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	<title>Mondocasablog &#187; energia nucleare</title>
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	<description>Il mondo della casa a 360°</description>
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		<title>Efficienza energetica &#8211; l&#8217; abitare intelligente</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Mar 2009 05:15:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Evento nell&#8217;ambito di Casambiente 2009 6-7-8 e 13-14-15 Marzo 2009 Villa Castelbarco Albani Vaprio d’Adda (MI) Una serie di convegni per dare risposte concrete a chi vuole vivere la propria [...]]]></description>
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</script><p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2009/03/2casambiente1.jpg?9d7bd4" alt="Casambiente" class="left" /><strong>Evento nell&#8217;ambito di Casambiente 2009<br />
6-7-8 e 13-14-15 Marzo 2009<br />
Villa Castelbarco Albani<br />
Vaprio d’Adda (MI)</strong><br />
Una serie di convegni per dare risposte concrete a chi vuole vivere la propria casa in armonia con l&#8217; ambiente. Con Casambiente 2009 l&#8217; Ente Fiera del Barco rinnova il suo interesse verso il valore dell&#8217; abitare sostenibile che caratterizza la terza edizione di &#8220;Efficienza Energetica &#8211;  l&#8217; abitare intelligente&#8221;. La mostra dedicata alle energie rinnovabili e alle nuove tecnologie per la casa conferma anche quest&#8217; anno la propria identità di stimolatore di idee. I due padiglioni dedicati alla mostra fungeranno da polo di incontro tra domanda e offerta dove i visitatori potranno toccare con mano prodotti e soluzioni e valutare il parere di esperti qualificati.<br />
<span id="more-4337"></span><br />
Ma quanto è praticabile oggi la strada dell&#8217; abitare eco &#8211; sostenibile? La casa ecologica è davvero alla portata di tutti o è destinata a rimanere una moda per pochi eletti? I visitatori troveranno risposte nell&#8217; area convegni, dove sarà possibile dipanare tutti i dubbi e orientarsi grazie ad interventi mirati, al racconto di casi pratici e al confronto con le Istituzioni del territorio che daranno indicazioni chiare anche sui finanziamenti e le norme che li regolano.   </strong></p>
<p><strong>Il ciclo di convegni, organizzati grazie al supporto istituzionale dell&#8217; ACA (Associazione dei Comuni per l&#8217; Adda), illustrerà in termini concreti quali sono le nuove frontiere e le possibili agevolazioni per l&#8217; edilizia ambientale. Quattro gli incontri previsti che, durante i due fine settimana di apertura della manifestazione, affronteranno il tema dell&#8217; impatto ambientale, spaziando dagli incentivi per l&#8217; architettura ecologica alla controversa questione del ritorno all&#8217; energia nucleare. </strong></p>
<p><strong><strong>CALENDARIO DEI CONVEGNI</strong></strong></p>
<p><strong><strong>Primo convegno<br />
Verso la &#8220;casa verde&#8221;. Tra incentivi e tecnologie, come prepararsi al grande salto.<br />
Sabato 7 marzo &#8211; orario: 15,30 &#8211; 17,30</strong><br />
Nel corso dell&#8217; incontro, saranno illustrati i principali sprechi energetici che si annidano in una casa &#8220;normale&#8221; e verrà presentata una simulazione delle possibilità di risparmio. Prendendo in considerazione le agevolazioni aggiornate al 2009 (detrazione 55%, conto energia, ecc.), si darà una panoramica dei possibili interventi strutturali con riferimento ai tempi d&#8217; ammortamento e ai benefici ambientali.</strong></p>
<p><strong><strong>Secondo convegno<br />
Provincia di Milano e BCC, il buon esempio arriva dalle istituzioni. Finanziamenti, linee guida e regolamenti per il risparmio energetico.<br />
Domenica 8 marzo &#8211; orario: 15,30 &#8211; 17,30</strong><br />
Saranno analizzate le modalità d&#8217; accesso ai finanziamenti per gli interventi d&#8217; efficienza energetica, promossi dalla Provincia di Milano e dalla BCC (Inzago e Treviglio) a favore dei residenti. Inoltre, si darà conto delle politiche ambientali della Provincia che hanno portato ad attivare i prestiti a tasso zero, le linee guide per i Regolamenti Edilizi Comunali e gli sportelli del Consorzio Infoenergia.</strong></p>
<p><strong><strong>Terzo convegno<br />
L&#8217; abitare intelligente: non più moda d&#8217; élite ma realtà per tutti. L&#8217; analisi dei costi e una storia di successo<br />
Sabato 14 marzo &#8211; orario: 15,30 &#8211; 17,30</strong><br />
Verrà smontato il luogo comune per cui le abitazioni sostenibili avrebbero costi più elevati. Partendo dall&#8217; esperienza concreta della Fondazione Housing Sociale e dei suoi edifici a impatto zero, si dimostrerà come le case a di classe energetica elevata non sono necessariamente riservate a una élite economica.</strong></p>
<p><strong><strong>Quarto convegno<br />
Il nucleare conviene e risolve la questione energetica?<br />
Domenica 15 marzo &#8211; orario: 15,30 &#8211; 17,30</strong><br />
Il tema, più che mai attuale, del ritorno all&#8217; energia nucleare sarà affrontato da esperti favorevoli e contrari. Così, anche grazie all&#8217; intervento del pubblico, si cercheranno i punti di contrasto e di unione tra posizioni all&#8217; apparenza inconciliabili, ma motivate dalla stessa urgenza di rinnovamento.</strong></p>
<p><strong><strong>DOVE<br />
Villa Castelbarco Albani<br />
Via per Concesa 4<br />
Vaprio d&#8217;Adda (MI)<br />
Uscita Trezzo sull&#8217; Adda &#8211; Autostrada A4 MI &#8211; BG.<br />
PER INFORMAZIONI<br />
Ente Fiera del Barco<br />
Tel. 02-9096 6953 </strong></strong></p>
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		<title>Enea: giornata di Studio &#8220;Le basi per una discussione pubblica su radiazioni e nucleare, aspetti della formazione e dell&#8217;informazione&#8221;</title>
		<link>http://www.mondocasablog.com/2008/11/04/enea-giornata-di-studio-le-basi-per-una-discussione-pubblica-su-radiazioni-e-nucleare-aspetti-della-formazione-e-dellinformazione/</link>
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		<pubDate>Tue, 04 Nov 2008 14:52:49 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2008/07/atomo.jpg?9d7bd4" alt='atomo'class= "left" />L’informazione pubblica sui diversi aspetti dell’innovazione scientifica e tecnologica viene spesso accusata di essere incompleta, influenzata da interessi di parte e di non rispondere ai valori e alle priorità degli esperti o, in alternativa, ai bisogni e ai timori della popolazione. Nell’ambito della discussione pubblica su rischi e benefici delle radiazioni ionizzanti e dell’energia nucleare, si assiste spesso a una polarizzazione fra due posizioni antitetiche tra chi nega ogni pericolo e chi, al contrario, ne demonizza ogni utilizzo e sviluppo. In assenza di spazi di dialogo e confronto, queste due posizioni tendono ad ignorarsi e screditarsi l’un l’altra. Di fronte a questioni che toccano una molteplicità di aspetti di natura sociale, politica, etica ed economica e che coinvolgono la salute e la sicurezza dei cittadini e la protezione dell’ambiente, risulta spesso difficile formarsi una conoscenza di base sufficientemente ampia su cui poter fondare scelte individuali informate e consapevoli.<br />
<span id="more-3854"></span><br />
La giornata di studio si propone di affrontare con sguardo multidisciplinare le complesse problematiche della formazione e dell’informazione di esperti, insegnanti, cittadini e operatori della comunicazione che possono contribuire a orientare le scelte individuali e la partecipazione pubblica ai processi decisionali in materia di nucleare e radiazioni ionizzanti. La giornata di studio s’inserisce nell’ambito dell’attività del Gruppo di Lavoro AIRP &#8221; La Comunicazione in Radioprotezione&#8221; che ha lo scopo di favorire il dialogo e lo scambio di opinioni fra esperti, decisori, giornalisti e cittadini nell’ambito della protezione dalle radiazioni e di promuovere una cultura del coinvolgimento nei processi decisionali.</p>
<p><a href="http://www.enea.it">www.enea.it</a></p>
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		<title>Legambiente: camera approva delega su energia nucleare</title>
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		<pubDate>Fri, 31 Oct 2008 09:12:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un via libera al nucleare all’insegna della militarizzazione e della monetizzazione del rischio, il peggior via libera possibile per una scelta che guarda al passato”. Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2008/07/atomo.jpg?9d7bd4" alt='atomo'class= "left" />Un via libera al nucleare all’insegna della militarizzazione e della monetizzazione del rischio, il peggior via libera possibile per una scelta che guarda al passato”. Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente commenta così l’approvazione alla Camera della delega sull&#8217;energia nucleare, contenuta nell&#8217;articolo 15 del Ddl Sviluppo. “Il nostro governo &#8211; dichiara Cogliati Dezza &#8211; avoca a sé qualsiasi decisione in materia di nucleare, con la possibilità di superare il parere di Comuni, Province e Regioni, nonché la totale esclusione di qualsiasi forma di informazione e partecipazione dei cittadini”. “Se, 21 anni fa, &#8211; prosegue il presidente di Legambiente &#8211; le nostre centrali sono state chiuse con un referendum popolare, oggi la loro riapertura non prevede nemmeno uno straccio di confronto con il territorio, nessun ‘dibattito pubblico’, come avviene ad esempio in Francia, paese tanto citato da Berlusconi, dove però la legge obbliga a una procedura trasparente di dibattito sui contenuti dei progetti e sugli standard di sicurezza e ambientali, gestita da un organismo indipendente. ”<br />
<span id="more-3842"></span><br />
La delega consente, infatti, che i siti nucleari possano essere dichiarati aree di interesse strategico nazionale, soggette a speciali forme di vigilanza e di protezione. Dà tempo al governo fino al 30 giugno dell’anno prossimo per varare decreti legislativi che fissino i criteri per le discipline della localizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione elettrica nucleare nonché dei sistemi di stoccaggio dei rifiuti radioattivi e del materiale nucleare e per la definizione delle misure compensative da corrispondere alle popolazioni interessate.<br />
“Ma tornare all’atomo &#8211; aggiunge Cogliati Dezza &#8211; sarebbe, comunque, un pericoloso e costosissimo passo indietro: è passato alla Camera un provvedimento sbagliato. La  risposta al cambiamento climatico e al caro petrolio non è il nucleare, che ha costi elevatissimi e non ha ancora risolto i problemi di sicurezza e di smaltimento dei rifiuti radioattivi. La soluzione per l’energia italiana è nello sviluppo delle fonti rinnovabili, di cui il nostro Paese potrebbe sfruttare egregiamente le potenzialità”.</p>
<p><a href="http://www.legambiente.it">www.legambiente.it</a></p>
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		<title>Enel: un ruolo di punta nel rilancio del nucleare</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Oct 2008 08:37:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[A Flamanville, in Francia, sono presenti circa 50 ingegneri specializzati di Enel e 50 specialisti italiani, che stanno attivamente partecipando alla costruzione del reattore di terza generazione, l&#8217;Epr. Secondo l&#8217;AD [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2008/07/atomo.jpg?9d7bd4" alt='atomo' class= "left" />A Flamanville, in Francia, sono presenti circa 50 ingegneri specializzati di Enel e 50 specialisti italiani, che stanno attivamente partecipando alla costruzione del reattore di terza generazione, l&#8217;Epr. Secondo l&#8217;AD Fulvio Conti, l&#8217;azienda possiede le competenze necessarie per rispettare il piano del governo sull&#8217;atomo.  Enel è in grado di rispettare la sfida del governo sul nucleare e la posa della prima pietra entro la fine della legislatura è un risultato possibile. Intervistato nella cittadina normanna di Flamanville dal quotidiano Il Messaggero, l&#8217;AD di Enel, Fulvio Conti, ha pertanto ribadito l&#8217;intenzione dell&#8217;azienda da lui guidata di giocare un ruolo di punta nel rilancio del nucleare. Enel possiede le competenze necessarie per la gestione del piano, e può partecipare alla fase di disegno e di progetto, oltre a gestire gli impianti. In totale sono 150 gli ingegneri nucleari della divisione nucleare dell&#8217;azienda che operano in cinque paesi &#8211; oltre a Francia, Spagna, Slovacchia, Russia e Romania &#8211; dove hanno acquisito il dominio completo sulle tecnologie del reattore. Infatti, Enel sta lavorando con la tecnologia Vvr in Slovacchia, con la tecnologia Epr in Francia, con la tecnologia Westinghouse in Spagna con Endesa e presto forse in Romania con la tecnologia canadese Candu.<br />
<span id="more-3744"></span><br />
A Flamanville si trovano circa 50 di ingegneri specializzati dell&#8217;Enel e 50 specialisti italiani &#8211; saranno 65 nel 2009 &#8211; che stanno attivamente partecipando alla costruzione del reattore francese di terza generazione, l&#8217;Epr. Oltre all&#8217;European Pressurized Reactor (Epr), c&#8217;è anche la tecnologia americana di Westinghouse. Sull&#8217;importante questione delle tecnologie Conti ha commentato che &#8220;l&#8217;Epr è tra le più avanzate, ma la scelta sui reattori dipenderà anche dai siti, dalla disponibilità degli ingeneri. Personalmente sono a favore&#8221;.<br />
La terza generazione avanzata soddisfa infatti i criteri di sicurezza, affidabilità, produttività e costo sulla base dei quali sarà compiuta la scelta della tecnologia da usare nelle centrali italiane. Quando in Italia si passerà alla fase operativa, la tecnologia Epr sarà stata già stata ampiamente sperimentata in Francia e Finlandia.</p>
<p><a href="http://www.enel.it">www.enel.it</a></p>
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		<title>Legambiente: per il clima contro il nucleare</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Oct 2008 10:23:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La mobilitazione nazionale di Legambiente per un sistema energetico pulito, sicuro ed economico. Il governo Berlusconi ha deciso per un ritorno del nucleare nel nostro Paese, con un obiettivo dichiarato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2008/10/clima.JPG' alt='clima' class= "left" />La mobilitazione nazionale di Legambiente per un sistema energetico pulito, sicuro ed economico.  Il governo Berlusconi ha deciso per un ritorno del nucleare nel nostro Paese, con un obiettivo dichiarato di produrre il 25% dell’energia elettrica dall’atomo. Per promuovere questa decisione ha inaugurato da qualche mese una campagna di disinformazione sulle presunte opportunità che questa scelta garantirebbe al nostro Paese. Col nucleare, secondo l’Esecutivo, l’Italia rispetterà l’accordo europeo 20-20-20  per la lotta ai cambiamenti climatici (secondo cui entro il 2020 tutti i Paesi membri devono ridurre del 20% le emissioni di CO2 del 1990, aumentare al 20% il contributo delle rinnovabili al fabbisogno energetico, ridurre del 20% i consumi energetici), ridurrà il costo dell’energia e le importazioni, grazie a delle non meglio identificate centrali di “nuova” generazione, descritte come sicure, pulite e tecnologicamente avanzate.<br />
<span id="more-3703"></span><br />
Legambiente lancia una grande mobilitazione nazionale, fatta di tante iniziative, da organizzare insieme ad una ampia alleanza di sigle associative, ambientaliste e non, con l’obiettivo di rispondere alle bugie del governo e dei nuclearisti, ristabilire la verità sulla dannosità del nucleare e la sua inutilità per il raggiungimento del 20-20-20, alimentare il dibattito a livello territoriale sui due scenari energetici alternativi futuri che devono comprendere (secondo il governo) o meno (secondo noi) la produzione di elettricità dall’atomo.<br />
Se l’Italia decidesse di puntare sul nucleare, causa le ingentissime risorse necessarie per sostenere questa avventura, abbandonerebbe qualsiasi investimento per lo sviluppo delle rinnovabili e per il miglioramento dell’efficienza, che sono invece le soluzioni più immediate ed efficaci per recuperare i ritardi rispetto agli accordi internazionali sulla lotta ai cambiamenti climatici, e rinuncerebbe alla costruzione di quel sistema imprenditoriale innovativo e diffuso in grado di competere sul mercato globale, che ad esempio in Germania occupa ormai 250.000 lavoratori.<br />
Con la nostra mobilitazione non ci limiteremo a spiegare i motivi della nostra opposizione all’atomo, ma rilanceremo la nostra idea di modello energetico, fondato su politiche di efficienza e sviluppo delle rinnovabili e sul gas come fonte fossile di transizione. Senza il quale l’Italia resterebbe fuori da quel percorso di modernizzazione già intrapreso con successo da altri Paesi, come la Germania e la Spagna, che grazie ad una strategia energetica innovativa usciranno nei prossimi anni dall’era nucleare. Perché solo con una seria politica nazionale e locale, che promuova l’innovazione e renda più efficiente e sostenibile il modo con cui produciamo l’elettricità e il calore, si muovono le persone e le merci, consumiamo energia negli edifici e produciamo beni, l’Italia riuscirà a dare il suo vero contributo alla lotta ai cambiamenti climatici, rispettando la scadenza del 2020 dell’accordo comunitario 20-20-20. </p>
<p><a href="http://www.legambiente.it">www.legambiente.it</a></p>
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		<title>Legambiente: “Con l’atomo nessuna indipendenza ma solo costi che pagheranno gli italiani come per Alitalia”</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Sep 2008 14:55:21 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2008/08/nucleare.jpg?9d7bd4" alt='nucleare' class= "left" />“Per stare al passo con l’Europa il governo dovrebbe pensare agli obiettivi di riduzione delle emissioni previsti per il 2020, da raggiungere con l’aumento dell’efficienza energetica, lo sviluppo delle fonti rinnovabili e modalità più sostenibili di trasporto per merci e persone. Solo così rispetteremo il target europeo del 20-20-20 e potremo ridurre la bolletta energetica del Paese e i consumi di petrolio, visto che con il nucleare si produce solo elettricità”. Così il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza, commenta le dichiarazioni sul programma nucleare rilasciate dal Ministro Claudio Scajola, in occasione della conferenza organizzativa della Uil. “E’ vero che paghiamo l’energia elettrica molto più degli altri paesi europei – prosegue Cogliati Dezza &#8211; ma, come ricordano sia il Mit di Boston che il Dipartimento per l’energia statunitense, produrla con il nucleare sarebbe ancora meno conveniente. E i costi poi, come nel caso Alitalia, peserebbero solo sulle tasche dei contribuenti”.<br />
<span id="more-3542"></span><br />
E a proposito della minore dipendenza dall’estero il presidente di Legambiente incalza: “Saremmo curiosi di sapere dal Ministro dove sono le nostre miniere di uranio, senza il quale le centrali di terza generazione che il governo intende costruire non possono funzionare” e conclude: “Non sappiamo poi a quali Paesi europei si riferisca Scajola quando dice che in molti stanno puntando sul nucleare. Gli ricordo che Germania e Spagna hanno delineato una strategia di uscita dall’atomo grazie a quel sistema energetico sostenibile di cui anche l’Italia dovrebbe dotarsi”.</p>
<p><a href="http://www.legambiente.it">www.legambiente.it</a></p>
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		<title>Legambiente: l’Europarlamento boccia il nucleare e spinge sulle rinnovabili</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Sep 2008 12:40:52 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2008/07/106_politiche_art.jpg?9d7bd4" alt='l’Europarlamento boccia il nucleare'class="left" /> &#8220;L’atomo non è la soluzione contro l’effetto serra: lo dice anche la Commissione industria. Il nostro governo se ne faccia una ragione&#8221;. La Commissione industria dell’Europarlamento boccia il nucleare come strumento di contrasto al mutamento climatico e spinge, invece, sulle rinnovabili. “E’ un passo importante nella giusta direzione – commenta il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza -. L’atomo non è la soluzione contro l’effetto serra e a dirlo oggi non sono gli ambientalisti ma la Commissione industria del Parlamento europeo, che con il voto odierno migliora, inoltre, sensibilmente la direttiva sulle rinnovabili proposta dalla Commissione europea”. Due i punti salienti introdotti in materia di rinnovabili: una maggiore flessibilità del mercato dei certificati verdi che tutela le politiche nazionali di sostegno alle rinnovabili e l’innalzamento al 45% dell’obiettivo di riduzione delle emissioni di CO2 per i biocarburanti. “E’ giunto il momento che anche il nostro governo prenda atto che il nucleare non è la soluzione al conseguimento degli obiettivi di Kyoto” conclude Vittorio Cogliati Dezza.</p>
<p><a href="http://www.legambiente.it">www.legambiente.it</a></p>
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		<title>Puglia e nucleare: Losappio su energia nucleare e decisioni del Governo nazionale</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Sep 2008 08:46:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dichiarazione dell’assessore all’Ecologia, Michele Losappio: “La decisione del Governo Nazionale di procedere verso il nucleare sta producendo atti e fatti amministrativi che definiscono un percorso fin troppo celere. Con un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2008/07/atomo.jpg?9d7bd4" alt='Puglia e nucleare' class= "left" />Dichiarazione dell’assessore all’Ecologia, Michele Losappio: “La decisione del Governo Nazionale di procedere verso il nucleare sta producendo atti e fatti amministrativi che definiscono un percorso fin troppo celere. Con un decreto del 2008 è stato infatti costituito un gruppo di lavoro ministeriale che si appresta a relazionare alla Conferenza Stato-Regioni non solo su una infrastruttura finalizzata al parco tecnologico di impianti e laboratori di ricerca, ma anche e soprattutto su ipotesi e procedure per la scelta di un sito nazionale di stoccaggio delle scorie radioattive. Quattro anni dopo Scanzano Ionico torna dunque la proposta di un deposito unico delle scorie finalizzato alle nuove centrali nucleari di Berlusconi e a chissà cos’altro. Nel documento predisposto dal Gruppo si prevede l’ipotesi della costituzione di un’Agenzia Nazionale cui spetterà di “provvedere allo svolgimento delle attività dirette alla scelta del sito ed alla realizzazione del Deposito Nazionale dei materiali radioattivi” e si precisa che nel caso “di un insuccesso nella ricerca del sito con la metodologia partecipativa e consensuale (mancanza di interesse da parte delle Amministrazioni)” è “delineata una procedura alternativa”.<br />
<span id="more-3449"></span><br />
Questa “procedura alternativa” al consenso delle Regioni non è indicata ma è facile comprendere che essa porterà ad affidare allo Stato ed al Governo ogni scelta, anche quelle che possono coinvolgere un territorio che non ha intenzione di accogliere il nucleare. Si sta dunque prefigurando uno scenario in cui il Governo potrà indicare il sito della centrale e quello del deposito nazionale delle scorie oltre e contro la volontà delle Regioni. Anche per questo la Regione torna a chiedere al Ministro Fitto, in considerazione del surplus di produzione energetica della Puglia che è oggi dell’88% e nella consapevolezza di star adempiendo ai compiti di solidarietà nazionale verso il Nord ben di più di quanto il federalismo di Calderoli prevede ed impone a danno del Mezzogiorno, un atto formale o quanto meno una sua dichiarazione che dia alla Puglia la garanzia di non essere coinvolta negli insediamenti nucleari” </p>
<p><a href="http://www.regione.puglia.it ">www.regione.puglia.it </a></p>
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		<title>Enel: energia nucleare sempre piu accettata</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Aug 2008 14:02:54 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In sensibile crescita il consenso verso il nucleare in Europa secondo un recente sondaggio Eurobarometro. Soprattutto in Italia, ove la percentuale tra favorevoli e contrari è ormai la stessa. Cresce [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2008/08/nucleare.jpg?9d7bd4" alt='nucleare' class= "left" />In sensibile crescita il consenso verso il nucleare in Europa secondo un recente sondaggio Eurobarometro. Soprattutto in Italia, ove la percentuale tra favorevoli e contrari è ormai la stessa.  Cresce il sostegno all’energia nucleare in Europa. Secondo il sondaggio reso noto da Eurobarometro lo scorso mese di giugno la percentuale tra favorevoli (44%) e contrari (45%) all’utilizzo del nucleare per la produzione di energia elettrica è ormai praticamente la stessa (gli indecisi sono circa l’11%). Ma con trend nettamente orientato verso i sostenitori. Un precedente sondaggio di Eurobarometro del 2005, infatti, registrava una percentuale del 54% contraria al nucleare, contro il 37 % a favore (indecisi 8%). Da segnalare, inoltre, che il sostegno all’energia nucleare è più forte nei Paesi che già utilizzano tale fonte di energia. Probabile indicazione, questa, che l’opposizione nei Paesi che non hanno centrali in esercizio è spesso di tipo ideologico, basata cioè su opinioni non confrontate con la realtà dei fatti. Per quanto riguarda il nostro Paese, il sondaggio rileva che la percentuale dei cittadini favorevoli al nucleare è balzata dal 30% del 2005 al 43% attuale, mentre quelli “contrari” sono scesi dal 55% al 45% (gli indecisi hanno seguito l’identico andamento europeo, salendo dall’8 al 11%). Rispetto al medesimo sondaggio di tre anni fa – osserva Eurobarometro &#8211; sono proprio gli italiani che hanno fatto registrare il maggior incremento a favore, cosa tanto più significativa in quanto in Italia non ci sono centrali elettronucleari in servizio, ma sono invece molto attivi i movimenti di opposizione.<br />
<span id="more-3402"></span><br />
Nel complesso dell’Unione i “favorevoli” sono aumentati di 7 punti percentuali, raggiungendo il 44%, mentre i contrari sono diminuiti di 10 punti, al 45%. Benché il reale livello di conoscenze sia fortemente condizionato dalla maggiore o minore vicinanza di impianti in esercizio, e siano ben 15 i Paesi UE che utilizzano l’energia nucleare, secondo Eurobarometro le conoscenze degli europei sulla tecnologia nucleare sono comunque limitate, in particolare sugli aspetti relativi alla sicurezza e alla gestione dei rifiuti. La grande maggioranza dei cittadini, ad esempio, non fa distinzione tra le diverse tipologie di rifiuti nucleari, ed è convinta che tutti i rifiuti, senza eccezione, siano “pericolosissimi”.</p>
<p>A fronte di questa relativa “ignoranza” (o forse proprio per questo) sono proprio gli aspetti della sicurezza e della gestione dei rifiuti quelli considerati fondamentali dagli oppositori. Quasi il 40% dei contrari afferma che sarebbe disposto a cambiare opinione se esistesse una soluzione definitiva e sicura per la gestione dei rifiuti radioattivi. Mentre la maggioranza (sempre del gruppo degli oppositori) ritiene che sia necessario opporsi a tale tecnologia proprio perché è convinta che non esista una soluzione accettabile per i rifiuti. Non solo, gli europei riconoscono che l’energia nucleare ha numerosi aspetti positivi. La grande maggioranza ammette che il ricorso al nucleare è vantaggioso perché permette di diversificare positivamente le fonti di energia (64%), riduce la dipendenza dagli idrocarburi (63%) e consente di lottare efficacemente contro l’effetto serra (62%). Sugli aspetti favorevoli predomina, tuttavia, la percezione dei rischi, connessi in particolare alle scorie prodotte dai reattori e, in misura minore, ai timori dei possibili effetti sulla salute e sull’ambiente di eventuali fughe radioattive.<br />
In conclusione appare evidente come negli ultimi anni sia cresciuta una attitudine positiva nei confronti dell’energia nucleare. È sempre più sentita l’esigenza di una maggiore informazione imparziale, come pure di poter partecipare direttamente ai processi decisionali, ad esempio riguardanti la localizzazione e la tipologia dei depositi finali dei rifiuti.</p>
<p><a href="http://www.enel.it">www.enel.it<a href="http://www.enel.it"></a></p>
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		<title>Legambiente: &#8220;sì ad efficienza energetica e rinnovabili, no al nucleare”</title>
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		<pubDate>Thu, 31 Jul 2008 09:36:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Basta con i soldi dei cittadini destinati al nucleare voluto dal Governo Berlusconi. I pochi soldi pubblici per la ricerca italiana in campo energetico vengano investiti solo in efficienza e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2008/07/106_politiche_art.jpg?9d7bd4" alt='nucleare' class= "left" />Basta con i soldi dei cittadini destinati al nucleare voluto dal Governo Berlusconi. I pochi soldi pubblici per la ricerca italiana in campo energetico vengano investiti solo in efficienza e rinnovabili, promuovendo l’unica innovazione tecnologica in grado di far traguardare al nostro Paese l’obiettivo europeo di riduzione del 30% delle emissioni di CO2 entro il 2020”. Lo chiede Legambiente che oggi ha organizzato un sit-in davanti alla sede Enea dove è in corso la presentazione del Rapporto Energia e Ambiente 2007 alla presenza di alcuni ministri del Governo tra i quali quello dello Sviluppo Economico Claudio Scajola.<br />
“ il nucleare che vuole il ministro Scajola è una tecnologia di terza generazione che, anche nella versione “evoluta”, non ha risolto i soliti problemi di produzione e smaltimento delle scorie, sicurezza e approvvigionamento di uranio. Sarebbe una vera follia investire oggi immense somme di denaro pubblico su una tecnologia che nasce già vecchia. Il nucleare di quarta generazione infatti è ancora nella fase di sperimentazione e nella migliore delle ipotesi vedrà la luce nel 2030”.<br />
<span id="more-3340"></span><br />
Il nucleare tanto caro al Governo, secondo Legambiente, non serve poi per recuperare i ritardi rispetto agli accordi internazionali sulla riduzione delle emissioni di gas serra in atmosfera, anche perché produce solo energia elettrica che corrisponde ad un 15% circa degli usi finali di energia, mentre il restante 85% è relativo al consumo energetico dei trasporti, industria e produzione di calore. Il contributo del nucleare alla riduzione dei gas serra, insomma, è pressoché trascurabile.<br />
“Per l’Italia puntare sul nucleare equivarrebbe ad abbandonare qualsiasi prospettiva di riduzione delle emissioni di CO2 – spiega il responsabile scientifico di Legambiente &#8211; e se il nostro Paese decidesse di realizzare alcune centrali nucleari, direbbe addio agli obiettivi di diffusione di fonti rinnovabili, efficienza energetica ed innovazione tecnologica, perché i due investimenti sono alternativi”.</p>
<p>Il rischio per l’Italia, secondo Legambiente, è quello di uscire da uno scenario comunitario che al 2020 prevede il 30% di riduzione delle emissioni di CO2, il 20% di produzione energetica da rinnovabili e il 20% di miglioramento dell’efficienza energetica. Ed è un rischio molto concreto perché nella migliore delle ipotesi la prima centrale entrerebbe in funzione tra almeno 10 anni.</p>
<p>“E poi – aggiunge Ciafani &#8211; finiamola con la storia che il nucleare serve all’Italia per ridurre la bolletta energetica e la dipendenza del Paese dall’estero. Stiamo parlando di una tecnologia che nel mondo è in declino proprio per i costi eccessivi dovuti allo smaltimento delle scorie e allo smantellamento delle centrali, come sostenuto da autorevoli istituti di ricerca internazionali come il Mit di Boston o lo stesso Dipartimento dell’energia statunitense. A meno che non sia lo Stato che, con una evidente forzatura delle regole di mercato, copra i costi della chiusura del ciclo. Ma allora dov’è la convenienza di tutta questa operazione? Il Governo abbia il coraggio di dire la verità agli italiani: sta candidando l’Italia a promuovere un programma arretrato e insicuro di centrali di terza generazione, sulla cui tenuta economica dovrà garantire comunque lo Stato, con buona pace degli obblighi previsti dai trattati internazionali contro i cambiamenti climatici e con un salasso non indifferente per la collettività costretta a pagare le multe salate previste dall’accordo europeo 30-20-20, vincolante per tutti gli Stati membri.</p>
<p>Parlare di nucleare in Italia &#8211;  conclude Ciafani &#8211; fa perdere tempo ad un Paese come il nostro che ne ha già perso troppo a proposito di riduzione delle emissioni di gas serra. La strada da seguire è molto più semplice e più desiderabile. E’ quella fondata soprattutto sull’efficienza energetica e sullo sviluppo delle fonti rinnovabili, una soluzione più immediata, sostenibile e addirittura più economica”.</p>
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