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	<title>Mondocasablog &#187; Risparmio energetico</title>
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		<title>Intervista a Guido Alliata di RentClass, leader delle locazioni shortterm</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Nov 2011 22:00:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Per gli affitti di lusso, i manager in trasferta scelgono Bologna. Anche RentClass punta sulla città delle Due Torri. Un trend che ha certamente una spiegazione, delle motivazioni. Per avere [...]]]></description>
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Un trend che ha certamente una spiegazione, delle motivazioni. Per avere maggiori chiarimenti su queste scelte mirate, mondocasablog ha incontrato il titolare di RentClass, Guido Alliata, per chiarimenti su questo trend, &#8221;mirato&#8221; appunto, dell&#8217;Azienda.<br />
<strong>RentClass, società specializzata nell’affitto di immobili di lusso e “chiavi in mano”, sceglie Bologna per aprire una nuova sede. Per quale motivo?</strong><br />
<em>&#8221;Il Centro storico e i Colli attirano una clientela business internazionale&#8221;.</em><br />
<strong>Dopo Milano, Roma, Londra, Parigi e Mosca, dove RentClass gestisce oltre 200 immobili di prestigio per affittanze anche a breve/medio termine, ora è la città felsinea a rivelarsi interessante per una clientela di alto profilo. Perché? </strong><br />
<span id="more-21400"></span><br />
<em>&#8221;Bologna è una città ricca e dinamica dove è molto presente una clientela di manager di aziende in cerca di una sistemazione a tempo determinato. Molte PMI del territorio sono state acquisite da realtà aziendali tedesche o francesi, dunque un grande numero di stranieri elegge, ed eleggerà, Bologna a sua dimora per periodi medi o lunghi&#8221;.</em><br />
<strong>La città delle Due Torri si conferma un crocevia di affari e commerci, nonché un polo strategico per il business e il turismo. I dati della Camera di Commercio di Bologna riferiscono che nel 2010 nella provincia le presenze turistiche sono aumentate del 5,9% rispetto al 2009, superando i 3.200.000. Le presenze straniere sono state quasi 1.200.000, con un aumento del 12,5%. Non solo. Secondo la classifica annuale del Sole 24 Ore, la provincia bolognese è, fra le aree intorno al milione di abitanti, quella con il tenore di vita più alto, e si distingue per qualità della vita e servizi</strong>. <strong>Questi dati evidenziano un significato preciso?</strong><br />
<em>&#8221;Sono tutti dati che confermano la vitalità dell’economia locale e la grande attrattiva che Bologna esercita su una clientela internazionale &#8211; rispone Alliata -. In particolare, il centro storico chiuso al traffico e i Colli, dove sono presenti ville e complessi davvero eccezionali, sono le zone più ambite&#8221;.</em><br />
<strong>Ma cosa cerca un manager, magari straniero, in trasferta a Bologna? </strong><br />
<em>&#8221;Comfort, stile e una formula “chiavi in mano – risponde Alliata. Case bellissime e in posizione strategica, per vivere il meglio della città. Ma anche rapidità nel chiudere le trattative e servizi “tutto compreso”: canone, spese, utenze, pulizie e piccole manutenzioni&#8221;. </em><br />
<strong>Conosciamo tutti punti di forza di RentClass, sappiamo che l&#8217;Azienda riserva la stessa cura anche ai rapporti con i proprietari di case che decidono di affidare alla società milanese i loro appartamenti. È una strategia vincente?</strong><br />
<em>&#8221;Certamente. Noi garantiamo un trattamento impeccabile, controlli meticolosi e un’attenta selezione degli inquilini &#8211; conclude Alliata &#8211; E se l’immobile è di pregio, ma arredi e complementi sono un po’ démodé, forniamo un esclusivo servizio di home staging che, con qualche semplice accorgimento, cambia il volto dell’appartamento, donando personalità e un tocco di glamour&#8221;</em>.<br />
<strong>PROFILO DELL&#8217;AZIENDA</strong><br />
RentClass, nata a Milano nel 2005, offre un pacchetto di 200 immobili di prestigio in diverse città del mondo: Milano, Roma, Bologna, Napoli, Londra, Parigi, Mosca. Specializzata nelle affittanze di breve e medio periodo, RentClass gestisce direttamente o conto terzi abitazioni di lusso perfette per una clientela internazionale di aziende e privati che esigono il massimo dello stile e del comfort. Ai proprietari di immobili, RentClass offre una gestione curata in ogni dettaglio e affittuari selezionati. RentClass è iscritta all’Aspesi – Associazione nazionale tra Società di Promozione e Sviluppo Immobiliare.</p>
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		<title>L&#8217;Agente Immobiliare Professionale: number one nel mercato del Real Estate</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Nov 2011 22:00:01 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2011/11/LAgente-Immobiliare-Professionale-number-one-nel-mercato-del-Real-Estate.jpg?9d7bd4" alt="" title="LAgente Immobiliare Professionale number one nel mercato del Real Estate" width="200" height="230" class="left" /><strong><em>Ormai la figura dell&#8217;Agente Immobiliare Professionale ha conquistato il top nella scala del successo, ha acquisito la più ampia fiducia e soddisfazione del cliente venditore/acquirente/investitore anche istituzionale, è diventato &#8221;il punto di riferimento vero, univoco ed originale, ad elevato standard di professionalità, per la clientela del mercato immobiliare&#8221;.</em></strong><br />
In questo clima tutto sponsorizzato fortemente e principalmente dai non addetti ai lavori, definibili principalmente distributori d&#8217;informazione a mezzo stampa quotidiana e/o periodica, prende piede un grande &#8220;valore&#8221;: la fiducia e la voglia di rivolgersi alle Agenzie Immobiliari per la consulenza e compravendita degli immobili.<br />
<span id="more-21393"></span><br />
La particolare situazione attuale del mercato immobiliare certamente crea in ciascuno degli attori ed in particolare negli Agenti Immobiliari un senso di incertezza per il futuro, ma l&#8217;esperienza maturata è un elemento di supporto per dare consigli e opinioni professionali a clienti nuovi con nuove aspettative ed  esigenze particolari e proprio oggi, in momenti molto significativi del mercato immobiliare.<br />
Ormai la prestazione dei servizi dell&#8217;Agenzia Immobiliare Professionale non è più percepita quale costo in più, ma quale lavoro professionale punto di riferimento del comparto immobiliare. Tanto più oggi, il ricorso a &#8220;Servizi immobiliari con elevata professionalità&#8221; sembra sia proprio la linfa  dell&#8217;Albero del Real Estate.<br />
Infatti l&#8217;Agente e Consulente Immobiliare professionale offre i servizi a 360° gradi per l&#8217;elevata conoscenza del settore dalle normative  giuridiche a quelle amministrative, fiscali, urbanistiche. Perché l&#8217;Agente Immobiliare professionale è il gestore della Store del Real Estate ed è fonte di informazione globale ancora più che un luogo di riferimento della clientela.<br />
Sembra che nel 2008 oltre il 70% circa dei venditori si sia rivolto ad un Agente Immobiliare con un trend crescente per libera scelta dei clienti acquirenti che hanno voluto avvalersi dei servizi qualificati di un&#8217;Agenzia Immobiliare Professionale.<br />
Questo significa propensione alla crescita in una previsione di rarefazione del mercato e di conseguenza anche della possibile chiusura di alcune Agenzie Immobiliari e conseguente consolidamento di quelle strutture di intermediazione immobiliare, &#8220;Agenzie immobiliari professionali&#8221;, che puntano soprattutto sulla &#8220;Formazione continua di aggiornamento&#8221;.<br />
Perché formazione continua professionale significa anche aggiornamento da un punto di vista professionale, crescere, rendersi visibili al mercato e diversificarsi, per un fine ultimo, ma  primo per importanza che è la  &#8220;soddisfazione del cliente&#8221;.<br />
In sintesi, occorre imprimere alla propria Agenzia Immobiliare un&#8217;impronta forte, un segno distintivo di riconoscimento, un &#8220;marchio&#8221; o, come tecnicamente si dice oggi, un &#8220;brand&#8221; che si associa al nome, al volto, alla personalità, all&#8217;azienda e ai servizi. Quindi non deve essere solo un logotipo, un &#8220;Payoff&#8221; o una campagna pubblicitaria, ma essenzialmente un mix delle procedure che compongono il &#8220;mosaico&#8221; dell&#8217;Azienda Agenzia Immobiliare con esperienze presunte e caparbietà nel mercato.<br />
Un brand ha lo scopo di creare relazioni che determinino e garantiscano entrate future attraverso la creazione di preferenze e fedeltà da parte dei consumatori/clienti/venditori/acquirenti. Il brand semplifica il processo decisionale e rappresenta sia una garanzia di fedeltà che un&#8217;alternativa differente e credibile rispetto a offerte concorrenti.<br />
Queste Agenzie Immobiliari emergenti hanno già deciso strategie  commerciali vincenti, di servizi ricchi di valore professionale dedicati ai nuovi &#8220;multiservizi globali&#8221;.<br />
Lontano ormai il tempo del sensale prima e del mediatore immobiliare poi, che trova la sua continuità nella sua evoluzione professionale. Dobbiamo credere veramente nelle affermazioni storiche tipo, quella ad esempio che dice &#8220;non possiamo capire il presente e/o il futuro senza conoscere il passato&#8221;.<br />
Per capire la situazione attuale della Professione di Agente Immobiliare e individuarne i possibili sviluppi futuri bisogna avere ben presente come erano e/o come eravamo e quanta strada e quale evoluzione abbiamo percorso fino ad oggi.<br />
Infatti l&#8217;accrescimento di professionalità è stata sempre richiesta dal mercato e si è resa obbligatoria e quindi dovuta alla &#8220;incessante dinamica di novelle Normative&#8221;, alla crescita delle esigenze e delle aspettative dei clienti che hanno spinto il &#8221; Player del Real Estate&#8221; ad  apprezzare sempre di più la voglia di amore vero verso la professione e la professionalità con una offerta globale di multiprodotti-servizi di intermediazione e consulenza immobiliare.<br />
Questo è proprio un nuovo modo di fare &#8220;Agenzia Immobiliare Professionale&#8221; più competitiva, più professionale con la  propensione verso più valori aggiunti sui servizi globali per i clienti  anche al fine di affrontare la competitività per far fronte e/o sconfiggere la cosiddetta crisi.<br />
Perché quindi non sfruttare una risorsa piena di sinergie vincenti, già presente e radicata nel mondo immobiliare? La FIAIP Federazione Agenti Immobiliari Professionali, che contiene la conoscenza fotografica, i valori storici dell&#8217;evoluzione per inquadrare il cammino e la mission della nostra professione, dove ognuno di noi ha potuto capire, apprendere e apprezzare quelle doti indispensabili per crescere nella Fiaip e nella propria attività: la professionalità, il sentimento, la passione, gli ideali, l&#8217;anima e soprattutto la capacità di motivare le persone.<br />
<strong>Armando Barsotti<br />
Centro Studi Fiaip</strong></p>
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		<title>L&#8217;altra faccia della crisi</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Nov 2011 23:24:11 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2011/11/Laltra-faccia-della-crisi.jpg?9d7bd4" alt="" title="Laltra faccia della crisi" width="200" height="230" class="left" /><strong><em>La tempesta finanziaria sconquassa le borse internazionali, gela la  propensione all&#8217;acquisto, rimette in discussione le scelte tutte, da quelle quotidiane a quelle a breve-medio-lungo periodo. </em></strong><br />
I mass media esaltano lo &#8220;scoop&#8221;, titolano la &#8220;crisi&#8221;, ovunque trasmettono &#8220;paura e insicurezza&#8221;. Anche le migliori &#8220;Alchimie di marketing&#8221; anche se sfornano novità a ritmo quotidiano frenano &#8220;la tendenza al ribasso&#8221; e non permettono l&#8217;arresto di certe situazioni di mercato, vedi grande distribuzione e mercato auto. Il &#8220;Barile dell&#8217;oro nero&#8221;, il gasolio e la benzina, il dollaro usa, l&#8217;Euro, i derivati, le c.d. catene di Sant&#8217;Antonio usate nella &#8220;Finanza Creativa&#8221; del mondo bancario e assicurativo, il vortice della speculazione, l&#8217;assenza di &#8220;Etica professionale&#8221; per le Banche di Affari e per i suoi Leaders ha consolidato varie situazioni di default.<br />
<span id="more-21382"></span><br />
Le <strong>transazioni immobiliari</strong> sono calate in generale in Italia anche i <strong>prezzi di acquisto </strong>in alcune città italiane per alcune <strong>tipologie e <strong>location di immobili.</strong></strong> Particolari abitazioni, soprattutto nelle aree metropolitane erano pregiate a basso contenuto di qualità -servizi.<br />
Secondo l&#8217;OMI, Osservatorio Mercato Immobiliare, pubblicato a cura dell&#8217;Agenzia del Territorio il numero medio delle <strong>transazioni immobiliari</strong> è diminuito. Ci sono alcuni analisti che prevedono situazioni di pesante appiattimento del mercato RE mentre altri pronosticano una tenuta dei prezzi solo per immobili con rapporto coerente tra <strong>location/tipologia e qualità/prezzo</strong><br />
A dare energia/linfa al <strong>mercato immobiliare</strong> sarà speriamo la <strong>manovra fiscal</strong>e relativa all&#8217;introduzione della <strong>Cedolare Secca</strong> del 21% sui redditi di locazione, novella che permette di dare fiducia reale all&#8217;<strong>investimento immobiliare finalizzato al reddito immobiliar</strong>e caratterizzato da flussi di cassa mensile.<br />
Tutti in generale concordano su prospettive positive di un miglioramento delle <strong>quotazioni </strong>e delle <strong>transazioni per immobili di pregio</strong> e di &#8220;Rapporto Coerente&#8221; rispetto alla generalità del prodotto del RE. È ormai consolidato con prove schiaccianti che<strong> l&#8217;acquisto e l&#8217;investimento immobiliare</strong> è sempre stato e sempre sarà il <strong>&#8220;Bene Rifugio per Eccellenza&#8221; </strong>con l&#8217;opportunità di fare buoni affari di investire il capitale, di capire l&#8217;inflazione e di generare plusvalenze oltre e di gran lunga superiore alla perdita del potere di acquisto della moneta.<br />
Se è vero che i tempi di vendita del <strong>prodotto immobiliare</strong> si sono allungati ma è anche vero che tutte le negatività dei Mass Media sull&#8217;economia e sul <strong>mercato dei mutui</strong> e del RE hanno trasmesso forti negatività, insicurezze incertezze diffondendo paura e timore.<br />
Certamente le trattative relative agli <strong>affari immobiliari</strong> sono più lente e molto più complesse e richiedono maggiore abilità professionale per l&#8217;i<strong>ntermediario immobiliare</strong> e maggior liquidità e <strong>Merito Creditizio</strong> per l&#8217;<strong>acquirente/investitore.</strong><br />
Nel costituirsi il<strong> prezzo delle case di abitazione di norma</strong> tiene ed è sempre molto poco trattabile quando il <strong>&#8220;Prodotto Immobiliare&#8221;</strong> è stato assoggettato in sintonia con la preventiva ricerca di mercato relativa alle tipologie e caratteristiche coincidenti con le aspettative degli acquisti di zona.<br />
La linfa della &#8220;Quiete dopo la Tempesta&#8221; potrebbe essere la novella di una manovra fiscale nuova rivolta alla Introduzione di<strong> &#8220;Agevolazioni fiscali&#8221;</strong> con <strong>&#8220;Tassazione Unica&#8221;</strong> per imprenditori che dedicano attività di <strong>investimento nel Mercato Immobiliare</strong>, <strong>defiscalizzazione </strong>di utili e plusvalenze se reinvestite nel mercato del RE.<br />
Oggi la Governance Italiana dovrà prendere &#8220;il Toro per le Corna&#8221; e generare un trend di positività con<strong> &#8220;Alchimie Fiscali&#8221;</strong> questa volta &#8220;Pro investitore RE&#8221; <strong>per dare energia al più importante carro trainante di tutte l&#8217;economia l&#8217;edilizia in genere ed in particolare il mercato immobiliare.</strong><br />
È necessario altresì introdurre ulteriori <strong>norme di garanzia nelle transazioni immobiliari, </strong>responsabilizzare ed elevare la figura dell&#8217;Agente Immobiliare professionista dell&#8217;<strong>intermediazione immobiliare </strong>affinché la stessa possa essere maggiormente da una parte il Regista del mercato e dall&#8217;altra il Garante del risparmio investito.<br />
<strong><em>Armando Barsotti<br />
Centro Studi Fiaip</em></strong></p>
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		<title>I giovani e la casa, un problema sociale</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Nov 2011 22:00:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ok dall’assemblea del Cnel (Consiglio nazionale dell&#8217;Economia e del Lavoro) al documento che fotografa la situazione abitativa dei giovani italiani definendola un problema sociale. L&#8217;inchiesta sulla condizione abitativa degli under [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2011/11/I-giovani-e-la-casa-un-problema-sociale.jpg?9d7bd4" alt="" title="I giovani e la casa  un problema sociale" width="300" height="200" class="left" /><strong><em>Ok dall’assemblea del Cnel (Consiglio nazionale dell&#8217;Economia e del Lavoro) al documento che fotografa la situazione abitativa dei giovani italiani definendola un problema sociale. </em></strong><br />
<strong>L&#8217;inchiesta sulla condizione abitativa degli under 35, condotta dal Gruppo di studio per le politiche giovanili del Cnel, in collaborazione con il Sicet, sindacato degli inquilini, evidenzia l&#8217;esigenza di un rilancio delle politiche abitative, maggiori agevolazioni fiscali e un calmiere sui mutui. Dall’indagine emerge che i giovani vivono per il 35,7% in casa di proprietà e per il 63% in affitto.</strong><br />
<span id="more-21373"></span><br />
Quel 35,7% che vive in proprietà, in maggior percentuale risiede nel sud e nel nord-ovest del Paese (circa il 35%), abita in un appartamento (70%) prevalentemente in periferia (43,8% ) e nel 35,2% dei casi convive con i genitori. Solo il 30% dei giovani vive in una <strong>casa singola di proprietà </strong><br />
Il 74,1% dei giovani che invece vive in <strong>proprietà</strong>, ha acquistato la propria <strong>abitazione </strong>(il 13,1% l’ha costruita da sé ed il 12,8% l’ha ereditata). Il 37% paga un <strong>mutuo </strong>nella prevalenza dei casi a <strong>tasso fisso</strong> (il 60,2%) con una rata media di 676 euro.<br />
Chi vive in <strong>affitto</strong>, invece, ha come padrone di casa quasi sempre una persona fisica (72%) mentre una percentuale intorno al 4% abita in casa di un ente pubblico o di una società.<br />
L’indagine mette in evidenza che se nella maggioranza dei casi (l’82,2% dei casi) l’inquilino può contare su un regolare<strong> contratto d’affitto, i contratti “in nero”</strong> esistono ma riguardano una minoranza, il 17,8% dei casi, prevalentemente costituiti da studenti che abitano nelle città in cui risiedono le maggiori università.<br />
Il 39,7% degli <strong>affitti </strong>è a <strong>canone libero </strong>(durata 4 anni + 4), il 20,6% a  (durata 3 anni + 2), il 7,2% abita gratuitamente in <strong>comodato d’uso</strong></strong>, il 7% con <strong>contratto ad uso transitorio</strong> ed il 6% presso un ente pubblico.<br />
C’è anche una grande variabilità dei <strong>costi delle locazioni:</strong> i <strong>canoni </strong>più alti sono a Roma e Milano, dove in media per un&#8217;abitazione di 65metri quadrati si pagano 600 euro mensili, con punte fino a 1800 euro; i più bassi a Palermo (350 euro mensili). Affittare una stanza costa da un minimo di 170 euro al mese a Catania ad un massimo di 400 euro a Roma.<br />
<strong>Fonte: Cnel</strong></p>
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		<title>Detrazione 55% anche ai beni strumentali</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Nov 2011 22:00:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Richiesta Uncsaal: estendere il bonus fiscale ai soggetti pubblici non assoggettati all&#8217;Ires. L&#8217;Associazione chiede al Governo di estendere le detrazioni fiscali del 55% per gli interventi di riqualificazione energetica degli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2011/11/Detrazione-55-anche-ai-beni-strumentali.jpg?9d7bd4" alt="" title="OLYMPUS DIGITAL CAMERA" width="267" height="200" class="left" /><strong><em>Richiesta Uncsaal: estendere il bonus fiscale ai soggetti pubblici non assoggettati all&#8217;Ires. </em></strong><br />
<strong>L&#8217;Associazione chiede al Governo di estendere le detrazioni fiscali del 55% per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici anche ai beni strumentali e ai soggetti pubblici non assoggettati all&#8217;Ires. Secondo Uncsaal (Unione nazionale costruttori serramenti alluminio acciaio e leghe) questa è la misura per favorire l&#8217;incremento degli investimenti nel recupero nel patrimonio immobiliare non residenziale, pubblico e privato</strong>.<br />
<span id="more-21362"></span><br />
L&#8217;Associazione fa notare che questa misura manca nella bozza del Decreto Sviluppo attualmente all&#8217;esame del Governo, della quale aveva già criticato la penalizzazione che prevederebbe delle condizioni per accedere alla detrazione 55% per i serramenti.<br />
Offrire l’opportunità di riqualificare energeticamente il patrimonio immobiliare detenuto dai grandi gestori finanziari e industriali potrebbe rappresentare un circuito virtuoso per riqualificare energeticamente una parte significativa di patrimonio immobiliare italiano (appartamenti ad uso residenziale e terziario) e per produrne una rivalutazione del valore generando un maggior gettito per l&#8217;erario.<br />
<strong>Uncsaal fa notare che</strong> <em>“se stimiamo che l’intero valore degli investimenti in recupero del patrimonio non residenziale privato valgano 17 miliardi di euro, una estensione delle detrazioni fiscali ai beni strumentali potrebbe produrre un incremento del 40-50% di tali investimenti, dando ossigeno alla ripresa del mercato in questo settore”</em>.<br />
<strong>Inoltre, fa notare ancora l&#8217;Associazione,</strong> <em>“se il Legislatore individuasse forme utili ad estendere gli incentivi per la riqualificazione energetica degli edifici anche ai soggetti pubblici non assoggettati all’Ires, prevedendo, per esempio, che gli importi da detrarre siano scalati dalle utenze energetiche, si può ipotizzare un incremento del 30% del valore degli investimenti nel non residenziale pubblico attualmente stimato in 5 miliardi di euro”.</em><br />
Uncsaal mostra perplessità in merito ad un&#8217;altra ipotesi contenuta nella bozza del decreto per la crescita, sempre riguardo alle modifiche alla detrazione 55%: quella di introdurre l&#8217;obbligo di installare sistemi di termoregolazione oltre al cambio degli infissi.<br />
Quest&#8217;obbligo, sottolinea l&#8217;Uncsaal, comporterebbe un ulteriore aggravio dei costi e problematiche all&#8217;interno dei condomini, dove gli interventi devono essere condivisi dall&#8217;assemblea condominiale all&#8217;unanimità.<br />
Quindi, un singolo condomino può decidere di cambiare in maniera autonoma le finestre e non può essere condizionato dall&#8217;approvazione dell&#8217;assemblea condominiale sulla valvole termostatiche. In sintesi, per cambiare le finestre ed usufruire del 55% il consumatore dovrebbe chiamare il serramentista e l&#8217;idraulico. Molto problematico.</p>
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		<title>Cinquant&#8217;anni fa morì Luigi Einaudi, un maestro di libertà</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Oct 2011 22:00:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Luigi Einaudi morì cinquant&#8217;anni fa, il 30 ottobre 1961, a Roma. Ricoverato da qualche giorno in clinica per una broncopolmonite, sua moglie donna Ida capì che lo avrebbe irrimediabilmente perso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2011/10/Cinquantanni-fa-morì-Luigi-Einaudi-un-maestro-di-libertà.jpg?9d7bd4" alt="" title="Cinquant&#039;anni fa morì Luigi Einaudi un maestro di libertà" width="298" height="200" class="left" /><strong><em>Luigi Einaudi morì cinquant&#8217;anni fa, il 30 ottobre 1961, a Roma. Ricoverato da qualche giorno in clinica per una broncopolmonite, sua moglie donna Ida capì che lo avrebbe irrimediabilmente perso quando s&#8217;accorse che non aveva più voglia di leggere.</em></strong><br />
<strong>Einaudi, in effetti, fu un maestro che fino all&#8217;ultimo &#8211; già superati, quindi, gli 87 anni &#8211; volle imparare. La sua curiosità era insaziabile. Per lui, l&#8217;essenziale era leggere sempre qualcosa di diverso da quanto già ci interessa. È il concetto che, dopo avermelo scritto in una lettera, mi aveva ripetuto quando &#8211; tre mesi prima della sua scomparsa &#8211; avevo avuto (poco più che ventenne) l&#8217;insperata fortuna di poterlo andare a trovare a Villa San Giacomo, in quel di Dogliani. E in questo concetto c&#8217;è gran parte dell&#8217;&#8221;uomo&#8221; Einaudi.</strong><br />
<span id="more-21353"></span><br />
La curiosità era anche per Einaudi uno strumento di miglioramento, era anche per lui un mezzo d&#8217;ascendere continuo verso uno stato di completa autonomia. Un mezzo, insomma, di &#8220;liberazione&#8221;.<br />
Il fine primo ed ultimo per il quale egli visse, lavorò ed insegnò, fu infatti, sempre, uno ed uno solo: la libertà. Una libertà non elargita dall&#8217;alto, ma conquistata dall&#8217;uomo con senso di responsabilità, con la coerenza, col lavoro; ma proprio per questo, e solo per questo, libertà vera, piena. <strong>L&#8217;uomo di Einaudi è un uomo che soffre, che all&#8217;egoismo contrappone la cooperazione, all&#8217;intolleranza la libertà.</strong><br />
Il suo tipo ideale di società, quello in cui egli vedeva pienamente tutelata l&#8217;esigenza fondamentale della libertà, Einaudi lo delineò magistralmente nelle<strong> &#8220;Lezioni di politica sociale&#8221;</strong>. Si fonda sulla libera economia di mercato, integrata da altri istituti che correggano ed eliminino disuguaglianze iniziali e terminali che sono il presupposto e il risultato della libertà di azione degli individui.<em> L&#8217;economia di concorrenza</em><strong> (scrisse esplicitamente Einaudi in un articolo pubblicato il 2 aprile 1948 sul &#8220;Corriere della Sera&#8221;)</strong> <em>è la macchina che produce ai minimi costi; si tratta di indurla a produrre quei beni che siano giudicati dai più come gli ottimi per la collettività.</em><br />
<em>&#8220;La via per raggiungere lo scopo</em> &#8211; <strong>egli scrisse</strong> &#8211; <em>è segnata da gran tempo. L&#8217;imposta in genere, se adoperata entro i limiti posti dall&#8217;esperienza allo scopo di non distruggere l&#8217;incentivo a produrre ed a migliorare, è strumento efficace a togliere gli alti papaveri ed a ridurre gli altissimi redditi a misure più modeste. Vi sono paesi come la Svizzera, e l&#8217;Inghilterra -<strong> aggiunse Einaudi</strong> &#8211; nei quali, con aliquote meno bestialmente alte di quelle vigenti in Italia ma osservate, le grandi fortune vanno diradandosi in modo siffatto da destare preoccupazioni rispetto alla possibilità di dare incentivo al nuovo risparmio”. </em><br />
<strong>Quella  che  Einaudi   chiama,  appunto nelle  sue  &#8220;Lezioni&#8221;, l&#8221;uguaglianza nei punti di partenza&#8221;</strong>, è una concezione ardita, che pone in termini di libertà il problema sociale più rilevante (la distribuzione della ricchezza) e dà al liberalismo un contenuto coerente attraverso una concezione di <strong>uno Stato liberale &#8220;tutt&#8217;altro che inerte spettatore degli accidenti naturali e delle contese umane&#8221;</strong>.<br />
Da quel grande economista che era, <strong>Einaudi propugnava l&#8217;economia di mercato</strong> sottolineando i vantaggi che essa sola è capace di apportare a tutti i cittadini indistintamente, sfruttando risorse ed iniziative di tutti per l&#8217;aumento della produzione e, quindi, del reddito collettivo ed individuale; ma questo non era neppure il motivo fondamentale che faceva schierare Einaudi tra i fautori del sistema di concorrenza.<br />
La sua critica allo statalismo e al socialismo (definito, già all&#8217;inizio del secolo, &#8220;una predicazione vecchissima e frusta&#8221;) partiva da questa osservazione di carattere economico, ma si risolse nell&#8217;affermazione d&#8217;un principio che costituisce una grande conquista del pensiero moderno: essere, cioè, la libertà economica premessa e condizione essenziale della libertà politica. Senza la libertà economica si va inesorabilmente alla schiavitù.<br />
È la nota dottrina dell&#8217;esistenza di un &#8220;punto critico&#8221; nell&#8217;interventismo statale, al di là del quale una società degenera e decade &#8211; più o meno coscientemente, comunque di fatto &#8211; nell&#8217;abolizione della libertà. <em>&#8220;Guai allo Stato</em> &#8211; <strong>scrisse Einaudi</strong> &#8211; <em>nel quale la possibilità di occupazione e le maniere di vivere di troppi o di tutti i cittadini dipendono da un unico signore!&#8221;.</em><br />
La società cui pensava Einaudi non è una accolita di fannulloni: <em>&#8220;Abbiamo bisogno di uomini intelligenti ed abili cresciuti in un ambiente di libertà, e non di infingardi che tutto aspettano dal favore dei pubblici poteri&#8221;</em>, <strong>scrisse una volta; e un&#8217;altra:</strong> <em>&#8220;L&#8217;uomo liberale vuole che la società nella quale egli vive, sia varia, ricca di forze indipendenti le une dalle altre, in cui industriali e lavoratori, leghe padronali e leghe operaie liberamente discutano, si affrontino e lottino. Egli ama la lotta ed ha in abominio l&#8217;ubbidienza ad un solo capo. La lotta è vita, il conformismo è morte&#8221;.</em><br />
<strong>Così pensava Einaudi, ed il suo insegnamento torna alla mente oggi, in un periodo di sbandamento &#8211; ideologico, politico, economico e soprattutto morale &#8211; quale l&#8217;Italia contemporanea non ha mai conosciuto e che è gran parte delle crisi di valori senza precedenti, che tutti ci preoccupa. </strong><br />
<strong><em>Corrado Sforza Fogliani</em></strong></p>
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		<title>Intervista ad Andrea Polo, Direttore Comunicazione di Gruppo Immobiliare.it</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Oct 2011 22:10:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Una news nel mondo immobiliare: Immobiliare.it sceglie MY PR come advisor per le media relations. MY PR è il nuovo advisor per le media relations del Gruppo Immobiliare.it, il network [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2011/10/Intervista-ad-Andrea-Polo-Direttore1.jpg?9d7bd4" alt="" title="Intervista ad Andrea Polo Direttore" width="150" height="226" class="left" /><strong><em>Una news nel mondo immobiliare: Immobiliare.it sceglie MY PR come advisor per le media relations.</em></strong><br />
<strong>MY PR è il nuovo advisor per le media relations del Gruppo Immobiliare.it, il network di portali immobiliari più utilizzato in Italia con oltre 3 milioni di annunci attivi ogni giorno, che offre servizi ad hoc per chi vuole acquistare o affittare casa e locali commerciali, ma anche soluzioni per le vacanze o semplicemente una stanza, anche in condivisione.</strong><br />
<span id="more-21338"></span><br />
A seguito di una fase di approfondimento sulle caratteristiche e l’approccio dell’agenzia, MY PR affiancherà la direzione comunicazione del Gruppo Immobiliare.it nelle attività di ufficio stampa e media relations. Mondocasablog ha intervistato il Dott. Andrea Polo e il Dott. Giorgio Cattaneo, Presidente di MY PR per maggiori chiarimenti<br />
<strong>Dottor Polo, come mai questa scelta? Si tratta di una nuova strategia operativa del Gruppo?</strong><br />
<em>“Abbiamo riconosciuto in MY PR lo stile di comunicazione che sentiamo più vicino a noi”</em>,<strong> ha risposto Andrea Polo, Direttore Comunicazione di Gruppo Immobiliare.it</strong> <em>“e per questo motivo sceglierli come nostri partner è stato immediato e siamo certi che la nostra collaborazione porterà entrambi a raggiungere traguardi importanti”.</em><br />
<img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2011/10/Giorgio-Cattaneo-Presidente-MY-PR.jpg?9d7bd4" alt="" title="Giorgio Cattaneo Presidente MY PR" width="150" height="226" class="left" /><strong>Dottor Cattaneo, Lei si è assunto un grande impegno perché conosce bene la capacità strategica del Gruppo. Ne apprezziamo anche noi le ottime capacità di comunicazione, ma gradiremmo la sua diretta opinione.</strong><br />
<em>“È motivo di soddisfazione poter lavorare al fianco di un cliente che ha un approccio di comunicazione ben delineato su tutti i mezzi ma con un dna fortemente digital </em>– <strong>risponde Giorgio Cattaneo, Presidente di MY PR</strong> – <em>questa azienda e il suo team di comunicazione è capace di dosare creatività e funzionalità con grande acume strategico non a caso ha ottenuto molti award nazionali e internazionali come ad esempio il Premio Assorel, o l’European Excellence Awards. A valle delle grandi competenze tecnologiche che caratterizzano l’azienda, per ottenere share of voice e una forte riconoscibilità di marca sul web e sui social media proseguiremo nel produrre contenuti capaci di determinare passaparola e interesse mediatico”.</em></p>
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		<title>Rapporto Nomisma 2011, La Business Intelligence nella Pubblica Amministrazione</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Oct 2011 22:00:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Realizzato da Nomisma grazie al contributo di Iconsulting e al patrocinio di DigitPa. La Business Intelligence rappresenta l’insieme delle metodologie e tecnologie informatiche utili a valorizzare l’immenso patrimonio informativo a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2011/10/Rapporto-Nomisma-2011-La-Business-Intelligence-Pubblica-Amministrazione.jpg?9d7bd4" alt="" title="Rapporto Nomisma 2011 La Business Intelligence Pubblica Amministrazione" width="200" height="284" class="left" /><strong><em>Realizzato da Nomisma grazie al contributo di Iconsulting e al patrocinio di DigitPa.</em></strong><br />
<strong>La Business Intelligence rappresenta l’insieme delle metodologie e tecnologie informatiche utili a valorizzare l’immenso patrimonio informativo a disposizione di ogni impresa ed ente locale, attraverso la trasformazione dei dati grezzi, contenuti nei sistemi informativi gestionali, in informazioni a supporto dei processi decisionali. </strong><br />
<span id="more-21323"></span><br />
Questo secondo Rapporto intende delimitare il campo dell’applicazione di tali strumenti alla Pubblica Amministrazione in Italia e restituire le connessioni precipue tra la specifica cultura dell’ambiente pubblico, il valore metodologico degli strumenti di Business Intelligence e l’auspicabile valorizzazione dell’ingente patrimonio informativo pubblico.<br />
<strong>Sbaglia chi crede che oggi non ci sia<br />
una dotazione informatica sufficiente<br />
nella Pubblica Amministrazione…</strong><br />
La Pubblica Amministrazione Centrale e gli enti pubblici (in particolare gli enti previdenziali) hanno investito nel corso degli ultimi dieci anni, in media, non meno di 2 miliardi di euro all’anno nel proseguimento e nello sviluppo dell’informatica pubblica, sia come traino delle direttrici innovative sia come regolazione degli standard tecnici e organizzativi di tutta la Pubblica Amministrazione.<br />
Stando alle stime Eu Klems-Eurostat, la formazione (lorda) di capitale del settore pubblico (comprendente le amministrazioni pubbliche e il comparto dell’assicurazione sociale obbligatoria) in attività collegate alle tecnologie della comunicazione e dell’informazione (TCI, o ICT utilizzando il corrispettivo acronimo inglese) è cresciuta di un fattore moltiplicativo pari a 15 tra il 1990 e il 2007, a fronte di un’evoluzione sostanzialmente stagnante degli impieghi in beni capitale diversi dalle ICT.<br />
Tra le varie tipologie di <strong>investimento </strong>nelle nuove tecnologie, la parte del leone è stata svolta dagli acquisti di hardware: gli investimenti in computer sono aumentati di 50 volte tra il 1990 e il 2007, distanziando nettamente quelli in attrezzature per la <strong>comunicazione </strong>(pur incrementatisi in misura apprezzabile, +180%) e gli acquisti di software (+55%).<br />
Questi ultimi avrebbero avuto un rallentamento proprio nei recenti anni, quando la dinamica si sarebbe quasi fermata dopo gli investimenti effettuati nel decennio precedente (+0,2% all’anno tra il 2000 e il 2007, contro il +4,5% all’anno sperimentato tra il 1990 e il 2000).<br />
Ne esce in definitiva un quadro di uno sforzo di ammodernamento tecnologico significativo, influenzato probabilmente anche dai bassi livelli di partenza, concentrato soprattutto sulle strutture hardware e con una progressiva decelerazione, nel più recente periodo, sulla componente software.<br />
<strong>… il salto da fare non è nell’hardware o software,<br />
ma nell’intelligence attraverso cui rendere<br />
i dati pubblici fruibili e intellegibili </strong><br />
La stima della spesa informatica complessiva è ottenuta sommando la spesa esterna (per l’acquisizione di beni e servizi) ai costi interni (rappresentati dal solo personale ICT). I costi interni, che nel 2010 costituiscono il 21,9% della spesa informatica complessiva (27,3% nelle amministrazioni centrali e 10,3% negli enti), diminuiscono dello 0,8% rispetto al 2009 (in valore assoluto circa 3,7 milioni di euro).<br />
La spesa esterna, che rappresenta il restante 78,1% della spesa informatica complessiva (72,7% nelle amministrazioni centrali e 89,7 negli enti), si riduce dell’1,9% rispetto a quella del 2009 (in valore assoluto circa 32,2 milioni di euro). Assistiamo, cioè, ad una leggera contrazione sulle stime di spesa e ad un sostanziale mantenimento dei costi interni.<br />
Questo dato non solo è confortante ma, nello scenario attuale, appare come una solida dimostrazione dell’interesse e della centralità delle spese per beni e servizi del settore ICT.<br />
<strong>Dalla produzione di dati grezzi<br />
alla generazione di informazioni intelligenti</strong><br />
Le principali banche dati su cui si stanno concentrando le azioni, centrali o locali, centralizzate o federate, a favore di una maggiore disponibilità e di una migliore interoperabilità, sono quelle riferite alle anagrafi della popolazione, alle basi territoriali, al catasto e alla fiscalità. Complessivamente, ad oggi, sono da mettere a sistema circa 1.400 basi di dati pubbliche, differenti non tanto per contenuto o per piattaforma software quanto per “pulizia” del dato, per costruzione dello schema logico che sottende alla fruizione dei dati, forse anche per ambizione della singola amministrazione.<br />
La massa di informazioni contenute nelle circa 1.400 basi di dati pubbliche non solo è in crescita ma soprattutto ha raggiunto dimensioni notevolissime (circa mezzo milione di gigabyte). Non sorprende il numero assoluto, quanto l’incremento del 7% tra il 2009 e il 2010, al netto delle inevitabili pulizie di informazioni ridondanti o inesatte.<br />
<strong>Prospettive future e mercato potenziale<br />
della business intelligence<br />
nel settore pubblico</strong><br />
Se il quadro richiamato in estrema sintesi delinea una condizione di avvio di nuove linee di approccio agli investimenti in ICT, la conseguenza necessaria è la grande attenzione, nell’ambito dei pacchetti applicativi, ai prodotti e servizi legati alla <strong>business intelligence. </strong><br />
Sono questi che sempre più guidano l’evoluzione dei sistemi informativi pubblici, anche se nella maggior parte dei casi lo fanno “partendo dal basso”, scavando dentro ai grandi programmi di modernizzazione dei sistemi agli spazi su cui innestare i percorsi di gestione intelligente delle informazioni interne.<br />
Il mercato potenziale dei prodotti e dei servizi della business intelligence nella Pubblica Amministrazione è certamente molto vasto, tuttavia può essere stimato in non meno di 300-350 milioni di euro per i prossimi tre anni.<br />
Tuttavia, non bastano le risorse in assenza di una strategia, di una logica di mercato aperta nei dati, nei formati, nella leggibilità delle informazioni.<br />
<strong>*Estratto dal volume &#8216;La BI in Italia: vincoli e opportunità nella pubblica amministrazione&#8217; pubblicato da NOMISMA<br />
Si ringrazia Marco Marcatili, ricercatore di Nomisma</strong></p>
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		<title>Clausola di salvaguardia, a rischio molte norme sulla casa</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Oct 2011 22:00:00 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2011/10/Clausola-di-salvaguardia-a-rischio-molte-norme-sulla-casa.jpg?9d7bd4" alt="" title="Clausola di salvaguardia a rischio molte norme sulla casa" width="295" height="200" class="left" /><strong><em>Indispensabile procedere al più presto all’individuazione dei regimi di esenzione, esclusione e favore fiscale che si sovrappongono alle prestazioni assistenziali. </em></strong><br />
<strong>Così si esprimono Appc, Asppi, Confedilizia e Unioncasa – le organizzazioni che rappresentano il mondo immobiliare, nelle sue componenti tanto dei piccoli proprietari di casa come degli investitori istituzionali – guardano con crescente preoccupazione alla eventualità che in assenza dei previsti provvedimenti in materia fiscale ed assistenziale, scatti un forte inasprimento della fiscalità sugli immobili, a partire dal 2012, attraverso il taglio lineare ed indiscriminato di svariate possibilità di detrazione o deduzione relative alla casa.</strong><br />
<span id="more-21312"></span><br />
Come noto, infatti, la <strong>“clausola di salvaguardia” </strong>contenuta nella manovra di luglio, come modificata dalla manovra di agosto, prevede la riduzione – del 5% a partire dal 2012 e del 20% a partire dal 2013 – di tutti i 483 regimi “agevolativi” previsti dalla tabella allegata alla manovra di luglio, a meno che entro il 30 settembre 2012 non siano adottati <em>“provvedimenti legislativi in materia fiscale ed assistenziale aventi ad oggetto il riordino della spesa in materia sociale, nonché la eliminazione o riduzione dei regimi di esenzione, esclusione e favore fiscale che si sovrappongono alle prestazioni assistenziali, tali da determinare effetti positivi, ai fini dell&#8217;indebitamento netto, non inferiori a 4.000 milioni di euro per l&#8217;anno 2012, nonché a 16.000 milioni di euro per l’anno 2013 ed a 20.000 milioni di euro annui a decorrere dall&#8217;anno 2014”</em>.<br />
<strong>Appc, Asppi, Confedilizia e Unioncasa</strong> sollecitano quindi il Governo a mettere in atto le<strong> misure necessarie </strong>ad evitare l’applicazione per il 2012 del taglio lineare del 5% di tutte le 483 voci inserite nella manovra di luglio.<br />
In particolare, se l’individuazione e la successiva eliminazione o riduzione delle “sovrapposizioni” di cui sopra saranno sollecite, sarà possibile, visti i risultati complessivi ai quali tale azione porterebbe, verificare già prima del 2012 quanto sia necessario incidere con la ben più complessa azione di riordino della spesa in materia sociale, e così assicurare in tempi brevi la non applicazione per il 2012 del taglio lineare del 5%.<br />
Le organizzazioni del <strong>mondo immobiliare</strong> sottolineano ancora come nell’elenco allegato alla manovra di luglio avrebbero dovuto essere comprese – ai sensi dell’art. 40, comma 1, lettera a), della legge 196/2009 – le sole disposizioni “recanti esenzioni o riduzioni del prelievo obbligatorio, con l&#8217;indicazione della natura delle agevolazioni, dei soggetti e delle categorie dei beneficiari e degli obiettivi perseguiti”.<br />
Ciononostante, nell’elenco allegato al provvedimento di luglio figurano una serie di disposizioni che non costituiscono affatto <strong>regimi agevolativi</strong>. A titolo esemplificativo, e limitandosi al solo <strong>settore immobiliare,</strong> nell’elenco è presente – oltre all’<strong>esenzione Irpef per l’abitazione principale</strong> – la norma sull’<strong>abbattimento del 15% del canone di locazione ai fini Irpef</strong>, che è una deduzione forfettaria delle spese. Misura che – qualora non si intervenga in tempo utile – subirà il taglio del 5 e del 20% insieme, fra l’altro, con le <strong>detrazioni del 36 e del 55% per le ristrutturazioni edilizie e per il risparmio energetico</strong> nonché con la <strong>deduzione del 30% per i contratti di locazione agevolati a canone calmierato.</strong></p>
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		<title>Fiaip apre alle società di mediazione creditizia</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Oct 2011 22:00:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Righi: “Necessario mantenere la segnalazione strumentale dei mutui per gli agenti immobiliari” Fiaip apre alle società di mediazione creditizia. È quanto è stato deliberato nel corso Consiglio Nazionale svoltosi di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondocasablog.com/wp-content/uploads/2011/10/Fiaip-apre-alle-società-di-mediazione-creditizia.jpg?9d7bd4" alt="" title="Fiaip apre alle società di mediazione creditizia" width="274" height="120" class="left" /><strong><em><strong>Righi</strong>: “Necessario mantenere la segnalazione strumentale dei mutui per gli agenti immobiliari” </em></strong><br />
<strong>Fiaip apre alle società di mediazione creditizia. È quanto è stato deliberato nel corso Consiglio Nazionale svoltosi di recente a Roma da cui è emersa una Federazione ancora più forte e coesa, che ha avanzato nuove proposte politico-sindacali al passo con i cambiamenti legislativi in corso nel Paese.</strong><br />
<span id="more-21298"></span><br />
Fiaip approva l’adeguamento dello Statuto federativo al cambiamento indotto dal recente decreto 141/2010 che ha riformato la professione degli <strong>intermediari del credito </strong>in Italia ed apre alla rappresentanza delle società di mediazione creditizia, in attesa che lo stesso decreto correttivo al D.Lgs. 141/2010 giunga a breve in Consiglio dei Ministri.<br />
<em>&#8221;Si tratta di un adeguamento necessario rispetto ai cambiamenti legislativi che la stessa professione del mediatore creditizio e il settore del credito al consumo sta vivendo in questa fase, in attesa del passaggio al nuovo regime entro fine anno. La nascita di una sezione speciale in Fiaip aperta anche alle società di mediazione creditizia</em> – <strong>dichiara Samuele Lupidii, Vice Presidente Nazionale Fiaip alla Mediazione Creditizia</strong> &#8211; <em>arriva in contemporanea alla stessa la riforma della professione”. Fra l’altro il nuovo testo del decreto dovrebbe prevedere una serie di nuove riflessioni che hanno indotto il MEF a riarticolare la normativa sull’Organismo di garanzia, a rivedere la figura del collaboratore e a disciplinare meglio la parte relativa ai promotori e ai broker assicurativi&#8221;. </em><br />
A fronte di queste recenti novità nel corso dei lavori il Presidente Nazionale Paolo Righi ha inoltre ricordato come la politica federativa in relazione allo stesso D.Lgs. 141/2010 è sempre stata improntata nella difesa degli interessi complessivi di tutte le categorie rappresentate.<br />
Il Presidente Nazionale Righi ha sottolineato come la Federazione, ormai da alcuni anni, spinge affinché sia mantenuta la <strong>&#8221;strumentalità della segnalazione&#8221;</strong> a favore degli <strong>agenti immobiliari</strong>, ribadendo il fatto che escludere gli agenti da questa pratica avrebbe danneggiato l’intera filiera, rallentando di molto i <strong>tempi di vendita</strong> e impedendo al cittadino di essere informato facilmente in relazione alla sua capacità di <strong>accesso al credito</strong>.<br />
<em>&#8221;Le ripercussioni positive sarebbero evidenti per il mercato del credito immobiliare </em>– <strong>prosegue Righi</strong> – <em>che beneficerebbe di una maggiore trasparenza e della professionalità degli agenti immobiliari a vantaggio degli stessi consumatori&#8221;. </em><br />
Nel corso dei lavori presieduti da Gianni Bacco, che hanno visto la presenza di oltre 200 dirigenti nazionali, sono state inoltre illustrate le recenti iniziative politico sindacali della Federazione che hanno visto la stessa Fiaip protagonista su più fronti: dalle proposte dalla Federazione sulle novità legislative a livello nazionale ed europeo sull’attività professionale, al Single Market Act, alle proposte di Fiaip sul regolamento di attuazione ex art.80 del D.Lgs 59/2010, al rapporto con il Consiglio del Notariato, all’inasprimento delle sanzioni per l’<strong>esercizio abusivo dell’attività di agente immobiliare</strong>, alle recenti attività poste in essere dal nuovo ente bilaterale <strong>Mediaconsum</strong>, alle novità poste in essere a seguito dell’approvazione del nuovo <strong>Contratto Nazionale di Lavoro </strong>approvato recentemente con le parti sociali.<br />
Nel corso dei lavori sono stati inoltre illustrati gli emendamenti proposti dalla Federazione al <strong>Decreto Sviluppo</strong> che potrebbe vedere la luce entro la fine del mese.<br />
Fiaip ha proposto di rilanciare le opportunità di crescita del <strong>settore immobiliare </strong>attraverso l’eliminazione della figura del <strong>mediatore </strong>occasionale, l’istituzione dell’Osservatorio per la<strong> lotta all’abusivismo</strong> presso il<strong> Ministero dello Sviluppo Economico,</strong> l’<strong>eliminazione del praticantato</strong>, a seguito dell’attuale percorso formativo previsto all’interno del recente contratto approvato con le parti sociali che prevede l’<strong>apprendistato professionalizzante</strong>, l’eliminazione dell’incompatibilità con l’attività imprenditoriale, l’eliminazione della <strong>solidarietà degli agenti immobiliari </strong>nel pagamento dell’<strong>imposta di registro,</strong> l’eliminazione dell’obbligo di esplicitazione delle tariffe in sede di stipula/proposta di indicazione del numero di fattura a carico del cliente.<br />
Fiaip ha inoltre richiesto l’emanazione di una circolare a tutte le Camere di Commercio diretta a garantire l’effettività e la totalità dei controlli sul 100% delle <strong>S.C.I.A. </strong>presentate, con l’espresso divieto di effettuare controlli a campione per combattere il fenomeno dell’<strong>abusivismo</strong>.<br />
<strong>Nel corso dei lavori sono stati presentati infine i recenti progetti per la piattaforma informatica Fiaip: il nuovo Fiaip Manager, il progetto Cercacasa.it e il nuovo sito federativo. </strong></p>
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