Expo 2015: progetto di riqualificazione del sistema delle cascine lombarde per la ricezione di delegazioni di alto livello
Il progetto di riqualificazione delle cascine lombarde, una risposta alla domanda di ricettività in vista dell’Expo 2015, è indirizzato ai proprietari di cascine da ristrutturare nell’area metropolitana lombarda e limitrofe che vogliano consorziarsi per accedere ai finanziamenti previsti. Pensato per chi vuole recuperare le cascine non più utilizzate per l’agricoltura, il progetto si propone di affiancare il proprietario della cascina attuando un piano di riqualificazione del territorio che garantisca il recupero e messa a sistema di edifici storici, terreni e pertinenze. Il progetto si propone di essere una valida alternativa, economicamente percorribile, per l’ospitalità di delegazioni (operatori, espositori ecc.) presenti per lunghi soggiorni durante l’Expo, in alternativa a ospitalità in albergo. Il progetto garantisce la continuità al termine dell’Expo degli insediamenti abitativi, residenziali o turistici; eventualmente permettendo la fruibilità da parte del pubblico di alcuni interventi. La redditività odierna non permette una ristrutturazione e la conseguente trasformazione del bene.
Continua »

I rifiuti sono uno dei temi fondamentali su cui si misura il buon governo di un territorio. Tutti abbiamo ancora negli occhi quello che nei mesi scorsi è capitato in altre parti in Italia, e tutti, amministratori e cittadini, siamo determinati a scongiurare scenari simili nel Lazio. La prima fase, con l’uscita dal commissariamento, è pienamente riuscita. Il Lazio non corre nell’immediato nessun pericolo e si avvia a essere in tutto e per tutto autosufficiente nel ciclo dei rifiuti. Abbiamo posto le basi perché il nostro territorio abbia a disposizione tutti gli impianti necessari per la chiusura del ciclo: ora “fare la differenza” spetta a ognuno di noi. Abbiamo portato a termine quello era necessario per uscire dalla fase di urgenza, e l’abbiamo fatto anche superando resistenze e polemiche che rischiavano di paralizzarci. Ora è il momento in cui tutti dobbiamo rimboccarci le maniche. Perché su certi argomenti non c’è qualcuno che sia più responsabile di qualcun altro. Perché quando si tratta di differenziare i rifiuti quello che io metto nei sacchetti e nei contenitori della spazzatura vale esattamente quanto quello di cui ogni cittadino del Lazio, ogni giorno, si libera.
L’assessore allo Sviluppo del Territorio, intervenendo al convegno Edilizia economica popolare: nuove regole di rivendita, si è schierato a favore delle istanze dei proprietari, costretti a rivendere i loro alloggi a quotazioni di mercato svantaggiose. “E’ una proposta di civiltà e di giustizia, porterò in Giunta una delibera per venire incontro alle richieste degli inquilini”. Lo ha annunciato oggi l’assessore allo Sviluppo del Territorio Carlo Masseroli al convegno Edilizia economica popolare: nuove regole di rivendita che si è svolto a Palazzo Castiglioni. Nel suo intervento l’assessore Masseroli si è schierato a favore delle istanze dei proprietari di abitazioni di edilizia popolare che oggi sarebbero costretti a rivendere i loro alloggi a quotazioni di mercato inferiori rispetto alle condizioni di acquisto. La causa è legata alla sproporzione fra le rivalutazioni Istat e la caduta dei prezzi degli immobili.
La Provincia di Torino considera una priorità la lotta alle “pattumiere a cielo aperto”, cioè le numerose discariche abusive che deturpano il paesaggio, inquinano e danneggiano l’attività degli impianti di smaltimento autorizzati inficiando i risultati ottenuti con la raccolta differenziata. Questa mattina il presidente della Provincia Antonio Saitta con agli assessori Angela Massaglia e Walter Giuliano ha chiesto alle 345 GEV (guardie ecologiche volontarie) di concentrare le forze nella vigilanza contro l’abbandono dei rifiuti. “Abbiamo però fatto un altro passo in questa direzione – spiega Saitta – perché abbiamo stanziato oltre 2 milioni di euro per migliorare anche le strutture che accolgono i rifiuti; la Provincia di Torino finanzia con un bando i Consorzi di bacino e i Comuni che realizzeranno nuovi “ecocentri” o potenzieranno quelli esistenti con gli spazi adatti a smaltire proprio quei materiali che più frequentemente vengono abbandonati: inerti, pneumatici, ma anche apparecchiature elettriche ed elettroniche. A partire dai prossimi giorni, dunque, le Gev attualmente in servizio (50 nel Canavese, 41 in Val di Lanzo, 107 nel pinerolese, 27 in Val di Susa, 120 nel torinese) “daranno la caccia” a chi abbandona i rifiuti per strada e nei campi. Nel 2007 le sanzioni erogate per abbandono illecito di rifiuti sono state 50, ma sono state in tutto 194 le sanzioni emesse per violazione della legge sull’ambiente e sulla gestione dei rifiuti. Battute solo da quelle erogate ai fuoristrada (318) che si avventurano su percorsi non autorizzati.
L’Anci ha notificato ricorso in appello, a valere anche quale opposizione di terzo (dato che l’organizzazione in questione non era presente nel giudizio di primo grado), avverso la sentenza del Tar Lazio del 15 maggio scorso che ha bloccato il decentramento catastale ai Comuni. Il ricorso dell’Anci – che chiede l’immediata sospensione della sentenza del Tar – si incentra essenzialmene sul fatto che la pronuncia in questione ha annullato anche il Protocollo d’intesa Anci/Agenzia del territorio: da cui – secondo l’organizzazione dei Comuni – il vizio di mancata integrazione del contraddittorio in primo grado, dato che il ricorso avverso il decreto Presidente Consiglio dei Ministri 14 giugno 2007 che aveva avviato il decentramento è stato notificato solo ad un Comune, quale controinteressato, e non all’Anci stessa.
Intervenendo ad Eire-Expo Italia Real Estate nell’ambito della giornata dedicata dall’Onu-Unece al ruolo del settore immobiliare per lo sviluppo nel mondo, il Presidente di Assoedilizia avv. Achille Colombo Clerici ha detto: “Due le sfide che Milano deve affrontare con Expo 2015. Da un lato quella di progettare proficuamente una ricaduta dei plusvalori che questo evento genererà, in modo da contribuire a risolvere i problemi ancora aperti ( ad esempio quello della casa ed il sistema di mobilità e dei trasporti) e le criticità urbane (ad esempio le periferie). “L’altra sfida epocale sarà quella di accendere un motore che rimanga in moto anche dopo il 2015; non lasciando cattedrali nel deserto come è avvenuto con Siviglia 1992. “Questa sfida si vincerà solo sul piano della cultura, radicando al territorio una forte immagine culturale. La vasta regione milanese - lombarda deve poter diventare in campo turistico una regione-hub di prima grandezza a livello planetario. “Ne ha tutte le qualità e le potenzialità.”
Napolitano, un limite costruzioni senza regole per ambiente, Legambiente risponde “Pienamente d’accordo con il presidente della repubblica. Il consumo di suolo ha reso fragile questo paese. In 15 anni il nostro paese ha urbanizzato un’area grande quanto il Lazio e l’Abruzzo “Negli ultimi 15 anni l’Italia ha urbanizzato più di 3 milioni e mezzo di ettari, una regione grande quanto il Lazio e l’Abruzzo messi insieme. Un fermento cementificatorio che ha indebolito il nostro Paese, lo ha reso più esposto alle calamità naturali, lo ha impoverito anche economicamente. L’autorevole appello del presidente della Repubblica segnala un problema davvero grave, un’altra emergenza italiana, troppo spesso trascurata”. Legambiente ha così commentato le parole del presidente della Repubblica, Giorgio Napoletano, che ha oggi affermato la pericolosità di continuare a costruire senza regole.
Loading ...
