Richieste di mutui a tasso fisso salgono all’82,8%

bankitaliaSecondo gli ultimi dati MutuiOnline le richieste di mutui a tasso fisso sono salite all’82,8% del totale nel secondo semestre 2008 (79,1% nel primo semestre) contro il 15,6% di quelle a tasso variabile (18,2% nel primo semestre 2008)A differenza delle numerose richieste di mutui a tasso variabile, di non molto tempo indietro.
Le richieste di mutui a tasso misto calano dal 2,7% del primo semestre all’1,6% del secondo semestre. I mutui erogati dalle banche però sono in percentuale inferiore: quelli a tasso fisso calano dal 76,7% del primo semestre al 74,3% del secondo, quelli a tasso variabile invece aumentano dal 21% del primo semestre al 22,3% del secondo.

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Federconsumatori: sale la corsa dell’Euribor e scende il potere di acquisto delle famiglie con mutui a tasso variabile

soldiPER LE FAMIGLIE ITALIANE ULTERIORI AGGRAVI PER CIRCA 20 EURO AL MESE.
Nuovo record per l’Euribor che si è attestato oggi al 4,98%. Si tratta un dato estremamente preoccupante. Con una spiccata “esattezza previsionale”, c’è chi affermava che l’Europa non sarebbe stata toccata dalla crisi americana. Questi dati lo smentiscono clamorosamente, infatti, saranno pesanti le conseguenze che le famiglie subiranno a causa sia di un aumentato costo del denaro, cioè prestiti più salati, e sia delle imprese, che scaricheranno sui prezzi l’aumento dei costi. Ma le maggiori ricadute, alla luce dell’impennata del tasso interbancario (Euribor), toccheranno le 3 milioni e 200 mila famiglie che hanno contratto mutui a tasso variabile, che subiranno ulteriori aggravi per circa 20 Euro al mese.
Adusbef e Federconsumatori chiedono perciò che, a livello internazionale, si costituiscano dei reali ed attendibili strumenti di controllo sui servizi finanziari, ma soprattutto, che si decida finalmente in Europa di abbattere il tasso di sconto, così come già messo in atto dalla Fed Americana e dalla Banca d’Inghilterra, riducendolo di almeno un punto percentuale.

www.federconsumatori.it

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Mutui: è operativo l’accordo Abi- tesoro

Oltre un milione di mutuatari mutuiriceveranno nelle prossime settimane la lettera informativa in virtù dell’accordo Abi-Tesoro. Le banche hanno avuto come limite il 29 agosto 2008 per attuare le procedure di invio degli avvisi a tutti i clienti che hanno sottoscritto un mutuo a tasso variabile prima del 29 maggio 2008, sull’opportunità prevista dall’accordo tra l’Abi e il Ministero del Tesoro stipulato il 19 giugno scorso (in attuazione di quanto stabilito dal decreto legge 93/2008) e i mutuari hanno tre mesi di tempo per decidere se aderire. L’intesa consente il congelamento del valore delle rate, prolungando però la durata del prestito. C’è la possibilità di usufruire della rinegoziazione anche per chi non ha pagato le rate del mutuo (alla data del 28 maggio), purchè nel frattempo il contratto stesso non sia stato risolto. La rinegoziazione dei mutui da tasso variabile a tasso fisso, che avverrà sulla media dei tassi del 2006, sarà possibile per i contratti stipulati prima del 29 maggio scorso, data di entrata il vigore del decreto legge, e le nuove rate partiranno dal 2009. L’intesa tra il Tesoro e l’Associazione bancaria italiana indica la riduzione dell’importo delle rate a partire quanto meno dal terzo mese successivo al mese di comunicazione dell’accettazione della proposta medesima, relativamente alle rate del mutuo in scadenza successivamente al primo gennaio 2009.
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Confconsumatori: rinegoziazione mutui, prima di accettare valutare le proprie condizioni

mutuoPer banche ed intermediari finanziari che hanno aderito alla convenzione stipulata tra ABI e Governo, è scaduto venerdì 29 agosto il termine per inviare ai propri clienti l’offerta informativa sulla rinegoziazione dei mutui a tasso variabile, da cui decorrono tre mesi per accettare. La lettera inviata ai mutuatari deve indicare, oltre alle modalità e condizioni di accettazione della proposta di rinegoziazione cosiddetta “imposta”, anche altre soluzioni, che i cittadini interessati devono valutare attentamente. Con la rinegoziazione “imposta” il mutuo viene trasformato da tasso variabile in mutuo a rate fisse calcolate sulla media dei tassi applicati nel 2006 e viene contemporaneamente aperto un conto accessorio di finanziamento a tasso variabile in cui confluisce il differenziale, da estinguere dopo la scadenza del mutuo. Tra le alternative vi sono la rinegoziazione “Bersani”, senza spese per il cliente, la portabilità gratuita del mutuo, l’estinzione del mutuo e contestuale apertura di un altro presso altra banca, con le sole spese per il nuovo contratto.
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Mutui casa, tasso record al 5,75%

mutuiÈ ancora record per il tasso sui mutui casa applicato dalle banche italiane. Lo scorso mese il tasso è arrivato al 5,75%, il massimo degli ultimi 5 anni, come ha chiarito l’Abi nell’ultimo bollettino mensile. Il dato, sintetizza l’andamento dei tassi fissi e variabili ed è influenzato anche dalla variazione della composizione fra le erogazioni a tasso fisso e variabile, ma è legato al peggioramento delle condizioni per i mutui a tasso variabile. Nell’ultimo anno il tasso ha subito un’accelerazione passando dal 5,39% di maggio 2007 per toccare un nuovo record quinquennale a dicembre 2007 con il 5,72%. Ma poi a gennaio, febbraio e marzo 2008 era sceso fino al 5,61%, ad aprile la tendenza si era lievemente invertita, ma il dato di maggio conferma che si è toccato un nuovo picco.

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I mutuatari non si fidano più del variabile e scelgono il fisso

mediatori-finanziariL’andamento altalenante dell’Euribor e l’incertezza sull’andamento dei tassi anche per i prossimi mesi fa sì che coloro che debbono scegliere un mutuo casa stiano optando decisamente per mutui a tasso fisso e di lunga durata. Il costo del denaro è sensibilmente aumentato negli ultimi due anni, ma gli aumenti della BCE non bastano sempre a spiegare il divario fra le rate di mutui a tasso variabile, indicizzato di qualche anno fa e quelle di oggi. L’Euribor si muove indipendentemente dalle decisioni di politiche monetarie della BCE e nuove sorprese nell’ammontare delle rate dei mutui a tasso variabile potrebbero arrivare in vista degli adeguamenti del tasso previsti per luglio prossimo. Per quanto riguarda i risultati del confronto, si registra in generale un assottigliamento del margine di offerta degli spread fra le banche, che pare confermare l’esistenza di una concorrenza più serrata fra gli istituti, anche nell’ordine di centesimi di punto. Per quanto riguarda i mutui a tasso fisso, la miglior offerta sui 20 anni (opzione scelta da molti) è quella delle Poste con un 5,60% (rilevazione del 12.05.2008), seguita da Unicredit (5,70%), Banca Antonveneta (5,72%) e BNL-Paribas (5,80%). Per i 15 anni interessante l’offerta di BHW con un 5,65%. Fra le Casse Rurali, non molto avezze a proporre il “fisso”, abbastanza buona è l’offerta della Rurale di Brunico (IRS di periodo +1,10%); stessa offerta fatta dalla Cassa Centrale Altoatesina per i mutui con durata 20 anni.
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Mutui. Federconsumatori: “Crescono sofferenze e insolvenze”

Mutui. Federconsumatori: "Crescono sofferenze e insolvenze"(FEDERCONSUMATORI). Dopo gli allarmi delle associazioni dei consumatori e dell’Adusbef in particolare,che denunciavano una crescita dei pignoramenti e delle esecuzioni immobiliari,ad un ritmo superiore al 20 per cento nel 2007 rispetto al 2006, anche Bankitalia certifica il livello preoccupante raggiunto dalle sofferenze bancarie per le famiglie consumatrici,che sono salite a 11,2 miliardi con un tasso dell’ 8,5 per cento, grazie ai cattivi consigli delle banche,che oltre ad aver appioppato mutui a tasso variabile al 91% dei richiedenti (3,2 milioni di famiglie), hanno alimentato vere e proprie campagne di istigazione al debito per far crescere i loro fiorenti profitti sulla pelle dei debitori, con il ricorso allegro al credito al consumo ed all’indebitamento (“compra oggi che paghi tra due anni” !), mediante carte di debito “revolving”, inviate direttamente al domicilio dei “non richiedenti”,caricate di 3.000-4.000 euro, che per bisogno vengono attivate.
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Mutui stabili grazie alla decisione della BCE

Mutui stabili grazie alla decisione della BCELa Banca Centrale Europea non ritocca i tassi di interesse che restano fermi al 4%, secondo una decisione del Consiglio direttivo dello scorso 6 dicembre Il provvedimento arresta dunque la crescita del tasso di rifinanziamento principale sulle operazioni “pronti contro termine”, mentre si attestano al 5% quello marginale e al 3% quello sui depositi overnight.
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E’ allarme inflazione: per la famiglia è già sopra il 3,5%

EPaolo Landi, Adiconsum: «Anche con i dati Istat, l’inflazione per la famiglia è già sopra il 3,5%. Ampliare a tutti i settori il piano antispeculazione varato dal ministro De Castro».

Gli aspetti speculativi sul caro petrolio e caro denaro riaccendono l’inflazione. Un rischio che Adiconsum aveva già denunciato all’indomani del periodo feriale. L’aumento dell’inflazione registrato dall’Istat non ci coglie di sorpresa, ma nei confronti della famiglia il dato è ben più elevato: siamo ad oltre il 3,5%. Infatti i capitoli che pesano in modo rilevante sul bilancio della famiglia sono i prodotti alimentari (+ 3,7%), i trasporti (+3,8%), la casa (+ 3,00%), i mutui (+ 20-30%).
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Tecnocasa: cambia lo scenario dei mutui, famiglie orientate sul tasso fisso

Tecnocasa: cambia lo scenario, famiglie orientate sul tasso fissoLo scenario dei mutui sta cambiando, con le famiglie che nei prosimi anni saranno orientate maggiormente verso il tasso fisso. Lo sottolinea Tecnocasa che in uno studio rileva come i recenti interventi sui tassi di interesse da parte della BCE per contrastare il livello di inflazione hanno comportato un aumento del costo delle rate dei mutui sottoscritti dalle famiglie. Questa situazione, prosegue Tecnocasa, ha parzialmente inciso sul debito complessivo delle famiglie italiane, che e’ ancora tra i piu’ bassi d’Europa.
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