Federconsumatori: banche prima hanno speculato sui mutui a tasso variabile ora a tasso fisso
Urge intervenire anche con strumenti normativi. La crisi economica dilaga in campo internazionale e nel nostro Paese ed il Governo pensa illusoriamente di arginarla con un irrisorio rilancio dei consumi attraverso le “Social Card” per le famiglie più in difficoltà! Ben altre sono le misure da prendere per aiutare concretamente le famiglie e l’economia italiana, Adusbef e Federconsumatori lo ripetono ormai da mesi:
- Innanzitutto bisognerebbe avviare un tavolo di confronto con tutte le forze sociali del Paese, per concordare, per il bene di tutti, una moratoria di riduzione dei prezzi.
- È necessario poi avviare un processo di defiscalizzazione, che porti un aumento di almeno 1500 Euro l’anno per le famiglie a reddito fisso, lavoratori e pensionati, con un reddito sotto la soglia di circa 25 mila Euro. Ma in questa delicata situazione bisogna rivolgere un’attenzione particolare e prendere i necessari provvedimenti per le famiglie che hanno contratto mutui negli ultimi anni, che sono oltre 3.500.000.
Continua »

Premesso che, a nostro parere, il Fondo Monetario Internazionale dovrebbe avere il buon gusto di non esprimere dichiarazioni in ambito economico per molti anni a venire, dopo le mancanze dimostrate in tema di verifiche e controlli sulla finanza internazionale che hanno portato al determinarsi dell’attuale drammatica situazione, ci fa comunque piacere che oggi ci dia ragione, sottolineando l’esigenza di un ulteriore abbattimento del tasso di sconto da parte della BCE. Come noi da tempo sosteniamo, infatti, tale tasso dovrebbe tornare rapidamente al 2%, accelerando così l’auspicata discesa dell’Euribor ed il conseguente abbassamento delle rate dei mutui a tasso variabile. Non dimentichiamo, infatti, che, dal 2005 ad oggi, ben 3 milioni e 200 mila famiglie che hanno contratto mutui a tasso variabile hanno subito aumenti di 220 € mensili, pari a circa 2640 € annui.
Federconsumatori ed Adusbef, nel ribadire il grave ritardo con cui è giunto il taglio del tasso di sconto da parte della BCE, ritengono che il Presidente Trichet non si debba limitare ad abbassare ulteriormente il tasso, ma debba aumentarne la velocità di discesa, alla luce della scelta, clamorosamente sbagliata, di alzare il tasso al 4,25% nel luglio scorso, poiché riteniamo ancora del tutto insufficiente l’attuale soglia fissata a 3,75%. In seguito a tale manovra sul tasso di sconto si sta comunque verificando, come previsto, un progressivo calo del tasso interbancario Euribor, che oggi ha raggiunto quota 4,69% a un mese e 5% a tre mesi. Sono questi i parametri fondamentali che determinano l’andamento delle rate dei mutui a tasso variabile. “A tale proposito – sostengono Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti – vogliamo ricordare che ogni contratto di mutuo a tasso variabile contiene una clausola che prevede un adeguamento automatico della rata, proporzionale al rialzo o all’abbassamento del tasso Euribor.” Non è necessario, pertanto, che gli intestatari di mutui a tasso variabile richiedano alla propria banca la diminuzione della rata, questa deve avvenire da sé, in maniera del tutto automatica.
Secondo gli ultimi dati MutuiOnline le richieste di mutui a tasso fisso sono salite all’82,8% del totale nel secondo semestre 2008 (79,1% nel primo semestre) contro il 15,6% di quelle a tasso variabile (18,2% nel primo semestre 2008)A differenza delle numerose richieste di mutui a tasso variabile, di non molto tempo indietro.
riceveranno nelle prossime settimane la lettera informativa in virtù dell’accordo Abi-Tesoro. Le banche hanno avuto come limite il 29 agosto 2008 per attuare le procedure di invio degli avvisi a tutti i clienti che hanno sottoscritto un mutuo a tasso variabile prima del 29 maggio 2008, sull’opportunità prevista dall’accordo tra l’Abi e il Ministero del Tesoro stipulato il 19 giugno scorso (in attuazione di quanto stabilito dal decreto legge 93/2008) e i mutuari hanno tre mesi di tempo per decidere se aderire. L’intesa consente il congelamento del valore delle rate, prolungando però la durata del prestito. C’è la possibilità di usufruire della rinegoziazione anche per chi non ha pagato le rate del mutuo (alla data del 28 maggio), purchè nel frattempo il contratto stesso non sia stato risolto. La rinegoziazione dei mutui da tasso variabile a tasso fisso, che avverrà sulla media dei tassi del 2006, sarà possibile per i contratti stipulati prima del 29 maggio scorso, data di entrata il vigore del decreto legge, e le nuove rate partiranno dal 2009. L’intesa tra il Tesoro e l’Associazione bancaria italiana indica la riduzione dell’importo delle rate a partire quanto meno dal terzo mese successivo al mese di comunicazione dell’accettazione della proposta medesima, relativamente alle rate del mutuo in scadenza successivamente al primo gennaio 2009.
Loading ...
