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	<title>Mondocasablog &#187; nomisma</title>
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	<description>Il mondo della casa a 360°</description>
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		<title>Osservatorio Nomisma sul mercato dei beni artistici. Investire in arte rende: arte moderna e contemporanea &#8220;bene rifugio&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Feb 2010 03:30:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il mercato italiano dell&#8217; arte moderna e contemporanea, nel 2009, ha subito una riduzione di fatturato superiore al 50%, mentre i prezzi hanno sostanzialmente tenuto. Meglio la componente dell&#8217; arte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="archive_1"></div><script type="text/javascript">
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</script><p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2010/02/1nomisma1.jpg?9d7bd4" alt='NOMISMA' class="left"/><strong>Il mercato italiano dell&#8217; arte moderna e contemporanea, nel 2009, ha subito una riduzione di fatturato superiore al 50%, mentre i prezzi hanno sostanzialmente tenuto. Meglio la componente dell&#8217; arte moderna, che, essendo costituita da opere di artisti più affermati, è risultata più attraente per investitori poco disponibili a rischiare e desiderosi al contrario di mettere al sicuro la loro liquidità. </strong></p>
<p>Nel mercato dell&#8217; <strong>arte contemporanea</strong>, più rischioso perché incentrato su artisti giovani ed emergenti, i <strong>prezzi</strong> hanno subito una contrazione stimata attorno ai 10 punti percentuali. L&#8217; <strong>arte moderna</strong> e <strong>contemporanea</strong> resta comunque una buona forma di <strong>investimento</strong> e di <strong>diversificazione</strong> del portafoglio efficiente, infatti l&#8217; arte contemporanea dal 1995 ad oggi ha mediamente reso il 4,04% all&#8217; anno, battendo gli immobili (+2,06), la borsa italiana (+ 2,16), la borsa americana (+2,50) e l&#8217; oro (+3,67). Mentre l&#8217; <strong>arte moderna</strong>, il cui rendimento medio è stato più contenuto (+2,62), ha comunque garantito un rendimento superiore all&#8217; <strong>inflazione</strong>, anche nella recente fase di <strong>crisi</strong>.</p>
<p>Il giro d&#8217; affari complessivo dell&#8217; arte in Italia è stimato per il 2009 in 1 &#8211; 1,2 miliardi di Euro, dopo avere sfiorato i 2 miliardi di Euro nel 2008 al termine di un significativo ciclo di espansione. Il dato include anche la quota di sommerso delle attività di scambio dei <strong>beni artistici</strong> in proporzione analoga a quella stimata da <strong>Banca d&#8217; Italia</strong> per l&#8217; intera <strong>economia</strong> del Paese.<br />
<span id="more-6594"></span><br />
*Nonostante il dimezzamento del fatturato del commercio dei <strong>beni artistici</strong>, dovuto alla <strong>recessione</strong> globale avviata nel terzo trimestre del 2008, il <strong>mercato italiano</strong>, rispetto a quello internazionale, ha fatto registrare una migliore performance tra il 1995 e il primo semestre del 2008, e una migliore tenuta dopo lo scoppio della <strong>crisi</strong>.</p>
<p>*Relativamente al comparto dell&#8217; <strong>arte moderna e contemporanea</strong>, il giro d&#8217; affari nel 2009 è risultato pari a 114 milioni di Euro, con un calo del 52,7% rispetto ai 242 milioni dell&#8217; anno precedente. Tali valori sono stati stimati, per la prima volta da <strong>Nomisma</strong>, a partire dallo studio sui dati aggregati dei Diritti di seguito (DDS) corrisposti alla SIAE. A spiegare il maggior calo dell&#8217; <strong>arte moderna e contemporanea</strong> (-52,7%), rispetto a quello stimato per il settore artistico nel suo complesso (-40 / -45%), sono soprattutto il tracollo dei valori delle vendite per i <strong>beni artistici </strong>contemporanei (la <strong>crisi</strong> sembra avere sgonfiato la <strong>bolla</strong> dell&#8217; indice dei <strong>prezzi</strong> dell&#8217; <strong>arte contemporanea</strong>) e un possibile aumento della quota di sommerso nel corso del 2009.</p>
<p>*Sulla base della banca dati SIAE, l&#8217; impatto della <strong>crisi</strong> sul settore dei <strong>beni artistici</strong> ha evidenziato da un lato la rigidità dei <strong>prezzi</strong> (tenuta sostanziale dei <strong>prezzi</strong> dei <strong>beni artistici)</strong>, dall&#8217; altro il crollo del volume degli scambi (-40% per le case d&#8217; asta e -67% per le gallerie). Tale duplice effetto è analogo a quello registrato in altri mercati di beni d&#8217; <strong>investimento</strong> (<strong>immobiliare</strong> in primis). La <strong>crisi</strong> ha poi avuto lo stesso effetto sui <strong>prezzi</strong> delle opere vendute dalle gallerie e dalle case d&#8217; asta, indipendentemente dal canale di vendita.</p>
<p>*Rispetto ad altri asset di <strong>investimento</strong> (oro, azioni, immobili), l&#8217; <strong>arte contemporanea</strong> è risultata nel periodo 1995 &#8211; 2009 l&#8217; investimento a più alto rendimento medio annuale (4,04%), ma anche quello a più alta rischiosità (secondo solo all&#8217; oro).</p>
<p>*Se il <strong>rendimento</strong> dello stock investito in opere d&#8217; arte viene misurato su un diverso arco di anni, ad esempio sul 2006 &#8211; 2009, si osserva che solo l&#8217; <strong>arte moderna</strong> è sempre riuscita a <strong>garantire protezione dall&#8217; inflazione (bene rifugio)</strong>.</p>
<p><strong>Contatti<br />
Marco Marcatili<br />
051- 6483329 – 340 / 3586912<br />
marco.marcatili@nomisma.it<br />
</strong></p>
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		<title>V e n e z i a  C i t t à. La congiuntura immobiliare nel 2° semestre 2009</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Jan 2010 03:10:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La congiuntura negativa del mercato immobiliare veneziano è proseguita anche nel secondo semestre del 2009, mostrando una sofferenza evidente in tutti i settori, soprattutto in relazione ai volumi transati Altro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2010/01/4venezia-citta2.jpg?9d7bd4" alt='venezia citta' class="left"/><strong>La congiuntura negativa del mercato immobiliare veneziano è proseguita anche nel secondo semestre del 2009, mostrando una sofferenza evidente in tutti i settori, soprattutto in relazione ai volumi transati</strong></p>
<p>Altro elemento che accomuna, per il secondo semestre consecutivo, tutti i segmenti di mercato è il calo dei <strong>prezzi</strong> e dei <strong>canoni</strong>, che si manifesta, tuttavia, in maniera meno accentuata rispetto ai primi sei mesi dell&#8217; anno.</p>
<p>Mediamente i tempi medi di vendita sono in crescita, così come gli sconti praticati sul <strong>prezzo</strong> iniziale che, per le <strong>abitazioni</strong>, sono tra i più alti fra le città analizzate.</p>
<p>Se, nel <strong>comparto residenziale</strong>, la domanda di <strong>immobili</strong> in <strong>acquisto</strong> continua ad essere molto debole, la <strong>locazione</strong> riprende quota facendo registrare, negli ultimi sei mesi, una <strong>ripresa</strong> delle richieste ed una stabilizzazione delle quantità scambiate.<br />
<span id="more-6462"></span><br />
Se nel comparto abitativo la congiuntura negativa era manifesta già a partire dalla seconda metà del 2008, i mercati degli <strong>immobili</strong> ad uso <strong>terziario</strong> (<strong>uffici e negozi)</strong> vedono in questo semestre 2009 la prosecuzione di un trend palesatosi più di recente.</p>
<p>In particolare, per gli <strong>uffici</strong> prosegue la flessione di <strong>prezzi</strong> e <strong>canoni</strong> e si contrae ulteriormente la domanda a cui fa seguito una diminuzione dei contratti stipulati, sia per la <strong>compravendita</strong> che per la <strong>locazione</strong>.</p>
<p>Riflessivo anche il mercato dei <strong>negozi</strong> sul quale pesa una contrazione significativa del volume degli scambi formalizzati, nonostante la domanda, in contrazione da tempo tenda a dare segnali di <strong>ripresa</strong>.</p>
<p>Le previsioni degli operatori per i primi mesi del 2010 convergono su un&#8217; ulteriore, se pur lieve, contrazione dei valori, con una conseguente stabilizzazione dei volumi di scambio ed una possibile ripresa dell&#8217; attività transattiva in tutti i principali comparti.</p>
<p><strong>Fonte: Nomisma</strong></p>
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		<title>Roma. La congiuntura immobiliare nel 2° semestre 2009</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jan 2010 03:15:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il mercato immobiliare romano continua a dimostrare una notevole capacità di tenuta. Nonostante l&#8217; ulteriore peggioramento delle indicazioni congiunturali degli operatori, non si registrano, infatti, correzioni al ribasso dei valori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2010/01/3roma1.jpg?9d7bd4" alt='ROMA' class="left"/><strong>Il mercato immobiliare romano continua a dimostrare una notevole capacità di tenuta. Nonostante l&#8217; ulteriore peggioramento delle indicazioni congiunturali degli operatori, non si registrano, infatti, correzioni al ribasso dei valori in linea con le aspettative </strong></p>
<p>Anche dal punto di vista delle <strong>transazioni</strong> nei diversi comparti, la flessione registrata nel corso dell&#8217; anno, seppure confermi il progressivo ridimensionamento del mercato, si è rivelata di gran lunga più contenuta rispetto alla dinamica marcatamente recessiva registrata a livello nazionale.</p>
<p>Si tratta, è bene sottolinearlo, di una tendenza limitata al solo settore retail, in quanto i segnali che provengono dal versante istituzionale continuano ad essere di segno pesantemente negativo.<br />
<span id="more-6452"></span><br />
La capacità del mercato al dettaglio di mantenere le posizioni acquisite deve essere ricondotta ad un aumento dell&#8217; offerta ancora tutto sommato contenuto (e comunque limitato alle zone periferiche), sintomo delle modeste esigenze di realizzo da parte dei proprietari, nonché della perdurante presenza di una quota di domanda disposta a concludere le <strong>transazioni</strong> alle attuali condizioni di mercato. </p>
<p>A conferma della situazione fin qui delineata è possibile citare il deterioramento piuttosto limitato degli indicatori congiunturali (tempi medi di <strong>vendita</strong> e divario tra <strong>prezzo</strong> <strong>richiesto</strong> e <strong>prezzo</strong> <strong>effettivo</strong>), che si sono quasi sempre attestati su posizioni non dissimili rispetto allo scorso semestre. </p>
<p>L&#8217; unica eccezione a tale quadro è rappresentata dal drastico peggioramento della situazione rilevata in corrispondenza del <strong>segmento industriale</strong>, che al 2008 aveva evidenziato segnali di complessiva tenuta.</p>
<p>Più problematica, come accade ormai da alcuni anni, continua a risultare la situazione sul versante <strong>locativo</strong>, anche se non mancano segnali che inducono a ritenere ormai all&#8217; epilogo la <strong>fase recessiva. </strong>Le previsioni per la prima parte del 2010, formulate dagli operatori, sono improntate ad un cauto ottimismo.</p>
<p><strong>Fonte. Nomisma</strong></p>
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		<title>Il finanziamento immobiliare secondo il 3° Rapporto Nomisma 2009</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Jan 2010 03:00:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[A giugno del 2009 il monte mutui in essere attivato a sostegno del mercato immobiliare e del settore delle costruzioni ammonta a 573 miliardi di euro, il 60,7% ha come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2009/12/1finanziamento-quotato1.jpg?9d7bd4" alt='finanziamento' class="left"/><strong>A giugno del 2009 il monte mutui in essere attivato a sostegno del mercato immobiliare e del settore delle costruzioni ammonta a 573 miliardi di euro, il 60,7% ha come destinazione il mercato ed il restante 39,3% l&#8217; edilizia. La componente rilevante del sistema creditizio destinato all&#8217; immobiliare in senso lato è espressa dal settore della casa, che raccoglie il 58,3% delle consistenze dei mutui in essere. </strong></p>
<p>All&#8217; interno di questa quota il 44,1% è a copertura dell&#8217; attività di <strong>acquisto</strong> della <strong>casa</strong>. Rispetto ad 8 anni fa è cresciuta la quota destinata al mercato, mentre si è ridotta quella a copertura del settore delle costruzioni, inoltre è cresciuto il peso del comparto abitativo ed in particolare di quello delle <strong>compravendite</strong>.</p>
<p>Il dato più recente, riferito al secondo trimestre 2009, conferma in parte questa tendenza. Se si confrontano le erogazioni destinate al mercato di quest&#8217; ultimo trimestre con quelle riferite ad un anno prima, emerge il peso crescente della componente di <strong>acquisto casa </strong>a scapito, soprattutto, del comparto immobiliare non residenziale.</p>
<p>Analogamente le <strong>erogazioni</strong> destinate al settore delle <strong>costruzioni</strong> vedono anch&#8217; esse aumentato nell&#8217; anno il peso del settore abitativo. Nel primo semestre del 2009 sono stati erogati complessivamente 66,5 miliardi di euro, il 47% a copertura degli acquisti immobiliari (pari a 38,4 miliardi di euro) ed il restante 42,2% per finanziare il settore delle <strong>costruzioni</strong> (pari a 28,1 miliardi di euro). Il calo delle <strong>erogazioni</strong> è espresso da un -20,1% di capitale in meno nel semestre rispetto allo stesso periodo del 2008.<br />
<span id="more-6392"></span><br />
A metà anno la flessione del <strong>credito</strong> erogato per l&#8217; <strong>acquisto</strong> di <strong>immobili</strong> è ancora piuttosto elevata e di intensità crescente negli ultimi due trimestri (-18,8% nel primo e -22,4% nel secondo). Nel segmento delle <strong>costruzioni</strong> sembra invece profilarsi un rallentamento della flessione anche se l&#8217; entità del calo è ancora significativamente elevata (-15,6% nel trimestre).</p>
<p>Le <strong>erogazioni</strong> destinate al settore delle <strong>costruzioni</strong> sono calate ancora nei primi due trimestri dell&#8217; anno in corso ma per tutte le componenti, <strong>abitazioni</strong>, <strong>fabbricati non residenziali </strong>ed altro, il calo è stato di minore intensità nel secondo semestre del 2009: è rallentata, infatti, la flessione dei <strong>mutui</strong> destinati a finanziare l&#8217; attività di <strong>acquisto</strong> da parte delle <strong>famiglie</strong>, sia di <strong>abitazioni</strong> che di <strong>immobili</strong> <strong>di altra natura. </strong></p>
<p>In particolare, per quanto riguarda la componente relativa alla sola <strong>casa</strong>, il calo maggiore è ascrivibile al primo trimestre dell&#8217; anno in corso con un -22% di <strong>mutui</strong> erogati in meno nell&#8217; anno. Ciò si sarebbe tradotto, in base ai risultati dell&#8217; indagine trimestrale condotta da<strong> Banca d&#8217; Italia</strong> e <strong>Tecnoborsa</strong>, in un calo di <strong>compravendite</strong> effettuate con l&#8217; accensione di un <strong>mutuo</strong> di due punti percentuali, vale a dire il 68,3% degli <strong>acquisti</strong> effettuati nel secondo trimestre dell&#8217; anno a fronte del 70,4% del primo trimestre.</p>
<p>Gli oneri sostenuti dalle <strong>famiglie</strong> italiane per il servizio del debito (pagamento di interessi e restituzione del capitale) hanno registrato un&#8217; ulteriore diminuzione (9,6% del <strong>reddito</strong> disponibile, rispetto al 9,8% del primo trimestre). Nei mesi estivi è proseguita la riduzione dei <strong>tassi</strong> di interesse sui prestiti per l&#8217; <strong>acquisto</strong> di <strong>abitazioni</strong> che nel prosieguo dell&#8217; anno inciderà sul servizio del debito in proporzione alla quota dei prestiti a <strong>tasso</strong> variabile. </p>
<p>Il costo medio dei nuovi <strong>mutui</strong> alle <strong>famiglie</strong> a giugno è diminuito al 2,5% per le erogazioni a tasso variabile e al 5,0% per quelle a tasso fisso (rispettivamente 3,0 e 0,8 punti percentuali in meno in un trimestre). La domanda di <strong>mutui</strong>, desunta dai dati del Sistema di <strong>Informazioni Creditizie</strong> di <strong>Crif</strong>, nei primi 9 mesi del 2009 è cresciuta del 5% rispetto allo stesso periodo del 2008, invertendo così quel trend negativo che ha caratterizzato il 2008. </p>
<p>Complice di questo aumento sembra essere stata la componente della domanda di <strong>rinegoziazione</strong> dei <strong>mutui</strong> ma anche la tenuta della propensione all&#8217; <strong>investimento</strong> in <strong>case</strong> da parte del <strong>risparmiatore italiano </strong>(l&#8217; ultima indagine Ipsos &#8211; Acri dell&#8217; ottobre scorso conferma la quota del 54% di propensione all&#8217; <strong>investimento</strong> in <strong>immobili</strong> da parate dei <strong>risparmiatori</strong>, quota che è rimasta pressoché invariata dal 2007).</p>
<p>Gli esisti dell&#8217; indagine trimestrale sul <strong>credito bancario</strong> non confermano il dato <strong>Crif</strong> di una domanda di <strong>mutui</strong> positiva bensì raccontano di una domanda non più negativa ma stabile. Tale domanda si è scontrata ancora una volta con le politiche di offerta dei prestiti alle famiglie (informazione raccolta attraverso l&#8217; indagine trimestrale) che hanno registrato, nel secondo trimestre del 2009, un ulteriore irrigidimento, di intensità simile a quello della passata rilevazione; esso è consistito principalmente in una riduzione del rapporto tra <strong>prestito</strong> e <strong>valore</strong> dell&#8217; <strong>immobile</strong> per i <strong>mutui</strong> e in un aumento dei margini per gli altri <strong>finanziamenti</strong>. </p>
<p>Gli <strong>intermediari</strong> hanno messo in relazione la propria prudenza con le attese sull&#8217; attività economica, il rischio circa l&#8217; effettivo valore delle garanzie e le prospettive per il <strong>mercato</strong> degli <strong>immobili residenziali</strong>. Per il terzo trimestre del 2009 le <strong>banche</strong> prevedono un ulteriore lieve irrigidimento delle politiche di offerta e condizioni di domanda sostanzialmente invariate.</p>
<p>Ma, ciò che sta accadendo sul mercato del <strong>credito</strong>, fa emergere una dicotomia tra le banche medio &#8211; grandi e le banche minori, quelle di matrice territoriale. Per queste ultime, infatti, non si è assistito ad una contrazione delle erogazioni mentre, al contrario, le banche maggiori fanno registrare una flessione in progressiva crescita. La connotazione del mercato del <strong>credito</strong> è data però dalle banche maggiori in quanto si stima che le prime tre detengano il 64% del mercato dei <strong>mutui</strong>, che sale al 77% se si considerano i primi 5 istituti di <strong>credito</strong> italiani.</p>
<p>Gli <strong>operatori immobiliari</strong> intervistati da Nomisma in occasione della presente indagine, denunciano le difficoltà incontrate dalla clientela nell&#8217; accendere <strong>mutui</strong> per l&#8217; <strong>acquisto</strong> di un&#8217; <strong>abitazione</strong>. Tra queste vengono segnalate la richiesta di <strong>garanzie aggiuntive</strong> (70,1% delle risposte) e la minore quota finanziata (64,6%); seguono i lunghi tempi per l&#8217; istruttoria (33,6%) ed, infine, il costo elevato del mutuo (11,1%). A queste difficoltà si aggiunge il fenomeno delle insolvenze, in progressivo aumento. </p>
<p>Fino alla primavera del 2008 il tasso di insolvenza delle <strong>famiglie</strong> mutuatarie oscillava attorno all&#8217; 1% &#8211; 1,1%, dopo 1 anno è raddoppiato (a marzo del 2009 <strong>Crif</strong> stima un <strong>tasso</strong> di insolvenza del 2%). I 12 maggiori <strong>mercati immobiliari italiani</strong> per i quali si dispone di informazioni sul mercato del <strong>credito</strong> (rimane esclusa Catania dall&#8217; aggregato di nostro riferimento) rappresentano mediamente il 46% del mercato dei <strong>mutui</strong> erogati per l&#8217; <strong>acquisto</strong> di <strong>abitazioni</strong> (si ricorda che sul fronte delle <strong>compravendite</strong> essi rappresentano il 35,6% del mercato).</p>
<p>L&#8217; elevata concentrazione del mercato del <strong>credito</strong> è espressa anche dall&#8217; indicatore del monte <strong>mutui</strong> erogati per l&#8217; <strong>acquisto</strong> di <strong>abitazioni</strong> pro capite: a fine 2008 in Italia era di 946 euro per abitante mentre nella media dei 12 mercati era di 1173 euro per abitante. A questo proposito il livello di finanziarizzazione dei mercati maggiori è piuttosto variabile: si passa da 551 euro pro capite di Napoli ai 1.872 euro pro capite di Milano.</p>
<p>La congiuntura del mercato dei <strong>mutui</strong> destinati all&#8217; <strong>acquisto</strong> della <strong>casa</strong> in questi 12 mercati è espressa da un calo delle erogazioni del 14,1% in media nel secondo trimestre dell&#8217; anno che diventa un -19,7% con riferimento al primo semestre dell&#8217; anno. Va precisato che il calo maggiore si è verificato nel primo trimestre dell&#8217; anno mentre in quello successivo si è assistito ad un rallentamento della flessione in tutti i mercati ad esclusione di quello di Milano che ha fatto registrare un -8,6% nel primo trimestre e un -23,6% nel secondo.</p>
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		<title>In discesa il mercato del leasing immobiliare</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Jul 2009 04:15:46 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2009/07/2leasing1.JPEG' alt='leasing' class="left"/><strong>Secondo il 1° Rapporto Immobiliare Nomisma il leasing, nel complesso, è sceso del 20,5%. La crisi finanziaria dell&#8217; anno scorso ha contagiato  l&#8217; economia reale e, ovviamente, il mercato del leasing ha subito un forte contraccolpo, in quanto fortemente connesso al sistema della produzione dei beni e dei servizi. Nel 2008, infatti, lo stipulato ammonta, in valore, a poco più di 38.800 milioni di euro, mentre nel 2007 si attestava a circa 10 miliardi di euro al di sopra di tale quota. Una frenata senza precedenti sui nuovi contratti (ben del 20,5%), mentre i contratti in essere accrescono il proprio valore in misura del 5,6% (oltre 131 miliardi di euro) grazie all&#8217; allungamento della scadenza media delle posizioni contrattuali.</strong></p>
<p><strong>Nel real estate la flessione è del -35,2%</strong><br />
La crisi si manifesta più grave nel settore del real estate. Il comparto, infatti, nel 2008 segna veramente il passo, dopo aver toccato l&#8217; anno di massima espansione nel 2006, mentre nel 2007 ha subito la prima riduzione nei volumi delle nuove stipule. </p>
<p>Il volume di stipulato si riduce a 15 miliardi di euro. Siamo così tornati ai livelli del 2003 &#8211; 2004 (in termini nominali), pertanto la flessione su base annua fra il 2007 ed il 2008 è ben del 34,2%, al di sotto del 36% rispetto al picco massimo del 2006.</p>
<p>Il forte ripiegamento subito dal comparto nel complesso, ma ancor più nei riguardi del settore immobiliare, ha determinato una severa riduzione del peso del real estate rispetto al mercato del leasing preso nella sua totalità.</p>
<p>Fra il 2004 ed il 2007, infatti, il leasing immobiliare rappresentava circa la metà dei volumi mossi dalla locazione finanziaria, mentre oggi tale quota si riduce drasticamente al di sotto del 40%, lasciando dunque più spazio a leasing strumentale e auto.<br />
<span id="more-5436"></span><br />
<strong>Il settore del costruito e del costruendo </strong><br />
Scomponendo il mercato del leasing immobiliare fra quello relativo al <strong>costruito</strong> e al <strong>da costruire</strong>, emerge che la quota preponderante di volume contrattuale, in termini di valore dei contratti stipulati, è appannaggio delle operazioni rivolte alla locazione finanziaria degli immobili già costruiti, oscillando, sempre al di sopra di quota 60% rispetto al mercato del leasing immobiliare complessivo, anche se con qualche variazione.</p>
<p>Il peso maggiore lo ha comunque raggiunto fra il 2005 ed il 2006, anni in cui il mercato immobiliare aveva toccato picchi massimi in termini di quotazioni e di transazioni concluse. Nel 2008, in particolare, la quota di leasing per gli immobili costruiti si conferma al 63% sul totale dello stipulato immobiliare, lasciando gli immobili da costruire al 37%.</p>
<p>Pertanto, se tra il 2007 ed il 2008 il settore della locazione finanziaria  immobiliare ha subito una flessione in termini di nuovi contratti pari al 34,2%, se ne deduce che tale riduzione è stata di uguale entità in entrambi i sottocomparti che la compongono.</p>
<p>Tra il 2006 ed il 2007, infatti, mentre il mercato degli immobili costruiti, che aveva raggiunto livelli record, rallentava la propria crescita, il settore di quelli da costruire mostrava ancora trend positivi, anche se in graduale raffreddamento. Nel corso dell&#8217; ultimo anno, la situazione asimmetrica nei ritmi di variazione non si registra più: i due sottomercati sono entrambi al ribasso.</p>
<p><strong>La parcellizzazione  delle operazioni</strong><br />
Per quanto riguarda le fasce di importo dei contratti, si nota una parcellizzazione delle operazioni, soprattutto nel settore degli immobili costruiti. Nella classe di importo più elevata, oltre i 2,5 milioni di euro, si è scesi dal 31,8% del totale al 28,8%, con un contestuale avanzamento relativo dei contratti di fascia media e bassa. Questo significa che nell&#8217; ambito di un mercato in sofferenza mancano soprattutto le operazioni di maggior valore.</p>
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		<title>Mercato immobiliare 2008 secondo Nomisma. La congiuntura nelle 13 città intermedie</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Apr 2009 05:00:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217; analisi di Nomisma sul trend del mercato immobiliare 2008 con un campione di 13 città intermedie si focalizza su compravendite e locazioni di abitazioni, uffici, negozi, capannoni industriali e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2009/03/1nomisma1.jpg?9d7bd4" alt='Nomisma' class="left"/>L&#8217; analisi di Nomisma sul trend del mercato immobiliare 2008 con un campione di 13 città intermedie si focalizza su compravendite e locazioni di abitazioni, uffici, negozi, capannoni industriali e box auto / garage.  In termini generali, si rileva un peggioramento complessivo in tutti i  comparti con una riduzione della domanda e del numero di compravendite che,  secondo i dati più recenti dell&#8217; Agenzia del Territorio, è andato a  radicalizzarsi nell&#8217; ultimo quarto dell&#8217; anno.<br />
<span id="more-4561"></span><br />
<strong>I prezzi ed i canoni</strong><br />
Si aggirano intorno al 2%, mentre continuano ad allungarsi i tempi per la conclusione delle trattative. Dall&#8217; andamento combinato di prezzi e canoni deriva un&#8217; ulteriore  compressione dei rendimenti da locazione. Comunque, il mercato della locazione delle abitazioni sta resistendo meglio rispetto a quello delle compravendite e registra un incremento sul fronte della domanda, che  si orienta all&#8217; affitto non riuscendo a trovare risposte sul mercato dell&#8217; acquisto, forse  solo temporaneamente, in attesa che la situazione economica e finanziaria  complessiva si stabilizzi. Il mercato dei box e garage, invece, va mostrando  elementi di stabilità sia in relazione ai valori che alle quantità.</p>
<p><strong>Le abitazioni: domanda e  offerta</strong><br />
Nel 2008 tutti gli indicatori relativi al mercato immobiliare della compravendita  di abitazioni sono peggiorati con una diminuzione drastica sul fronte della  domanda e dunque delle quantità compravendute e una decisa crescita di ciò che viene messo in  vendita e non dato in locazione.  Questo trend accomuna sostanzialmente tutti i mercati considerati con la sola  eccezione di Messina, che registra una rilevante stabilità sul  fronte domanda e compravendite che si accompagnano, però, anche a segnali di riduzione. La diffusione della stagnazione del mercato è dunque  piuttosto capillare e possiede connotazioni simili a quelle osservate alcuni mesi fa, in chiusura del 2008, in corrispondenza delle 13 grandi aree urbane. </p>
<p><strong>Volumi di  compravendita</strong><br />
Che le compravendite siano diminuite nel corso dell&#8217; anno scorso è testimoniato anche dal recente dato relativo al numero di abitazioni compravendute in Italia diffuso dall&#8217; Agenzia del Territorio che fissa in un -15,1% la riduzione dei contratti nel corso degli ultimi dodici mesi.  Tale flessione riporta il mercato domestico al di sotto delle 700 mila  compravendite, con una flessione che diventa sempre più evidente nel corso dell&#8217; anno. Infatti nei primi tre trimestri le riduzioni delle compravendite erano pressoché della medesima entità e intorno al 14%, ma poi nel quarto trimestre, ovvero quando si sono resi sempre più evidenti i  sintomi della gravità della crisi economica e finanziaria internazionale, la riduzione dei volumi contrattuali si è portata al -17,7%.  </p>
<p><strong>Le sofferenze dei comuni</strong><br />
Per la prima volta, inoltre, i comuni di provincia hanno sofferto almeno come quelli metropolitani, se non di più. In effetti, se consideriamo l&#8217; Italia nel suo insieme, notiamo che la diminuzione dell&#8217; attività  transattiva nei capoluoghi di provincia si limita al -13,8%, mentre i comuni  non capoluogo flettono del -15,7% (ben due punti di distacco); allo stesso  modo, analizzando le sole aree metropolitane, vediamo una flessione del 14,9% se si considerano tutte le compagini provinciali, ma se si scorporano da queste i comuni capoluoghi e ci si concentra sul resto della provincia, emerge una  diminuzione del -15,6% per quelli che possono essere definiti come i comuni  satellite e le cinture delle grandi città. Da questa esemplificazione si può trarre un&#8217; indicazione della tendenza che sta diffondendosi, ovvero che i mercati definibili come secondari, in questo momento di stagnazione, vengono più marginalizzati e che le migliori  localizzazioni tendono a manifestare una migliore tenuta rispetto alle attuali  complessità del mercato. </p>
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		<title>Il mercato immobiliare secondo Nomisma. Ancora sostenute le ristrutturazioni con agevolazione fiscale del 36%</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Mar 2009 05:00:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nel 2008 è risultata positivo il trend del comparto delle ristrutturazioni abitative che hanno goduto del bonus fiscale del 36%. Infatti sono risultate complessivamente 391.688, in calo del 2,7% rispetto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2009/03/1le-ristrutturazioni1.jpg?9d7bd4" alt='1LE RISTRUTTURAZIONI' class="left"/>Nel 2008 è risultata positivo il trend del comparto delle ristrutturazioni abitative che hanno goduto del bonus fiscale del 36%. Infatti sono risultate complessivamente 391.688, in calo del 2,7% rispetto all&#8217; anno record del 2007, ma rappresentano la  migliore performance dal 1988 ad oggi. Il dato di dicembre è comunque ancora positivo e fa registrare un +18% rispetto a novembre ed un +19% rispetto allo stesso valore registrato a dicembre del 2007.<br />
<span id="more-4550"></span><br />
Una domanda in crescita, quindi, ma proprio per questo in  controtendenza rispetto al calo dei consumi e degli investimenti, pertanto potrebbe risentire di decisioni prese qualche mese prima e quindi si allontana la sua validità congiunturale. Occorre aspettare i dati riferiti ai primi mesi del 2009 per capire se dietro a  questi tipi di interventi esiste una domanda sostenibile e propulsiva per il  settore.            </p>
<p><strong>Lo scenario  atteso per il  2009 appare  critico</strong><br />
Il quadro preoccupante tracciato a fine 2008 assume proporzioni più allarmistiche se riferito al 2009. Secondo le imprese associate all&#8217; Ance, i livelli produttivi attesi caleranno del 6,8% (a fronte del -1,5% previsto nell&#8217; indagine di settembre 2008) e si ipotizzano forti difficoltà per tutti i comparti, in particolare per l&#8217; edilizia abitativa di nuova edificazione, per la quale si attende una  contrazione media degli investimenti pari al -9,2%.   La situazione è più preoccupante nel Nord del Paese rispetto al  Sud, dove le contrazioni previste sono di minore entità. Preoccupazioni anche sul fronte occupazionale: l&#8217; Ance stima che  nel 2009 ci potrebbe essere un calo di circa 250.000 occupati, anche dell&#8217; occupazione indotta sui settori collegati.</p>
<p><strong>La stretta creditizia  denunciata  dalle imprese</strong><br />
Le preoccupazioni espresse dagli imprenditori edili sono direttamente proporzionali alla stretta creditizia attuata dalle banche (gli istituti di credito richiedono il rientro  immediato da alcune esposizioni oppure aumentano gli spread praticati), al calo della fiducia (quindi della domanda) delle famiglie e delle imprese e, per quanto  concerne le Opere Pubbliche, ai forti ritardi dei pagamenti da parte della Pubblica Amministrazione a fronte dei lavori eseguiti. Le modalità con cui gli istituti di credito stanno attuando questa restrizione sono diverse: -il 56% del campione di aziende denuncia un allungamento dei tempi di  istruttoria;  -il 55% un aumento dello spread praticato; -il 46% una richiesta di garanzie aggiuntive; -il 36,7% una riduzione della quota di finanziamento sull&#8217; importo totale  dell&#8217; intervento. </p>
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		<title>Compravendite: un progetto nazionale camerale sul contratto tipo</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Feb 2009 05:00:39 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2009/02/5compravendite1.jpg?9d7bd4" alt='Compravendite' class="left"/>Acquisti on &#8211; line più  sicuri, compravendite di immobili più trasparenti, turisti più garantiti. Sono alcuni dei principali risultati che verranno raggiunti grazie al  progetto nazionale sui contratti &#8211; tipo e le clausole inique, presentato a  Pisa. Le Camere di Commercio Italiane, coordinate da Unioncamere, in collaborazione con l&#8217; Autorità Antitrust, con le associazioni dei consumatori e delle imprese ed il supporto di alcuni ordini professionali, hanno messo a punto 13 contratti &#8211; tipo, 5 pareri sulle  clausole inique e 1 codice di condotta, raccolti in una banca &#8211; dati nazionale  on-line liberamente consultabile e a disposizione del piccolo imprenditore così come del semplice cittadino consumatore.<br />
Secondo Tecnocasa  il mercato immobiliare italiano chiude l&#8217; anno 2008 con una contrazione dei  prezzi e delle compravendite che ha interessato grandi metropoli, capoluoghi  di provincia e comuni dell&#8217; hinterland. Si è di fronte ad una realtà contrassegnata da una maggiore offerta di immobili sul mercato, da una  domanda più selettiva e prudente e da un allungamento delle tempistiche di  vendita.<br />
<span id="more-4259"></span><br />
Nei prossimi mesi la situazione non subirà cambiamenti significativi, sebbene fare delle previsioni diventi sempre più arduo alla luce della situazione macroeconomica del Paese. Infatti, il mercato  immobiliare si muove con più lentezza perché i potenziali acquirenti sono  molto più riflessivi, incitati in questa direzione anche dalle notizie che  riguardano, in generale, l&#8217; economia italiana, europea e mondiale. Nella  seconda parte del 2008, a ridosso dell&#8217; estate, si è registrato un aumento della domanda di immobili ad uso investimento, causato da una fuga dal mercato finanziario: chi aveva il capitale a disposizione non ha avuto remore ad investirlo nel mattone, considerato ancora un investimento sicuro.</p>
<p>Le difficoltà maggiori si riscontrano, e continueranno a riscontrarsi, sul segmento della prima casa e cioè su chi deve  acquistare l&#8217; abitazione per uso diretto e, non avendo sufficiente liquidità,  deve ricorrere al mutuo. Anche per coloro che devono realizzare un acquisto  di sostituzione non sarà semplice vendere il proprio immobile con velocità.  Questo aspetto, che ha caratterizzato il mercato immobiliare del 2008, potrà  essere riconfermato anche per il 2009. Per comprendere le ultime performance del mercato immobiliare è doveroso considerare la situazione esistente sul mercato creditizio. Per il 2009, infatti, si prevede ancora un atteggiamento  selettivo e prudenziale da parte degli Istituti di Credito nella concessione dei mutui.</p>
<p>La mancanza di liquidità e le previsioni per la nostra economia inducono le banche ad un atteggiamento più prudente sia nei confronti della  capacità di indebitamento delle persone sia rispetto al valore finanziabile  dell&#8217; immobile. Il prezzo, che è stata la variabile &#8211; chiave del mercato immobiliare nel 2008, lo sarà ancora nel 2009. Gli operatori pensano che i  potenziali acquirenti desiderino acquistare ad un prezzo congruo rispetto alla qualità dell&#8217; immobile e sicuramente, i ribassi dei prezzi saranno più sensibili sulle tipologie usate rispetto a quelle nuove; si attende, inoltre, una tenuta  migliore per le zone centrali rispetto a quelle periferiche. Le previsioni, a  livello nazionale, indicano una riduzione dei prezzi che oscillano da -4% a  -1% con un calo nelle metropoli compreso tra -4% e -2%.</p>
<p>Inoltre, da un&#8217; altra analisi di Tecnocasa che ha  riguardato l&#8217; andamento del mercato di pregio nel primo semestre del 2008, è  emerso che in questo segmento non si sono registrati cedimenti, anche se gli  operatori hanno notato una maggiore attenzione ai dettagli e alla qualità  dell&#8217; abitazione e, in generale, una maggiore riflessione da parte degli  acquirenti. La tenuta dei valori per questa tipologia di abitazioni è spiegabile anche con una bassa offerta presente sul mercato; infatti, chi possiede un immobile di questo genere difficilmente è disposto a cederlo e le compravendite riguardano spesso soluzioni ereditate oppure da alienare in  seguito al trasferimento dei proprietari in altre città.</p>
<p>Chi cerca tipologie  di pregio predilige soprattutto quelle posizionate ai piani alti, luminose, dotate di terrazzo quando possibile, con ampi spazi di rappresentanza, doppi  servizi, box o posto auto (sempre più apprezzati). Fondamentale è l&#8217; edificio  in cui è inserita l&#8217; abitazione che deve presentarsi in ottime condizioni,  meglio se posizionato su strade tranquille e lontane dal traffico. Ben considerata la presenza di soffitti a volta, cassettoni, affreschi e viste  panoramiche. Quanto allo stato di conservazione, si preferiscono le tipologie  da ristrutturare perché consentono una maggiore personalizzazione ma anche la ristrutturazione eseguita nel rispetto delle caratteristiche originarie  dell&#8217; abitazione, talvolta, incontra il favore degli acquirenti; l&#8217; acquisto di  questo tipo di abitazione è finalizzato quasi sempre all&#8217; utilizzo diretto.</p>
<p>In un&#8217; intervista rilasciata alla Reuters da un&#8217; analista di Nomisma,  viene evidenziato che la politica di allentamento monetario della Bce, rafforzata con il taglio del tasso di riferimento al  minimo storico del 2%, non basterà a far ripartire il mercato immobiliare italiano. Due sono i punti critici che pesano particolarmente sul settore  residenziale: il clima economico preoccupante che scoraggia eventuali  compratori e una sorta di resistenza delle banche a concedere mutui. Le  manovre sui tassi hanno poco impatto, almeno a breve termine, sul nostro  mercato, segnato da un clima di sfiducia e attendismo che immobilizza la  domanda e dal persistere della stretta creditizia che si manifesta in una  sorta di resistenza delle banche a concedere mutui. Il 2008 chiude con una  contrazione delle compravendite nel residenziale del 15 &#8211; 16% (leggermente  meglio del -20% previsto a fine novembre), poiché da 815.000 transazioni nel 2007 si è passati a 700 / 710.000 nel 2008 e per il 2009 sembra confermata la  stima di una flessione del 10%.<br />
<strong><br />
Fonte: Tecnoborsa</strong></p>
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		<title>Catania: immobiliare stabile, rallenta retail</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Aug 2008 11:07:13 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2008/06/capannone12.jpg?9d7bd4" alt='Catania: immobiliare stabile, rallenta retail ' class= "left" />Mercato immobiliare stabile a Catania, sia in termine di domanda che di offerta, secondo le indicazioni degli agenti immobiliari, registrate da Nomisma, nel suo Osservatorio relativo al primo semestre 2008. L&#8217;unica eccezione riguarda il mercato commerciale soprattutto per quanto riguarda le compravendite che sta segnalando significativi andamenti riflessi. I tempi di vendita sono ovunque in aumento segno della fase di rallentamento in atto. Il mercato delle locazioni, invece, registra una diminuzione dei tempi di locazione soprattutto nel segmento commerciale e a seguire l&#8217;abitativo. Prezzi e canoni sono caratterizzati da andamenti differenti: le variazioni semestrali dei valori di compravendita di uffici, negozi e posti auto sono tutte positive (circa +3,2%) mentre i prezzi delle abitazioni crescono solo dell&#8217;1,7%. Le differenze sono ancora maggiori per quanto riguarda i canoni dove la crescita maggiore e&#8217; quella del comparto direzionale (+4,3%) mentre quella peggiore e&#8217; attribuibile al comparto commerciale (+0,5%).<br />
<span id="more-3390"></span><br />
Gli affitti delle abitazioni crescono di poco (+2,8%), mentre i posti auto (+1,9%) subiscono una brusca frenata rispetto al passato. I rendimenti maggiori riguardano ancora i negozi (9,1%), mentre quelli relativi alle abitazioni, agli uffici e ai posti auto rimangono stabili e comunque superiori alla media campionaria. I divari tra prezzi inizialmente richiesti e prezzi effettivi aumentano per tutti i comparti tranne che per i posti auto (10,7%). Le previsioni per il prossimo semestre &#8211; secono Nomisma &#8211; sono orientate al mantenimento dell&#8217;attuale congiuntura, sia per le compravendite, che per le locazioni ad eccezione di un possibile peggioramento nei prezzi e nel numero di contratti di compravendita stipulati per quanto concerne le zone periferiche.</p>
<p>-Pirellire- </p>
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		<title>Compravendite: transazioni in calo, prezzi stabili, tempi piu&#8217; lunghi</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Aug 2008 08:17:09 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2007/08/condominio.jpg?9d7bd4" alt='compravendite immobiliari' class="left"/>Dal II Rapporto sul Mercato Immobiliare 2008 di Nomisma emerge che nel 2007 le compravendite di abitazioni sono calate del 4,6% (ovvero 40 mila in meno dell&#8217;anno precedente) e del 9,3% nelle grandi aree urbane. E&#8217; il primo anno di calo dopo un decennio di crescita ininterrotta che ha determinato un incremento dei volumi di mercato pari al 66%. Anche il primo semestre del 2008 è all&#8217;insegna di un mercato residenziale in flessione. La congiuntura che a fine 2007 era già piuttosto rallentata, nella prima parte del 2008 rallenta ulteriormente e questo è confermato anche dal fatto che i tempi di vendita sono peggiorati ulteriormente, arrivando a superare in media i 5 mesi e mezzo, ma che nelle zone urbane decentrate possono raggiungere anche i 7 mesi. La domanda di abitazioni è composta da: 51% prima casa (in tendenziale aumento rispetto a quanto osservato lo scorso anno), 28% sostituzione, 9% seconda casa e 12% investimento. I prezzi a malapena recuperano l&#8217;erosione dell&#8217;inflazione, infatti la variazione semestrale dei prezzi delle abitazioni si attesta sul 2,1% per le abitazioni nella media (ma le abitazioni nuove crescono solo dell&#8217;1,7%), con un incremento annuale del 4,2%. Si tratta dell&#8217;aumento più contenuto dell&#8217;ultimo decennio che si riduce a un mero 1,1% se deflazionato e, in particolare, il Nord va peggio del Sud. Gli sconti sui prezzi crescono in generale del 10%. Le intenzioni di acquisto di un&#8217;abitazione nei prossimi dodici mesi sono all&#8217;1,8%, cioè ai livelli più bassi dell&#8217;ultimo ciclo immobiliare, poichè erano al 7%, all&#8217;inizio degli anni 2000. La tendenza della prima parte del 2008 porta, quindi, a una riduzione di compravendite di abitazioni nell&#8217;anno di circa 80 mila unità, mentre i prezzi a fine anno dovrebbero segnare una crescita nominale zero, ovvero una riduzione reale pari all&#8217;inflazione.<br />
<span id="more-3353"></span><br />
In base ai dati raccolti nei primi 6 mesi del 2008 dal Centro Studi Toscano, il mercato immobiliare conferma la sua fase di rallentamento, della quale si erano registrate le prime avvisaglie nell&#8217;ultimo trimestre del 2007. Il numero delle compravendite nel comparto residenziale evidenzia un segno negativo (-16%) a livello nazionale, che peggiora ulteriormente (-25%) se si considerano i capoluoghi di regione italiani, rispetto al primo semestre del 2007. I tempi di vendita sono rimasti sostanzialmente stabili nel corso del 2008, arrestando quindi la crescita che avevano subito nel 2007: da poco più di 4 mesi a gennaio 2007, ai 6 nel corso dei successivi mesi. Al fine di evitare lo stallo, nei primi mesi del 2008 è stata favorita una politica di prezzo volta a rendere maggiormente fluido il mercato e favorire l&#8217;incontro tra domanda e offerta.	</p>
<p>Quest&#8217;ultima ha prodotto uno sconto medio in sede di compravendita pari al 13,5% del valore richiesto, producendo un lieve beneficio in termini di quantità vendute, rispetto all&#8217;ultimo semestre del 2007 (+4%). Ecco, quindi, che le quotazioni immobiliari in questo primo semestre 2008 hanno subito variazioni verso il basso, più contenute nelle zone centrali delle principali città italiane, le quali registrano, inoltre, minori tempi di vendita rispetto alle zone semicentrali e periferiche. In queste ultime si rileva un progressivo calo delle quotazioni, correlato a tempi medi di vendita più elevati. Questo trend è comune alle città di Bologna, Cagliari, Genova, Palermo, Torino e Verona ma è vero soprattutto per Milano e Roma, le cui zone centrali hanno tempi di vendita ben al di sotto della media (rispettivamente, di 5,2 mesi per Milano e 4,2 per la Capitale).<br />
Un&#8217;analisi realizzata dall&#8217;Ufficio Studi Tecnocasa ha preso in esame l&#8217;andamento dei tempi medi di vendita degli immobili nell&#8217;ultimo anno. Il periodo analizzato va da giugno 2007 a giugno 2008 e sono state considerate le grandi città con i rispettivi hinterland e i capoluoghi di provincia. Gli ultimi dati dicono che nelle grandi città il timing è intorno ai 127 giorni, in crescita rispetto ai 110 giorni registrati esattamente un anno fa. A seguire, i capoluoghi di provincia con una media di 147 giorni contro i 126 di giugno 2007 e, infine, i comuni dell&#8217;hinterland delle grandi città che sono passati da 149 a 173 giorni. Da notare come nelle grandi città i tempi di vendita siano più brevi rispetto alle altre realtà, a conferma di un maggiore turn over metropolitano. Questi numeri forniscono l&#8217;idea di quello che ormai da mesi sta accadendo nel mercato immobiliare: la maggiore offerta di abitazioni permette all&#8217;acquirente di avere più scelta e di rimandare l&#8217;acquisto fino a quando trova la casa adatta alle proprie esigenze; d&#8217;altronde, questo è possibile perchè ormai sul mercato si muove soprattutto chi cerca per necessità. A questo si deve aggiungere che il gap tra le richieste dei potenziali venditori e la disponibilità di spesa dei potenziali acquirenti comporta trattative più lunghe ed, inevitabilmente, i tempi necessari per concludere la compravendita si allungano. Verona, Bari e Bologna sono le città i cui tempi di vendita sono maggiori rispettivamente con 178, 161 e 144 giorni. Tra i comuni dell&#8217;hinterland, la tempistica maggiore si registra nella province di Bologna con 238 giorni e Verona con 223. Tra i capoluoghi di provincia, Pesaro con 231 giorni e Reggio Emilia con 219 sono le località dove occorre più tempo per concludere una compravendita immobiliare.</p>
<p>a cura di Tecnoborsa</p>
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