Effetto crisi sui mutui. Risultati emersi dall’ Osservatorio sul Credito al Dettaglio realizzato da Assofin, CRIF e Prometeia

di Redazione Commenta

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Il credito alle famiglie prosegue nel suo percorso di rallentamento. La crescita delle consistenze complessive è arrivata, infatti, ai minimi storici, registrando alla fine del 2008 un modesto +1,2% contro il +9,2% di fine 2007.
 Queste sono alcune delle principali evidenze emerse dall’ Osservatorio sul Credito al Dettaglio realizzato da Assofin, CRIF e Prometeia

I dati sottolineano che la crisi finanziaria e la fase recessiva tuttora in atto hanno contribuito ad una maggiore prudenza da parte sia delle famiglie riguardo a impegni finanziari e alla domanda di credito, sia degli enti eroganti in relazione alla concessione e offerta di finanziamenti. Di conseguenza il debito delle famiglie italiane in rapporto al reddito disponibile si è ridotto dal 50% del 2007 al 49% nel 2008 confermandosi molto basso e pari 
a circa un terzo di quello osservato negli Stati Uniti e nel Regno Unito ed assai più contenuto rispetto al 76% della Francia, all’ 89% della Germania e al 123% della Spagna.


Il comparto dei mutui evidenzia nettamente gli effetti della crisi finanziaria e mostra nel 2008 una riduzione delle consistenze rispetto al 2007 (-0,9%), dovuto al pesante calo nelle nuove erogazioni (-14,4% rispetto all’ anno precedente), anche se sul mercato ha effetti positivi la crescente richiesta da parte delle famiglie di mutui di sostituzione e di surroghe nell’ ambito delle nuove misure sulla portabilità.

Anche nel 2009, secondo le rilevazioni più recenti, prosegue la fase di netta contrazione del mercato dei mutui immobiliari: i flussi di nuove erogazioni relative al primo trimestre 2009 mostrano infatti una flessione del -23,4% rispetto allo stesso periodo del 2008.

La maggiore cautela nella concessione dei crediti, causata dalla crisi finanziaria e comune in tutta l’ eurozona, ha comportato un ulteriore rallentamento nella domanda delle famiglie, creando uno scenario di difficoltà del mercato immobiliare, già caratterizzato dalla fine del ciclo espansivo dell’ ultimo decennio.

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