Federconsumatori: luce e gas ulteriore stangata
Tariffe luce e gas. Ulteriore conferme alla stangata autunnale. NELL’INTERO ANNO AUMENTI PER 250 EURO. dati di Nomisma confermano la stangata su luce e gas per le famiglie italiane che si attesterà ad un aumento di 81 euro all’anno . Questo aumento si deve aggiungere alla serie impressionante di quelli avvenuti nell’arco dell’anno la cui somma totale porta ad un complessivo per luce e gas di 250 euro su base annua. E’ una stangata notevolissima che si abbatte sui già miseri poteri di acquisti delle famiglie italiane ed in una situazione del paese grave sotto tutti gli aspetti. E’ urgente intervenire. In attesa di soluzioni strutturali si operi sul versante sia del carico fiscale, anche attraverso la riduzione dell’IVA al 10% per il gas e la definitiva messa in campo di tariffe sociali per le famiglie meno abbienti che possono far risparmiare sino al 20%. La speranza inoltre che si apre è la forte riduzione del prezzo del petrolio, tra le cause che hanno determinato gli incrementi di questo “anno horribilis” e che nella determinazione delle future tariffe di gennaio nel calcolo di quest’ultime non vi sarà sicuramente la presenza di petrolieri bensì quella di funzionari della Autorità per l’energia.

Mercato immobiliare stabile a Catania, sia in termine di domanda che di offerta, secondo le indicazioni degli agenti immobiliari, registrate da Nomisma, nel suo Osservatorio relativo al primo semestre 2008. L’unica eccezione riguarda il mercato commerciale soprattutto per quanto riguarda le compravendite che sta segnalando significativi andamenti riflessi. I tempi di vendita sono ovunque in aumento segno della fase di rallentamento in atto. Il mercato delle locazioni, invece, registra una diminuzione dei tempi di locazione soprattutto nel segmento commerciale e a seguire l’abitativo. Prezzi e canoni sono caratterizzati da andamenti differenti: le variazioni semestrali dei valori di compravendita di uffici, negozi e posti auto sono tutte positive (circa +3,2%) mentre i prezzi delle abitazioni crescono solo dell’1,7%. Le differenze sono ancora maggiori per quanto riguarda i canoni dove la crescita maggiore e’ quella del comparto direzionale (+4,3%) mentre quella peggiore e’ attribuibile al comparto commerciale (+0,5%).
Dal II Rapporto sul Mercato Immobiliare 2008 di Nomisma emerge che nel 2007 le compravendite di abitazioni sono calate del 4,6% (ovvero 40 mila in meno dell’anno precedente) e del 9,3% nelle grandi aree urbane. E’ il primo anno di calo dopo un decennio di crescita ininterrotta che ha determinato un incremento dei volumi di mercato pari al 66%. Anche il primo semestre del 2008 è all’insegna di un mercato residenziale in flessione. La congiuntura che a fine 2007 era già piuttosto rallentata, nella prima parte del 2008 rallenta ulteriormente e questo è confermato anche dal fatto che i tempi di vendita sono peggiorati ulteriormente, arrivando a superare in media i 5 mesi e mezzo, ma che nelle zone urbane decentrate possono raggiungere anche i 7 mesi. La domanda di abitazioni è composta da: 51% prima casa (in tendenziale aumento rispetto a quanto osservato lo scorso anno), 28% sostituzione, 9% seconda casa e 12% investimento. I prezzi a malapena recuperano l’erosione dell’inflazione, infatti la variazione semestrale dei prezzi delle abitazioni si attesta sul 2,1% per le abitazioni nella media (ma le abitazioni nuove crescono solo dell’1,7%), con un incremento annuale del 4,2%. Si tratta dell’aumento più contenuto dell’ultimo decennio che si riduce a un mero 1,1% se deflazionato e, in particolare, il Nord va peggio del Sud. Gli sconti sui prezzi crescono in generale del 10%. Le intenzioni di acquisto di un’abitazione nei prossimi dodici mesi sono all’1,8%, cioè ai livelli più bassi dell’ultimo ciclo immobiliare, poichè erano al 7%, all’inizio degli anni 2000. La tendenza della prima parte del 2008 porta, quindi, a una riduzione di compravendite di abitazioni nell’anno di circa 80 mila unità, mentre i prezzi a fine anno dovrebbero segnare una crescita nominale zero, ovvero una riduzione reale pari all’inflazione.
Anche per il mercato degli immobili non residenziali il clima risulta pesante con una domanda in contrazione, non più sorretta come prima dal debito, e che tiene unicamente se si tratta di spazi localizzati nei centri delle città.
- Nel 2007 le compravendite di abitazioni sono calate del 4,6%, ovvero 40 mila in meno dell’anno precedente. E’ il primo anno di calo dopo un decennio di crescita ininterrotta che ha determinato un incremento dei volumi di mercato pari al 66%.
Nel primo semestre 2008 Nomisma registra -4,6%. 


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