Mutui un tasso annuo di crescita quasi del 7% rispetto a due anni fa

di Redazione 1

Mutui un tasso annuo di crescita quasi del 7% rispetto a due anni fa

Il tasso soglia usurario per i mutui a tasso fisso per il secondo trimestre del 2010 cala al 7,755%, dal precedente 8,03%. Il tasso soglia per i mutui a tasso variabile scende al 3,945%, dal 4,38%. I dati si evincono dalla pubblicazione della nuova rilevazione dei tassi da parte della Banca d’ Italia. Il relativo decreto del Ministero dell’ Economia è stato emanato il 26 marzo, con i tassi di interesse effettivi globali medi, in applicazione della legge sull’ usura

Secondo i dati resi noti dall’ Abi all’inizio del 2010 prosegue la fase di ripresa dei prestiti bancari per l’ acquisto di abitazioni, in un contesto in cui il mercato immobiliare italiano evidenzia diffusi segnali di miglioramento: lo dicono soprattutto le previsioni degli operatori del settore, meno pessimistiche e più fiduciose nel ritorno a una più elevata domanda.

Alla fine di gennaio 2010, in Italia, lo stock di mutui per l’ acquisto di immobili ha superato i 282 miliardi di euro, con un tasso annuo di crescita di quasi il +7%, rispetto ai livelli di due anni prima. La dinamica di tali finanziamenti, infatti, dopo aver manifestato andamenti negativi nella seconda parte del 2008 e nei primi mesi del 2009, dall’ inizio del secondo trimestre del 2009 ha intrapreso una fase di costante, seppur lenta, accelerazione.

D’ altra parte, nell’ anno passato il trend di tali finanziamenti aveva risentito della fase di rallentamento del mercato immobiliare italiano ma, da un confronto internazionale emerge come l’ Italia risulti leader in Europa per quanto concerne i finanziamenti alle famiglie per l’ acquisto di immobili: a gennaio il tasso annuo di crescita segnato dalle banche nazionali si posiziona, infatti, su un livello nettamente superiore a tutti i principali paesi europei.

A fronte, infatti, di un incremento di quasi il +7% in Italia, si registra, sempre a gennaio 2010, una variazione pari a +1,8% nella media Area Euro (+1,3% l’ anno prima). La quota dell’ Italia sull’ Area Euro per questo segmento di attività è, pertanto, cresciuta, passando nell’ ultimo anno dal 7,6% a quasi l’8%.

La sensibile riduzione dei tassi di interesse registrata negli ultimi mesi, unitamente alla maggiore propensione delle famiglie italiane verso il mattone – bene rifugio per antonomasia – ha verosimilmente rappresentato un fattore di stimolo per le famiglie ad attivare decisioni di spesa rivolte a beni immobili.

Nell’ ultimo anno, in particolare, il tasso di interesse applicato dalle banche per le nuove operazioni di acquisto di immobili (media fisso e variabile) è passato dal 4,79% di gennaio 2009 a 2,75% di gennaio 2010 (2,68% secondo prime stime a febbraio u.s.), segnando una contrazione di oltre due punti percentuali e collocando tale tasso al minimo storico mai raggiunto e su un livello inferiore a quello medio dell’ Area Euro (3,57%).

Secondo il Crif a febbraio la domanda dei mutui ipotecari da parte delle famiglie italiane registra, dopo mesi di costante crescita, un segno negativo, -2% rispetto allo stesso mese del 2009. Analizzando più nel dettaglio i dati, emerge come il numero di richieste di mutuo a febbraio 2010 sia sostanzialmente in linea con quello dello stesso mese del 2008, mentre fa registrare un +7% rispetto al mese precedente (gennaio 2010).

Confrontando la domanda di mutui ipotecari aggregata per il primo bimestre dell’ anno in corso con lo stesso periodo degli anni precedenti si evidenzia come il 2010 si prospetti come un anno positivo, registrando un +4% rispetto al 2009, un +2% rispetto al 2008 e un +5% rispetto al 2007. Tuttavia, nella valutazione del dato è necessario considerare la quota parte per surroghe e sostituzioni.

Dalla nota trimestrale dell’ Agenzia del Territorio emerge che, per quanto riguarda i mutui ipotecari, nel 2009 il livello di compravendite di abitazioni acquistate mediante l’ accensione di un mutuo con ipoteca sulla medesima casa acquistata, diminuisce del 10,8%, leggermente meno delle compravendite del settore residenziale che, come si è detto precedentemente, sono scese del -11,3%.

È da tener presente che nel 2008 si era assistito al crollo del 27% circa di questo segmento di mercato, quando le compravendite totali di abitazioni scendevano intorno al -15%. Probabilmente la forte riduzione dei tassi di interesse ha contribuito al contenimento della discesa degli acquisti con mutuo. Si consideri che i tassi di interesse medi sulla prima rata dei mutui ipotecari, sono scesi di quasi 2 punti percentuali, passando dal 5,55% del 2008 al 3,68% del 2009.

Fonte:Tecnoborsa
www.tecnoborsa.it

Commenti (1)

  1. Ti ringrazio per il solido lavoro svolto su questo sito Internet Sono positiva di riflettere su questo per abbastanza tempo.

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