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	<title>Mondocasablog &#187; riqualificazione</title>
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	<description>Il mondo della casa a 360°</description>
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		<title>Abruzzo. Post Terremoto. Definita la procedura per gli aggregati edilizi</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Jan 2010 03:30:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sono state pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale n. 299 del 24 dicembre 2009 due ordinanze del Presidente del Consiglio dei Ministri e precisamente le n. 3832 e 3833 del 22 dicembre [...]]]></description>
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</script><p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2010/01/0aggregati-edilizi1.jpg?9d7bd4" alt='aggregati' class="left"/><strong>Sono state pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale n. 299 del 24 dicembre 2009 due ordinanze del Presidente del Consiglio dei Ministri e precisamente le n. 3832 e 3833 del 22 dicembre 2009.</strong></p>
<p><strong>Ordinanza n. 3832 / 2009 </strong></p>
<p><strong>Procedura per gli aggregati edilizi </strong><br />
L&#8217; art. 3 integra l&#8217; art. 7 dell&#8217; OPCM n. 3820 / 2009, stabilendo una specifica procedura per gli <strong>aggregati edilizi</strong>, demandando ai <strong>Comuni</strong> la loro individuazione entro il 28 febbraio 2010 (31 marzo 2010 per il <strong>Comune de L&#8217; Aquila)</strong> con pubblicazione sull&#8217; Albo Pretorio e sul sito internet istituzionale del relativo elenco e delle eventuali partizioni già individuate. </p>
<p><strong>Entro 20 giorni (30 per L&#8217; Aquila)</strong> dalla pubblicazione i <strong>proprietari</strong> e i titolari dei diritti reali delle <strong>unità immobiliari </strong>degli edifici interessati devono costituirsi in consorzio obbligatorio, con la nomina del relativo rappresentante legale, anche esterno, per lo svolgimento di tutte le attività riguardanti la completa attuazione degli <strong>interventi</strong> oppure rilasciare apposito atto di procura speciale ad un unico soggetto per lo svolgimento di tutte le attività riguardanti la completa attuazione degli <strong>interventi</strong>.</p>
<p>L&#8217; individuazione dell&#8217; aggregato può essere proposta direttamente dai <strong>proprietari</strong> interessati con apposita perizia tecnica almeno dieci giorni prima delle predette scadenze.</p>
<p>La <strong>costituzione del consorzio</strong> non è richiesta per le <strong>unità immobiliari</strong> appartenenti ad un unico <strong>proprietario</strong>, il quale resta comunque vincolato al rispetto della disciplina prevista per gli <strong>interventi</strong> sugli <strong>aggregati</strong>.<br />
<span id="more-6432"></span><br />
Le <strong>domande</strong> di <strong>contributo</strong> per l&#8217; esecuzione dei lavori negli <strong>aggregati</strong> devono essere presentate dal legale rappresentante del <strong>consorzio</strong>, dal procuratore o dal commissario nominato dal comune, <strong>entro 160 giorni</strong> dalla nomina degli stessi in caso di <strong>aggregati</strong> con esito peggiore E, ovvero <strong>entro 90 giorni </strong>per gli aggregati con esito peggiore B o C.</p>
<p><strong>Cumulabilità contributo </strong><br />
Il <strong>contributo</strong> per la <strong>ricostruzione</strong> dell&#8217; abitazione principale o per l&#8217; <strong>acquisto</strong> di un&#8217; <strong>abitazione</strong> equivalente a quella distrutta è cumulabile con quello che prevede il subentro dello Stato, fino al massimo di 150.000 euro, nei <strong>finanziamenti</strong> accesi con garanzia dell&#8217; <strong>immobile</strong> distrutto ai sensi dell&#8217; art. 3, comma 1- bis, del decreto legge 39 / 2009 (L. 77 / 2009), anche quando viene concesso con la modalità del <strong>finanziamento agevolato</strong> garantito dallo Stato. </p>
<p>L&#8217; importo del <strong>finanziamento</strong> in cui subentra lo Stato viene detratto dal <strong>finanziamento agevolato</strong> richiesto per la <strong>ricostruzione</strong> in altro sedime dell&#8217;<strong> unità immobiliare </strong>adibita ad<strong> abitazione principale</strong> distrutta, ovvero per l&#8217; <strong>acquisto</strong> di una nuova <strong>abitazione</strong> sostitutiva dell&#8217; <strong>abitazione</strong> principale distrutta.</p>
<p>Gli <strong>immobili</strong> adibiti ad <strong>abitazione</strong> principale per i quali si applicherà la disciplina indicata sono quelli appartenenti ad edifici che hanno subito il crollo totale oppure parziale, anche di un solo piano o di una porzione superiore al 25% del volume totale dell&#8217; edificio e quelli per i quali la <strong>demolizione</strong> e successiva <strong>ricostruzione</strong> sia più conveniente della riparazione con <strong>miglioramento sismico</strong> fino all&#8217; 80% dell&#8217; adeguamento. </p>
<p>L&#8217; <strong>agevolazione</strong> può riguardare anche gli immobili localizzati in altri <strong>Comuni</strong> a condizione che sussista un nesso di causalità diretto tra il danno subito e l&#8217; <strong>evento sismico</strong>, comprovato da apposita perizia giurata.</p>
<p><strong>Proroga contributo autonoma sistemazione ed edifici B e C</strong><br />
Gli articoli 5 e 12 prorogano rispettivamente i termini di scadenza previsti per l&#8217; ammissione al <strong>contributo</strong> di autonoma sistemazione e per la <strong>riparazione</strong> e <strong>ricostruzione</strong> degli edifici B e C.</p>
<p>Il primo è <strong>prorogato al 31 dicembre 2010</strong> mentre quello relativo agli edifici con esito B e C, scaduto lo scorso 18 dicembre 2009, è differito ulteriormente al <strong>31 gennaio 2010.</strong></p>
<p><strong>Ordinanza n. 3833 / 2009 </strong></p>
<p><strong>A decorrere dal 1° febbraio 2010 le funzioni di Commissario delegato per la ricostruzione dei territori colpiti dal sisma sono assunte dal Presidente della Regione Abruzzo.</strong></p>
<p>Entro lo stesso termine, inoltre, il Sindaco del Comune de <strong>L&#8217; Aquila</strong> è nominato vice commissario vicario del Commissario delegato il quale d&#8217; intesa con il Presidente della Regione Abruzzo e con il Presidente della Provincia nelle materie di sua competenza predispone la ripianificazione del territorio comunale, le linee di indirizzo strategico per assicurarne la <strong>ripresa</strong> socio &#8211; economica, la <strong>riqualificazione</strong> dell&#8217; abitato nonché l&#8217; armonica ricostituzione del tessuto urbano abitativo e produttivo e la ricostruzione del centro storico, ai sensi dell&#8217; art. 2, comma 12 &#8211; bis e dell&#8217; art. 14, comma 5 &#8211; bis, del Dl 39 / 2009 (L. 77 / 2009).</p>
<p>La ripianificazione del territorio tiene conto degli insediamenti abitativi realizzati con il <strong>progetto C.A.S.E.</strong> nonché del completamento delle attività inerenti la realizzazione dei <strong>MAP</strong> e dei <strong>MUSP</strong> nel proprio territorio.</p>
<p><strong>Fonte: Ance</strong></p>
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		<title>Bologna. Il mercato immobiliare nel primo semestre 2009</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Dec 2009 03:05:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217; Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa ha analizzato l&#8217; andamento del mercato immobiliare di Bologna, quartiere per quartiere, nel primo semestre dell&#8217; anno. Nello speciale anche indicazioni sul trend domanda / [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2009/12/3bologna1.jpg?9d7bd4" alt='bologna' class="left"/><strong>L&#8217; Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa ha analizzato l&#8217; andamento del mercato immobiliare di Bologna, quartiere per quartiere, nel primo semestre dell&#8217; anno. Nello speciale anche indicazioni sul trend domanda / offerta e sugli sviluppi urbanistici legati ai nuovi interventi in corso nella città.</strong></p>
<p>Nel <strong>cuore della città </strong>le <strong>quotazioni</strong> delle <strong>abitazioni</strong> sono diminuite del 2.7% nei primi sei mesi dell&#8217; anno, anche se si riscontra un mercato dinamico sulle tipologie di piccolo taglio (monolocali e bilocali) e un rallentamento sui tagli più grandi (trilocali e quattro locali). Le prime sono state acquistate soprattutto da <strong>investitori</strong> che hanno investito capitali compresi tra 160 e 210 mila euro con l&#8217; obiettivo di  metterli poi a <strong>reddito</strong>. </p>
<p>Si sono preferite le zone intorno al <strong>Tribunale e via D&#8217; Azeglio</strong> (ad esclusione della zona pedonale che essendo più quotata attira un target più d&#8217; elite alla ricerca di <strong>abitazioni</strong> per uso diretto) dove le <strong>quotazioni</strong> medie per una tipologia usata sono comprese tra 3800 e 4000 euro al mq. Gli <strong>investitori</strong> sono cittadini bolognesi che acquistano un&#8217; <strong>abitazione</strong> da mettere a <strong>reddito</strong> per poi destinarla ai figli in futuro oppure genitori di <strong>studenti universita</strong>ri fuori sede.<br />
<span id="more-6307"></span><br />
Questi ultimi in particolare sono diventati  più esigenti e cercano nelle zone più centrali prestando attenzione alla <strong>qualità</strong> della zona più che al prezzo dell&#8217; <strong>immobile</strong>. Esiste poi un target di nicchia rappresentato da coloro che decidono di <strong>acquistare</strong> per <strong>migliorare</strong> la <strong>qualità abitativa </strong>e che si orienta su tagli più grandi, <strong>soluzioni di prestigio</strong> con affaccio sulle zone adiacenti piazza Maggiore o su via d&#8217; Azeglio pedonale dove si possono toccare punte di 5500 euro al mq lontane dai top prices di 6000 euro al mq che si potevano raggiungere un anno fa. Da segnalare una maggiore propensione ad acquistare <strong>immobili</strong> da <strong>ristrutturare</strong> sia per abbattere i costi di acquisto che per personalizzarlo. </p>
<p>Sono in corso al momento una serie di interventi tra cui la <strong>riqualificazione</strong> dell&#8217; ex Ospedale Maternità in via d&#8217; Azeglio e la <strong>riqualificazione</strong> di un palazzo dismesso delle Ferrovie dello Stato in via Farini che diventerà la nuova sede della Procura. Anche intorno a via  Galvani le <strong>quotazioni immobiliari </strong>sono in diminuzione e gli <strong>operatori immobiliari </strong>hanno riscontrato una riduzione della capacità di spesa di chi acquista in zona. Da alcuni mesi ci sono <strong>immobili</strong> fermi sul mercato per difficoltà di incontro tra domanda ed offerta. A titolo di esempio, per un monolocale, la domanda sarebbe disposta a spendere intorno a 125 &#8211; 130 mila euro, per un bilocale 160 &#8211; 170 mila euro. </p>
<p>La maggioranza delle richieste inserite sono destinate all&#8217; <strong>investimento</strong>; ad essere interessati sono <strong>acquirenti</strong> di Bologna e genitori di <strong>studenti universitari.</strong> Si cercano soprattutto piccoli trilocali da poter affittare al figlio e ai loro amici. Le abitazioni più richieste sono quelle situate in via Saragozza perché è una zona residenziale, non lontana dai colli bolognesi. Si tratta delle tipiche case bolognesi della fine del 1800 ed inizi del 1900 con portici. Al momento in questa zona si registra una buona presenza di piccoli tagli, monolocali e bilocali, spesso ricavati da operazioni di frazionamento. </p>
<p>Meno richieste, soprattutto per uso diretto, le <strong>abitazioni</strong> situate in via del Pratello e via S. Isaia strade trafficate, anche per la presenza di locali notturni. Quasi sempre sono acquistate da <strong>investitori</strong> che poi affittano a studenti universitari. Per un posto letto si spendono mediamente da 250 a 300 euro al mese. Anche le <strong>quotazioni</strong> in via S. Felice cambiano a seconda del posizionamento. Nel tratto che va da Porta S. Felice fino a via Riva di Reno ci sono condomini degli anni &#8217;50 &#8211; 60 spesso senza ascensore che si vendono a prezzi medi 2500 euro al mq. </p>
<p>Le <strong>quotazioni</strong> salgono a 3000 &#8211; 3200 euro al mq per le <strong>abitazioni</strong> situate nel tratto più centrale che va da via Riva di Reno fino a via Ugo Bassi. L&#8217; attenzione degli <strong>investitori</strong> si concentra sulle pertinenze esterne, sulle condizioni e la vivibilità del <strong>condominio</strong>. Il mercato delle locazioni vede protagonisti soprattutto <strong>studenti universitari </strong>e a seguire lavoratori fuori sede. Ad oggi si registra un lieve calo dei valori dei bilocali (650 euro al mese)  e dei trilocali (750 euro al mese). </p>
<p>La macroarea che ha segnalato la contrazione dei prezzi maggiore è quella di Borgo Panigale  con  -9.7% . Il ribasso si è avvertito in modo particolare nel  quartiere di Borgo Panigale &#8211; Lavinio alla periferia di Bologna. Si tratta di una zona popolare, con abitazioni degli anni ’60, spesso prive di ascensore,  con <strong>riscaldamento centralizzato</strong> e da ristrutturare nella parti interne ed esterne. </p>
<p>Il  <strong>mercato immobiliare</strong> della zona nei primi mesi ha visto protagonisti soprattutto <strong>investitori</strong>, provenienti dai quartieri limitrofi della città e che investono cifre medie di 150 &#8211; 160 mila euro per bilocali e trilocali che poi <strong>affittano</strong>. Infatti in zona si è registrato un aumento delle richieste di <strong>immobili</strong> in <strong>affitto</strong>. Tra coloro che cercano numerosi impiegati presso l&#8217; aeroporto <strong>Marconi</strong> di Bologna, che sorge non distante. Per un bilocale si spendono mediamente 550 euro al mese. </p>
<p>Borgo Panigale offre soprattutto tipologie popolari, in  <strong>complessi condominiali</strong> degli anni &#8217;60 quasi sempre da risistemare nelle parti esterne ed interne. Negli anni precedenti in questa zona avevano acquistato anche numerosi <strong>immigrati</strong>; ad oggi molti di loro sono in difficoltà con il pagamento del mutuo. Per una tipologia già <strong>ristrutturata</strong> si spendono mediamente 2500 euro al mq. </p>
<p>Il quartiere Lavino è ancora più periferico e la presenza di <strong>terreni edificabili </strong>permette la costruzione di nuovi <strong>immobili</strong> che si trattano a prezzi medi di 2800 &#8211; 3300 euro al mq. La zona offre anche ville semindipendenti e soluzioni indipendenti su due livelli. Ad acquistare in questa zona, dove le <strong>quotazioni</strong> difficilmente superano i 2000 euro al mq sono spesso <strong>famiglie</strong> alla ricerca dell&#8217; indipendenza ma vincolate da un budget più ristretto.  </p>
<p>A seguire con una diminuzione del 5.3% la macroarea di Fiera &#8211; San Donato che registra un calo più sensibile sui quartieri di Massarenti e San Donato. Nella prima parte del 2009 il <strong>mercato immobiliare </strong>di San Donato ha evidenziato una domanda stabile ed  un aumento dell&#8217; offerta causata dalla presenza di venditori che sono ancora poco propensi a ribassare le richieste. La tipologia maggiormente richiesta è il trilocale e a cercare casa in zona sono investitori, genitori di <strong>studenti universitari,</strong> <strong>famiglie</strong> e <strong>giovani coppie</strong>. </p>
<p>Il quartiere infatti offre tanti vantaggi tra cui la vicinanza al centro e alle facoltà universitarie. Inoltre negli ultimi mesi sono stati realizzati degli interventi di <strong>riqualificazione</strong> che hanno portato alla nascita di nuovi <strong>parcheggi</strong> e alla realizzazione di un nuovo parco in luogo della vecchia sede del Comune. Sono stati ultimati i <strong>condomini</strong> in <strong>edilizia agevolata</strong> costruiti su viale della Repubblica e le relative opere urbanistiche. </p>
<p>La zona intorno a Porta San Donato è quella preferita dagli <strong>investitori</strong> che, negli ultimi tempi, alla luce del ribasso dei prezzi stanno chiedendo anche trilocali per aumentare il numero dei posti letto da poter <strong>affittare</strong>. Le <strong>abitazioni</strong> su viale Repubblica, via Torretta e via Duse sono preferite dalle <strong>famiglie</strong> perché vicine al centro della città e ai servizi più importanti. La zona offre appartamenti costruiti tra gli anni &#8217;50 e gli anni &#8217;60 che sono stati <strong>ristrutturati</strong> nel corso degli anni sia nelle parti interne che nelle parti esterne e che oggi si vendono a prezzi medi di 1900 &#8211; 2200 euro al mq. Sul mercato delle <strong>locazioni</strong> si registra un maggiore ricorso al <strong>canone concordato </strong>essendosi ridotto il divario con i canoni del contratto libero. </p>
<p>Un lieve ribasso delle <strong>quotazioni immobiliari</strong> ha interessato il quartiere Massarenti dove, nella prima parte dell&#8217; anno, si sono segnalati numerosi immobili sul mercato a prezzi superiori rispetto alle possibilità espresse dalla domanda. A movimentare il mercato della zona sono stati soprattutto <strong>acquisti di sostituzione</strong> e genitori che hanno comprato per i figli. Si sono apprezzati in particolare gli immobili con <strong>riscaldamento autonomo</strong>, con ascensore e posizionati vicino ai servizi.</p>
<p>I potenziali <strong>acquirenti</strong> hanno espresso delle incertezze legate soprattutto alle difficoltà esistenti sul mercato del lavoro dal momento che alcune aziende della provincia hanno messo i propri dipendenti in cassa integrazione. Le tipologie  più quotate sono quelle che sorgono in via Mengoli presso l&#8217; Ospedale “S.Orsola” perché di recente costruzione e vicine al quartiere Murri, uno dei  più pregiati della città. Per un buon usato si spendono cifre medie di 2800 &#8211; 3000 euro al mq. Il mercato delle <strong>locazioni</strong> segnala un ribasso dei <strong>canoni</strong> in seguito all&#8217; incremento di utilizzo del canale concordato che prevede <strong>canoni calmierati.</strong> Per un bilocale si spendono 500 &#8211; 550 euro al mese. </p>
<p><strong>Fonte: Ufficio Studi Tecnocasa   </strong></p>
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		<title>Assoedilizia informa. Dalla felice intuizione di Alessandro Belgiojoso nasce il Progetto 100 Cascine, patrocinato da Assoedilizia</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 03:10:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il commento di Achille Colombo Clerici: &#8220;Una iniziativa di grande valenza culturale e sociale, prima ancora che economica&#8221; Il titolo del Progetto parla di 100 Cascine: ma a quattro mesi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2009/11/1colombo-clerici1.jpeg?9d7bd4" alt='assoedilizia' class="left"/><strong>Il commento di Achille Colombo Clerici: &#8220;Una iniziativa di grande valenza culturale e sociale, prima ancora che economica&#8221; </strong></p>
<p>Il titolo del <strong>Progetto</strong> parla di <strong>100 Cascine</strong>: ma a quattro mesi dal via sono già circa 170, ubicate in <strong>Lombardia</strong> e in altre <strong>regioni</strong>. E c&#8217; è di più. L&#8217; iniziativa di Alessandro Belgiojoso, nome storico del patriziato lombardo, che all&#8217; inizio mirava solo alla <strong>riqualificazione</strong> di <strong>fabbricati agricoli</strong> per fornire una risposta alla domanda di ricettività in  vista di <strong>Expo 2015,</strong> strada facendo si sta trasformando in una linea &#8211; guida di soluzione di  alcuni problemi che affliggono la nostra <strong>imprenditoria agricola</strong>, sempre sulla scia dell&#8217; obiettivo prefissato. </p>
<p><strong>Da Mezzana Bigli una soluzione<br />
per la crisi dell&#8217; agricoltura  italiana</strong><br />
È il risultato della prima Convention svoltasi a <strong>Cascina Erbatici di Mezzana Bigli (Pavia)</strong>,<strong> complesso  multifunzionale agri &#8211; turistico &#8211; industriale</strong> di proprietà di Federico Radice Fossati, antesignano della  nuova linea. Partecipanti quasi 400 proprietari agricoli, spesso dai  cognomi importanti, tutti convinti che il terreno non può più permettersi di essere solo fornitore di cibo, insidiato com&#8217; è dagli alti costi di produzione, da un mercato penalizzante, dall&#8217; invadenza straniera.<br />
<span id="more-6192"></span><br />
<strong>La soluzione</strong><br />
Porlo a disposizione  di quell&#8217; <strong>industria  italiana</strong> che non dovrebbe temere concorrenza anche se, purtroppo, non tutti l&#8217; hanno ancora capito: il <strong>turismo</strong>. Da un nutrito gruppo di relatori, tutti esperti anche se non tutti <strong>agricoltori</strong>, il <strong>Progetto</strong>, destinato a coinvolgere omologhe realtà umbre e financo pugliesi, è stato esaminato sotto tutti i punti di vista:  occasione per il <strong>turismo</strong> italiano e la <strong>riqualificazione</strong> del <strong>territorio rurale lombardo </strong>(Roberto Ruozi, presidente del Comitato 100  Cascine e del Touring Club Italiano, e Federico Radice Fossati); il <strong>paesaggio rurale</strong> quale opportunità per sostenere la nuova multifunzionalità dell&#8217; <strong>azienda agricola</strong> (Giovanni Sala); criteri di intervento per il <strong>recupero</strong>, il <strong>restauro</strong> e il <strong>risparmio energetico </strong>delle cascine (Piercarlo Guaineri); inquadramento normativo,   prospettive applicative delle norme e indicazioni operative (Maria Sala); <strong>benefici</strong> e problematiche economiche, finanziarie, sociali ed  <strong>ambientali</strong> del progetto; il turismo inbound e la ricettività complementare e alternativa anche oltre Expo 2015 (Giorgio Caire di  Lauzet che gestisce in Europa più di 500 dimore storiche cui si aggiungeranno le <strong>100 Cascine</strong>).</p>
<p>Alessandro Belgiojoso ha presentato la prima macrofase del <strong>Progetto</strong> con alcuni capitoli importanti quali i budget sulle tematiche  dell&#8217; operazione e le prospettive sulle linee di <strong>finanziamento</strong>.</p>
<p><strong>Le sue conclusioni</strong><br />
&#8220;Il <strong>Progetto 100 Cascine</strong> che intende sottolineare il carattere sovralocale dell&#8217; <strong>Expo</strong>, includendo e coinvolgendo <strong>cascine</strong> oltre i confini del Milanese e della <strong>Lombardia</strong>, non si concluderà con <strong>Expo</strong>, ma continuerà in prospettiva di un <strong>turismo</strong> nuovo ed intelligente in grado di valorizzare e rivitalizzare la realtà <strong>agricola</strong> ed il  <strong>patrimonio rurale,</strong> quale garanzia di una maggiore <strong>sicurezza</strong> e di un miglior presidio del territorio”.</p>
<p>Considerato che Milano registra ogni anno 7 milioni di <strong>turisti</strong>, non dovrebbe essere difficile recuperarne una nicchia alle <strong>cascine</strong> per garantire il successo della prima fase.</p>
<p><strong>Un messaggio da Mezzana Bigli</strong><br />
Un messaggio forte rivolto ai decisori <strong>regionali</strong> e <strong>nazionali</strong>. Forse per la politica è questa l&#8217; opportunità di rispondere alla razionalità, non alla propria convenienza: perché le ingenti risorse necessarie per la <strong>riqualificazione</strong> non possono essere sostenute interamente dagli <strong>agricoltori</strong>. I segnali positivi comunque ci sono: il <strong>Progetto</strong> dovrebbe  godere di una normativa speciale che permetterà un iter più spedito verso il 50% di <strong>stanziamenti a fondo perduto</strong>: verrà presentato alla prossima riunione del Bie di Parigi.</p>
<p><strong>Fonte: Benito Sicchiero<br />
www.assoedilizia.com</strong></p>
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		<title>Regione Umbria. Premialità per il recupero dei centri storici. Previsti incentivi alla rivitalizzazione con ampliamento delle superfici</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 03:00:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La Giunta Regionale dell&#8217; Umbria ha emanato le disposizioni per il calcolo delle premialità per gli interventi volti al recupero ed alla rivitalizzazione dei centri storici L&#8217; obiettivo della legge [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2009/11/3edilizia-umbria1.jpg?9d7bd4" alt='umbria' class="left"/><strong>La Giunta Regionale dell&#8217; Umbria ha emanato le disposizioni per il calcolo delle premialità per gli interventi volti al recupero ed alla rivitalizzazione dei centri storici </strong></p>
<p>L&#8217; obiettivo della <strong>legge regionale</strong> sui <strong>centri storici</strong> è quello di garantire la <strong>rivitalizzazione</strong> dei <strong>centri storici </strong>dell&#8217; Umbria, la loro <strong>riqualificazione</strong> e <strong>valorizzazione</strong>, <strong>incentivando</strong> gli interventi di <strong>recupero edilizio </strong>anche associati a <strong>premialità</strong> di carattere urbanistico o rivolte ad <strong>incentivare</strong> l&#8217; offerta di servizi. </p>
<p>La Legge individua le azioni e gli strumenti per garantire la <strong>rivitalizzazione</strong>, la <strong>riqualificazione</strong> e la <strong>valorizzazione</strong> dei <strong>centri storici, </strong>attraverso strumenti innovativi quali gli Ambiti di <strong>Rivitalizzazione</strong> prioritaria (ARP) e il <strong>Quadro Strategico di Valorizzazione</strong> (QSV), la definizione di misure e criteri di <strong>incentivazione</strong> per gli interventi di <strong>recupero</strong> anche associati a meccanismi e normative premiali sia in termini urbanistico &#8211; edilizi che volti a <strong>incentivare</strong> l&#8217; offerta di servizi.<br />
<span id="more-6118"></span><br />
Il provvedimento ha determinato i relativi coefficienti per la definizione della superficie utile coperta <strong>premiale</strong> in modo da <strong>incentivare</strong> gli interventi di <strong>recupero</strong> nei piccoli centri che costituiscono il <strong>tessuto storico</strong> della regione e che finora sono stati interessati in misura limitata da interventi di <strong>riqualificazione</strong> o laddove il valore delle abitazioni civili in stato di conservazione normale risulti di entità minore rispetto a quelli accertati dall&#8217; <strong>Osservatorio del Mercato Immobiliare dell&#8217; Agenzia del Territorio.</strong></p>
<p>Non  a caso l&#8217; atto privilegia interventi su destinazioni d&#8217; uso <strong>residenziali e commerciali </strong>che rappresentano gli aspetti prevalenti nel <strong>centro storico, </strong>soprattutto nei piccoli nuclei.  </p>
<p>Si prevedono comunque, seppur in misura inferiore, <strong>premialità</strong> per il <strong>recupero</strong> di edifici destinati ad attività di artigianato, di servizio e quelle ricettive. Sono inoltre sostenuti interventi relativi ad una maggiore <strong>dotazione infrastrutturale, </strong>come i parcheggi, o opere inerenti l&#8217; edilizia monumentale, atipica o  storico &#8211; produttiva.</p>
<p><strong>Fonte: Regione Umbria<br />
</strong></p>
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		<title>Indagine conoscitiva sul mercato immobiliare</title>
		<link>http://www.mondocasablog.com/2009/10/29/indagine-conoscitiva-sul-mercato-immobiliare-1-parte/</link>
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		<pubDate>Thu, 29 Oct 2009 03:26:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Audizione di Tecnoborsa alla Camera dei Deputati Commissione VIII Ambiente, Territorio e Lavori pubblici. Tecnoborsa &#8211; l&#8217; Organizzazione del Sistema delle Camere di Commercio per lo Sviluppo e la Regolazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2009/10/1tecnoborsa1.jpg?9d7bd4" alt='tecnoborsa' class="left"/><strong>Audizione di Tecnoborsa alla Camera dei Deputati Commissione VIII Ambiente, Territorio e Lavori pubblici.</strong></p>
<p><strong>Tecnoborsa &#8211; l&#8217; Organizzazione del Sistema delle Camere di Commercio per lo Sviluppo e la Regolazione dell&#8217; Economia Immobiliare </strong>- ritiene che l&#8217; interconnessione sussistente tra filiera produttiva edilizia, necessità di riqualificazione e ristrutturazione di parte del patrimonio edilizio nazionale, efficienza energetica degli edifici, mercato immobiliare (di cui l&#8217; housing sociale costituisce una componente), mercato delle locazioni, professioni dell&#8217; immobiliare e politiche creditizie necessitino di un <strong>approccio olistico che consenta di affrontare in maniera incisiva l&#8217; attuale crisi economica</strong> per fornire risposte ai mutati scenari macroeconomici. </p>
<p>L&#8217; attuale quadro di riferimento edilizio &#8211; immobiliare costituisce, direttamente o indirettamente, la risultante di processi di forte innovazione tecnologica, crescente interconnessione con il settore finanziario, effettiva internazionalizzazione della domanda e dell&#8217; offerta in particolare per quanto attiene le seconde case, gli investimenti a reddito di operatori istituzionali (<strong>quali fondi immobiliari, fondi pensione, assicurazioni</strong>) nonché per il settore turistico &#8211; ricettivo.<br />
<span id="more-5995"></span><br />
Le istituzioni internazionali prestano rilevante attenzione allo sviluppo dei mercati immobiliari e &#8211; più in generale &#8211; al settore economico / immobiliare, in considerazione della correlazione diretta sussistente, a livello globale, tra grado di sviluppo economico e sociale e mercati immobiliari efficienti e ben regolati. Anche per le Economie in Transizione il comparto costituisce un settore che potrebbe contribuire in maniera significativa alla crescita del Pil pro capite potendo apportare benefici alla qualità della vita dei cittadini di quei Paesi, con conseguente riduzione dei flussi migratori verso i Paesi maggiormente sviluppati. </p>
<p><strong>Il mercato immobiliare<br />
fattore di sviluppo economico e sociale </strong><br />
La<strong> World Bank</strong> stima che il comparto immobiliare contribuisce ad innalzare del 25% il PIL di un Paese sviluppato e che lo stock di capitale rappresentato dal settore immobiliare è di circa due terzi della ricchezza globale. </p>
<p>Le Nazioni Unite Commissione Economica per l&#8217; Europa <strong>(Unece)</strong> promuovono lo sviluppo dell&#8217; economia immobiliare in quanto moderni mercati immobiliari in sinergia  con le professioni ad essi collegate, un più agevole accesso ai prestiti ipotecari e una efficiente amministrazione e la gestione del territorio, apportano effettivi benefici economici e sociali. </p>
<p>A tal fine l&#8217; <strong>Unece</strong>, attraverso il relativo <strong>Real Estate Market Advisory Group (Rem)</strong>, ha promosso un confronto internazionale che ha coinvolto, nell&#8217; ultimo anno, esperti internazionali del settore nel corso di tre fasi di approfondita discussione: un seminario presso la sede Onu in New York; un forum internazionale a Roma (svoltosi presso la Camera di Commercio); un confronto presso la sede Unece a Ginevra.</p>
<p>Le risultanze di questo processo hanno comportato la definizione di specifiche Linee Guida &#8211; denominate <strong>Key Components of Real Estate Markets Framework</strong> volte a fornire indicazioni circa i settori e le attività strategiche che potrebbero essere sviluppate &#8211; armonizzandone i Principi con l&#8217; ordinamento giuridico e le peculiarità economico &#8211; sociali di ciascun Paese &#8211; nell&#8217; ambito dei settori che costituiscono o coinvolgono il comparto di riferimento. </p>
<p>Questi Principi &#8211; il cui articolato è stato definito sotto la guida di una Task Force internazionale &#8211; sono in fase di pubblicazione. Tuttavia, per conoscenza, si allega l&#8217; articolato nell&#8217; ultima versione ufficiale disponibile, in quanto si ritiene che i dieci Principi richiamati possano costituire un punto di riferimento anche per il Sistema economico nazionale. L&#8217; elaborato è ispirato a fattori chiave ampiamente condivisi in ambito internazionale, quali: <strong>Sviluppo sostenibile, Buona governance, Trasparenza, Assunzione di responsabilità, Equità, Efficienza</strong>, oltre ad individuare criticità, indicare fattori di crescita, promuovere l&#8217; armonizzazione e la regolazione, nelle seguenti aree:<br />
<strong>1. Quadro normativo<br />
2. Catasto e sistemi di registrazione delle proprietà<br />
3. Armonizzazione ed efficienza<br />
4. Fattori di sviluppo dei mercati immobiliari<br />
5.Buona governance<br />
6. Credito e finanza immobiliare<br />
7. Trasparenza e prodotti finanziari avanzati<br />
8. Standard di valutazione e qualità dell’informazione economica<br />
9. Housing sociale<br />
10.Servizi professionali e formazione permanente.</strong></p>
<p><strong>www.tecnoborsa.it</strong></p>
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		<title>Sette buone ragioni per incrementare le case in locazione</title>
		<link>http://www.mondocasablog.com/2009/10/20/sette-buone-ragioni-per-incrementare-le-case-in-locazione/</link>
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		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 03:16:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La cedolare secca applicata solo ai contratti concordati &#8211; agevolati (come previsto dal testo adottato dalla Commissione Finanze della Camera dei Deputati) non basta allo scopo. Intervenendo alla Tavola Rotonda [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2009/10/1assoedilizia1.jpg?9d7bd4" alt='Assoedilizia' class="left"/><strong>La cedolare secca applicata solo ai contratti concordati &#8211; agevolati (come previsto dal testo adottato dalla Commissione Finanze della Camera dei Deputati) non basta allo scopo.</strong></p>
<p>Intervenendo alla Tavola Rotonda <strong>Emergenza casa. Una società senza tetto?</strong> organizzata, all&#8217; Ambrosianeum di Milano, da MCL Movimento Cristiano Lavoratori, in occasione del Congresso provinciale, <strong>il Presidente di Assoedilizia avv. Achille Colombo Clerici </strong>ha affermato:</p>
<p>&#8220;L&#8217; Italia in Europa è il Paese che ha meno case in affitto. Siamo al livello dei paesi economicamente meno evoluti: la Turchia, l&#8217; Irlanda. E siamo superati dalla Spagna. Ne discutiamo qui tra addetti ai lavori che ormai hanno sentito quasi tutto in argomento. Vorrei perciò semplicemente ricordare <strong>7 buone ragioni</strong> perché si debba ritenere che in Italia occorre   incrementare il numero degli alloggi offerti in locazione. </p>
<p><strong>1) Anzitutto</strong>, <strong>primo effetto positivo</strong> sarebbe  automaticamente quello di un calmieramento dei prezzi, non solo della locazione, ma anche della compravendita, perché anche in questo campo la domanda viene alleggerita di una pressione impropria. Disporre di una minor offerta abitativa in locazione significa (per via del fenomeno di mercato conseguente alla rarefazione dell&#8217; offerta), tener alto il livello dei prezzi del prodotto. E viceversa.<br />
<span id="more-5925"></span><br />
<strong>2) Secondo effetto positivo</strong>: una maggior disponibilità di alloggi per coloro che non riescono o non intendono, per vari motivi, acquistarli. Troveranno casa a prezzi contenuti anche gli anziani, le giovani coppie, i managers ed i dirigenti e tutti coloro che per motivi di carriera debbono spostare continuamente la dimora. </p>
<p><strong>3) Una maggiore flessibilità del rapporto cittadino / abitazione (</strong>cioè una maggior mobilità abitativa), che meglio permette di secondare i processi di trasformazione socio &#8211; economica in atto a livello, non solo nazionale, ma globale. Il radicamento degli italiani alla casa di proprietà  è un serio ostacolo ai processi di ristrutturazione e di riconversione economico &#8211; sociali, così necessari alla competitività internazionale del nostro Paese. Altro effetto benefico sta in una riduzione del fenomeno della marginalizzazione della residenza e quindi del pendolarismo.</p>
<p><strong>4) Mobilitare nell&#8217; edilizia in locazione investimenti di risorse finanziarie</strong>, alla ricerca di collocazioni economicamente interessanti, attualmente in possesso non solo delle famiglie (persone fisiche), ma anche delle persone giuridiche (società di gestione immobiliare, fondi di investimento, enti). </p>
<p><strong>5) Dar luogo ad un sostanziale incremento degli interventi di manutenzione e di riqualificazione del patrimonio edilizio</strong> con evidenti ricadute vantaggiose a favore di costruttori, professionisti, impiantisti, ed installatori. Il che non guasta in questo periodo di crisi, per via del maggior dinamismo del rapporto conduttore / immobile rispetto al rapporto proprietario / immobile (senz&#8217; altro più statico: anzi improntato ad uno spiccato immobilismo; non parliamo del condominio che, fra tutti, è il soggetto meno reattivo di fronte alle esigenze di rinnovamento urbano)</p>
<p>Il <strong>turn over</strong> delle case in locazione implica un costante adeguamento del<br />
patrimonio edilizio. Insomma, rispetto alla situazione della casa in proprietà, se siamo in presenza di una locazione economicamente conveniente (altrimenti c&#8217; è il degrado, come avveniva con l&#8217; equo canone) la manutenzione degli immobili e la loro riqualificazione sul piano edilizio / urbanistico ne guadagnano indubbiamente. Oggi abbiamo il problema della riqualificazione energetica e le possibilità di recupero offerte dal piano casa: settori nei quali i locatori, ed in particolare le società immobiliari, possono giocare un ruolo veramente importante. </p>
<p>Purtroppo una legislazione fiscale miope ed ottusa continua a punire, nel settore degli interventi di riqualificazione degli edifici, particolarmente le società di gestione immobiliare, soprattutto se locano alloggi, le quali sono peraltro i soggetti dotati di maggiori disponibilità, anche finanziarie, per interventi di tal genere. </p>
<p><strong>6) Dulcis in fundo: incassare più imposte</strong>, non solo in termini di imposta di<br />
registro,  ma anche come ICI, IRPEF ed IRPEG. Consideriamo che queste ultime danno luogo ad un gettito che è di 7 miliardi e mezzo, poco meno di quello dell&#8217; ICI. E che, a furia di costringere, con difficoltà di mercato e con privilegi fiscali, gli italiani a comprar casa, e poi riconoscendo agli stessi per l&#8217; abitazione principale in proprietà una esenzione generalizzata da tutte le imposte, a pagar l&#8217; ICI e le imposte dirette fra poco, per il residenziale, non ci sarà più nessuno.</p>
<p><strong>7) Non discriminare, sul piano delle agevolazioni tributarie,</strong> tra locazione convenzionata e locazione libera permette di perseguire una efficace politica di riqualificazione estetico &#8211; edilizia delle città&#8221;.</p>
<p><strong>Assoedilizia</strong></p>
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		<title>Le stime, le proposte e i progetti dell`Ance per la realizzazione del Piano Casa</title>
		<link>http://www.mondocasablog.com/2008/09/17/le-stime-le-proposte-e-i-progetti-dellance-per-la-realizzazione-del-piano-casa/</link>
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		<pubDate>Wed, 17 Sep 2008 08:33:54 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Si terra` a Roma oggi, 17 settembre alle ore 11, nella sede dell`Associazione nazionale dei costruttori, in via Guattani 16. Il presidente dell`Ance Paolo Buzzetti presentera` le stime elaborate dall`Associazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2007/08/condominio.jpg?9d7bd4" alt='condominio' class= "left" />Si terra` a Roma oggi, 17 settembre alle ore 11, nella sede dell`Associazione nazionale dei costruttori, in via Guattani 16. Il presidente dell`Ance Paolo Buzzetti  presentera` le stime elaborate dall`Associazione nazionale dei costruttori sia sulla mole di risorse, sia pubbliche che private, attivabili dal Piano Casa varato dal Governo, sia sul numero di abitazioni potenzialmente realizzabili sull`intero territorio nazionale. Nel corso dell`incontro, verranno illustrate le proposte degli operatori delle costruzioni per l`efficace realizzazione degli obiettivi posti dal Piano Casa non solo sul fronte della costruzione di nuove abitazioni ma anche su quello, non meno importante, della riqualificazione di interi pezzi di citta`.<br />
All`incontro prenderanno parte i presidenti delle Associazioni firmatarie del Protocollo di Intesa tra gli Operatori delle Costruzioni per l`attuazione del Piano Casa varato nelle scorse settimane: il presidente dell`Ance, Paolo Buzzetti, Luciano Caffini, presidente di Ancab-Legacoop, Franco Buzzi, presidente di Ancpl-Legacoop, Giuseppe Venturelli, presidente di Federabitazione-Confcooperative, e Alessandro Giaconi, presidente di Agci-Abitazione.<br />
Un accordo inedito e importante, che e` stato sostenuto e promosso dall`Ance, col quale le Associazioni aderenti al Protocollo si sono candidate a essere interlocutori privilegiati di Governo, Regioni e enti locali nel raggiungimento degli obiettivi del Piano. </p>
<p><a href="http://www.ance.it">www.ance.it</a></p>
]]></content:encoded>
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