L’euribor torna ai livelli di 19 mesi fa
L’euribor a tre mesi, quello con il quale vengono indicizzati i mutui per l’acquisto degli immobili, è sceso per la prima volta sotto la soglia del 4% dopo 19 mesi.
Dopo i tagli della banca centrale europea ai tassi bce di ottobre e novembre, cala a ritmo più lento l’indice euribor e i benefici si fanno sentire sulle rate di quanti hanno contratto un mutuo con “sconti” tra 64 e 77 euro/mese. un’elaborazione mutuionline condotta a novembre su un prestito da 100mila euro con euribor 360 a 3 mesi + 1% di spread mostra rate in calo da 865 a 801 euro per un mutuo di durata 15 anni, di 739 a 671 euro per un mutuo di durata 20 anni e da 625 a 548 euro per un mutuo di durata 30 anni. Sono i primi effetti del calo dei tassi, altri effetti positivi dipenderanno dall’andamento dell’euribor

Urge intervenire anche con strumenti normativi. La crisi economica dilaga in campo internazionale e nel nostro Paese ed il Governo pensa illusoriamente di arginarla con un irrisorio rilancio dei consumi attraverso le “Social Card” per le famiglie più in difficoltà! Ben altre sono le misure da prendere per aiutare concretamente le famiglie e l’economia italiana, Adusbef e Federconsumatori lo ripetono ormai da mesi:
Fino ad oggi il credito erogato dal sistema bancario italiano alle famiglie e alle imprese, pur in rallentamento, ha continuato a crescere. E’ quanto emerge dalla riunione - che si è tenuta oggi presso il ministero dell’Economia e delle finanze - del “Comitato per la salvaguardia della stabilità finanziaria”. Il Comitato si è riunito per esaminare gli sviluppi più recenti delle tensioni sui mercati finanziari internazionali e nazionali. Oltre al Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giulio Tremonti, che ha presieduto la riunione, erano presenti il Governatore della Banca d’Italia Mario Draghi, il Direttore generale del tesoro Vittorio Grilli, il Presidente della Consob Lamberto Cardia, il Presidente dell’Isvap Giancarlo Giannini. Nel corso della riunione sono state esaminate le analisi condotte dalle Autorità di supervisione e vigilanza alla luce degli effetti degli interventi coordinati di metà ottobre. Tali analisi indicano la solidità del sistema bancario italiano nel suo complesso grazie al prudente modello di operatività adottato dagli intermediari e alla minore leva finanziaria.
Inaccettabile la speculazione sul tasso euribor fissato arbitrariamente. cartello bancario al 4,91% con differenziale di 1,16 punti quando 2005- 2007 il differenziale tassi bce euribor era 0.2%. Mancato taglio euribor pesa su mutuo 58 euro al mese, 696 euro medi anno. Se la Bce dovesse tagliare di almeno mezzo punto il tasso di riferimento,nella riunione del 6 novembre p.v. portandolo al 3,25%, sarebbe un sollievo per i prenditori del credito, a patto che la sforbiciata si trasferisca,immediatamente, simmetricamente e con analoga velocità di quando vengono aumentati i tassi, sui prestiti bancari e soprattutto su 3,2 milioni di famiglie indebitate a tasso variabile, un esercito di mutuatari che non riescono più a pagare le rate cresciute del 50-60% dal dicembre 2005. Il timore è che il cartello bancario europeo, che manovra i tassi euribor peggio dei petrolieri, lepri o tartarughe nell’adeguare i prezzi delle benzine con il teorema della doppia velocità nell’abbassare o aumentare i prezzi secondo le proprie convenienze, mentre trasferisce immediatamente allo sportello le manovre di aumento della Bce, dimentica di registrare le diminuzioni, con movimenti impercettibile, come è dimostrato dal tasso euribor a tre mesi, sceso oggi al 4,91% dal 4,92, con un differenziale di ben 1,16 punti rispetto al tasso di riferimento (3,75%), quando nel triennio 2005-2007 è stato in media di uno 0,20 per cento.
Federconsumatori ed Adusbef, nel ribadire il grave ritardo con cui è giunto il taglio del tasso di sconto da parte della BCE, ritengono che il Presidente Trichet non si debba limitare ad abbassare ulteriormente il tasso, ma debba aumentarne la velocità di discesa, alla luce della scelta, clamorosamente sbagliata, di alzare il tasso al 4,25% nel luglio scorso, poiché riteniamo ancora del tutto insufficiente l’attuale soglia fissata a 3,75%. In seguito a tale manovra sul tasso di sconto si sta comunque verificando, come previsto, un progressivo calo del tasso interbancario Euribor, che oggi ha raggiunto quota 4,69% a un mese e 5% a tre mesi. Sono questi i parametri fondamentali che determinano l’andamento delle rate dei mutui a tasso variabile. “A tale proposito – sostengono Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti – vogliamo ricordare che ogni contratto di mutuo a tasso variabile contiene una clausola che prevede un adeguamento automatico della rata, proporzionale al rialzo o all’abbassamento del tasso Euribor.” Non è necessario, pertanto, che gli intestatari di mutui a tasso variabile richiedano alla propria banca la diminuzione della rata, questa deve avvenire da sé, in maniera del tutto automatica.
Euribor vola a 5,277% ma il mercato scommette sul taglio Bce. Nell’Eurozona liquidita’ abbondante sulle scadenze a vista dell’interbancario, un risultato delle continue trasfusioni di liquidita’ decise dalla Bce. Il tasso overnight viaggia a 3,71% rispetto al Refi della Bce che e’ al 4,25%. Tutt’altra musica sulle scadenze piu’ lunghe del mercato monetario. L’Euribor a una settimana viaggia al 4,76%, il mese a 5,05%, il tre mesi a 5,277%. Per il mese e tre mesi si tratta di picchi record, che testimoniano l’avversione al rischio sui prestiti oltre l’orizzonte temporale delle 24 ore. Inevitabili nuovi rincari sulle rate dei mutui. Ma il mercato vede comunque un taglio dei tassi della Bce per giovedi’. Almeno e’ questa la scommessa registrata del tasso Eonia/Swap, uno dei migliori previsori della politica monetaria dell’Eurotower. L’Eonia/Swap a una settimana vale il 3,83%, cioe lo 0,42 in meno in meno del tasso ufficiale della Bce (4,25%).
Mentre continuano ad aumentare le bollette di luce e gas, le rate dei mutui sono alle stelle per effetto dell’Euribor arrivato al 5,24%, il pane e la pasta rincarano del 10%, le polizze rc auto ed i costi dei servizi bancari aumentano del 4,7% e le famiglie ricevono richieste di aumento della Tarsu dai propri Comuni da un + 20 ad un + 30%, e la crisi dei mutui fa crollare le borse, l’Istat fa il miracolo di ridurre il carovita di settembre dello 0,3%, che passa così dal 4,1 al 3,8 per cento (nell’Europa dei 15 scende al 3,6 dal 3,8%).
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