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	<title>Mondocasablog &#187; raffrescamento estivo</title>
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		<title>Citylife. A Milano il primo quartiere a zero emissioni</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Feb 2010 03:05:03 +0000</pubDate>
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<p>Con <strong>Citylife </strong>sarà ridotto l&#8217; utilizzo di idrocarburi (gasolio e altro), si avrà una migliore<strong> efficienza energetica</strong> e diminuiranno le<strong> emissioni di CO2</strong> di circa 250.000 tonnellate l&#8217; anno.  <strong>A2A,</strong> con il progetto di sviluppo pianificato, elabora un sistema integrato che produce <strong>calore pulito innovativo</strong>, utilizzando le <strong>pompe di calore</strong> ad acqua di falda, di <strong>cogenerazione a gas</strong> ad alta <strong>efficienza </strong>e di <strong>recupero di calore</strong> ed <strong>energia dal trattamento dei rifiuti.</strong><br />
<span id="more-7062"></span><br />
Il Piano di <strong>teleriscaldamento </strong>di Milano, gestito da <strong>A2A</strong> e dal<strong> Comune di Milano</strong>, è un&#8217; imponente serie di opere finalizzate ad abbattere  le <strong>emissioni inquinanti</strong> prodotte dagli <strong>impianti di riscaldament</strong>o tradizionali.  E prevede per la città meneghina un incremento del <strong>teleriscaldamento</strong>, che secondo le stime nel 2012 raggiungerà circa 500.000 abitanti (730.000 nel 2015).</p>
<p>A2A fornirà calore da <strong>teleriscaldamento </strong>dalla rete alimentata dal termovalorizzatore rifiuti di Silla 2: il <strong>teleriscaldamento </strong>fornirà calore per <strong>riscaldamento</strong>, produzione acqua calda sanitaria e freddo per <strong>condizionamento </strong>mediante macchine frigorifere ad assorbimento. La fornitura di calore tramite il <strong>teleriscaldamento </strong>permette di eliminare completamente i camini e le relative emissioni inquinanti utilizzando il <strong>calore </strong>recuperato dalla termovalorizzazione dei rifiuti.</p>
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		<title>La Certificazione Energetica degli edifici</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Jul 2009 04:20:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le costruzioni (a differenza ad esempio delle automobili) sono ferme all&#8217; età della pietra. E non è un eufemismo: contribuiscono all&#8217; inquinamento complessivo per il 40% circa del totale. La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2009/07/1barsotti2.jpg?9d7bd4" alt='barsotti' class="left"/><strong>Le costruzioni (a differenza ad esempio delle automobili) sono ferme all&#8217; età della pietra. E non è un eufemismo: contribuiscono all&#8217; inquinamento complessivo per il 40% circa del totale. La Certificazione Energetica degli edifici è un segno di una nuova civiltà che avanza. È un documento che permette all&#8217; utente finale di conoscere quali saranno i consumi energetici della casa, con la rilevante incidenza che questi hanno nel costo di gestione della stessa.</strong></p>
<p>Dare agli utenti, proprietari o affittuari, una maggiore consapevolezza sui consumi, sugli sprechi, sulla possibilità nel tempo di pagare meno sia in termini monetari che in termini di inquinamento dell&#8217; aria, deve diventare un dovere di tutti gli operatori del settore specie nel momento in cui sono a diretto contatto con le famiglie, soprattutto nel momento in cui queste affrontano un impegno enorme, quello dell&#8217; acquisto della propria casa, investendo un capitale che magari pagheranno in 20 o 30 anni! Andiamo finalmente verso la cultura della responsabilità e della consapevolezza dei problemi personali e sociali, perché l&#8217; inquinamento provocato dalle nostre attuali abitazioni ricade direttamente sulla nostra salute e su quella dei nostri figli.</p>
<p><strong>È una questione culturale profonda</strong></p>
<p>La persona che acquista una macchina è abituata ad informarsi dal venditore dei consumi della macchina. Altrettanto non si può dire per chi acquista o prende in locazione un alloggio. Investe un capitale 10 &#8211; 15 &#8211; 20 volte superiore a quello che serve per acquistare una macchina, ma si ferma a considerare spesso le finiture interne, i pavimenti, a volte solo l&#8217; aspetto esterno.</p>
<p><strong>Certificazione energetica e diagnosi energetica: la differenza</strong></p>
<p><strong>La certificazione energetica</strong> fotografa una realtà al momento dello studio. Il foglio (attestato) che normalmente si propone, si compone di tre pagine. La prima, caratterizzata da strisce di colori, fa vedere in maniera evidente la classe di appartenenza del fabbricato, i consumi in termini di Kwh / mq anno. In seconda pagina illustra gli indicatori prestazionali, cioè i consumi teorici per riscaldamento, per raffrescamento estivo, per produzione di acqua calda sanitaria, per l&#8217; energia elettrica, espressi in Kwh / mq oltre che i kg / mq di CO2 immessi in atmosfera.</p>
<p><strong>La diagnosi energetica</strong> fa capire come intervenire sull&#8217; immobile per ottimizzare gli interventi, sapendo in quanto tempo si può ammortizzare il capitale investito. È importante considerare i costi nella vita utile dell&#8217; impianto: ad esempio, se si utilizza una caldaia a condensazione, bisogna sapere che inizialmente per l&#8217; acquisto si spende il doppio di una caldaia normale, ma dopo i primi tre anni viene ammortizzato il maggior costo e nei successivi 12 anni si hanno dei vantaggi nei consumi!)</p>
<p><strong>La stessa cosa sarà per le case: gli edifici certificati in classe A o B o C acquisteranno valore nel mercato immobiliare mentre gli edifici classificati F o G sono destinati a perdere valore</strong>.<br />
<span id="more-5293"></span><br />
<strong>Per le Agenzie Immobiliari si aprono nuove possibilità di decantare i pregi di una casa da vendere con ottica diversa, scoprendo che:</strong></p>
<p>• Un terrazzo che forse prima consideravate troppo grande, oggi potrebbe essere una buona base per l&#8217; installazione di pannelli solari &#8211; termici o fotovoltaici;</p>
<p>• Una facciata senza troppi decori che oggi magari sembra anonima sarà invece vendibile come facciata adatta a realizzare un cappotto o addirittura, se orientata a sud, al montaggio di pannelli fotovoltaici integrati all&#8217; architettura.</p>
<p>• Una brutta ringhiera orientata a sud potrà essere sostituita con tubi sottovuoto per la produzione con energia solare di acqua calda sanitaria.</p>
<p>• Un tetto che sta lì a non far niente può diventare un buon supporto di pannelli, se ben orientato ecc.</p>
<p>Per dare qualche numero basti sapere che la maggior parte del patrimonio esistente consuma più di 160 Kwh / mq all&#8217; anno, che corrisponde grosso modo a 17,20 mc di metano per mq all&#8217; anno e produce circa 33Kg di CO2 / mq all&#8217; anno e viene classificato in classe G.</p>
<p>Le case richieste dalla normativa nazionale vigente dovrebbero essere almeno in classe C, dovrebbero cioè consumare meno di 54,9 Kwh / mq anno, che corrisponde a 5,90 mc di metano al mq all&#8217; anno e che producono circa 11,33 kg di CO2 al mq all&#8217; anno.</p>
<p>Le case virtuose sono quelle in classe B (che consumano meno di 41,2 Kwh / mq all&#8217; anno, che corrisponde a 4,43 mc di metano e producono 8,5 mc di CO2 al mq all&#8217; anno) e meglio di tutte le case in classe A (che consumano meno di 27, Kwh / mq all&#8217; anno, che corrisponde a 2,95 mc di metano e producono 5,65 mc di CO2 al mq all&#8217; anno).</p>
<p><strong>Poi ci sono le case che utilizzano solo prodotti naturali, cioè prodotti non derivati dal petrolio (non fossili) e prodotti riciclati. Queste case nella Provincia di Bolzano, dove ci si è affidati all&#8217; Agenzia CasaClima ottengono un apice + cioè la classe diventa A+, B+, Oro (se i consumi sono da casa passiva cioè vicini allo 0).</strong></p>
<p><strong>Parliamo di case di nuova costruzione</strong><br />
Come si costruiscono le case ad alta efficienza energetica. Proviamo a dare qualche buona regola che per brevità sarà <strong>tagliata con l&#8217; accetta</strong> per la progettazione architettonica. </p>
<p><strong>Un piccolo decalogo:</strong><br />
• <strong>L&#8217; orientamento</strong>: la casa deve essere prevalentemente orientata verso sud (con opportune schermature per il caldo estivo); bisogna assolutamente ridurre le finestre verso Nord.</p>
<p><strong>• La casa deve essere compatta</strong>. Il rapporto Sl / V cioè superficie laterale disperdente diviso Volume deve essere il più basso possibile. Evitare cioè forme ad L a Z a T e privilegiare le forme quadrate. Evitare le case troppo basse (case a schiera) e privilegiare le case a blocco ecc.</p>
<p><strong>• Aumentare l&#8217; isolamento all&#8217; esterno!</strong> Non i soliti 4 cm di polistirene ma 10 &#8211; 15 cm di materiali coibenti all&#8217; esterno.</p>
<p><strong>• Eliminare i ponti termici,</strong> non solo quelli di travi e pilastri ma quelli dei balconi. Le solette dei balconi che sporgono dall&#8217; involucro edilizio sono difficilmente coibentabili. Meglio è predisporre una struttura indipendente e leggera per realizzare i balconi o le logge del tutto esterne all&#8217; edificio.</p>
<p><strong>• Occorre porre particolare cura nella scelta delle finestre</strong> che siano con un buon valore di U complessivo (Uw), che abbiano consistenti camere d&#8217; aria riempite magari con gas Argon, che abbiano i vetri basso emissivi. Che le finestre siano montate bene, che non ci siano <strong>spifferi</strong>.</p>
<p><strong>• Eliminare le tapparelle con cassonetto interno</strong>. Preferire un cassonetto esterno completamente coibentato.</p>
<p><strong>• Posizionare i termoradiatori in nicchia</strong>. La nicchia riduce lo spessore della muratura e rischiamo di trasmettere molto calore all&#8217; esterno.</p>
<p><strong>• Preferibile il riscaldamento a pavimento o a soffitto.</strong> Ci sono tecnologie oggi che permettono di far circolare l&#8217; acqua a bassa temperatura nei pannelli radianti sotto il pavimento: non si devono temere i problemi di circolazione sanguigna che si avevano con temperature dell&#8217; acqua a 70°. Per fare il riscaldamento sotto il pavimento è necessario avere una caldaia a condensazione che ha un rendimento molto superiore a quelle a cui siamo abituati.</p>
<p><strong>• Progettiamo infine le case in modo da poter integrare nell&#8217; architettura pannelli per l&#8217; acqua calda sanitaria o pannelli fotovoltaici.</strong> La normativa nazionale prescrive che nelle case nuove ci sia almeno 1 Kwp per ogni appartamento prodotto da fonti rinnovabili. Cercheremo di avere quindi una falda del tetto verso il sud pieno, se il tetto è a falde, oppure metteremo in bella vista verso sud i nostri pannelli sulla facciata che ci faranno anche la necessaria ombra durante la stagione estiva.</p>
<p><strong>Cosa deve fare il certificatore durante la costruzione</strong></p>
<p><strong>Controllare</strong> innanzitutto il progetto per mettere in guardia il committente ed il costruttori di eventuali carenze progettuali.</p>
<p><strong>Visitare periodicamente il cantiere</strong>, nei momenti più opportuni, per verificare che quanto previsto sul progetto a livello di coibentazioni sia effettivamente realizzato.</p>
<p><strong>Controllare </strong>(con adeguate tecnologie tipo il Blower door test, le termofotografie ecc) per individuare eventuali<strong> buchi termici</strong> nella struttura (ad. es. finestre montate male, nastrature non eseguite, impianti passanti non ben sigillati ecc).</p>
<p><strong>Il certificatore svolge un lavoro di grande impegno e responsabilità per rendere le case più confortevoli e il nostro ambiente più sano.</strong></p>
<p><strong>Il messaggio finale</strong><br />
La certificazione e la diagnosi energetica non devono essere visti come un peso, ma come un&#8217; occasione di crescita della nostra responsabilizzazione nei confronti dei problemi ambientali. Bisogna lavorare insieme (tecnici, notai, agenzie immobiliari, imprese), ognuno nel suo ruolo e con le sue competenze per cogliere le nuove potenzialità che questo mondo, che a prima vista sembra sempre più complicato, in realtà ci offre, per migliorare il nostro ambiente costruito e per migliorare la qualità della nostra vita.</p>
<p>Le incombenti problematiche ambientali ed energetiche, quali il surriscaldamento globale ed i tassi di inquinamento dovuti al riscaldamento domestico, hanno reso necessaria una veloce sensibilizzazione di tutti gli addetti al processo edilizio ed in particolare l&#8217; utente finale sul tema dell&#8217; efficienza energetica.</p>
<p><strong>La certificazione energetica, prescritta dal D.Lgs. 192 e dalla Direttiva europea 2002/91 è lo strumento che punta a questa sensibilizzazione. È un&#8217; occasione che può aprire un nuovo ciclo economico e funzionare come bussola d&#8217; orientamento per l&#8217; intero mercato immobiliare. La partenza è però affaticata da nodi ancora irrisolti, almeno sino all&#8217; emanazione delle linee guida nazionali, già slittata e da tutti auspicata in tempi brevi.</strong></p>
<p><strong>Fonte: Ufficio Studi Fiaip Armando Barsotti</strong></p>
<p><strong>Si ringrazia per la collaborazione il  Dott. MARIO CIAMMITTI &#8211; Ingegnere &#8211; “Esperto Casa Clima” &#8211; Accreditato tra i Certificatori Energetici della Regione Emilia Romagna<br />
</strong></p>
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		<title>Certificazione energetica. Una guida da ICMQ e Adiconsum che illustra gli obblighi, le scadenze e i benefici</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Jun 2009 04:10:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Presso la Casa Dell&#8217; Energia di Milano, è stata presentata la Guida su &#8220;La certificazione energetica degli edifici&#8221;, messa a punto da ICMQ e Adiconsum, con l&#8217; obiettivo di facilitare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2009/06/2certificazione1.jpg?9d7bd4" alt='certificazione energetica' class="left"/><strong>Presso la Casa Dell&#8217; Energia di Milano, è stata presentata la Guida  su &#8220;La certificazione energetica degli edifici&#8221;, messa a punto da ICMQ e Adiconsum, con l&#8217; obiettivo di facilitare al lettore la comprensione e l&#8217; uso della certificazione energetica per contenere i consumi diminuendo la spesa delle famiglie e delle imprese italiane.</strong></p>
<p>Secondo l&#8217; European Insulation Manufacturers Association (EURIMA), il consumo di energia per il riscaldamento, per l&#8217; acqua calda e per il raffrescamento estivo degli edifici rappresenta all&#8217; incirca il 40% dei consumi energetici dell&#8217; intera Comunità europea. Da marzo 2007 esiste un accordo che vincola i paesi membri a ridurre entro il 2020 i consumi e le emissioni del 20% rispetto ai livelli del 1990, incrementando al contempo del 20% la produzione di energia da fonti rinnovabili. </p>
<p>L&#8217; Italia, paese europeo con il maggiore impiego di energia nel patrimonio edilizio, secondo le stime dell&#8217; ENEA, dal 1990 al 2006 ha visto incrementare i consumi energetici del settore civile (residenziale e terziario) di quasi il 2% all&#8217; anno.</p>
<p>Il settore delle costruzioni ha quindi un ruolo strategico e una grande responsabilità nell&#8217; implementazione di politiche per il risparmio energetico e il contenimento delle emissioni dei gas serra. Nonostante ciò non si ritiene possibile il perseguimento degli obiettivi imposti dalla Comunità Europea operando solo sul miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici di nuova costruzione. </p>
<p>Oggi, grazie ad un&#8217; attenta gestione degli impianti termici e all&#8217; utilizzo di tecnologie e materiali innovativi, i consumi energetici degli edifici civili vecchi e nuovi si possono ridurre anche del 40 &#8211; 50%, mantenendo le medesime condizioni di comfort o addirittura migliorandole.<br />
<span id="more-5021"></span><br />
Per questo motivo Adiconsum, l&#8217; Associazione Nazionale dei Consumatori e ICMQ, Istituto di certificazione e marchio di qualità per prodotti e servizi per le costruzioni, hanno deciso di realizzare una Guida su: <strong>La certificazione energetica degli edifici. Gli obblighi, le scadenze, i benefici. </strong></p>
<p>Uno strumento utile per fornire alle famiglie, agli amministratori di condominio, agli enti locali e a tutti gli altri soggetti interessati indicazioni chiare per la comprensione e l&#8217; uso della certificazione energetica (previsto dal D.Lgs 192 / 05, modificato con il D.Lgs. 311 / 06 e successive modifiche e integrazioni), per contenere i consumi diminuendo la spesa energetica delle famiglie e delle imprese italiane.</p>
<p>&#8220;Abbiamo deciso di realizzare questo opuscolo per informare i consumatori che decidono di comprare una casa o che ne hanno una, ma vogliono migliorarne le condizioni, che è possibile diminuire i consumi e nel contempo agire in maniera sostenibile &#8211; afferma Pieraldo Isolani di Adiconsum. Ma soprattutto che avere un&#8217; abitazione a basso impatto energetico è un diritto / dovere di ogni cittadino. Fortunatamente adesso è possibile richiedere tutte le informazioni necessarie per capire se un edificio possiede oppure no le caratteristiche necessarie per essere definito di qualità, sicuro e a basso impatto ambientale&#8221;. </p>
<p>&#8220;Si tratta di aiutare i cittadini italiani ad avere una coscienza nei confronti della qualità non solo delle abitazioni di nuova costruzione, ma soprattutto del patrimonio edilizio esistente. I vantaggi di una ristrutturazione più consapevole delle vecchie abitazioni sono molteplici; non solo meno costi dal punto di vista dei consumi, ma anche una minore spesa per ciò che riguarda i lavori di manutenzione&#8221;.</p>
<p>In particolare la Guida contiene un&#8217; ampia sezione dedicata agli interventi suggeriti per risparmiare energia, mettendo in relazione i costi e i benefici energetici (e quindi monetari) che ne derivano. Si parte da indicazioni sull&#8217; orientamento, la forma, la distribuzione degli ambienti, il tipo di involucro,  per arrivare agli interventi migliorativi negli edifici esistenti, che si possono prevedere in occasione di lavori di manutenzione straordinaria. </p>
<p>Agendo sull&#8217; isolamento termico delle coperture e delle facciate si possono ridurre i consumi di energia per il riscaldamento anche del 30%, così come migliorando le prestazioni dei serramenti, sostituendo le vecchie caldaie con impianti ad alta efficienza, isolando i tubi di distribuzione, installando valvole termostatiche per regolare l&#8217; erogazione di calore in relazione all’effettivo fabbisogno.</p>
<p>&#8220;Ritengo che questa Guida possa contribuire a promuovere e incentivare gli interventi di riqualificazione energetica e di sviluppo del patrimonio immobiliare con criteri di sostenibilità – sostiene Lorenzo Orsenigo, ICMQ. Favorire il processo di ammodernamento delle caldaie e degli impianti termici, migliorare la coibentazione degli edifici, sviluppare l&#8217; utilizzo di energie rinnovabili e gli accorgimenti per il miglioramento energetico significa favorire gli investimenti che alimentano le attività produttive di molte aziende, di installatori, di professionisti, proprio in un momento di forte crisi economica&#8221;. </p>
<p>&#8220;Una conferma sono i buoni risultati ottenuti nel 2007 e nel 2008 dal provvedimento di sgravio fiscale del 55% dei costi sostenuti per questi interventi. Noi di ICMQ promuoviamo da sempre la qualità del costruire, per questo abbiamo messo a punto Sistema Edificio®, uno schema semplice di regole da rispettare per avere un’abitazione sostenibile, efficiente e confortevole. Sistema Edificio® e la Guida alla certificazione energetica degli edifici costituiscono, se utilizzati in sinergia, un unico strumento di conoscenza e consapevolezza per ottenere i massimi benefici dalla propria abitazione, sia essa di nuova o di vecchia costruzione&#8221;.</p>
<p><strong>Fonte: Ufficio stampa ICMQ &#8211; Strategie &#038; Comunicazione</strong></p>
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		<title>Rendimento energetico negli edifici: le novità del DPR</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Mar 2009 05:25:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[I contenuti del DPR attuativo dell&#8217; art. 4, comma 1, lettere a) e b), del Dlgs 192 / 2005, approvato in via definitiva il 6 marzo scorso dal Consiglio dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2009/03/3rendimento-energetico1.jpg?9d7bd4" alt='Rendimento energetico' class="left"/>I contenuti del DPR attuativo dell&#8217; art. 4, comma 1, lettere a) e b), del Dlgs 192 / 2005, approvato in via definitiva il 6 marzo scorso dal Consiglio dei Ministri: criteri generali, metodologie di calcolo e requisiti minimi per la prestazione energetica degli edifici e degli impianti termici per la climatizzazione invernale e per la preparazione dell&#8217; acqua calda per usi igienici sanitari. Almeno il 50% dell&#8217; energia richiesta per la produzione di acqua calda deve essere prodotta da fonti rinnovabili.<br />
<span id="more-4479"></span><br />
Le nuove norme si applicano all&#8217; edilizia pubblica e privata e alle ristrutturazioni di edifici esistenti e adottano &#8211; per le metodologie di calcolo delle prestazioni energetiche degli edifici &#8211; le norme tecniche nazionali della serie UNI / TS 11300 a oggi disponibili:<br />
a) UNI / TS 11300 – 1 Prestazioni energetiche degli edifici – Parte 1: Determinazione del fabbisogno di energia termica dell&#8217; edificio per la climatizzazione estiva ed invernale;<br />
b) UNI / TS 11300 – 2 Prestazioni energetiche degli edifici – Parte 2: Determinazione del fabbisogno di energia primaria e dei rendimenti per la climatizzazione invernale e per la produzione di acqua calda sanitaria.</p>
<p>L&#8217; art. 4 illustra i criteri generali e i requisiti delle prestazioni energetiche degli edifici e degli impianti, in caso di nuova costruzione, di ristrutturazione e di manutenzione straordinaria, confermando quelli fissati dell&#8217; allegato I del Dlgs 192 / 2005, con l&#8217; aggiunta di ulteriori disposizioni, quali, ad esempio:<br />
- precisazioni sui valori di trasmittanza limite per le chiusure apribili dell&#8217; edificio (porte, finestre, ecc);<br />
- introduzione, in attesa del completamento della normativa tecnica, di un valore massimo ammissibile della prestazione energetica per il raffrescamento estivo dell&#8217; involucro edilizio;<br />
- introduzione di limitazioni alla decentralizzazione degli impianti termici e disposizioni per un graduale passaggio alla contabilizzazione del calore in presenza di impianti di riscaldamento condominiali;<br />
- requisiti specifici minimi per i limiti di emissione del generatore e l&#8217; isolamento dell&#8217; involucro edilizio in caso di nuove costruzioni o di ristrutturazioni importanti di edifici dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili;<br />
- modifica degli obblighi di trattamento dell&#8217; acqua per gli impianti di riscaldamento;<br />
- valutazione di utilizzo, in presenza di ristrutturazioni di edifici esistenti, di sistemi schermanti o filtranti per le superfici vetrate;<br />
- fissazione, per gli immobili pubblici o ad uso pubblico, di requisiti più restrittivi rispetto all&#8217; edilizia privata.</p>
<p>Inoltre, per tutte le categorie di edifici pubblici e privati, è obbligatorio l&#8217; utilizzo di fonti rinnovabili per la produzione di energia termica ed elettrica. Nel caso di nuove costruzioni, installazione di nuovi impianti termici o ristrutturazione degli impianti termici esistenti, l&#8217; impianto di produzione di energia termica deve produrre con fonti rinnovabili almeno il 50% dell&#8217; energia richiesta per la produzione di acqua calda sanitaria. Tale limite scende al 20% per gli edifici situati nei centri storici.</p>
<p>Nel caso di nuove costruzioni pubbliche e private, o di ristrutturazioni, è obbligatoria l&#8217; installazione di impianti fotovoltaici per la produzione di energia elettrica e la predisposizione del collegamento a reti di teleriscaldamento, se presenti a meno di 1.000 metri, o in presenza di progetti approvati nell&#8217; ambito di opportuni strumenti pianificatori.</p>
<p>I calcoli e le verifiche relative alle prestazioni energetiche dovranno essere inserite dal progettista in una relazione che attesti la rispondenza alle prescrizioni per il contenimento del consumo di energia degli edifici e degli impianti termici che, ai sensi dell&#8217; art. 28, comma 1, della legge 9 gennaio 1991, n. 10, il proprietario dell&#8217; edificio deve depositare presso le amministrazioni competenti insieme alla denuncia dell&#8217; inizio dei lavori.</p>
<p>I calcoli e le verifiche devono essere eseguiti utilizzando metodi che garantiscano risultati conformi alle migliori regole tecniche, come le norme tecniche predisposte &#8211; ad esempio &#8211; da UNI e CEN. L&#8217; utilizzo di altri metodi e procedure sviluppati da organismi istituzionali quali l&#8217; ENEA, le università o gli istituti del CNR, è possibile purché i risultati conseguiti risultino equivalenti o conservativi rispetto a quelli ottenibili con i metodi di calcolo suddetti.</p>
<p>Le disposizioni del nuovo decreto – si legge all&#8217; art. 6 – si applicano alle Regioni e Province autonome che non abbiano ancora adottato propri provvedimenti in applicazione della direttiva 2002 / 91 / CE. Nel disciplinare la materia, le Regioni e le Province autonome possono definire metodologie di calcolo della prestazione energetica degli edifici diverse da quelle nazionali, ma che trovino indirizzo e riferimento in queste stesse metodologie. Possono, inoltre, fissare requisiti minimi di efficienza energetica più rigorosi, tenendo conto dei costi di costruzione e di gestione dell&#8217; edificio, delle problematiche ambientali e dei costi a carico dei cittadini, con particolare attenzione alle ristrutturazioni e al contesto socio &#8211; economico territoriale.</p>
<p>Le Regioni e le Province autonome che hanno già una normativa in materia, devono attuare un graduale ravvicinamento dei propri provvedimenti con le norme statali. L’art. 7 prevede che i software commerciali, applicativi delle metodologie introdotte dal decreto, debbano garantire che i valori degli indici di prestazione energetica, calcolati attraverso il loro utilizzo, abbiano uno scostamento massimo di più o meno il 5% rispetto ai parametri determinati con l&#8217; applicazione dello strumento nazionale di riferimento. Tale garanzia deve essere fornita attraverso una verifica e dichiarazione resa dal Comitato termotecnico italiano (CTI) o dall&#8217; Ente nazionale italiano di unificazione (UNI).</p>
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