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Migliore pulizia quotidiana della città, ciclo dei rifiuti completamente chiuso: sono i due principali obiettivi del nuovo piano industriale Ama, presentato in Campidoglio dal sindaco Alemanno, dall’assessore all’Ambiente De Lillo e dai vertici dell’azienda. Per la pulizia della città, Ama punta sul potenziamento degli interventi e sull’aumento della raccolta differenziata: da gennaio, dunque, con progressivi incrementi per andare poi a regime a fine 2009, aumenterà la frequenza con cui vengono spazzate le strade (almeno una volta al giorno sulle vie principali). Nel contempo, partirà la razionalizzazione del sistema: Roma sarà suddivisa in 400 aree base (“moduli”) e la raccolta verrà riorganizzata distribuendo meglio i cassonetti e rivedendo i percorsi dei mezzi Ama. Verranno acquistati 720 nuovi veicoli al posto dei 680 ormai obsoleti o fermi in manutenzione da mesi. Quanto alla raccolta differenziata, ferma attualmente al 19%, Ama si propone di arrivare nei prossimi anni al 30%, la percentuale europea di fascia alta – si attestano intorno al 30% Berlino, Milano e Barcellona, mentre Londra e Lione si fermano al 18% e Madrid al 13% –.

Per raggiungere quest’obiettivo, Ama punta a:
1) estendere il servizio di raccolta porta a porta, che coinvolgerà 110 mila abitanti entro fine 2009 e 10 nuovi quartieri, partendo da Trastevere, Villaggio Olimpico e Torrino – al momento il ‘porta a porta’ è praticato in tre zone: Colli Aniene, Decima e Massimina –; in previsione, Ama vuole arrivare a servire con la raccolta differenziata porta a porta 500 mila romani.
2) Rendere più efficiente il sistema attuale di raccolta nei cassonetti bianchi e blu, aumentando la frequenza di svuotamento.
3) Sviluppare la differenziata nei grandi luoghi di lavoro, tramite accordi con ministeri, sedi istituzionali, uffici, centri commerciali.
4) Estendere la raccolta gratuita dei rifiuti ingombranti, riducendo la necessità, per il cittadino, di spostarsi verso centri di raccolta fissi: nasceranno le ‘isole ecologiche’ mobili e di quartiere.
Altro nodo fondamentale del piano, la gestione dei rifiuti a ciclo chiuso. Ama è la sola grande azienda pubblica italiana del settore che fa solo raccolta e pulizia; le altre (Milano, Torino, Bologna, Genova e Firenze) sono proprietarie di discariche e termovalorizzatori. Ama, invece, deve smaltire i rifiuti presso terzi, sborsando ogni anno circa 110 milioni di euro; situazione, tra l’altro, che comporta “gravi rischi per il futuro”.
Ama punta quindi a ridurre la propria dipendenza da terzi per lo smaltimento finale, a prevenire le emergenze rifiuti e a reinvestire i fondi così risparmiati nei servizi di pulizia della città. Obiettivi finali: A) piena autonomia nella produzione di CDR (combustibile da rifiuti), adeguando gli impianti di trattamento e valorizzazione in modo da sfornare combustibile di qualità, adatto anche ad alimentare centrali elettriche.
B) smaltimento in proprio dei rifiuti non differenziabili, in due fasi: 1) uso di una nuova discarica di proprietà Ama (data la chiusura di Malagrotta); 2) realizzazione di un nuovo impianto di smaltimento entro il 2013, di dimensioni e caratteristiche analoghe a quelle degli impianti di Berlino (capace di trattare 500 mila tonnellate l’anno), Monaco (750 mila tonnellate), Vienna (due impianti più uno in costruzione, per un totale di 900 mila tonnellate).
In Italia, sottolinea Ama, Brescia – da sempre città modello per il trattamento dei rifiuti – ha un impianto che brucia 800 mila tonnellate l’anno.

www.comune.roma.it

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