Le previsioni ISAE per l’economia italiana nel 2007 e 2008

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Dopo l’avvio, in estate, della crisi finanziaria legata ai mutui subprime americani il contesto internazionale è divenuto meno favorevole. Ciò conduce a correggere al ribasso le stime di crescita per le principali economie rispetto a quanto si era in precedenza ipotizzato. La revisione, pur consistente, non implica, però, un drastico cambiamento della prospettiva a breve termine: lo scenario internazionale rimane robusto, principalmente grazie all’evoluzione ancora molto positiva delle economie emergenti e alla tenuta di quelle europee.

Il ridimensionamento delle aspettative riguarda soprattutto gli Stati Uniti, dove, nello scenario di base dell’ISAE, l’incremento del PIL si attesta all’1,9% quest’anno (1 decimo in meno rispetto alla precedente stima) e al 2% nel 2008 (6 decimi in meno). Il minor dinamismo oltre Atlantico avrebbe ripercussioni relativamente contenute sulla zona euro che se, da un lato, risentirebbe della meno tonica domanda americana e della debolezza del dollaro, beneficerebbe, dall’altro, di una più solida dinamica endogena (fondata sulla domanda interna e sullo sviluppo degli scambi intra-area) e del sostegno proveniente dai paesi emergenti (dell’Asia, dell’Est Europa, dell’Opec). Nelle nuove stime, l’area della moneta unica cresce del 2,6% quest’anno (2 decimi in meno rispetto alla vecchia previsione) e del 2% nel 2008 (4 decimi in meno). Nella nota si presentano esercizi di simulazione che ipotizzano una caduta più forte dell’economia americana: tali stime tendono a confermare – se non si verificano episodi di contagio finanziario/creditizio – il parziale sganciamento della congiuntura reale europea da quella statunitense, a seguito dell’indebolimento dei link di tipo commerciale tra le due aree economiche. Il grado di severità del rallentamento europeo, a fronte di un’evoluzione degli Stati Uniti più negativa di quella supposta per lo scenario di base, dipenderebbe comunque dai tempi di risposta della BCE all’eventuale concretizzarsi di un quadro meno favorevole.
In questo contesto, anche la previsione per l’Italia vede un ridimensionamento: il PIL, corretto per i giorni di lavoro, aumenta quest’anno dell’1,8% (1 decimo in meno rispetto alle aspettative formulate prima dell’estate) e dell’1,4% nel 2008 (4 decimi in meno). Dopo l’attenuazione della dinamica produttiva sperimentata nei primi sei mesi del 2007, l’attività economica torna a rafforzarsi nel III trimestre, sull’onda del miglioramento estivo della produzione manifatturiera; gli indicatori anticipatori disponibili segnalano, però, una nuova moderazione tra la fine di quest’anno e l’inizio del 2008. La crescita italiana continuerebbe a essere sostenuta principalmente dalla domanda interna. Nel mercato del lavoro, l’occupazione aumenta, in termini di ULA, dello 0,8% tanto nel 2007, quanto nel 2008; il tasso di disoccupazione si porta al 5,7% nella media del prossimo anno (un livello non più toccato dagli anni sessanta). Per quel che concerne l’inflazione, la dinamica dei prezzi al consumo (2,1% nel 2006) si attesta all’1,8% nel 2007 e si porta nuovamente al 2,1% nel 2008, risentendo anche delle conseguenze delle maggiori pressioni petrolifere; il divario con
l’area euro è marginalmente favorevole all’Italia nell’anno in corso e praticamente nullo nel 2008. Sul fronte della finanza pubblica, la stima ISAE colloca il deficit al 2,4% del PIL nel 2007 e al 2,2% nel 2008. L’avanzo primario (0,1% nel 2006) sarebbe pari al 2,5% quest’anno e al 2,6% il prossimo. Il rapporto debito/PIL scenderebbe al 104,9% nel 2007 (106,8% lo scorso anno) e al 103,8% nel 2008.

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