V rapporto sulla qualità urbana presentato a Ecopolis da Ispra

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L’ Italia ha imboccato la strada giusta per migliorare la qualità ambientale: ci sono segnali di miglioramento. È quanto emerge dal quinto rapporto sulla qualità delle aree metropolitane realizzato da Ispra (Istituto superiore per la ricerca ambientale) con la collaborazione di Arpa, Appa (Agenzie regionali e provinciali per la protezione dell’ ambiente) ed Anci (Associazione nazionale comuni italiani) presentato nella prima giornata di Ecopolis 2009 alla Fiera di Roma.

Il rapporto analizza in 33 città italiane il consumo di territorio, acqua, elettricità, i valori delle emissioni, della raccolta dei rifiuti, lo sviluppo di energie rinnovabili e la diffusione delle certificazioni ambientali e il focus offre segnali di un paese che va migliorando seppur in una strada ancora in salita. In estrema sintesi, questi i risultati dell’ indagine.

Uso del suolo
Le città italiane sono sempre più urbanizzate: il rapporto evidenzia come l’ espansione urbana, cioè il progressivo allargamento dei limiti della città a scapito dei territori agricoli, rappresenta una delle problematiche più stringenti anche per il possibile incremento di beni esposti ai pericoli geologici. Le più elevate percentuali di superfici con una perdita di suolo irreversibile per via del processo di urbanizzazione si trovano in Lombardia, Puglia, Veneto e Campania. In Lombardia le superfici urbanizzate si attestano al 13,7% del territorio e sono cresciute, negli ultimi dieci anni, con un ritmo di 10,2 ettari al giorno, prevalentemente a scapito di aree agricole a elevato valore agronomico.

Consumi di energia
Nelle case italiane cresce il consumo di energia elettrica e arriva, nel 2007, a 39.195 kWh per abitante. Il dato non solo è superiore a quello del 2000 (37.066 kWh per abitante), ma raggiunge quasi il picco del 2004 (40.070 kWh per abitante). Nell’ ambito delle 33 aree urbane, Bolzano (1.672 kWh per abitante) e Aosta (1.454 per abitante) sono le città più energivore, mentre Campobasso, con 896 kWh per abitante, è quella con i livelli più bassi. Più di mille sono gli impianti fotovoltaici in esercizio nelle aree urbane considerate. Con 258 impianti ed un totale di 1.542 kW di potenza installata, Roma si aggiudica il primo posto tra le città con il numero maggiore di impianti fotovoltaici, seguita da Perugia (82 impianti per un totale di 648 kW), Modena (58 e 481 kW di potenza), Palermo (41 e 171 kW di potenza) e Bari (40 e 265 kW di potenza). Aosta è la città con il numero minore: un impianto e un totale di potenza installata pari a 18 kW.

Acqua
Diminuiscono i consumi di acqua per uso domestico: rispetto al 2006, il livello nazionale cala dell’ 1,7% e, nell’ anno successivo, raggiunge i 69,9 mc per abitante. La forte diminuzione registrata a livello nazionale risulta ancora maggiore nell’ ambito delle 33 aree urbane, nelle quali si arriva al 2,24% di riduzione. La media pro capite del 2007 si attesta intorno ai 65,5 mc a fronte dei 67 ma del 2006. Le città che hanno superato gli 80 mc pro capite sono Torino, Milano, Brescia, Roma, Pescara e Catania; tutte queste hanno comunque diminuito i loro consumi. In controtendenza Catania che da 78,6 mc passa a 81,7 mc pro capite.

Emissioni
Quasi tutte le 33 città non passano l’ esame della qualità dell’ aria. Nel 2007, fra quelle che hanno inviato i dati, solo Pescara, Potenza, Bolzano e Campobasso, hanno i valori di pm10 che non superano il valore limite giornaliero concesso dalla legge. Torino, Milano, Brescia e Venezia sono le città con il maggior numero di superamenti del limite giornaliero (oltre 140 giorni di superamento).

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