fontana e al vicedirettore Antonio Gennari. Un’analisi da cui emerge come il settore delle costruzioni continui a giocare un ruolo determinante nel sistema economico italiano, dando prova della sua straordinaria capacità di trainare la produzione e l’occupazione del Paese. Al dato fortemente positivo sul piano occupazionale, si accompagna nel 2007, secondo gli ultimi dati Inail, un rilevante calo del numero degli infortuni: un risultato che dimostra come l’impegno e le azioni della categoria sul fronte della tutela della sicurezza dei lavoratori stiano andando nella direzione giusta. Paolo Buzzetti ha delineato l’andal’andamento del settore nello scorso anno e illustrato le previsioni dell’Ance per il 2008. “Come in questi ultimi anni, anche nel 2007 la crescita è stata trainata dall’edilizia: quella residenziale ha fatto segnare un incremento dell’1,6%, soprattutto per effetto del buon andamento del comparto della riqualificazione, mentre quella non residenziale è cresciuta del 2,8% rispetto al 2006. Ancora pesantemente negativo è stato l’andamento degli investimenti in opere pubbliche, in calo dal 2005, e che nell’ultimo anno sono diminuiti del 2,9 per cento”.<br />
<span id="more-3448"></span><br />
Secondo le stime Ance, anche il 2008 sarà in crescita (+0,6%), ma si assisterà a un cambiamento di scenario nei singoli comparti. Per quest’anno si prevede la fine del trend<br />
negativo delle opere pubbliche, che si tradurrà in un +0,1% rispetto al 2007, mentre cominceranno a manifestarsi segnali di rallentamento nell’edilizia privata. Nel 2008, gli investimenti in abitazioni faranno registrare infatti un incremento più contenuto rispetto al 2007 (+1,3%), mentre per l’edilizia non residenziale è atteso un calo dello 0,3 per cento.<br />
La fine della caduta delle opere pubbliche e la contrazione dell’edilizia privata rappresentano due fenomeni importanti su cui va fatta una riflessione. È sicuramente positivo che si fermi il calo degli investimenti in questo settore, ma certo questo primo segnale non basta. In questi ultimi anni, i livelli sono stati bassi, è necessario pertanto che si apra una vera ripresa degli investimenti in infrastrutture. Ripresa che, secondo l’Osservatorio Ance, “ci aspettiamo sulla base sia dell’aumento di risorse previsto dalle ultime Finanziarie sia della dichiarata intenzione del nuovo governo di accelerare tempi di decisione e procedure di spesa per il concreto avvio<br />
di nuovi e consistenti programmi infrastrutturali”. Nel nostro Paese non è sufficiente, infatti, aumentare gli stanziamenti per nuove infrastrutture: troppa incertezza e troppa opacità nelle<br />
procedure burocratiche continuano  a frenare il concreto utilizzo delle risorse disponibili.</p>
<p>Anna carbone Attico informa <a href="http://www.bpmediagroup.it">www.bpmediagroup.it</a></p>
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