Assoedilizia: razionalizzazione delle detrazioni del 55%. Ha ragione il ministro Tremonti
Razionalizzare il sistema delle detrazioni del 55 % per gli interventi energetici sugli edifici.
Il presidente Achille Colombo Clerici dichiara:
“Non si può disconoscere che il ministro Tremonti abbia une certa ragione quando, a proposito delle detrazioni del 55% connesse agli interventi per il risparmio energetico degli edifici dice “basta con i crediti d’imposta usati come bancomat”. I problemi discendono da una stortura di fondo contenuta nel sistema. L’equiparazione, sul piano delle agevolazioni, da un lato degli interventi strutturali, imposti per legge (ad esempio la sostituzione dei generatori di calore, l’installazione delle valvole termostatiche sui caloriferi, la realizzazione di impianti per l’energia rinnovabile imposta dai vari regolamenti ecc.) per i quali la misura fiscale andrebbe assicurata comunque. D’altro lato delle opere facoltative, molte delle quali scarsamente utili, se non ininfluenti, sul piano energetico generale. L’anno scorso le pratiche sono state 106mila. Le domande in generale, comprese quelle con l’obbligo di allegare l’attestato di riqualificazione, presentano le seguenti percentuali: coibentazione, infissi e finestre il 37%; la sostituzione di caldaie il 27% e i pannelli solari termici il 19%.
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Prosegue il calo dei tassi sui mutui per l’acquisto di abitazioni, che a ottobre torna ai livelli fatti segnare lo scorso maggio. Scorrendo le tabelle del Supplemento al Bollettino Statistico di Bankitalia, si nota come il tasso annuo effettivo globale applicato ai prestiti per l’acquisto di nuove abitazioni in ottobre e’ pari al 5,88%, contro il 5,95% di settembre ed il 6,11% di agosto, picco massimo degli ultimi anni. In costante flessione anche il tasso nominale medio sui mutui, che passa al 5,76% contro il 5,80% di settembre ed il 5,95% di agosto. Il rendimento applicato ai mutui sopra i 10 anni scende al 5,87%, contro il 5,93% di settembre ed il 6,10% di agosto. Stabili le consistenze di mutui a ottobre, che si attestano a 257,58 miliardi di euro, contro i 257,18 miliardi di settembre. Sale invece il tasso sul credito al consumo, che balza dall’8,82% di settembre al 9,3% di ottobre, massimo degli ultimi 12 mesi.
“Guardiamo con preoccupazione al provvedimento che renderà complesso e limitato il percorso per ottenere le detrazioni del 55% delle spese sostenute per l’installazione di impianti a energia solare. La manovra disincentiverà la domanda e avrà un effetto negativo sulla produzione. Interventi di questo genere riducono fortemente l’impatto delle misure regionali sia dal punto di vista del rilancio dell’economia sia da quello del sostegno all’innovazione tecnologica.” E’ questo il commento degli assessori all’ Energia, Andrea Bairati, e all’Ambiente e Risparmio Energetico, Nicola de Ruggiero, alla notizia che il decreto anticrisi approvato dal Governo renderà più difficile ottenere sgravi fiscali per chi intende risparmiare energia. La manovra contenuta nel pacchetto “anticrisi” diverge dalla politica intrapresa dalla Regione Piemonte che, per raggiungere gli obiettivi energetico ambientali fissati dall’Unione Europea al 2020, ha destinato oltre 250 milioni di euro dei Fondi Europei di Sviluppo Regionale (2007-2013) agli interventi di miglioramento dell’efficienza energetica e di produzione di energia da fonti rinnovabili. “Il cosiddetto decreto “anticrisi” – ha sottolineato Bairati – non solo renderà più complessa la procedura per poter beneficiare delle detrazioni fiscali Irpef ed Ires del 55% per interventi di riqualificazione energetica ma non garantirà l’accoglimento delle istanze per interventi realizzati dopo il 31 dicembre 2007.
Per il Codacons bisogna fare le leggi, non codici etici. Il governo non propone nulla per i consumatori. Tra le misure per fronteggiare la crisi economica illustrate dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti in Parlamento, c’è quella di un codice etico che le banche dovrebbero adottare in favore dei clienti. Per il Codacons, però, si tratta di un provvedimento assolutamente inutile ed insignificante. Le banche da sempre ostacolano persino l’applicazione delle leggi esistenti, figurarsi che ne farebbero di un codice etico. Dalla legge sulla portabilità a quella secondo la quale le variazioni dei tassi di interesse conseguenti a decisioni di politica monetaria devono riguardare contestualmente sia i tassi debitori che quelli creditori, sono tutte norme vigenti sistematicamente violate dalle banche. I consumatori sono stufi di Patti chiari & company e chiedono leggi precise che stabiliscano anche sanzioni specifiche per chi poi non le applica, anche se la soluzione vera ci sarà solo quando verrà introdotta una class action con il danno punitivo.
Crack Lehman: non stupisce la nota omertà di ISVAP, CONSOB, BANKITALIA in merito ai risparmiatori coinvolti, sconcerta la inusuale reticenza del ministro Tremonti a quantificare i danni inferiti, L’ESPOSIZIONE E LE PERDITE PUBBLICHE ADDOSSATE AI CONTRIBUENTI REGISTRATE DAL TESORO. ADUSBEF E FEDERCONSUMATORI AL MINISTRO TREMONTI: DOVE E’ FINITO IL BARATTOLO CIRIO ?
Da oggi, 29 agosto, inizierà l’invio di un milione e 200.000 lettere dalle banche che hanno deciso di aderire all’intesa Abi-Tremonti per la rinegoziazione dei mutui. Destinatari i clienti che hanno in corso un mutuo a tasso variabile per la prima casa sottoscritto fino al 28 maggio scorso. Nella lettera non ci sarà, però, solo l’offerta di aderire all’accordo per la riduzione della rata con l’addebito della differenza su un conto accessorio, ma anche la presentazione di tutte le altre opzioni possibili per risparmiare, dalla rinegoziazione personalizzata alla portabilità.
(regioni.it) “I Comuni non devono subire effetti negativi dalla riduzione dell’Ici sulla prima casa” Questo in estrema sintesi il commento del presidente dell’Anci, Leonardo Domenici alla fine dell’incontro con una rappresentanza della neo maggioranza guidata da Giulio Tremonti. “Inoltre abbiamo chiesto che il federalismo fiscale sia una priroità”. L’incontro e’ stato anche l’occasione per ritornare sulle misure adottate con le leggi Finanziarie degli anni precedenti in materia di Ici che hanno provocato effetti negativi, non ancora risolti, sui bilanci dei Comuni.



















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