Case Popolari a Bari. Dichiarazione assessore Barbanente

casepopolariL’assessore all’Assetto del Territorio, prof.ssa Angela Barbanente, ha diffuso la seguente dichiarazione sulla questione degli inquilini di alcune case popolari in provincia di Brindisi. “Naturalmente – scrive l’assessore - non avevamo bisogno della nota del sen. Specchia per intervenire a difesa degli inquilini degli 86 alloggi dati in custodia nel 1989 in territorio di Ostuni. Stia tranquillo il Senatore Specchia. Abbiamo molto a cuore i problemi degli inquilini disagiati. Così come abbiamo risolto il problema delle famiglie di Ostuni, impantanato nel contenzioso fra Iacp di Brindisi e comune di Ostuni, stiamo risolvendo il problema della difficoltà di regolarizzazione non solo degli inquilini degli alloggi in questione, ma anche di altri inquilini di altri comuni della regione in condizioni economiche che non consentono di corrispondere le somme dovute anche in relazione al gravissimo stato di crisi finanziaria che il Paese sta attraversando”. “Proprio ieri pomeriggio – spiega la Barbanente - abbiamo illustrato alle organizzazioni sindacali degli inquilini un apposito disegno di legge. Questo, oltre che prevedere più ampie rateizzazioni, che gli Istituti Autonomi Case Popolari potranno concedere in ragione del complessivo ammontare della quota dovuta e delle condizioni economiche dei richiedenti, stabilisce che, ove l’occupante non abbia versato una rata, possa comunque effettuarne il versamento nei successivi mesi, senza che il procedimento di regolarizzazione decada”.
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Misure urgenti da parte del Governo a favore di particolari categorie sociali

sfrattiE’ stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 20 ottobre 2008 il decreto-legge n. 158, recante “Misure uregenti per contenere il disagio abitativo di particolari categorie sociali” proposto dal Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e dal Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Altero Matteoli. Il provvedimento si propone di ridurre il disagio abitativo e di favorire il passaggio da casa a casa per le categorie sociali individuate dalla legge 8 febbraio 2007, n. 9, (articolo 1, comma 1), in attesa della realizzazione delle misure e degli interventi previsti dal Piano nazionale di edilizia abitativa.
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Roma: nuova edilizia sociale, bando reperimento aree

casepopolariPresentato in Campidoglio dal sindaco Alemanno e dall’assessore all’urbanistica, Marco Corsini, il bando per l’ “housing sociale”, ovvero per il reperimento di nuove aree dove realizzare il piano comunale di edilizia sociale. Con questo bando, approvato dalla Giunta e di prossima pubblicazione all’Albo Pretorio, si cercano nuovi “ambiti di riserva a trasformabilità vincolata” oltre quelli “già individuati dal Piano Regolatore Generale”. L’invito, rivolto ai proprietari di terreni, è dunque a “manifestare l’interesse a vedere inserite le proprie aree nei nuovi ambiti”. L’invito pubblico, sottolinea il Campidoglio, avrà carattere ricognitivo: l’ultima parola in materia di pianificazione urbanistica spetta al Consiglio Comunale. Vediamo come dovranno essere le aree: totalmente disponibili, dunque libere da qualsiasi limite o diritto in favore di terzi; ubicate a non più di 2.500 metri dalle fermate o stazioni (esistenti o previste dal PRG) dei mezzi pubblici o dai ‘corridoi’ riservati al trasporto pubblico; estese almeno 5 ettari (anche come somma di più aree adiacenti, con diversi proprietari che presentano una proposta congiunta). Le aree potranno essere comprese in una delle seguenti destinazioni indicate dal Piano Regolatore vigente: Agro romano (con i limiti specificati qui appresso) – Servizi privati – Verde privato attrezzato – Servizi pubblici di livello urbano (a precise condizioni: vedi qui oltre) – Verde pubblico e servizi pubblici di livello locale (pure con una serie di esclusioni) – Infrastrutture tecnologiche.
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La gestione dei comuni per il piano casa sia piu leggere meno tassata

case milano L`Anci ha presentato ieri le proposte di modifica: meno fisco, piu` stato (aree demaniali) e risorse certe. Piano casa, governo apre ai comuni. Gestione ai comuni del Piano casa nazionale, fisco piu` leggero e premiante; tassazione delle operazioni immobiliari dei comuni meno onerosa rispetto ai privati; contributo del Demanio al monte aree disponibili per il social housing, con l`ipotesi di conferire, in particolare, le ex caserme dismesse nei centri urbani (ma c`e` da vincere la resistenza della Difesa); assegnare alla conferenza dei servizi valore autorizzativo; compressione dei costi permettendo anche assegnazioni atipiche di alloggi pubblici in cambio di migliorie edilizie a sconto sull`affitto per valorizzare il patrimonio immobiliare pubblico. No alla svendita delle case popolari e si` al riuso delle case vuote. Questi alcuni punti cardine delle proposte che l`Anci (Associazione nazionale comuni italiani) presentera` al governo che dovra` approvare il Piano casa entro il 21 ottobre. Una sorta di Contropiano dell`Anci per l`emergenza abitativa le cui linee guida sono state illustrate ieri a Milano dal relatore Gianni Verga, assessore alla casa della giunta guidata dal sindaco Letizia Moratti, nella due giorni di lavori organizzata dall`Anci nazionale e Anci Lombardia, sul tema «I comuni e l`abitare: le nuove domande sociali, gli attori e gli strumenti operativi». Un lungo elenco di modifiche chieste dall`Anci al governo sul Piano casa, quale condicio indispensabile per votarlo. Il consenso dell`Anci e` fondamentale per il decollo del Piano casa messo a punto dal governo, non foss`altro per il fatto che saranno i sindaci a dover mettere in campo le aree sulle quali dovranno essere costruiti gli alloggi destinati a ridurre il disagio abitativo e a dare una risposta alle fasce sociali piu` deboli ma anche ai lavoratori che si spostano per lavoro, gli studenti fuori sede, giovani coppie, anziani.
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Milano: la “casa aiutata”, idee e strategie Anci e Governo a confronto

vergaUna due giorni dedicata a una delle emergenze più drammatiche del nostro Paese. Verga:”Serve collaborazione tra enti così come tra pubblico e privato. Da rivedere la fiscalità e i tempi delle procedure” . La casa è una delle emergenze più drammatiche del nostro Paese. Il convegno dal titolo, “I Comuni e la questione abitativa: le nuove domande sociali, le possibili risposte e gli strumenti operativi” si pone l’obiettivo di far emergere il fabbisogno abitativo delle città italiane e propone un Piano Casa dell’Anci da mettere a disposizione al Governo che presenterà il suo Piano Casa nei prossimi giorni. Il documento è stato realizzato dagli assessori alla Casa dei comuni ad alta tensione abitativa come Roma, Milano, Torino, Napoli, Venezia, Bologna, Genova. “L’iniziativa dei comuni ad alta tensione abitativa - ha spiegato l’assessore alla Casa Gianni Verga - ha già conseguito un obiettivo nel 2007: far rientrare l’edilizia sociale tra i servizi della città e, in quanto tale, poterla realizzare sulle aree a servizi, peraltro recuperando aree aggiuntive a quelle per i servizi primari, come scuola, verde, servizi sociali.
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Anci: favorevoli a ipotesi proroga sfratti

sfratti‘’L’ANCI accoglie con favore la notizia che il Ministero delle Infrastrutture starebbe studiando delle misure per la proroga degli sfratti’’. Lo ha detto Roberto Tricarico, Presidente della Consulta Casa dell’ANCI commentando le affermazioni in tal senso fatte oggi dal Direttore Generale per le politiche abitative del Ministero, Marcello Arredi, durante la prima sessione del Convegno ’I Comuni e la questione abitativa: le nuove domande sociali, le possibili risposte e gli strumenti operativi’ in corso a Milano.
‘’La notizia va’ incontro alle nostre richieste – aggiunge Tricarico - e a quelle dei Comuni che, in assenza di programmi concreti, non saprebbero come far fronte all’emergenza che si determinerebbe dopo il 15 ottobre’’.
‘’Domani – conclude – sara’ poi l’occasione per un approfondimento e per avere ulteriori conferme con la presenza al Convegno del Sottosegretario Mario Mantovani, al quale saranno presentate ufficialmente le proposte dei Comuni per il piano casa’’.

www.anci.it

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Torino: social housing, le proposte del comune e del privato sociale per il finanziamento regionale

edilizia pubblicaIl Comune di Torino aderisce alla proposta regionale di presentare un programma comunale di “manifestazioni d’interesse” per la sperimentazione di interventi di social housing. In pratica, si tratta di un elenco di progetti di edilizia sociale che il Comune in parte raccoglie da privati, in parte progetta nell’ambito del Piano Casa 2009-2010 e del Piano regolatore sociale.
Cosa si intende per casi pilota di social housing? Due le tipologie: residenze temporanee (alloggi individuali o residenze collettive) e alloggi individuali destinati alla locazione permanente.
La Giunta della Regione Piemonte aveva approvato il 7 luglio una deliberazione che indicava le caratteristiche degli interventi, i criteri e le procedure per l’individuazione di “casi pilota di social housing” da finanziare, integrando così il Programma casa (“10mila alloggi entro il 2012”) e le “Linee guida per il social housing in Piemonte” del 2007. Poi aveva diffuso un Avviso pubblico per la presentazione delle manifestazioni d’interesse, aperto a Comuni, Atc, imprese e cooperative edilizie, soggetti privati non profit. La somma messa a disposizione da parte della Regione era di 2.239.460,75 euro, “al fine di finanziare l’acquisizione delle aree o degli immobili e la progettazione degli interventi ammessi a finanziamento”. Si potevano presentare al bando l’acquisto di edifici liberi, interventi di recupero, di ristrutturazione urbanistica e nuove costruzioni. Ai Comuni il compito di raccogliere e presentare in Regione, insieme ad eventuali propri progetti, quelli dei privati intenzionati a partecipare.
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Anci: conferenza nazionale sulla casa a Milano

quartiei popolariIl programma della Conferenza Nazionale ANCI sulla Casa, che si terrà a Milano il prossimo 9 e 10 ottobre 2008, e’ stato illustrato oggi, nel corso di una conferenza stampa a Palazzo d’Accursio, Bologna. “Il convegno di Milano – ha dichiarato Roberto Tricarico, Presidente della Consulta Casa ANCI e Assessore alle politiche per la casa e il verde del Comune di Torino - rappresenta un appuntamento molto importante per le città italiane, perché si affronterà una delle più drammatiche emergenze del nostro Paese: la casa”. ‘’I Comuni italiani – ha aggiunto Tricarico - per far fronte alla crescente emergenza abitativa sono pronti a stipulare un nuovo Patto con lo Stato e le Regioni, a condizione che vengano rispettati quelli firmati in precedenza. Ricordo infatti che stiamo ancora aspettando l’effettiva erogazione dei 650 mln di euro attribuiti negli anni precedenti a specifici programmi comunali, che avrebbero permesso a molte famiglie di avere una nuova abitazione a canone calmierato’’.
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CISL e SICET chiedono al Ministro Matteoli la convocazione delle parti sociali

condominio Questo il commento del Segretario della CISL Renzo Bellini e quello del SICET (sindacato inquilini) Guido Piran dopo l’annuncio del Ministro delle Infrastrutture della prossima presentazione del Piano Casa.
“CISL e SICET ritengono che la drammaticità del problema abitativo, presente nel nostro Paese, richieda soluzioni politiche che debbano tener conto del contributo di idee e proposte di tutti i soggetti interessati.
Prima della discussione in Parlamento, CISL e SICET chiedono quindi al Ministro di convocare le Confederazioni Sindacali e i Sindacati Inquilini per un primo ed urgente confronto”.

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Tre proposte per risolvere l’emergenza casa nella Capitale

roma-icpDi Carlo: tre proposte per risolvere l’emergenza casa nella Capitale. Aumentare la densificazione delle aree destinate all’edilizia residenziale, dotare di cubature destinate ad edilizia per uso residenziale una porzione delle 56 are previste nel Prg per la costruzione di parcheggi di scambio e consentire all’Ater di realizzare quei metri cubi già previsti nei piani di zona e mai edificati: tre ipotesi di lavoro su cui indirizzare l’operato della Regione avanzate dall’assessore regionale alla Casa, Mario Di Carlo, al Comune di Roma. “Queste proposte necessitano di accordi di programma e di un successivo passaggio in consiglio comunale e in quello regionale - ha affermato Di Carlo - potremmo mettere in atto un processo politico importante di collaborazione tra maggioranze governate da schieramenti differenti su un tema concretissimo come quello dell’emergenza abitativa”. Un aumento “moderato ed equilibrato”della densificazione e degli indici di costruzione degli immobili destinati alla soluzione dell’emergenza abitativa secondo Di Carlo consentirebbe di accrescere il numero di alloggi da realizzare e di utilizzare un quantitativo minore di terreno. “Le ultime case popolari che sono state fatte somigliano a delle villette a schiera ed hanno un indice di abitabilità troppo basso - ha sottolineato l’assessore - queste caratteristiche richiedono l’utilizzo di lotti di terreno sempre più grandi ai quali il Comune deve fornire servizi con difficoltà sempre maggiore”.
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Sicet: piano casa del governo effetti devastanti per i più deboli se non modificato

mercato immobiliareAlla Camera dei Deputati è iniziata l’analisi della manovra economica sulla quale quasi certamente il Governo chiederà l’approvazione con il voto di fiducia. Il contenuto del provvedimento relativo alle politiche abitative, se non profondamente modificato, produrrà un effetto devastante sulle famiglie che versano in grave difficoltà economica e sono in attesa di poter accedere ad una casa in affitto a basso costo. Non assegna risorse: dopo l’enorme spreco di denaro dovuto all’annullamento dell’ICI, per la realizzazione del piano casa non viene stanziato nemmeno un centesimo di finanziamento, le uniche risorse messe in campo deriveranno dalla dismissione del patrimonio abitativo gestito dagli ex IACP oltre alla speranza di investimenti privati. Demolisce il servizio abitativo pubblico: la decisione di dismettere l’intero patrimonio abitativo pubblico, priva il Paese di un servizio già gravemente insufficiente quale quello della casa pubblica. Tra l’altro in contraddizione con la relazione di illustrazione del disegno di legge presentata dal governo, in cui si denuncia l’enorme gap tra la dotazione di case popolari dell’Italia e quella dei restanti paesi europei.
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Toscana: a rischio 31,5 milioni di euro per le abitazioni

casa in toscana Baronti: «Cancellate di colpo le speranze di oltre 500 famiglie». Se sarà approvato, il decreto legge presentato dal governo Berlusconi rischia di azzerare il Piano straordinario casa del governo Prodi: 550 milioni di euro a livello nazionale, 31,5 milioni per quanto riguarda la Toscana. A lanciare l’allarme è l’assessore alla casa Eugenio Baronti, che dice: «Se il decreto dovesse venire approvato così come è stato proposto, il Piano straordinario casa da 550 milioni di euro dal governo Prodi sarà azzerato. Infatti – spiega – le risorse saranno devolute all’attuazione di un futuribile Piano nazionale per l’emergenza abitativa, da elaborare entro sessanta giorni dall’entrata vigore del Decreto. Tutte le risorse confluiranno dentro un fondo unico che deve essere ancora costituito».
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