Legambiente: “sì ad efficienza energetica e rinnovabili, no al nucleare”
Basta con i soldi dei cittadini destinati al nucleare voluto dal Governo Berlusconi. I pochi soldi pubblici per la ricerca italiana in campo energetico vengano investiti solo in efficienza e rinnovabili, promuovendo l’unica innovazione tecnologica in grado di far traguardare al nostro Paese l’obiettivo europeo di riduzione del 30% delle emissioni di CO2 entro il 2020”. Lo chiede Legambiente che oggi ha organizzato un sit-in davanti alla sede Enea dove è in corso la presentazione del Rapporto Energia e Ambiente 2007 alla presenza di alcuni ministri del Governo tra i quali quello dello Sviluppo Economico Claudio Scajola.
“ il nucleare che vuole il ministro Scajola è una tecnologia di terza generazione che, anche nella versione “evoluta”, non ha risolto i soliti problemi di produzione e smaltimento delle scorie, sicurezza e approvvigionamento di uranio. Sarebbe una vera follia investire oggi immense somme di denaro pubblico su una tecnologia che nasce già vecchia. Il nucleare di quarta generazione infatti è ancora nella fase di sperimentazione e nella migliore delle ipotesi vedrà la luce nel 2030”.
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Le profonde trasformazioni strutturali in atto da tempo nel mondo contemporaneo, hanno reso sempre più stringente la necessità di valutare la sostenibilità dello sviluppo rispetto ad un uso più efficiente delle risorse ed al contenimento dell’impatto sul clima terrestre prodotto dalle attività antropiche. In tale prospettiva, l’attenzione dei governi dei maggiori Paesi industriali si è andata concentrando su azioni di policy caratterizzate da una visione più articolata dei problemi dello sviluppo, coerente con le logiche del cambiamento tecnologico e con la capacità di queste ultime di interpretare i mutamenti più radicali delle dinamiche produttive. La risposta dell’Unione Europea alle nuove sfide in campo, appare oggi orientata a cogliere le opportunità derivanti dall’investimento in nuove tecnologie, con l’obiettivo di far fronte ai vincoli della dipendenza energetica e della sostenibilità ambientale, ma anche di assicurare la necessaria competitività per la crescita dei propri sistemi economici. Sono queste le linee della strategia che i Paesi europei hanno inteso delineare varando, alla fine del 2007, il Set-Plan, in cui le prospettive di sviluppo delle tecnologie energetico-ambientali (rinnovabili, cattura e stoccaggio della CO2, biocombustibili enucleare) sono valutate rispetto a orizzonti temporali opportunamente differenziati e a specifiche valutazioni sulla capacità di risposta dei diversi sistemi industriali.
“Abbiamo ottenuto i pareri favorevoli dalla Commissione nazionale per la valutazione d’impatto ambientale per i progetti di Saluggia e di Trino. Ora però il ministro deve essere sollecito nella firma dei decreti”: l’assessore regionale all’Ambiente, Nicola de Ruggiero, terminata il 17 luglio la riunione del tavolo di trasparenza per la dismissione del parco nucleare piemontese, ha chiesto al Governo, assente anche se puntualmente invitato, di sostenere in modo preferenziale le procedure di decomissioning e messa in sicurezza dei siti che hanno registrato una sensibile accelerazione negli ultimi mesi. “Oggi possiamo dire che stiamo andando avanti in modo spedito - ha aggiunto de Ruggiero - grazie anche al lavoro prezioso, al costante impegno e allo scambio di informazioni che abbiamo attuato all’interno delle nostre riunioni. Registriamo positivamente l’accelerazione dei programmi di Sogin. Inoltre, l’avvio del decomissioning di Bosco Marengo è previsto per i prossimi giorni e si concluderà entro il 2009, per Trino si prevede il termine dello smantellamento e del condizionamento dei rifiuti entro il 2013, tra il marzo 2010 e dicembre 2011 tutto il combustibile presente in Piemonte verrà trasferito in Francia per il suo riprocessamento.
Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha incontrato oggi a Palazzo Chigi il presidente della Commissione dell’Unione Europea, Josè Manuel Durão Barroso. Durante l’incontro si è parlato di tutti i problemi comuni dell’ Europa, ha detto Berlusconi in conferenza stampa, evidenziando la totale sintonia con il Presidente Barroso per la visione delle soluzioni da adottare nel futuro. La priorità, oggi, è l’approvazione del trattato di Lisbona, che va adottato così com’è, questo è fondamentale perché l’Europa possa essere in grado di operare. Inoltre, ha detto il premier, c’è da portare avanti una politica comune della difesa, dell’energia, dell’immigrazione, oltre a superare l’emergenza attuale che è rappresentata dal prezzo del greggio. Berlusconi ha ricordato di aver già espresso sia al G8, sia al Vertice euromediterraneo di Parigi, la necessità di un incontro urgente tra produttori e consumatori di greggio per calmierare i prezzi. Altrimenti, ha aggiunto, l’alternativa sarà quella di fare avanzare a passi veloci un piano per la realizzazione di nuove centrali nucleari e contemporaneamente sviluppare fonti energetiche alternative al combustibile fossile, oltre a cercare di attuare un contenimento nei consumi.
L’economista francese Jean Paul Fitoussi condivide la proposta del ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta di utilizzare le riserve auree sterilizzate delle banche europee come garanzia per finanziare la costruzione di centrali nucleari in Europa. “Ovvio che si possa prendere l’oro della banche”, dice Fitoussi, il quale avanza poi la proposta di “emettere eurobond, cioe’ asset denominati in euro” per finanziare le nuove politiche energetiche europee.
Diversificazioni, nuove infrastrutture ed efficienza energetica sono le tre direttrici sulle quali il Governo intende intervenire a livello energetico. Lo ha dichiarato il ministro per lo Sviluppo economico, Claudio Scajola, in un video messaggio inviato all’assemblea annuale dell’Unione petrolifera. Occorre diversificare - ha detto il Ministro - le aree di approvvigionamento di fonti di energia sviluppando nuove opzioni tecnologiche tra cui fonti rinnovabili, carbone pulito ed energia nucleare. Intendiamo promuovere, come seconda direttrice - ha aggiunto il ministro - la costruzione di infrastrutture ed accelerare l’ammodernamento del sistema energetico nazionale promuovendo la realizzazione di gassificatori e sistemi di stoccaggio per il gas naturale e potenziando le reti di trasporto e di interconnessione con gli altri Paesi. Come terza direttrice - ha concluso Scajola - vogliamo rafforzare i programmi e gli strumenti per l’aumento dell’efficienza negli usi finali dell’energia. Con il Consiglio dei ministri di oggi si avvierà il percorso per varare, entro il 30 giugno 2009, una Strategia energetica nazionale, che sarà sottoposta a pubblica consultazione e dibattito attraverso una Conferenza nazionale sull’energia e l’ambiente. Parte integrante di questa Strategia è il ritorno alla produzione di energia nucleare.
Iride, la società nata dalla fusione delle due ex aziende elettriche municipalizzate AEM e AMGA e controllata dai Comuni di Torino e Genova, sta valutando l’ipotesi di fusione con altre aziende energetiche dell’Emilia Romagna. Si tratta di Enìa (nata dalle ex municipalizzate di Parma, Piacenza e Reggio Emilia) e di Hera (nata dalle ex municipalizzate di Bologna, Modena, Ravenna, Ferrara, Forlì, Imola, Cesena, Rimini). L’argomento è stato discusso oggi a Torino nella seduta congiunta della Prima Commissione consiliare e della conferenza dei Capigruppo del Consiglio comunale, presieduta da Gioacchino Cuntrò. Sono intervenuti il vicesindaco Tom Dealessandri e l’amministratore delegato di Iride, Roberto Garbati. L’audizione dei vertici dell’azienda era stata chiesta dal gruppo consiliare di Alleanza Nazionale, in seguito alle dichiarazioni del sindaco di Parma, Pietro Vignali, che aveva ipotizzato l’ingresso nel mercato della produzione di energia nucleare del nuovo colosso energetico che potrebbe nascere dalla fusione delle tre società.
Legambiente: “D’accordo su rinnovabili e politica fiscale per ambiente ma sulle emissioni Italia ha già beneficiato di sconti e il nucleare non è soluzione salvaclima”.
Possibile che l’Italia sia sempre la cenerentola su tutto? e soprattutto sull’energia solare? Si discute molto, in questi giorni, in merito alla questione dell’utilizzo delle centrali nucleari nel nostro Paese. “Al di là di ogni posizione ideologica, l’utilizzo del nucleare, oltre a sollevare gravi problemi di sicurezza, presenta rilevanti problemi di carattere economico” – sostiene Rosario Trefiletti, Presidente della Federconsumatori. Nell’arco di 6-8 anni, infatti, il costo dell’uranio raggiungerà cifre elevatissime, così come lo smaltimento delle scorie radioattive. Se si vuole parlare di nucleare, il vero futuro sul quale investire, in questo campo, è rappresentato dalla “fusione nucleare” e non dalla “fissione nucleare” dell’uranio. Invece di sprecare tante energie e risorse “cambiando la rotta verso l’atomo”, sarebbe opportuno privilegiare gli investimenti a favore delle fonti alternative di energia. L’energia eolica sta infatti assumendo un carattere sempre più rilevante ed ha registrato, negli ultimi anni, una crescita rapidissima che ha portato l’Europa al ruolo di leader mondiale nello sviluppo di tale fonte energetica.
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