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	<title>Mondocasablog &#187; istat</title>
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		<title>Federconsumatori: mutui e bollette in rialzo</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Oct 2008 08:44:08 +0000</pubDate>
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</script><p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2008/07/strumentale.jpg?9d7bd4" alt='mutui bollette' class= "left" />Mentre continuano ad aumentare le bollette di luce e gas, le rate dei mutui sono alle stelle per effetto dell’Euribor arrivato al 5,24%, il pane e la pasta rincarano del 10%, le polizze rc auto ed i costi dei servizi bancari aumentano del 4,7% e le famiglie  ricevono richieste di aumento della Tarsu dai propri Comuni da un + 20 ad un + 30%, e la crisi dei mutui fa crollare le borse,  l’Istat fa il miracolo di ridurre il carovita di settembre dello 0,3%, che passa così dal 4,1 al 3,8 per cento (nell’Europa dei 15 scende al 3,6 dal 3,8%).<br />
Questo dato è in netto contrasto con quanto rilevato dal Price Monitor di Repubblica, condotto da Ipr marketing, che rileva una inflazione percepita su un campione rappresentativo di intervistati a due cifre, che comprende anche i mutui (certamente illusoria per la statistica ufficiale!)  A differenza dell&#8217;Istat, che non include le spese per i mutui nella rilevazione dell&#8217;inflazione, l&#8217;Ipr considera anche le rate dell&#8217;acquisto della casa, che nella percezione dei consumatori a settembre sono aumentate su base annua dell&#8217;11,6 per cento, il 4,8 per cento in più rispetto al trimestre precedente (si tratta dell&#8217;aumento congiunturale maggiore). Infatti, il 57 per cento degli intervistati ritiene che la propria situazione economica sia peggiorata negli ultimi 12 mesi, il 2 per cento in più rispetto a luglio. E il 43 per cento ritiene che non migliorerà nei prossimi 12 mesi, mentre il 41 ritiene che peggiorerà. Questi dati non fanno che confermare le denunce che Adusbef e Federconsumatori portano avanti da tempo, segnalando la profonda crisi in cui versa il potere di acquisto delle famiglie italiane.<br />
<span id="more-3647"></span><br />
E mentre la ricerca Ipr conferma una erosione dei risparmi ed un ricorso ai debiti, con la quota di coloro che riescono a risparmiare una piccola parte del reddito che scende dal 23 al 22 per cento, e quella di coloro che dichiarano di utilizzare anche i risparmi per far fronte a tutte le spese che sale dal 20% di luglio al 25 per cento, e la quota di coloro che fanno debiti a causa dell&#8217;inflazione che  sale dall&#8217;8 all&#8217;11 per cento, l’Istat sforna statistiche tranquillizzanti a misura dei governi.<br />
  Adusbef e Federconsumatori tornano a chiedere al Governo un bonus fiscale di 1.500 euro, sui redditi sotto i 20.000 euro ed un piano serio, diverso dalla convenzione Abi-Ministero dell’ Economia vero e proprio regalo alle banche, per restituire potere di acquisto alle famiglie italiane. Fondamentale,  inoltre è che si vada verso una riduzione del tasso di sconto da parte della BCE di almeno un punto percentuale. Tale manovra darà finalmente sollievo alle famiglie, sia a quelle che hanno contratto dei debiti, ma, soprattutto, a quelle 3 milioni e 200 mila famiglie che hanno contratto mutui a tasso variabile, la cui situazione si è aggravata pesantemente in questi giorni anche a causa della corsa dell’Euribor, alla luce della quale gli aumenti delle rate, a partire dal 2005, hanno raggiunto 2640€ annui!<br />
Si tratta di un provvedimento essenziale anche per rilanciare le imprese italiane ed europee e per risollevare le sorti della nostra economia, avviando una ripresa del mercato e del potere di acquisto delle famiglie.</p>
<p><a href="http://www.federconsumatori.it">www.federconsumatori.it</a></p>
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		<title>Potere di acquisto 2002 &#8211; 2007</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Feb 2008 08:48:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[PREZZI E TARIFFE: IN 6 ANNI (DAL 2002 al 2007) RINCARI PER 7.635 EURO PER OGNI FAMIGLIA. “RAPINATI” 137,4 MILIARDI DI EURO AI PERCETTORI REDDITO FISSO. DELLA POPOLAZIONE, CHE HANNO [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2007/12/bonus_incapienti.jpg?9d7bd4" alt='Potere di acquisto 2002 - 2007' class="left"/>PREZZI E TARIFFE: IN 6 ANNI (DAL 2002 al 2007) RINCARI PER 7.635 EURO PER OGNI FAMIGLIA. “RAPINATI”  137,4 MILIARDI DI EURO AI PERCETTORI REDDITO FISSO. DELLA POPOLAZIONE, CHE HANNO SUBITO UNA STANGATA DI 7.635 EURO DAL 2002 CON IL PRETESTO DELL’EURO.</p>
<p>E’ da sei anni che le nostre associazioni denunciano quello che oggi è sotto gli occhi di tutti,le famiglie italiane, colpite da sei anni di rincari, da ritocchi e ritocchini, non riescono più ad arrivare alla fine del mese.</p>
<p>Le accuse di una speculazione selvaggia e di dati Istat taroccati,avanzate dal 2002 da Adusbef e  Federconsumatori, hanno trovato conferma sia nella più autorevole ultima ricerca di Bankitalia: “Tra il 2000 e il 2006 i redditi delle famiglie (con capofamiglia dipendente) sono rimasti in termini reali sostanzialmente stabili, con un incremento dello 0,3% (media tra due periodi, 2000-2004 e il 2004-2006. Vale a dire, nel periodo 2004-2006 i redditi di queste famiglie hanno mostrato un incremento pari al 4,3% e tale miglior andamento &#8220;compensa soltanto in parte la riduzione osservata fra il 2000 e il 2004, mentre le famiglie dei lavoratori autonomi, hanno avuto incrementi del 13,1%”. E sia nella stessa “confessione” di ieri da parte dell’ ISTAT.<br />
<span id="more-1551"></span><br />
Avevamo addirittura chiesto, affermano Elio Lannutti e Rosario Trefiletti già allora una commissione che indagasse su cosa fosse avvenuto nel 2002 durante il cambio lira-euro per cui in presenza di un aumento incredibile dei prezzi soprattutto dei beni di largo consumo veniva registrato addirittura un calo del tasso di inflazione dal 2,7 al 2,5 mentre dai nostri osservatori e dai nostri calcoli (peraltro suffragati da altri autorevoli centri economici) il tasso medio avrebbe dovuto collocarsi al 5,6% e quello relativo ai prodotti di largo consumo all’8,9%.</p>
<p>Infatti, secondo i dati di Adusbef e Federconsumatori, questi i rincari annui dal 2002 al 2007 per le famiglie dei lavoratori dipendenti:</p>
<p>RINCARI 2002                          1.870 Euro</p>
<p>RINCARI 2003                          1.420 Euro</p>
<p>RINCARI 2004                          1.330 Euro</p>
<p>RINCARI 2005                             970 Euro</p>
<p>RINCARI 2006                          1.050 Euro</p>
<p>RINCARI 2007                             995 Euro</p>
<p>TOTALE RINCARI                  7.635 Euro</p>
<p>Diciotto milioni di famiglie di lavoratori dipendenti hanno subito, quindi, una “rapina”,soprattutto con il pretesto dell’euro e l’effetto trascinamento,dal 2002 al 2007, di 137,4 miliardi in tutti i settori della vita produttiva, dai generi di largo consumo a quelli di prima necessità, dai servizi bancari a quelli assicurativi,dalla benzina al gas, dai trasporti pubblici alle tariffe ferroviarie, ai rifiuti solidi urbani,per non parlare dei muti a tasso indicizzato a carico del 91 per cento dei richiedenti, ossia 3,2 milioni di famiglie.</p>
<p>Adusbef e Federconsumatori ritengono di avere diritto alle scuse da parte di quanti hanno deriso e banalizzato le nostre denunce che venivano quotidianamente pubblicizzate anche attraverso iniziative e manifestazioni quali “gli scioperi della spesa”, ma ne faremmo volentieri a meno di queste scuse, se almeno si decidesse in questa fase, vista l’emergenza in cui versano le famiglie, di realizzare alcune soluzioni in direzione del potere di acquisto dei redditi fissi, a partire dalla più importante e necessaria.</p>
<p>Infatti anziché utilizzare nella campagna elettorale la reciproca colpa dei disastri realizzati  dal  2002 in avanti e che ci trasciniamo come un fardello insopportabile, si faccia un gesto di vera e propria buona volontà per tentare una riappacificazione con le famiglie. Si vada subito in Parlamento e si decidano senza tentennamenti di sorta norme, anche di carattere fiscale, che ridiano potere di acquisto alle famiglie che vivono di reddito fisso quali lavoratori e pensionati.</p>
<p>VIA | <a href="http://www.federconsumatori.it" target="_blank">Federconsumatori</a></p>
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		<title>Casa: sulla spesa mensile delle famiglie italiane incide per il 26%</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Feb 2008 10:54:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Federconsumatori. Se tutto quanto aumenta, rendendo difficile il “vivere” della nostra società, per quanto riguarda la casa siamo ad una vera e propria emergenza. Riportiamo di seguito i dati dell’osservatorio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2007/09/soldi.jpg?9d7bd4" alt='Casa: sulla spesa mensile delle famiglie italiane incide per il 26%' class="left"/>Federconsumatori. Se tutto quanto aumenta, rendendo difficile il “vivere” della nostra società, per quanto riguarda la casa siamo ad una vera e propria emergenza.</p>
<p>Riportiamo di seguito i dati dell’osservatorio che abbiamo già reso pubblici ed i nuovi calcoli, più articolati e specifici, su quanto incide la casa sulla spesa mensile delle famiglie italiane.<br />
<span id="more-1527"></span><br />
Calcoli già pubblicati (Previsione casa 2008)</p>
<p>Acquisto<br />
Per l’acquisto di un appartamento di 85 mq nel 2007, in una zona semicentrale di una grande area urbana, si è passati da 15 anni di stipendio necessari nel 2002 a circa 20 anni nel 2007.</p>
<p>Affitto<br />
I costi per l’affitto di un appartamento,sono aumentati dal 2001 ad oggi del 82%.</p>
<p>Nuovi calcoli dell’Osservatorio sulla casa<br />
Dati di partenza:</p>
<p>23 milioni di famiglie nel paese</p>
<p>18 milioni famiglie con case in proprietà di cui 3 milioni e mezzo con mutuo sia variabile che fisso</p>
<p>5 milioni di famiglie in affitto.</p>
<p>- Il calcolo è su un appartamento di 85 metri quadrati in zona semi centrale di grandi città;</p>
<p>- Per costi di mantenimento si intendono le varie bollette dei servizi come acqua, luce, gas, ecc. ICI e manutenzione ordinaria e straordinaria.</p>
<p>·   14 milioni e 500 mila famiglie pagano per il mantenimento della casa 420 euro al mese;</p>
<p>·   3 milioni e mezzo di famiglie pagano 420 euro più 618 euro di rata media del mutuo;</p>
<p>·   5 milioni di famiglie 370 al mese per il mantenimento della casa più 1100 per l’affitto.</p>
<p>Tale analisi porta a una spesa media sull’intero universo famigliare di 720 euro mensili che, se rapportato alla spesa media mensile del dato ISTAT (circa 2500 euro), è pari al 26% della spesa stessa.</p>
<p>Se invece viene rapportato al quel 50% di famiglie che hanno redditi pari a 1900 euro, il costo della casa incide per il 37%.</p>
<p>È pur vero che tale indagine si riferisce ad un popolazione residente nelle grandi città e quindi con costi medi più elevati, pur tuttavia questo approfondimento dimostra quanto uno dei pesi del paniere che l’ISTAT utilizza per la casa, pari al 9,3%, sia fortemente lontano dalla realtà.</p>
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		<title>Lazio. L’acqua del rubinetto: molte luci e qualche ombra</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Feb 2008 13:59:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; on line la nuova inchiesta del portale consumatore Bere acqua in bottiglia? In molte città laziali è solo questione di gusto. Perché l’acqua che scorre dai rubinetti è spesso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2007/08/rubinetto.jpg?9d7bd4" alt='L’acqua del rubinetto del Lazio: molte luci e qualche ombra' class="left"/><strong>E&#8217; on line la nuova inchiesta del portale consumatore</strong></p>
<p>Bere acqua in bottiglia? In molte città laziali è solo questione di gusto. Perché l’acqua che scorre dai rubinetti è spesso di buona o addirittura di ottima qualità. Lo dimostra l&#8217;inchiesta del Portale consumatore da oggi on line.</p>
<p>Secondo i dati raccolti direttamente dalle aziende che gestiscono i servizi idrici della regione, infatti, l&#8217;acqua di Roma, Latina, e Rieti non ha nulla da invidiare all&#8217;acqua in bottiglia. Molte luci, insomma, anche se qualche ombra continua a turbare i sonni dei consumatori. Tra queste il continuo superamento dei valori di legge previsti per l’arsenico nell’Alto Lazio, dove solo il ricorso a continue deroghe permette di far rientrare le acque nella legalità.<br />
<span id="more-1493"></span><br />
In definitiva, comunque una notizia confortante per molti residenti in regione, che magari servirà a farli risparmiare. Secondo gli ultimi dati Istat, l’82,9% dei consumatori di Roma e dintorni beve acqua in bottiglia e il 63% ne beve più di mezzo litro al giorno. Un comportamento che si discosta di poco rispetto al dato nazionale che vede i fan della minerale attestarsi all’87%, con il 72% che ne consuma più di mezzo litro al giorno. Numeri da primato mondiale, testimoniati da un totale da brividi: 11.250 milioni di litri di acqua confezionata venduti in un anno.</p>
<p>Una scelta pagata a caro prezzo visto che acquistare una minerale, al posto dell&#8217;acqua del rubinetto, equivale a una spesa mensile di circa 20 euro per un totale di 240 euro all&#8217;anno. E pensare che per la stessa acqua di rubinetto si sborserebbero meno di 24 centesimi.</p>
<p>Gusti a parte, si può fare un confronto qualità tra rubinetto e minerale? L&#8217;inchiesta ha esaminato 7 parametri chimici di base che classificano i livelli di eccellenza dell’acqua distribuita dall’acquedotto. Dai dati raccolti risulta che l&#8217;acqua distribuita dalla rete idrica a Latina, Roma e Rieti ha tutte le carte in regola per essere bevuta e conquista (o sfiora) il livello ottimale: la classe I. Un valore superlativo perché corrisponde al massimo voto possibile in tutti e 7 i parametri chimici esaminati secondo quanto stabilisce il decreto legislativo n° 31/200 .</p>
<p>Ecco alcune anticipazioni. Il caso più eclatante riguarda l&#8217;acqua di Latina, più precisamente quella che viene immessa in rete dal serbatoio di Carano Giannottola e che serve una parte della città. È questa fonte, infatti, a meritare la palma di qualità. Tutti i valori corrispondono alla soglia ideale delle componenti chimiche. Un risultato eccezionale se si tiene conto che il metodo adottato nella classificazione delle acque potabili segue una regola molto severa: il giudizio globale di un&#8217;acqua è dato dalla classe peggiore tra quelle rilevate per ciascun singolo parametro.</p>
<p>E Roma? La Capitale conferma quanto di buono si pensa comunemente dei suoi acquedotti e smentisce, invece, la convinzione diffusa di avere un’acqua troppo ricca di sali. Con 390 milligrammi di residuo fisso in un litro d’acqua, infatti, rientra appieno nella categoria delle oligominerali.</p>
<p>Per maggiori informazioni: <a href="http://www.portaleconsumatore.it/consumatore/" target="_blank">Portale Consumatore</a></p>
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		<title>Redditi: ISTAT, il 14,6% delle famiglie non arriva a fine mese</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Jan 2008 13:52:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In base ai dati Istat sulla distribuzione del reddito e sulle condizioni di vita in Italia per gli anni 2005-2006, il 14,6% delle famiglie italiane dichiara di arrivare con molta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In base ai dati Istat sulla distribuzione del reddito e sulle condizioni di vita in Italia per gli anni 2005-2006, il 14,6% delle famiglie italiane dichiara di arrivare con molta difficoltà alla fine del mese. Un dato preoccupante – afferma il Codacons – che sicuramente si è aggravato nel corso del 2007, anno nel quale si sono registrati rincari e stangate record che hanno impoverito ulteriormente le famiglie italiane, e che rischia di crescere ancora nel 2008 se non si fermerà l’escalation dei prezzi e delle tariffe, e la corsa dei carburanti e dei mutui.<br />
<span id="more-1373"></span><br />
“Le famiglie che riscontrano difficoltà nell’arrivare alla fine del mese, potrebbero raggiungere quota 20-25% a fine 2008, se non saranno presi seri provvedimenti per salvaguardare il potere d’acquisto dei cittadini – afferma il <strong>Presidente Codacons, Carlo Rienzi</strong> – L’unica soluzione possibile dare un sostegno concreto ai i bilanci familiari è un taglio drastico dei prezzi e delle tariffe di almeno il 10%, poiché proprio i continui rincari dei prezzi e delle tariffe hanno determinato un inesorabile e progressivo impoverimento dei cittadini”.</p>
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