Milano e Roma ultime per housing sociale
Le citta’ di Roma e Milano sono in fondo alla graduatoria europea per quel che riguarda la casa in affitto sociale, questa la conclusione del primo report sulle città globali ( da Scenari Immobiliari). La capitale, con un 4,3%, si colloca infatti al sedicesimo posto tra le venti citta’ monitorate, mentre il capoluogo lombardo con il 7,2% conquista appena il quattordicesimo posto. Ancora più in fondo alla classifica c’è Barcellona che registra appena il 2,7%, Zurigo (4%), Madrid (3,7%), Atene (4%) Lisbona (5%), mentre nella classifica delle città “virtuose” si colloca a pieno diritto Amsterdam dove quasi un appartamento su due è affittato con contratti sociali. La media europea, per quanto riguarda la pecentuale di housing sociale, si attesta sul 14,1%. La performance negativa delle due città italiane - spiega il rapporto - è dovuta alla forte propensione degli italiani alla proprietà immobiliare:(il 62% degli appartamenti a Milano e il 64,8% a Roma sono abitati dai loro proprietari.

Assoimmobiliare ha presentato oggi a Roma lo studio “Italia in Sviluppo”. Nonostante gli ultimi 12 mesi siano stati contrassegnati da una congiuntura immobiliare debole, un primo confronto con lo studio 2007 mostra alcuni importanti segnali positivi: sono saliti a 383 i progetti censiti (15% in più rispetto all’anno scorso), con una quota di capitale investito in media di 265 ml, cresciuta quindi di oltre 13 punti percentuali.
Il ciclo del mercato degli immobili ad uso direzionale continua a muoversi a favore degli utilizzatori in area EMEA (Europa, Medio Oriente & Africa), ma secondo l’ultimo EMEA Occupier Conditions Report pubblicato da Jones Lang LaSalle riferito al terzo trimestre del 2008 un numero crescente d’utilizzatori sta adottando una strategia di attesa. L’ultimo Office Occupier Clock di Jones Lang LaSalle mostra che alcuni mercati all’interno dell’area EMEA si sono spostati nel quadrante dell’orologio che indica canoni d’affitto in discesa, posizione che evidenzia condizioni di mercato favorevoli agli utilizzatori: i mercati della City e del West End di Londra, insieme con Bruxelles, Zurigo e Almaty, si sono spostati in questa direzione. Nel secondo trimestre gli affitti prime nel West End di Londra, i più onerosi, hanno registrato una flessione del 4,3%, mentre gli affitti nell’area della City sono scesi di un ulteriore 1,6% dopo aver registrato un calo di quasi il 4% nei primi tre mesi dell’anno. Bruxelles ha mostrato un calo degli affitti del 3,4%, mentre Almaty del 2,2%. In altri mercati (Barcellona, Casablanca, Dublino, Madrid e Riga) gli affitti sono ormai prossimi alla cuspide che indica l’inizio del periodo di discesa, essendo posizionati in prossimità delle ore 12 dell’orologio.
Per i finanziamenti alle famiglie (mutui e credito al consumo) il biennio 2009-2010, dopo un 2008 di transizione, sara’ il momento della ripresa graduale. E’ quanto emerge da un’analisi dell’ufficio studi Kiron per Tecnocasa effettuata su dati Bankitalia e Assofin. Nel complesso, alla fine del 2008, la crescita dei finanziamenti alle famiglie dovrebbe attestarsi attorno al 2,5-3%. Secondo lo studio, il rallentamento del ciclo immobiliare ed il graduale aumento del credito comporteranno una diminuzione dei ritmi di crescita dei mutui a fronte di maggiore vivacita’ del credito al consumo. L’adeguamento dell’offerta rendera’ la linea di demarcazione tra mutuo e credito al consumo sempre meno evidente, accompagnandosi ad una ricomposizione verso importi e scadenze sempre piu’ lunghe. In particolare, nel settore dei mutui, le politiche di offerta - conclude l’analisi - saranno influenzate dalla maggiore efficienza delle tecniche di credit scoring (il metodo per calcolare la solvibilita’ del consumatore) e di controllo prudenziale, che dovrebbero costituire un fattore di contenimento della rischiosita’ anche in virtu’ degli interventi normativi sulla portabilita’ del debito da parte delle famiglie.
Nei primi sei mesi dell’anno, il valore degli immobili a Torino è sceso del 6,3%. Aumenta la domanda per le case di minore dimensione, mentre l’offerta è concentrata su ampie metrature. I dati sono stati comunicati dall’Ufficio Studi Gabetti. Particolarmente penalizzati sono stati i quartieri settentrionali periferici e, più in generale, quelli popolari. A seconda del quartiere, le percentuali sono diverse: se il valore degli immobili si è mantenuto stabile nel Pre-collina e alla Crocetta, in Barriera Milano la flessione è stata del 5,3%, in Aurora del 6,6%, in Vanchiglia del 10%. Quotazioni in leggero calo anche nella parte settentrionale di San Salvario, mentre tiene la domanda per Pozzo Strada, la zona lungo il Po, Cit Turin e corso Francia, area che beneficia della riqualificazione dell’intero asse viario e delle piazze Bernini, Rivoli e Massaia. I prezzi più alti si raggiungono in zona esclusive come Crimea e alla Gran Madre, dove i tagli disponibili sono grandi,superiori ai 100 mq. In questi quartieri, le quotazioni per il signorile ristrutturato sono pari a 7-8.000 euro al mq, mentre in piazza Castello soluzioni medie in buono stato costano di solito sui 3.400 euro al mq. Prospettive interessanti riguardano le zone in cui sono state avviate opere di riconversione o riqualificazione come quella del Lingotto, o via Giordano Bruno dove la riconversione del Villaggio Olimpico porterà alla realizzazione di tre lotti di residenze.
La media è di 96 metri quadri. Cambia la casa, si riduce la superficie degli appartamenti, e insieme il modo di viverla, utilizzarla, consumarla. I metri quadrati a disposizione sono sempre meno (96, secondo l’ultimo censimento 2001 dell’Istat), cosi’ come il numero delle stanze (in media 4,2%). Alcune, anzi, scompaiono. Si pensi che sono raddoppiate le abitazioni con il solo angolo cottura (il 75,5% delle case ha una cucina adibita a stanza, mentre nel 1991 era l’87,2% dei casi). E cambiano gli stili di vita, a favore di una sempre maggiore propensione all’individualismo, che gli psicologi hanno definito come “sindrome da monade”. E’ quanto emerge da una ricerca effettuata da Sitcom Editore su un campione di 540 uomini e donne, di eta’ compresa tra i 25 e i 65 anni, appartenenti a nuclei familiari di almeno tre componenti, in occasione del lancio del nuovo mensile di arredamento “Case & Stili”, diretto da Giorgio Tartaro, gia’ alla guida del canale satellitare “Leonardo”. Secondo la ricerca, al diminuire degli spazi delle case, diventate sempre piu’ come alveari nelle grandi metropoli, corrisponde il venir meno dei tradizionali riti di socializzazione.
Peggiora la crisi del settore immobiliare inglese. Secondo Halifax, società specializzata nei mutui ipotecari, i prezzi delle abitazioni sono crollati di un altro 10,9% in agosto, rispetto a 12 mesi fa, quando cominciò lo shock finanziario. È la maggiore flessione da 25 anni, l’anno in cui è cominciata la raccolta dei dati. Su base mensile, la flessione è dell’1,8 per cento. Martin Ellis, capo economista di Halifax, ha commentato i dati affermando che «le pressioni sui redditi delle famiglie, insieme alla ridotta accessibilità ai mutui, stanno abbassando i prezzi delle case e l’attività del settore». In questo scenario, ieri, la Banca d’Inghilterra ha comunque deciso di lasciare al 5% i tassi d’interesse, fermi a questo livello da cinque mesi, malgrado la prospettiva di una recessione si faccia sempre più concreta. La Banca centrale resta ancora più preoccupata dalle pressioni inflazionistiche, che non dalle difficoltà dell’economia,e prevede chei prezzi aumenteranno del 5% quest’anno (erano al 4,4%a luglio). Solo nel 2009 l’inflazione dovrebbe cominciare a rientrare: un allentamento del costo del denaro sembra quindi da escludere fino ad allora.
Per il mattone è tempo di discount: complice un mercato in stagnazione, chi vorrà acquistare una casa potrà contare su lo sconto. Infatti per i nuovi acquirenti la situazione potremme risultare leggermente vantaggiosa, a causa dell’inflazione che ha colpito il settore immobiliare.
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