Umbria: presentato il piano gestione rifiuti
Riduzione della quantità dei rifiuti prodotti, incremento della percentuale di raccolta differenziata, superamento della centralità delle discariche con la conseguente chiusura del ciclo dei rifiuti, anche attraverso il raggiungimento dell’autosufficienza impiantistica. Sono i punti fondamentali del nuovo Piano regionale di gestione dei rifiuti della Regione Umbria, presentato oggi a Perugia, all’Auditorium Santa Cecilia, nel corso del primo dei quattro incontri territoriali organizzati nell’ambito degli “ATO” umbri dall’assessorato regionale all’Ambiente per illustrare ed approfondire i contenuti del documento. Oltre all’assessore regionale all’ambiente Lamberto Bottini, sono intervenuti il sindaco del Comune di Perugia, Renato Locchi, il presidente di “ATO2” e vicesindaco di Perugia, Nilo Arcudi. “Il nuovo Piano regionale dei rifiuti preadottato dalla Giunta regionale – ha detto l’assessore - garantirà all’Umbria una gestione che la allontanerà da situazioni di emergenza, assicurandone l’autosufficienza e la qualità ambientale in linea con la direttiva europea ancora in fase di approvazione.
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La garanzia di finanziamento da parte delle banche per far partire i lavori del termovalorizzatore del Gerbido a settembre, un grande parco che contornerà l’area e riqualificherà la zona, la localizzazione definitiva del secondo termovalorizzatore che verrà decisa in settimana: sono alcune delle “certezze” annunciate oggi dal Presidente della Provincia di Torino Antonio Saitta al termine della consueta riunione di Giunta e in occasione della firma del protocollo di intesa per l’organizzazione del conferimento dei rifiuti al Gerbido. “Nessuna regione italiana è riuscita ad ottenere i nostri risultati” ha detto Saitta “In soli tre anni, dal 2005 a oggi, abbiamo progettato il piano provinciale dei rifiuti, localizzato la sede dei termovalorizzatori, progettato in via definitiva quello del Gerbido, trovato i finanziamenti, assegnato l’appalto e avviato i lavori”. Il protocollo d’intesa siglato questa mattina fra la Provincia di Torino, l’Associazione d’ambito torinese per il governo dei rifiuti (Ato-r) e i Consorzi: Acea, Cados, Ccs, Consorzio di bacino 16, Consorzio di bacino 18, ha come obiettivo regolare gli obblighi e le modalità di conferimento dei rifiuti nel termovalorizzatore e impegna i consorzi a entrare a far parte della compagine sociale di TRM, a seguire le indicazioni del’Autorità d’ambito per i rifiuti in merito ai flussi di conferimento e a rispettare la programmazione del piano provincale di gestione dei rifiuti. “Grazie a quest’atto burocratico abbiamo la garanzia che le banche erogheranno il finanziamento di 360 milioni che servono per il Gerbido” ha ripreso Saitta “ed è opportuno ricordare che non c’è finanziamento pubblico per quest’opera, Trm la pagherà con il funzionamento del termovalorizzatore”.
La Sardegna è al sesto posto della classifica nazionale dei Comuni “più ricicloni” d’Italia del 2007, l’iniziativa ideata da Legambiente. Sono 31 i comuni sardi che hanno abbondantemente superato la soglia del 40% di raccolta differenziata di rifiuti urbani sul totale. Nella classifica dei comuni sopra i 10mila abitanti al sesto e settimo posto ci sono le due città sarde: Guspini (Medio Campidano) 52% di raccolta differenziata e Villacidro (Medio Campidano) con il 58%. Su 1.081 Comuni più ricicloni d’Italia, la Sardegna occupa il sesto posto nella classifica nazionale con 31 comuni che hanno abbondantemente superato la soglia del 40% di raccolta differenziata di rifiuti urbani sul totale. Questi i numeri del riconoscimento annuale “Comuni Ricicloni”, iniziativa ideata da Legambiente, che ha consentito di assegnare questa mattina a Roma, diversi premi ai Comuni sardi con le migliori performance sul fronte gestione rifiuti nel corso dell’anno 2007, alla presenza dell’Assessore Regionale della Difesa dell’Ambiente, Cicito Morittu. “Nella edizione 2008, ancora una volta la Regione Sardegna è stato un vero e proprio caso di studio nazionale per l’eccellenza dei risultati raggiunti - dichiarato l’Assessore Morittu…
L’Italia deve ridurre drasticamente la produzione di rifiuti e il loro conferimento in discarica. Il commento sul Rapporto Rifiuti Apat 2007
Il Codacons ha annunciato un ricorso al Tar del Lazio per chiedere l’annullamento dell’ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3638 del 31.12.2007, pubblicata sulla Gazzetta ufficiale n.5 del 7.1.2008, con la quale si attribuiscono al Presidente della regione Campania la bellezza di 115.600.000 euro per interventi atti a contrastare l’emergenza rifiuti e il conseguente inquinamento di alcune aree.
Dopo le denunce sulla questione rifiuti in Campania presentate dal CODACONS già in data 11 marzo 2004 alle Procure della Repubblica presso il tribunale di Napoli, Salerno, Avellino e Nocera Inferiore, è arrivato il momento della costituzione di parte civile. In data odierna, presso il Tribunale di Napoli, VII Sez., dinanzi al Giudice dell’udienza preliminare Dott. Piscopo, l’Avv. Matteo Marchetti, munito di procura speciale, si è costituito per il CODACONS Campania.
Il governatore spara numeri da Guinness dei Primati:325 impianti di compostaggio farebbero impallidire il virtuoso Veneto che ne ha solo 15. Peccato che oggi sull’Isola ce ne sia solo 1.
Il presidente Marrazzo ha presentato ieri ai presidenti delle cinque province del Lazio e ai loro rappresentanti il piano emergenziale per i rifiuti. Alla riunione hanno preso parte Enrico Gasbarra, presidente della Provincia di Roma, Francesco Scalia, presidente della provincia di Frosinone, e gli assessori all’Ambiente delle altre amministrazioni provinciali assieme all’assessore all’ambiente Filiberto Zaratti e al Sub-commissario ai rifiuti Stefano La Porta.
Il Premio è assegnato all’azione più innovativa realizzata nel campo dell’efficienza e energie rinnovabili, della mobilità sostenibile, della gestione dei rifiuti e riciclo, dei consumi sostenibili e gestione ambientale.
Ci sono casi in cui definire rifiuti i rifiuti può sembrare un paradosso. Esistono infatti realtà, tra aziende private, amministrazioni locali o consorzi di Comuni, in cui l’immondizia si trasforma in oro, o quantomeno in euro. Dove il business dei rifiuti, per una volta, è un business pulito e non ha nulla a che fare con i traffici illegali dell’ecomafia. Dove si è compreso che si tratta di una risorsa economica, che la raccolta differenziata non è una fissazione degli ambientalisti, bensì il punto di partenza fondamentale su cui impostare un ciclo dei rifiuti conveniente sia sotto il profilo ambientale che sotto quello economico. Legambiente li ha raccolti in occasione del lancio nazionale della XIV edizione di Puliamo il Mondo, l’annuale iniziativa di volontariato ambientale che raduna dal 28 al 30 settembre centinaia di migliaia di cittadini per liberare strade, piazze, fiumi, parchi e spiagge dall’immondizia abbandonata.
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