Convegno Fiaip. Piano casa e mercato immobiliare
Quali sono i nuovi strumenti per il rilancio del mercato immobiliare in Italia? Cosa dovrebbero fare i membri di governo e le forze parlamentari per sostenere un settore i cui segni di recessione si stanno abbattendo su migliaia di posti di lavoro nel real estate? Come si può supportare oggi chi vuole comprare casa e realizzare il “sogno di una vita”? Per affrontare il tema, l’intergruppo parlamentare sul mercato immobiliare (OPMI) presieduto dall’On. Maurizio Lupi (Vicepresidente della Camera dei Deputati), composto da oltre 100 tra deputati e senatori, promuove il prossimo 11 novembre a Roma allo Spazio Etoile, un primo convegno nazionale con il supporto di Fiaip e il contributo scientifico di Tecnoborsa che intende analizzare e approfondire tramite un confronto con membri di governo e d’opposizione, rappresentanti di associazioni di categoria e del mondo bancario, lo scenario davvero complicato che si prospetta nel settore immobiliare e rilanciare nuove proposte legislative condivise.
Nel corso del Convegno verranno presentati, a cura dell’Ufficio Studi Fiaip, i dati relativi al mercato immobiliare urbano 2008 – Osservatorio Immobiliare Urbano Fiaip e saranno illustrate le previsioni per il primo semestre 2009. Il Professore Ignazio Drudi, direttore del Dipartimento di Statistica dell’Università di Bologna illustrerà le metodologie di rilevazione dell’Osservatorio Fiaip, mentre Luciano Passuti, dell’Ufficio Studi Fiaip, l’andamento del mercato immobiliare 2008 e le previsioni per il 2009.
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Nel corso del suo intervento, Berlusconi si è detto orgoglioso del “nostro Paese” che annovera ben il 72% delle opere d’arte catalogate in Europa e il 50% di quelle catalogate in tutto il mondo. Il Premier si è poi soffermato sulle due principali riforme in cantiere: il federalismo fiscale, il cui provvedimento è stato approvato in via preliminare dal Consiglio dei ministri dell’11 settembre scorso, e la riforma della giustizia che deve essere un servizio che lo Stato rende al cittadino. Il federalismo fiscale, ha dichiarato Berlusconi, non è una minaccia per i cittadini del Sud ma sarà, anzi fonte di crescita duratura. Non ci sarà - ha tenuto a precisare il Presidente del Consiglio - nessuna riedizione di tasse già abolite. “Prendo l’impegno – ha affermato Berlusconi – che l’Ici sulla prima casa non venga reintrodotta con altro nome o in altra forma”. Il federalismo non è, infatti, la via per sostituire la pressione fiscale centralista con una locale. Berlusconi ha infine aggiunto “federalismo vuol dire coniugare l’onere delle tasse con l’onore di una spesa responsabile in modo tale che si possa chiaramente definire chi fa cosa e chi è responsabile. Non solo deve ridurre i costi dello Stato e degli enti locali, ma deve consentire ai cittadini di conoscere chiaramente cosa si fa con le proprie tasse”.
“Quando venne introdotta l’esenzione IRPEF per l’abitazione diretta, l’effetto fu la dilatazione delle aliquote ICI e la riduzione dal 25 al 15 % (per le persone fisiche) delle spese forfettarie deducibili, nonché l’abolizione delle stesse per le persone giuridiche. Insomma, a colmare il vuoto di gettito creato da quella esenzione furon chiamati i proprietari degli immobili in locazione, che continuarono a pagare l’ IRPEF e l’IRES. Non vorremmo che oggi si parlasse tanto di accorpamento di tutte le imposte immobiliari e di riforma della fiscalità immobiliare in chiave federalistica, per avere l’occasione di recuperare definitivamente, a carico dei contribuenti rimasti a pagare l’ICI (locatori, in genere, e proprietari di immobili ad uso diverso dall’abitativo), il vuoto di oltre 3 miliardi all’anno, creato dall’esenzione da questa imposta, prevista a favore delle abitazioni principali in proprietà”
Commentando la sentenza del TAR del Lazio che, in merito al Dpcm del 14 giugno 2007, ferma il trasferimento delle funzioni catastali ai Comuni, il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici dichiara:« Essa rappresenta un passo molto importante sulla strada di un equo federalismo fiscale. Infatti, trasferendo ai comuni la funzione catastale relativa alla fissazione degli estimi, e quindi lasciando che gli stessi potessero determinare in concreto la base imponibile dell’ICI ( l’unica imposta in cui si sostanziano l’autonomia e la capacita’ impositive comunali ) si correva un rischio molto serio: quello cioe’ che i comuni tendessero a realizzare un federalismo fiscale distorto nel quale il prelievo locale - ICI - potesse crescere a dismisura senza una corrispettiva ed equivalente riduzione della pressione fiscale erariale.
Ici e federalismo fiscale, riforme istituzionali, sicurezza, investimenti pubblici e welfare i quattro punti dell’agenda
(regioni.it) “I Comuni non devono subire effetti negativi dalla riduzione dell’Ici sulla prima casa” Questo in estrema sintesi il commento del presidente dell’Anci, Leonardo Domenici alla fine dell’incontro con una rappresentanza della neo maggioranza guidata da Giulio Tremonti. “Inoltre abbiamo chiesto che il federalismo fiscale sia una priroità”. L’incontro e’ stato anche l’occasione per ritornare sulle misure adottate con le leggi Finanziarie degli anni precedenti in materia di Ici che hanno provocato effetti negativi, non ancora risolti, sui bilanci dei Comuni.
Risoluzione n. 5/Dpf del 18 ottobre 2007.
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