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	<title>Mondocasablog &#187; Mercato immobiliare</title>
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	<description>Il mondo della casa a 360°</description>
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		<title>Cinquant&#8217;anni fa morì Luigi Einaudi, un maestro di libertà</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Oct 2011 22:00:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Luigi Einaudi morì cinquant&#8217;anni fa, il 30 ottobre 1961, a Roma. Ricoverato da qualche giorno in clinica per una broncopolmonite, sua moglie donna Ida capì che lo avrebbe irrimediabilmente perso [...]]]></description>
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</script><p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2011/10/Cinquantanni-fa-morì-Luigi-Einaudi-un-maestro-di-libertà.jpg?9d7bd4" alt="" title="Cinquant&#039;anni fa morì Luigi Einaudi un maestro di libertà" width="298" height="200" class="left" /><strong><em>Luigi Einaudi morì cinquant&#8217;anni fa, il 30 ottobre 1961, a Roma. Ricoverato da qualche giorno in clinica per una broncopolmonite, sua moglie donna Ida capì che lo avrebbe irrimediabilmente perso quando s&#8217;accorse che non aveva più voglia di leggere.</em></strong><br />
<strong>Einaudi, in effetti, fu un maestro che fino all&#8217;ultimo &#8211; già superati, quindi, gli 87 anni &#8211; volle imparare. La sua curiosità era insaziabile. Per lui, l&#8217;essenziale era leggere sempre qualcosa di diverso da quanto già ci interessa. È il concetto che, dopo avermelo scritto in una lettera, mi aveva ripetuto quando &#8211; tre mesi prima della sua scomparsa &#8211; avevo avuto (poco più che ventenne) l&#8217;insperata fortuna di poterlo andare a trovare a Villa San Giacomo, in quel di Dogliani. E in questo concetto c&#8217;è gran parte dell&#8217;&#8221;uomo&#8221; Einaudi.</strong><br />
<span id="more-21353"></span><br />
La curiosità era anche per Einaudi uno strumento di miglioramento, era anche per lui un mezzo d&#8217;ascendere continuo verso uno stato di completa autonomia. Un mezzo, insomma, di &#8220;liberazione&#8221;.<br />
Il fine primo ed ultimo per il quale egli visse, lavorò ed insegnò, fu infatti, sempre, uno ed uno solo: la libertà. Una libertà non elargita dall&#8217;alto, ma conquistata dall&#8217;uomo con senso di responsabilità, con la coerenza, col lavoro; ma proprio per questo, e solo per questo, libertà vera, piena. <strong>L&#8217;uomo di Einaudi è un uomo che soffre, che all&#8217;egoismo contrappone la cooperazione, all&#8217;intolleranza la libertà.</strong><br />
Il suo tipo ideale di società, quello in cui egli vedeva pienamente tutelata l&#8217;esigenza fondamentale della libertà, Einaudi lo delineò magistralmente nelle<strong> &#8220;Lezioni di politica sociale&#8221;</strong>. Si fonda sulla libera economia di mercato, integrata da altri istituti che correggano ed eliminino disuguaglianze iniziali e terminali che sono il presupposto e il risultato della libertà di azione degli individui.<em> L&#8217;economia di concorrenza</em><strong> (scrisse esplicitamente Einaudi in un articolo pubblicato il 2 aprile 1948 sul &#8220;Corriere della Sera&#8221;)</strong> <em>è la macchina che produce ai minimi costi; si tratta di indurla a produrre quei beni che siano giudicati dai più come gli ottimi per la collettività.</em><br />
<em>&#8220;La via per raggiungere lo scopo</em> &#8211; <strong>egli scrisse</strong> &#8211; <em>è segnata da gran tempo. L&#8217;imposta in genere, se adoperata entro i limiti posti dall&#8217;esperienza allo scopo di non distruggere l&#8217;incentivo a produrre ed a migliorare, è strumento efficace a togliere gli alti papaveri ed a ridurre gli altissimi redditi a misure più modeste. Vi sono paesi come la Svizzera, e l&#8217;Inghilterra -<strong> aggiunse Einaudi</strong> &#8211; nei quali, con aliquote meno bestialmente alte di quelle vigenti in Italia ma osservate, le grandi fortune vanno diradandosi in modo siffatto da destare preoccupazioni rispetto alla possibilità di dare incentivo al nuovo risparmio”. </em><br />
<strong>Quella  che  Einaudi   chiama,  appunto nelle  sue  &#8220;Lezioni&#8221;, l&#8221;uguaglianza nei punti di partenza&#8221;</strong>, è una concezione ardita, che pone in termini di libertà il problema sociale più rilevante (la distribuzione della ricchezza) e dà al liberalismo un contenuto coerente attraverso una concezione di <strong>uno Stato liberale &#8220;tutt&#8217;altro che inerte spettatore degli accidenti naturali e delle contese umane&#8221;</strong>.<br />
Da quel grande economista che era, <strong>Einaudi propugnava l&#8217;economia di mercato</strong> sottolineando i vantaggi che essa sola è capace di apportare a tutti i cittadini indistintamente, sfruttando risorse ed iniziative di tutti per l&#8217;aumento della produzione e, quindi, del reddito collettivo ed individuale; ma questo non era neppure il motivo fondamentale che faceva schierare Einaudi tra i fautori del sistema di concorrenza.<br />
La sua critica allo statalismo e al socialismo (definito, già all&#8217;inizio del secolo, &#8220;una predicazione vecchissima e frusta&#8221;) partiva da questa osservazione di carattere economico, ma si risolse nell&#8217;affermazione d&#8217;un principio che costituisce una grande conquista del pensiero moderno: essere, cioè, la libertà economica premessa e condizione essenziale della libertà politica. Senza la libertà economica si va inesorabilmente alla schiavitù.<br />
È la nota dottrina dell&#8217;esistenza di un &#8220;punto critico&#8221; nell&#8217;interventismo statale, al di là del quale una società degenera e decade &#8211; più o meno coscientemente, comunque di fatto &#8211; nell&#8217;abolizione della libertà. <em>&#8220;Guai allo Stato</em> &#8211; <strong>scrisse Einaudi</strong> &#8211; <em>nel quale la possibilità di occupazione e le maniere di vivere di troppi o di tutti i cittadini dipendono da un unico signore!&#8221;.</em><br />
La società cui pensava Einaudi non è una accolita di fannulloni: <em>&#8220;Abbiamo bisogno di uomini intelligenti ed abili cresciuti in un ambiente di libertà, e non di infingardi che tutto aspettano dal favore dei pubblici poteri&#8221;</em>, <strong>scrisse una volta; e un&#8217;altra:</strong> <em>&#8220;L&#8217;uomo liberale vuole che la società nella quale egli vive, sia varia, ricca di forze indipendenti le une dalle altre, in cui industriali e lavoratori, leghe padronali e leghe operaie liberamente discutano, si affrontino e lottino. Egli ama la lotta ed ha in abominio l&#8217;ubbidienza ad un solo capo. La lotta è vita, il conformismo è morte&#8221;.</em><br />
<strong>Così pensava Einaudi, ed il suo insegnamento torna alla mente oggi, in un periodo di sbandamento &#8211; ideologico, politico, economico e soprattutto morale &#8211; quale l&#8217;Italia contemporanea non ha mai conosciuto e che è gran parte delle crisi di valori senza precedenti, che tutti ci preoccupa. </strong><br />
<strong><em>Corrado Sforza Fogliani</em></strong></p>
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		<title>Intervista ad Andrea Polo, Direttore Comunicazione di Gruppo Immobiliare.it</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Oct 2011 22:10:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Una news nel mondo immobiliare: Immobiliare.it sceglie MY PR come advisor per le media relations. MY PR è il nuovo advisor per le media relations del Gruppo Immobiliare.it, il network [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2011/10/Intervista-ad-Andrea-Polo-Direttore1.jpg?9d7bd4" alt="" title="Intervista ad Andrea Polo Direttore" width="150" height="226" class="left" /><strong><em>Una news nel mondo immobiliare: Immobiliare.it sceglie MY PR come advisor per le media relations.</em></strong><br />
<strong>MY PR è il nuovo advisor per le media relations del Gruppo Immobiliare.it, il network di portali immobiliari più utilizzato in Italia con oltre 3 milioni di annunci attivi ogni giorno, che offre servizi ad hoc per chi vuole acquistare o affittare casa e locali commerciali, ma anche soluzioni per le vacanze o semplicemente una stanza, anche in condivisione.</strong><br />
<span id="more-21338"></span><br />
A seguito di una fase di approfondimento sulle caratteristiche e l’approccio dell’agenzia, MY PR affiancherà la direzione comunicazione del Gruppo Immobiliare.it nelle attività di ufficio stampa e media relations. Mondocasablog ha intervistato il Dott. Andrea Polo e il Dott. Giorgio Cattaneo, Presidente di MY PR per maggiori chiarimenti<br />
<strong>Dottor Polo, come mai questa scelta? Si tratta di una nuova strategia operativa del Gruppo?</strong><br />
<em>“Abbiamo riconosciuto in MY PR lo stile di comunicazione che sentiamo più vicino a noi”</em>,<strong> ha risposto Andrea Polo, Direttore Comunicazione di Gruppo Immobiliare.it</strong> <em>“e per questo motivo sceglierli come nostri partner è stato immediato e siamo certi che la nostra collaborazione porterà entrambi a raggiungere traguardi importanti”.</em><br />
<img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2011/10/Giorgio-Cattaneo-Presidente-MY-PR.jpg?9d7bd4" alt="" title="Giorgio Cattaneo Presidente MY PR" width="150" height="226" class="left" /><strong>Dottor Cattaneo, Lei si è assunto un grande impegno perché conosce bene la capacità strategica del Gruppo. Ne apprezziamo anche noi le ottime capacità di comunicazione, ma gradiremmo la sua diretta opinione.</strong><br />
<em>“È motivo di soddisfazione poter lavorare al fianco di un cliente che ha un approccio di comunicazione ben delineato su tutti i mezzi ma con un dna fortemente digital </em>– <strong>risponde Giorgio Cattaneo, Presidente di MY PR</strong> – <em>questa azienda e il suo team di comunicazione è capace di dosare creatività e funzionalità con grande acume strategico non a caso ha ottenuto molti award nazionali e internazionali come ad esempio il Premio Assorel, o l’European Excellence Awards. A valle delle grandi competenze tecnologiche che caratterizzano l’azienda, per ottenere share of voice e una forte riconoscibilità di marca sul web e sui social media proseguiremo nel produrre contenuti capaci di determinare passaparola e interesse mediatico”.</em></p>
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		<title>Rapporto Nomisma 2011, La Business Intelligence nella Pubblica Amministrazione</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Oct 2011 22:00:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Realizzato da Nomisma grazie al contributo di Iconsulting e al patrocinio di DigitPa. La Business Intelligence rappresenta l’insieme delle metodologie e tecnologie informatiche utili a valorizzare l’immenso patrimonio informativo a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2011/10/Rapporto-Nomisma-2011-La-Business-Intelligence-Pubblica-Amministrazione.jpg?9d7bd4" alt="" title="Rapporto Nomisma 2011 La Business Intelligence Pubblica Amministrazione" width="200" height="284" class="left" /><strong><em>Realizzato da Nomisma grazie al contributo di Iconsulting e al patrocinio di DigitPa.</em></strong><br />
<strong>La Business Intelligence rappresenta l’insieme delle metodologie e tecnologie informatiche utili a valorizzare l’immenso patrimonio informativo a disposizione di ogni impresa ed ente locale, attraverso la trasformazione dei dati grezzi, contenuti nei sistemi informativi gestionali, in informazioni a supporto dei processi decisionali. </strong><br />
<span id="more-21323"></span><br />
Questo secondo Rapporto intende delimitare il campo dell’applicazione di tali strumenti alla Pubblica Amministrazione in Italia e restituire le connessioni precipue tra la specifica cultura dell’ambiente pubblico, il valore metodologico degli strumenti di Business Intelligence e l’auspicabile valorizzazione dell’ingente patrimonio informativo pubblico.<br />
<strong>Sbaglia chi crede che oggi non ci sia<br />
una dotazione informatica sufficiente<br />
nella Pubblica Amministrazione…</strong><br />
La Pubblica Amministrazione Centrale e gli enti pubblici (in particolare gli enti previdenziali) hanno investito nel corso degli ultimi dieci anni, in media, non meno di 2 miliardi di euro all’anno nel proseguimento e nello sviluppo dell’informatica pubblica, sia come traino delle direttrici innovative sia come regolazione degli standard tecnici e organizzativi di tutta la Pubblica Amministrazione.<br />
Stando alle stime Eu Klems-Eurostat, la formazione (lorda) di capitale del settore pubblico (comprendente le amministrazioni pubbliche e il comparto dell’assicurazione sociale obbligatoria) in attività collegate alle tecnologie della comunicazione e dell’informazione (TCI, o ICT utilizzando il corrispettivo acronimo inglese) è cresciuta di un fattore moltiplicativo pari a 15 tra il 1990 e il 2007, a fronte di un’evoluzione sostanzialmente stagnante degli impieghi in beni capitale diversi dalle ICT.<br />
Tra le varie tipologie di <strong>investimento </strong>nelle nuove tecnologie, la parte del leone è stata svolta dagli acquisti di hardware: gli investimenti in computer sono aumentati di 50 volte tra il 1990 e il 2007, distanziando nettamente quelli in attrezzature per la <strong>comunicazione </strong>(pur incrementatisi in misura apprezzabile, +180%) e gli acquisti di software (+55%).<br />
Questi ultimi avrebbero avuto un rallentamento proprio nei recenti anni, quando la dinamica si sarebbe quasi fermata dopo gli investimenti effettuati nel decennio precedente (+0,2% all’anno tra il 2000 e il 2007, contro il +4,5% all’anno sperimentato tra il 1990 e il 2000).<br />
Ne esce in definitiva un quadro di uno sforzo di ammodernamento tecnologico significativo, influenzato probabilmente anche dai bassi livelli di partenza, concentrato soprattutto sulle strutture hardware e con una progressiva decelerazione, nel più recente periodo, sulla componente software.<br />
<strong>… il salto da fare non è nell’hardware o software,<br />
ma nell’intelligence attraverso cui rendere<br />
i dati pubblici fruibili e intellegibili </strong><br />
La stima della spesa informatica complessiva è ottenuta sommando la spesa esterna (per l’acquisizione di beni e servizi) ai costi interni (rappresentati dal solo personale ICT). I costi interni, che nel 2010 costituiscono il 21,9% della spesa informatica complessiva (27,3% nelle amministrazioni centrali e 10,3% negli enti), diminuiscono dello 0,8% rispetto al 2009 (in valore assoluto circa 3,7 milioni di euro).<br />
La spesa esterna, che rappresenta il restante 78,1% della spesa informatica complessiva (72,7% nelle amministrazioni centrali e 89,7 negli enti), si riduce dell’1,9% rispetto a quella del 2009 (in valore assoluto circa 32,2 milioni di euro). Assistiamo, cioè, ad una leggera contrazione sulle stime di spesa e ad un sostanziale mantenimento dei costi interni.<br />
Questo dato non solo è confortante ma, nello scenario attuale, appare come una solida dimostrazione dell’interesse e della centralità delle spese per beni e servizi del settore ICT.<br />
<strong>Dalla produzione di dati grezzi<br />
alla generazione di informazioni intelligenti</strong><br />
Le principali banche dati su cui si stanno concentrando le azioni, centrali o locali, centralizzate o federate, a favore di una maggiore disponibilità e di una migliore interoperabilità, sono quelle riferite alle anagrafi della popolazione, alle basi territoriali, al catasto e alla fiscalità. Complessivamente, ad oggi, sono da mettere a sistema circa 1.400 basi di dati pubbliche, differenti non tanto per contenuto o per piattaforma software quanto per “pulizia” del dato, per costruzione dello schema logico che sottende alla fruizione dei dati, forse anche per ambizione della singola amministrazione.<br />
La massa di informazioni contenute nelle circa 1.400 basi di dati pubbliche non solo è in crescita ma soprattutto ha raggiunto dimensioni notevolissime (circa mezzo milione di gigabyte). Non sorprende il numero assoluto, quanto l’incremento del 7% tra il 2009 e il 2010, al netto delle inevitabili pulizie di informazioni ridondanti o inesatte.<br />
<strong>Prospettive future e mercato potenziale<br />
della business intelligence<br />
nel settore pubblico</strong><br />
Se il quadro richiamato in estrema sintesi delinea una condizione di avvio di nuove linee di approccio agli investimenti in ICT, la conseguenza necessaria è la grande attenzione, nell’ambito dei pacchetti applicativi, ai prodotti e servizi legati alla <strong>business intelligence. </strong><br />
Sono questi che sempre più guidano l’evoluzione dei sistemi informativi pubblici, anche se nella maggior parte dei casi lo fanno “partendo dal basso”, scavando dentro ai grandi programmi di modernizzazione dei sistemi agli spazi su cui innestare i percorsi di gestione intelligente delle informazioni interne.<br />
Il mercato potenziale dei prodotti e dei servizi della business intelligence nella Pubblica Amministrazione è certamente molto vasto, tuttavia può essere stimato in non meno di 300-350 milioni di euro per i prossimi tre anni.<br />
Tuttavia, non bastano le risorse in assenza di una strategia, di una logica di mercato aperta nei dati, nei formati, nella leggibilità delle informazioni.<br />
<strong>*Estratto dal volume &#8216;La BI in Italia: vincoli e opportunità nella pubblica amministrazione&#8217; pubblicato da NOMISMA<br />
Si ringrazia Marco Marcatili, ricercatore di Nomisma</strong></p>
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		<title>Clausola di salvaguardia, a rischio molte norme sulla casa</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Oct 2011 22:00:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Indispensabile procedere al più presto all’individuazione dei regimi di esenzione, esclusione e favore fiscale che si sovrappongono alle prestazioni assistenziali. Così si esprimono Appc, Asppi, Confedilizia e Unioncasa – le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2011/10/Clausola-di-salvaguardia-a-rischio-molte-norme-sulla-casa.jpg?9d7bd4" alt="" title="Clausola di salvaguardia a rischio molte norme sulla casa" width="295" height="200" class="left" /><strong><em>Indispensabile procedere al più presto all’individuazione dei regimi di esenzione, esclusione e favore fiscale che si sovrappongono alle prestazioni assistenziali. </em></strong><br />
<strong>Così si esprimono Appc, Asppi, Confedilizia e Unioncasa – le organizzazioni che rappresentano il mondo immobiliare, nelle sue componenti tanto dei piccoli proprietari di casa come degli investitori istituzionali – guardano con crescente preoccupazione alla eventualità che in assenza dei previsti provvedimenti in materia fiscale ed assistenziale, scatti un forte inasprimento della fiscalità sugli immobili, a partire dal 2012, attraverso il taglio lineare ed indiscriminato di svariate possibilità di detrazione o deduzione relative alla casa.</strong><br />
<span id="more-21312"></span><br />
Come noto, infatti, la <strong>“clausola di salvaguardia” </strong>contenuta nella manovra di luglio, come modificata dalla manovra di agosto, prevede la riduzione – del 5% a partire dal 2012 e del 20% a partire dal 2013 – di tutti i 483 regimi “agevolativi” previsti dalla tabella allegata alla manovra di luglio, a meno che entro il 30 settembre 2012 non siano adottati <em>“provvedimenti legislativi in materia fiscale ed assistenziale aventi ad oggetto il riordino della spesa in materia sociale, nonché la eliminazione o riduzione dei regimi di esenzione, esclusione e favore fiscale che si sovrappongono alle prestazioni assistenziali, tali da determinare effetti positivi, ai fini dell&#8217;indebitamento netto, non inferiori a 4.000 milioni di euro per l&#8217;anno 2012, nonché a 16.000 milioni di euro per l’anno 2013 ed a 20.000 milioni di euro annui a decorrere dall&#8217;anno 2014”</em>.<br />
<strong>Appc, Asppi, Confedilizia e Unioncasa</strong> sollecitano quindi il Governo a mettere in atto le<strong> misure necessarie </strong>ad evitare l’applicazione per il 2012 del taglio lineare del 5% di tutte le 483 voci inserite nella manovra di luglio.<br />
In particolare, se l’individuazione e la successiva eliminazione o riduzione delle “sovrapposizioni” di cui sopra saranno sollecite, sarà possibile, visti i risultati complessivi ai quali tale azione porterebbe, verificare già prima del 2012 quanto sia necessario incidere con la ben più complessa azione di riordino della spesa in materia sociale, e così assicurare in tempi brevi la non applicazione per il 2012 del taglio lineare del 5%.<br />
Le organizzazioni del <strong>mondo immobiliare</strong> sottolineano ancora come nell’elenco allegato alla manovra di luglio avrebbero dovuto essere comprese – ai sensi dell’art. 40, comma 1, lettera a), della legge 196/2009 – le sole disposizioni “recanti esenzioni o riduzioni del prelievo obbligatorio, con l&#8217;indicazione della natura delle agevolazioni, dei soggetti e delle categorie dei beneficiari e degli obiettivi perseguiti”.<br />
Ciononostante, nell’elenco allegato al provvedimento di luglio figurano una serie di disposizioni che non costituiscono affatto <strong>regimi agevolativi</strong>. A titolo esemplificativo, e limitandosi al solo <strong>settore immobiliare,</strong> nell’elenco è presente – oltre all’<strong>esenzione Irpef per l’abitazione principale</strong> – la norma sull’<strong>abbattimento del 15% del canone di locazione ai fini Irpef</strong>, che è una deduzione forfettaria delle spese. Misura che – qualora non si intervenga in tempo utile – subirà il taglio del 5 e del 20% insieme, fra l’altro, con le <strong>detrazioni del 36 e del 55% per le ristrutturazioni edilizie e per il risparmio energetico</strong> nonché con la <strong>deduzione del 30% per i contratti di locazione agevolati a canone calmierato.</strong></p>
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		<title>Fiaip apre alle società di mediazione creditizia</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Oct 2011 22:00:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Righi: “Necessario mantenere la segnalazione strumentale dei mutui per gli agenti immobiliari” Fiaip apre alle società di mediazione creditizia. È quanto è stato deliberato nel corso Consiglio Nazionale svoltosi di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2011/10/Fiaip-apre-alle-società-di-mediazione-creditizia.jpg?9d7bd4" alt="" title="Fiaip apre alle società di mediazione creditizia" width="274" height="120" class="left" /><strong><em><strong>Righi</strong>: “Necessario mantenere la segnalazione strumentale dei mutui per gli agenti immobiliari” </em></strong><br />
<strong>Fiaip apre alle società di mediazione creditizia. È quanto è stato deliberato nel corso Consiglio Nazionale svoltosi di recente a Roma da cui è emersa una Federazione ancora più forte e coesa, che ha avanzato nuove proposte politico-sindacali al passo con i cambiamenti legislativi in corso nel Paese.</strong><br />
<span id="more-21298"></span><br />
Fiaip approva l’adeguamento dello Statuto federativo al cambiamento indotto dal recente decreto 141/2010 che ha riformato la professione degli <strong>intermediari del credito </strong>in Italia ed apre alla rappresentanza delle società di mediazione creditizia, in attesa che lo stesso decreto correttivo al D.Lgs. 141/2010 giunga a breve in Consiglio dei Ministri.<br />
<em>&#8221;Si tratta di un adeguamento necessario rispetto ai cambiamenti legislativi che la stessa professione del mediatore creditizio e il settore del credito al consumo sta vivendo in questa fase, in attesa del passaggio al nuovo regime entro fine anno. La nascita di una sezione speciale in Fiaip aperta anche alle società di mediazione creditizia</em> – <strong>dichiara Samuele Lupidii, Vice Presidente Nazionale Fiaip alla Mediazione Creditizia</strong> &#8211; <em>arriva in contemporanea alla stessa la riforma della professione”. Fra l’altro il nuovo testo del decreto dovrebbe prevedere una serie di nuove riflessioni che hanno indotto il MEF a riarticolare la normativa sull’Organismo di garanzia, a rivedere la figura del collaboratore e a disciplinare meglio la parte relativa ai promotori e ai broker assicurativi&#8221;. </em><br />
A fronte di queste recenti novità nel corso dei lavori il Presidente Nazionale Paolo Righi ha inoltre ricordato come la politica federativa in relazione allo stesso D.Lgs. 141/2010 è sempre stata improntata nella difesa degli interessi complessivi di tutte le categorie rappresentate.<br />
Il Presidente Nazionale Righi ha sottolineato come la Federazione, ormai da alcuni anni, spinge affinché sia mantenuta la <strong>&#8221;strumentalità della segnalazione&#8221;</strong> a favore degli <strong>agenti immobiliari</strong>, ribadendo il fatto che escludere gli agenti da questa pratica avrebbe danneggiato l’intera filiera, rallentando di molto i <strong>tempi di vendita</strong> e impedendo al cittadino di essere informato facilmente in relazione alla sua capacità di <strong>accesso al credito</strong>.<br />
<em>&#8221;Le ripercussioni positive sarebbero evidenti per il mercato del credito immobiliare </em>– <strong>prosegue Righi</strong> – <em>che beneficerebbe di una maggiore trasparenza e della professionalità degli agenti immobiliari a vantaggio degli stessi consumatori&#8221;. </em><br />
Nel corso dei lavori presieduti da Gianni Bacco, che hanno visto la presenza di oltre 200 dirigenti nazionali, sono state inoltre illustrate le recenti iniziative politico sindacali della Federazione che hanno visto la stessa Fiaip protagonista su più fronti: dalle proposte dalla Federazione sulle novità legislative a livello nazionale ed europeo sull’attività professionale, al Single Market Act, alle proposte di Fiaip sul regolamento di attuazione ex art.80 del D.Lgs 59/2010, al rapporto con il Consiglio del Notariato, all’inasprimento delle sanzioni per l’<strong>esercizio abusivo dell’attività di agente immobiliare</strong>, alle recenti attività poste in essere dal nuovo ente bilaterale <strong>Mediaconsum</strong>, alle novità poste in essere a seguito dell’approvazione del nuovo <strong>Contratto Nazionale di Lavoro </strong>approvato recentemente con le parti sociali.<br />
Nel corso dei lavori sono stati inoltre illustrati gli emendamenti proposti dalla Federazione al <strong>Decreto Sviluppo</strong> che potrebbe vedere la luce entro la fine del mese.<br />
Fiaip ha proposto di rilanciare le opportunità di crescita del <strong>settore immobiliare </strong>attraverso l’eliminazione della figura del <strong>mediatore </strong>occasionale, l’istituzione dell’Osservatorio per la<strong> lotta all’abusivismo</strong> presso il<strong> Ministero dello Sviluppo Economico,</strong> l’<strong>eliminazione del praticantato</strong>, a seguito dell’attuale percorso formativo previsto all’interno del recente contratto approvato con le parti sociali che prevede l’<strong>apprendistato professionalizzante</strong>, l’eliminazione dell’incompatibilità con l’attività imprenditoriale, l’eliminazione della <strong>solidarietà degli agenti immobiliari </strong>nel pagamento dell’<strong>imposta di registro,</strong> l’eliminazione dell’obbligo di esplicitazione delle tariffe in sede di stipula/proposta di indicazione del numero di fattura a carico del cliente.<br />
Fiaip ha inoltre richiesto l’emanazione di una circolare a tutte le Camere di Commercio diretta a garantire l’effettività e la totalità dei controlli sul 100% delle <strong>S.C.I.A. </strong>presentate, con l’espresso divieto di effettuare controlli a campione per combattere il fenomeno dell’<strong>abusivismo</strong>.<br />
<strong>Nel corso dei lavori sono stati presentati infine i recenti progetti per la piattaforma informatica Fiaip: il nuovo Fiaip Manager, il progetto Cercacasa.it e il nuovo sito federativo. </strong></p>
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		<title>Curosità immobiliari, un strano annuncio sul web</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Oct 2011 22:00:20 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2011/10/Curosità-immobiliari-un-strano-annuncio1.jpg?9d7bd4" alt="" title="http://www.dreamstime.com/-image21391834" width="224" height="200" class="left" /><strong><em>Halloween: vendesi tomba online…ma non è uno scherzo </em></strong><br />
<strong>L’immobile in vendita nel cimitero napoletano di Poggioreale. E c’è anche chi vende l’agenzia funebre. Sul web milioni di italiani cercano la loro casa, ma a quanto pare qualcuno cerca anche quella definitiva. Sulle pagine di Immobiliare.it è apparsa una curiosa inserzione; a Napoli, più precisamente nello storico cimitero di Poggioreale, è in vendita una tomba monumentale risalente al 1800.</strong><br />
<span id="more-21285"></span><br />
Qualcuno ha pensato che si trattasse di uno scherzo legato all’avvicinarsi di Halloween, ma non è così. Quella in vendita, 800.000 euro il prezzo richiesto, è un’edicola funeraria ristrutturata nell’ultimo decennio che, grazie a decorazioni in oro e marmi pregiati, capitelli e parti murarie scolpite a mano, secondo il proponente deve essere considerata una vera e propria opera architettonica monumentale.<br />
Non è la prima volta che si usa il web per questo genere di annunci e fino a non troppo tempo fa, sempre su Immobiliare.it, era in vendita a Biella una tomba con ben 26 loculi. In quel caso le trattative erano riservate, ma l’annuncio esplicitava che l’immobile godeva di ottima posizione con estrema visibilità.<br />
La giurisprudenza in materia di tombe ed eventuale loro cessione, il cosiddetto jus sepulchri, è alquanto preciso e vieta la possibilità di vendere il diritto di sepoltura. A ben guardare, infatti, ciò che si vende è il manufatto e non l’usufrutto: per godere di quello il compratore dovrà parlare con chi gestisce il cimitero.<br />
Una delle più note leggi del mercato afferma che offerta e domanda debbano incontrarsi, ed ecco che, questa volta nella sezione Immobili Commerciali del sito, c’è chi vende un’intera agenzia di pompe funebri ad Arona, in provincia di Novara.<br />
L’annuncio precisa che nell’offerta sono comprese anche le due camere ardenti. Prezzo richiesto 250.000 euro.<br />
Qualche anno fa Immobiliare.it mise in evidenza come fossero in vendita in tutta Italia decine di chiese sconsacrate trasformate in abitazioni, ma al di là della facile ironia fu subito evidente come la vendita online di questi immobili ne permettesse anche il recupero e la conservazione; stessa sorte probabilmente, potrebbe toccare ai monumenti funerari e alle cappelle mortuarie private, spesso vere e proprie opere d’arte, diffuse nei tantissimi cimiteri monumentali delle nostre città.</p>
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		<title>Oggi vendere la propria casa all&#8217;asta si può</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Oct 2011 22:00:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La vendita all&#8217;incanto era possibile solo nel caso di procedura giudiziaria. Oggi la vendita all&#8217;asta della propria casa, molto diffusa in Gran Bretagna, è possibile anche in Italia L&#8217;iniziativa, promossa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2011/10/Oggi-vendere-la-propria-casa-allasta-si-può-300x180.jpg?9d7bd4" alt="" title="Oggi vendere la propria casa allasta si può" width="300" height="180" class="left" /><strong><em>La vendita all&#8217;incanto era possibile solo nel caso di procedura giudiziaria.</em></strong><br />
<strong>Oggi la vendita all&#8217;asta della propria casa, molto diffusa in  Gran Bretagna, è possibile anche in Italia L&#8217;iniziativa, promossa dalla Borsa Immobiliare di Roma (Bir), ha avuto un buon riscontro. Ed è un&#8217;opportunità per chi ha bisogno di vendere in tempi brevi la propria casa per liquidità o per altri motivi. È una procedura che garantisce, infatti, tempi rapidi e costi certi, sicuramente trasparente, anche se vincola il venditore in modo irrevocabile da quando dà il mandato: può tornare indietro solo a costo di onerose penali.</strong><br />
<span id="more-21265"></span><br />
Vendere la propria <strong>casa all&#8217;asta</strong> è un sistema di vendita piuttosto diffuso in altri Paesi, soprattutto in Gran Bretagna, dove operano 200 case di aste immobiliari. Questo <strong>sistema di vendita </strong>è particolarmente adatto nelle <strong>proprietà indivise, nei divorzi, nelle eredità, nella vendita dei curatori di beni appartenenti a minori e in situazioni dove il bene è di difficile valutazione. Ne viene suggerito l&#8217;utilizzo anche nel caso di vendita di nuda proprietà oppure nel caso di locazioni di immobili commerciali.</strong><br />
<strong>L&#8217;asta </strong>garantisce al <strong>compratore </strong>la certezza dello stato di diritto dell&#8217;<strong>immobile</strong>. Infatti nel momento in cui l&#8217;aspirante compratore si presenta alla Bir, l<strong>&#8216;agente immobiliare</strong> che segue la pratica elabora una stima dell&#8217;<strong>immobile </strong>e una relazione notarile sullo stato dell&#8217;<strong>immobile</strong>. Per il <strong>compratore </strong>dunque non ci saranno sorprese, non scoprirà magari una veranda non condonata o un <strong>comproprietario </strong>nascosto dopo l&#8217;aggiudicazione.<br />
Il <strong>proprietario</strong>, una volta dato l&#8217;incarico, non può più recedere, ma può  legittimamente rifiutare un&#8217;offerta inferiore al <strong>prezzo di riserva</strong> che egli stesso avrà stabilito. Nel caso in cui la <strong>vendita </strong>non vada a buon fine, dovrà però accollarsi le spese di procedura.<br />
I <strong>tempi di vendita</strong> sono molto rapidi, nel senso che <strong>l&#8217;asta </strong>viene effettuata entro sei settimane dalla conclusione delle procedure preliminari. In queste sei settimane l&#8217;<strong>agente immobiliare</strong> farà anche vedere la <strong>casa </strong>agli aspiranti <strong>compratori </strong>che lo richiedono. In tutta la procedura, non è ammesso alcun tipo di trattativa privata. La procedura è particolarmente adatta nel caso di <strong>comproprietà</strong>, quando i proprietari diffidino gli uni degli altri.<br />
L&#8217;offerta viene presentata in busta chiusa. All&#8217;<strong>asta </strong>vengono ammesse le cinque offerte più alte, e la base d&#8217;asta è costituita dalla più alta tra queste. Gli aspiranti compratori devono depositare una cauzione. Il <strong>venditore </strong>accetta automaticamente qualunque offerta pari o superiore alla somma che aveva indicato come <strong>&#8220;prezzo di riserva&#8221;</strong>. Ma può accettarne una inferiore. Inoltre i cinque partecipanti all&#8217;<strong>asta </strong>nel caso di <strong>aggiudicazione </strong>a un prezzo inferiore vengono invitati ad adeguare la propria <strong>offerta </strong>al <strong>prezzo di riserva.</strong><br />
In caso di <strong>aggiudicazione</strong>, la <strong>compravendita </strong>deve essere conclusa nei tempi previsti dal bando, che verrà pubblicizzato dalla Bir attraverso il proprio sito e una serie di giornali.<br />
L&#8217;iniziativa è partita da Roma, ma non è rivolta solo al mercato di Roma e del Lazio: è aperta a <strong>immobili, venditori e compratori</strong> da tutta Italia. Può essere una procedura molto conveniente anche per le<strong> seconde case. </strong></p>
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		<title>Politiche abitative, riqualificare l&#8217;Erp</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Oct 2011 00:21:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Fondi strutturali europei utilizzabili per riqualificare l&#8217;Erp (Edilizia Residenziale Pubblica) potrebbero andare persi per l&#8217;inerzia della Regione. &#8221;Mentre il Governo impone una manovra di lacrime e sangue agli enti locali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2011/09/Politiche-abitative-riqualificare-lErp.jpg?9d7bd4" alt="" title="Politiche abitative riqualificare lErp" width="250" height="200" class="left" /><strong><em>Fondi strutturali europei utilizzabili per riqualificare l&#8217;Erp (Edilizia Residenziale Pubblica) potrebbero andare persi per l&#8217;inerzia della Regione.</em></strong><br />
<strong>&#8221;Mentre il Governo impone una manovra di lacrime e sangue agli enti locali e il Patto di stabilità impone vincoli anche laddove le risorse ci sarebbero, l&#8217;Italia rischia di rimandare indietro all&#8217;Europa qualcosa come 3 miliardi di euro di fondi strutturali, già stanziati e disponibili&#8221;, dichiara il delegato Anci alle politiche abitative e assessore alla casa del Comune di Firenze, Claudio Fantoni: sono a  rischio 5,7 miliardi di euro</strong><br />
<span id="more-20982"></span><br />
<strong>Fantoni</strong> ha così spiegato: “<em>Abbiamo impegni nelle regioni del Sud, ma anche in quelle del Nord, non sufficienti a garantire di spendere le risorse destinate dall&#8217;Unione Europea al nostro Paese. La conseguenza è, dunque, che si corre il rischio alla fine di quest&#8217;anno di perdere intorno ai due miliardi e 900mila euro. Cui si aggiungono altri 2,7 miliardi di co-finanziamento statale che, però, si genererà solo in virtù dell&#8217;attivazione del primo. In totale, circa 5,7 miliardi di euro che senza i piani delle Regioni andranno in fumo&#8217;</em>&#8216;.<br />
Una parte di questi <strong>finanziamenti </strong>europei potrebbe essere utilizzata per incrementare l&#8217;<strong>efficienza energetica nell&#8217;edilizia residenziale pubblica</strong>, con un importante ritorno sia in termini sociali (<strong>risparmio nelle bollett</strong>e) che economici <strong>(rilancio del settore edilizio</strong> attualmente in <strong>crisi </strong>profonda). Tra l&#8217;altro, la bozza di nuova direttiva Ue sull&#8217;<strong>efficienza energetica,</strong> presentata a giugno dalla Commissione europea, prevede per ogni Stato membro l&#8217;obbligo del rinnovo annuale di almeno il 3% dell<strong>&#8216;edilizia pubblica.</strong><br />
<em>“Usare fino al 4% dei fondi strutturali per l&#8217;efficienza energetica nell&#8217;edilizia residenziale è una possibilità ma non è obbligatorio</em> – <strong>precisa Fantoni</strong> – <em>Personalmente ritengo però che sarebbe una priorità da riconoscere a livello nazionale, anche obbligando le regioni se necessario, perché molte di esse rischiano seriamente di perdere questi soldi e di non poterli più avere indietro”.</em><br />
Sempre secondo il delegato Anci alle politiche abitative, anche se si prescinde dall&#8217;<strong>efficienza energetica</strong>, sarebbe paradossale che non di impiegasse questa occasione e non s&#8217;investisse in questo settore, soprattutto pensando ai continui tagli del governo e, dunque, alle sempre minori disponibilità di regioni e comuni.<br />
In tema di <strong>efficienza energetica</strong>, l&#8217;Anci propone di estendere le detrazioni fiscali del 55% anche al settore pubblico.  Accolta con favore da Federcasa questa misura, che se adottata dal Governo muoverebbe l&#8217;economia a fronte di questa manovra depressiva e nei primi dieci anni non farebbe perdere niente allo Stato compensando la spesa per gli <strong>incentivi </strong>con le maggiori imposte per la crescita del fatturato.</p>
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		<title>Locazione, normativa cedolare secca: l&#8217;inquilino assume il ruolo di controllore della legalità</title>
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		<pubDate>Tue, 10 May 2011 22:30:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le conseguenze della mancata e/o errata registrazione del contratto avvantaggiano innegabilmente l&#8217;inquilino che, a questo punto ed in quanto diretto interessato, assume il ruolo di vigile controllore della legalità del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2011/05/Locazione-normativa-cedolare-secca-linquilino-assume-il-ruolo-di-controllore-della-legalità.jpg?9d7bd4"><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2011/05/Locazione-normativa-cedolare-secca-linquilino-assume-il-ruolo-di-controllore-della-legalità.jpg?9d7bd4" alt="" title="Locazione normativa cedolare secca linquilino assume il ruolo di controllore della legalità" width="200" height="200" class="left" /></a><strong><em>Le conseguenze della mancata e/o errata registrazione del contratto avvantaggiano innegabilmente l&#8217;inquilino che, a questo punto ed in quanto diretto interessato, assume il ruolo di vigile controllore della legalità del rapporto di locazione. </em></strong></p>
<p><strong>È lui infatti che trae diretto beneficio dall&#8217;applicazione di quanto previsto dal comma 8 dell’art. 3 del D.Lgs 23/11, avendo la possibilità di allungare la durata della locazione e, nella maggior parte dei casi, di pagare meno di quanto invece pattuito. Una volta preso atto del difetto di registrazione, il primo incombente che deve svolgere il conduttore è quello di invitare il locatore alla registrazione del contratto, segnalandogli nel contempo che da tale momento, in conformità a quanto previsto dalla legge, cambieranno le condizioni del contratto in ordine sia alla durata che alla misura del canone.</strong><br />
<span id="more-19070"></span><br />
La pronta replica del <strong>locatore</strong>, nel caso di contratto in corso alla data di entrata in vigore del Decr. Lgs. n. 23 del 2011 (7 aprile 2011), potrebbe allora essere quella di <strong>registrare il contratto</strong> prima dello scadere di gg. 60 dalla predetta data e quindi entro il 6 giugno 2011. In tale caso, giusto quanto previsto dal comma 10 del Decr. Lgs. in esame, non troverebbero applicazione le più volte citate <strong>sanzioni </strong>ed il<strong> rapporto di locazione</strong> proseguirebbe nel rispetto delle originarie condizioni pattuite. Il problema si pone invece dopo la scadenza del termine predetto, nel senso che le <strong>sanzioni</strong>, benché sostanzialmente applicabili, non lo possono ancora essere di fatto.</p>
<p>Risultato vano l&#8217;invito rivolto al <strong>locatore </strong>di procedere alla <strong>registrazione del contratto,</strong> il <strong>conduttore </strong>può innanzi tutto provvedervi in quanto solidalmente responsabile con il <strong>locatore </strong>a farlo. Dopo di che è bene avvisare il <strong>locatore </strong>della propria intenzione di dare applicazione a quanto previsto dalla legge, vale a dire di considerare la durata quadriennale del rapporto a decorrere dalla data di<strong> registrazione del contratto </strong>e di corrispondere il <strong>canone </strong>nella minor misura prevista dal comma 8 del Decr. Lgs. n. 23 del 2011.</p>
<p>Attenzione però perché nel <strong>rapporto di locazione</strong> il pagamento del <strong>canone </strong>costituisce la principale e fondamentale obbligazione del <strong>conduttore</strong>, il quale non può pertanto unilateralmente esonerarsi dal versarlo neppure nel caso in cui esso sia superiore a quello dovuto per legge. La semplice autoriduzione del <strong>canone </strong>effettuata dal <strong>conduttore </strong>costituisce infatti una decisione illegittima che, ove posta in essere, comporta uno stravolgimento dell&#8217;equilibrio contrattuale, rappresentato da un lato dal godimento del bene da parte del <strong>conduttore </strong>e dall&#8217;altro dal percepimento del corrispettivo da parte del <strong>locatore</strong>.</p>
<p>Su tale presupposto, è senza dubbio illegittima e contraria a buona fede la decisione del <strong>conduttore </strong>che, accortosi di versare un <strong>canone </strong>in misura superiore a quella legalmente dovuta, operi una autoriduzione del corrispettivo. In difetto di accordo tra le parti e sin tanto che non intervenga una decisione del giudice, è impedito al <strong>conduttore </strong>di assumere un comportamento riconducibile ad una ipotesi di ragion fattasi. </p>
<p>Ecco allora la necessità per l&#8217;<strong>inquilino </strong>di ricorrere, ancor prima che avanti al giudice, alla procedura di <strong>mediazione obbligatoria</strong> di cui al Decr. Lgs n.28 del 2010 ormai entrata in vigore, per ivi tentare di giungere ad un amichevole componimento con i <strong>locatore</strong>. In difetto, non gli resta che chiedere al giudice di accertare sia il proprio diritto alla riduzione del <strong>canone </strong>e sia la nuova durata del contratto.</p>
<p><strong>Fonte: Assocond Conafi &#8211; Avv. Augusto Cirla </strong></p>
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		<title>Turismo: Fiaip a Tre Expo auspica l&#8217;approvazione del Codice del Turismo in Consiglio dei Ministri</title>
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		<pubDate>Thu, 05 May 2011 22:20:57 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2011/05/Turismo-Fiaip-a-Tre-Expo-auspica-lapprovazione-del-Codice-del-Turismo-in-Consiglio-dei-Ministri.jpg?9d7bd4"><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2011/05/Turismo-Fiaip-a-Tre-Expo-auspica-lapprovazione-del-Codice-del-Turismo-in-Consiglio-dei-Ministri.jpg?9d7bd4" alt="" title="Turismo Fiaip a Tre Expo auspica lapprovazione del Codice del Turismo in Consiglio dei Ministri" width="280" height="123" class="left" /></a><strong><em>Nuove opportunità per le agenzie immobiliari: &#8221;con le seconde case si scommette su una nuova offerta turistica&#8221;.</em></strong></p>
<p><strong>&#8221;Auspichiamo l&#8217;approvazione domani in Consiglio dei ministri del Codice  del Turismo&#8221;. Così il Presidente Nazionale Fiaip Paolo Righi intervenendo   al convegno di apertura del Tre-Expo -Tourism Real Estate  &#8221;Turismo e Real Estate per il  Sistema Italia: un binomio da sviluppare per generare valore&#8221; che ha visto la presenza di Elena David di Confindustria Aica, di Michele De Marco, Jones Lang Lasalle, di Paola Nardini, Repubblica Federale Germania, di Angelo Rossini, Euromonitor International,  di Roberto Spingardi, Italia Turismo e di Gualtiero Tamburini, Assoimmobiliare moderati dalla giornalista de Il Mondo Maria Rosaria Marchesano.  </strong><br />
<span id="more-18958"></span><br />
Nel corso del convegno che si è svolto presso la struttura dell&#8217;Arsenale di Venezia è emerso come le <strong> seconde case &#8211; vacanze oggi che rappresentano oltre 3 milioni di immobili, offrono  più di 12 milioni di posti letti. &#8221;<em>Ciò,  </em>ha dichiarato  il <strong>Presidente Paolo Righi</strong>, <em> può essere un volano di crescita e sviluppo per l&#8217;intera filiera turistica nazionale, tenendo conto del fatto che l&#8217;Italia si rivolge anche a nuovi mercati emergenti come la Cina e l&#8217;India  che necessitano di una offerta turistica  integrata e diversificata  tra hotel e case vacanze&#8221;</em>.  </p>
<p>L&#8217;auspicata <strong>approvazione del Codice del Turismo</strong> consentirà agli <strong>agenti immobiliari</strong> la gestione di <strong>servizi turistici </strong>e sarà possibile aprire un nuovo <strong>mercato per la ricettività in Italia, </strong>con effetti immediati sul<strong> mercato immobiliare e sull’intera filiera del turismo all&#8217;estero&#8221;.<br />
</strong><br />
&#8221;<em>Lo schema di decreto in esame</em> &#8211; dichiara <strong>Paolo Righi</strong> &#8211; <em>prevede un riordino complessivo della normativa in materia di turismo e viene incontro alle richieste fatte dalle Federazione alle istituzioni per la regolamentazione delle &#8221;case – vacanze&#8221; ,  in modo da  consentire alle agenzie immobiliari di fornire maggior  trasparenza ai consumatori e nuovi servizi complementari per le locazioni&#8221;.</em></p>
<p>Secondo il <strong>Vice Presidente nazionale Fiaip con delega al turismo Patrizia Diemoz</strong> &#8221;<em>con questa normativa il Governo ha l&#8217;obiettivo di rilanciare un settore particolarmente strategico per lo sviluppo dell’ economia nazionale. Per la prima volta, continua Patrizia Diemoz, si guarda alle case &#8211; vacanze come una risorsa per l&#8217;incoming  del Sistema  Italia integrando l&#8217;offerta  con quella alberghiera, quella degli agriturismi e dei bed and breakfast</em>&#8221;.</p>
<p>Intervenendo all&#8217;incontro <strong>Paolo Righi</strong> ha sostenuto come &#8221;<em>nelle valorizzazioni e nello sviluppo  del patrimonio immobiliare gli enti  locali dovrebbero tener conto del fatto che si possono costruire progetti che coinvolgano piccoli investimenti privati,  ed è auspicabile come gli stessi non siano finalizzati solo ad un uso alberghiero&#8221;.</em></p>
<p><strong>Fonte: Ufficio Stampa Fiap</strong></p>
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